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  1. #1

    Perchè la psicologia è una professione al femminile?

    Non voglio essere polemico ma dopo 5 anni di psicologia e 5 di liceo scienze sociali non riesco a capire il motivo dell'affluenza delle donne in questo settore coem se il ruolo di psicologo sia di badante aiutante assistente e che l'empatia sia una predisposizione del carattere femminile. Diciamo tanto che siamo moderni ma anche in questo da come mi sembra siamo antichi e lontani anni luce sul fatto di essere emancipati e al passo con i tempi. Vorrei sapere cosa ne pensate in proposito.

  2. #2
    Partecipante Assiduo L'avatar di carozzicarozzi
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    17-06-2007
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    234

    Riferimento: Perchè la psicologia è una professione al femminile?

    Che culo!!!

  3. #3

    Riferimento: Perchè la psicologia è una professione al femminile?

    che significa scusa questa espressione??

  4. #4
    Partecipante Assiduo L'avatar di carozzicarozzi
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    17-06-2007
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    234

    Riferimento: Perchè la psicologia è una professione al femminile?

    ....che sono tutte donne!

  5. #5
    Neofita L'avatar di elisa_chips
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    03-02-2008
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    Biella e Torino
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    7

    Riferimento: Perchè la psicologia è una professione al femminile?

    Ti rispondo subito,

    se hai studiato 5 anni psicologia, e 5 anni scienze sociali avrai sicuramente incontrato dei corsi in cui le "differenze di genere" vengono analizzate e spiegate attraverso teorie psicologiche che riguardano anche lo sviluppo della personalità in senso relazionale e in senso culturale.

    Io ho "imparato" questo:
    In senso culturale alle bambine viene insegnato, fin dalla più tenera età, a PRENDERSI CURA degli altri, che siano amichetti, bambole e peluches, animali e piantine. Questo imprinting culturale servirà a creare Buone Mamme, non soltanto brave infermierine! Ecco perchè siamo portate ad occuparci degli altri.

    In senso psicologico la cura solitamente viene fornita dalla madre, la sua empatia, la sua "rèverie", la sua capacità di contenimento diventa poi parte della psiche del bambino/a. Ovviamente la bambina si identifica nella madre, mentre il maschietto deve dis-identificarsi e spostare il suo polo identificativo verso il padre. Le caratteristiche paterne non sono propriamente dedicate alla cura, ma rappresentano altri aspetti altrettanto importanti, come la forza, la determinazione.

    Quindi all'inverso potrei chiederti... Come mai la maggior parte degli studenti di ingenieria sono maschi? E i militari?

    Non so se ho risposto alla tua domanda ma in parte si riassume così: Noi donne siamo strutturalmente e culturalmente cresciute per insegnare, accudire e curare, corpo e psiche. Per ora è così.

    30% Ottimista

    30% Sognatrice
    20% Pigra
    20% Disfattista

    = 100% Ely

    And I think to myself..... What a wonderfoul World!

  6. #6
    Partecipante Esperto
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    283

    Riferimento: Perchè la psicologia è una professione al femminile?

    sono d'accordo con elisa_chips, e in particolare, gli uomini sentono il bisogno di scaricare l'aggressitività in occupazioni più adatte a ciò. anche all'interno del comparto degli psicologi/psicologhe, le percentuali di uomini cresce nel settore della psicologia del lavoro, che richiede forse un approccio più aggressivo e spregiudicato.
    fonte dell'affermazione sulle percentuali: "Professioni psicologiche e professionalizzzione della psicologia" a cura di Claudio Bosio.
    saluti

  7. #7

    Riferimento: Perchè la psicologia è una professione al femminile?

    sono d'accordo con quello che avete detto ma non vi sembra un pò superato oggi parlare di chi si prende cura (femminile) e chi fa un lavoro da tecnico (ingegniere geometra o altro) (maschile) secondovoi non abbiamo ancora una "mentalità" un pò ottocentesca come per esempio nellapsichiatria e nella psicologia e nella sociologia si dia importanza specialemente al settore biologico. Non perchè voglia fare il saputello eppure le scienze sociali sono nate per ribadire che non c'è più la nobiltà, il clero, il terzo stato ma che ci sia un pò di mobilità sociale e parità anche tra i sessi che non vuol dire siamo tutti uguali. Già che ci sia un legge dal 1975 0 78 sul congedo parentale già si parla di uguali necessità (mica solo la mamma può essere "brava" e "reponsiva" rispetto al papa') e non vuol dire che se si è per dire architetti o militari si sia più arrivisti o aggressivi e poi nel setting psicologico si debba essere accoglienti o caldi o protettivi. Se non sbaglio Piaget, Bowlby, Freud, Jung, Bruner, Skinner, Vygotsky (i capisaldi non erano femmine eppure hanno elaborato delleteorie che dopo secoli sono ancora validi)
    http://www.telemainternational.com/t...0Ripamonti.pdf (il testo di Bosio dice anche quello che vi ho scrittosiamo troppo radictiall'ottocento. Nel lavoro da psicologo si deve costruire il contratto quindi non è importante essere solo "bravi e accogieti" anzi bisogna essere ancora più astuti, aggressivi o arrivisti perchè se no se la prendono sempre con la poca identità professionale. Che fate? Fate quattro chiacchiere (detto anche da professionisti)
    Ultima modifica di howareyou : 04-03-2009 alle ore 04.27.41

  8. #8
    Partecipante L'avatar di max.nettuno
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    52

    Riferimento: Perchè la psicologia è una professione al femminile?

    Credo anch'io che gli stereotipi andrebbero superati, del tipo che le donne sono più empartiche degli uomini (...dipende dalle donne), che gli uomini sono più aggressivi delle donne (...l'agressività femminile si esprime anche in modi più nascosti). A parte le differenze biologiche e ormonali, le nostre scelte di vita (es. fare lo psicologo o fare l'ingegnere) sono spesso dettate dalle aspettative culturali alle quali siamo stati "socializzati" fin da bambini (cenerentola aspetta il prinicipe azzurro, big jim non ha una ragazza ma va in giro in moto all'avventura; barbie ha necessarimante il ragazzo, al massimo fa la segretaria o la baby sitter, di certo non prende il nobel). Gli uomini spesso non scelgono psicologia perché è una professione che si pensa (a ragione o torto) poco redditizia, con materie soft (e gli uomini vengono "socializzati" all'idea che vali in base a quanto guadagni). Le donne magari non scelgono ingegneria perché gli hanno fatto credere da piccole che sono portate più per materie umanistiche che per quelle scientifiche...E la Montalcini dove la mettiamo allora? Io ho scelto a 30 anni di mettermi a studiare psicologia, avendo scelto, da "uomo", prima di laurearmi in economia, aspettandomi di guadagnare... Poi però sono entrato in contatto con la mia "parte femminile" (cavolata: non ci sono parti maschili o feminili, anche questa è una costruzione sociale) e ho scelto di dedicarmi alla psicologia, nonostante le risate di molti, colleghi uomini soprattutto (del tipo "ma chi te lo fa fare"?).
    Se abbiamo, o avremo, dei figli, cerchiamo di non commettiamo gli stessi errori...da bravi psicologi.
    Il viaggio è la meta.

  9. #9
    Partecipante Figo L'avatar di klaudia82
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    Riferimento: Perchè la psicologia è una professione al femminile?

    bella riflessione elisa!sono pienamente d'accordo a ragionare come te!o per lo meno questo è quello che ho appreso in questi 5 anni, ma che inevitabilmente si visualizza e si sente nella realtà odierna e passata.

  10. #10

    Riferimento: Perchè la psicologia è una professione al femminile?

    sono d'accordo con max.nettuno e vi ricordo che eva ha indotto adamo a prendere la mela e chi ha preso in giro il diavolo? Chi mantiene le redini nel rapporto? Anche questa è una forma di aggressività non è così, sicuramente le donne non mi daranno mai ragione neanche in questo vero?
    Ultima modifica di howareyou : 05-03-2009 alle ore 20.26.03

  11. #11
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Perchè la psicologia è una professione al femminile?

    al di là delle scelte professionali che un individuo decide di effettuare, non ci vedo niente di male nelle differenze tra uomo e donna, per quanto possano essere culturalmente acquisite.
    è innegabile cmq che la donna abbia capacità generative che sono concrete, non solo frutto di un retaggio filologico. ed è triste che molte donne vogliano negare questa parte della loro natura, della essenza, che è la meravigliosa capacità di generare, in favore della carriera, solo per sentirsi pari agli uomini. tanto di cappello a quelle donne che decidono invece provare amore per la vita e generarla. saluti

  12. #12
    Partecipante Affezionato L'avatar di Allport80
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    104

    Riferimento: Perchè la psicologia è una professione al femminile?

    Una domanda provocatoria: data per buona l'ipotesi che le donne siano più predisposte ad accudire e curare, come mai i più grandi psicoanalisti nella storia sono uomini???
    Ultima modifica di Allport80 : 05-03-2009 alle ore 23.44.33
    Allport 80

  13. #13
    Partecipante Assiduo L'avatar di Lithium
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    Riferimento: Perchè la psicologia è una professione al femminile?

    Citazione Originalmente inviato da max.nettuno Visualizza messaggio
    Credo anch'io che gli stereotipi andrebbero superati, del tipo che le donne sono più empartiche degli uomini (...dipende dalle donne), che gli uomini sono più aggressivi delle donne (...l'agressività femminile si esprime anche in modi più nascosti). A parte le differenze biologiche e ormonali, le nostre scelte di vita (es. fare lo psicologo o fare l'ingegnere) sono spesso dettate dalle aspettative culturali alle quali siamo stati "socializzati" fin da bambini (cenerentola aspetta il prinicipe azzurro, big jim non ha una ragazza ma va in giro in moto all'avventura; barbie ha necessarimante il ragazzo, al massimo fa la segretaria o la baby sitter, di certo non prende il nobel). Gli uomini spesso non scelgono psicologia perché è una professione che si pensa (a ragione o torto) poco redditizia, con materie soft (e gli uomini vengono "socializzati" all'idea che vali in base a quanto guadagni). Le donne magari non scelgono ingegneria perché gli hanno fatto credere da piccole che sono portate più per materie umanistiche che per quelle scientifiche...E la Montalcini dove la mettiamo allora? Io ho scelto a 30 anni di mettermi a studiare psicologia, avendo scelto, da "uomo", prima di laurearmi in economia, aspettandomi di guadagnare... Poi però sono entrato in contatto con la mia "parte femminile" (cavolata: non ci sono parti maschili o feminili, anche questa è una costruzione sociale) e ho scelto di dedicarmi alla psicologia, nonostante le risate di molti, colleghi uomini soprattutto (del tipo "ma chi te lo fa fare"?).
    Se abbiamo, o avremo, dei figli, cerchiamo di non commettiamo gli stessi errori...da bravi psicologi.
    Pienamente d'accordo, dalla prima all'ultima riga


    Citazione Originalmente inviato da gurney halleck Visualizza messaggio
    al di là delle scelte professionali che un individuo decide di effettuare, non ci vedo niente di male nelle differenze tra uomo e donna, per quanto possano essere culturalmente acquisite.
    è innegabile cmq che la donna abbia capacità generative che sono concrete, non solo frutto di un retaggio filologico. ed è triste che molte donne vogliano negare questa parte della loro natura, della essenza, che è la meravigliosa capacità di generare, in favore della carriera, solo per sentirsi pari agli uomini. tanto di cappello a quelle donne che decidono invece provare amore per la vita e generarla. saluti
    Il "male" personalmente lo vedo nel condizionare, talora pesantemente, le attitudini e le scelte delle singole persone....per non parlare delle volte in cui, specie in determinati contesti socioculturali, il sesso di appartenenza diventa un pretesto per costruire delle vere e proprie prigioni familiari e sociali, in primis per le donne (passando dal condizionamento all'imposizione vera e propria).
    Comunque non credo che a spingere le donne a dedicarsi alla carriera sia la voglia di sentirsi "pari agli uomini", ma piuttosto il bisogno di guadagnare per avere un certo tenore di vita, o semplicemente l'amore e la passione per il loro lavoro....e non dimentichiamo che, se per un "uomo in carriera" conciliare lavoro e famiglia è spesso più facile avendo una moglie impiegata part-time o addirittura casalinga, è difficile che accada il contrario. Insomma, una donna che vuole dedicarsi molto al lavoro ha bisogno di collaborazione....e se non la trova spesso è costretta per forza di cose a postecipare altri progetti familiari.


    Citazione Originalmente inviato da Allport80 Visualizza messaggio
    Una domanda provocatoria: data per buona l'ipotesi che le donne siano più predisposte ad accudire e curare, come mai i più grandi psicoanalisti nella storia sono uomini???
    Pur non condividendo la premessa (donne più empatiche), la risposta a mio avviso è comunque abbastanza banale: la psicoanalisi è nata e si è affermata in un periodo storico in cui l'emancipazione femminile era ancora abbastanza lontana. Difficile trovare donne che lavorassero, specie a livello intellettuale, o comunque la loro presenza non era certo pari a quella maschile. Ad ogni modo le poche presenti si sono fatte notare non meno dei loro colleghi: Anna Freud, Melanie Klein...
    the Dark side Clouds everything


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  14. #14
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Damypull
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    Riferimento: Perchè la psicologia è una professione al femminile?

    Citazione Originalmente inviato da Allport80 Visualizza messaggio
    Una domanda provocatoria: data per buona l'ipotesi che le donne siano più predisposte ad accudire e curare, come mai i più grandi psicoanalisti nella storia sono uomini???
    La risposta è molto semplice, hai tempi della fondazione della psicoanalisi per poter diventare psicoanalisti si doveva necessariamente avere la laurea in medicina e le donne medico al tempo erano poche!
    Volere è Potere

  15. #15
    Partecipante Assiduo L'avatar di jamostex
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    Riferimento: Perchè la psicologia è una professione al femminile?

    Citazione Originalmente inviato da howareyou Visualizza messaggio
    Non voglio essere polemico ma dopo 5 anni di psicologia e 5 di liceo scienze sociali non riesco a capire il motivo dell'affluenza delle donne in questo settore coem se il ruolo di psicologo sia di badante aiutante assistente e che l'empatia sia una predisposizione del carattere femminile. Diciamo tanto che siamo moderni ma anche in questo da come mi sembra siamo antichi e lontani anni luce sul fatto di essere emancipati e al passo con i tempi. Vorrei sapere cosa ne pensate in proposito.
    mah...intraprendere un certo percorso di studi (e in seguito professionale) è una scelta perlopiù personale, mentre il discorso che fai tu dell' "essere moderni ed emancipati" ha più il sapore del riconoscimento sociale alle figure di diverso genere che operano nella professione.

    ...di conseguenza partendo dal fatto che noi psicologi maschietti non mi pare possiamo lamentarci troppo di disparità di trattamento dovute al genere, prendo per buono il discorso di elisa sul perchè le donne affollino i corsi di psicologia (che bei ricordi ) e ti chiedo:

    chi dovrebbe essere più al passo coi tempi?
    i ragazzi che dovrebbero scegliere di più questo percorso? le ragazze che dovrebbero farlo invece di meno? i clienti o i pazienti degli psicologi?

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