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Discussione: studio privato?

  1. #1
    Matricola
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    21-02-2008
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    studio privato?

    un neuropsicologo, potrebbe lavorare presso un suo studio privato, oltre che in ospedale?

  2. #2
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: studio privato?

    Sí. Il titolo "neuropsicologo" non mi risulta che sia attualmente protetto. Io ne ho uno conseguito all'estero ed ho chiesto all'ordine (Lazio) cosa dovevo fare per avere il riconoscimento del mio titolo in Italia e lì mi hanno detto che questo titolo ufficialmente non esiste. Comunque credo che chi è laureato in psicologia e sa fare neuropsicologia, possa sicuramente esercitare in uno studio privato. Un piccolo problema è forse l'attrezzatura, che è un po' costosa (un paio di PC, software per i test cronometrici, software per il training cognitivo, eventuali tastiere speciali per disabili, varie batterie di test per le diverse fasce d'età e le diverse patologie, ecc. ). A differenza della psicoterapia, che richiede un kit minimo, la NP è costosa, almeno se la vuoi fare bene. Un altro problema è poi l'acquisizione dei clienti, perchè la neuropsicologia è poco conosciuta e non esiste ancora nel privato. Io però sono ben decisa a provare e comincerò part-time in uno studio polispecialistico la prossima settimana.

  3. #3
    Matricola
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    21-02-2008
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    Riferimento: studio privato?

    bè, grazie per la risposta e complimenti!come funziona di preciso lo studio specilistico?
    scusa la curiosità =) ma è l'ambito in cui mi piacerebbe lavorare, in un futuro.

  4. #4
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: studio privato?

    Lo studio polispecialistico è uno studio medico in cui lavorano medici con diverse specializzazioni, presenti ciascuno uno o più giorni a settimana. Il vantaggio sta sia nella condivisione delle spese sia nel fatto che nello studio circolano più pazienti: chi ad es. va dall'otorino, vede che c'è anche il pediatra, l'ortopedico, il ginecologo, LO PSICOLOGO, ecc. La presenza di un neurologo è ovviamente di particolare vantaggio per il neuropsicologo. Lo svantaggio è che non si ha una stanza personale da ottimizzare per le proprie esigenze. Poi magari lavorando scoprirò anche altri vantaggi e svantaggi... Auguri anche a te se vorrai provare.

  5. #5
    Postatore Compulsivo L'avatar di Calethiel
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    Riferimento: studio privato?

    Concordo con tutto quello detto da millelune. Un unica cosa, è vero i test sono costosissimi, ma non è necessario comprarli tutti e subito. Dipende anche con che tipo di pazienti si vuole lavorare, e in base a questo comprare i test.

    E poi un piccolo incoraggiamento, è vero che la neuropsicologia in italia è poco conosciuta, non riconosciuta come titolo ma come professione, e che spesso il lavoro del neuropsicologo viene fatto da altre figure, però è anche vero che una realtà privata poco alla volta sta nascendo, merito anche della formazione che viene fatta nelle scuole ecc...

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  6. #6
    Matricola
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    21-02-2008
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    Riferimento: studio privato?

    speriamo. io ho ancora un pò di anni di studio davanti, ma cerco di essere fiduciosa, in questa nuova professione. in bocca al lupo millelune tienici aggiornati!
    Ultima modifica di BabyGrand : 07-01-2009 alle ore 17.57.13

  7. #7
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: studio privato?

    Calethiel, io invece penso che cominciare senza mezzi adeguati non sia una buona idea. Chi vuoi che si rivolga al neuropsicologo privatamente? Chi ha i soldi per permetterselo. E chi ha soldi ed è disposto a spendeli, di solito pretende parecchio, molto di più di quello che potrebbe avere gratuitamente dal SSN, magari con un po' di lista d'attesa. Perciò penso che un buon kit iniziale sia importante e serva anche di presentazione e garanzia per noi professionals.
    All'inizio è purtroppo difficile dire quale sarà l'utenza. In linea di massima noi ci possiamo rivolgere a tutte le fasce d'età e a molte patologie neurologiche e psicopatologiche. Oltre al campo dei danni cerebrali acquisiti (TBI, ictus, ecc), noi possiamo offrire anche prevenzione e screening per diagnosi precoce: con gli anziani per le demenze, con i bambini per lo sviluppo psico-motorio, percettivo e intellettivo.
    A parte la diagnosi c'è poi l'area della terapia, a meno che non vogliamo lasciala agli ergoterapisti e logopedisti. Lo so che nelle strutture pubbliche funziona in genere così, il neuropsicologo fa solo diagnostica ed in genere non a tutti i pazienti, ma solo a quelli inviatigli dai medici di reparto. Poi la terapia viene fatta da altre figure professionali. Però, se vogliamo farci apprezzare e far sentire la nostra utilità nel privato, penso che dobbiamo offrire, oltre alla diagnostica, anche e soprattutto efficace terapia, di quella che soddisfi i criteri della evidence-based medicine e, soprattutto, ci faccia buona pubblicità. E questo comporta purtroppo dei costi.
    Tu hai già esperienza come NP nel privato? Scusa, forse lo hai già raccontato, ma io sono nuova nel forum....

  8. #8
    Postatore Compulsivo L'avatar di Calethiel
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    Riferimento: studio privato?

    Si ne ho già parlato ma non c'è problema!
    Io lavoro in uno studio privato, e abbiamo bene o male tutti i test. Ci sono sia psicologhe che logopediste e facciamo sia diagnosi che terapia. Sono d'accordo quando dici che sarebbe bene avere una batteria testistica completa, ma ci sono test che non si usano molto spesso, ma solo in casi particolari. Ad esempio io all'inizio non comprerei mai un test per l'agnosia come il vosp, mentre prenderei una wais o wisc (dipende se voglio lavorare principalemente con adulti o bambini).
    E per la terapia, non è necessario disporre di software specifici, noi tanto materiale ce lo costruiamo, e poi ci sono i materiali dell'erikson che sono economici.

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  9. #9
    Matricola
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    21-02-2008
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    Riferimento: studio privato?

    caspita però, complimenti ad entrambe!
    prima di lavorare nel privato cosa avete fatto? perchè insomma, è importante anche farsi le conoscenze giuste prima, o sbaglio?

  10. #10
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: studio privato?

    Infatti ho preso sia la wais che la wisc, ma non il vosp, anche perchè somministrando un test di screening quale l'SKT o la batteria TÜLUC si vede subito se c'è o no un'agnosia.
    Ho lavorato gli ultimi dodici anni in un centro di eccellenza per la riabilitazione neurologica. Nella clinica c'erano sei neuropsicologi, ciascuno responsabile per un reparto di 20 pazienti, tra i quali distribuire 38 ore settimanali. Si lavorava nella massima autonomia rispetto ai medici. I pazienti venivano ricoverati generalmente in stato ancora comatoso, quindi il lavoro cominciava con le sole scale del risveglio e la stimolazione sensoriale, per poi proseguire con i test veri e propri e la terapia. Per ogni paziente andava fatta la diagnostica e scritta una relazione all'ingresso e alla dimissione e, tra l'una e l'altra, la terapia. A volte, per ottenere dalle casse mutue il prolungamento della degenza, bisognava rifare ogni tanto qualche test e scrivere una relazione per comprovare il miglioramento del paziente e l'efficacia della degenza. Spesso bisognava fare anche perizie per assicurazioni, pensioni di invalidità, reinserimento lavorativo, permesso di guida, ecc. I mezzi a disposizione erano decisamente grandiosi, ma spesso ho costruito anche io da sola il materiale che ho ritenuto necessario o di cui ho voluto testare l'efficacia.
    Adoro i test che hanno versioni parallele, e purtroppo sono pochissimi, perchè permettono di ripetere il test e misurare l'effetto della terapia al netto da ogni "learning effect".

  11. #11
    Postatore Compulsivo L'avatar di Calethiel
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    Riferimento: studio privato?

    Babygrand lo studio dove lavoro non è mio purtroppo.....ed hai perfettamente ragione, ci vogliono ottime conoscenze, in tutti i sensi. Sia teoriche, che di medici che ti facciano l'invio...e su questo ci sto lavorando.

    Millelune, ma questo centro dove hai lavorato è all'estero vero? In italia non credo esista un posto così...purtroppo..

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  12. #12
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: studio privato?

    Sí, è all'estero, e lì ci sono anche molti studi privati di neuropsicologia. Le casse mutue si assumono i costi del trattamento, purchè si scrivano relazioni iniziali convincenti che documentino il potenziale riabilitativo del paziente, si indichino chiaramente gli obiettivi concreti che si pensa di raggiungere e si faccia un preventivo della spesa totale. Ogni 3-4 settimane si devono poi documentare i progressi del paziente. Ora vorrei cercare di ricostruire qualcosa dello stesso livello. Lo so che è un progetto molto ambizioso, ma è una cosa in cui credo. Ho sentito che qui si stanno diffondendo le assicurazioni private, che si assumono almeno in parte i costi delle terapie psicologiche. Ne sapete niente?

  13. #13
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lucmoonly
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    Riferimento: studio privato?

    Citazione Originalmente inviato da millelune Visualizza messaggio
    Infatti ho preso sia la wais che la wisc, ma non il vosp, anche perchè somministrando un test di screening quale l'SKT o la batteria TÜLUC si vede subito se c'è o no un'agnosia.
    Ho lavorato gli ultimi dodici anni in un centro di eccellenza per la riabilitazione neurologica. Nella clinica c'erano sei neuropsicologi, ciascuno responsabile per un reparto di 20 pazienti, tra i quali distribuire 38 ore settimanali. Si lavorava nella massima autonomia rispetto ai medici. I pazienti venivano ricoverati generalmente in stato ancora comatoso, quindi il lavoro cominciava con le sole scale del risveglio e la stimolazione sensoriale, per poi proseguire con i test veri e propri e la terapia. Per ogni paziente andava fatta la diagnostica e scritta una relazione all'ingresso e alla dimissione e, tra l'una e l'altra, la terapia. A volte, per ottenere dalle casse mutue il prolungamento della degenza, bisognava rifare ogni tanto qualche test e scrivere una relazione per comprovare il miglioramento del paziente e l'efficacia della degenza. Spesso bisognava fare anche perizie per assicurazioni, pensioni di invalidità, reinserimento lavorativo, permesso di guida, ecc. I mezzi a disposizione erano decisamente grandiosi, ma spesso ho costruito anche io da sola il materiale che ho ritenuto necessario o di cui ho voluto testare l'efficacia.
    Adoro i test che hanno versioni parallele, e purtroppo sono pochissimi, perchè permettono di ripetere il test e misurare l'effetto della terapia al netto da ogni "learning effect".
    sei neuropsicologi??..in una sola struttura?...un sogno!
    ma dov'è questo centro! anch'io penso che sicuramente sia all'estero!
    che bello però...! amici neuropsicologi creiamo anche noi il nostro centro
    life is short

  14. #14
    psicoboa
    Ospite non registrato

    Riferimento: studio privato?

    Da medico in alcune occasioni mi è capitato di inviare pazienti in consulenza neuropsicologica sia nell'ambito pubblico che in quello privato. Il problema con gli psichiatri è che per mentalità tendono a dare "rilevanza solo alla clinica da DSM-IV" scotomizzando sfumati aspetti di deterioramento. Da modesto autodidatta di neuropsicologia (sono psichiatra) mi è capitato di sottoporre un paziente ad alcuni test banali (MMSE + Esame neuropsicologico Breve) e sospettando qualcosa ipotizzai iniziale demenza e rilevai alla visita sfumati sintomi parkinsoniani. Chiedo una valutazione neuropsicologica + accurata: sia il neurologo che il geriatra fecero qualche test e conclusero che non avevo capito niente, che erano tuttemanifestazioni di depressione. Un anno dopo (paziente ricoverato più volte in psichiatria intanto...) finalmente il mio capo si decide che potrei anche avere ragione e mi autorizza a chiedere esami strumentali (RM e SPECT-DatScan): emerge encefalopatia vascolare e Parkinson in fase iniziale. Curato il Parkinon la "depressione" guarisce....
    Questo per dirvi:
    1) molti medici (psichiatri e geriatri, nella mia esperienza) non si rendono del tutto conto di quali sono le possibilità (ed i limiti) della neuropsicologia, per cui un intervento culturale per avvicinare tali figure professionali (potenziali invianti di pz) è molto importante. Un altro ambito potrebbe essere familiarizzare con medici legali per la valutazione degli esiti di danni traumatici (incidenti, ecc.)
    2) essere disponibile a confrontarti con loro, a perdere tempo per fargli capire a cosa serve il tuo lavoro, ad ascoltare le loro opinioni diagnostiche, e dargli una sincera mano per confermarle oppure escluderle, proponendo ipotesi alternative.
    in bocca al lupo
    Ultima modifica di psicoboa : 09-01-2009 alle ore 18.43.13

  15. #15
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    21-12-2008
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    Riferimento: studio privato?

    Mi meraviglio che RM e SPECT non siano state fatte subito. Se c’erano sintomi clinici di Parkinson e basso punteggio al Mini Mental State in realtà era anche abbastanza forte il sospetto di encefalopatia vascolare, visto che il Parkinson da solo, agli inizi non produce demenza, ed anche in fase avanzata non in tutti i pazienti. Perchè non è stata fatta subito l’indagine apparativa, per i costi che comporta o perchè la diagnosi di depressione era certa? Per la diagnosi di depressione erano state usate scale quali BDI o Hamilton? Quanto al Mini Mental State, posso dirti che tra i neuropsicologi gode di un certo disprezzo perchè non esistono valori norma univoci ed un chiaro cut-off. Viene usato tantissimo e piace ai medici perchè è breve e semplicissimo da usare, ma in quanto a standardizzazione lascia molto a desiderare…
    Comunque per il sospetto di Parkinson ci sono anche parecchi questionari e scale internazionali di valutazione che si possono usare per la diagnostica, che può somministrare anche il neuropsicologo ed aiutare così il medico nella decisione di prescrivere o meno indagini più costose.
    Per quanto riguarda la sensibilizzazione dei medici all’utilità della neuropsicologia, le mie esperienze italiane finora sono state non proprio incoraggianti. Non sanno cos’è e non lo vogliono sapere, non hanno tempo e pensano che vuoi vendergli qualcosa. Insomma, una certa chiusura. Io non avrei problema a “perder tempo” per spiegare quello che faccio, anche perchè qualsiasi scambio di informazioni tra persone intelligenti non lo ritengo mai una perdita di tempo, ma dall’altro lato dovrebbe esserci almeno un minimo di interesse. Se conosci qualcuno che ha voglia di informazioni io sono assolutamente disponibile per dimostrare strumenti e know-how. Per fare solo un esempio delle tante possibilità interessanti per i medici, tra le varie apparecchiature che ho per misurare i tempi di reazione, ho anche un sistema per misurare il tempo di reazione a stimoli visivi nei quattro quadranti di uno schermo. In pratica una specie di perimetria. Si usa in visione binoculare per la diagnosi dell’emianopsia/neglect, ma se lo usi monocularmente puoi diagnosticare in modo semplice una neurite del tratto ottico, per es. una fase attiva nella sclerosi multipla, quello che normalmente si fa con i potenziali evocati. Se poi si volesse fare anche un pochino di ricerca, i due metodi si potrebbero combinare e ne verrebbe uno studio fantastico di elettrofisiologia: correlazione tra la latenza della P100 e tempo di reazione a stimoli visivi. Niente male, ti pare? Le possibilità sono davvero tante, ci sarebbe lavoro per tanti colleghi e quanto ai benefici per i pazienti, li ho visti davvero e devo dire che la plasticità neuronale non è solo un tema per congressi, ma esiste sul serio.

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