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  1. #1
    Postatore Epico L'avatar di doctor2009
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    Decimo Giallo Club - Edizione Speciale: Il Romanzo ( breve )

    Prologo


    Giovanna non era riuscita a dormire quella notte. L'aveva trascorsa a ripetere punto per punto il piano così a lungo preparato.
    Aveva stampato l'email che le era arrivata la sera prima, ma non ce n'era alcun bisogno, l'aveva ormai imparata a memoria.
    Del resto, le informazioni che le mandava l'Agenzia erano scarne, chiare e precise, impossibile sbagliarsi.
    L'Agenzia.... Giovanna si domandò chi ne fosse a capo: sicuramente era un uomo che faceva una vita "normale", con una casa, magari una famiglia...
    Oppure, perchè no, era una donna, una come tante: che la mattina andava a portare i figli a scuola e il pomeriggio ripassava a riprenderli...
    Si, doveva essere una persona comune... Anche se non era proprio comune il lavoro che l'Agenzia svolgeva per i suoi "clienti".
    E adesso era toccato anche a lei entrare nell'ingranaggio... Non che fosse pentita: era stata lei, Giovanna, a volerlo ed era decisa ad andare fino in fondo.
    Giunta l'ora di svegliarsi, si alzò rapidamente dal letto: la aspettava una lunga, lunghissima giornata....
    Ultima modifica di doctor2009 : 05-01-2009 alle ore 15.58.20
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    PRESIDENTE DEL CLUB DEL GIALLO!

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di doctor2009
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    Riferimento: Decimo Giallo Club - Edizione Speciale: Il Romanzo ( breve )

    Capitolo Primo


    La sala d'attesa del Pronto Soccorso del grande Ospedale romano era efficacemente riscaldata da termosifoni bollenti, ma Giovanna se ne stava lì, in un cantuccio, raggomitolata su se stessa, percorsa da brividi di freddo che la scuotevano violentemente.
    L'odioso infermiere che l'aveva vista appena era arrivata l'aveva classificata come "codice verde": le sue condizioni di salute, cioè, non erano particolarmente gravi e lei avrebbe dovuto attendere prima che il medico di guardia avesse il tempo e la possibilità di visitarla.
    Era giusto, tutto giusto: Giovanna capiva perfettamente che, pure se non c'era un solo frammento del suo corpo che non le facesse male, non era comunque in pericolo di vita ed era ovvio che persone più gravi di dei avessero la precedenza...
    Tuttavia, Giovanna era convinta che se l'infermiere avesse potuto scandagliarle l'anima, le avrebbe attribuito senza indugi un "codice rosso"...
    Anzi, neanche quello: perchè Giovanna si sentiva ormai "morta" dentro e nessuna manovra di Pronto Soccorso avrebbe potuto aiutarla a tornare in vita.
    Non riusciva ancora a credere che ciò che era successo quella notte fosse VERAMENTE accaduto. E che fosse capitato a lei, proprio a lei... Era tutto così incredibile, così assurdo...
    Giovanna sapeva bene, era perfettamente cosciente di aver sbagliato, di aver commesso un errore, un grave errore: ma ciò che era successo era troppo, TROPPO... per quanto quell'aggettivo potesse sembrare inappropriato in una situazione come quella, era, come dire... troppo ingiusto, sommamente ingiusto! Giovanna sentiva di non meritarselo, che non meritava una punizione così crudele da parte del destino!
    Guardò per l'ennesima volta l'orologio: erano quasi due ore che era lì.... Si era chiesta a lungo se fosse veramente opportuno andare al pronto Soccorso: ma il dolore, soprattutto quello alla spalla destra, era forte, troppo forte, non ce l'avrebbe fatta ad andare avanti da sola.
    Ma adesso cominciava a domandarsi se avesse veramente senso ciò che stava facendo, se non fosse meglio alzarsi e andarsene via...
    L'infermiere le aveva sommariamente immobilizzato la spalla e le aveva applicato una borsa di ghiaccio: il dolore si era molto attenuato e forse ce l'avrebbe fatta ad andare via da sola...
    Giovanna fece per alzarsi barcollando mentre tutto il suo corpo protestava per la violenza che lei gli stava facendo... In quel momento un'infermiera usci dalla stanza del medico e chiamò il suo nome: toccava a lei.
    Ultima modifica di doctor2009 : 05-01-2009 alle ore 16.05.25
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  3. #3
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    Riferimento: Decimo Giallo Club - Edizione Speciale: Il Romanzo ( breve )

    Capitolo Secondo


    L'infermiera che era venuta a chiamare Giovanna la vide barcollare e le si fece incontro per aiutarla e sorreggerla. Dopo pochi minuti era sdraiata sul lettino mentre il medico, che le dava le spalle, finiva di lavarsi le mani.
    Si girò e Giovanna ne fu piacevolmente sorpresa: era un medico giovane, la faccia pulita, per bene: mentre le dava la mano per salutarla, un sorriso aperto e leale gli illuminò il viso.
    Anche se cercava di nasconderla, si intuiva perfettamente la fatica che doveva avere addosso: mentre aspettava, Giovanna aveva visto entrare gente in continuazione nella sua stanza, almeno una decina di persone: e una di esse doveva essere veramente in gravi condizioni a giudicare dal trambusto che ne aveva accompagnato l'arrivo in Ospedale.
    Tuttavia il giovane medico si dedicò a lei come se fosse all'inizio della sua giornata lavorativa: per prima cosa si informò di cosa le fosse successo. Giovanna si era preparata in precedenza una spiegazione plausibile per giustificare i lividi e le contusioni che presentava in tutto il corpo.
    Il giovane medico la guardò perplesso.... Non era convinto della sua versione dei fatti... O forse era solo Giovanna a temerlo, mentre cercava in tutti i modi di sottrarsi al suo sguardo indagatore. In ogni caso, il medico non obiettò nulla alle sue parole.
    La visitò scrupolosamente e minuziosamente, appuntando la sua attenzione soprattutto sulla spalla che le faceva male.
    La inviò immediatamente ad eseguire una radiografia urgente per evidenziare eventuali fratture.
    Fortunatamente non ci volle molto tempo e, poco dopo, il dottore aveva già in mano il referto che escludeva la presenza di lesioni ossee.
    Allora, le applicò una leggera fasciatura sulla spalla e provvide quindi a medicare le piccole abrasioni che aveva un po' dappertutto.
    Mentre eseguiva il suo lavoro, il dottore non cessava di parlarle con la sua voce calda e suadente, ma Giovanna non gli prestò la minima attenzione: era troppo persa nei suoi pensieri e aveva troppa angoscia dentro.
    Alla fine, il medico le disse che apparentemente lei era in grado di andare a casa, ma lui non era convinto: gli sembrava di cogliere in lei uno stato di shock troppo accentuato rispetto all'entità delle superficiali lesioni che presentava.
    Anche se Giovanna aveva più volte escluso di aver battuto la testa, a suo parere era possibile che, nel corso dell'incidente, ci fosse stato un trauma cranico misconosciuto: lui, insomma, si sarebbe sentito più sicuro se si fosse ricoverata e avesse passato almeno 24 ore in Ospedale.
    La reazione di Giovanna fu brusca e quasi violenta: non aveva nessuna intenzione di ricoverarsi, anzi non aveva intenzione di restare un minuto di più in quell'Ospedale. Le dicesse il dottore dove doveva firmare per potersene andar via immediatamente e lei lo avrebbe fatto.
    Il giovane medico provò timidamente a dissuaderla, ma dovette presto desistere.
    Non poteva uscire da sola in quello stato, però, le disse: chiamasse qualcuno a casa per farsi venire a prendere.
    Un amaro sorriso increspò la faccia di Giovanna: "Non può venire nessuno a prendermi, dottore." gli disse "Ma non si preoccupi, so badare benissimo a me stessa ".
    "Sto per smontare" ribattè il dottore "se lei lo desidera, la posso accompagnare io a casa, a quest'ora non è un problema girare per le strade di Roma: in poco tempo posso portarla dove desidera".
    Giovanna fissò intensamente il giovane medico. Era carino, sembrava gentile e premuroso... Sembrava...
    Giovanna era bella, molto bella: fin dai tempi della scuola tutti i maschi erano sempre stati gentili e premurosi con lei, tutti: ma, dopo poco, tutti avevano sistematicamente fatto capire immediatamente quale fosse l'UNICA cosa che di lei gli interessava. Per gli uomini era sempre stata una bambola di carne o un bel soprammobile da esibire: era sempre stato così per tutti, anche per chi le aveva giurato amore eterno.
    Non che la cosa, ormai, le desse particolarmente fastidio: Giovanna aveva imparato a difendersi, aveva imparato a comportarsi anche lei come un "maschio", a prendere dalla vita quello che voleva senza dare importanza alcuna ai sentimentalismi...
    Abbandonò per un attimo il turbinio dei suoi pensieri e tornò a fissare il giovane dottore... Così apparentemente gentile e premuroso, ma anche lui, ne era sicura, era come tutti gli altri...
    "La ringrazio" rispose sgarbatamente "preferisco prendere un taxi"
    Giovanna uscì dalla stanza del medico e ritornò nella grande sala d'attesa.
    Le prime luci dell'alba entravano attraverso le grandi vetrate: era ormai mattino.
    Sentì improvvisamente di aver bisogno di un caffè: si recò alla macchinetta distributrice di bevande e aprì la borsa per prendere il portafogli...
    Vuoto, completamente vuoto! Maledizione, non le avevano lasciato neanche una moneta!
    Giovanna ripensò alla lunga nottata appena trascorsa, alla ricerca di un volto, anche solo di un ombra a cui attribuire la responsabilità dell'assurdo furto che aveva subito.
    Nulla, non le veniva in mente nulla: era stata a contatto con troppe persone per poter stabilire con certezza chi fosse stato a rubarle i soldi... Senza contare le lunghe ore trascorse nella grande sala d'attesa: molte persone le si erano sedute accanto e lei era talmente stravolta da non essere sicuramente stata in grado di accorgersi di un eventuale furto... E quand'anche fosse riuscita a risalire al colpevole?.... Che importanza avrebbe avuto?...
    La cosa importante era che adesso non aveva i soldi per un taxi, come avrebbe potuto andar via da lì? Non era certo in grado di muoversi con i mezzi pubblici, e poi.. Doveva, assolutamente DOVEVA tentare di arrivare al più presto, forse c'era ancora una speranza...
    Non c'era che una soluzione.
    Si diresse nuovamente verso la stanza del medico, bussò e, lentamente, girò la maniglia: "E' ancora valido il suo invito, dottore?"
    Ultima modifica di doctor2009 : 05-01-2009 alle ore 23.24.01
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  4. #4
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    Capitolo terzo


    Anche se il nuovo giorno aveva ormai scacciato le ombre della notte, le luci della grande città erano ancora accese...
    Di lì a poco una massa enorme di veicoli si sarebbe riversata nelle vie, auto di gente che si recava al lavoro, indaffarata e nervosa, incattivita dal tran tran quotidiano.
    In quel momento, però, le strade erano ancora semideserte e l'utilitaria del dottore attraversò rapidamente le vie di Roma.
    Giovanna guardava dal finestrino passarle accanto i palazzi, i monumenti e le strade della più bella città del mondo e un impalpabile velo di tristezza e malinconia le strinse il cuore... Forse ormai era tutto finito, forse anche quella corsa era inutile, sarebbe arrivata troppo tardi...
    Si volse a guardare il giovane medico che continuava a parlare, a parlare... Lei neanche lo ascoltava, tanto sapeva perfettamente che quello che stava dicendo non aveva alcuna importanza: erano sicuramente i soliti discorsi, quelli che gli uomini fanno sempre ogni volta che vogliono aggiungere un'altra "preda" al loro carniere...
    Peccato, però: Giovanna lo guardò meglio, la faccia pulita era venata di una strana malinconia.... Magari, chissà, in un altro momento, in un'altra fase della sua vita...Forse...
    Inutile fantasticare, doveva pensare a QUEL momento, alla realtà che stava vivendo ORA: tremenda, orribile, ingiusta...
    E poi, inutile farsi illusioni, anche quel giovane medico era sicuramente come tutti gli altri: tante belle parole per nascondere l'unica cosa che gli interessava.
    Non ci volle molto tempo prima che giungessero all'indirizzo che Giovanna aveva dato al dottore: una palazzina modesta ma decorosa in un quartiere semicentrale della Capitale.
    Il medico, una volta fermi, fece il giro della macchina per aprirle lo sportello... Lei, intanto, mentalmente si preparava una scusa per rifiutare nel modo quanto più possibile gentile le avances che lui sicuramente si sarebbe apprestato a farle...
    Giunti al portone, il dottore si fermò e le porse la mano: "Si ricordi di seguire la terapia che le ho dato" ripetè per l'ennesima volta "e mi raccomando: la settimana prossima vada al controllo. Io, purtroppo, come le ho già detto, non ci sarò: parto stasera per l'Africa, vado a fare volontariato in un Ospedale dell'entroterra del Congo. Mi faccia gli auguri: non è un posto facile quello dove vado e ci starò per una anno. Almeno."
    Giovanna rimase a bocca aperta: aveva sbagliato tutto, quel ragazzo dalla faccia pulita era solo stato gentile con lei... L'aveva trattata come una PERSONA, non come un oggetto da possedere, non come un bel soprammobile da esibire...
    La rivelazione ebbe l'effetto di una frustata: era possibile, allora, una vita diversa, esistevano persone COSI'...
    Il giovane medico era già rientrato in auto e aveva messo in moto: Giovanna ebbe come un impeto, avrebbe voluto buttarsi all'inseguimento, avrebbe voluto bussare al suo finestrino, dirgli che voleva seguirlo, andare anche lei in Africa o in qualunque altra parte del mondo fosse stato necessario... Avrebbe voluto... Ma la macchina aveva già svoltato e il dottore era andato via, uscito dalla sua vita. Per sempre.
    Ultima modifica di doctor2009 : 05-01-2009 alle ore 23.27.21
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  5. #5
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    Capitolo quarto


    Il portone del palazzo era aperto: del resto erano ormai le sette.
    Giovanna con un rapido sguardo, si accorse subito che la portineria era vuota. Sicuramente il portiere era impegnato altrove, nelle pulizie del mattino.
    Con passo veloce, si diresse verso l'ascensore: nessuno l'aveva vista.
    Premette il pulsante del 3° piano: quasi senza far rumore giunse a destinazione, le ante si aprirono e si trovò di fronte ad una porta.
    Il cuore di Giovanna iniziò a correre all'impazzata: ormai era giunto il momento decisivo, si giocava il tutto per tutto e solo adesso sembrava si rendesse conto dell'importanza della posta in gioco.
    Tirò fuori dalla borsa un grosso mazzo di chiavi con mano tremante: le ci volle un po' di tempo prima di trovare quella giusta: la infilò nella toppa, la ruotò lentamente... I cilindri di acciaio della serratura scivolarono senza far rumore nei cardini.
    Infine la porta si aprì...
    L'appartamento era modesto, ma arredato con gusto. Solo, un disordine incredibile regnava sovrano.
    A passi veloci Giovanna lo girò tutto mentre il cuore sembrava volesse scapparle dal petto: nessuno, non c'era nessuno, la casa era deserta...
    La camera da letto era, forse, la stanza più caotica: le ante e i cassetti dell'armadio erano spalancati, pezzi di biancheria erano sparsi dappertutto, per terra, sulle sedie, sul letto...
    Giovanna non li degnò di uno sguardo, lentamente scivolò sul letto, vi si rannicchiò senza spogliarsi e, finalmente, cominciò a piangere: un pianto violento, inconsolabile che la scosse come se fosse percorsa da una scossa elettrica.
    Dopo un tempo infinito, vinta dalla stanchezza, sprofondò in un sonno malato...
    Erano quasi le 11 quando si svegliò: le sembrava che una squadra di operai le stesse trapanando il cranio con un martello pneaumatico.
    Era solo la musichetta del suo cellulare che la vvisava di una chiamata in arrivo... Giovanna aspettava quella chiamata, si era a lungo preparata la risposta da dare all'interlocutore: ma, una volta arrivato il momento di parlare, di rispondere alla domanda che le era stata fatta, sembrava che le parole non volessero uscirle di bocca..
    Iniziò a farfugliare suoni incomprensibili... Riprovò ancora a parlare, ma niente non ci riusciva..
    Al terzo tentativo, chiuse la comunicazione e gettò violentemente il telefonino contro il muro...
    Il cellulare ricadde per terra senza più dare segni di vita...
    Ultima modifica di doctor2009 : 05-01-2009 alle ore 23.30.08
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  6. #6
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    Epilogo


    Giovanna sentì impellente il bisogno di un caffè... Si alzò dal letto e in quel momento le sembrò di essere trafitta da mille spilli: l'antidolorifico che le era stato fatto al Pronto Soccorso aveva esaurito il suo effetto e lei non aveva preso le pillole che le aveva dato il giovane medico.
    Stringendo i denti, si trascinò fino in cucina.
    Stranamente, la stanza era l'unica zona della casa in perfetto ordine...
    Come percorsa da un pensiero improvviso, aprì il forno: dentro c'era una teglia di lasagne, intatta.
    Richiuso lo sportello, Giovanna ebbe un sussulto: ricominciò a piangere sommessamente... Poi, all'improvviso, le lacrime si trasformarono in una risata isterica, sguaiata, oscena...
    Infine, nuovamente copiose lacrime ripresero a solcarle il bel viso...
    Quindi, come se, finalmente avesse capito ciò che doveva fare, riaprì il forno e lo svuotò meticolosamente.
    Girò la manopola del gas e, lentamente, si inginocchiò: mise la testa dentro e iniziò a respirare profondamente.
    Dicono che mentre si muore, si vede scorrere davanti agli occhi tutta la propria vita come in un film.
    Niente di tutto questo capitò a Giovanna, non un solo fotogramma della sua vita le apparve davanti agli occhi. Ma un film lo vide lo stesso: vide panorami sconfinati, praterie a perdita d'occhio, foreste selvagge e lussureggianti... E, per l'ultima volta, rivide quel volto pulito, aperto e sorridente che l'aveva accompagnata durante la sua ultima notte...
    E finalmente un sorriso le apparve sul volto, prima che l'ultimo sonno arrivasse a consolarla.
    Ultima modifica di doctor2009 : 05-01-2009 alle ore 23.31.22
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  7. #7
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    Riferimento: Decimo Giallo Club - Edizione Speciale: Il Romanzo ( breve )

    Come sanno tutti gli iscritti al Club del Giallo, la gestazione di questo episodio è stata particolarmente travagliata...
    Le obiezioni che mi sono state poste contro questo progetto di "Romanzo Giallo" erano fondatissime: non va bene per il tipo di "gioco" che è alla base dei Giallo Club: troppo serioso e impegnativo, sia per me che per voi...
    Ma ormai questa idea mi frullava per la testa e tanto valeva portarla a compimento, sia pure generosamente ridimensionata ( ho cancellato interi capitoli e fatto sparire diversi personaggi che sono rimasti sullo sfondo... ): del resto, solo scrivendo il X giallo Club potevo poi passare all'XI...
    Diciamo che si tratta di un esperimento: che, molto probabilmente non verrà più ripetuto.
    Vi darò molto tempo prima di iniziare a rispondere alle domande: ci risentiamo stasera.
    -



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  8. #8
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    Riferimento: Decimo Giallo Club - Edizione Speciale: Il Romanzo ( breve )

    ..................
    Ultima modifica di doctor2009 : 06-01-2009 alle ore 08.43.42
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  9. #9
    Postatore Epico L'avatar di michael sniper
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    Eccomi ma mi devi dare tempo, è chiaro...
    Però si era parlato di domani o dopodomani o quello l'hai scritto ieri ed era oggi?
    Se qualcuno/a conosce donne in gravidanza, dal sesto mese compreso in poi, della provincia di Cagliari, è gentilmente pregato/a e invitato/a a contattarmi tramite messaggio privato. Grazie mille a tutti

  10. #10
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    Citazione Originalmente inviato da michael sniper Visualizza messaggio
    Eccomi ma mi devi dare tempo, è chiaro...
    Però si era parlato di domani o dopodomani o quello l'hai scritto ieri ed era oggi?
    Esatto... Ma scusate, è da stamattina che c'è... Possibile che nessuno l'abbia visto prima?...
    Mah...
    -



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  11. #11
    Postatore Epico L'avatar di michael sniper
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    Citazione Originalmente inviato da doctor2009 Visualizza messaggio
    Esatto... Ma scusate, è da stamattina che c'è... Possibile che nessuno l'abbia visto prima?...
    Mah...
    Io non c'ero tutto il giorno
    Dalle prime righe è intrigante, Doc: bravo!
    Premetto che ho letto solo i primi due capitoli - prologo e il primo;
    ma l'agenzia ha a che con fare con qualcosa di criminale? Con qualcosa di affettivo - matrimoni, appuntamenti speed date...?
    Doc, vuoi che sparga la voce?
    Se qualcuno/a conosce donne in gravidanza, dal sesto mese compreso in poi, della provincia di Cagliari, è gentilmente pregato/a e invitato/a a contattarmi tramite messaggio privato. Grazie mille a tutti

  12. #12
    Partecipante Leggendario L'avatar di Hatepsic
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    Eccomi eccomi....!!
    Ma tu non avverti!!!
    Aspetta che leggo eh..

  13. #13
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    Citazione Originalmente inviato da michael sniper Visualizza messaggio
    Io non c'ero tutto il giorno
    Dalle prime righe è intrigante, Doc: bravo!
    Premetto che ho letto solo i primi due capitoli - prologo e il primo;
    ma l'agenzia ha a che con fare con qualcosa di criminale? Con qualcosa di affettivo - matrimoni, appuntamenti speed date...?
    Doc, vuoi che sparga la voce?
    Francamente pensavo che ve ne sareste accorti...
    Vabbè, non fa niente, siete perdonati...
    -



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  14. #14
    Partecipante Leggendario L'avatar di Hatepsic
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    Mmmmm non mi è ben chiaro cosa vuoi che scopriamo...se lei si suicida,l'assassino non c'è.
    Quindi vuoi che scopriamo cosa è successo?
    La dinamica del suo incidente?
    O che andiamo a trovare il dottore in Congo per portarlo al suo funerale???

  15. #15
    Partecipante Leggendario L'avatar di Hatepsic
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    Riferimento: Decimo Giallo Club - Edizione Speciale: Il Romanzo ( breve )

    ho capito...vuoi che scopriamo di che marca e modello era il suo cellulare così le vai a rubare il carica batterie che il tuo si è rotto!furbetto!

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