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Discussione: Il senso degli esami.

  1. #1
    Partecipante Assiduo L'avatar di steff1988
    Data registrazione
    04-08-2007
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    223

    Il senso degli esami.

    Vorrei sapere il vostro parere su una questione..
    Ma voi siete soddisfatti degli esami che fate? Non parlo degli ARGOMENTI TRATTATI (che.. Insomma.. Dovrebbero piacere, se si è certi di voler fare gli psicologi).. Parlo proprio della modalità d'esame.
    Un domani diventeremo (Dio ci aiuti!) psicoterapeuti: studiamo libri pieni di nozioni, di concetti, che cmq impariamo, perchè sappiamo essere utili, un domani.
    Poi andiamo all'esame e ci chiedono PERCENTUALI.
    L'esonero della Simonelli mi ha fatto davvero riflettere tantissimo. E' un esame che consiglierei a TUTTI: gli argomenti sono bellissimi, molto molto interessanti.. Ho studiato tanto, con passione, mi è piaciuto da morire.. E poi.. 22. Perchè poi? Per informazioni che non ho memorizzato PERCHE' NON MI SERVONO A UN CAVOLO!!
    Ma questo vale non solo per la Simonelli, assolutamente. In questi esami tolgono punti per cavolate. Bò.
    Voi che ne pensate?

  2. #2
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di puzzola.88
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    25-11-2007
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    1,348

    Riferimento: Il senso degli esami.

    io penso che magari sarà cosi x la triennale e credo che poi alla specialistica sarà tutto diverso.. magari sarà piu pratica che teoria..

  3. #3
    Partecipante Esperto L'avatar di arietinaaa
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    15-11-2007
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    495

    Riferimento: Il senso degli esami.

    purtroppo credo che questo,più che un limite degli esami in generale,sia il limite degli esami scritti. lo dicono tutti,l'esame Simonelli è più difficile allo scritto che all'orale. e idem per tanti altri esami,come ad esempio educazione alla salute della Guarino: scritto difficilissimo,ma se passi quello all'orale poi è tranquillissima. purtroppo uno dovrebbe avere la pazienza di fare poi quasi sempre gli orali(cosa che io per esempio non ho,perchè preferisco pensare a sbrigarmi,piutttosto che fissarmi sui voti).... ^__^
    @rietin@

  4. #4
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di puzzola.88
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    25-11-2007
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    1,348

    Riferimento: Il senso degli esami.

    io ad esempio anche se sono piu difficili preferisco gli esami scritti xkè sono una persona emotiva e rischierei all'esame di non dire neanche una parola.. infatti ad esempio deontologia è orale e ancora devo darlo..

  5. #5
    Partecipante Assiduo L'avatar di steff1988
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    04-08-2007
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    223

    Riferimento: Il senso degli esami.

    Guarda, neanche io ho fatto esami orali, perchè sono anche io emotiva.
    Sono d'accordo sul fatto che gli scritti sono più spinosi.. Ma cmq le domande dovrebbero essere RAGIONEVOLI, riguardanti cose DAVVERO UTILI da ricordare.. Non una gara a chi ricorda più informazioni in modo dettagliato. Non ha senso secondo me.

  6. #6
    Partecipante Affezionato
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    03-05-2006
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    79

    Riferimento: Il senso degli esami.

    Io credo che gli esami dovrebbero essere un momento di confronto con il prof. una “discussione”su un argomento. Purtroppo nella nostra facoltà si fa cattivo uso degli esami scritti, ci sono materie come psicometria che necessariamente devono essere scritte ma per altre l’esame scritto lo trovo una cosa inutile e penalizzante: se una persone risponde correttamente a 29 domande il voto sarà sicuramente 29! Immaginate la stessa situazione all’orale nessun prof. metterebbe 29 ad uno studente che ha risposto correttamente a 29 domande sbagliandone solo una (darebbe tranquillamente 30) è vero anche che 30 domande però coprono l’intera parte del programma e quindi è necessario conoscere tutti gli argomenti.
    La professione dello psicologo richiede inoltre una buona dialettica, la conoscenza delle parole del loro senso del loro uso……… passiamo tanto tempo a studiare cosa il linguaggio “Fa” e poi in sede d’esame ci viene negata la possibilità di esprimerci e di sviluppare la giusta proprietà di linguaggio!
    Spero che la situazione cambi
    Un bacio

  7. #7
    Partecipante Assiduo L'avatar di laram22
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    14-06-2007
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    193

    Riferimento: Il senso degli esami.

    Sono pienamente d'accordo con quello che tutti avete scritto, e vorrei apportare il mio piccolo contributo, con un piccolo esempio. Un esame che si chiama "psicologia della COMUNICAZIONE e del LINGUAGGIO" perchè è un esame scritto? E perchè l'esame di inferenza statistica, pieno di esercizi e formule, è un easme orale? queste sono le grandi contraddizioni della nostra facoltà!!!a voi le risposte...

  8. #8
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    04-08-2003
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    Latina-Roma
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    Riferimento: Il senso degli esami.

    sono completamente d'accordo e quoto daron, anche se gli esami a crocette dovessero spaziare su tutto il programma, non c'è occasione di sviluppare una dialettica! D'altronde, anche gli esami a risposte a perte oppure orali, richiedono lo stesso una preparazione meccanica, basata sul memorizzare e sul saper ripetere, ci sono scarsissime possibilità di applicazione. Da quanto ho vissuto, non è che la specialistica sia stata così diversa (parlo dell'ex nuovo ordinamento, Psi. dinamica e clinica blablabla). Diciamo un pochinino-ino più orientata alla pratica, poiché ho fatto il percorso B che era sui disturbi di apprendimento, quindi c'erano esami molto cognitivisti con "tecniche" da imparare, oppure analisi di casi clinici, tesine di analisi, ma neanche poi tanto. L'80% degli esami continuava ad essere una valutazione nozionistico-orale, spesso una ripetizione dei contenuti della triennale!!! Peccato che un po' tutto il sistema italiano sia impostato così, non credo che cambierà, da anni si parl atanto di formazione attiva, esperienziale, per obiettivi, centrata sullo studente, e tante belle parole, sì, parole al vento!!!

  9. #9
    Partecipante Assiduo L'avatar di steff1988
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    04-08-2007
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    223

    Riferimento: Il senso degli esami.

    .. A qst punto cito ANDOLFI.. Che nella prima lezione del corso di quest' anno ha detto che noi-seppur non ancora laureati- dovremmo "cominciare a sporcarci le mani"... -_-°.. Cioè.. Ma prima cominciassero a fare un'università decente!!

  10. #10
    Partecipante Affezionato L'avatar di ginger.rose
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    Riferimento: Il senso degli esami.

    sono d'accordo con tutti voi..questo argomento mi sta molto a cuore perchè è dal primo anno che mi chiedo il senso di questi esami scritti che,se da un lato all'inizio aiutano a superare l'emotività dell'orale,dopo possono creare un blocco.mi spiego meglio.facendo sempre esami scritti (e spesso succede che i primi anni questi vengano preferiti dagli studenti) si "accantonano" gli orali,creando una falsa aspettativa e un'ansia su questi ultimi..invece vi assicuro che fare gli orali è molto meglio,sia per il voto,dato che è più facile prendere voti alti,sia per la modalità di esame,in quanto c'è confronto diretto e si allenano le abilità espositive e lessicali.certo poi dipende dai professori...
    personalmente ora ho più paura degli scritti..
    In ogni caso,la nostra università dovrebbe cambiare,anche se considerando che siamo tantissimi,fare esami scritti sembra la via più semplice,ma forse non la più giusta.
    mantenetevi folli e comportatevi da persone normali...:

  11. #11
    Partecipante Esperto L'avatar di SISEBUCA
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    Riferimento: Il senso degli esami.

    ginger.rose

    Ciao,
    quindi se non ho capito male, uno che dà sempre esami scritti, ha l'ansia dell'esame orale e, viceversa quello che dà sempre esami orali ha l'ansia di quelli scritti? Nel dubbio, io una certezza ce l'ho. Gli esami, della vita, non finiscono mai. L'importante è dare questi esami il prima possibile, perchè prima ci si laurea e prima:
    - si finisce di pagare la tassa universitaria;
    - si può cercare un lavoro inerente alla laurea conseguita.
    Uno studente lavoratore.
    Alla fine, non ricorderemo le parole dei nostri nemici, ma i silenzi dei nostri amici.

    Certo che parlo da solo, di tanto in tanto anch' io ho bisogno dei consigli di un esperto!

    Non chi comincia, ma quel che persevera.
    Ho provato ad affogare i miei pensieri nell'alcool, ma poi mi sono accorto che galleggiavano.

    Se me frulla un pensiero che me scoccia,
    me fermo a beve e chiedo aiuto ar vino:
    poi me la canto e seguito er cammino
    cor destino in saccoccia.
    (Trilussa)

  12. #12
    Partecipante L'avatar di Gidar.86
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    Riferimento: Il senso degli esami.

    Sono pienamente d'accordo con le perplessità riguardo alle modalità d'esame! E' vero che la filosofia migliore per non avere freni o preoccupazioni è sbrigarsi il prima possibile e non dare peso ai voti. Però è anche vero che dovremmo cercare di formarci nel modo migliore, perchè per diventare psicologi, che lo vogliamo oppure no, almeno 5 anni ce li dobbiamo trascorrere in questa università.. ..
    Le modalità d'esame credo anch'io siano decisamente inadeguate, soprattutto in vista del lavoro che andremo a svolgere, dove "l'ansia da prestazione" non potrà assolutamente esistere e si dovrà poter contare anche su una buona preparazione dialettica e sicurezza.
    Se gli esami orali sono numericamente pochi, come si fa ad acquisire maggiore sicurezza sugli argomenti che studiamo? E' un circolo vizioso: sono emotivo e quindi preferisco gli scritti, faccio più scritti che orali e il mio stato emotivo non milgiora.
    Peggio ancora quando si tratta di esami a crocette .... secondo me andrebbero aboliti completamente!
    Possono avere solo due vantaggi: per chi non ha studiato di essere graziati dalla botta di fortuna , e per l'insegnante che non deve spendere tanto tempo visto che quasi tutti si correggono con griglie a lettura ottica.
    Non è solo una questione di voti, ma anche di che cosa gli studenti hanno più bisogno per la propria professione e a cosa invece gli insegnanti danno la precedenza
    L'unica consolazione è che se cmq c'hai studiato tanto, anche se hai preso 22, alla fine qualcosa di utile ti rimarrà lo stesso

  13. #13
    Partecipante Super Figo L'avatar di viola74
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    Riferimento: Il senso degli esami.

    sono assolutamente d'accordo, anche se, da studentessa con l'ansia da orale vado molto più tranquilla agli scritti... però mi rendo conto che non è un vantaggio.....a prescindere dal tipo di laurea e dal futuro lavoro, penso che ognuno di noi dovrebbe almeno riuscire ad esprimersi correttamente, ad avere la padronanza della propria lingua e dei termini tecnici che userà nel lavoro...
    con gli esami a crocette è sicuramente difficile allenarsi per superare il timore e sentirsi sicuri di ciò che si sta dicendo..
    non credo che il sistema cambierà per il momento, quindi quello che io cerco di fare è studiare ogni volta come se dovessi fare un orale... sarà anche un metodo antiquato, ma io continuo a ripetere ad alta voce ciò che cerco di apprendere!!
    certo avere davanti un interlocutore è diverso, infatti lo studio più stimolante e incredibilmente utile che mi è capitato di affrontare è stato per un orale, quando io e una mia amica ci siamo interrogate a vicenda!
    in un pomeriggio mi sono sentita più sicura di me e di quello che sapevo, più di quanto lo fossi dopo tre settimane di studio solitario!!

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