• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 1 di 2 12 UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 1 fino 15 di 19

Discussione: disoccupati????

  1. #1
    la gioconda
    Ospite non registrato

    disoccupati????

    mi chiedevo quante fossero le probabilita' di rimanere disoccupati dopo essersi laureati in psico.per intenderci da 1 a 10.credevo fosse un campo dove il lavoro fosse non dico immediato ma comunque accessibile a tutti prima o poi ed invece molti mi hanno detto ke nn è cosi'?ke ne pensate?

  2. #2
    Postatore Compulsivo
    Data registrazione
    08-12-2001
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    3,834
    ciao,

    in linea di massima questo periodo non è molto felice, ma bisogna fare anche dei distinguo

    Da quale indirizzo esci e su cosa hai fatto o stai facendo la tesi?

    In quale settore vorresti lavorare?

    Quale modalità senti maggiormente tua: libera professionista, dipendente, imprenditrice?

    In quale zona abiti e lavoreresti? Sei disposta nel caso a spostarti?

    Insomma... solo un pò di domande per inquadrare meglio LA TUA situazione e capire con maggiore significatività le potenzialità ed i rischi

    Un consiglio? Soprattutto quando parliamo di queste cose cerchiamo sempre di contestualizzare e non fermarci ad una visione generale che appiattisce tutti su stereotipi a volte non corretti

    Un saluto,
    nicola

    PS: se non ti rispondo subito è perché sono partito... nel caso ti riscrivo a settembre

  3. #3
    Eowin
    Ospite non registrato
    Certo, guai a recepire "stereotipi a volte non corretti".
    E allora facciamo le persone serie e leggiamo libri seri.

    Sarchielli, G., Fraccaroli, F. (2002), Le professioni dello psicologo. Percorsi formativi in Italia e in Europa. Competenze e attività di una professione emergente. Sbocchi occupazionali, Cortina, Milano.

    Leggetevi questo volume e provate a dire che Sarchielli propaganda stereotipi, o che è un just arrived! Dai...

    Capisco la dissonanza cognitiva, per cui una volta iscritti e laureati e abilitati in psicologia convenga trovare ragioni di conforto alla scelta fatta, ma non perdiamo il senso della realtà.

    In estrema sintesi il volume che ho citato espone ricerche accurate e documentate dalle quali risulta che il laureato in psicologia a tre e cinque anni dalla laurea lavora, ma assai raramente lavora in campi attinenti agli studi fatti.

    Non nascondiamoci dietro a un dito, quella psicologica in Italia è una professione letteralmente ancora tutta da inventare.
    Secondo me ci vorrebbero potenti spinte da parte di coloro che nella professione sono già arrivati (dagli anni 60 e 70, con le più diverse formazioni) verso i politici perchè dessero un riconoscimento istituzionale allo psicologo.

    Questo per me vuol dire prevedere posti pubbici per gli psicologi, negli ospedali, nelle carceri, nelle scuole, nelle ASL, negli enti locali.

    E dico per gli psicologi, non per gli psicoterapeuti. Dopotutto ci sono educatori, logopedisti, infermieri etc etc.

    Perchè non psicologi?

    Perchè gli psicologi, attualmente, gli studenti e i laureati da meno di 10-15 anni servono essenzialmente ad alimentare il business della formazione, universitaria e post universitaria. Punto!

    Morale? Ragazzi, non aspettatevi manne dal cielo, cominciate ad osare e buttatevi. O ripiegate sul solito impiego amministrativo.
    Una laurea fa sempre chic!

  4. #4
    Postatore Compulsivo
    Data registrazione
    08-12-2001
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    3,834
    Originariamente postato da Eowin
    Certo, guai a recepire "stereotipi a volte non corretti".
    E allora facciamo le persone serie e leggiamo libri seri.

    Sarchielli, G., Fraccaroli, F. (2002), Le professioni dello psicologo. Percorsi formativi in Italia e in Europa. Competenze e attività di una professione emergente. Sbocchi occupazionali, Cortina, Milano.

    Leggetevi questo volume e provate a dire che Sarchielli propaganda stereotipi, o che è un just arrived! Dai...

    Capisco la dissonanza cognitiva, per cui una volta iscritti e laureati e abilitati in psicologia convenga trovare ragioni di conforto alla scelta fatta, ma non perdiamo il senso della realtà.

    In estrema sintesi il volume che ho citato espone ricerche accurate e documentate dalle quali risulta che il laureato in psicologia a tre e cinque anni dalla laurea lavora, ma assai raramente lavora in campi attinenti agli studi fatti.
    capisco la tua disillusione, ma francamente non condivido l'approccio
    tu dirai: ecchissenefrega... beh... rispettabile

    Nel mio post, quando parlo di stereotipi, non ho detto che gli psicologi lavorano. So anch'io che la situazione non è felice, ma basta commiserarci e fare di tutta l'erba un fascio...

    Tra colleghi vi sono anche casi di successo. Dite che sono pochi? Ed allora cerchiamo di svegliarci per aumentarli!

    Originariamente postato da Eowin
    Non nascondiamoci dietro a un dito, quella psicologica in Italia è una professione letteralmente ancora tutta da inventare.
    questo è un limite, ma anche una potenzialità. Vogliamo accettare la sfida?

    Originariamente postato da Eowin
    Secondo me ci vorrebbero potenti spinte da parte di coloro che nella professione sono già arrivati (dagli anni 60 e 70, con le più diverse formazioni) verso i politici perchè dessero un riconoscimento istituzionale allo psicologo.
    Questo per me vuol dire prevedere posti pubbici per gli psicologi, negli ospedali, nelle carceri, nelle scuole, nelle ASL, negli enti locali.
    anche qui la vedo diversamente...
    Non vado a cercare i vetusti ed i politicanti. L'unica strada la vedo in noi giovani ed assatanati, vogliosi di creare, cambiare, dimostrare... purtroppo il problema sta proprio qui... questi attributi sono più propri di chi vuole fare imprenditorialità di se stesso, piuttosto che del posto pubblico e dipendente

    Senza nulla togliere a queste rispettabilissime posizioni... è solo una mia constatazione...

    Originariamente postato da Eowin
    Morale? Ragazzi, non aspettatevi manne dal cielo, cominciate ad osare e buttatevi.
    questa è la frase a cui mi sento più vicino!
    Osare, buttarsi, proporsi e proporre

    Se è vero che i posti fissi e classici sono saturi, è anche vero che vi sono diverse aree emergenti in cui lo psicologo può crearsi lavoro.
    Vedete internet, il terzo settore, la salute ed il benessere, lo sport, il marketing e la comunicazione... sono tutti settore che cominciano a ricercare strumenti soft quali noi possiamo dare.
    La domanda è allora: noi giovani psicologi siamo in grado di proporci con strumenti e metodo in questi settori? LI conosciamo? Abbiamo voglia di sperimentarci e crescere su aree che non rispecchiano le nostre iniziali aspettative?

    E' ovvio che questo mio discorso non vuole abbracciare tutti gli psicologi in quanto ognuno ha le sue motivazioni ed aspirazioni...

    Io sono uno psicologo del lavoro e da anni mi occupo di e-learning, web usability, sviluppo di comunità virtuali... vi posso giurare che lo psicologo può dare moltissimo e che è sempre più ricercato dalle aziende!!!
    Mi arrabbio perché siamo pecore nere, perché molti di noi neppure conoscono le potenzialità delle nuove tecnologie, perché spesso ci si arrocca su ciò che conosciamo e non si butta l'occhio su quel che c'è in giro...

    Insomma, scusate il piccolo sfogo... forse è il caldo, tuttavia vuole essere anche uno sprone a valutare altre alternative

    Il futuro lo dobbiamo inventare noi e non aspettare che ce lo cambi qualcunaltro

  5. #5
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
    Messaggi
    743
    Neanche io credo che la situazione lavorativa degli psicologi (e soprattutto dei futuri psicologi) sia così nera...
    Certo non è nemmeno tanto rosea, soprattutto in alcuni settori.
    Dalla mia esperienza (e da quella dei miei colleghi) mi sono resa conto che in alcune aree (soprattutto quelle attinenti il lavoro, il marketing e la formazione) ci sono sicuramente più sbocchi, più possibilità e anche più spazio per crearsi e inventarsi ruoli e lavori.

    In altre (come in quella clinica) la situazione è meno stimolante: ci sono meno possibilità (è più difficile trovare spazi per la creatività, ci sono meno fondi per sostenere i giovani e gli stereotipi sono molto più forti) e la concorrenza è sicuramente maggiore (è un settore dove l'esperienza e la formazione personale contano molto, perciò è difficile ritagliarsi spazi quando sei uscito da poco dall'università e non hai molta esperienza).

    Personalmente ho dovuto imparare ad accontentarmi molto, adattandomi a fare anche cose che inizialmente avrei voluto rifiutare perchè "poco da psicologa" ma che alla fine si sono comunque rivelate occasioni utili per apprendere e crescere professionalmente.
    Non ho visto ancora nessuno dei miei colleghi iniziare a lavorare subito come psicologo, con un impiego fisso e tranquillo da 8 ore al giorno e possibilità di ottenere il mutuo senza problemi!
    Ho visto persone che inizialmente hanno 4 o 5 lavori, ognuno per poche ore alla settimana e con contratti Cococo o addirittura come semplici volontari che si devono anche pagare l'assicurazione a proprie spese!
    Però, dopo qualche anno di incertezze, molto studio e un pò di spirito di iniziativa e di adattamento, la situazione alla fine migliora (anche se il famoso posto fisso da 40 ore alla settimana continuo a non vederlo!).

    Anch'io credo che commiserarsi non serva a molto, pur dovendo mantenersi con i piedi per terra, essendo consapevoli che il semplice fatto di avere una laurea in psicologia non ti rende psicologo e che l'esperienza è fondamentale soprattutto in un lavoro come il nostro.
    Vimae

  6. #6
    HT Sirri
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Vimae
    Neanche io credo che la situazione lavorativa degli psicologi (e soprattutto dei futuri psicologi) sia così nera...

    In altre (come in quella clinica) la situazione è meno stimolante:
    So benissimo che diro' delle cose controcorrente, ma il fatto e' che e' vero!

    Nella clinica il posto c'e', e' possibile lavorare piu' che dignitosamente nel giro di un anno!!!!

    Parlo di esperienze dirette ed indirette, parlo di aprire la partita IVA (chissa' poi perche' spaventa tanto), parlo di colleghi psicologi e/o psicoterapeuti con 28-30 anni.

    Certo, bisogna muoversi e fare le mosse giuste, ma questa e' una strada percorribile da tutti.

    A presto,

    Stefano Sirri.

  7. #7
    Eowin
    Ospite non registrato
    Concordo pienamente con Sirri.
    Nel senso che pensare che "non basta la laurea per essere psicologi" è vero solo e soltanto in un certo senso.

    Perchè se basta la laurea e l'abilitazione per essere medici con tutto quel che comporta, non vedo perchè un'abilitazione in psicologia debba preludere a una decina d'anni come minimo di formazione post laurea e psicoterapie costosissime.

    Torno a ribadire un concetto che mi è caro: se la formazione psicologica è troppo costosa, inevitabilmente i costi della psicologia saranno inaccessibile al grande pubblico, che ripiegherà sulle cure psichiatriche passate dalla mutua.

    Quello che voglio dire è che si dovrebbe sdoganare la psicologia clinica, portandola da pratica d'élite per un'élite a pratica degli psicologi per chi ne ha bisogno, anche se non "ricco".

    Io non credo che uno psicologo clinico non psicoanalizzato sia più pericoloso di un medico non psicoanalizzato.
    Il fatto è che coloro che sono accredidati attualmente come psicoterapeuti, provenienti dalle più varie formazioni, tendono a scoraggiare i giovani che vogliano buttarsi, e che l'esercizio della psicologia clinica sia calmierato proprio da chi teme che troppa concorrenza porterebbe ad un ribasso delle tariffe.

    La mia idea, poi, sarebbe che si dovrebbe arrivare allo "psicologo della mutua", nel senso che tutti dovrebbero aver accesso gratuito alla psicologia, e in modo razionale e continuativo.
    Quello che passa il convento, invece, sono solo psicofarmaci.

    Concludendo: che i giovani colleghi imparino ad essere più scettici nei confronti di certe convinzioni indotte. Ad autocommiserarsi, io, non ho mai invitato nessuno.

  8. #8
    evaluna^
    Ospite non registrato
    Ho letto tutto quello che avete scritto con molta attenzione, non ho nessuna esperienza e non posso dire la mia, però mi è balzata all'occhio una frase:

    Originariamente postato da Eowin
    Quello che passa il convento, invece, sono solo psicofarmaci.
    ....con calma, perchè non puoi generalizzare così tanto.....

  9. #9
    Ospite non registrato
    Dopo aver letto i post di quelli di voi che hanno trovato lavoro e che conoscono le vie per trovarlo, chiedo agli stessi ed a tutti gli altri di postare le mosse pratiche per poter raggiungere anche io lo stesso obiettivo.

    Io mi faccio il C..O tutti i giorni, come libero professionista e faccio ancora più fatica ad avere delle info concrete dai colleghi che hanno trovato il lavoro. Aiutiamoci a vicenda.

    Se non sono stato chiaro con le richieste le posso esplicitare e contestualizzare meglio in un secondo tempo.

    Ciaooaoao a tutti

  10. #10
    HT Sirri
    Ospite non registrato

    Lo Psicologo clinico non e' uno psicoterapeuta

    Voglio solo fare una puntualizzazione.

    Legalmente parlando lo psicologo puo' lavorare in ambito clinico, mentre fare terapia e' una cosa diversa.

    Solo per fare qualche esempio, lo psicologo non terapeuta puo' fare:
    - crescita personale;
    - sostegno;
    - rieducazione;
    - ecc.

    Quello che dovrebbe essere chiaro e' che uno psicoterapeuta puo' fare solo una cosa in piu': la psicoterapia.

    Per tutto il resto e' sufficiente essere psicologi.

    A presto,

    Stefano Sirri

  11. #11
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
    Messaggi
    743
    PER HIROAKI

    Riguardo le mosse pratiche per trovare lavoro
    non sono ben sicura di poter dare grandi consigli per trovarsi uno spazio lavorativo soddisfacente come Psicologo, ma posso raccontare la mia esperienza e quella di alcuni colleghi.

    Io sono laureata da quasi 3 anni e lavoro nell'ambito clinico, pur senza frequentare (per ora e per almeno ancora un paio di anni) una scuola di specializzazione.
    In compenso seguo master, corsi di perfezionamento e altre cose del genere per acquisire conoscenza concrete in diversi ambiti, ma questa è probabilmente una mia scelta perchè non riesco a fare progetti a lungo termine...
    Per questo non ho ancora aperto la partita IVA e lavoro perlopiù come Cococo e non come libera professionista.

    Molti miei colleghi (me compresa) lavorano in posti in cui sono entrati fermandosi al termine dei tirocini (di quello post laurea o di quello di master e corsi vari).

    Altri lavori (soprattutto quelli come Cococo presso cooperative) sono stati trovati col classico metodo dell'invio curriculum (fra gennaio e aprile ho inviato qualcosa come 50/60 curriculum e sono stata contattata da ben 2 cooperative... quindi chiamano, raramente ma chiamano)

    Una mia amica, invece, ha iniziato a fare del volontariato presso un'associazione per disabili: dopo alcuni mesi la psicologa è entrata in maternità e lei ne ha preso il posto....

    Un'altra ha fatto per anni la volontaria in ASL ed è riuscita alla fine ad ottenere un contratto a termine per lavorare al progetto di cui si stavano occupando.

    Altri si sono fermati in università: all'inizio come culturi, lavorando a progetti su cui altri avrebbero però messo la firma, poi dopo qualche mese sono stati premiati e hanno inziato a partecipare a ricerche o hanno iniziatoil dottorato...

    Altri ancora hanno incontrato tutor benevoli che avevano progetti o possibilità lavorative al di fuori della sede di tirocinio e sono iniziate interessanti collaborazioni (dopo almeno qualche mese di lavoro del tutto gratuito).

    Questa è l'esperienza dei pochi che sono riusciti ad ottenere lavori da psicologo: molti altri stanno facendo gli educatori o semplicemente danno ripetizioni e fanno i baby-sitter...

    Spero di esserti stata utile.
    E se qualcuno avesse altre informazioni... ben vengano!
    Vimae

  12. #12
    Eowin
    Ospite non registrato
    Per Evaluna: per avere poca esperienza sei lapidaria nel consigliare la calma agli altri...

    Per tutti.
    Al di là delle esperienze personali c'è qualcuno che legge qualcosa relativamente agli argomenti di cui si parla?

    Ripeto, a costo di essere noiosa:

    --> Lo "psicologo" e lo "psicoterapeuta" non sono categorie naturali, come il maschile e il femminile, date una vollta per tutte (forse...).
    Nacono in un preciso contesto sociale, storico e politico, dall'intrecciarsi di interessi compositi, e hanno conseguenze pratiche che ci interessano tutti.

    Nell'ipotesi che la laurea e la specializzazione non abbiano assorbito ogni residua capacità di aprire un libro serio (come suona male, questo aggettivo):

    Carli, R., Cecchini, M., Lombardo, G. P. (1995), Psicologi e psicoterapia: oltre la siepe. Pareri, decreti, proposte e progetti: per muoversi con la legge 56/89, Franco Angeli, Milano.

    Questo, col Sarchielli, Fraccaroli (2002) che ho citato prima è un volume veramente utile per chi voglia rendersi conto di come nasca la regolamentazione delle professioni psicologiche in Italia e come sia invece negli altri Paesi europei.

    In quello stesso volume ci sono autorevoli pareri sulla bizantinità della differenza voluta dalla legge circa le pratiche della psicologia clinica e della psicoterapia. Le leggi le scrivono gli uomini e le leggi cambiano, il diritto naturale non è più considerato fonte valida.

    Il lavoro dello psicologo clinico non psicoterapeuta.
    Signori, persino i laureati in Scienze Politiche hanno possibilità di trovare impieghi ove è prevista la loro laurea.

    Ogni altra professione liberale (cioè che si eserciti con partita iva, scusate la rozzezza della definizione) è prevista dallo Stato ed ha un suo significato e una sua collocazione.

    Esempio: un laureato in giurisprudenza, dopo due anni di pratica e l'EdS diventa procuratore legale. In Italia per le cause oltre una certa cifra è obbligatorio essere assistiti da un legale.
    Ergo, procuratori e avvocati esercitano professioni che esistono!

    I farmaci devono essere venduti nelle farmacie da farmacisti.

    I laureati in Filosofia possono ambire ad insegnare nei licei.

    Provate a pensare a tutte le vecchie lauree esistenti e alle professioni che le richiedono.

    Psicologia è l'unica laurea dalla cui abilitazione discendano una o più professioni che non esistono, ma sono da inventare.

    A me pare curioso, se per voi è una sfida siete di quelli che vedono il bicchiere sempre mezzo pieno.

    Certo, con la partita iva si può aprire uno studio e stare bene attenti a non sconfinare nella psicoterapia, per non mangiare l'erba degli psicoterapeuti, che con lo studio arrotondano gli onorari da insegnanti nelle scuole di specializzazione, nei master, nelle università ecc.

    Alcuni giorni fa ho incontrato una conoscente abilitata da un anno.
    Era molto brava, ha lavorato gratis l'anno del tirocinio e il seguente presso la sua tutor.
    Ora lavora in un call center part time, dove guadagna 12 euro l'ora, e l'altro part time lo fa in una coperativa, dove è presa come educatore, contratto trimestrale, ma purtroppo la pagano meno che per rispondere al telefono.
    Nel tempo libero svolge una ricerca in una ASL, ma non è retribuita, e collabora con la sua ex tutor per una pubblicazione di costei che però non potrà nemmeno citarla come co-autrice.

    Beati coloro che l'affitto glielo paga papà, e la scuola di specialità pure.

  13. #13
    evaluna^
    Ospite non registrato
    Io volevo solo dire che secondo me è molto riduttivo e generalizzante affermare che il convento passa solo psicofarmaci.
    Che in questo modo si fa di tutt'erba un fascio...per esperienza posso senz'altro dire che gratuitamente si può essere curati anche da professionisti seri.

  14. #14
    HT Sirri
    Ospite non registrato
    Ciao a tutti,

    la situazione della psicologia non e' fondamentalmente diversa da quella degli altri laureati, forse meno facile della media, ma molto simile.

    Il punto e' questo:
    la maggior parte dei lavori da psicologo sono in ambito libero professionale.

    Se tutti vogliono essere assunti e' ovvio che nasce una situazione di penuria/difficolta'/ecc.

    Vuoi lavorare come Psicologo?
    le risposte sono tante.... ma devi essere piu' chiaro.

    Qual e' esattamente il tuo obiettivo?

    Cioe':
    - Dove vuoi lavorare?
    - Con adulti/giovani/coppie/gruppi/singoli/ecc.?
    - Con quali metodologie?
    - In quale ambito?
    - Quali sono le tue attuali competenze/attitudini/ecc.?
    - Quanto vuoi guadagnare?

    E per finire, quanto sei disposto a metterti in gioco per realizzare tutto questo?

    Prova a rispondere a queste domande e vedrai che riusciro' a darti delle indicazioni utili.

    A presto,

    Stefano Sirri

  15. #15
    Matricola
    Data registrazione
    02-02-2002
    Messaggi
    24

    A Stefano Sirri

    In risposta alle tue domande posso dirti che sto per laurearmi (a febbraio spero) e per prima cosa sono indeciso su dove effettuare il tirocinio. Più precisamente vorrei sapere quale tipo di tirocinio offre più possibilità di lavoro.
    Mi piacerebbe molto lavorare nell'area clinica, ma cerco di orientare il mio interesse a 360 gradi. Purchè di psicologia si tratti.
    Riguardo alle metodologie sto preparando la tesi in teoria e tecniche della dinamica di gruppo e devo dire che l'uso dei gruppi come strumenti e metodo psicologico mi affascina parecchio. Tuttavia mi piacerebbe molto lavorare anche in setting duali (per usare un termine tecnico) sia con gli adulti che con i bambini. Considerando l'impostazione teorico-metodologica della mia facoltà sarei tentato a privilegiare l'approccio psicodinamico, ma senza ghettizzarmi in esso.

    Come puoi notare sono un tipo dalle larghe vedute.

    Per finire, la psicologia, l'area di studio che più di cinque anni fa avevo scelto quasi per ripiego, è riuscita ad appassionarmi profondamente. Malgrado le sconfortanti e demoralizzanti previsioni riguardo la professione dello psicologo, adesso sono sicuro di voler andare avanti fino in fondo, per la strada che ritengo sia quella giusta per me...

Pagina 1 di 2 12 UltimoUltimo

Privacy Policy