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Discussione: la diagnosi clinica

  1. #1
    Luca Saita

    Diagnosi, ovvero conoscenza attraverso. Per alcuni manuali la procedura migliore è data in cinque sedute comprendenti
    1. colloquio + Wartegg
    2. Scala Wechlser
    3. Roscarch + figura Umana
    4. 1a parte TAT + test famiglia
    5. 2a parte TAT + comunicazione della diagnosi

    Alcuni autori invece non si avvalgono dell'uso dei test, nè dell'anamnesi, ma contano sulla componente di comprensione emotiva ai fini di una diagnosi, o dell'analisi della domanda [modi, tempi etc].
    La mancanza di una procedura standard, non toglie validità e credenziali alla diagnosi che viene fatta dallo psicologo, unico autorizzato con il medico ad avvalersi di questo strumento conoscitivo di una persona?!?
    Personalmente non so se farei tutti i test proposti nelle batterie standard, ma sicuramente mi sentirei molto a disagio ad inviare un referto privo di un qualsiasi orientamento, privo di un'analisi profonda di tutte le caratteristiche del soggetto, dei punti di cedimento e dei punti di forza.
    Vorrei sapere le vostre opinioni in merito.

    OPs | Psicologia per passione

  2. #2
    Daria Ricciardi

    dunque...cinque sedute così organizzate non sono un pò eccessive?!
    comunque non si può, a mio avviso, non fare riferimento allo scopo della
    diagnosi: un conto è diagnosticare un soggetto per una ricerca sperimentale,
    e lì capisco una serie ampia di test, un conto è farlo per iniziare una
    terapia, e quindi per un uso personale. nella mia piccolissima esperienza,
    in un servizio dall'orientamento psicoanalitico, la diagnosi con gli
    adolescenti era basata esclusivamente sull'osservazione del comportamento e
    sull'analisi dei colloqui. in un altro servizio pubblico per bambini,
    invece, si usano colloqui, un test cognitivo e sedute di gioco. con gli
    adulti non ho esperienza, ma comunque secondo me bisogna trovare un giusto
    equilibrio tra il voler avere misure oggettive, e la consapevolezza che
    troppi test possono incidere negativamente su di un incontro delicato come
    quello tra lo psicologo e l'utente con difficoltà.
    che ne dite, colleghi?
    ciao ciao

    OPs | Psicologia per passione

  3. #3
    Luca Saita

    Sono d'accordo con te nel dire che è lo scopo della diagnosi che fa la
    diagnosi...
    Nelle terapie a lungo termine i test possono essere strumenti utili per
    verificare i cambiamenti?

    OPs | Psicologia per passione

  4. #4
    Michela Carmignani

    Credo che l'utilizzo di test per la diagnosi, in un rapporto
    psicoterapeutico, debba essere motivato e limitato perché si tratta di
    un momento valutativo che può ostacolare l'instaurarsi di una buona
    alleanza terapeutica, soprattutto con alcune categorie di soggetti,
    come gli adolescenti. Credo però che l'uso dei test sia funzionale per
    una comunicazione tra colleghi là dove il caso sia o possa essere
    seguito da più figure professionali e che possa darci un'idea, se
    ripetuto nel tempo (laddove non si tratti di un test proiettivo),
    dell'efficacia o meno del processo terapeutico. In ogni caso avere uno
    strumento che ci aiuti a inquadrare alcuni punti salienti della
    personalità del soggetto può orientarci in un intervento più
    strutturato e focalizzato.
    A presto, Michela

    OPs | Psicologia per passione

  5. #5
    Daria Ricciardi

    sono d'accordo con te, michela.
    per quanto riguarda lo studio sull'efficacia delle psicoterapie, mi domando
    che effetto può fare ad un paziente vedersi presentare un test
    periodicamente dal suo terapeuta. forse da qualcun'altro sarebbe meglio, ma
    da chi? credo anche che in fondo un terapeuta sia in grado di monitorare
    attraverso un processo di autosupervisione (casement) lo stato mentale del
    paziente e la qualità della sua relazione con lui, e che non abbia poi così
    bisogno di usare un test.
    per la ricerca, che io sappia, non sono stati molto accreditati studi che
    utilizzassero strumenti testologici come parametro del cambiamento (ricordo
    che la Ortu ci diceva una cosa del genere...). insomma, i test (tra l'altro
    in questo periodo mi toccherà impararne alcuni, che palle!) sono più usati a
    scopo diagnostico.
    Vi invito caldissimamente a pormi dei quesiti relativi allo stato attuale
    della psicologia clinica. questo perchè devo partecipare ad un convegno
    organizzato dalla scuola per noi specializzandi cui parteciperà Adriano
    Ossicini. Hanno chiesto ai miei colleghi e a me di intevenire, ponendo delle
    questioni per noi rilevanti sulla psicologia clinica. Ci sto ragionando un
    pò su in questi giorni, ma mi farebbe piacere qualche suggerimento (poi vi
    racconterei come è andata, naturalmente!). grazie e a prestissimo...

    OPs | Psicologia per passione

  6. #6
    Ospite non registrato
    Penso che trattandosi di colloqui, che ogni volta differiscono l'uno dall'altro sia per le peculiarità dell'utenza, sia per quelle del diagnosta sia per l'unicità del loro incontro, penso dicevo che si debbano abbandonare schemi fissati già dal primo colloquio. La decisione sull'uso, ed il tipo, di test deve avvenire almeno successivamente al 1° colloquio e il diagnosta dovrebbe scegliere i suoi strumenti testologici in base al tipo di utenza che ne richiede l'intervento.
    Buon lavoro a voi dello Staff, e
    buono studio ai colleghi

  7. #7
    Anima
    Ospite non registrato

    uso dei Test

    Cari colleghi credo che come in ogni cosa ci voglia il giusto mezzo e il buon senso!!!
    Anch'io sono contro l'uso indiscriminato dei test, ma nello stesso tempo ritengo che in alcuni casi possano essere d'aiuto e possano essere usati anche per creare una situazione di rapporto con il paziente.
    Sono una rorschachista e la mia esperienza come diagnosta mi ha portato a inserire i test all'interno di un setting complesso, in cui non deve essere trascurata la fase di conoscenza del paziente e quella del colloquio.
    I risultati dei test, anche quelli di una WAIS, debbono sempre essere contestualizzati e non dovrebbero venir usati come dei semplici dati!
    La mia esperienza con il Test di Rorschach, ad esempio mi ha fatto capire che nella diagnosi bisogna tener conto di tutto ciò che accade durante il setting, le Tavole Rorschach diventano per il paziente degli stimoli "transizionali" attraverso i quali può esprimere quelli che sono i suoi vissuti e i suoi tratti di perosnalità.
    Non bisogna inoltre dimenticare che la diagnosi è un processo, un iter, che deve valutare non solo lo stato attuale della persona, ma anche in senso prognostico evidenziare quelle che sono le potenzialità dell'indivduo, perchè sarà poi su quelle che si andrà ad operare, in sede di psicoterapia.

    A presto
    Chiara Rizzo

  8. #8
    Ospite non registrato
    Io non la penserei proprio come voi sui test. La psicologia è scienza che nasce da una contraddizione: vuole oggettivare ciò che non è oggettivabile, cioè l'uomo. Oggettivo significa naturalmente posto di contro ad un impianto categoriale, di conseguenza non equivale a universalmente valido. Il test è uno strumento che intende quantificare attraverso delle categore (pretende perciò di essere oggettivo) una realtà, quella umana che è per sua natura soggettiva, e che quindi non può essere giudicata oggettivamente. Io opterei per un approcio fenomenologico, cercando di evitare l'ansia da quantificazione/misurazione di carattere a dir poco scientista.

    Lollo

  9. #9
    framcescac
    Ospite non registrato

    Riferimento: uso dei Test

    ciao! Sono una specializzanda in interpretariato di conferenza e cerco una collaborazione per progetto tesi. Ho bisogno di psicologi abilitati al Roscharc. E' un lavoro importante che potrebbe essere pubblicato.

  10. #10
    Matricola L'avatar di julih
    Data registrazione
    17-10-2004
    Residenza
    Palermo
    Messaggi
    24

    Riferimento: la diagnosi clinica

    Ciao. in quale zona sei?
    sarei interessato.

  11. #11
    framcescac
    Ospite non registrato

    Riferimento: la diagnosi clinica

    I test si somministreranno a Roma

  12. #12
    framcescac
    Ospite non registrato

    Riferimento: la diagnosi clinica

    Ciao a tutti! Chi saprebbe consigliarmi dei buoni manuali per capire ed elaborare poi un atesi sulla perosnalità? Personalità applicata anche alle scelte lavorative? Tipo come influenza la personalità sul lavoro che si sceglie di fare...Grazie a tutti

  13. #13
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: la diagnosi clinica

    Citazione Originalmente inviato da Obiettivo Psicologia Visualizza messaggio

    Alcuni autori invece non si avvalgono dell'uso dei test, nè dell'anamnesi, ma contano sulla componente di comprensione emotiva ai fini di una diagnosi, o dell'analisi della domanda [modi, tempi etc].

    La mancanza di una procedura standard, non toglie validità e credenziali alla diagnosi che viene fatta dallo psicologo, unico autorizzato con il medico ad avvalersi di questo strumento conoscitivo di una persona?!?
    Personalmente non so se farei tutti i test proposti nelle batterie standard, ma sicuramente mi sentirei molto a disagio ad inviare un referto privo di un qualsiasi orientamento, privo di un'analisi profonda di tutte le caratteristiche del soggetto, dei punti di cedimento e dei punti di forza.

    Vorrei sapere le vostre opinioni in merito.
    è impossibile non avere un orientamento e non fare un'analisi delle "caratteristiche del soggetto", perchè come tu hai fatto notare l'etimo di DIAGNOSI è dia [attraverso -(dei segni)] e gnosis [conoscere], quindi conoscere attraverso dei segni, e ovviamente quali segni e quali caratteristiche osservare, dipende dalla teoria di riferimento.


    Una diagnosi fatta con un test forse può dare più "sicurezza" rispetto a una diagnosi fatta analizzando la componente emotiva (citando l'esempio da te riportato) perchè tende a etichettare il paziente, ma credo che entrambe abbiano una propria validità, anche se ovviamente appartengono a due visioni differenti dell'essere umano
    Ultima modifica di Johnny : 03-05-2008 alle ore 19.26.37

  14. #14
    Postatore OGM L'avatar di marygrace83
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    Riferimento: la diagnosi clinica

    old thread!è del 2002!

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