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Discussione: Prescrivere farmaci

  1. #1
    Partecipante Affezionato L'avatar di almaserena
    Data registrazione
    02-11-2002
    Messaggi
    114

    prescrivere farmaci

    Qlc. sa rispondere al seguente dubbio???
    Credo di aver fatto una pessima figura con uno psichiatra!

    I farmaci possono essere prescritti da tutti gli psicoterapeuti opp. solo da quelli che hanno la laurea in medicina???

    Grazie anticipatamente
    In parte la salute mentale è una forma di conformismo.
    John Nash

  2. #2
    Solo chi ha una laurea in medicina può prescrivere farmaci a meno che (se le cose nn sono cambiate dall'anno scorso) tu sia nel New Mexico
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  3. #3
    Partecipante Affezionato L'avatar di almaserena
    Data registrazione
    02-11-2002
    Messaggi
    114
    Originariamente postato da Mia_Wallace
    Solo chi ha una laurea in medicina può prescrivere farmaci a meno che (se le cose nn sono cambiate dall'anno scorso) tu sia nel New Mexico
    GRAZIE MIA
    ora ho la conferma di avere fatto una brutta figura...
    fortuna che quando non so mi espongo poco....

    Ma allora....capisco un minimo di conoscenza sulla farmaco-terapia...ecc....
    ma se non abbiamo il ricettario per quale motivo ci vengono insegnate tante di quelle cose che girano intorno all'argomento???E soprattutto... perchè i prof. pretendono una conoscenza approfondita???

    Non rispondermi che devo sapere a quale trattamento è sottoposto il pz. quando fa una psicoterapia....io alludo...per fare un es., all'esame di stato dove, lo stesso caso clinico, dovrebbe essere svolto anche con indicazioni specifiche riguardanti i farmaci.

    Forse mi sono espressa in maniera confusa...quello che intendo è:

    se la somministrazione dei farmaci, è una prerogativa medica...e sono daccordo...

    e considerato che la psicoterapia e la farmacologia vanno a braccetto....

    devo ipotizzare una inscindibile e perpetua collaborazione con uno psichiatra???

    Mah!!!!Credo che dopo 9 anni di studi (laurea in psicologia+psicoterapia) dovrebbero darci la possibilità di decidere quale farmaco scegliere...almeno tra la categoria degli ansiolitici e dei neurolettici!!!!


    GRAZIE ANCORA
    In parte la salute mentale è una forma di conformismo.
    John Nash

  4. #4
    Io penso che tu possa scrivere la prescrizione su un foglio e firmarla timbrarla ecc, e poi il paziente la porta al medico di base che la prescrive.
    Almeno questo mi pare il metodo piu' logico, anche se aggiunge un passo forse inutile all'iter... ditemi poi se mi sbaglio
    ...but still I am the Cat who walks by himself, and all places are alike to me.

  5. #5
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da almaserena
    GRAZIE MIA
    ora ho la conferma di avere fatto una brutta figura...
    fortuna che quando non so mi espongo poco....

    Ma allora....capisco un minimo di conoscenza sulla farmaco-terapia...ecc....
    ma se non abbiamo il ricettario per quale motivo ci vengono insegnate tante di quelle cose che girano intorno all'argomento???E soprattutto... perchè i prof. pretendono una conoscenza approfondita???

    Non rispondermi che devo sapere a quale trattamento è sottoposto il pz. quando fa una psicoterapia....io alludo...per fare un es., all'esame di stato dove, lo stesso caso clinico, dovrebbe essere svolto anche con indicazioni specifiche riguardanti i farmaci.

    Forse mi sono espressa in maniera confusa...quello che intendo è:

    se la somministrazione dei farmaci, è una prerogativa medica...e sono daccordo...

    e considerato che la psicoterapia e la farmacologia vanno a braccetto....

    devo ipotizzare una inscindibile e perpetua collaborazione con uno psichiatra???

    Mah!!!!Credo che dopo 9 anni di studi (laurea in psicologia+psicoterapia) dovrebbero darci la possibilità di decidere quale farmaco scegliere...almeno tra la categoria degli ansiolitici e dei neurolettici!!!!


    GRAZIE ANCORA

    E' un idea, ma sono dell'avviso che le figure professionali è meglio che non si sovrappongano e quindi preferisco lasciare il compito della prescrizione allo Psichiatra od al Medico.

    ciaoaooa

  6. #6
    giorgia10
    Ospite non registrato
    Il problema della prescrizione di farmaci è un problema davvero spinoso. A mio avviso c'è dietro solo l'interesse economico di medici e psichiatri. Altrimenti non capisco perché il mio odontoiatra (non medico) possa prescrivermi l'aulin o gli antibiotici per il mal di denti e uno psicologo non possa dare un ansiolitico.
    Il problema è che togliendoci la possibilità di prescrivere prozac e dintorni ci tolgono potere e clientela. Secondo me occorrerebbe consentire agli psicologi, soprattutto se clinici, di prescrivere psicofarmaci. L'idealismo che avvolge questa figura professionale impedisce che il tema emerga con forza, come autentico diritto/dovere professionale.
    Almeno così la vedo io!
    Giorgia

  7. #7
    Originariamente postato da giorgia10
    Altrimenti non capisco perché il mio odontoiatra (non medico) possa prescrivermi l'aulin o gli antibiotici per il mal di denti e uno psicologo non possa dare un ansiolitico.
    Uhm...ma l'odontoiatra (da non confondere con l'odontotecnico) non è o un laureato in medicina specializzatosi poi in odontoiatria o una persona che si è laureata comunque in una facoltà appartenente al corso di laurea in Medicina e Chirurgia?

    Nonostante le conoscenze acquisite nel nostro corso di Laurea io non credo che lo psicologo sia in grado (allo stato attuale delle cose...con esami integrativi vedrei la cosa come possibile) di prescrivere psicofarmaci...possiamo sapere quali sono le indicazioni terapeutiche di un farmaco, avere una vaga idea della sua azione, ma cosa sappiamo di farmacodinamica o farmacocinetica?Abbiamo le conoscenze per non causare al paziente malattie iatrogene?Saremmo in grado di gestire i probabili effetti secondari che possono coinvolgere distretti di cui noi non sappiamo nulla?Sappiamo qualcosa sulle interazioni tra le varie molecole?
    Io non vedo niente di male nel lasciare il compito della prescrizione farmacologica allo psichiatra...così come non vedo niente di male (anzi) nel lavoro di equipe, dove ognuno fa secondo le proprie competenze...

    Il discorso "ci tolgono potere e clientela" secondo me dipende più da una sorta di bias nel pensiero comune, provate a chiedere ad una persona qualunque cosa fa lo psicologo, e magari che differenza c'è tra uno psicologo ed uno psichiatra...l'ignoranza regna sovrana...
    Che ne pensate?
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  8. #8
    giorgia10
    Ospite non registrato
    Ciao Mia

    Odontoioatria è una facoltà a se stante: non implica una laurea in medicina. Fino a poco tempo fa prima si faceva medicina e poi ci si specializzava in odontoiatria.

    Hai perfettamente ragione riguardo all'iter formativo: dovrebbe essere nel caso più mirato alla possibilità di prescrivere psicofarmaci. Ma questo non sarebbe un grosso problema da risolvere. E non credo proprio che i nostri medici generici facciano anamnesi molto complesse né si preoccupino troppo di eventuali interazioni quando velocemente si affrettano a scrivere Xanax, o Lexotan o Zoloft...Come il mio odontoiatra con l'Aulin.

    Il bias del senso comune sicuramente c'è. Ma un potente bias è anche in noi: nell'idealismo della "parola pura" che cura da sola senza ricorrere ad un primo supporto farmacologico se non delegandolo (nota bene, delegandolo) ad altra figura professionale. Quasi non volessimo "sporcarci le mani" con queste molecole. E' su questo che mi interrogo: perché? Perché non prescriviamo anche noi in caso di bisogno? Perché non ci battiamo per farlo?


    A volte penso davvero che abbiamo paura di guadagnare, quasi volessimo confinare la psicologia in un limbo di depauperante idealismo.
    Ciao
    Giorgia

  9. #9
    Originariamente postato da giorgia10
    Odontoioatria è una facoltà a se stante: non implica una laurea in medicina. Fino a poco tempo fa prima si faceva medicina e poi ci si specializzava in odontoiatria.
    E' quello che intendevo...ma se guardi gli esami che si devono sostenere per questa laurea, ci trovi farmacologia, medicina interna, ecc ecc...ed è comunque sotto Medicina e Chirurgia.
    Originariamente postato da giorgia10
    E non credo proprio che i nostri medici generici facciano anamnesi molto complesse né si preoccupino troppo di eventuali interazioni quando velocemente si affrettano a scrivere Xanax, o Lexotan o Zoloft...Come il mio odontoiatra con l'Aulin..
    E' verissimo...ma non è un comportamento eticamente corretto. Io mi chiedo semplicemente: sarei in grado di gestire una terapia farmacologica?No. E questo mi basta. Se gli altri sbagliano, non significa che anche io (noi) dobbiamo farlo.

    Io non avrei problemi a prescrivere farmaci nel caso in cui avessi gli strumenti per farlo...il mio sogno è prendere una seconda laurea in medicina, non ho paura di "sporcarmi" le mani, ma credo si tratti comunque di due ambiti distinti che richiedono ciascuno un'adeguata preparazione (ad esempio trovo assurdo e deleterio che ci siano psichiatri non psicoterapeuti che improvvisano psicoterapie con i loro pazienti).
    Per quel che riguarda il discorso "guadagno", non so cosa dire...
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  10. #10
    evaluna^
    Ospite non registrato
    Ciao a tutti.
    Secondo me occorrerebbe consentire agli psicologi, soprattutto se clinici, di prescrivere psicofarmaci.
    Ciao Giorgia, questa cosa non mi sembra molto possibile, sinceramente.
    Esistono due parole per chiamare psicologi e psichiatri proprio perchè sono figure diverse e perchè è possibile SOLO ai laureati in medicina prescrivere farmaci.
    E sinceramente non mi sembra nemmeno una cosa tanto campata in aria.
    Quando si dà una medicina è necessario essere in grado di fronteggiare qualsiasi eventuale problema riguardante l'organismo, bisogna essere in grado di valutare effetti collaterali e interazioni...tutte abilità che possono essere acquisite solo con un corso di laurea in medicina. Non penso nemmeno che si possa arrivare ad una competenza del genere modificando o arricchendo il corso di laurea in psicologia perchè già è difficile. Rischioso, necessita di una responsabilità estrema. Perchè mi si drizzano i capelli al pensiero di quante cose dovrò imparare (studio medicina io se non si era capito ) prima di prescrivere un farmaco a qualcuno.
    Questo poi non esclude assolutamente che esistono medici che danno medicine con leggerezza, pensandoci su 2 o 3 secondi se va bene prima di scrivere la ricetta, ma i comportamenti sbagliati non dovrebbero nemmeno essere cosiderati in una valutazione logica della questione, secondo me.
    Io credo che se uno psicoterapeuta ha una laurea in medicina può curare una persona anche attraverso le medicine, altrimenti no. E sono anche sicura, ma non perchè io non studio psicologia, ma perchè tutti sappiamo che le medicine non sono caramelle e se c'è un'università che dura 6 anni qualcosa significa.
    Comunque Chiara ha ragione, la cooperazione e il lavoro di equipe sono la strada giusta da seguire, anche perchè se uno psicologo non può dare medicine, ugualmente un medico mancherà di tante altre conoscenze e abilità che potranno così essere compensate.
    Scusate l'intrusione.

  11. #11
    evaluna^
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Mia_Wallace
    E' verissimo...ma non è un comportamento eticamente corretto. Io mi chiedo semplicemente: sarei in grado di gestire una terapia farmacologica?No. E questo mi basta. Se gli altri sbagliano, non significa che anche io (noi) dobbiamo farlo.

    Io non avrei problemi a prescrivere farmaci nel caso in cui avessi gli strumenti per farlo...il mio sogno è prendere una seconda laurea in medicina, non ho paura di "sporcarmi" le mani, ma credo si tratti comunque di due ambiti distinti che richiedono ciascuno un'adeguata preparazione (ad esempio trovo assurdo e deleterio che ci siano psichiatri non psicoterapeuti che improvvisano psicoterapie con i loro pazienti).
    telepatia...

  12. #12
    Originariamente postato da evaluna^
    telepatia...
    L'ho pensato anch'io ...se non realizzerò il mio sogno ed avrò bisogno di qualcuno per una terapia integrata psicoterapia+farmaci, mi ricorderò di te
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  13. #13
    evaluna^
    Ospite non registrato
    onoratissima di una collaborazione con te (se mai arriverò a destinazione ....)

  14. #14
    giorgia10
    Ospite non registrato
    Mi aggiungo al coro: anche a me piacerebbe una terza laurea in medicina (sono già laureata in filosofia). Il guaio è che lavoro a tempo pieno e mi sono informata: ovunque richiedono la frequenza.... Ma darei davvero l'anima per fare medicina. Assieme ad un'amica che lavora a tempo pieno le abbiamo studiate davvero tutte: anche quella di andare a prendersi la laurea in arabia, poi, a causa di altri motivi, abbiamo desistito...

    Tornando a noi vorrei stemperare, se mi permettete, queste paure sulle prescrizioni: quale medico, evaluna, domanda mai qualcosa prima di prescrivere delle banali benzodiazepine (lexotan, valium e dintorni)? Non prendiamoci in giro: nessuno chiede mai nulla e lo sappiamo tutti. Alla peggio è solo dopo, quando si avverte una sintomatologia anomala a seguito dell'assunzione di un farmaco, che si chiede al medico: ma sarà stato proprio quello?
    Forse tu lo farai, perché vuoi prescrivere con estrema attenzione al caso, ma il 99, 99 % non lo farà. MAI. Peché lo ritiene inutile e forse lo è davvero.
    Nessun medico, MAI, per darti qualche goccia di Valium, ti chiede se sei iperteso, ipoteso, cardiopatico etc. Semplicemente scrive sul ricettario, perché gli eventuali effetti collaterali, di pertinenza medica, emergono solo dopo l'assunzione. Si prova "sul campo". Allora perché insistere su questo bagaglio di competenze che poi, nei fatti, non viene usato, neppure dai primari più affermati? Anzi, come i migliori barman, amano sciorinare cocktail di farmaci senza fare nessuna domana preventiva.
    Torno alla mia asserzione precedente riguardo a noi: è paura?

    Io, se avessi sostenuto degli esami di farmacologia, non avrei problemi a prescrivere psicofarmaci che spesso e volentieri sono privi di effetti collaterali importanti, soprattutto ansiolitici ed antidepressivi di nuova generazione.

    Credo siano comunque tutte prospettive valide, la mia come la vostra e le rispetto entrambe.
    Per me il freno alle prescrizioni da parte degli psicologi continua ad essere solo una bella fregatura giustificata dall' illusione che la laurea in medicina dia una prudenza prescrittiva che, nei fatti, non viene mai usata. Anzi, diciamocelo, hanno l'acceleratore grazie al titolo.

    Sarei davvero interessata a sapere come funzionano le cose negli altri paesi: ne sapete qualcosa?

    Ciao
    Giorgia

  15. #15
    A quel che ne so io, l'anno scorso hanno introdotto la possibilità di prescrivere psicofarmaci in New Mexico (uno stato degli U.S.A.), e riguardo a questo puoi leggere qualcosa >>QUI<< cercando con google si trovano anche i dibattiti che sono seguti all'introduzione di questa legge...sono interessanti
    Per quel che riguarda l'assenza di effetti collaterali...quante persone sono assuefatte alle benzodiazepine a causa di prescrizioni fatte con leggerezza? E gli antidepressivi di nuova generazione, seppur aventi minori effetti collaterali degli inibitori delle monoamminossidasi e dei triciclici, danno comunque problemi. E ripeto, il fatto che sia prassi comune prescrivere questi farmaci quasi come se fossero caramelle è sbagliato e non è un buon motivo per pensare che allora "lo possiamo fare anche noi".
    Un'altra cosa da tenere in considerazione poi, nel caso in cui anche noi psicologi acquisissimo questo "privilegio", è quello della compliance del paziente e quello dell'alleanza terapeutica...si fiderebbe di noi non medici tanto da seguire in modo corretto la terapia farmacologica? E il fatto che la stessa persona si occupi sia del trattamento psicoterapico che di quello psicofarmacologico non potrebbe essere un problema?
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

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