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  1. #1
    fabrighiglie
    Ospite non registrato

    Amicizie e sensi di colpa

    Come da topic, questa non è la solita faccenda sentimentale e non è nemmen il classico problema di cuore nè la solita situazione complicata dalla quale è difficile venire a capo...io mi ritengo una persona abbastanza riservata per quanto riguarda i fatti strettamente personali, ma in questo caso vorrei fare uno strappo alla regola, anche perchè spero di fare chiarezza e magari ricevere qualche utile consiglio.
    Ogni pochino ci penso, mi sento in colpa e mi rendo conto di non essermi comportato bene. Vorrei trovare una soluzione, ma ho le idee piuttosto confuse e inoltre penso sempre che, quando s'è trattato di sparire o di mandarmi a quel paese e liberarsi di me, gli altri l'han sempre fatto senza troppi problemi; mai una spiegazione, mai delle scuse, anche se sapevano di aver sbagliato, e mai la possibilità di far sentire le mie ragioni, con persone che riattaccavano o non rispondevano, o addirittura cambiavano strada se m'incontravano, e in ogni caso cercavano in tutti i modi di non ascoltarmi semplicemente per non sentire la triste verità.
    Qualche tempo fa avevo un amico, Roberto. Tra me e lui c'è una notevole differenza: io ho 24 anni e lui quasi 38; io ho studiato e spero di laurearmi a breve, mentre lui ha soltanto un diploma professionale e di professione fa volantinaggio; io sto da solo, mentre lui sta ancora coi suoi genitori ecc. Non vorrei sembrare antipatico, ma io mi ritengo una persona intelligente, mentre lui non è di certo una cima e sicuramente non è una di quelle persone con le quali si può ragionare di tutto e con le quali s'è sicuri di non esaurire mai gli argomenti.
    Io e Roberto ci si conobbe allo stadio, qualche anno fa, e data la nostra inguaribile passione per la Fiorentina, si fece amicizia e col tempo, inevitabilmente, si cominciò ad andare in trasferta insieme.
    Addirittura, qualche volta capitò anche di andare in trasferta in due, in macchina, e di percorrere enormi distanze, come quando s'andò in Olanda per la partita di coppa Uefa del giovedi, e poi a Catania in campionato la domenica stessa. In questi momenti, dovrebbe essere inevitabile conoscersi meglio e magari affrontare certi argomenti un po' più personali...invece no. A differenza che con tanti altri amici, con Roberto le conversazioni si limitavano al calcio, al tifo e ad argomenti simili, perchè io non ho mai sentito il bisogno di parlare d'altro, di confidarmi, di dirgli nulla di me nè di sapere nulla su di lui. Lui non sa che io sto da solo, non sa che ho una casa di proprietà, non sa tante altre cose -delle quali, peraltro, non parlo mai con nessuno-, e io non ho mai avuto voglia di parlargliene, un po' perchè sicuramente non capirebbe, un po' perchè Roberto, oltre a non essere una cima, è la classica persona che si lascia involontariamente sfuggire certe cose, e sinceramente un mi va che tutto lo stadio sappia i cazzi mia.
    Un'altra delle cose che m'ha sempre dato noia è che Roberto, pur d'andare in trasferta, è disposto a tutto...a tal proposito, non posso dimenticare la sera della partita d'andata di coppa Uefa in casa contro l'Everton, quando lui, pur di trovare qualcheduno che andasse con lui in Inghilterra per la gara di ritorno, cominciò a contattare tutti quelli che conosceva e a chiedere altrettanti numeri di telefono....e poco importa se tra di loro c'era antipatia, o se li aveva visti soltanto una volta durante una trasferta di C2. Avete presente un maschio arrapato che va a dar noia a tutte le donne che incontra, con la speranza, prima o poi, d'imbroccarne qualcheduna? Ecco, Roberto fece la stessa identica cosa, con la piccola differenza che, in quell'occasione, l'oggetto del desiderio non era il gentil sesso.
    Purtroppo, si sa, la curva pullula di gente grulla. Inoltre, in occasione di trasferte come Palermo, Catania ecc -alle quali di solito si va in 50-, la gente grulla pullula ancor di più e diventa inevitabile entrarvi in contatto. In certe occasioni, pensai qualcosa del tipo: "Io sono un bravo ragazzo, una persona intelligente, educata e con tanti interessi, e non ho nulla da spartire con certa gente ignorante che campa di lavori modesti e saltuari, non fa altro che imbriacarsi e farsi piste di coca e va allo stadio solo per sfogare le proprie frustrazioni represse. Inoltre, non ho nessuna intenzione di rischiare di fare a manate con gli ultras avversari o con la polizia, o di ritrovarmi in qualche spiacevole situazione per colpa del bischero di turno". Io ne parlai con Roberto, il quale mi consigliò di far finta di nulla e di non pensarci, perchè certa gente stava sul culo anche a lui. Ma come, gli dissi, se Tizio, Caio e Sempronio ti stanno sul culo, perchè vai in trasferta con loro? Così, a un certo punto arrivai alla conclusione che, se avessi continuato ad andare in trasferta con Roberto, e quindi a dover avere a che fare per forza con certi elementi, mi sarei soltanto rovinato la giornata, e non ne sarebbe valsa la pena.
    Qualche mese fa, io decisi di cambiare numero di telefono, di dare quello nuovo soltanto a poche persone, e a Roberto non lo detti. Mi resi subito conto di essermi comportato male, ma mi sembrava l'unica soluzione. E se mi fosse capitato di incontrarlo a giro, o d'incontrare qualcheduno degli altri ragazzi dello stadio, avrei giustificato la mia scomparsa con la scusa di aver perso numero e cellulare.
    Qualche mese fa, all'ex festa de l'Unità, incontrai un amico mio e di Roberto, per fortuna meno grullo e più intelligente degli altri, col quale scambiai volentieri quattro chiacchiere. Ovviamente anche con lui usai la scusa pensata all'inizio, e cioè che avevo perso tutti i numeri ed ero sparito per quel motivo...al che, lui mi disse che Roberto era piuttosto preoccupato, che aveva cercato in tutti i modi di contattarmi e si chiedeva come mai io, da un giorno all'altro, fossi scomparso nel nulla.
    Con questo ragazzo si rimase che mi sarei fatto sentire, magari per riavere il numero di Roberto e organizzare un'uscita, ma poi la cosa è caduta nel dimenticatoio.
    Mi capita spesso di ripensare alle serate trascorse insieme a Roberto sugli spalti del Franchi a sostenere la Fiorentina, alle trasferte e ai dopopartita in pizzeria con lui e l'altro nostro amico. L'idea era di mandare un messaggio a quest'ultimo e organizzare qualcosa per stasera dopo la partita, ma poi ho cambiato idea.
    Tutte le volte che una persona -sia una ragazza, sia un amico- alla quale voglio bene scompare nel nulla dalla mia vita senza un motivo preciso e senza darmi la benchè minima spiegazione, mi dispiace parecchio e spesso non la prendo bene. Se la persona torna, però, non mi riesce portarle rancore, anzi, mi fa piacere rivederla e magari cercare di ricominciare o di riprendere dal punto in cui ci s'era congedati. Ma c'è anche chi ragiona in maniera diversa.
    A questo punto io mi domando, non senza dubbi e incertezze, se è meglio continuare con la strada intrapresa finora -con la consapevolezza che mi sento una merda per come mi sono comportato con Roberto, perchè dopotutto è sempre stato un amico- o se invece mi merita risentire il mio amico e spiegargli la situazione, sapendo che potrebbe fargli piacere ma potrebbe anche non gradire.

  2. #2

    That's what I am
    L'avatar di saruccia84
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    07-12-2007
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    palermo
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    Riferimento: Amicizie e sensi di colpa

    Tutte le volte che una persona -sia una ragazza, sia un amico- alla quale voglio bene scompare nel nulla dalla mia vita senza un motivo preciso e senza darmi la benchè minima spiegazione, mi dispiace parecchio e spesso non la prendo bene. Se la persona torna, però, non mi riesce portarle rancore, anzi, mi fa piacere rivederla e magari cercare di ricominciare o di riprendere dal punto in cui ci s'era congedati. Ma c'è anche chi ragiona in maniera diversa.
    A questo punto io mi domando, non senza dubbi e incertezze, se è meglio continuare con la strada intrapresa finora -con la consapevolezza che mi sento una merda per come mi sono comportato con Roberto, perchè dopotutto è sempre stato un amico- o se invece mi merita risentire il mio amico e spiegargli la situazione, sapendo che potrebbe fargli piacere ma potrebbe anche non gradire.
    Credo che tu la risposta te la sia dato da solo.
    Se non ti senti a posto con la coscienza...forse l'unica cosa che puoi fare è quella di farti sentire.
    Devi scegliere se dirgli una brutta verità o una bugia....questo non posso dirtelo io...
    Devi capire se quelle serate ti mancano...e se ti mancano....puoi tornare indietro.
    Hai tu stesso descritto il vostro rapporto di "amicizia"....era relegato a determinati ambiti, il calcio e le trasferte....Se ti va di fare ancora queste cose con lui puoi farlo. Non dovete per forza "approfondire l'amicizia" e non dovete per forza andare sempre allo stadio insieme.
    Io, come te, sto male quando le persone spariscono....quindi è ovvio che io ti dica che secondo me è giusto che tu chiarisca con lui
    Cosa dirgli...come ho detto prima....non lo so....
    Ogni cosa ha i suoi pro e i suoi contro...e non c'è niente di giusto in assoluto....
    Comportamenti non consentiti!!!ogni argomento un thread!!!!


    Tieni sempre presente che la tua ferma convinzione di riuscire è più importante di qualsiasi altra cosa. (Abraham Lincoln)
    Non è vero che i giorni di pioggia sono i più brutti, sono gli unici in cui puoi camminare a testa alta anche se stai piangendo. (anonimo)





  3. #3
    Partecipante Leggendario L'avatar di PANTERA ROSA
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    Riferimento: Amicizie e sensi di colpa

    Ciao Fabrighiglie, secondo me se veramente ti manca e vorresti ricucire dovresti cercarlo, scusarti e dargli un minimo di spiegazioni, essere mollati cosi non é un bel gesto, e sicuramente ci sarà rimasto maluccio penso...
    Comunque, é comprensibile anche che magari, oltre alla passione sportiva che vi unisce, non senti tanti punti in comune con lui, e non devi per questo colpevolizzarti, succede a tutti! Come primo passo dovresti chiedere a te stesso cosa desideri veramente, più che cosa sia la cosa giusta, un'amicizia non può essere una cosa forzata.
    Poi, riguardo alla sua possibile reazione, ognuno di noi davanti ad una stessa situazione reagisce diversamente da un altro, anchio come te, non sono una persona che serba rancore, neanche quando eventualmente "a sbagliare" sia l'altra persona. Non sò quanto bene lo conosci, dato che mi pare non parliate molto di cose private, esterne al calcio, quindi aspettati qualsiasi reazione, e valuta quanto tu tenga a ristabilire il rapporto che avevate prima, o uno differente o nessuno.
    In bocca al lupo, facci sapere!!

  4. #4
    fabrighiglie
    Ospite non registrato

    Riferimento: Amicizie e sensi di colpa

    Innanzitutto vi ringrazio dei consigli. Nel frattempo, ho riflettuto e un po' e sono giunto ad alcune conclusioni. Roberto sarà pure una brava persona, ma io e lui s'è diversi e la nostra, tutto sommato, non si poteva definire amicizia a 360%, in quanto circoscritta solo al calcio e a poche altre cose.
    Quest'anno, onde evitare di vedere certa gente e soprattutto di dovermi incazzare tutte le volte per colpa del bischero di turno o delle regole insulse dei decreti antiviolenza -gabbie, tornelli, scorte, un biglietto a testa, divieto di questo, divieto di quello e obbligo di quell'altro-, ho deciso di non andare più in trasferta, e con Roberto ci si sentiva soprattutto per quest'ultimo motivo.
    Inoltre, io penso anche un'altra cosa: nel voler prendere le distanze dal "giro" della curva Fiesole, e quindi da Roberto, credo di aver preso la decisione giusta. Nulla è giusto al cento per cento, si sa, ma io ritengo di aver avuto ragioni più che valide e non vedo per quale motivo mi dovrei sentire in colpa per come la prenderebbe il mio amico.
    Dopotutto, ripeto, quando s'è trattato di sparire o di liberarsi di me, gli altri non hanno mai esitato a farlo, senza chiedersi se fosse giusto o sbagliato e in che modo l'avrebbe presa il sottoscritto. Per cui, per una volta, forse è meglio ragionare in maniera falsa e egoista. Se mi capiterà di incontrare Roberto o gli altri amici, e qualcheduno mi chiederà perchè sono sparito, io dirò che avevo perso il cellulare e che non mi va più di venire in trasferta perchè ho altro di meglio da fare. Altrimenti, ognuno per la sua strada, io non chiamo nessuno, e al diavolo i sensi di colpa...ovvia!

  5. #5
    Partecipante L'avatar di tickmama
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    Riferimento: Amicizie e sensi di colpa

    Secondo me invece di sentirti male x cm lo hai trattato dovresti sentirti male x come lo hai giudicato!
    Nn ti è passato x la testa di pensare ke cm tu lo trovassi poco adatto a te anke Roberto poteva pensare lo stesso di te?
    Forse la l' "amicizia" tra di voi nn andava oltre il pallone....
    <rifletti su qsto e nn <scervellarti sul cosa potresti fare e cosa no....se avessi voluto un modo lo avresti trovato x contattarlo.....

  6. #6
    fabrighiglie
    Ospite non registrato

    Riferimento: Amicizie e sensi di colpa

    In effetti è vero: un po' mi sento in colpa anche per come l'ho giudicato....però purtroppo i fatti parlano chiaro, ed è grazie a quelli che non ho potuto fare a meno di pensare certe cose. Con questo, ci mancherebbe, non voglio dire che lo ritengo un bischero, un ignorante, un fallito e una persona da guardare dall'alto in basso.
    Una delle cose che m'ha sempre dato noia di Roberto è il suo atteggiamento tipico di chi s'accontenta, campa di ripieghi, non fa nulla per migliorare la sua situazione e poi si lamenta. A me dispiace se un amico sta male, ma è anche giusto ricordare che chi è causa del suo mal pianga se stesso. Ci fu un periodo in cui Roberto non andava a lavorare tutte le volte che la ragazza che gli garbava stava poco bene, in maniera tale da andare a farle compagnia o da sbrigare per lei le commissioni della giornata. Badate bene: la figliola in questione non era la sua ragazza, ma soltanto una che gli garbava, che non lo chiamava mai e che pretendeva di comportarsi con lui come una fidanzata gelosa senza dargli nulla in cambio. Inoltre, era pure fidanzata.
    Ricordo, per esempio, durante una trasferta in macchina in Spagna, a Villareal, quando Roberto pretese che io facessi le corse e rinunciassi anche a mangiare perchè lui doveva tornare a casa in tempo utile per uscire con lei. Lei, nel frattempo, pensava ai comodi sua e faceva pure l'incazzata. A un certo punto, in quell'occasione, io persi la pazienza e gli dissi: "Ora basta, la macchina l'è mia e decido io. Se un ti va bene, tu puoi anche anda' in aereo o col pullman del Collettivo". Ci rimasi male per come glielo dissi, ma sinceramente non mi sembrava giusto che Roberto si facesse comandare a bacchetta da quella lì e poi se la rifacesse con me.
    Oppure non potrò mai dimenticare tutte le volte in cui Roberto disse bugie alla persona in questione, perchè non voleva andasse in trasferta, ma stesse a casa mentre lei si faceva i cazzi sua. O le volte in cui si dette malato a lavoro per l'ennesima volta per andare in trasferta a Reggio Calabria di mercoledì pomeriggio, e poi si lamentò di avere "un lavoro di merda". In quest'ultimo caso, ricordo, gli dissi che non poteva pretendere di avere un lavoro migliore, perchè nessuno assumerebbe mai una persona che s'assenta ogni tre per due; la risposta fu che io sono un ragazzino e non posso capire.
    A me dispiace che Roberto alla sua età campi ancora sulle spalle dei suoi anziani genitori, faccia volantinaggio dopo aver perso tanti altri lavori per colpa del suo assenteismo, non muova un dito per migliorare la sua situazione e poi si lamenti di essere insoddisfatto, mentre io studio, mando avanti una casa da me, lavoro e giro tutta la provincia per mettere domande. Oggi pomeriggio, per esempio, sono andato da un sindacalista a chiedere alcune informazioni su come superare un concorso nell'azienda di trasporto pubblico della mia città, dopo aver camminato per qualche chilometro sotto la pioggia e aver visitato vari uffici.
    Ecco, questo mi pare abbastanza per dire che, forse, certe idee non sono solo frutto di pregiudizi affrettati. No?

  7. #7
    Postatore Epico L'avatar di doctor2009
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    Riferimento: Amicizie e sensi di colpa

    Io non so se tra te e Roberto ci sia mai stato un rapporto di amicizia: quello che a me adesso sembra sicuro, però, è che oggi come oggi questo rapporto non ci sia: altrimenti non avresti neanche pensato di cambiare numero di telefono e non dargli quello nuovo.
    Quello che ti fa star male è solo il rimorso per non esserti comportato bene: ma anche se richiamassi Roberto non sarebbe per ricominciare un'amicizia che, ammesso ci sia mai stata, è morta e sepolta.
    Valuta tu se sia meglio lasciare le cose come stanno e tenerti il rimorso oppure ricontattarlo per scaricarti la coscienza e poi, comunque, NON avere con lui un rapporto di vera amicizia.
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    PRESIDENTE DEL CLUB DEL GIALLO!

  8. #8
    fabrighiglie
    Ospite non registrato

    Riferimento: Amicizie e sensi di colpa

    Beh, io non cambiai numero esplicitamente per non sentire più Roberto, ma semplicemente perchè quel numero lo aveva un po' troppa gente. A Roberto un glielo detti, ma un lo detti nemmen a tante altre persone.

  9. #9
    Postatore Epico L'avatar di doctor2009
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    Riferimento: Amicizie e sensi di colpa

    Citazione Originalmente inviato da fabrighiglie Visualizza messaggio
    Beh, io non cambiai numero esplicitamente per non sentire più Roberto, ma semplicemente perchè quel numero lo aveva un po' troppa gente. A Roberto un glielo detti, ma un lo detti nemmen a tante altre persone.
    S, ma se per te lui fosse stato un amico vero, ovviamente, non ci avresti pensato due minuti a darglielo...
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    PRESIDENTE DEL CLUB DEL GIALLO!

  10. #10
    fabrighiglie
    Ospite non registrato

    Riferimento: Amicizie e sensi di colpa

    A dire il vero, io gliel'avrei anche dato, ma un l'ho fatto perche so che il mi numero avrebbe fatto il giro della curva Fiesole...

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