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  1. #1

    la diagnosi: che cose e'?

    Vorrei chiarirmi le idee su cosa e' l'atto diagnostico, sia da un punto di vista legale che procedurale.

    Chiedo percio' le vostre opinioni, se possibile suffragate dai riferimenti legali presenti nella legislazione italiana.

    Comincio con quanto mi e' stato fatto notare:

    La Diagnosi, in questo caso, psicologica,, con interpretazione delle varie dinamiche in gioco, come si fosse in un setting, o in una email privata, (vietata in qs forum) è espressamente riservata agli psicologi, psicologi clinici, psicoterapeuti, ai medici-chirururgi specializzati in psichiatria, in quanto, un medico, solo tale, puo' fare altri tipi di diagnosi,centrate su problematiche di salute fisica, (dove ha un'importanza centrale il suo contributo, se ben dato) ma nel momento in cui fa una diagnosi psicologica e, magari un intervento sullo stesso piano, compie un grave abuso di professione. L'unico caso in cui al medico non specializzato in psichiatria e, possibilmente, come ormai avviene sempre piu' spesso, in psicoterapia, è consentito intevenire su condizioni psicologiche, sono situazioni di estrema urgenza, in cui puo' essere a rischio la vita del paziente o di terzi, oppure in caso di deliri terrifici, in cui è necessario un pronto soccorso.

    Chi se la sente?

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: la diagnosi: che cose e'?

    Come procedura, la diagnosi, viene fatta, come gia' ti è stato spiegato, attraverso l'utilizzo, dato il contesto in cui tu hai in primo luogo postato delle diagnosi a raffica, sicuaramente in buona fede, che era il thread del transfert, altrimenti, crei confusione in chi ti legge, il filtro di una griglia teorica di riferimento, in grado di spiegare le dinamiche in gioco in quel contesto.
    La diagnosi ha il significato letterare ed etimologico di "leggere tramite o attraverso"; sia che avvenga in ambuto psichiatrico che psicologico, per cio' che concerne la diagnosi psocologica, dato che qs due, insieme al neuropsichiatra infantile per l'eta' evolutiva, sono le figure aurorizzate a fare diagnosi psicologica, come da Decreto del Ministero della Salute, è eticamente e deontontologicamente regolamentata da numerosi principi, primo tra tutti, il rispetto della persona, in termini di privacy e protezione di qualsiasi materiale in cui siano registrate annotazioni, appunti o dischetti pc con dati sensibili. Avviene sempre attraverso un accordo esplicito tra le parti, all'interno di un contesto protetto, in cui sia farantita la riservatezza del dialogo/ghi diagnostico/gi. Lo psicologo e psichiatra che effettuano una diagnosi, servendosi anche di eventusli test psicidiagnostici, ed un eventuale intervento terapeutico ad essa successivo, sono tenuti al segreto professionale, che se infranto, comporta sanzioni di vario tipo, fino all'espulsione dall'Albo. Anche in caso di necessita' legale secondo gli art. 635 ed altri del Codiìce Penale, in cui esso siano chiamati a trestimoniare sono tenuti sempre al segreto professionale e a non rivelare particolari emersi durante i colloqui. L'unico caso certo in cui cxio' puo' essere fatto, è in caso di abuso sessuale su minore da parte di parenti, esttranei, insegnanti, sacerdoti, personale sanitario, ch sono le figure adulte con le quali piu' spesso essi interagiscono. O gruppo di coetanei in fenomeni di
    "branco" o "mobbing".

    Il medico chirurgo non psichiatra e /o non psicoterapeuta, non puo' fare diagnosi psicologica, per non incorrere in abuso di professione, nè tanto meno dre terapie psicofarmacologivhe vere e proprie, poichè, nel suo percorso di studi ufficiale, tali molecole e la loro interazione reciproica, non viene studiata, anche se molti, ufficiosomamente, per motivi non molto etici, lo fanno, procurando spesso seri danni all'irganismo; cmq, è passubile di denuncia ed ancje qd interviene in PS, per il quale deve avere nozioni base di neurolettici da somministrare per via parentale d'urgenza, o a saper somministrare sostanze tipo il Naloxone per intossivazioni e relative ventilazioni ed ev lavande gastriche, è sempre tenuto a segnalare prontamente il caso a colleghi psichiatri che operano nella struttura cui afferisce o, eventualmente, in caso di indispionibilita' di posti o mancanza di reparto con assistenza psichiatrica e psicologica, al trasferimento in un'altra che ne è dotata, dopo stabilizzazione delle funzioni vitali e, quindi, accertata sopravvivenza per tutte fli accertamenti diagnostici e le terapie del caso, in ambito protetto, per poi continuare l'assistebza o in ambito domiciliare o ambuatoriale psichiatrico-psicologico. e, se e qd, l'individuo, lo vorra' rivolgersi ad un professionista privato, con un uguali specializzazioni, se viorra' effettuare un certo tipo di percorso, in ambito privato.
    Naturalmente, al medico chirurgo, sono rimandati i controlli sulla salute fisica generale ed eventuali richiestedi visite specialistiche ritenute necessarie, oltre ad indagini strumentali.

    Qualsiasi altra figura compia atti diagnostici di tipo psiologico, effettua un abuso professionale, secondo glo articoli del Codice Deontologico, del C. Penale e Civile, oltre che della carta Etica dei diritti del paziente.

    Anche le comunicazioni tra paziente e terapeuta che avvengono tramire email, sono strettamente regolamentate da 40 pagine di articoli e devono avvenire nel rispetto della tutela dei dati sensibili e dei contenuti dei dialoghi in essa contenuti.
    Se si vuole pubblicare un caso ritenuto particilarmente esemplificativo di una diagnosi, bisogna chiedere l'autorizzazione formale e scritta al paziente e, ion ogni caso, renderlo irriconoscile nella sua reale identita'.
    Ci sono forum in cui è assolutamente cìvietato anche agli psicologi o psichiatri stessi fare diagnosi psicologiche e si rimanda sempre ad una conoscenza diretta con la propria persona se richiesta o cion un professionista del campo.

    In quelli in cui è autorizzata, la persona noin deve essere in alcun modo riconoscibile ed essa nin puo' mai essere piu' di una indicazione sui generis su quanto attinente alla
    genericita' del disrìturbo lamentato, che non puo' soistituirsi ad una visita o colloquio
    con la persona con uno psicologo, psichiatra o psicoterapeuta.

    E' solo di attuazione piu' recente ed in via sperimentale in Italia un'altra forma di assistenza psichiatrica di collegamento per particolari tipologie di pazienti.

    Questa è una prima parziale risposta da chi conosce un po' le regolamentazioni di tre professioni tra loro unteragenti, ma alcune delle quali, possono interfacciarsi ma non sovrapporsi.

    Naturalmente, ci sono poi tutte le procedure legali sia in senso diagnostico per cui, una diagnosi psicologica, puo' esere richiesta in forma scritta al professionista o dal paziente stesso o per preferenza del primo, oppure qd il richiedente di una diagnosi psicologica ed il committente della stessa, non coincidono, per cui sara' necessario effettuare la cosidetta "analisi della domanda", tenendo in considerazione i rapporti intercorrenti tra committente e richedente, il loro contesto di provenienza, le possibili dinamiche in gioco, gli scopi e gli obiettivi della richiesta diagnostica, nonchè dell'incidenza che una sua emissione fatta in modo collusivo con il committente, potrebbe avere sulla qualita' della vita del richiedente o persona sottoposta a diagnosi psicologica.

    C'è poi tutto un capitolo riservato ai divorzi ed affidamenti, nonche' giudiziario.
    Nel giudiziario, si annovera anche l'abuso professionale che sio configura in piu' modi e le cui conseguenze sono variabili, dal pecuniario, alla sospensione e cancellazione, fino al procedimento pensale con relativi provvedimenti del caso.

    Per abuso professionale, oltre al medico chirurgo non specializzato /psicoterapia e neuropsichiatria, si annoverano altre figure sanitarie che non possono compiere un'azione diagnostica, non avendo la necessaria preparazione, nonchè psichiatri-psicoterapeuti e psicologi che diovessero compiere atti illeciti con i loro pazienti cher vanno dal divulgare notizie legate al segreto professionale (anche di fatti di cui si viene a conosdvenza per caso, di pertinenzaspsicologica), all'abuso emozionale, come soittoporre forzatamente ad una psiciterapia infruttuosa un paziente tenendolo legato cin vincoli affettivi. intellettuali di tipo "ricattatorio" o abusi di tipo fisico. qs tre tipi di abusi rendono passibili di denuncia anche altre figure sanitarie, (compresa la caposala di un reparto.)
    Un counselor, filosofico o psicologico, non puo' legalmente fare diagnosi psicologica, a meno che non sia un counselor psicilogico laureato in psicologia e ne abbia dunque gli strumenti.

    Questo a livello legale.

    Poi, un dialogo di assistenza fraterna ad una persona sofferente non lo si nega nessuno, qs è logico, soprattutto se sola o molto malata o entrambe, con il dovuto tatto e sensibilita' che si deve a chiunque soffre, magari per problmi molto invalidanti; senza tuttavia proporre argomenti che potrebbero comportare un ulteriore carico di stress; qui entra molto in gioco la sensibilita' personale di chi vive a contatto con qs persone o le incontra oppure ci convive nella stessa casa o residenza.

    Ciao
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 23-11-2008 alle ore 19.50.15
    Gaia

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  3. #3

    Riferimento: la diagnosi: che cose e'?

    be...come prima risposta mi sembra molto estesa e articolata.
    Ti ringrazio per l'impegno profuso.

    Qualche punti in effetti mi era ancora confuso, perche' non ho mai avuto occasione di approfondirlo.

    Ora mi piacerebbe sapere se uno sconosciuto che incontra un altro sconosciuto, e che esterna una sua impressione sul suo umore o sul suo stato di salute, e , su domanda dell'interlocutore, motiva questa sua impressione, sta facendo una ipotesi diagnostica di tipo psicologico, che rientra nei casi previsti sopra.


    Per esempio:- A esce di casa e va al mercato-.
    Al banco dei formaggi scambia qualche battuta con una signora distinta e socievole.
    A quel punto la signora starnutisce, e A si lancia in una ipotesi diagnostica:- Signora, che bel raffreddore che ha!-

    Siamo nell'abuso di professione?
    Siamo incorsi in una possibile querela o denuncia?
    Siamo in un'etica riprovevole?

    O un'altro esempio:- A e' su un forum. E' anonimo. Incontra B, che e' anonima.
    B lascia trasparire un malessere.
    A, che e' impiccione e intrapprendente, fa un'osservazione. Per es:- Sembri ansiosa-.
    B dice:- Da cosa lo deduci?-.
    A risponde:- Dal fatto che usi certe parole, e certe espressioni, che sembrano appartenere ad uno stato d'animo ansioso-.
    B dice:- Sono affari miei-.

    Siamo nell'abuso di professione?
    Siamo incorsi in una possibile querela o denuncia?
    Siamo in un'etica riprovevole?

    E' solo per chiarirmi meglio le idee, ne?!

  4. #4
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    Riferimento: la diagnosi: che cose e'?

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    be...come prima risposta mi sembra molto estesa e articolata.
    Ti ringrazio per l'impegno profuso.

    Qualche punti in effetti mi era ancora confuso, perche' non ho mai avuto occasione di approfondirlo.

    Ora mi piacerebbe sapere se uno sconosciuto che incontra un altro sconosciuto, e che esterna una sua impressione sul suo umore o sul suo stato di salute, e , su domanda dell'interlocutore, motiva questa sua impressione, sta facendo una ipotesi diagnostica di tipo psicologico, che rientra nei casi previsti sopra.


    Per esempio:- A esce di casa e va al mercato-.
    Al banco dei formaggi scambia qualche battuta con una signora distinta e socievole.
    A quel punto la signora starnutisce, e A si lancia in una ipotesi diagnostica:- Signora, che bel raffreddore che ha!-

    Siamo nell'abuso di professione?
    Siamo incorsi in una possibile querela o denuncia?
    Siamo in un'etica riprovevole?

    O un'altro esempio:- A e' su un forum. E' anonimo. Incontra B, che e' anonima.
    B lascia trasparire un malessere.
    A, che e' impiccione e intrapprendente, fa un'osservazione. Per es:- Sembri ansiosa-.
    B dice:- Da cosa lo deduci?-.
    A risponde:- Dal fatto che usi certe parole, e certe espressioni, che sembrano appartenere ad uno stato d'animo ansioso-.
    B dice:- Sono affari miei-.

    Siamo nell'abuso di professione?
    Siamo incorsi in una possibile querela o denuncia?
    Siamo in un'etica riprovevole?

    E' solo per chiarirmi meglio le idee, ne?!
    1) No, perchè rientra nella banale osservazione fatta di persona su un dato oggettivo, come lo starnuto al banco dei formaggi con una persona con la quale si sta interagendo direttamente e che è libera di reagire e rispondere in modo diretto come vuole; inoltre siamo nella cosidetta prassi del vivere quotidiano.

    2)In un forum, in cui ci sono persone presenti da piu' o meno tempo, il tipo di anonimato, puo' essere diverso, diversamente vissutro e gestito, cosi' come il livello emozionale di soglia sopportato dall'interlocutore, motivo per cui, non si possono fare discorsi che rientrino in ambito di consulenza e diagnosi, anche perchè esplicitamente vietato da alcuni art. del regolamento dello stesso, tipo l'art. 15, dato che ho l'impressione che tu ti riferisca a questo di forum.
    Si è passibili di sanzioni da parte dei moderatori del forum, segnalazioni, fino al banned. E, cmq, c'è la liberta' del singolo di adire per altre vie
    Da notare che un certo oscar, rispondendo ad una mia di richiesta, sulla sua di tendenza ad "impicciarsi", mi ha risposto che per parlare di questioni personali, come appunto, le diagnosi ed opinioni, ci sono i pm. Vuoi che te lo presenti, oscar?

    Tanto per chiarire un po', spiritosone, nè
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  5. #5

    Riferimento: la diagnosi: che cose e'?

    In fondo ho dimostrato quello che volevo dimostrare:

    gli psicologi sono antipatici

    ecco perche' la gente a pelle non ne vuole sapere di voi.

    Non siete elastici, non avete il senso dell'umorismo, e siete in una dimensione perennemente adulta, come se forte impauriti di mostravi per come siete veramente.

    Ma chi e' che vi forma cosi?

    Io penso siano altre persone che prima di voi hanno avuto i vostri stessi bisogni, cioe' un appiglio per affrontare la vita, e l'abbiano trovato in questa figura tutoriale e genitoriale che e' la psicologia.

    E cosi', forti del fatto di avere in mano le chiavi del regno [ma solo le chiavi, non il regno], mantenete quello stato di supponenza, nascosta dietro un linguaggio che serve solamente a comunicare il nulla come se fosse qualcosa, per rassicurarvi a vicenda sulla vostra raggiunta sicurezza.

    Ma cosa passate ai pazienti?

    L'unica impressione che io ho avuto e' quella di una setta, con un suo linguaggio e la proibizione di verificare cio' che si dice, perche' si potrebbe scoprire l'inganno della vacuita' su cui costruite il vostro sapere.

    Quando ho deciso per filosofia,mi ero domandato se fare psicologia.
    Dopo il primo esame l'ho messa da parte. L'assistente che me lo ha fatto era un concetrato di nevrosi, che trasmetteva solamente ansia.
    Ho pensato:- Se lei, che e' il simbolo di cio' che si ottiene, e' questo, come diventeranno quelli che si affidano a lei?-

    E tu, cara rosa, che ti presenti come una persona moderata, calma, mediatrice, e oppurtuna, in realta' sei semplicemente qui a difendere il Tuo regno. Probabilmente l'unico luogo in cui ti senti padrona della situazione.

    E' stata una esperienza breve ed interessante.
    Credo percio', salvo improbabili scenari, che non turbero' oltre la vostra quiete
    da "alienati" dal mondo, e portero' il mio bambino libero dove l'atmosfera e' meno cupa e minacciosa e dove si puo' correre sui prati dello scibile e dire cio' che si vuole, godendo scientificamente del piacere di vivere e di giocare anche a fare i dottori, senza per questo dover mantenere l'impentrabile e tetra imperturbabilita' di uno psicologo.

    saluti e baci

  6. #6
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: la diagnosi: che cose e'?

    Oscar, proviamo a mettere tra parentesi la legge per un attimo e a ragionare in termini psicologici? Vuoi?

    Premessa: "mettere tra parentesi" non significa "dimenticarsi dell'esistenza di". Ci piaccia o meno, esistono leggi, regolamenti, ordini e cose del genere. Se io ti somministro un medicinale non di automedicazione, e non sono infermiere o medico, mi puoi denunciare per abuso della professione. Può non piacere, ma così stanno le cose. Idem se dò consigli su quale farmaco assumere in uno o in un altro caso. Le strade per modificare la legislazione esistono e si potrebbe discutere (in altra sede) di quali strumenti siano i più adatti per raggiungere gli scopi che ci prefiggiamo. Ma, intanto, agiamo dentro un quadro dato, e quel quadro siamo tenuti a rispettare.

    Fine della premessa. Inizio dell'esposizione della mia opinione.
    Una diagnosi non è un atto che si conclude con le parole del medico, o dello psicologo. L'enunciazione di un'ipotesi diagnostica ha effetti sulla persona che riceve quest'ipotesi. E, dato che su di un forum non conosciamo nulla della persona reale, e al massimo conosciamo qualcosa delle nostre reazioni circa quel che la persona ha scritto o pubblicato, nulla siamo in grado di dire circa le conseguenze che questa nostra "azione diagnostica" potrà avere su di lui/lei.

    Continuo a pensare che siamo diretti responsabili delle nostre azioni dirette. E mi pare che ci troviamo esattamente in questo campo. Tu leggi un post. In base alla tua esperienza ed alla tua struttura di personalità, ti formi un'opinione sulle cause e sulle conseguenze di un malessere che tu leggi in quel post. Un malessere che può essere reale, fittizio, inesistente. Un malessere che può appartenere all'autore del post o essere un riflesso della tua storia. Allora, prima di buttare in campo parti di sé, o di invitare l'altro ad esporre parti di sé, forse occorrerebbe costruire un ambiente tale da poter consentire questa espressione "in sicurezza".
    Non credo che, se vedi una Ferrari, chiedi se puoi salire e la lanci a 200 all'ora sul raccordo autostradale. Non credo che dai in mano una Ferrari ad un diciottenne neopatentato. Perché non ci sono le condizioni di sicurezza minime per poter usare quello strumento senza provocare danni.

    Allora, con la diagnosi siamo più o meno su questo terreno. Fare diagnosi significa anche, e bisogna essere coscienti di questo, attribuirsi un potere di definizione circa l'essenza di un soggetto. Ma potere chiama responsabilità. Non si possono disgiungere.

    Ora, non sapendo nulla delle motivazioni che hanno spinto un utente a scrivere quella che a te pare una domanda d'aiuto, non conoscendo nulla della sua storia, della sua vita, del suo modo di entrare in relazione e (aggiungo io) del suo corpo e del suo carattere, come puoi pensare di "fare diagnosi"? E come puoi non pensare al come verrà vissuta questa tua "diagnosi"?

    Questa è etica, etica professionale, dal mio punto di vista. E non siamo tenuti a rispettarla perché abbiamo un Ordine, una Legge, una Carta dei Diritti, o cose del genere. Siamo tenuti a pensarci perché abbiamo un cervello, come i nostri pazienti. Un corpo, come i nostri pazienti. Affetti e relazioni, come i nostri pazienti. E reazioni o azioni che non sappiamo e non possiamo controllare. Abbiamo un inconscio anche noi, come i nostri pazienti. Ma sappiamo che siamo responsabili di noi stessi, anche di quel che di noi stessi ignoriamo. E delle conseguenze che il nostro agire ha, o può avere, su altri.

    Tutto qui. La prossima volta che diagnostichi un raffreddore, prova a pensare a che effetto fa una diagnosi su un fobico, o su una persona che, magari, la settimana prima è stata operata per un tumore ai polmoni... forse, allora, un raffreddore non è più così "banale".

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  7. #7
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    Riferimento: la diagnosi: che cose e'?

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    In fondo ho dimostrato quello che volevo dimostrare:

    gli psicologi sono antipatici
    Qui vedo molta gente che la pensa diversamente... sarà un'euristica della rappresentatività

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    ecco perche' la gente a pelle non ne vuole sapere di voi.

    Non siete elastici, non avete il senso dell'umorismo, e siete in una dimensione perennemente adulta, come se forte impauriti di mostravi per come siete veramente.
    Siamo adulti quando serve fare diagnosi e terapia, bambini quando giochiamo con i nostri figli, o facciamo l'amore con che divide con noi questo pezzo della vita, genitori quando serve, pazzi sempre, furiosi mai. Mettiamo in discussione le certezze, e ci muoviamo ogni giorno in campi minati, con una rosa in una mano e una pistola nell'altra.

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    Ma chi e' che vi forma cosi?

    Io penso siano altre persone che prima di voi hanno avuto i vostri stessi bisogni, cioe' un appiglio per affrontare la vita, e l'abbiano trovato in questa figura tutoriale e genitoriale che e' la psicologia.
    Posso ribaltare la domanda?

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    E cosi', forti del fatto di avere in mano le chiavi del regno [ma solo le chiavi, non il regno], mantenete quello stato di supponenza, nascosta dietro un linguaggio che serve solamente a comunicare il nulla come se fosse qualcosa, per rassicurarvi a vicenda sulla vostra raggiunta sicurezza.


    E se ipotizzassi la presenza di una forte quantità di invidia, forse un complesso edipico non superato? Non viviamo in Paradiso, non abbiamo chiavi di sorta. Chissà perché, tutti quelli che ritenfono così importante il potere ci affibbiano ciò che desidererebbero e di cui non dipongono. Mi spiace per loro. Non ce l'abbiamo nemmeno noi. E non ci interessa.

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    Ma cosa passate ai pazienti?
    Nulla. Non passiamo nulla. Ci accontentiamo che siano loro a decidere chi vogliono essere.

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    L'unica impressione che io ho avuto e' quella di una setta, con un suo linguaggio e la proibizione di verificare cio' che si dice, perche' si potrebbe scoprire l'inganno della vacuita' su cui costruite il vostro sapere.
    Puoi sempre fare domanda e iscriverti al club. Basta studiare, passare gli esami, e lavorare.

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    Quando ho deciso per filosofia,mi ero domandato se fare psicologia.
    Dopo il primo esame l'ho messa da parte. L'assistente che me lo ha fatto era un concetrato di nevrosi, che trasmetteva solamente ansia.
    Ho pensato:- Se lei, che e' il simbolo di cio' che si ottiene, e' questo, come diventeranno quelli che si affidano a lei?-
    Proiezione, proiezione... no, non sto parlando di cinema
    ...

    Buona vita

    Guglielmo
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  8. #8
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: la diagnosi: che cose e'?

    Beh, Willy, devo dire che mi hai risparmiato un gran numero di risposte, che dato il post precedente, per fortuna, e di domande che hai opportunamente fatto, secondo me.
    Una risposta pero' la do' lo stesso: io non sono affatto qui padrona, nè tantomeno mi ci sento, altrimenti invaderei gli altri, violerei regolamenti, ecc.
    Pensa che la premessa che ti ha fatto willy sulla somministrazione dei farmaci non da banco (molti dei quali tra l'altro, possono tranquillamente dare uno shock anafilattico, qd, pure qui c'è un criterio discutibile, su certi empirismi) e relativa violazione ed abuso professionale che ci verrebbe imputato, io te l'avevo risparmiata, come confronto.

    Non è neppure il mio regno, perchè non ho bisogno del regno delle favole per sentirmi a posto con me stessa o bene e qui stai molto attento a come e quando esprimi giudizi del genere su una persona che non conosci, perchè parlando di proiezione, sei andato veramente sul pesante, soprattutto, oltre che per non conoscenza per te stesso.

    A me un regno non serve proprio, perchè sto benissimo a casa mia, con cio' che faccio e non soffro di smanie onnipotenti, come a chi vengono in mente certi mezzi comunicativi.
    Mi hai fatto ricordare tante belle favole che sentivo da bambina, a 4, 5 anni e li'. Vedi? Noi siamo fortunati, perchè in noi c'è sempre un bambino dentro e, spesso, ci aiuta nel e per il nostro lavoro, ma fortunamente, non ci tiranneggia, nè lo imponiamo ad altri, quindi, riusciamo anche a distinguere quelle situazioni che ci richiedono di essere adulti, come puo' essere una richiesta da parte di altri, con una mente pensante, un animo, un corpo e tutte le sue espressioni, di aiuto e/o diagnosi, situazioni che ci richiede di essere etici, ovvero, come ti ha spiegato willy, responsabili di noi stessi, e del nostro comportamento, dato che esso, ha comunque, un suo impatto nell'altro. Essere responsabili, significa saper fare una distinzione tra le esigenze proprie ed altrui, evitando di proiettare - e per imparare ci vuole esperienza su di sè, supervisione e con gli altri, sotto la supervisione di altri piu' esperti di noi, prolungata nel tempo, esperienza che non temina certo con la laurea oppure con un corso o specializzazione, proprio perchè, a differenza di altri, la prima cosa che sappiamo è che "sappiamo di non sapere" e non avere tutte quelle certezze che tu ci attribuisci, forse, con un pizzico di insicurezza in cerca di protezione e di invidia, dove l'invidia, ha tendenza a dividere, infatti, in latino si dice:divide et impera, cosa che si impara anche nei nostri studi come dinamica intra ed interpsichica.

    Mi dispiace che tu non abbia capito il senso del messaggio, ma a qs punto, credo gia' willy, ti abbia un po' schiarito le idee.
    E grazie per le proiezioni gratuite, "come dentro un film"

    Magari, cerca anche di generalizzare meno, se da una persona hai capito tutto degli psicologi e noi in base alle tue risposte e domande-affermazione, te lo abbiamo confermato, sei entrato in quel che si chiama "la profezia che si autoverifica".

    Attento a qs meccanismo, che in generale, puo' essere molto insidioso per chi lo vive in prima persona e non permettergli alcune distinzioni anche banali.
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 24-11-2008 alle ore 15.24.08
    Gaia

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  9. #9
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    Riferimento: la diagnosi: che cose e'?

    Volevo informare che ho inviato un'infrazione a oscarmoreno per il suo ultimo messaggio, con spiegazioni in privato dei motivi.
    Ricordo, principalmente a lui stesso, che la discussione verte sul significato della diagnosi e quindi invito a rimanere in tema, GRAZIE!

    OT:

    Citazione Originalmente inviato da Willy61
    Mettiamo in discussione le certezze, e ci muoviamo ogni giorno in campi minati, con una rosa in una mano e una pistola nell'altra.
    Credo che una metafora più bella e commovente (mi è venuta una lacrimuccia a leggerla, sarà la bambina che è in me che scalpita ) di quello che siamo noi non la potevi trovare Willy. Davvero grazie!

    /OT
    Ultima modifica di ama77 : 24-11-2008 alle ore 15.44.45
    Il compito nella nostra vita non è di trionfare, ma di continuare a cadere, serenamente....
    (Robert Luis Stevenson)


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  10. #10
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    Riferimento: la diagnosi: che cose e'?

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    In fondo ho dimostrato quello che volevo dimostrare:

    Ma hai fatto un Post per dimostrare che gli psicologi sono da evitare?

    gli psicologi sono antipatici

    A chi? questa é la tua verità: forse possieda la conoscenza dell'universo di emozioni nei confronti di figure professionali verso le quali stai mostrando un astio che porta a riflettere?

    ecco perche' la gente a pelle non ne vuole sapere di voi.

    Anche qui vale quanto ho scritto prima.

    Non siete elastici, non avete il senso dell'umorismo, e siete in una dimensione perennemente adulta, come se forte impauriti di mostravi per come siete veramente.

    Come siamo? ritengo tu lo sappia.
    Bene, ciao e se hai voglia toglimi le curiosità.
    Ho pasticciato un po' nella citazione (non sono pratico): il grassetto é mio.
    Ultima modifica di Lucio Regazzo : 24-11-2008 alle ore 15.58.27
    Lucio Demetrio Regazzo

  11. #11
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: la diagnosi: che cose e'?

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    In fondo ho dimostrato quello che volevo dimostrare:

    gli psicologi sono antipatici

    ecco perche' la gente a pelle non ne vuole sapere di voi.

    Non siete elastici, non avete il senso dell'umorismo, e siete in una dimensione perennemente adulta, come se forte impauriti di mostravi per come siete veramente.

    Ma chi e' che vi forma cosi?

    Io penso siano altre persone che prima di voi hanno avuto i vostri stessi bisogni, cioe' un appiglio per affrontare la vita, e l'abbiano trovato in questa figura tutoriale e genitoriale che e' la psicologia.

    E cosi', forti del fatto di avere in mano le chiavi del regno [ma solo le chiavi, non il regno], mantenete quello stato di supponenza, nascosta dietro un linguaggio che serve solamente a comunicare il nulla come se fosse qualcosa, per rassicurarvi a vicenda sulla vostra raggiunta sicurezza.

    Ma cosa passate ai pazienti?

    L'unica impressione che io ho avuto e' quella di una setta, con un suo linguaggio e la proibizione di verificare cio' che si dice, perche' si potrebbe scoprire l'inganno della vacuita' su cui costruite il vostro sapere.

    Quando ho deciso per filosofia,mi ero domandato se fare psicologia.
    Dopo il primo esame l'ho messa da parte. L'assistente che me lo ha fatto era un concetrato di nevrosi, che trasmetteva solamente ansia.
    Ho pensato:- Se lei, che e' il simbolo di cio' che si ottiene, e' questo, come diventeranno quelli che si affidano a lei?-

    E tu, cara rosa, che ti presenti come una persona moderata, calma, mediatrice, e oppurtuna, in realta' sei semplicemente qui a difendere il Tuo regno. Probabilmente l'unico luogo in cui ti senti padrona della situazione.

    E' stata una esperienza breve ed interessante.
    Credo percio', salvo improbabili scenari, che non turbero' oltre la vostra quiete
    da "alienati" dal mondo, e portero' il mio bambino libero dove l'atmosfera e' meno cupa e minacciosa e dove si puo' correre sui prati dello scibile e dire cio' che si vuole, godendo scientificamente del piacere di vivere e di giocare anche a fare i dottori, senza per questo dover mantenere l'impentrabile e tetra imperturbabilita' di uno psicologo.

    saluti e baci

    a che gioco vuoi giocare? In questo caso sono in tema con il thread perché in fondo ti sto chiedendo che nome avrebbe il gioco che fai sul forum con gli altri utenti. Però la diagnosi in questo caso la devi fare su te stesso:

    1. Fai una domanda (seria)
    2. Altri utenti ti rispondono seriamente
    3. Svaluti la risposta che ti viene data in nome di un intenzione nascosta nella domanda iniziale che apparentemente sembrava seria, ma che in realtà nascondeva un secondo scopo. Questo secondo scopo viene svelato alla fine e serve a mettere in cattiva luce gli utenti che ti hanno risposto.

    Che nome ha questo gioco?

    Inoltre è degno di interesse il fatto che tu disprezzi la categoria degli psicologi e al tempo stesso scrivi su un forum di psicologi. In questo caso qual è la diagnosi?
    (visto che parli sempre di presunte dinamiche psichiche altrui, sarebbe bene farlo anche su te stesso)

    Citazione Originalmente inviato da oscarmoreno Visualizza messaggio
    In fondo ho dimostrato quello che volevo dimostrare:

    gli psicologi sono antipatici
    e che tu sei un bambino .
    Ultima modifica di Johnny : 24-11-2008 alle ore 16.55.42

  12. #12
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    Riferimento: la diagnosi: che cose e'?

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    a che gioco vuoi giocare? ...
    Guarda, non so come si chiama in AT, ma (più o meno) mi pare il gioco sia questo:

    a) un/un'utente comunica a OscarMoreno che solo i laureati in psicologia abilitati all'esercizio della professione possono fare diagnosi psioclogiche e che, comunque, non è possibile fare diagnosi psicologica su un forum (comunicazione Adulto-Adulto)

    b) Oscar interpreta questa comunicazione come una transazione incrociata Genitore-Bambino

    c) Oscar attiva il Bambino Ribelle e provoca la reazione del Genitore Normativo.

    d) la transazione si chiude con una doppia sconfitta. Sua, perché se ne va dopo essere stato rimbrottato e nostra perché non siamo riusciti a farci comprendere.

    In ogni caso, e comunque prosegua la cosa, qualcosa mi dice che

    a) io ho un Super-Io un po' troppo forte

    b) Oscar ha un Io un po' troppo debole. (ma è una mia interpretazione e potrei sbagliarmi).

    Un'ultima cosa. Con tutto il bene che voglio ai bambini (e anche ai Bambini), non credo che lasciare che i bambini facciano tutto quel che gli passa per la testa sia il modo migliore di allevarli. Fossi in Oscar, ci rifletterei su.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  13. #13
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    Riferimento: la diagnosi: che cose e'?

    d) la transazione si chiude con una doppia sconfitta.

    In ogni caso, e comunque prosegua la cosa, qualcosa mi dice che

    a) io ho un Super-Io un po' troppo forte

    Guglielmo
    Che la transazione si chiuda con una doppia sconfitta non direi proprio: era iniziata con intenzioni celate, non ci sarebbe stato verso di raddrizzarla. Non è forse il problema di scambiarsi transazioni usando un medium che non consente di decifrare il "livello di relazione" della comunicazione? (Santo Non-Verbale: in uno scambio vis-à-vis i nodi vengono al pettine in frazioni di secondo...)
    E poi, Willi, no: il tuo Super-Io non è troppo forte. Funge, diolosalvi.
    Re

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