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  1. #1
    nipa1978
    Ospite non registrato

    ... un tunnel.. aiutatemi!

    Ciao... so che ho scritto tanto ma spero che almeno uno di voi lo legga... magari non tutto una volta e che trovi il tempo per aiutarmi!


    “Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde. Perché è così che ti frega la vita. Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine, o un odore, o un suono che poi non te li togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quando è troppo tardi. E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell’immagine, da quel suono, da quell’odore. Alla deriva.”

    … è atroce… avverto un forte bisogno di parlare e di chiedere aiuto… perché qui? Perché forse qui potrei ricevere consigli oggettivi che esulano dai condizionamenti inevitabili che esistono quando a darci un consiglio sono le persone che ci vogliono bene o che vogliono proteggerci evitando di dirci ciò che sanno farebbe molto male.

    La mia è una storia lunghissima da raccontare ma vorrei evitare di dilungarmi, dando però importanza a ciò che di importante c’è da sapere, per evitare di annoiare qualcuno e di far abbandonare la lettura non potendo poi dirmi cosa cavolo devo fare e soprattutto come cavolo devo fare per non ricadere nell’oblio dell’anoressia.

    Preferisco raccontare il tutto in terza persona perché mi piace mettermi all’esterno dei fatti, cosa che potrebbe aiutarmi a dire i fatti senza condizionamenti personali o forse perché, per difesa, mi pongo di fronte a ciò che è stato come spettatore e non come protagonista.

    NOVEMBRE 2004: Anna e Luca si incontrano, entrambi hanno 26 anni. Hanno vissuto fino a quel momento due realtà diverse e due esperienze di vita opposte.

    Anna aveva 26 anni, il 15 dicembre avrebbe conseguito la tanto aspirata Laurea, era una ragazza universitaria piena di vita pur avendo avuto esperienze passate non banali che l’hanno poi portata a fare errori forse irrimediabili: Anna aveva subito molestie dal suo ex ragazzo per 5 anni, Anna aveva subito una violenza sessuale a 24 anni da cui è conseguito poi un aborto, Anna si era data dopo quell’esperienza alla superficialità, Anna non aveva più valori, Anna viveva giorno per giorno senza più emozioni. Anna si nascondeva dietro un muro… nessuno sapeva ciò che Anna aveva vissuto e viveva… Anna aveva un unico “amico”: lo studio… quei libri, quegli esercizi, quegli esami… solo in quello si sentiva viva.

    Luca, invece, pur avendo anche lui solo 26 anni… aveva una bimba di 6 anni ed aveva alle spalle un matrimonio di 6 anni finito da soli 3 mesi.

    Anna e Luca si sono incontrati… Anna aveva tanta voglia di “aiutare” quel ragazzo che in quel momento viveva una fase della propria vita non semplice… aiutare lui avrebbe aiutato Anna a sentirsi viva al di là dei libri, avrebbe aiutato Anna a sentirsi umana e forse sarebbe riuscita a dare un senso a ciò che era, non cancellando (NESSUNO mai potrà cancellare ferite, immagini ed odori che mi porto dentro), ma accantonando ciò che era stato fino a quel giorno della sua vita.

    Luca opponeva resistenza all’inizio… Luca piangeva tra le braccia di Anna riuscendo solo a dirle “Vai via, non puoi aiutarmi… ti farei solo del male”. Luca era un uccellino ferito ed Anna non poteva e non voleva arrendersi… Anna resta.

    Anna si laurea a dicembre… con Luca accanto… Anna non era cosciente di ciò che volesse dire stare con una persona sposata e con una bambina… Anna non immagina quale grande peso si stava caricando sulle spalle e seppur Luca cercasse di farglielo capire Anna non si arrendeva… cosi da ragazza laureata che avrebbe dovuto godersi un po’ di serenità e spensieratezza si trova costretta a dover diventare Donna in pochi attimi.

    Un rapporto all’inizio dovrebbe vivere momenti magici invece il rapporto di Anna e Luca era fuori dal “normale”: non si poteva passeggiare insieme, non si poteva stare in discoteca insieme (ed è stato così almeno per 1 anno), a Natale Anna era sola, a Pasqua Anna era sola, il sabato pomeriggio Anna era sola cosi come lo era la domenica… ma Anna non si arrendeva perché Luca ogni tanto sorrideva con lei e a lei bastava per continuare ad esserci.

    Nel frattempo però Anna aveva uno scheletro nell’armadio: Anna aveva una doppia vita “virtuale”, si virtuale… in rete! Era la sua valvola di sfogo, era il suo modo per estraniarsi dalla realtà, era un suo modo per evadere… nel frattempo Luca riusciva solo a dirle “Fai le tue scelte indipendentemente da me perché io un matrimonio e una bambina li ho già avuti, ho fatto le mie esperienze e non ho intenzione di ripeterle”… Anna soffriva per questo, Anna aveva un solo grande sogno: diventare moglie e mamma, ma nonostante ciò Anna continuava ad esserci pur avendo un male interiore che la stava consumando. Con la mente riusciva a mantenere le distanze da Luca ma con il cuore no. Nello stesso tempo Luca non faceva capire ad Anna i suoi sentimenti o forse neanche lui si rendeva conto di quanto la amasse e ad Anna mancavano le piccole cose, mancava il poter coltivare dei sogni, mancava la serenità che una normale ragazza di 28 anni vorrebbe avere dopo anni ed anni di sofferenze”intime” e di sacrifici sui libri.
    Cosi Anna si lascia andare, non fa scelte lavorative che le avrebbero potuto dare la possibilità quanto meno di essere indipendente e si ritira nel suo paesino… mentre Luca continua la sua carriera e continua a crescere la sua bimba e a mantenere rapporti a sua detta “civili” a mio avviso “intimi” con la moglie (ancora oggi non sono divorziati, lo sarebbero potuti essere da giugno ma chissà perché non si decidono”.

    Nel 2006 Anna tradisce Luca… si vede con un ragazzo per una sola volta, non ci va a letto… in quella situazione capisce che, seppur quella situazione la faceva sentire viva, non era una situazione che le dava benessere e cosi tronca. Ma Anna continua su Internet… conosce persone solo virtualmente fino a quando nell’aprile del 2007 decide di conoscere dal vivo uno di quei ragazzi che l’avevano tanto ascoltata in rete… decide di conoscerlo ma non ci riesce perché le cose non vanno come dovevano andare (sarà il destino?) ma viene scoperta da Luca. Inizialmente Anna nega… è l’aprile del 2007… è l’inizio della fine.

    Un calvario senza fine giorno dopo giorno.

    Succede di tutto: Luca picchia Anna fino a farle uscire il sangue dal naso, i due si lasciano e si prendono, alternano momenti di passione profonda a momenti di odio spaventoso, ci si offende, si piange insieme, si fa l’amore. Dal 2007 Anna subisce e non reagisce perché si sente in colpa e non fa altro che ripetersi “te lo meriti”.

    Anna però non sa stare senza attenzioni, Anna on respira se non si sente voluta bene… e torna a sbagliare… pur sapendo di non poter stare senza Luca prova a vivere senza di lui conoscendo un altro ragazzo… però non va, non è ciò che vuole… fino a quel momento Luca è all’oscuro di tutto fino a quando a febbraio 2008 per una serie di coincidenze Anna è costretta ad aprirsi a Luca e così Anna parla a Luca del suo malessere, gli parla del suo passato e torva persino la forza di raccontargli dell’anoressia, della violenza, delle botte, degli sbagli… Anna trova la forza, a volte perché messa alle strette, di dire a Luca dei tradimenti, del tentativo di cancellarlo, della doppia vita in rete… Anna si apre a Luca in tutto e per tutto.

    Luca, fino a quando ha sete di sapere, si mostra dolce, attento, “fraterno”… ma nel momento in cui Anna non ha più da raccontare Luca diventa cattivo… la cosa a cui dà meno importanza è la violenza e i conseguenti traumi… per lui è più importante ciò che ha subito lui da Anna… il rapporto comincia a sgretolarsi piano piano… Anna se lo sente scivolare tra le mani… ed ora Anna non ha più nulla in mano.

    E’ da domenica, che dopo vari tiri e molla, Anna e Luca non sono più una coppia né nella forma né nella sostanza. E’ già successo altre volte ma questa volta è diverso perché stavolta Anna non va contro la decisione di Luca ma la condivide. La condivide però solo quando ragiona con la testa quando riesce a zittire il cuore.
    Anna sono io ed io soffro maledettamente.

    Penso che Luca abbia approfittato di me ed in particolare lo abbia fatto dopo aprile 2007… Luca si è risucchiato la mia anima, giorno dopo giorno… mi è entrato dentro, nelle ferite più profonde e invece di curarle le ha lasciate a sanguinare. Mi ha fatto aprire mostrandomi Amore e solo dopo aver saputo vita/morte/miracoli di me mi ha abbandonata con la spiegazione “Non mi fido di te”… e ci volevano quasi 2 anni per capirlo?

    Quale è la cosa che più mi fa male? Ce ne sono svariate!
    1. l’avermi lasciata al telefono
    2. l’avermi lasciata dopo avermi tenuta 2 settimane a casa sua dove non si era mai toccato il discorso “Anna e Luca” perché c’erano cose più importanti e più gravi che occupavano la mente
    3. mi pento di avergli confidato quelle cose di me che non avevo mai confidato a nessuno perché in mano a lui si sono sminuite ed una violenza non va sminuita non per chi la vive.

    Io oggi soffro perché lui continua a dirmi di amarmi e giustificando la sua decisione con un “non mi fido”… io non ci credo… io per amor suo mi sono presa le offese della moglie, le gomitate della moglie, ho rinunciato ad una vita normale, sono andata contro i preconcetti della mia famiglia facendolo sentire uno di casa, io per amor suo ho rinunciato PER SEMPRE ad una vita serena e normale perché, credetemi, vivere normale in certe situazioni non si può, io per amor suo ho fatto finta di non vedere ed ho fatto finta di non capire… potrei raccontarvi 1000 e 1000 episodi alcuni dei quali esulano anche dai suoi rapporti con la moglie.

    E lui? Lui che dice di amarmi, lui che mi ha risucchiato l’Anima, lui che mi ha preso a schiaffi perché lo meritavo, lui che grazie a me si è rialzato, lui che grazie a me ha esaudito il suo desiderio più grande (non vi dico quale perché mi prendereste per deficiente ma credetemi che per realizzare il suo desiderio io ho messo da parte una dignità che ogni donna dovrebbe avere)… lui si arrende e si prende anche il lusso di telefonarmi… se mi sente forte e fredda diventa un cagnolino docile, semi sente debole e disperata diventa cattivo e torna a ripetermi “non c’è futuro tra noi”. Io continuo a dirgli che se non c’è futuro deve lasciarmi stare perché soffro troppo, lui risponde “io voglio starti vicino e non reputo giusto arrivare all’indifferenza”.

    Io non so cosa fare… io sento di amarlo… ma credetemi che spesso penso che sia giusto cosi… o forse me lo dico per autoconvincermi… non lo so… so solo che io ho paura di stare da sola… sento che gli attacchi di panico senza di lui potrebbero tornare… lui è la mia linfa e pur di stare con lui sarei davvero disposta a vendermi l’anima.


    Vi prego aiutatemi, qualcuno mi aiuti... no voglio ripetere errori già fatti ma da sola non posso farcela

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di Tiessina
    Data registrazione
    16-04-2003
    Messaggi
    6,239

    Riferimento: ... un tunnel.. aiutatemi!

    Cara Anna... prima di tutto ti do un abbraccio veramante forte per tutto ciò che hai passato

    Parto dalla tua ultima frase per dire la cosa più importante: da sola non ce la fai... ed è giusto cercare pareri e aiuti esterni, ma l'aiuto principale deve essere da un esperto a mio parere. Dovresti farti aiutare a urlare tutto ciò che hai dentro e a imparare a gestire le tue emozioni e il tuo cuore. Le sofferenze che hai subito ti hanno portato a comportarti in maniera incoerente e il tuo cuore è indurito e difficile da capire. Un esperto ti può aiutare, piano piano, a trovare te stessa e a gestire le tue emozioni.

    Detto questo, mi permetto di dire che io un po' lo capisco... sono stata per 7 anni con un ragazzo (fino a 3 mesi fa) che non ha certo avuto il tuo passato, ma che non è stava bene perchè anche lui ha avuto delle belle e toste prove di vita. Non entro nei dettagli perchè non posso ma è stata una storia molto bella, eravamo molto innamorati e abbiamo sofferto insieme ciò che ha passato. Come te, il suo cuore si è indurito ogni giorno sempre di più... e tutto ciò l'ha vissuto insieme a me perchè ha attraversato il tutto quando già stavamo insieme. Non mi ha mai mancato di rispetto, mai tradito, ma il suo cuore indurito e impaurito nell'ultimo periodo ha causato molti problemi all'equilibrio della nostra coppia tanto che ora da tre mesi non stiamo insieme.
    Ma vengo al dunque: ora che non stiamo più insieme mi sta facendo molto soffrire perchè fa cose incoerenti. Spesso mi immagino che un giorno tornerà da me, perchè ora si trova all'estero ed è partito appena 2 settimane dopo che c'eravamo lasciati... e quando mi immagino che torna da un parte penso che tornerei con lui, perchè lo amo ancora tanto e ho dato tutto per lui tanto che ora sono vuota... ma dall'altra parte mi vengono 1000 dubbi e penso che non riuscirei mai a dimenticare quello che sta succedendo ora. Penso che glielo rinfaccerei sempre ma a parte questo penso che non mi fiderei più di lui, mi chiederei sempre se mi ama davvero e soprattutto mi dico che se ci rimettessimo insieme finirà di nuovo a causa del suo male, e fin quando questo male non viene risolto non sarò mai davvero felici perchè penserei che da un momento all'altro abbia di nuovo i suoi momenti di "testa incasinata" che lo portano a tentare di risolvere le sue cose e a porsi 1000 domande sulla sua vita. Dunque, nei filmini che spesso mi faccio in testa, immagino lui super innamorato che torna da me e io che gli dico che non ci riesco, che lo amo ma non ce la faccio, che non mi fido più di lui. Non è che non mi fido di lui perchè non lo stimo o ho cambiato idea su di lui, affatto, non mi fido nel senso che non mi fido della storia, della sua testa, mi farebbe di nuovo del male. Non è questione di orgoglio, non è questione di non perdonare perchè io ci proverei anche (ma tanto non andrebbe bene), è questione che sono come bloccata anche io, ho tanta paura di soffrire di nuovo perchè sto passando l'inferno e penso che non riuscirò mai a fidarmi e a innamorarmi di nessuno.
    Dunque io capisco Luca da quel punto di vista... non è un controsenso dire "ti amo ma non ci riesco". Anche perchè si vede chiaramente che vuole starti vicino come io ho continuato a fare con lui.

    Ma attenzione: io lo capisco, ma non lo giustifico. Ciò che ha fatto, picchiandoti, è veramente grave. Dovresti essere tu a non fidarti più di lui!!

    Il mio consiglio è quello che ho scritto per primo: non perdere tempo, fatti aiutare. Non c'è niente di male e potrai riavere la serenità e l'equilibrio che cerchi. è questa sofferenza e questa ricerca di equilibrio che ti porta a fare cose sbagliate.
    Se il mio lui si facesse aiutare, tutto il discorso che ho fatto prima non lo farei e proverei a fidarmi, ma se non si fa aiutare i suoi problemi torneranno di nuovo a galla come hanno sempre fatto, nonostante per fortuna lui non mi abbia mai tradita o mancata di rispetto.
    Dunque forza, rimboccati le maniche e lavora su te stessa insieme a questo esperto: potrai diventare una donna nuova, più forte, più sicura, più capace di capire ciò che vuoi... e allora potrai avere un rapporto bello e sano con chi ti amerà, o chissà magari anche lui vedendoti una donna nuova tornerà a fidarsi di te... SEMPRE SE TU SARAI DISPOSTA A FIDARTI DI LUI

    un altro abbraccio
    Ultima modifica di Tiessina : 19-11-2008 alle ore 14.42.30
    .

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    Tutti vogliono volare ma pochi sono disposti a farlo perchè rischiano di cadere... così preferiscono appendersi da qualche parte, per avere la sensazione di volare in alto ma nello stesso tempo non correre il rischio di farsi male... quello in realtà non è volare, ma loro preferiscono crederci così si sentono bene...

  3. #3
    emmeemme
    Ospite non registrato

    Riferimento: ... un tunnel.. aiutatemi!

    solo un piccolo consiglio, al quale tu sei già arrivata Anna...chiedi un aiuto professionale, parla di te in prima persona, è difficle, ma poi accarezzerai le tue ferite....e non permetterai più a nessuno di farti del male!!!!!!
    se non hai idea di "a chi mi rivolgo" prova nel consultorio della tua città, o per farti seguire lì dallo psicologo, oppure per chiedere un consiglio a lui su qualche professionista che possa accompagnarti in una tua strada.

  4. #4
    Partecipante Assiduo L'avatar di lovestar82
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    24-07-2007
    Messaggi
    197

    Riferimento: ... un tunnel.. aiutatemi!

    Cara Anna,
    mi presento. Mi chiamo Emmanuela e sono leggermente più giovane di te...ho 26 anni...e già una bella vita alle spalle.
    Mi ha colpito la tua storia più che altro per l'estrema solitudine che rivela. L'appoggiarsi continuamente a qualcuno che in realtà non c'è e non ci sarà mai per noi è qualcosa che scatta in automatico quando siamo soli e non sappiamo come fare per uscirne.
    Ho letto anche che ti è stato consigliato di andare da uno specialista (cosa sulla quale sono d'accordo). Ma prima ancora vorrei dirti questo...Credo che per essere arrivata a chiedere aiuto qui, su internet, tu abbia bisogno di essere davvero ascoltata ed essere abbracciata da un'amica/o reale. Io non so se tu ce l'abbia o meno. Il mio "aiuto" ora è quello di offrirti una parola amica piuttosto che sproloqui (che di solito tendo a fare!). Se per caso ne sentissi il bisogno, giusto anche solo per una chiacchierata occasionale, ti lascio il mio indirizzo di posta: lovestar82@hotmail.it

    Ti abbraccio e sappi che in realtà non sei sola: c'è Qualcuno lassù che è più vicino di quanto credi!
    A presto
    Io non ti lascerò e non ti abbandonerò (Giosuè 1:5 - La Sacra Bibbia)

    www.compassion.it

  5. #5
    Partecipante L'avatar di Ivanillich
    Data registrazione
    11-11-2005
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    Roma
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    50

    Riferimento: ... un tunnel.. aiutatemi!

    Cara Anna,
    leggo solo ora il suo lungo racconto.
    Non mi soffermo sui particolari, ma mi limito a concordare con lei sulla necessità di un aiuto psicoterapeutico.
    Ciò che ci accade di problematico, o violento, o straziante, nelle nostre vite sentimentali non è altro che lo specchio di nostre, personali, situazioni incistate, di incastri e ripetizioni che hanno a che fare con nodi irrisolti, e che solo con l'aiuto di un lavoro psicologico è possibile sciogliere nel tempo.

    Le auguro dunque di rivolgersi al più presto ad un serio professionista.
    Un caro saluto
    Luigi D'Elia Psicologo Psicoterapeuta Gruppoanalista
    Iscrizione Ordine Psicologi Lazio n° 5254 del 11/03/1994

  6. #6
    nipa1978
    Ospite non registrato

    Riferimento: ... un tunnel.. aiutatemi!

    Ciao a tutti... sono stata ricoverata 5 gg in ospedale per problemi seri allo stomaco (dall'ernia iatale da scivolamento all'ulcera erosiva...)... ieri sera ho riacceso il pc... no pensavo di trovare cosi tante risposte... In questo momento sono frastornata... sono stata molto male e sto molto male per lo stomaco... non accetto l'essermi ridotta in questo stato... e spero, lo spero davvero, che il mio stato di salute mi faccia riflettere su ciò che è realmente grave ed importante nella vita...

    Nei giorni di ricovero lui mi è stato vicino, a modo suo ma ci è stato... gli ho fatto capire che se le sue visiste erano solo dettate dal dispiacere del sapermi li preferivo che non venisse affatto ma lui mi ha sempre risposto "Non è il caso di parlarne ora... ora dobbiamo pensare a capire cosa hai e a curarti".... ora sono tornata a casa ed io non ho il coraggiodi chiedere a lui cosa siamo...

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