• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Visualizzazione risultati 1 fino 9 di 9
  1. #1
    Partecipante Affezionato L'avatar di stella*stellina
    Data registrazione
    03-11-2008
    Messaggi
    96

    art 28 codice deontologico

    L'art. 28 del codice dontologico sancisce:

    ...costituisce grave violazione deontologica effettuare interventi diagnostici, di sotegno psicologico o di psicoterapia rivolti a persone con le quali ha intrattenuto o intrattiene relazioni significative di natura persoale, in particolare di natura affettivo_sentimentale e/o sessuale....

    per quale motivo?

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960

    Riferimento: art 28 codice deontologico

    Foprse, se trascrivi anche il resto dell'artcolo 28, ti diventa piu' chiaro
    e cosi', se lo colleghi ai precedenti e subito successivi, in "Rapporti con l'utenza"

    Ciao

    Che giocherellona/e, con qs domandine, sei

    Riflettici, tu ci andresti? Se si, perchč? Se no, per quale motivo?
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  3. #3
    Partecipante
    Data registrazione
    04-03-2008
    Residenza
    Salento
    Messaggi
    45

    Riferimento: art 28 codice deontologico

    saresti troppo coinvolta emotivamente e sentimentalmente e poi conosceresti troppo bene la persona,i suoi comportamenti e atteggiamenti, il suo inconscio e ti comporteresti di conseguenza e questo la psicologia non lo prevede. Avete mai visto il film "prendimi l'anima"?E' la storia di Jung che s'innammora di una sua paziente schizofrenica(mi pare)molto piu giovAne dilui

  4. #4
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960

    Riferimento: art 28 codice deontologico

    Si,di Sabina S.
    Ma credo che questo aspetto, del coinvolgmento emotivo non inerente il rapporto terapeutico in sč, sia gia' contenuto nelle espressioni dell'art. 28 nella sua interezza e cosģ, nei precedenti e successivi.
    Tu non lo pensi?
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  5. #5

    Riferimento: art 28 codice deontologico

    Oltre al coinvolgimento emotivo "eccessivo", penso che conoscere bene una persona ci porta anche ad avere preconcetti su di essa, questi potrebbero interferire sul normale e sano svolgimento della terapia...

  6. #6
    Partecipante Leggendario L'avatar di sara1985
    Data registrazione
    09-09-2008
    Residenza
    Rimini
    Messaggi
    2,009

    Riferimento: art 28 codice deontologico

    Mai sentito parlare di conflitto di interessi???????
    " Bambini senza amore finiranno con l'essere adulti pieni di odio..." Renč Spitz

  7. #7

    Riferimento: art 28 codice deontologico

    il patto terapeutico, il setting e tutta la relazione partono in maniera diversa. Se conosci il paziente, sei suo amico, suo parente o compagno di vita non potrai essere il suo psicologo. non ci sarebbero delimitazioni precise perchč si sovrappongono diversi ruoli. Viene a mancare l'obiettivitą, e quella pulizia mentale che fa spazio all'altro ed alle sue proiezioni: infatti non solo noi saremmo influenzati da quello che sappiamo del paziente ma anche loro sono influenzati da quello che sanno di noi. Ti giochi l'utilitą del transfert che diviene spurio e probabilmente il livello di censura dei contenuti che potranno emergere sarą maggiore............. continuerei... c'č davvero molto da dire ma basta cosģ:
    la teoria in questo caso rispecchia totalmente la pratica.
    quindi l'art. va seguito, contemplato....ed assunto come criterio di buon senso anche riguardo l'altra faccia della medaglia.
    non provare a fare la/o psicologa/o con il tuo/a compagno/a, con gli amici, con i parenti.... i tuoi strumenti non sono gli stessi, vengono fuori bei pasticci!

  8. #8
    Partecipante Affezionato L'avatar di stella*stellina
    Data registrazione
    03-11-2008
    Messaggi
    96

    Riferimento: art 28 codice deontologico

    Grazie per le risposte, ma vorrei aggiungere un'altra domanda:
    Se una persona ha un problema psicologico e ne volesse prima parlare con uno psicologo amico di famiglia di cui si fida molto, che cosa dovrebbe fare quest'ultimo? parlare in maniera informale (fuori dallo studio senza essere pagato) per "inquadrare" il problema e poi consigliargli per esempio un collega, o mandarlo direttamente da lui?
    Se una madre con un bambino autistico chiedesse ad una amica psicologa di prendere in carico il figlio, sarebbe lo stesso?
    Ultima modifica di stella*stellina : 27-11-2008 alle ore 19.18.42

  9. #9
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
    Data registrazione
    10-02-2006
    Residenza
    Tra le Alpi e gli Appennini
    Messaggi
    11,960

    Riferimento: art 28 codice deontologico

    Citazione Originalmente inviato da stella*stellina Visualizza messaggio
    Grazie per le risposte, ma vorrei aggiungere un'altra domanda:
    Se una persona ha un problema psicologico e ne volesse prima parlare con uno psicologo amico di famiglia di cui si fida molto, che cosa dovrebbe fare quest'ultimo? parlare in maniera informale (fuori dallo studio senza essere pagato) per "inquadrare" il problema e poi consigliargli per esempio un collega, o mandarlo direttamente da lui?
    Se una madre con un bambino autistico chiedesse ad una amica psicologa di prendere in carico il figlio, sarebbe lo stesso?

    Lo psicologo, se amico di famiglia, consultato per un problema, dovrebbe sia ascoltare che parlare in modo informale, il che non significa mostrare disinteresse, a meno di trovarsi di fronte a condizioni di estrema urgenza, ed inviare cmq, la persona consultante da un suo collega. Se possibile, proporre solo una chiaccherata generale se la persona č molto ansiosa, con il presupposto gia' precedentemente chiarito che non potra' essere lui a prenderlo in carico, (con spiegazioni chiare ed adeguate al livello di comprensione psicologica dell'amico), che lo inviera' da un suo collega o presso una struttura di riferimento che ritiene adeguata al problema che gli viene presentato dalla persona stessa. Meglio ancora sarebbe inviarlo subito da un collega, avendo cura pero' di non dare l'impressione nč comportandosi come se volesse scaricarla.

    L'ultima domanda č piu' complessa e qui ci sono diverse colleghe che lavorano attualmente con bambini autistici e spero, ti forniranno informazioni piu' dettagliate sullo specifico quesito; in generale, credo che non sarebbe una buona idea per la pressione psicologica che verrebbe a crearsi sulle persone coinvolte nel rapporto con il bambino e che qs, potrebbe influire negativamente su di lui ed anche perchč il codice deontologico, č chiaramente valido, nei singoli aticoli, per tutte le situazioni ed interazioni contemplate nella parte "Rapporti con l'Utenza". Oltre che negli altri articoli, suddivisi in alcune sottosezioni.
    Si tratterebbe forse di un caso in cui il coinvolgimento emotivo sarebbe talmente forte da non poter permettere lo stabiirsi di alcun tipo di setting funzionale a qs tipo di bambino.

    Spero di essere stata chiara.

    Ultima modifica di RosadiMaggio : 27-11-2008 alle ore 20.20.00
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

Privacy Policy