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Discussione: uno sfogo

  1. #1

    uno sfogo

    Il mio compagno: com'è andato il colloquio?. Rispondo: "come al solito"
    Cosa significa per me? Ho appena fatto un colloquio in una Casa di Riposo dove si è appena insediato un nuovo Direttore Sanitario, nella speranza che finalmente si possa aprire quella porta che mi appare sempre socchiusa...E' andata che hanno appena assunto un'animatrice, che sta studiando da psicopedagocista e poi farà un master (?!)...la faranno lavorare come psicologa sia con gli utenti, sia con gli operatori...pazzesco! La porta rimane socchiusa: "forse entro l'anno aprirà una comunità psichiatrica quì vicino, rimanga in contatto", il Direttore. Sono stanca. Ormai sono anni che lavoro come libero professionista ed era sata una mia libera scelta. Ora sono stufa di vivere nella speranza, di contare i soldi per tenerli da parte per lo Stato, l'Enpap, ecc. Scusate...non voglio essere una disfattista, oggi sono solo un po' depressa.

  2. #2
    Partecipante Veramente Figo
    Data registrazione
    09-05-2007
    Residenza
    liguria
    Messaggi
    1,277

    Riferimento: uno sfogo

    ti abbraccio
    il silenzio è pace, è serenità. A.G.

  3. #3
    Partecipante
    Data registrazione
    22-01-2005
    Residenza
    cremona
    Messaggi
    57

    Riferimento: uno sfogo

    Come ti capisco!
    hai descritto la mia situazione, io 35 anni dopo un periodo di lavoro come dipendente di una coop, decido di mettermi in proprio. Lavoricchio, ma sembra sempre che io sia al posto giusto al momento sbagliato. Quest'anno ero stata chiamata per fare una sostituzione di una persona che aveva vinto un concorso e che aveva lasciato un incarico in una fondazione a capitale misto, il cuo presidente è un assessore comunale . Mi hanno tenuta in ballo per 6 mesi e ora l'assessore ha deciso di fare un'operazione di trasparenza,ha pubblicato una ricerca di personale e tutti i C.V verranno mandati ad una società specializzata nella ricerca di personale. Ho rinunciato anche a delle altre proposte di lavoro in attesa che la chiamata si concretizzasse. Sono molto stanca di ricercare l'occasione giusta e m sento anche molto presa in giro.

    Tu lavori solo nel privato o hai anche delle collaborazione con coop o altri enti?

  4. #4
    Partecipante Assiduo L'avatar di Tottola1
    Data registrazione
    23-06-2007
    Residenza
    Nord Italia
    Messaggi
    249

    Riferimento: uno sfogo

    E' andata che hanno appena assunto un'animatrice, che sta studiando da psicopedagocista e poi farà un master (?!)...la faranno lavorare come psicologa sia con gli utenti, sia con gli operatori...pazzesco!



    Trovo che quella che ho citato sia la parte più inquietante del tuo post...il problema è che cose di questo tipo accadono molto spesso,io stessa ho fatto domanda (in realtà più di una) presso una casa di riposo in apertura più di un anno fa, allegando un progetto di neuropsicologia...per poi vedere assunta la solita "animatrice" che si occuperà di rot e stimolazione cognitiva...
    Dal momento che nessuno mai si sognerebbe di assumere un infermiere per fare il medico o un bidello per fare l'insegnante, mi chiedo perchè il lavoro dello psicologo possa invece farlo chiunque...

    In bocca al lupo a tutti

  5. #5

    Riferimento: uno sfogo

    Vi ringrazio tutti per la comprensione, compreso l'abbraccio virtuale!
    Mi sono sempre considerata molto determinata nerlla mia vita professionale (soprattutto) e diversi obiettivi ritendo di averli raggiunti, ma purtroppo non mi danno da mangiare a sufficienza! Dopo la laura, mentre mi stavo specializzazndo, mi sono sempre arrangiata: lezioni private, qualche mese come insegnante di sostegno e i lavori più disparati...Poi un colpo di fortuna: 4 anni presso una fondazione privata in cui percepivo uno sptipendio da favola come psicologa...lavoro che ho poi deciso di lasciare per svariate ragioni personali. Nel frattempo avevo inizioato anche in studio...scusate proseguirò in un altro momento, è arrivata mia figlia! Ciao

  6. #6

    Riferimento: uno sfogo

    Scusate la mia precedente interruzione...Vi ringrazio per la comprensione e anche per l'abbraccio virtuale!
    Sono ormai diversi anni che cerco di lavorare, inventandomi il lavoro, se è consentito dirlo. Progeti, proposte svariate...Purtroppo non molte sono andate in porto, ma non mi sono mai persa d'animo. Mi sono sempre sentita determinata e tenace, ma ora sono un po' stanca delle solite risposte che spesso hanno un contenuto svalutante rispetto al ruolo e alla professione. Purtroppo, da molti, anche acculturati, siamo considerati alla stessa stregua di mistici, stregoni, santoni, preti...quindi un ruolo magico che non viene riconosciuto, ma che tutti potrebbero potenzialmente fare!
    Non ho mai lavorato per cooperative. Ho iniziato come libero professionista e tutt'oggi lo sono. Lavoro prevalentemente in studio come prsicoterapeuta, svolgo consulenze per il tribunale in ambito civile, insegno all'Università della terza età del mio Comune e in corsi di formazione...Da 9 anni sono in Psichiatria come volontaria ora, prima come tirocinante...Le delusioni e le aspettative mancate sono state molte, ma quando poi sono con i miei pazienti e capita una seduta che mi sembra andare particolarmente bene, mi ricarica. Cosa accaduta l'altro pomeriggio, dopo l'ultima delusione. Mi piace il mio lavoro e mi gratifica, ma è molto faticoso da molti punti di vista!
    Un saluto e un augurio a tutti!

  7. #7
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    02-11-2004
    Residenza
    Nettuno RM
    Messaggi
    69

    Riferimento: uno sfogo

    quindi siamo tutti a nuotare in questo mare di...
    eppure una strada deve esserci...
    mi dico sempre uno sforzo, ancora uno...
    certo così ci deprimiamo però...
    no! ok! strategicamente vado a dormire e domani si riprende a pensare, posso farcela

  8. #8
    Partecipante
    Data registrazione
    13-04-2008
    Residenza
    Fabriano
    Messaggi
    49

    Riferimento: uno sfogo

    I vostri consigli sono per me preziosi, io mi sono appena iscritta ad una scuola di spec. Ma servira', sono questi i dubbi che mi attanagliano, io sono convinta ma è stata una scelta impegnativa, spero di venirne gratificata.
    Mari....ditemi voi

  9. #9
    Matricola
    Data registrazione
    27-05-2008
    Messaggi
    25

    Riferimento: uno sfogo

    Pare che la "delusione" sia un sentimento ricorrente: è trasversale a praticamente tutte le discussioni, insieme allo "smarrimento". E penso che anche nelle nostre vite professionali, le alterne fortune (soprattutto di quelli che praticano privatamente) non possano che riportarci ciclicamente in questi luoghi un pò desolanti. Ma sono alterne, le fortune, luoghi più solari ce ne sono: la soddisfazione di una seduta andata bene, la gratitudine di un paziente, sentire che sei al centro di te stesso quando fai quello che ami... Un pò come la pubblicità della carta di credito: "Non ha prezzo"!
    Il paradosso, tutto italiano, è che ci troviamo in una società che spesso lancia grida d'aiuto "psi", e al tempo stesso pare indaffarata a trovare risposte che di "psi" abbiano poco. Come se dare il nome corretto ad una sofferenza allarmi di più, come che darsi gli strumenti per affrontarla significhi ratificarne l'esistenza.
    La società italiana mi pare una metafora del paziente psicosomatico: non riuscendo a manifestare il disagio affettivo, trova altre vie di espressione, più concrete, ed altre risposte, altrettanto concrete, ma solo provvisorie. Palliativi.
    Un'educatrice che fa ROT con gli anziani, o un direttore sanitario che sceglie un'animatrice in luogo di una psicologa, mi pare proprio come mettere del cortisone su una dermatite psicogena, o ingollare vitamina B per un'alopecia da stress.
    Le ragioni che ci hanno portato a studiare e formarci sono sicuramente buone: le condizioni per la nostra applicabilità nel mondo reale, invece, sono scarse, e l'universo della formazione (universitaria e post) ha tutto l'interesse a continuare a sformare migliaia di noi, a prescindere dalla ricaduta concreta e dalle richieste del mondo del lavoro.
    Io, dal canto mio, tengo duro. "La vita è una giungla" , mi dico certi giorni, e mi carico per portare avanti le cose in cui credo (anch'io presento da tempo progetti che tutti trovano interessantissimi sulla carta ma impraticabili nella realtà); "Aspetta e credi", mi dico ceri altri, in cui mi sembra di dovere dare a me stesso una quiete un pò zen , attendendo sulla riva del fiume che il cadavere del mio nemico mi sfili davanti agli occhi.
    Quello che invece non possiamo permetterci, credo sia proprio la delusione: siamo a metà del guado, l'impotenza a questo punto può solo defedare le nostre forze e finire trascinati via dalla corrente (così che qualcun altro, sulla riva, possa beneficiarne). O si torna indietro (alla cassa del Conad sotto casa) o si va avanti alla meta (fino a dove aspiriamo ad arrivare).
    Delusione è uscire dal gioco (de-ludus), quel gioco di illusione in cui ci hanno messi (in-ludus). Una volta che ne siamo usciti, è solo nostra responsabilità ricascarci dentro.

    Adelante!

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  10. #10
    Matricola
    Data registrazione
    27-05-2008
    Messaggi
    25

    Riferimento: uno sfogo

    Ah, un'ultima cosa, Tottola1 e Babababa2: !!

    Re

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