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Discussione: Parla come mangi!

  1. #1
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Parla come mangi!

    Riprendo da "Il Sole 24 Ore", di oggi, 12 novembre 2008

    La crisi cambia le «lettere» per i licenziamenti

    di Monica D'Ascenzo

    commenti - | |
    12 NOVEMBRE 2008
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    «Dear employee, you are simplified». Suona di certo meglio del celebre « You are fired » che Donald Trump gridava in faccia agli sfortunati partecipanti al reality finanziario «L'apprendista» che ha spopolato sulla tv americana. L'enfasi è diversa, ma la sostanza non cambia: «semplificato» è solo uno dei nuovi termini con cui le imprese americane stanno cercando oggi di addolcire la pillola delle ristrutturazioni aziendali.

    Con la recessione che avanza, il problema di come comunicare i tagli al personale è diventato talmente frequente che le società hanno iniziato a creare un nuovo linguaggio per preservare un'immagine positiva nei confronti dei dipendenti e del mercato. Così la scorsa settimana il ceo di American Express, Kenneth Chenault, ha preferito parlare di «re-engineering plan» per annunciare 7mila tagli al personale, pari al 10% della forza lavoro della società. C'è chi invece preferisce «cost improvement plans», cioè piano di miglioramento dei costi che tanto piace agli analisti e agli investitori in Borsa: come nel caso di Rodger Lawson, presidente di Fidelity Investment, quando ha descritto 1.300 tagli in una nota al suo staff. Ma la lista degli eufemismi continua ad arricchirsi con termini come «rightsizing », letteralmente in finanza la riallocazione delle azioni di un aumento di capitale non sottoscritte. Oppure «reduction in force» o «workforce reduction », riduzione della forza lavoro. Ma anche «streamlining», nel senso di ottimizzazione.

    Non manca per altro chi vuole dare all'azione un senso più alto. Lo scorso mese Elon Musk, ceo di Tesla Motors, in un post sul sito della società ha definito i tagli del 10% del team che opera sull'auto elettrica come parte di una «special forces philosophy», ovvero una filosofia di azione rapida. Da eBay preferiscono, invece, parlare di «simplification» (semplificazione) riferendosi a 1.500 posti di lavoro in meno. Le metafore sono comunque varie: Jerry Yang, ceo di Yahoo, in una mail ai dipendenti ha definito i tagli del 10% del personale un modo «to became more fit», per snellire la società. Lo stesso Yang in un'altra occasione aveva parlato di «riallineamento del personale ai risultati».

    Coloro che perdono il posto di lavoro poco apprezzano questa ricerca dell'eufemismo giusto, ma i manager ritengono ugualmente indispensabile per il bene della società comunicare al mercato che i tagli fanno parte di un piano e che la situazione è sotto controllo.
    Di giorno in giorno si moltiplicano gli annunci di tagli al personale e negli Stati Uniti si è già raggiunto quota mezzo milione di posti di lavoro persi negli ultimi due mesi. Nella sola giornata di ieri hanno superato quota 11mila i licenziamenti annunciati: 2.200 Virgin Media, 1.300 Yell, 900 Volvo, 1.900 Gm oltre i 3.600 di venerdì scorso e 1820 Nokia Siemens. Questo forse si tradurrà anche in un ampliamento del vocabolario usato per l'occasione, di certo non c'è eufemismo che possa consolare quanti si trovano senza uno stipendio e magari con famiglia e mutuo a carico
    Ma, secondo voi, come mai a certi livelli non ci si prende la responsabilità delle proprie azioni?
    Quando a parlare è un ministro, o un CEO, allora i dipendenti diventano "fannulloni", "incapaci", "gente che non lavora"... detto così, fuori dai denti.
    Quando si tratta di licenziare persone, invece, improvvisamente questi signori diventano più pudichi di una vergine medievale. Licenziare? Nooo, stiamo "semplificando", adottando "filosofie di azione rapida".

    Piena neolingua orwelliana, non c'è che dire.

    E mi piacerebbe sentire l'opinione di qualche psicologo del lavoro, capire come si comporterebbe, sentire se l'art. 3 del Codice Deontologico avrebe qualcosa da dire al riguardo...

    In ogni ambito professionale opera per migliorare la capacità delle persone di comprendere
    se stessi e gli altri e di comportarsi in maniera consapevole, congrua ed efficace.
    Lo psicologo è consapevole della responsabilità sociale derivante dal fatto che, nell’esercizio
    professionale, può intervenire significativamente nella vita degli altri; pertanto deve
    prestare particolare attenzione ai fattori personali, sociali, organizzativi, finanziari e politici,
    al fine di evitare l’uso non appropriato della sua influenza, e non utilizza indebitamente la
    fiducia e le eventuali situazioni di dipendenza dei committenti e degli utenti destinatari della
    sua prestazione professionale.
    Lo psicologo è responsabile dei propri atti professionali e delle loro prevedibili dirette
    conseguenze.
    Lo psicologo considera suo dovere accrescere le conoscenze sul comportamento umano ed utilizzarle per promuovere il benessere psicologico dell’individuo, del gruppo e della comunità.
    In ogni ambito professionale opera per migliorare la capacità delle persone di comprendere se stessi e gli altri e di comportarsi in maniera consapevole, congrua ed efficace.
    Lo psicologo è consapevole della responsabilità sociale derivante dal fatto che, nell’esercizio professionale, può intervenire significativamente nella vita degli altri; pertanto deve prestare particolare attenzione ai fattori personali, sociali, organizzativi, finanziari e politici, al fine di evitare l’uso non appropriato della sua influenza, e non utilizza indebitamente la fiducia e le eventuali situazioni di dipendenza dei committenti e degli utenti destinatari della sua prestazione professionale.
    Lo psicologo è responsabile dei propri atti professionali e delle loro prevedibili dirette conseguenze.
    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  2. #2
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di semplificatore
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    1

    Riferimento: Parla come mangi!

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    , stiamo "semplificando",
    Voglio le royalties!!!!!
    "......c'è chi un giorno invece ha sofferto / e allora ha detto: io parto
    / ma dove vado se parto? / sempre ammesso che parto: ciao! ....
    "
    (da "E la vita e la vita" di Cochi e Renato, 1974)


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    http://it.youtube.com/user/accrocchio70

  3. #3
    Partecipante Super Figo L'avatar di **Ayax**
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    Riferimento: Parla come mangi!

    A mio avviso il nodo va colto nel fatto che viviamo in una società nella quale si dà più attenzione alla confezione che non al prodotto, alla forma più che alla sostanza.

    Alle parole piuttosto che ai fatti.

    E al fatto che la maggior parte della gente ragiona prendendo in affitto il cervello degli altri, non già elaborando un pensiero proprio, formulato sulla base delle proprie esigenze e della propria storia personale.

    Ad esempio nell'immaginario collettivo si cerca di far passare l'imprenditore/datore di lavoro come un dispensatore di opportunità, laddove - quasi a tutti i livelli - si tratta di sfruttatori del tempo/lavoro altrui.

    E così venire licenziati passa per un'ineluttabilità, necessaria per la salute del sistema.

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