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Discussione: Ansia e depressione

  1. #1
    Matricola L'avatar di Silvia Favero
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    Ansia e depressione

    Ciao a tutti, vorrei proporvi una discussione su ansia e depressione, due tematiche di cui mi sto occupando per lavoro. Vorrei confrontarmi con colleghi, ma non solo, anche con chi ha conosciuto da vicino questi aspetti.
    Che dite? Iniziamo?
    Ciao ciao

  2. #2
    Partecipante Esperto L'avatar di *luciano
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    Riferimento: Ansia e depressione

    Iniziamo, ma restringiamo il campo per discuterne qui è un tantino complicato, nn credi?

  3. #3
    Partecipante Esperto L'avatar di *luciano
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    Riferimento: Ansia e depressione

    ...ohi cid sei sparito! ho detto qlcs che nn va?

  4. #4
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    Riferimento: Ansia e depressione

    Citazione Originalmente inviato da *luciano Visualizza messaggio
    ...ohi cid sei sparito! ho detto qlcs che nn va?
    ...sono passate appena 2 ore, diamogli tempo, no?

  5. #5
    Matricola L'avatar di Silvia Favero
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    Riferimento: Ansia e depressione

    Eccomi, scusa Luciano, ma ho avuto problemi tecnici.........cosa intendi per restringere il campo? perchè qui è complicato? Porta pazienza ma non sono esperta di forum, se invece ti riferisci alle tematiche......cosa intendi??
    Ciao

  6. #6
    Partecipante Esperto L'avatar di *luciano
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    Riferimento: Ansia e depressione

    Citazione Originalmente inviato da Cid Visualizza messaggio
    Ciao a tutti, vorrei proporvi una discussione su ansia e depressione, due tematiche di cui mi sto occupando per lavoro. Vorrei confrontarmi con colleghi, ma non solo, anche con chi ha conosciuto da vicino questi aspetti.
    Che dite? Iniziamo?
    Ciao ciao
    Scusate se mi sono permesso di chiamare in quel modo un po' goffo. E' che a me Cid in quel momento risultava connesso, tutt'ora lo è, devo dedurre che abbia lasciato il pc aperto sul forum, in sua assenza.

    Torniamo alla ns discussione e mi sembra doveroso saltare tutta la parte descrittiva generale passando ad un piano di lavoro personale.
    Intendo con ciò confrontarci, tutti coloro che interverranno, in modo da esporre un proprio sviluppo sulle tematiche in esame.

    Daccordo?

    A me personalmente interessa più l'aspetto della cura, dell'approccio con l'individuo sofferente, piuttosto che l'analisi di ansia e depressione, che da adesso indicherò con a e d per comodità.

    Se a te Cid ti va di sviluppare quest'aspetto, mi trovi pronto.

  7. #7
    Matricola L'avatar di Silvia Favero
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    Riferimento: Ansia e depressione

    Rispondo a Luciano
    Eccomi, hai ragione ero collegata, ma nel frattempo ho seguito i miei figli......scusa.
    Sono d'accordo sulla seconda parte di quanto scrivi, anch'io sarei più interessata alla relazione terapeutica che si instaura con le persone, alla presa in carico di chi soffre di questi disturbi, però ritengo anche importante, soprattutto perchè il forum è aperto a tutti, dare delle semplici definizioni e/o chiarimenti se richiesti a chi non è proprio del settore....che dici? A me interessa anche questo aspetto, conoscere "l'opinione comune" su queste tematiche, capire quali stereotipi si nascondono dietro a questi due termini.....
    Comunque, tornando a noi, il mio orientamento di studio e lavoro è cognitivo-comportamentale che trovo efficace nei disturbi d'ansia un pò meno per la depressione (opinione strettamente personale, non validata da nessuno studio), tu? hai un orientamento?

  8. #8
    Partecipante Esperto L'avatar di *luciano
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    Riferimento: Ansia e depressione

    Bentornata, premetto che anch'io sono piuttosto impegnato dagli "obblighi" quotidiani, quindi gli spazi disponibili saranno limitati...
    aggiungo senza troppi giri di parole che il mio per la psico è un'interesse personale che coltivo da anni, poi sicuramente arriveremo anche al perché...
    quindi l'orientamento è pratico, patologia, piuttosto che teoria. Mi sono così presentato, passerò alla esposizione della mia posizione riguardo alla a e d.
    Intanto è doveroso ricordare che a e d sono due disturbi di diverso origine, altrimenti creiamo confusione, inoltre mi piace palare sempre di disturbo maniaco-depressivo.
    Non mi trovo a mio agio in quanto a cognitivistica, il tuo interesse, proprio perche il disturbo mentele, se sei daccordo, può non coinvolgere affatto la capacità del depresso o dell'ansioso in tale senso.
    Penso che invece potrebbero saltare fuori degli elementi molto interessanti sul piano di sviluppo della discussione, dal momento che sarebbe mia intenzione, prendere le mosse proprio dall'individuo sofferente, piuttosto che dal disturbo in se.
    Oggi... secondo me da sempre in medicina... e qui mi renderò antipatico a qlcn... si segue da vicino la patologia e si perde di vista l'ammalato. Eh no! qui non abbiamo a che fare con una frattura esposta o con una qualunque cardiopatia... qui c'è in ballo un individuo con la sua storia, le sue idee, i soui timori, il suo modo di relazionarsi, non la parte ammalata, ma la vita intera dell'individuo, percepito attraverso le sue manifestazioni, nel rapporto instaurato con lui, sia esso amichevole, sia esso casuale sia esso nel setting di un trattamento.
    Quindi, e mi fermerei qui per ora, nei disturbi psichici (a parte quelli gravissimi, che intaccano l'apprendimento del malato), secondo me a e d, sindromi maniacali, schizofrenie, patologie deliranti, o allucinatorie, sono tutti "sintomi" delle malattie, ciò che esternamente ci comunica "qui c'è malattia", ma la cura, il "prendersi cura" del sofferente, la otteniamo soltanto con il rapporto intimo, umano, affrontando sul piano della vita di chi soffre non la malattia ma il malato.
    A presto.

  9. #9
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: Ansia e depressione

    Citazione Originalmente inviato da *luciano Visualizza messaggio
    ...quindi l'orientamento è pratico, patologia, piuttosto che teoria. Mi sono così presentato, passerò alla esposizione della mia posizione riguardo alla a e d.
    Perdonami, luciano. Ma come fai a definire e distinguere una patologia se ti privi della teoria?

    .
    Citazione Originalmente inviato da *luciano Visualizza messaggio
    ...Non mi trovo a mio agio in quanto a cognitivistica, il tuo interesse, proprio perche il disturbo mentele, se sei daccordo, può non coinvolgere affatto la capacità del depresso o dell'ansioso in tale senso.
    Sarei proprio curioso di capire come... Un depresso grave non è in grado di ragionare. E un soggetto in fase maniacale è capace di spendere in due giorni l'intero conto corrente (il suo e quello dei familiari), E mi vieni a dire che affetti e cognizione non c'entrano nulla gli uni con gli altri? O io non capisco, o c'è qualcosa che non quadra nel tuo discorso.


    Citazione Originalmente inviato da *luciano Visualizza messaggio
    ...Quindi, e mi fermerei qui per ora, nei disturbi psichici (a parte quelli gravissimi, che intaccano l'apprendimento del malato), secondo me a e d, sindromi maniacali, schizofrenie, patologie deliranti, o allucinatorie, sono tutti "sintomi" delle malattie, ciò che esternamente ci comunica "qui c'è malattia", ma la cura, il "prendersi cura" del sofferente, la otteniamo soltanto con il rapporto intimo, umano, affrontando sul piano della vita di chi soffre non la malattia ma il malato.
    A presto.
    Non sono per niente d'accordo. Perché mi pare una dose di "volemose bene" che non dice, in fondo, nulal di nulla. Cos'è il rapporto intimo, umano? E erché la portinaia non cura i depressi e te si? Sei più umano della portinaia, o della lattaia, o del barista, o del prete? Mah...

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  10. #10
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Ansia e depressione

    Citazione Originalmente inviato da *luciano Visualizza messaggio
    Bentornata, premetto che anch'io sono piuttosto impegnato dagli "obblighi" quotidiani, quindi gli spazi disponibili saranno limitati...
    aggiungo senza troppi giri di parole che il mio per la psico è un'interesse personale che coltivo da anni, poi sicuramente arriveremo anche al perché...
    quindi l'orientamento è pratico, patologia, piuttosto che teoria. Mi sono così presentato, passerò alla esposizione della mia posizione riguardo alla a e d.
    Intanto è doveroso ricordare che a e d sono due disturbi di diverso origine, altrimenti creiamo confusione, inoltre mi piace palare sempre di disturbo maniaco-depressivo.
    Non mi trovo a mio agio in quanto a cognitivistica, il tuo interesse, proprio perche il disturbo mentele, se sei daccordo, può non coinvolgere affatto la capacità del depresso o dell'ansioso in tale senso.
    Penso che invece potrebbero saltare fuori degli elementi molto interessanti sul piano di sviluppo della discussione, dal momento che sarebbe mia intenzione, prendere le mosse proprio dall'individuo sofferente, piuttosto che dal disturbo in se.
    Oggi... secondo me da sempre in medicina... e qui mi renderò antipatico a qlcn... si segue da vicino la patologia e si perde di vista l'ammalato. Eh no! qui non abbiamo a che fare con una frattura esposta o con una qualunque cardiopatia... qui c'è in ballo un individuo con la sua storia, le sue idee, i soui timori, il suo modo di relazionarsi, non la parte ammalata, ma la vita intera dell'individuo, percepito attraverso le sue manifestazioni, nel rapporto instaurato con lui, sia esso amichevole, sia esso casuale sia esso nel setting di un trattamento.
    Quindi, e mi fermerei qui per ora, nei disturbi psichici (a parte quelli gravissimi, che intaccano l'apprendimento del malato), secondo me a e d, sindromi maniacali, schizofrenie, patologie deliranti, o allucinatorie, sono tutti "sintomi" delle malattie, ciò che esternamente ci comunica "qui c'è malattia", ma la cura, il "prendersi cura" del sofferente, la otteniamo soltanto con il rapporto intimo, umano, affrontando sul piano della vita di chi soffre non la malattia ma il malato.
    A presto.
    Ciao luciano; potresti spiegarmi cosa intendi dire quando affermi che è doveroso distinguere a e d che sono due disturbi di origine diversa, per non creare confusione?
    Questa tua distinzione, è forse connessa in qualche modo al tuo particolare interesse, che mi sembrerebbe presente, per il disturbo maniaco depressivo?
    Inoltre, non ho ben compreso se tu identifichi la "cognitivistica" come approccio con la cognitivita' del malato, che in molte situazioni, puo' essere totalmente o parzialmente integra.
    Spero di essere stata chiara.

    Grazi mille per la risposta

    Ciao
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  11. #11
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Lucio Regazzo
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    Riferimento: Ansia e depressione

    Citazione Originalmente inviato da Cid Visualizza messaggio
    Ciao a tutti, vorrei proporvi una discussione su ansia e depressione, due tematiche di cui mi sto occupando per lavoro. Vorrei confrontarmi con colleghi, ma non solo, anche con chi ha conosciuto da vicino questi aspetti.
    Che dite? Iniziamo?
    Ciao ciao
    Ciao Silvia, come mi hai richiesto posto una piccola modifica all'apertura della discussione.

    Una percentuale molto elevata di italiani soffre di Disturbi d’Ansia e Depressivi, diagnosticati in vario modo.
    Oltre la sofferenza, vissuta da questi soggetti, il problema che si pone loro é: cosa fare?
    Vengono proposte soluzioni farmacologiche, psicoterapiche e…….”magiche”. Da contraltare vi è una carenza di informazioni sulle possibili vie percorribili per liberarsi da tali disagi.
    Questa discussione si pone come tavolo, in cui si scambiare e proporre dati informativi agli utenti interessati e tra operatori che si occupano di Disturbi d’Ansia.
    Non è uno spazio diagnostico o di consulenza, ma esclusivamente di dialogo.
    Lucio Demetrio Regazzo

  12. #12
    Matricola L'avatar di Silvia Favero
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    Riferimento: Ansia e depressione

    Citazione Originalmente inviato da Lucio Regazzo Visualizza messaggio
    Ciao Silvia, come mi hai richiesto posto una piccola modifica all'apertura della discussione.

    Una percentuale molto elevata di italiani soffre di Disturbi d’Ansia e Depressivi, diagnosticati in vario modo.
    Oltre la sofferenza, vissuta da questi soggetti, il problema che si pone loro é: cosa fare?
    Vengono proposte soluzioni farmacologiche, psicoterapiche e…….”magiche”. Da contraltare vi è una carenza di informazioni sulle possibili vie percorribili per liberarsi da tali disagi.
    Questa discussione si pone come tavolo, in cui si scambiare e proporre dati informativi agli utenti interessati e tra operatori che si occupano di Disturbi d’Ansia.
    Non è uno spazio diagnostico o di consulenza, ma esclusivamente di dialogo.
    Rieccomi, buongiorno a tutti. io credo, in accordo con Luciano, che quando ci troviamo di fronte una persona in difficoltà, abbiamo di fronte a noi una persona appunto, con una vita, un passato, un presente e un futuro e se va da uno specialista è proprio perchè vorrebbe vivere meglio il suo futuro, quindi anch'io credo nell'approccio, passatemi il termine, globale per la presa in carico della persona, per costruire quell'alleanza terapeutica che ci possa permettere di esserle d'aiuto. Detto questo, però, e qui non mi trovo molto con quanto dice Luciano, occorre considerare il disturbo per il quale la persona si presenta, altrimenti, come afferma Willy61, tutti potrebbero fare lo psicologo. Credo che ciò che ci caratterizza sia anche questo aspetto, affrontare la persona nella sua globalità, ma avere una conoscenza, e quindi anche una buona dose di teoria alle spalle, che ci permetta di affrontare la specificità del disturbo inserita, però, all'interno della globalità del paziente (spero di non essere troppo contorta). E questo è un aspetto che, credo, vada al di là dei vari orientamenti psicoterapeutici.
    Secondo me ansia e depressione si possono vedere all'interno di un continuum, ma hanno anche delle specificità che, credo, si debbano affrontare in maniera molto diversa e con strategie molto diverse. Sicuramente il "paziente puro" (che presenta un unico disturbo) è difficile da trovare, proprio perchè è una persona e come tale, complessa, però io credo che per poter essere veramente d'aiuto si debba iniziare da qualcosa, anche per dare dei rinforzi a chi in quel momento è in difficoltà, quindi cercare di isolare le problematicità e affrontarle nella globalità della persona.
    Credo che si debba preservare il più possibile la nostra professionalità e uno dei modi per farlo è la chiarezza di termini, concetti e tecniche, non siamo maghi, ma spesso i maghi vorrebbero fare il nostro lavoro, con risultati ben pubblicizzati dalla TV.
    Saluti

  13. #13
    Partecipante Esperto L'avatar di *luciano
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    Riferimento: Ansia e depressione

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Ciao luciano; potresti spiegarmi cosa intendi dire quando affermi che è doveroso distinguere a e d che sono due disturbi di origine diversa, per non creare confusione?
    Questa tua distinzione, è forse connessa in qualche modo al tuo particolare interesse, che mi sembrerebbe presente, per il disturbo maniaco depressivo?
    Inoltre, non ho ben compreso se tu identifichi la "cognitivistica" come approccio con la cognitivita' del malato, che in molte situazioni, puo' essere totalmente o parzialmente integra.
    Spero di essere stata chiara.

    Grazi mille per la risposta

    Ciao
    Buongiorno innanzitutto. cercherò di sintetizzare per quanto possibile:
    L'ansia è caratterizzata rapporto vissuto del Presente rispetto al Futuro.
    Viene ad annullarsi il dopo rispetto all'adesso.
    La sofferenza nasce nella perdita della distanza naturale che esiste tra ora e poi.
    Ogni possibilità di agire per definire ciò che comprende il dopo, per costruire, realizzare, procedere viene annullata in quanto manca o c'è poco tempo a disposizione. E' come se il futuro si sciogliesse nel presente.
    Di contro il depresso vive tale dinamica nei confronti del passato, si strugge per una perdita ad esempio, che lo trattiene nel passato, dando ad esso il presente soltanto come momento di sottomissione ad un evento che ormai domina la vita.
    Succede ad essa fase, uno stato euforico (maniacale) dove viene presa una posizione, sul piano personale, che non si inserisce più nella realtà obiettiva,
    quindi destinata a fallire. Ciò riporta il maniaco allo stato depressivo.
    Credo che ciò sia più o meno lo sviluppo della tematica in gradi linee di ansia, e maniaco-depressione.


    La cognitivistica dal mio modo di valutare, può rivelare "anche" disturbi mentali, ma troppo spesso la cronaca ci da notizia di gente che tutto a un tratto impazzisce e produce stragi, soprattutto familiari. Ma io mica ci credo molto al fatto che un perfetto professionista, intelligente, colto, magari anche spiritoso, non sia portatore di disturbi importanti, che sfuggono all'osservazione, anche di "addetti ai lavori".

  14. #14
    Partecipante Esperto L'avatar di *luciano
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    Riferimento: Ansia e depressione

    Citazione Originalmente inviato da Cid Visualizza messaggio
    Rieccomi, buongiorno a tutti. io credo, in accordo con Luciano, che quando ci troviamo di fronte una persona in difficoltà, abbiamo di fronte a noi una persona appunto, con una vita, un passato, un presente e un futuro e se va da uno specialista è proprio perchè vorrebbe vivere meglio il suo futuro, quindi anch'io credo nell'approccio, passatemi il termine, globale per la presa in carico della persona, per costruire quell'alleanza terapeutica che ci possa permettere di esserle d'aiuto. Detto questo, però, e qui non mi trovo molto con quanto dice Luciano, occorre considerare il disturbo per il quale la persona si presenta, altrimenti, come afferma Willy61, tutti potrebbero fare lo psicologo. Credo che ciò che ci caratterizza sia anche questo aspetto, affrontare la persona nella sua globalità, ma avere una conoscenza, e quindi anche una buona dose di teoria alle spalle, che ci permetta di affrontare la specificità del disturbo inserita, però, all'interno della globalità del paziente (spero di non essere troppo contorta). E questo è un aspetto che, credo, vada al di là dei vari orientamenti psicoterapeutici.
    Secondo me ansia e depressione si possono vedere all'interno di un continuum, ma hanno anche delle specificità che, credo, si debbano affrontare in maniera molto diversa e con strategie molto diverse. Sicuramente il "paziente puro" (che presenta un unico disturbo) è difficile da trovare, proprio perchè è una persona e come tale, complessa, però io credo che per poter essere veramente d'aiuto si debba iniziare da qualcosa, anche per dare dei rinforzi a chi in quel momento è in difficoltà, quindi cercare di isolare le problematicità e affrontarle nella globalità della persona.
    Credo che si debba preservare il più possibile la nostra professionalità e uno dei modi per farlo è la chiarezza di termini, concetti e tecniche, non siamo maghi, ma spesso i maghi vorrebbero fare il nostro lavoro, con risultati ben pubblicizzati dalla TV.
    Saluti
    Perfettamente d'accordo. Per essere un professionista in materia di psiche, è si necessaria una base teorica quanto più ampia possibile, che consente di diagnosticare il disagio del paziente, nella sua complessità, purchè ciò non diventi per il paziente, subire una lezione di psicologia, nello stodio analitico.
    Fa presto il paziente da analizzando a trasformarsi in analista! E allora possiamo anche dare addio alla terapia.

  15. #15
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    Riferimento: Ansia e depressione

    Citazione Originalmente inviato da *luciano Visualizza messaggio
    Buongiorno innanzitutto. cercherò di sintetizzare per quanto possibile:
    L'ansia è caratterizzata rapporto vissuto del Presente rispetto al Futuro.
    Viene ad annullarsi il dopo rispetto all'adesso.
    La sofferenza nasce nella perdita della distanza naturale che esiste tra ora e poi.
    Ogni possibilità di agire per definire ciò che comprende il dopo, per costruire, realizzare, procedere viene annullata in quanto manca o c'è poco tempo a disposizione. E' come se il futuro si sciogliesse nel presente.
    Di contro il depresso vive tale dinamica nei confronti del passato, si strugge per una perdita ad esempio, che lo trattiene nel passato, dando ad esso il presente soltanto come momento di sottomissione ad un evento che ormai domina la vita.
    Succede ad essa fase, uno stato euforico (maniacale) dove viene presa una posizione, sul piano personale, che non si inserisce più nella realtà obiettiva,
    quindi destinata a fallire. Ciò riporta il maniaco allo stato depressivo.
    Credo che ciò sia più o meno lo sviluppo della tematica in gradi linee di ansia, e maniaco-depressione.


    La cognitivistica dal mio modo di valutare, può rivelare "anche" disturbi mentali, ma troppo spesso la cronaca ci da notizia di gente che tutto a un tratto impazzisce e produce stragi, soprattutto familiari. Ma io mica ci credo molto al fatto che un perfetto professionista, intelligente, colto, magari anche spiritoso, non sia portatore di disturbi importanti, che sfuggono all'osservazione, anche di "addetti ai lavori".
    Nell'ansia, pero', a seconda delle sue forme, puo' anche annullarsi l'adesso, rispetto al dopo; non è cosi' lineare e matematica la relazione. L'ansioso, a certi livelli, puo' vivere talmente talmente proiettato nel poi, o nel futuro immediato o prossimo, da sfuggirgli il momento presente. Anche in questo caso, non si è piu' è piu' capaci di una vera e funzionale progettualita'.
    Gaia

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