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Discussione: quale percorso?

  1. #1
    mokrarchitect
    Ospite non registrato

    quale percorso?

    salve,
    sono una nuova utente di questo forum (che trovo interessantissimo).
    ho 25 anni e ho preso da poco la decisione (a lungo meditata) di intraprendere un percorso di psicoterapia. non saprei dire con precisione perchè, non ho problemi specifici ben individuabili, ma un malessere di fondo, latente, che nonostante i picchi che io chiamo di felicità apparente, è sempre presente e si manifesta puntualmente.

    potrei dire che ho sempre pensato di avere problemi di socializzazione, che mi manca l'amore, e che nella mia vita mi sono sempre sentita più un "guerriero solitario" che un animale sociale, nonostante la stima e l'affetto degli altri (inspiegabilmente) non mi siano mai mancati.
    potrei anche dire che spesso ho il sentore di non aver intrapreso la strada giusta per me, di aver scelto una facoltà piuttosto che un altra più perchè sentivo che faceva piacere a mio padre che per pura passione. nella mia infanzia e adolescenza non ho mai ricevuto no (o pochissimi) semplicemente perchè neanche facevo richieste a cui sapevo che avrei ricevuto una risposta negativa. sono figlia unica e anche un po' figlia modello. una brava studentessa con pochi "grilli per la testa".
    potrei dire più specificatamente che ogni tanto ho tendenze autolesionistiche, ma sono episodi legati a particolari momenti della mia vita (in genere "pene d'amore").
    potrei dirvi che più volte ho sentito così forte il peso della vita da credere che alleggerirsene potesse essere la soluzione: ho meditato in modo preciso i metodi e strategie migliori, ma non ho mai neanche una volta tentato. ogni tanto prima di andare a dormire faccio quelle che io chiamo le "prove di morte"... smetto di respirare e resisto finchè il mio corpo non si ribella, come se volessi da lui la prova tangibile che la voglia di vivere c'è. ed il mio corpo, fortunatamente, si ribella sempre. una volta sono andata a dormire con delle stringhe intorno al collo con la speranza/non speranza di soffocarmi involontariamente nel sonno.

    poi, ciclicamente, cerco di reagire e intraprendo nuove attività in cui investo speranze di cambiamento. sono reduce di una di queste. da un anno frequento un laboratorio teatrale: un'esperienza che mi ha dato modo (o forse l'impressione) di superare tanti miei limiti, di conoscere tanti nuovi aspetti di me e di me in mezzo agli altri. e mi ha dato ancora di più la consapevolezza di essere un groviglio inestricabile di sentimenti, emozioni, esperienze e pensieri che non riesco ad afferrare, a comprendere e a vivere appieno.
    ecco, quello che vorrei fare adesso è cominciare a districare questo groviglio, un filo alla volta, anche se questo dovesse richiedere tempo.

    ora mi chiedo, dopo questa lunghissima presentazione, cosa voglio da voi???
    vorrei capire che tipo di percorso mi aspetta, con che stato d'animo mi devo porre...
    cos'ho? (chiedo troppo, lo so!)
    e poi, più specificatamente, che tipo di visita devo richiedere? il mio medico ha scritto, sull'impegnativa "colloquio psicologico per sindrome ansiosa" (scrivendo la prima cosa che gli è venuta in mente). ho telefonato al policlinico umberto I e ho visto che tra i servizi offerti c'è "counselling psicologico", "colloquio psicologia clinica", "visita psichiatrica". ho telefonato e per prenotare e quando mi hanno chiesto che problema avessi non ho saputo rispondere e ho farfugliato qualcosa come "ansia", loro mi hanno suggerito una visita psichiatrica come primo colloquio di orientamento, ma è veramente quello che mi serve?

    grazie mille
    so di aver scritto qualcosa di sgrammaticato e poco organico, ma ho preferito non rileggere e servirmi anche delle sviste e dei lapsus freudiani per comunicare con voi

  2. #2
    mokrarchitect
    Ospite non registrato

    Riferimento: quale percorso?

    ah, forse non ho scritto che l'ansia è l'ultimo dei miei problemi in questo periodo: ho sofferto di stati d'ansia quando facevo gli esami per l'università. spariti gli esami (da un anno a questa parte, adesso sto facendo la tesi) sembrano essere spariti anche gli stati d'ansia...

  3. #3
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di cucciola1984
    Data registrazione
    23-07-2008
    Messaggi
    1,349

    Riferimento: quale percorso?

    non sono una psicologa ma credo che parlare con un esperto ti aiuterà
    un augurio....
    cercami sarò la luce del tuo domani.....

  4. #4
    Partecipante Affezionato L'avatar di saraebax
    Data registrazione
    12-05-2006
    Residenza
    roma
    Messaggi
    108

    Riferimento: quale percorso?

    [COLOR="Purple"]Buongiorno a te e grazie per aver scritto nel forum!
    La decisione di voler intraprendere un percorso psicologico ti ha portato a rivolgerti al Servizio Sanitario Nazionale. Così, il tuo medico ha dovuto riassumere in poche parole la tua condizione [/
    COLOR]"colloquio psicologico per sindrome ansiosa" [COLOR="purple"]per poter scrivere un'impegantiva e poi, a te, al telefono, qualcuno ha chiesto di chiarire il bisogno che ti spinge a richiedere una consulenza.
    Probabilmente in ambito privato, questi passi pre-colloquio non ti sarebbero stati richiesti ma, certamente ad un certo punto qualcuno (psicologo, psicoterapeuta, psichiatra) ti avrebbe richiesto di espliciatre, in qualche forma, la tua domanda di aiuto e ciò per poter impostare con te il percorso migliore.
    Credo possa essere molto utile per te, sin da subito, iniziare ad interrogarti circa gli obiettivi che vorresti raggiungere con questo percorso che senti di fare e ciò per canalizzare l'energie e meglio orientarti. Prova a chiederti, ad esempio, come potresti sentirti se il tuo problema/disagio si fosse già risolto, come potresti vivere la tua vita.
    Capisci bene che per fare ciò è fondamentale aver identificato chiaramente la situazione che non ti fa stare al meglio.
    Il fatto che al Policlicìnico Umebrto I ti abbiamo fissato un colloquio orientativo con lo psichiatra mi sembra un'ottima possibilità per te. Il professionista con il tuo aiuto sarà in grado di valutare ed identificare un percorso ad hoc .

    vorrei capire che tipo di percorso mi aspetta, con che stato d'animo mi devo porre...
    cos'ho?


    Mi piace dire ai miei pazienti che il percorso psicologico è molto faticoso e richiede energia dal momento che invade profondamente. La fatica è eminentemente della persona; il nostro ruolo, come professionisti, è di rimanere al fianco e di aiutare a rioconoscere e a mobilitare le risorse personali.
    ...poi, ciclicamente, cerco di reagire e intraprendo nuove attività in cui investo speranze di cambiamento. sono reduce di una di queste. da un anno frequento un laboratorio teatrale:

    Le tue parole mi fanno scorgere le tue di risorse, il tuo desiderio di star meglio ma anche la gran fatica di essere sempre un "guerriero solitario".
    Il percorso che potrai intraprendere dovrebbe aiutarti a prendere coscienza e consapevolezza di ciò che della tua vita non ti piace e che desideri modificare. E' qualcosa di importante che fai per per e che può condurti all'egosintonia, a stare vicina a te stessa.
    Hai tutti i miei migliori auguri.
    Un abbraccio
    Sara Eba Di Vaio - Psicologa e Sessuologa
    Ordine Psicologi Lazio n° 9767

  5. #5
    mokrarchitect
    Ospite non registrato

    Riferimento: quale percorso?

    grazie per gli auguri e per i chiarimenti.
    la parola EGOSINTONIA mi piace, forse è proprio quella che cerco... consapevolezza ... non è la fatica che mi spaventa ma la paura di non saperla incanalare nella direzione giusta, di essere miope...

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