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  1. #1
    Matricola
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    28-10-2008
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    18

    Psicoanalisi Sistemica o Approccio Freudiano?

    Beh!!!!
    Visto che non ho ricevuto indicazione in un'altra discussione provo a vedere se qui ci azzecco.
    Vengo da una situazione coniugale critica (dove c'è stato un tradimento).
    Abbiamo provato (2 sedute) una terapia di coppia ma io ho capito che non c'era lo spazio... io dovevo capire cosa mi stava succedendo e cosa volessi realmente.
    Così ho cominciato la psicoanalisi da una dott.ssa che ha un approccio di tipo Freudiano (o froidiano... parlo come mangio). Dopo poche sedute ho capito che non aveva senso parlare dei miei stati d'animo del momento ma di andare a scavare nel mio passato... lasciando presagire un percorso lungo. Dall'altra parte il tempo... che mi assilla... gente che soffre... e quindi la campana della psicoanalisi sistemica, 3-4 mesi di terapia per affrontare un problema e risolverlo.
    A me non sembra d'aver sbagliato percorso... le sensazioni sono buone.
    A voi illuminarmi.

    CIAO

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Psicoanalisi Sistemica o Approccio Freudiano?

    Scusa, ma cher intendi per psicoanalisi sistemica? Il fatto che hai due sedute di coppia con un approccio psicoanalitico oppure altro?
    Cmq, la cosa piu' importante sono le tue sensazioni e la certezza che la dottoressa cui ti sei rivolto, sia regolarmente iscritta all'albo o dei medici psocoterapeuti o degli psicologi psicoterapeuti.
    D'altra parte se ti incammini in un percorso freudiano, devi esserne certo, perchè poi ti richiedera' molto tempo, denaro ed energie.
    Anche l'approccio sistemico puo' essere fatto non solo in coppia o famiglie ma pure in individuale e puo' essere di grande aiuto, a volte, anche maggiore, a seconda dei piani sui quali è piu' opportuno lavorare per l'individuo; dovresti cercare di capire le tue motivazioni di base, cio' che desideri, cio' di cui hai biosogno ed i risultati che vorresti ottenere, insieme al tempo ed alle risorse sia personali che economiche disponibili.

    Inoltre, volevo aggiungere che talvolta, si possono sia fare i due cammini, indivuali e di coppia parallelamente, con tempi diversi e sempre in base alle proprie reale esigenze; sia diversamente, prima individuale, poi, qd ti senti e se ti senti pronto e/o lo ritieni opportuno, cominciare anche in coppia.

    Ciao
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 30-10-2008 alle ore 14.36.51
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  3. #3
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    Riferimento: Psicoanalisi Sistemica o Approccio Freudiano?

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Scusa, ma cher intendi per psicoanalisi sistemica? Il fatto che hai due sedute di coppia con un approccio psicoanalitico oppure altro?
    Cmq, la cosa piu' importante sono le tue sensazioni e la certezza che la dottoressa cui ti sei rivolto, sia regolarmente iscritta all'albo o dei medici psocoterapeuti o degli psicologi psicoterapeuti.
    D'altra parte se ti incammini in un percorso freudiano, devi esserne certo, perchè poi ti richiedera' molto tempo, denaro ed energie.
    Anche l'approccio sistemico puo' essere fatto non solo in coppia o famiglie ma pure in individuale e puo' essere di grande aiuto; dovresti cercare di capire le tue motivazioni di base, cio' che desideri, cio' di cui hai biosogno ed i risultati che vorresti ottenere, insieme al tempo ed alle risorse sia personali che economiche disponibili.
    Brava Rosa (o Gaia)..
    Volevo anch'io rispondere alla questione, ma dopo averti letto ho concluso che non avrei saputo aggiungere altro (..nè altrettanto bene!)

    Un salutone..
    ..e buona riflessione al nostro "interrogante".
    Sergio
    Sergio

  4. #4
    Matricola
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    28-10-2008
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    Riferimento: Psicoanalisi Sistemica o Approccio Freudiano?

    Fughiamo ogni dubbio:
    In questa fase parlo solamente di terapia individuale.
    Io ho bisogno di capire quali sono i miei sentimenti e quali le emozioni mi hanno portato a quella cosa. Cosa provo in realtà per l'una o l'altra...
    ... e quindi non so quale terapia sia meglio.
    L'approccio sistemico, proposto da una delle 2 (chiamiamole contendenti ... anche se mi fa schifo definirle così), mi ha fatto capire che era veloce e mirato... ma può risolvere completamente i miei problemi? Cioè capire quali schemi mentali mi hanno portato a quella relazione?
    Capire ciò che desidero davvero...
    ... oppure è solo l'inizio?
    In questi casi, comunque quale sarebbe la soluzione migliore?
    L'approccio sistemico subito, così da risolvere subito il problema (chiamiamolo) prioritario o quello + evidente ... per poi passare ad un'altra terapia magari + duratura.
    Oppure partire già con quella + duratura?
    Insomma io penso di sapere chi vorrei al mio fianco ma quanto di vero c'è in tutto questo, non ne ho la certezza... non so se è completamente figlio delle emozioni vissute, quanti e quali schemi mentali mi hanno influenzato ecc...
    ... non voglio mollare tutto, per poi buttarmi in una storia, con strascichi pericolosi.

    CIAO e grazie
    Ultima modifica di tonno1971 : 30-10-2008 alle ore 14.49.29

  5. #5
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Psicoanalisi Sistemica o Approccio Freudiano?

    Citazione Originalmente inviato da tonno1971 Visualizza messaggio
    Fughiamo ogni dubbio:
    In questa fase parlo solamente di terapia individuale.
    Io ho bisogno di capire quali sono i miei sentimenti e quali le emozioni mi hanno portato a quella cosa. Cosa provo in realtà per l'una o l'altra...
    ... e quindi non so quale terapia sia meglio.
    L'approccio sistemico, proposto da una delle 2 (chiamiamole contendenti ... anche se mi fa schifo definirle così), mi ha fatto capire che era veloce e mirato... ma può risolvere completamente i miei problemi? Cioè capire quali schemi mentali mi hanno portato a quella relazione?
    Capire ciò che desidero davvero...
    ... oppure è solo l'inizio?
    In questi casi, comunque quale sarebbe la soluzione migliore?
    L'approccio sistemico subito, così da risolvere subito il problema (chiamiamolo) prioritario o quello + evidente ... per poi passare ad un'altra terapia magari + duratura.
    Oppure partire già con quella + duratura?
    Insomma io penso di sapere chi vorrei al mio fianco ma quanto di vero c'è in tutto questo, non ne ho la certezza... non so se è completamente figlio delle emozioni vissute, quanti e quali schemi mentali mi hanno influenzato ecc...
    ... non voglio mollare tutto, per poi buttarmi in una storia, con strascichi pericolosi.

    CIAO e grazie
    Non so se questa la sede opportuna per richiedere una consulenza in tal senso; quindi preferisco rimanere sulla questione della scelta del percorso da seguire, dovrei potrai poi con maggiori possibilità affrontare i quesiti che ti poni.
    Rimanendo sulla linea di rosadimaggio, direi devi considerare più fattori, tra cui: gli obiettivi (e i desideri) che hai in relazione alla psicoterapia che vuoi intraprendere; le tue disponibilità (di tempo, emotive ed.. economiche) con cui pensi di poter affrontare questo percorso; e in ultimo, ma assolutamente non per importanza, la relazione di fiducia che pensi di poter intrattenere con una o piuttosto l'altra terapeuta.
    Cominciare con un trattamento focalizzato su quanto senti prioritario attualmente e lasciarti poi l'opportunità di intraprendere un percorso più "profondo" è una possibilità; così come anche pensare ad una psicoterapia di stampo analitico già da subito.. pertanto - ripeto - devi ragionare sulle tue intenzioni e disponibilità attuali.
    Tieni presente che la stessa questione da te posta circa "capire quali schemi mentali mi hanno portato a quella relazione" può probabilmente essere affrontata a differenti livelli, e quindi non necessariamente da ritenere più "superficiale", tutt'altro! (cosa che comunque, credo, neanche una terapeuta di orientamento sistemico intenderebbe fare).

    Ti rinnovo gli auguri per la tua decisione
    e per il tuo "percorso".

    Sergio
    Sergio

  6. #6
    Matricola
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    Riferimento: Psicoanalisi Sistemica o Approccio Freudiano?

    Beh!!!!!
    La terapeuta con la quale ho cominciato mi da piena fiducia... è il tempo che avverto come una sorta di ghigliottina sul mio capo (il tutto, legato alla sofferenza che porto alle persone interessate alla questione).
    Io mi sono lasciato consigliare, per questo tipo di terapia (e per questa terapista), da qualcuno che ci è già passato. Il problema costi, fortunatamente, per ora è secondario.
    Ma è il tempo... che mi porta ansia.
    Bah!!!!!!!!!
    Poi per quanto riguarda la disponibilità emotiva, mi sembra un pò il discorso del cane che si morde la coda... cioè se avverto la carenza di tempo come un motivo di ansia, è chiaro che emotivamente non sono molto lucido per giudicare tale cosa.

    Ciao e GRAZIE
    Ultima modifica di tonno1971 : 30-10-2008 alle ore 18.37.25

  7. #7
    Matricola
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    Riferimento: Psicoanalisi Sistemica o Approccio Freudiano?

    Ok... di questo TRATTAMENTO BREVE che mi dite?
    1_ E' integrabile con quello che già sto facendo?
    2_ Può darmi un aiuto a risolvere nell'immediato il mio stato sentimentale/emozionale?

    Ecco le linee guida che ho trovato sul sito (che non cito per non creare confusione):
    Milton Erickson è riconosciuta in campo internazionale la fama di massimo esponente dell'ipnosi medica. Erickson ha scritto più di cento articoli professionistici sull'ipnosi, che ha studiato e praticato sin dal 1920. In questo campo è riuscito più di ogni altro ad esplorare e a dimostrare le enormi potenzialità che l'ipnosi può offrire all'umanità. All'opera di Erickson come ipnotista è stata prestata molta attenzione, sia nel descriverla che nel formalizzarla, mentre alla sua opera come terapeuta un'attenzione di questo tipo è quasi del tutto assente. Erickson è conosciuto da tempo sia per i suoi peculiari approcci terapeutici, sia per i suoi notevoli successi nell'aiutare gli altri a vivere una vita felice, piena e produttiva. Dal lavoro di Erickson nasce la terapia breve: "...Ecco, questa è la terapia breve. È terapia senza insight; senza questo andare a scavare nel passato e rimuginarlo di continuo, senza fine... Nel passato, non c'è nulla che si possa cambiare. Si vive domani, la settimana prossima, il mese venturo, speriamo l'anno venturo e si va avanti così, chiedendosi cosa c'è dietro il prossimo angolo, e godendosi la vita, mentre si va avanti".

    Non è facile spiegare la capacità di Erickson di escogitare rapide soluzioni per problemi complicati e cronici. "È necessario portare i pazienti a fare qualcosa", soleva ripetere Erickson, "ed è questa la cosa importante della terapia... trovare le possibilità alla portata dei vostri pazienti e spingerli a metterle in atto affinché essi possano vivere una esperienza emozionale correttiva... e una volta che li avete riorientati, che gli avete messo il muso sulla strada, vanno". Così, i resoconti del lavoro di Erickson con i propri clienti traboccano di esempi di persone alle quali vengono fornite esperienze che sembrano avere poco o nessun rapporto con la loro richiesta di aiuto originale, ma che alla fine si dimostrano del tutto efficaci nell'ottenere i cambiamenti ricercati.

    Erickson si assume molto la responsabilità di ciò che avviene nel corso della terapia. Decide di cosa ha bisogno il cliente in termini di nuove esperienze, in che modo debba effettuare queste nuove acquisizioni, e poi le dirige a farlo. Malgrado il suo attivo, direttivo orientamento nei confronti dei rapporti in terapia, Erickson è anche convinto che se è possibile assegnare la responsabilità del cambiamento al cliente, questa responsabilità ed il merito vanno al cliente stesso. Il ruolo del terapeuta è quello di fornire al cliente le condizioni favorevoli per imparare, ma è dentro il cliente che il cambiamento avviene realmente, e qualsiasi cambiamento avvenga effettivamente, avviene a seguito degli sforzi del cliente. È una distinzione importante da fare, perché fa passare il cliente da passivo ricettore di aiuto ad attivo agente del proprio avanzamento in direzione del cambiamento. Una conseguenza di questo modo di vedere è che in terapia gli sforzi di Erickson sono di solito diretti a far sì che il cliente faccia quelle cose nel mondo esterno che sono intese a fornirgli le esperienze di cui ha bisogno "Per far sì che accettino la terapia, dovete colpire i pazienti nel modo giusto. Loro vogliono qualche cambiamento... non sanno che genere di cambiamento. Non sanno come fare questo cambiamento. Voi non fate altro che creare una situazione propizia e dire 'Hop! Hop!' e mantenergli il muso sulla strada."

    Il punto di vista di Erickson nell'affrontare i problemi è di considerarli sempre come apprendimenti inadeguati e superati, che hanno bisogno di essere rivisti e sostituiti e non dei sintomi che sottintendono qualche cosa d'altro. Erickson preferisce vedere questi comportamenti come modelli di comportamento che una volta servirono a qualche scopo utile, ma che ora perdurano più per forza di abitudine che grazie alla funziona svolta. Il modello di Erickson così rende superfluo conoscere origine e significato del comportamento: è sufficiente alterare semplicemente in qualche modo l'inadeguato comportamento stesso. E così affermava: "Ma chi ha bisogno dei sintomi? La sostituzione del sintomo... Oh, una bella superstizione. Se vi rompete la gamba e la mettete dentro un'ingessatura per farla guarire, avete per caso bisogno di rompervi un braccio? Se aggiustate il braccio, dovete per forza rompervi una costola? Chi ha bisogno dei sintomi? Dovete assecondare il comportamento e far sì che il paziente desideri 'Non voglio questo comportamento'. E in questo modo progredirete al massimo. Vedete, il passato non può essere cambiato. Lo potete esaminare in innumerevoli modi, e non arrivare da nessuna parte".

    Con le parole di Jay Haley, suo grande allievo: "Milton Erickson è stato il primo terapeuta strategico. Potremmo perfino dire il primo terapeuta, perché è il primo grande clinico che abbia concentrato l'attenzione su come cambiare le persone. In precedenza i clinici si erano dedicati alla comprensione della mente umana; erano esploratori della natura dell'uomo. Cambiare le persone aveva un interesse secondario. Cambiare le persone è stata invece la principale preoccupazione di Erickson in tutta la sua carriera: ricercare metodi per influenzare le persone".
    Milton Erickson, un uomo originale e creativo la cui grandezza attende ancora di essere del tutto compresa.

  8. #8
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Psicoanalisi Sistemica o Approccio Freudiano?

    Ci sono molte terapie che non perseguono l'insight come obiettivo prioritario e cio' nonostante riescono a suscitare comprensioni di sè anche piu' profonde. Moltissimo dipende dall'abilita' del terapeuta e dal tipo di relazione interpersonale che si instaura tra voi; è qs il fattore principale del successo di una terapia.
    Forse ti stupira' sapere che Milton Erikson aveva basato il suo iniziale approccio sulle conoscenze di ipnosi della Scuola di Nancy e di Bernhaim, la stessa su cui inizialmente, si baso' Freud. Erikson lavorava con l'inconscio, ma non lo utilizzava ne considerava come un serbatoio di "pulsioni o fantasmatici nemici da affrontare", ma come un luogo di risorse cui attingere in cui erano depositati tutti gli apprendimenti precedenti cui era possibile accedere, facendo contemporaneamente lavorare o sovralavorare la coscienza in un altro modo, creandosi cosi' una via di facilitazione tra i due livelli di comunicazione, ed utilizzando uno stile comunicativo tipico.
    Il suo approccio fu molto utile anche a livello psicorporeo, infatti lui inizialmente, rifacendosi all'approccio di Bernehaim ed utilizzandolo ai fini di un proprio recupero personale, essendo egli paralizzato perchè colpito due volte dalla poliomelite riusci' a recuperare molti movimenti, anche attraverso tecniche originali di introspezione (per cui divenne notissimo) e di osservazione dell'ambiente e degli altri che riuscivano nel miglior modo in molti campi.
    Fu G. Bateson il primo a notarne e ad evidenziarne le peculiarita' del suo approccio , fondato su precise idee del funzionamento delle persone, della mente, dell'aspetto psicocorporeo in termini di unita' su cui e con cui poter lavorare, approccio, come quello di B., naturalistico e pragmatico, e grazie a lui, la sua fama, giunse fino alla Scuola di Palo Alto e a Wazlatick.

    E' probabile che se tu hai qualche problema urgente che ti opprime e che in qualche modo, da come sembri dire, opprime gli altri, forse, l'analisi, dato che richiede molto tempo, possa in via del tutto ipotetica,non essere la soluzione in via prioritaria, ma d'altra parte, nessuno, a parte te, puo' sentire cosa vuoi veramente; cmq, sappi che in condizioni di bisogno e di ansia, è normale attraversare momenti di confusione sulle scelte ed essere tentati di accavallarle tutte insieme. Con un po' di pazienza, la tua strada, la trovi. Se invece il tuo è un problema davvero urgente, forse, ti converrebbe rivolgerti ad una struttura pubblica, come un ospedale dove ci sono centri di psicologia clinica e potrebbero o aiutarti o, almeno orientarti.
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 31-10-2008 alle ore 21.49.00
    Gaia

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  9. #9
    Partecipante Assiduo L'avatar di franci76
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    Riferimento: Psicoanalisi Sistemica o Approccio Freudiano?

    Citazione Originalmente inviato da tonno1971 Visualizza messaggio
    Beh!!!!!
    La terapeuta con la quale ho cominciato mi da piena fiducia... è il tempo che avverto come una sorta di ghigliottina sul mio capo (il tutto, legato alla sofferenza che porto alle persone interessate alla questione).
    Io mi sono lasciato consigliare, per questo tipo di terapia (e per questa terapista), da qualcuno che ci è già passato. Il problema costi, fortunatamente, per ora è secondario.
    Ma è il tempo... che mi porta ansia.
    Bah!!!!!!!!!
    Poi per quanto riguarda la disponibilità emotiva, mi sembra un pò il discorso del cane che si morde la coda... cioè se avverto la carenza di tempo come un motivo di ansia, è chiaro che emotivamente non sono molto lucido per giudicare tale cosa.

    Ciao e GRAZIE
    sono tutti argomenti che puoi portare in terapia... per chiedere, cercare di chiarirti ed esternare ogni tuo dubbio, è uno spazio che puoi usare a 360 gradi.
    Franci

  10. #10
    Matricola
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    Riferimento: Psicoanalisi Sistemica o Approccio Freudiano?

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Ci sono molte terapie che non perseguono l'insight come obiettivo prioritario e cio' nonostante riescono a suscitare comprensioni di sè anche piu' profonde. Moltissimo dipende dall'abilita' del terapeuta e dal tipo di relazione interpersonale che si instaura tra voi; è qs il fattore principale del successo di una terapia.
    ...
    ma d'altra parte, nessuno, a parte te, puo' sentire cosa vuoi veramente; cmq, sappi che in condizioni di bisogno e di ansia, è normale attraversare momenti di confusione sulle scelte ed essere tentati di accavallarle tutte insieme. Con un po' di pazienza, la tua strada, la trovi. Se invece il tuo è un problema davvero urgente, forse, ti converrebbe rivolgerti ad una struttura pubblica, come un ospedale dove ci sono centri di psicologia clinica e potrebbero o aiutarti o, almeno orientarti.
    Grazie Rosadimaggio... la spiegazione tecnica la tralascio perchè per me è ben oltre le mie capacità cognitive.
    Non è certo facile spiegarsi, comunque io intuisco che il lavoro che devo fare su di me non è semplice e quindi è anche lungo. Ma mettetevi un pò nei miei panni: La psicoanalisi, per me è sempre stata come una cosa da "Sballati" (passatemi il termine che può sembrare forte ma giusto per rendere l'idea) e non ho mai pensato di finirci dentro quindi non so dove sbattere la testa e mi sono lasciato consigliare da chi, prima di me ci è passato. a me serve per chiarirmi bene le idee. Se ciò che ho fatto (e che mai avrei pensato di fare nella mia vita... anche se l'ho fatto con una persona che conosco da molto e per la quale ho sempre provato una forte attrazione e con la quale c'è sempre stato un ottimo feeling) è frutto "solamente" di quelle fratturine che si erano create nel rapporto con la mia compagna, oppure frutto di qualche cosa di + grande. Il tempo, in questa situazione, dove entrambe le parti soffrono, è sicuramente una componente importante. Ma da quando ho iniziato la psicoterapia, ho proprio avvertito che il percorso sarebbe stato lungo per le cose che sono emerse da 1 mese a questa parte. Certo è che arrivato in fondo a questo cammino, saprò chi voglio essere e quindi chi vorrei avere al mio fianco (e sino ad ora sono emerse certe contaminazioni importanti che mi hanno portato dove sono... come ed in che misura vi hanno inciso, ancora non l'ho capito) ma... ci sarebbe modo di capirlo prima?!?!?!?
    Cioè il metodo Erikson può aiutarmi, per velocizzare e continuare anche la mia terapia?
    Ho come il sentore che la mia psicoterapeuta mi ponga davanti ad un Out-out o una cosa o l'altra (tanto che quando le chiesi se potevo aumentare le sedute mi disse che secondo lei non era necessario e che le cose hanno bisogno di sedimentarsi)... e sinceramente non vorrei rinunciarci, perchè mi trovo bene... perchè voglio arrivare a liberarmi di certi schemi e meccanismi che mi sono stati inculcati o che mi sono lasciato inculcare.

    Ciao e grazie a tutti

  11. #11
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Psicoanalisi Sistemica o Approccio Freudiano?

    Citazione Originalmente inviato da tonno1971 Visualizza messaggio
    La psicoanalisi, per me è sempre stata come una cosa da "Sballati" (passatemi il termine che può sembrare forte ma giusto per rendere l'idea) e non ho mai pensato di finirci dentro quindi non so dove sbattere la testa
    Non credo che sia corretto considerare la psicoanalisi una cosa da "sballati"..
    anzi, dovendo proprio dare un'indicazione di massima, si può quasi dire il contrario: per intraprendere una terapia di stampo psicoanalitico credo siano necessarie risorse non indifferenti e una certa capacità di "insight" (come si dice in gergo), ossia - semplificando - capacità di riflessione circa le proprie dinamiche interne; caratteristiche queste non proprio peculiari di quelli che "stanno fuori di testa".
    Quanto al "finirci dentro" vorrei tranquillizzarti: non esiste picoterapia senza una chiara VOLONTA' del richiedente stesso, tanto più se psicoanalitica; non sarà mai un vortice che risucchierà tuo malgrado, semmai un percorso che avrai vagliato e deciso di intraprendere.

    Saluti,
    Sergio
    Sergio

  12. #12
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Psicoanalisi Sistemica o Approccio Freudiano?

    Ps. Non avendo mai personalmente approfondito le tecniche ipnotiche, non so proprio che dirti circa il metodo Erikson e le possibilità che hai con esso di "accellerare" i tempi di risoluzione dei tuoi problemi. Puoi, del resto, tranquillamente esporre i tuoi dubbi alla tua terapeuta attuale (con cui mi sembra di capire stai lavorando in maniera per te soddisfacente) circa la possibilità di affiancare al vostro lavoro una breve terapia focalizzata a determinati tuoi obiettivi, e spiegargli quali essi siano. Lei, certo meglio di noi, saprà dirti se reputa per te opportuna o meno la concomitanza di questi due percorsi.

    Ancora auguri,
    S.
    Ultima modifica di sergio.def : 02-11-2008 alle ore 03.07.49
    Sergio

  13. #13
    Matricola
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    Riferimento: Psicoanalisi Sistemica o Approccio Freudiano?

    Citazione Originalmente inviato da sergio.def Visualizza messaggio
    Non credo che sia corretto considerare la psicoanalisi una cosa da "sballati"..
    anzi, dovendo proprio dare un'indicazione di massima, si può quasi dire il contrario:
    Infatti ho scritto: "ho sempre pensato"...
    ... il che lascia intuire: "Mi sono sempre sbagliato al riguardo".
    In merito alla necessità di farla: beh!!!!!!!! forse uno non se ne rende nemmeno conto se ne ha realmente bisogno e magari, comincia perchè, come a me, c'è qualche persona che ti vuole realmente bene, che ci è passata e ti indica tale via intuendo il tuo stato confusionale. E tu, via via che procedi... ti dici: "Avessi cominciato prima"...

    ... ciao e grazie a tutti

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