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  1. #1
    Partecipante Affezionato
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    Corriere della Sera 29.10.08 "Boom di Psicologi - Crisi della psicoanalisi"

    Riprendo il tema trattato in un thread in questa sezione dalla prospettiva dei DATI REALI, quella che troppo spesso manca in questo forum.
    Vi avevo già annunciato la comparsa di un articolo su "Repubblica" di circa un mese fa, dove veniva messa in luce la netta flessione sul mercato USA delle terapie psicanalitiche in favore del ricorso a farmaci.
    Bene, ora il dato italiano, drasticamente messo in luce dal Corriere.

    Questi i punti salienti:

    - Psicologi, invasione low cost: raddoppia il totale dei laureati (67.712 nel 2008). Tra gruppi e correnti la psicanalisi va in crisi.

    - La massa degli psicologi è difficilmente collocabile nel mondo del lavoro (Molinari, Univ. Cattolica Milano), i laureati provenienti da Atenei privi di selezione vengono "cestinati" in partenza.

    - I laureati sono una "inquietante armata Brancaleone", su cui incombe il miraggio di una formazione e riqualificazione sempre più problematiche come antidoto allo spettro della disoccupazione.

    - Giampaolo Sasso (SIPP) individua in 3 fattori il crollo delle vocazioni psicanalitiche:

    1) Eccesso di ortodossia della tradizione

    2) Diffusione di pletora altre terapie

    3) Accesso più facile in settori meno professionalizzati

    "Noi accettiamo allievi con alle spalle 2 anni di analisi e pochi se lo possono permettere"

    "In termini di mercato, chi soffre oggi può essere agganciato da un counsellor, più facilmente che da un terapeuta professionista, con il rischio di un sollievo superficiale ed ingannevole"

    - G. Kluzer (socio SPI e presidente del Centro Milanese di PSICANALISI) ammette:

    "La crisi c'è: oggi ci sono meno persone che fanno l'analisi classica. Pochi, poi, hanno coraggio e soldi per affrontare un percorso formativo che dura 7-8 anni".

    - Silvia V.Finzi (lacaniana indipendente) afferma:

    "Il cambiamento principale oggi è la richiesta di TERAPIE BREVI. La gente ha fretta, si sposta molto, I TEMPI LUNGHI NON SONO PIU' IN SINTONIA CON LA NOSTRA SOCIETA'. I giovani devono sapere che non è facile diventare psicoterapeuta, è un percorso lungo, decennale e NON E' GARANTITO nei suoi esiti professionali".

    - Nadia Fina (segretaria del CIPA):

    "La domanda ora nasce da esigenze di mercato più che da inclinazioni personali: è diminuita la possibilità di investire soldi sulla propria vita. Oggi servono psicologi del lavoro, invece si sfornano terapeuti-coach. L'ultima moda è la cura dell'anima da parte del filosofo".

    Un quadro confortante, direi.
    Ultima modifica di Sigmund1977 : 30-10-2008 alle ore 17.04.50
    Não sou nada.
    Nunca serei nada.
    Não posso querer ser nada.
    À parte isso, tenho em mim todos os sonhos do mundo.

  2. #2
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    Riferimento: Corriere della Sera 29.10.08 "Boom di Piscologi - Crisi della psiconalis

    In effetti, a me, questo quadro conforta assai.
    Continuo a mantenere la mia preferenza ed il mio impegno per una formazione in psicoterapia che non contempli né "parole magiche" né "tempi brevi". Certo del fatto che, su 56 milioni di persone, se la maggior parte dei neopsicologi si butta sulle terapie "brevi", avrò pochissimi concorrenti. E molto lavoro (anche se duro e difficile) per le ricadute e le trasformazioni della patologia che si possono verificare quando si cercano (e ci si illude di trovare) soluzioni magiche.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  3. #3
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    Riferimento: Corriere della Sera 29.10.08 "Boom di Piscologi - Crisi della psiconalis

    E' una visione molto ottimistica.

    Forse dovrei sposarla anche io, visto che la mia regione (FVG) è una di quelle con meno concorrenza in assoluto.

    Al momento, però, sarà la pioggia incessante, prevale il pessimismo.

    Não sou nada.
    Nunca serei nada.
    Não posso querer ser nada.
    À parte isso, tenho em mim todos os sonhos do mundo.

  4. #4
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Corriere della Sera 29.10.08 "Boom di Piscologi - Crisi della psiconalis

    Riprendo il tema trattato in un thread in questa sezione dalla prospettiva dei DATI REALI, quella che troppo spesso manca in questo forum.
    Vi avevo già annunciato la comparsa di un articolo su "Repubblica" di circa un mese fa, dove veniva messa in luce la netta flessione sul mercato USA delle terapie psicanalitiche in favore del ricorso a farmaci.
    Bene, ora il dato italiano, drasticamente messo in luce dal Corriere.

    Questi i punti salienti:

    - Psicologi, invasione low cost: raddoppia il totale dei laureati (67.712 nel 2008). Tra gruppi e correnti la psicanalisi va in crisi.

    - La massa degli psicologi è difficilmente collocabile nel mondo del lavoro (Molinari, Univ. Cattolica Milano), i laureati provenienti da Atenei privi di selezione vengono "cestinati" in partenza.

    - I laureati sono una "inquietante armata Brancaleone", su cui incombe il miraggio di una formazione e riqualificazione sempre più problematiche come antidoto allo spettro della disoccupazione.

    - Giampaolo Sasso (SIPP) individua in 3 fattori il crollo delle vocazioni psicanalitiche:

    1) Eccesso di ortodossia della tradizione

    2) Diffusione di pletora altre terapie

    3) Accesso più facile in settori meno professionalizzati

    "Noi accettiamo allievi con alle spalle 2 anni di analisi e pochi se lo possono permettere"

    "In termini di mercato, chi soffre oggi può essere agganciato da un counsellor, più facilmente che da un terapeuta professionista, con il rischio di un sollievo superficiale ed ingannevole"

    - G. Kluzer (socio SPI e presidente del Centro Milanese di PSICANALISI) ammette:

    "La crisi c'è: oggi ci sono meno persone che fanno l'analisi classica. Pochi, poi, hanno coraggio e soldi per affrontare un percorso formativo che dura 7-8 anni".

    - Silvia V.Finzi (lacaniana indipendente) afferma:

    "Il cambiamento principale oggi è la richiesta di TERAPIE BREVI. La gente ha fretta, si sposta molto, I TEMPI LUNGHI NON SONO PIU' IN SINTONIA CON LA NOSTRA SOCIETA'. I giovani devono sapere che non è facile diventare psicoterapeuta, è un percorso lungo, decennale e NON E' GARANTITO nei suoi esiti professionali".

    - Nadia Fina (segretaria del CIPA):

    "La domanda ora nasce da esigenze di mercato più che da inclinazioni personali: è diminuita la possibilità di investire soldi sulla propria vita. Oggi servono psicologi del lavoro, invece si sfornano terapeuti-coach. L'ultima moda è la cura dell'anima da parte del filosofo".

    Un quadro confortante, direi.
    Sabato scorso sono stato ad un convegno promosso dall'Istituto per la clinica dei legami sociali (ICLeS) di Venezia, in cui si è parlato della formazione dello psicoanalista ed è stato citato proprio questo articolo e sulla "crisi della psicoanalisi", non è certo una novità, so che può apparire paradossale, ma questo sistema breve è destinato ad implodere, il sollievo superficiale e ingannevole è di breve durata quanto le terapie che lo sponsorizzano. Insisto sul punto che è cambiato il tipo di domanda nei sintomi contemporanei ed è su questo che la psicoanalisi è chiamata a rispondere, ma per far questo non si può pensare di bypassare il training di formazione, questo sì determinerebbe la fine della psicoanalisi.

    Un saluto,
    ikaro
    Ultima modifica di ikaro78 : 29-10-2008 alle ore 14.52.48

  5. #5
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Corriere della Sera 29.10.08 "Boom di Piscologi - Crisi della psiconalis

    Teorizzare questa implosione non è un atto di fede?

    Chi lo dice che il sistema imploderà?

    Anzi, fioriscono le scuole di counseling, niente laurea, solo 3 anni di formazione e pronti via...

    Ammiro la vostra determinazione.
    Não sou nada.
    Nunca serei nada.
    Não posso querer ser nada.
    À parte isso, tenho em mim todos os sonhos do mundo.

  6. #6
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: Corriere della Sera 29.10.08 "Boom di Piscologi - Crisi della psiconalis

    Teorizzare questa implosione non è un atto di fede?
    No, è l'ABC del marketing: se il mercato si satura all'inverosimile di proposte che si confondono, chi se ne chiama fuori (non per atto di fede, ma per ragioni strutturali al suo stesso discorso) ha una possibilità in più di sopravvivenza.

    Saluti,
    ikaro
    Ultima modifica di ikaro78 : 29-10-2008 alle ore 15.33.19

  7. #7
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: Corriere della Sera 29.10.08 "Boom di Piscologi - Crisi della psiconalis

    Quoto ikaro e willy e ringrazio sigmund per la segnalazione dell'articolo. Evidentemente il tema è molto sentito o molto "spinto", visto che un articolo simile, anche se di segno opposto (iperottimistico) era comparso sempre sul Corriere un mese fa...
    Personalmente credo che ci siano due ordini di problemi. Il primo è il drastico aumento di psicologi e affini che, per conquistare fette di mercato, si "ingegnano" in tutti i modi, più o meno leciti... A scapito della qualità della formazione, ovviamente, che rischia di diventare sempre più approssimativa. Non credo che andare dietro ad esigenze di mercato potrà aiutare la categoria, e la continua richiesta di "sconti" sulla formazione da parte dei futuri operatori sinceramente mi preoccupa.
    L'altro problema, come giustamente sottolineato da ikaro è il cambiamento della natura delle richieste e delle patologie da parte degli utenti. E qui sono d'accordo che ci debba essere uno sforzo teorico e clinico della psicoanalisi per inquadrare la situazione e intervenire. Ma mi sembra che in buona parte questo processo sia in atto da diversi anni.

    Un saluto
    gieko

  8. #8
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Corriere della Sera 29.10.08 "Boom di Piscologi - Crisi della psiconalis

    Io credo che non si tratti solamente di psicoanalisi poichè il problema riguarda la psicoterapia tutta nelle sue varie forme. Esiste un boom di richieste sul "tempo breve",ma non si parla solo di psicoterapie brevi, ma anche di farmacologia. Credo che uno dei problemi più importanti sia di tipo culturale, dove lo "psicologo" nelle sue varie forme e specializzazioni poco ha saputo dire, fare, influenzare il pensiero contemporaneo. Oggi una pillola e via, il male è guarito. La traduzione della terapia breve sta in dieci sedute da quindici minuti e via, il male è guarito. A questo punto si commette spesso l'errore di contrapporre la terapia breve alla psicanalisi, che ti fa 4 sedute la settimana per dieci anni e via, il male non è guarito. Anche se logicamente può tornare si tratta di una contrapposizione sbagliata, poichè la psicoterapia tutta, breve o infinita, converge nel sostenere che la persona ce la può fare da sola, e che la soluzione sta nelle sue forze. Di fatti anche in questo 3d la discussione, per quanto sollecitata da un articolo specifico, è incentrata solo sulla contrapposizione tra terapie brevi e lunghe, quando invece credo si tratti di proporre una visione dell'uomo che non è solo organicista, neurotrasmettitoriale, dove il farmaco permette la guarigione da uno stile di vita, da delle scelte, da una gabbia in cui ti sei rinchiuso da solo ed oggi chiedi una pillola per sopportarla meglio. Il boom di psicologi, inarrestabile, credo che sia dannoso non tanto per la concorrenza, ma per la necessaria guerra tra guelfi e ghibellini instaurata tra le varie scuole per campare meglio assicurandosi fette di mercato più grosse. Mi spiace non aere molto tempo per esplicitare meglio il mio pensiero, spero che sia sufficientemente chiaro. Un Saluto

  9. #9
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: Corriere della Sera 29.10.08 "Boom di Piscologi - Crisi della psiconalis

    Ciao massimomassimo

    Guarda, a me della contrapposizione tra "lunghe" e "breci", in questi termini, importa poco. Sono convinto del fatto che, nella maggior parte dei casi, a prezzo scontato si compera merce scadente, tanto in psicologia quanto in altri campi.
    E' sinceramente, non mi importa molto il seguire le mode, lo "spirito dei tempi" o altre cose simili. Ho un orientamento, cerco di esercitare la mia professione con attenzione e intelligenza e credo che la psicoterapia non sia l'unico mestiere che so fare e che farò, Anche per la necessità di mantenere un decente equilibrio mentale mio.
    Io, ad esempio, sono convinto che una psicoterapia ben fatta abbia un potenziale "rivoluzionario". Nel senso che può aiutare una persona a scoprire, sia in sé che nell'ambiente, risorse ed opportunità che, senza di essa, non avrebbe mai immaginato. A volte basta poco, altre ci vuole più tempo. Ma, se non ci fermiamo alla diatriba "curo i sintomi si o no" e decidiamo, invece, di esplorare il mondo e le possibilità del desiderio, allora molte strade si possono aprire.
    Certo, è anche compito dello psicologo/psicoterapeuta saper "resistere" alle sollecitazioni (sociali e/o del paziente) verso una rapida ed indolore "soluzione".
    Quanto poi alla possibilità di incidere sulla "società", secondo me è scarsa. Lo era in passato e lo è ancora. Specialmente ora. Ma non credo serva inventare nuove modalità di sottomissione all'ordine presente. Forse è più utile apprendere a costruire alternative possibili laddove ciò sia possibile. Fosse pure una singola persona.

    Buona vita

    Guglielmo
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  10. #10
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    Riferimento: Corriere della Sera 29.10.08 "Boom di Piscologi - Crisi della psiconalis

    Condivisione totale degli interventi di ikaro, willy, massimomassimo e gieko..
    ..posso quotare tutto?!

    Ps. Ma possibile che queste belle menti di confronti le "sfornino" tutte in Lombardia.. che devo fare, trasferirmi?

    Pps. Ma Campi Bisenzio è in Lombardia?
    Sergio

  11. #11
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    Riferimento: Corriere della Sera 29.10.08 "Boom di Piscologi - Crisi della psiconalis

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Quoto ikaro e willy e ringrazio sigmund per la segnalazione dell'articolo. Evidentemente il tema è molto sentito o molto "spinto", visto che un articolo simile, anche se di segno opposto (iperottimistico) era comparso sempre sul Corriere un mese fa...
    Personalmente credo che ci siano due ordini di problemi. Il primo è il drastico aumento di psicologi e affini che, per conquistare fette di mercato, si "ingegnano" in tutti i modi, più o meno leciti... A scapito della qualità della formazione, ovviamente, che rischia di diventare sempre più approssimativa. Non credo che andare dietro ad esigenze di mercato potrà aiutare la categoria, e la continua richiesta di "sconti" sulla formazione da parte dei futuri operatori sinceramente mi preoccupa.
    L'altro problema, come giustamente sottolineato da ikaro è il cambiamento della natura delle richieste e delle patologie da parte degli utenti. E qui sono d'accordo che ci debba essere uno sforzo teorico e clinico della psicoanalisi per inquadrare la situazione e intervenire. Ma mi sembra che in buona parte questo processo sia in atto da diversi anni.

    Un saluto
    Vorrei focalizzare la vostra attenzione anche sullo spread delle pratiche di counselling (che non richiedono laurea) e che tagliano ampie fette del mercato di base e su questa stravagante invenzione del "consulente filosofico", il quale si pone come alternativa vezzosa e piacevole al terapeuta.

    Gli apprendisti stregoni avranno la meglio?

    Chissà...
    Não sou nada.
    Nunca serei nada.
    Não posso querer ser nada.
    À parte isso, tenho em mim todos os sonhos do mundo.

  12. #12
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: Corriere della Sera 29.10.08 "Boom di Piscologi - Crisi della psiconalis

    Dalle mie parti si usa dire:

    "Può esistere un passero di trenta chili.
    E può esistere un elefante di un etto.
    Ma un passero di trenta chili e un elefante di un etto assieme, impossibile".

    Meditate, gente, meditate.

    Buona vita

    Guglielmo
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  13. #13
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    Riferimento: Corriere della Sera 29.10.08 "Boom di Piscologi - Crisi della psiconalis

    Citazione Originalmente inviato da Sigmund1977 Visualizza messaggio
    Vorrei focalizzare la vostra attenzione anche sullo spread delle pratiche di counselling (che non richiedono laurea) e che tagliano ampie fette del mercato di base e su questa stravagante invenzione del "consulente filosofico", il quale si pone come alternativa vezzosa e piacevole al terapeuta.

    Gli apprendisti stregoni avranno la meglio?

    Chissà...
    Quanto al counseling filosofico ti rimando ad un apposito 3d nella sezione di Psicologia clinica.. un interessante spazio di confronto, dove già ho detto (sebbene parzialmente) la mia.

    Quanto in generale alla questione del counseling, condivido i tuoi timori di reale competenza professionale di tali addetti.
    Quella del counselor infatti:
    1. non è una professione - nè sanitaria, nè altro - riconusciuta (parafrasando un amato pontefice "se sbaglio, mi correggerete")
    2. vi si accede tramite una formazione non regolamentata (da onerosi master triennali ad "ammalianti" corsi semestrali)
    3. la formazione può essere offerta da qualsiasi figura, a qualsiasi titolo (quando ai futuri consulor va bene, i docenti affererisco al mondo "psi".. anche se poi non si capisce perchè "svendano" tali competenze a non addetti al settore.. anzi si capisce, complice il signor Denaro!)
    e - dulcis in fundo - 4. non è richiesta nessuna formazione (figuriamoci laurea) o beckground specifico.

    Però qui lancio la mia provocazione: finchè ognuno si "ingegnerà" a modo proprio e in attesa di una qualche regolamentazione, dal momento che non possiamo arginare il fenomeno (salvo casi di esercizio abusivo della professione e "millantato credito", da segnalare a chi di dovere).. perchè non proviamo a "meritarci" le nostre fette di mercato, piuttosto che arroccarci su posizioni recriminatorie che - purtroppo - lasciano il tempo che trovano?
    [tranquillo Sigmund, questa non va solo a te.. ne conosco a flotte!]

    Del resto, prima di costruirci il nostro piedistallo, guardiamo di che "materiale" è fatto. Condivido infatti, in questo senso, le preoccupazioni di gieko circa la qualità della formazione - spesso approssimativa e non sempre qualificata - conseguente allo "straripante" numero degli psicologi italiani, certamente già ora "sovradimensionato" rispetto alle reali richieste del mercato e degli utenti.. e, come se non bastasse, la crescita sembra esponenziale!

    Ps. A tal'ultimo riguardo vd. le proposte del nostro Presidente dell'Ordine Nazionale degli Psicologi.

    Saluti,
    S.
    Sergio

  14. #14
    Matricola
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    Riferimento: Corriere della Sera 29.10.08 "Boom di Piscologi - Crisi della psiconalis

    interessante sulla crisi della psicanalisi quest'articolo critico di Napolitani:

    http://www.sgai.it/Files/Riga/ArticoliRiga/01RIGA.pdf
    Ultima modifica di charcot78 : 30-10-2008 alle ore 21.06.54

  15. #15
    CarlGustavJung
    Ospite non registrato

    Riferimento: Corriere della Sera 29.10.08 "Boom di Psicologi - Crisi della psicoanali

    Citazione Originalmente inviato da Sigmund1977 Visualizza messaggio
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    Vi avevo già annunciato la comparsa di un articolo su "Repubblica" di circa un mese fa, dove veniva messa in luce la netta flessione sul mercato USA delle terapie psicanalitiche in favore del ricorso a farmaci.
    Bene, ora il dato italiano, drasticamente messo in luce dal Corriere.

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    - Psicologi, invasione low cost: raddoppia il totale dei laureati (67.712 nel 2008). Tra gruppi e correnti la psicanalisi va in crisi.

    - La massa degli psicologi è difficilmente collocabile nel mondo del lavoro (Molinari, Univ. Cattolica Milano), i laureati provenienti da Atenei privi di selezione vengono "cestinati" in partenza.

    - I laureati sono una "inquietante armata Brancaleone", su cui incombe il miraggio di una formazione e riqualificazione sempre più problematiche come antidoto allo spettro della disoccupazione.

    - Giampaolo Sasso (SIPP) individua in 3 fattori il crollo delle vocazioni psicanalitiche:

    1) Eccesso di ortodossia della tradizione

    2) Diffusione di pletora altre terapie

    3) Accesso più facile in settori meno professionalizzati

    "Noi accettiamo allievi con alle spalle 2 anni di analisi e pochi se lo possono permettere"

    "In termini di mercato, chi soffre oggi può essere agganciato da un counsellor, più facilmente che da un terapeuta professionista, con il rischio di un sollievo superficiale ed ingannevole"

    - G. Kluzer (socio SPI e presidente del Centro Milanese di PSICANALISI) ammette:

    "La crisi c'è: oggi ci sono meno persone che fanno l'analisi classica. Pochi, poi, hanno coraggio e soldi per affrontare un percorso formativo che dura 7-8 anni".

    - Silvia V.Finzi (lacaniana indipendente) afferma:

    "Il cambiamento principale oggi è la richiesta di TERAPIE BREVI. La gente ha fretta, si sposta molto, I TEMPI LUNGHI NON SONO PIU' IN SINTONIA CON LA NOSTRA SOCIETA'. I giovani devono sapere che non è facile diventare psicoterapeuta, è un percorso lungo, decennale e NON E' GARANTITO nei suoi esiti professionali".

    - Nadia Fina (segretaria del CIPA):

    "La domanda ora nasce da esigenze di mercato più che da inclinazioni personali: è diminuita la possibilità di investire soldi sulla propria vita. Oggi servono psicologi del lavoro, invece si sfornano terapeuti-coach. L'ultima moda è la cura dell'anima da parte del filosofo".

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