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  1. #1
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Nocciola
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    Roberto Saviano lascia l'Italia per avere una vita

    Non so quanti hanno letto l'articolo su Repubblica, è un pò lungo ma lo voglio riportare perchè a me ha colpito tantissimo..non solo per la situazione che descrive ma soprattutto per l'amarezza e la solitudine che traspare dalle sue parole..

    Andrò via dall'Italia, almeno per un periodo e poi si vedrà...", dice Roberto Saviano. "Penso di aver diritto a una pausa. Ho pensato, in questo tempo, che cedere alla tentazione di indietreggiare non fosse una gran buona idea, non fosse soprattutto intelligente. Ho creduto che fosse assai stupido - oltre che indecente - rinunciare a se stessi, lasciarsi piegare da uomini di niente, gente che disprezzi per quel che pensa, per come agisce, per come vive, per quel che è nella più intima delle fibre ma, in questo momento, non vedo alcuna ragione per ostinarmi a vivere in questo modo, come prigioniero di me stesso, del mio libro, del mio successo. 'Fanculo il successo. Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile. Cazzo, ho soltanto ventotto anni! E voglio ancora scrivere, scrivere, scrivere perché è quella la mia passione e la mia resistenza e io, per scrivere, ho bisogno di affondare le mani nella realtà, strofinarmela addosso, sentirne l'odore e il sudore e non vivere, come sterilizzato in una camera iperbarica, dentro una caserma dei carabinieri - oggi qui, domani lontano duecento chilometri - spostato come un pacco senza sapere che cosa è successo o può succedere. In uno stato di smarrimento e precarietà perenni che mi impedisce di pensare, di riflettere, di concentrarmi, quale che sia la cosa da fare. A volte mi sorprendo a pensare queste parole: rivoglio indietro la mia vita. Me le ripeto una a una, silenziosamente, tra me".

    La verità, la sola oscena verità che, in ore come queste, appare con tragica evidenza è che Roberto Saviano è un uomo solo. Non so se sia giusto dirlo già un uomo immaginando o pretendendo di rintracciare nella sua personalità, nella sua fermezza d'animo, nella sua stessa fisicità la potenza sorprendente e matura del suo romanzo, Gomorra. Roberto è ancora un ragazzo, a vederlo. Ha un corpo minuto, occhi sempre in movimento. Sa essere, nello stesso tempo, malizioso e insicuro, timidissimo e scaltro. La sua è ancora una rincorsa verso se stesso e lungo questo sentiero è stato catturato da uno straordinario successo, da un'imprevedibile popolarità, dall'odio assoluto e assassino di una mafia, dal rancore dei quietisti e dei pavidi, dall'invidia di molti. Saranno forse queste le ragioni che spiegano come nel suo volto oggi coabitino, alternandosi fraternamente, le rughe della diffidenza e le ombre della giovanile fiducia di chi sa che la gioia - e non il dolore - accresce la vita di un uomo. "Sai, questa bolla di solitudine inespugnabile che mi stringe fa di me un uomo peggiore. Nessuno ci pensa e nemmeno io fino all'anno scorso ci ho mai pensato. In privato sono diventato una persona non bella: sospettoso, guardingo. Sì, diffidente al di là di ogni ragionevolezza. Mi capita di pensare che ognuno voglia rubarmi qualcosa, in ogni caso raggirarmi, "usarmi". E' come se la mia umanità si fosse impoverita, si stesse immeschinendo. Come se prevalesse con costanza un lato oscuro di me stesso. Non è piacevole accorgersene e soprattutto io non sono così, non voglio essere così. Fino a un anno fa potevo ancora chiudere gli occhi, fingere di non sapere. Avevo la legittima ambizione, credo, di aver scritto qualcosa che mi sembrava stesse cambiando le cose. Quella mutazione lenta, quell'attenzione che mai era stata riservata alle tragedie di quella terra, quell'energia sociale che - come un'esplosione, come un sisma - ha imposto all'agenda dei media di occuparsi della mafia dei Casalesi, mi obbligava ad avere coraggio, a espormi, a stare in prima fila. E' la mia forma di resistenza, pensavo. Ogni cosa passava in secondo piano, diventava di serie B per me. Incontravo i grandi della letteratura e della politica, dicevo quello che dovevo e potevo dire. Non mi guardavo mai indietro. Non mi accorgevo di quel che ogni giorno andavo perdendo di me. Oggi, se mi guardo alle spalle, vedo macerie e un tempo irrimediabilmente perduto che non posso più afferrare ma ricostruire soltanto se non vivrò più, come faccio ora, come un latitante in fuga. In cattività, guardato a vista dai carabinieri, rinchiuso in una cella, deve vivere Sandokan, Francesco Schiavone, il boss dei Casalesi. Se lo è meritato per la violenza, i veleni e la morte con cui ha innaffiato la Campania, ma qual è il mio delitto? Perché io devo vivere come un recluso, un lebbroso, nascosto alla vita, al mondo, agli uomini? Qual è la mia malattia, la mia infezione? Qual è la mia colpa? Ho voluto soltanto raccontare una storia, la storia della mia gente, della mia terra, le storie della sua umiliazione. Ero soddisfatto per averlo fatto e pensavo di aver meritato quella piccola felicità che ti regala la virtù sociale di essere approvato dai tuoi simili, dalla tua gente. Sono stato un ingenuo. Nemmeno una casa, vogliono affittarmi a Napoli. Appena sanno chi sarà il nuovo inquilino si presentano con la faccia insincera e un sorriso di traverso che assomiglia al disprezzo più che alla paura: sono dispiaciuti assai, ma non possono.... I miei amici, i miei amici veri, quando li ho finalmente rivisti dopo tante fughe e troppe assenze, che non potevo spiegare, mi hanno detto: ora basta, non ne possiamo più di difendere te e il tuo maledetto libro, non possiamo essere in guerra con il mondo per colpa tua? Colpa, quale colpa? E' una colpa aver voluto raccontare la loro vita, la mia vita?".
    Piacciono poco, da noi, i martiri. Morti e sepolti, li si può ancora, periodicamente, sopportare. Vivi, diventano antipatici. Molto antipatici. Roberto Saviano è molto antipatico a troppi. Può capitare di essere infastiditi dalla sua faccia in giro sulle prime pagine. Può capitare che ci si sorprenda a pensare a lui non come a una persona inseguita da una concreta minaccia di morte, a un ragazzo precipitato in un destino, ma come a una personalità che sa gestire con sapienza la sua immagine e fortuna. Capita anche in queste ore, qui e lì. E' poca, inutile cosa però chiedersi se la minaccia di oggi contro Roberto Saviano sia attendibile o quanto attendibile, più attendibile della penultima e quanto di più? O chiedersi se davvero quel Giuseppe Setola lo voglia disintegrare, prima di Natale, con il tritolo lungo l'autostrada Napoli-Roma o se gli assassini si siano già procurati, come dice uno di loro, l'esplosivo e i detonatori. O interrogarsi se la confidenza giunta alle orecchie delle polizie sia certa o soltanto probabile.
    E' poca e inutile cosa, dico, perché, se i Casalesi ne avranno la possibilità, uccideranno Roberto Saviano. Dovesse essere l'ultimo sangue che versano. Sono ridotti a mal partito, stressati, accerchiati, incalzati, impoveriti e devono dimostrare l'inesorabilità del loro dominio. Devono poter provare alla comunità criminale e, nei loro territori, ai "sudditi" che nessuno li può sfidare impunemente senza mettere nel conto che alla sfida seguirà la morte, come il giorno segue la notte.

    Lo sento addosso come un cattivo odore l'odio che mi circonda. Non è necessario che ascolti le loro intercettazioni e confessioni o legga sulle mura di Casale di Principe: "Saviano è un uomo di merda". Nessuno da quelle parti pensa che io abbia fatto soltanto il mio dovere, quello che pensavo fosse il mio dovere. Non mi riconoscono nemmeno l'onore delle armi che solitamente offrono ai poliziotti che li arrestano o ai giudici che li condannano. E questo mi fa incazzare. Il discredito che mi lanciano contro è di altra natura. Non dicono: "Saviano è un ricchione". No, dicono, si è arricchito. Quell'infame ci ha messo sulla bocca degli italiani, nel fuoco del governo e addirittura dell'esercito, ci ha messo davanti a queste fottute telecamere per soldi. Vuole soltanto diventare ricco: ecco perché quell'infame ha scritto il libro. E quest'argomento mette insieme la parte sana e quella malata di Casale. Mi mette contro anche i miei amici che mi dicono: bella vita la tua, hai fatto i soldi e noi invece tiriamo avanti con cinquecento euro al mese e poi dovremmo difenderti da chi ti odia e ti vuole morto? E perché, diccene la ragione? Prima ero ferito da questa follia, ora non più. Non mi sorprende più nulla. Mi sembra di aver capito che scaricando su di me tutti i veleni distruttivi, l'intera comunità può liberarsi della malattia che l'affligge, può continuare a pensare che quel male non ci sia o sia trascurabile; che tutto sommato sia sopportabile a confronto delle disgrazie provocate dal mio lavoro. Diventare il capro espiatorio dell'inciviltà e dell'impotenza dei Casalesi e di molti italiani del Mezzogiorno mi rende più obiettivo, più lucido da qualche tempo. Sono solo uno scrittore, mi dico, e ho usato soltanto le parole. Loro, di questo, hanno paura: delle parole. Non è meraviglioso? Le parole sono sufficienti a disarmarli, a sconfiggerli, a vederli in ginocchio. E allora ben vengano le parole e che siano tante. Sia benedetto il mercato, se chiede altre parole, altri racconti, altre rappresentazioni dei Casalesi e delle mafie. Ogni nuovo libro che si pubblica e si vende sarà per loro una sconfitta. E' il peso delle parole che ha messo in movimento le coscienze, la pubblica opinione, l'informazione. Negli anni novanta, la strage di immigrati a Pescopagano - ne ammazzarono cinque - finì in un titolo a una colonna nelle cronache nazionali dei giornali. Oggi, la strage dei ghanesi di Castelvolturno ha costretto il governo a un impegno paragonabile soltanto alla risposta a Cosa Nostra dopo le stragi di Capaci e di via D'Amelio. Non pensavo che potessimo giungere a questo. Non pensavo che un libro - soltanto un libro - potesse provocare questo terremoto. Subito dopo però penso che io devo rispettare, come rispetto me stesso, questa magia delle parole. Devo assecondarla, coltivarla, meritarmela questa forza. Perché è la mia vita. Perché credo che, soltanto scrivendo, la mia vita sia degna di essere vissuta. Ho sentito, per molto tempo, come un obbligo morale diventare un simbolo, accettare di essere al proscenio anche al di là della mia voglia. L'ho fatto e non ne sono pentito. Ho rifiutato due anni fa, come pure mi consigliavano, di andarmene a vivere a New York. Avrei potuto scrivere di altro, come ho intenzione di fare. Sono restato, ma per quanto tempo dovrò portare questa croce? Forse se avessi una famiglia, se avessi dei figli - come li hanno i miei "angeli custodi", ognuno di loro non ne ha meno di tre - avrei un altro equilibrio. Avrei un casa dove tornare, un affetto da difendere, una nostalgia. Non è così. Io ho soltanto le parole, oggi, a cui provvedere, di cui occuparmi. E voglio farlo, devo farlo. Come devo - lo so - ricostruire la mia vita lontano dalle ombre. Anche se non ho il coraggio di dirlo, ai carabinieri di Napoli che mi proteggono come un figlio, agli uomini che da anni si occupano della mia sicurezza. Non ho il cuore di dirglielo. Sai, nessuno di loro ha chiesto di andar via dopo quest'ultimo allarme, e questa loro ostinazione mi commuove. Mi hanno solo detto: "Robe', tranquillo, ché non ci faremo fottere da quelli là"".

    A chi appartiene la vita di Roberto? Soltanto a lui che può perderla? Il destino di Saviano - quale saranno da oggi i suoi giorni, quale sarà il luogo dove sceglierà, "per il momento", di scrivere per noi le sue parole necessarie - sono sempre di più un affare della democrazia italiana.
    La sua vita disarmata - o armata soltanto di parole - è caduta in un'area d'indistinzione dove sembra non esserci alcuna tradizionale differenza tra la guerra e la pace, se la mafia può dichiarare guerra allo Stato e lo Stato per troppo tempo non ha saputo né cancellare quella violenza sugli uomini e le cose né ripristinare diritti essenziali. A cominciare dal più originario dei diritti democratici: il diritto alla parola.
    Se perde Saviano, perderemo irrimediabilmente tutti.
    Leggiamo e piangiamo ragazzi..perchè uno dei grandi del nostro Paese invece di essere appoggiato, elogiato e preso ad esempio, viene abbandonato e insultato non solo dalla mafia ma anche da compaesani e amici, costretto alla solitudine e a fuggire solo perchè ha avuto il coraggio di dire la verità e aprire gli occhi al resto dell'Italia su ciò che succede nel nostro sud, nella politica, nell'economia e nello stato..
    Io sto con Saviano!
    Ultima modifica di Nocciola : 16-10-2008 alle ore 00.56.02
    ..non si vede che col cuore..l'essenziale è invisibile agli occhi..

    ..io che un tempo ero altro ora vedo a macchie blu..

  2. #2
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    Riferimento: Roberto Saviano lascia l'Italia per avere una vita

    ...Saviano mi sta diventando antipatico.

    Ha iniziato come il grande paladino che ha il coraggio di dire le cose, che già sappiamo tutti tra l'altro, basta leggere i giornali e cercare su google "clan camorra campania" ( esce tutta la lista con le alleanze, etc )

    Poi è diventato l'idolo di un'ipotetica lotta, il simbolo di un qualcosa di non ben definito. Non si sa se è un'operazione commerciale, un modo di dire le cose, un simbolo di una lotta, fattostà che la sua retorica passa dalla denuncia sociale alla retorica facile.

    Ora ha ricevuto minacce di morte e se ne va dall'Italia e c'è pure chi dice che è un "grande".

    Cosa ha fatto di "grande" ancora non l'ho capito. E sono di Napoli.

  3. #3
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Nocciola
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    Riferimento: Roberto Saviano lascia l'Italia per avere una vita

    Beh..io so solo che il suo libro mi ha fatto conoscere tante cose che ignoravo..al di là del suo farsi o non farsi pubblicità, ho ammirato il suo gesto di aver scritto cose che io sui giornali non ho mai letto perchè non vengono scritte..

    Cmq ho voluto scrivere questo post anche perchè così potevo farmi spiegare cose che, non vivendo direttamente la realtà della Campania, io non conosco o che non vengono dette o che i giornali, la tv o lo stesso Saviano possono aver distorto o non detto..
    Ecco, mi piacerebbe capire, senza polemica, il punto di vista di chi non approva Saviano, le ragioni del perchè non si è d'accordo con le cose che dice o le cose che ha scritto..
    Ultima modifica di Nocciola : 15-10-2008 alle ore 21.21.33
    ..non si vede che col cuore..l'essenziale è invisibile agli occhi..

    ..io che un tempo ero altro ora vedo a macchie blu..

  4. #4
    Styrofoam Crown L'avatar di Grace
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    Riferimento: Roberto Saviano lascia l'Italia per avere una vita

    è sottoscorta da anni non solo dall'altro ieri (tra l'altro,chi ha parlato ha anche ritrattato),quindi penso che le minacce ci fossero già da un bel pò eppure ha resistito,e se va via,secondo me,è solo perchè è un uomo e non ci vedo nulla di criticabile se non vuole farsi ammazzare

    UNBELIEVABLE..I was surprised..I was surprised..I'm still surprised
    17 Luglio 2011, Udine
    We're gonna try to remember this picture right here in my mind,when I close my eyes tonight on that pillow..when I look up in the sky,I thank God of what I had here..I'll be thinking of this!
    We're gonna record this moment in time..the night we laid up in the sky of San Siro..at the end of It

    29 Giugno 2013, Milano
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  5. #5
    Ghiotto patato ಠ_ಠ L'avatar di Biz
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    Riferimento: Roberto Saviano lascia l'Italia per avere una vita

    Stasera dovrebbe essere a Matrix da Mentana, se qualcuno lo vuole seguire
    "Guardatemi, signori...sono un uomo di sessant'anni e ho il corpo di un ragazzino.Ce l'ho in frigo."
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  6. #6
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Lepre*marzolina
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    nei peggiori bar di caracas...
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    Riferimento: Roberto Saviano lascia l'Italia per avere una vita

    Cosa ha fatto di "grande" ancora non l'ho capito. E sono di Napoli.
    Beh in effetti non mi stupisce granchè che tu te lo chieda…
    Alla fine (aldilà della mitizzazione di Saviano che per certi versi è anche commerciale) io penso che Saviano abbia un grosso merito (che poi è anche quello che lo ha portato ad essere così inviso agli ambienti camorristici e non ) e cioè ha messo in piazza cose risapute ma che , guarda un po’, nessuno diceva e gli ha dato risonanza nazionale.(perchè tutti adesso a dire "ma si sapevano già"..ma non mi pare che prima stessero tutti a denunciare)
    Se vuoi la mia opinione (da napoletana) sul motivo per cui a Napoli (e sarebbe meglio dire in Campania visto che, Casal di principe di cui tanto si parla , per esempio, è provincia di Caserta) Saviano non è ben visto ti posso dire che (secondo me) è perché la camorra in certi quartieri/paesi è una realtà intoccabile…tutti giustificano tutto, la camorra (facendosi spazio dove non arrivava lo stato) è diventato essa stessa stato…per certi versi la camorra tutela il cittadino dalla camorra stessa, è la camorra ad assicurare certi servizi e soddisfare certi bisogni della popolazione in cambio dell’assoluto controllo su tutto.
    Si è creato un equilibrio per cui chi critica il sistema è diventato un guastafeste perché rompe l’equilibrio.
    Ovviamente questo non vale per ogni posto e per ogni persona eh…non si può generalizzare, però è anche vero che (nei quartieri più “lasciati a se stessi”) tutti sanno dove abita il “boss” della zona…che magari risulta latitante da anni (tanto per fare un esempio)
    E’ anche vero che la camorra nasce dove lo stato manca e Saviano non mi pare abbia sottolineato granchè i legami tra “camorra” e politica…ed infatti trovo (ma questa è un opinione personale) abbastanza ipocrita la scelta “editoriale” di Saviano…
    Ma da qui a dare del “Pallone gonfiato” ad uno che colleziona minacce di morte ce ne passa…
    Ultima modifica di Lepre*marzolina : 15-10-2008 alle ore 22.04.14
    dove c'è gusto non c'è perdenza

    ho sempre amato il mio prossimo...finchè era poco....



    Questo è il mio pesciolino numero 641 in una vita costellata di pesciolini rossi. I miei genitori mi comprarono il primo per insegnarmi cosa significasse amare e prendersi cura di una creatura vivente del Signore. 640 pesci dopo, l'unica cosa che ho imparato è che tutto quello che ami morirà
    C.P.



    E' cosi' difficile divertirsi di questi tempi, anche sorridere fa male alla faccia

  7. #7
    Partecipante Esperto L'avatar di nuryel78
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    Riferimento: Roberto Saviano lascia l'Italia per avere una vita

    Il fatto stesso che sia stato minacciato a più riprese indica che ha fatto ben più di "qualcosa". E mi irrita, Cristo santo, che si debba mettere in dubbio l'operato di Saviano: atteggiamento, questo, che mi ricorda il comportamento a tratti infingardo e a tratti sgomentevole che buona parte degli italiani ebbero con Dalla Chiesa. Come dire "si, sei bravo, ma stai sempre a chiacchierare in televisione e a causa di questa sovraesposizione mi diventi antipatico". Se la gente continua a crepare di camorra e\o mafia, è anche per colpa di gente che negando l'evidenza pensa che si, ha scritto un libretto, ma tanti scrivono libri, e allora perchè tanto fracasso?
    "...l'effetto farfalla: l'idea cioè che una farfalla, sbattendo le ali oggi a Pechino, possa incidere sulle perturbazioni atmosferiche del mese prossimo a New York." Gleik- teoria del caos

    " To see a world in a grain of sand and a heaven in wild flower - hold infinity in the palm of your hand, and eternity in an hour." William Blake

  8. #8
    Partecipante Leggendario L'avatar di schizofrenico
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    Riferimento: Roberto Saviano lascia l'Italia per avere una vita

    Roberto non mollare!!! non mollare non mollare...


    NO AL DECRETO 133!! SALVIAMO L'UNIVERSITA' PUBBLICA E LA RICERCA! SVEGLIAMOCI!!

  9. #9
    Iggy1982
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    ...Saviano mi sta diventando antipatico.

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    Poi è diventato l'idolo di un'ipotetica lotta, il simbolo di un qualcosa di non ben definito. Non si sa se è un'operazione commerciale, un modo di dire le cose, un simbolo di una lotta, fattostà che la sua retorica passa dalla denuncia sociale alla retorica facile.

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    Cosa ha fatto di "grande" ancora non l'ho capito. E sono di Napoli.
    Fa quello che nessuno, nemmeno di Napoli, ha mai fatto. E lo ha fatto così bene che ora la Camorra ne ha paura. Tu hai mai spaventato la Camorra facendole perdere uomini e denaro pagando con la tranquillità della tua vita?

  10. #10
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    Riferimento: Roberto Saviano lascia l'Italia per avere una vita

    " E se scruti a lungo un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te" Nietzsche


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  11. #11
    sarap680
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    ...Saviano mi sta diventando antipatico.

    Ha iniziato come il grande paladino che ha il coraggio di dire le cose, che già sappiamo tutti tra l'altro, basta leggere i giornali e cercare su google "clan camorra campania" ( esce tutta la lista con le alleanze, etc )

    Poi è diventato l'idolo di un'ipotetica lotta, il simbolo di un qualcosa di non ben definito. Non si sa se è un'operazione commerciale, un modo di dire le cose, un simbolo di una lotta, fattostà che la sua retorica passa dalla denuncia sociale alla retorica facile.

    Ora ha ricevuto minacce di morte e se ne va dall'Italia e c'è pure chi dice che è un "grande".

    Cosa ha fatto di "grande" ancora non l'ho capito. E sono di Napoli.
    Se le sapevi anche tu perchè non le hai scritte tu quelle cose?
    solo per il fatto di essersi esposto in prima persona, mentre la maggioranza delle persone fa come le tre scimmiette,merita di essere un grande e merita tutto il rispetto....al di la del clamore mediatico/commericale.
    è facile parlare quando sono gli altri a stare in prima linea....
    Ultima modifica di sarap680 : 17-10-2008 alle ore 10.38.02

  12. #12
    piccirilla
    Ospite non registrato

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    Citazione Originalmente inviato da Cercatore Visualizza messaggio
    ...Saviano mi sta diventando antipatico.

    Ha iniziato come il grande paladino che ha il coraggio di dire le cose, che già sappiamo tutti tra l'altro, basta leggere i giornali e cercare su google "clan camorra campania" ( esce tutta la lista con le alleanze, etc )

    Poi è diventato l'idolo di un'ipotetica lotta, il simbolo di un qualcosa di non ben definito. Non si sa se è un'operazione commerciale, un modo di dire le cose, un simbolo di una lotta, fattostà che la sua retorica passa dalla denuncia sociale alla retorica facile.

    Ora ha ricevuto minacce di morte e se ne va dall'Italia e c'è pure chi dice che è un "grande".

    Cosa ha fatto di "grande" ancora non l'ho capito. E sono di Napoli.
    se un decino degli italiani te compreso,me compresa,e tutti quelli che sanno ma aspettano che siano gli altri a denunciare, avesse la palle che ha avuto questo ragazzo di 28 anni,forse l'italia non sarebbe quello che è.

    tu dici che è un 'operazione commerciale?
    bene,ti illumino su questa tua illustre considerazione.
    saviano non ha piu' amici,i suoi pareenti vivono scortati,non puo' innamorarsi e uscire a prendersi una birra come tu ed io facciamo spesso,non puo' alzarsi la mattina e uscire a bersi un caffe' al bar,non trova casa perchè nessuno gliela affitta,vive scortato,che vuol dire che la sua vita è protetta da altre persone che rischiano di MORIRE non di cadere e sbucciarsi un ginocchio,ma di morire per proteggerlo dalla verita'!.
    tutto questo per te è un'operazione commerciale?

    sai che ti dico,che fa bene ad andarsene dall'italia,perchè fino a quando in italia c'è gente che la pensa come te,che vede in saviano un'operazione commerciale ,e non un UOMO che ha un coraggio enorme,che sfiderei te ad averlo per un giorno,fa bene ad andarsene dall'italia,perchè i tipi come te ,si meritano camorra,mafia e tutto lo schifo che c'è,perche' non sai apprezzare dove sta la verita' e la sofferenza,ma vede il marcio e operazioni commerciali dove non ci sono ,e dove al posto di queste ci sono le palle di dire quello che realmente c'è.
    confondere il coraggio con un 'operazione commerciale è davvero deprimente.

    p.s.
    quando e SE ,un giorno avrai il coraggio di essere come lui capirai perchè è un grande...
    e solo per capirci,a 28 anni lui ha messo in gioco la sua vita ,tu oltre a criticare inutilmente ,cosa fai CONCRETAMENTE per cambiare quello di cui tutti i giorni ti lamenti?
    saviano è un eroe,e abbiamo solo da imparare e stare zitti davanti ad un uomo come lui.
    Ultima modifica di piccirilla : 17-10-2008 alle ore 12.42.09

  13. #13
    Partecipante Esperto L'avatar di nuryel78
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    Riferimento: Roberto Saviano lascia l'Italia per avere una vita

    Citazione Originalmente inviato da piccirilla Visualizza messaggio
    se un decino degli italiani te compreso,me compresa,e tutti quelli che sanno ma aspettano che siano gli altri a denunciare, avesse la palle che ha avuto questo ragazzo di 28 anni,forse l'italia non sarebbe quello che è.

    tu dici che è un 'operazione commerciale?
    bene,ti illumino su questa tua illustre considerazione.
    saviano non ha piu' amici,i suoi pareenti vivono scortati,non puo' innamorarsi e uscire a prendersi una birra come tu ed io facciamo spesso,non puo' alzarsi la mattina e uscire a bersi un caffe' al bar,non trova casa perchè nessuno gliela affitta,vive scortato,che vuol dire che la sua vita è protetta da altre persone che rischiano di MORIRE non di cadere e sbucciarsi un ginocchio,ma di morire per proteggerlo dalla verita'!.
    tutto questo per te è un'operazione commerciale?

    sai che ti dico,che fa bene ad andarsene dall'italia,perchè fino a quando in italia c'è gente che la pensa come te,che vede in saviano un'operazione commerciale ,e non un UOMO che ha un coraggio enorme,che sfiderei te ad averlo per un giorno,fa bene ad andarsene dall'italia,perchè i tipi come te ,si meritano camorra,mafia e tutto lo schifo che c'è,perche' non sai apprezzare dove sta la verita' e la sofferenza,ma vede il marcio e operazioni commerciali dove non ci sono ,e dove al posto di queste ci sono le palle di dire quello che realmente c'è.
    confondere il coraggio con un 'operazione commerciale è davvero deprimente.

    p.s.
    quando e SE ,un giorno avrai il coraggio di essere come lui capirai perchè è un grande...
    e solo per capirci,a 28 anni lui ha messo in gioco la sua vita ,tu oltre a criticare inutilmente ,cosa fai CONCRETAMENTE per cambiare quello di cui tutti i giorni ti lamenti?
    saviano è un eroe,e abbiamo solo da imparare e stare zitti davanti ad un uomo come lui.
    Nulla da aggiungere se non che mi prostro ammirata
    "...l'effetto farfalla: l'idea cioè che una farfalla, sbattendo le ali oggi a Pechino, possa incidere sulle perturbazioni atmosferiche del mese prossimo a New York." Gleik- teoria del caos

    " To see a world in a grain of sand and a heaven in wild flower - hold infinity in the palm of your hand, and eternity in an hour." William Blake

  14. #14
    piccirilla
    Ospite non registrato

    Riferimento: Roberto Saviano lascia l'Italia per avere una vita

    non sono io da ammirare,ma Saviano,e quelli come lui.

  15. #15
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Lepre*marzolina
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    Riferimento: Roberto Saviano lascia l'Italia per avere una vita

    Premetto che io non sono d’accordo con cercatore…o meglio credo anche io che il successo di “gomorra” abbia anche molto di commerciale, ma quello che ci ha “guadagnato” meno è proprio Saviano mentre sono in molti che hanno guadagnato sulle spalle di questo ragazzo coraggioso che sta facendo indubbiamente una vita di merda.
    Mi fa rabbia vedere in tv giornalisti ed i politici che nei loro salotti fanno gli splendidi dicendo “SAVIANO uno di noi”..
    "uno di noi sticazzi" direi….cosa fa in realtà lo stato per Saviano? Cosa fa lo stato per chi vive “Gomorra” ogni giorno?
    Tuttavia mi viene anche da dire che ,piuttosto che continuare a tenere una discussione interamente basata su “quanto è stupido quello che ha detto cercatore” potremmo anche riflettere sul fatto che la posizione di cercatore è una posizione abbastanza comune e domandarci come mai quelli che questa realtà la vivono sono proprio quelli che poi voltano le spalle a chi li esorta alla ribellione contro la camorra.
    Il punto drammatico mi sembra proprio questo, perché un intera popolazione è talmente “assuefatta” alla presenza della camorra da fare discorsi del genere, è talmente convinta che sia una presenza obbligata che ormai non vale più la pena nemmeno star qui a parlarne.
    Credo che (e parlo da persona che in questi posti ci ha vissuto) in queste realtà non si può fare a meno di essere tutti un po’ camorristi…siamo camorristi quando paghiamo il parcheggiatore abusivo perché altrimenti ci rompe la macchina, siamo camorristi quando per riuscire ad ottenere una visita medica dobbiamo chiedere il favore all’amico altrimenti prima di farci visitare abbiamo tutto il tempo di aspettare la resurrezione dei morti e la vita nel mondo che verrà amen, siamo camorristi quando “paghiamo” per avere un lavoro, siamo camorristi quando andiamo via al nord perché pensiamo che nulla potrà mai cambiare (cosa che Io penso).
    E’ giusto? No non lo è, ma personalmente credo che ,in un posto in cui per entrare nelle forze dell’ordine devi avere la spinta della malavita, in un posto in cui sono stesso quelli che dovrebbero difenderti a consigliarti vivamente di pagare il “Pizzo” perché così si sta più tranquilli, in un posto in cui i vescovi che in tv condannano la camorra e sostengono Saviano ,poi sono i primi a stringere la mano al boss di turno in chiesa (perché i boss sono tutti ferventi cattolici e godono di tutti i sacramenti) , in un posto del genere si finisce a pensare che tutto sia normale e che non ci si può aspettare alcun miglioramento.
    Tutto questo per dire che non sono d’accordo con Cercatore ma se proprio vogliamo dirla la sua posizione,se contestualizzata, non è del tutto incomprensibile.
    scusate la lunghezza del post.
    dove c'è gusto non c'è perdenza

    ho sempre amato il mio prossimo...finchè era poco....



    Questo è il mio pesciolino numero 641 in una vita costellata di pesciolini rossi. I miei genitori mi comprarono il primo per insegnarmi cosa significasse amare e prendersi cura di una creatura vivente del Signore. 640 pesci dopo, l'unica cosa che ho imparato è che tutto quello che ami morirà
    C.P.



    E' cosi' difficile divertirsi di questi tempi, anche sorridere fa male alla faccia

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