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  1. #1

    Visitatori notturni e ladri di divani...

    Poiché questo è il mio primo post, innanzitutto salve a tutti. Premetto che non studio, né pratico la psicologia. Ma sono semplicemente qui per cercare di capire se c'è qualcosa che si nasconde nei miei sogni.

    Premetto anche che non sogno spesso. O meglio, non sono tantissimi i sogni che riesco a ricordare tanto bene da poterli raccontare. Tuttavia, proprio poco tempo fa (all'inizio di agosto), ne ho fatto uno che mi ha piuttosto inquietato, tanto che il giorno dopo ho deciso di scriverlo così come me lo ricordavo.

    Oltre a premettervi che si tratta di un sogno piuttosto lungo, premetto un altro paio di cose che forse possono esservi utili:

    1) la notte in cui ho fatto questo sogno, in casa ero totalmente sola, poiché i miei erano partiti da tempo per le vacanze, come mio fratello, che vive con la famiglia al piando di sopra. Non mi piace molto dormire totalmente sola, anche perché nel periodo di ferie la nostra zona è particolarmente appetita dai ladri.

    2) la notte in cui ho fatto questo sogno è stata particolarmente tormentata di suo, solitudine a parte: prima di fare il sogno mi ero svegliata nel mezzo della notte, verso le 4 e mezzo, e dopo avevo avuto parecchie difficoltà ad addormentarmi un po' per il ronzio di un apparecchio che ho in camera mia, che nel silenzio totale della casa mi era divenuto insopportabile, un po' perché il letto si era sfatto (odio dormire con le lenzuola in disordine), un po' perché mi sono tornate in mente alcune immagini inquietanti di "ipotetici fantasmi" che avevo visto su Internet qualche tempo prima girovagando per curiosità. L'inquietudine creatasi in me per queste immagini era tale, che, me ne vergogno un po' a dirlo, alla fine ho deciso di provare a dormire con la luce accesa. La cosa ha funzionato in parte, nel senso che sono rimasta per un po' in uno stato di dormiveglia. Poi, non ricordo esattamente dopo quanto, sentendomi piuttosto stanca, ho rispento la luce, riuscendo, poi, in qualche modo, a riaddormentarmi.

    A QUESTO PUNTO INIZIA IL SOGNO, e quanto segue è ciò che ho scritto la mattina dopo, per averne una memoria fresca scritta.

    ===========================

    Sono nel mio letto, sempre nel mezzo di questa notte “tormentata”, sentendo che finalmente il sonno si sta impossessando di me, quando improvvisamente sento dei passi di corsa che mi fanno come trasalire. Nel dormiveglia penso che potrebbero provenire dal piano di sopra, dove dorme il mio nipotino di 3 anni. Ma ho la lucidità (sempre nel sogno, si intende) per rendermi conto che a quell'ora è inverosimile che stia correndo per casa.

    Voglio alzarmi per controllare, e quindi cerco di raggiungere con la mano l'interruttore a filo, che ho a portata di mano accanto al mio cuscino. Ma non riesco a muovere il braccio e la mano! Sono come immobilizzati, pesanti, addormentati. E questo non fa che accrescere il senso di inquietudine e ansia in me. Finalmente riesco a raggiungere l'interruttore e ad accendere la luce. Mi alzo in piedi, ma ancora sento il mio corpo molto pesante, e a fatica esco dalla camera e percorro il corridoio buio.

    Arrivata in fondo al corridoio, provo ad accendere la luce della stanza successiva, la sala. Ma di nuovo ho le stesse difficoltà che ho avuto con l'interruttore del letto: sento le braccia così pesanti da non riuscire ad alzarle. Eppure, in qualche modo, riesco ad accenderla. Entro in sala e mi sembra tutto nella norma. Disattivo l'allarme, perché voglio andare in cucina, aprire la porta e guardare fuori.

    Mi reco quindi nella stanza accanto, la cucina appunto, e apro la porta di ingresso. Non ricordo se per fare questo giro la chiave o mi basta semplicemente abbassare la maniglia. Però ricordo chiaramente che la luce esterna che dava sulla porta di ingresso era accesa (e non mi sembra di averla accesa io), e che ho visto almeno due figure venire verso di me.

    Una di loro era una donna, vestita completamente di nero. Deve aver salito i tre scalini che portano all'uscio, perché ricordo chiaramente di averla vista molto vicina a me, e di averla potuta guardare negli occhi. Mi ha sorriso e mi ha salutato, dicendo qualcosa di molto informale, del tipo “Ciao, come stai?”. Però non era un volto conosciuto, tanto che ricordo molto bene che la guardavo aggrottando la fronte, perplessa e cercando di capire chi fosse. Aveva i capelli, di un colore rossiccio, o forse castano o un biondo molto scuro, raccolti dietro, in una semplice coda, e una frangia le copriva la fronte. Non davano l'idea di essere molto lunghi. Forse, sciolti, le arrivavano alle spalle.

    L'altra figura non sono riuscita a distinguerla, e a capire se fosse un uomo o una donna. Forse perché non le ho dato molta attenzione, ma forse anche perché mi pare si sia fermata in fondo alle scale, nella penombra. Mi pare di aver detto loro, ovvero alla donna con i capelli raccolti, che i miei genitori non erano in casa. Al che la donna che avevo di fronte mi ha di nuovo sorriso, e mi ha risalutato, per poi andarsene, insieme all'altra figura. Li ho seguiti per un po' con gli occhi, e poi ho richiuso la porta.

    A questo punto ricordo di aver armeggiato con l'allarme, forse per rimetterlo. Ma la cosa strana è che ricordo bene che la tastiera di comando dell'allarme non era al suo solito posto, in sala, ma in cucina, accanto ai fornelli.

    La seguente è una parte confusa. Non so nemmeno se sia lo stesso sogno, o un altro: ricordo più che altro delle sensazioni e qualche elemento in comune, più che una scena vera e propria. Dopo la strana visita notturna, credo di essere tornata a letto, per poi essermi risvegliata, non so per quale motivo. Probabilmente, come prima, ho cercato di accendere le luci, ma di nuovo ero come immobilizzata, con le braccia incredibilmente pesanti, che quasi non rispondevano ai miei comandi. Di nuovo devo essermi alzata e aver percorso il corridoio, forse reggendomi al muro, per la sensazione che le gambe non mi reggessero.

    In qualche modo sono arrivata di nuovo in sala. Non ricordo se la luce della sala fosse già accesa, o se l'ho accesa io. Però qui la scena e il ricordo si fa più nitido. Ricordo chiaramente che la prima cosa che ho notato in sala fosse la mancanza dei divani di pelle nera, e anche del tavolo da caffè che sta in mezzo a loro, con tutto quello che c'era sopra (soprattutto argenteria) . Al posto dei divani e del tavolo ho visto qualcosa di marrone, forse una sorta di materasso rivestito in pelle.

    A quel punto ho guardato la console dell'allarme, che stavolta era al suo posto, e ho notato il led rosso acceso che indicava che l'allarme era in funzione. Eppure la porta di ingresso della sala era socchiusa. Mi sono fiondata lì, ho fatto per aprirla e credo di aver intravisto una parte di un divano, forse un poggiabraccio. Fatto sta che lo stesso divano, probabilmente per mano di chi lo stava portando via, ha dato una sorta di spintone all'anta della porta, facendo cadere me a terra.

    ================================

    A QUESTO PUNTO MI SONO SVEGLIATA DAL SOGNO, di soprassalto. Avevo con una sensazione di batticuore, ansia e paura addosso. Tanto che ho acceso la luce, con il famoso interruttore irrangiungibile (provando quasi sollievo nel vedere che mi riusciva senza provare quella sensazione di pesantezza e incapacità di muovere gli arti) e mi sono alzata a sedere sul letto, rimanendo così ferma per un paio di minuti buoni, cercando di calmarmi.

    Mi sono anche alzata e sono andata in sala e in cucina, per rassicurarmi che fosse stato solo un sogno, e infatti ho trovato tutto al suo posto. Dai vetri posti sopra le porte di ingresso di cucina e sala ho potuto notare che era ormai giorno. Sono tornata a letto, e ho cercato di dormire per quel poco tempo che mi rimaneva prima della sveglia.

    Mi sembra giusto aggiungere un paio di ulteriori note, su considerazioni che ho potuto fare da sveglia, ripensando al sogno mentre lo scrivevo:

    Quando nel sogno sono andata in salotto e ho visto che mancavano i divani, mancava anche la scrivania proveniente dalla casa di montagna di mia madre, ma questo è un elemento che è entrato da poco a far parte dell'ambiente, e in più è stato messo in una posizione che io trovo sbagliata. Quindi forse la sua mancanza può essere dovuta al fatto che, da un lato, io non l'ho ancora inquadrato nell'ambiente. Dall'altro, non vedo bene quel mobile in quella posizione. Oltretutto in sogno ho chiara la sensazione di aver notato solo la mancanza dei divani e del tavolo da caffè, ma non ho notato la mancanza della scrivania, di cui mi sono accorta solo in seguito, ripensando al sogno da sveglia per l'appunto.

    Quel materasso di pelle marrone che era al posto dei divani, mi ricordava in qualche modo (per il colore) il divano che i miei nonni tenevano in quella stessa stanza prima che noi ci trasferissimo lì. Di quel divano ricordo, più che altro, che spesso, quando a Natale o a Pasqua mangiavamo giù, mi sdraiavo lì, a sonnecchiare dopo mangiato. Non so se c'entra qualcosa, ma mi sembra giusto farne nota.

    Mi scuso per l'esposizione piuttosto lunga, ma non ho saputo riassumere meglio il sogno, e ringrazio chiunque vorrà cercare di darmene un'interpretazione, anche se so che non è facile senza conoscere il soggetto. A tal proposito, se credete di aver bisogno di elementi utili per l'interpretazione, non esitate a chiedere.

  2. #2
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    Riferimento: Visitatori notturni e ladri di divani...

    Citazione Originalmente inviato da Laus26480 Visualizza messaggio

    Sono nel mio letto, sempre nel mezzo di questa notte “tormentata”, sentendo che finalmente il sonno si sta impossessando di me, quando improvvisamente sento dei passi di corsa che mi fanno come trasalire. Nel dormiveglia penso che potrebbero provenire dal piano di sopra, dove dorme il mio nipotino di 3 anni. Ma ho la lucidità (sempre nel sogno, si intende) per rendermi conto che a quell'ora è inverosimile che stia correndo per casa.

    Voglio alzarmi per controllare, e quindi cerco di raggiungere con la mano l'interruttore a filo, che ho a portata di mano accanto al mio cuscino. Ma non riesco a muovere il braccio e la mano! Sono come immobilizzati, pesanti, addormentati. E questo non fa che accrescere il senso di inquietudine e ansia in me. Finalmente riesco a raggiungere l'interruttore e ad accendere la luce. Mi alzo in piedi, ma ancora sento il mio corpo molto pesante, e a fatica esco dalla camera e percorro il corridoio buio.

    Arrivata in fondo al corridoio, provo ad accendere la luce della stanza successiva, la sala. Ma di nuovo ho le stesse difficoltà che ho avuto con l'interruttore del letto: sento le braccia così pesanti da non riuscire ad alzarle. Eppure, in qualche modo, riesco ad accenderla. Entro in sala e mi sembra tutto nella norma. Disattivo l'allarme, perché voglio andare in cucina, aprire la porta e guardare fuori.

    Mi reco quindi nella stanza accanto, la cucina appunto, e apro la porta di ingresso. Non ricordo se per fare questo giro la chiave o mi basta semplicemente abbassare la maniglia. Però ricordo chiaramente che la luce esterna che dava sulla porta di ingresso era accesa (e non mi sembra di averla accesa io), e che ho visto almeno due figure venire verso di me.

    Una di loro era una donna, vestita completamente di nero. Deve aver salito i tre scalini che portano all'uscio, perché ricordo chiaramente di averla vista molto vicina a me, e di averla potuta guardare negli occhi. Mi ha sorriso e mi ha salutato, dicendo qualcosa di molto informale, del tipo “Ciao, come stai?”. Però non era un volto conosciuto, tanto che ricordo molto bene che la guardavo aggrottando la fronte, perplessa e cercando di capire chi fosse. Aveva i capelli, di un colore rossiccio, o forse castano o un biondo molto scuro, raccolti dietro, in una semplice coda, e una frangia le copriva la fronte. Non davano l'idea di essere molto lunghi. Forse, sciolti, le arrivavano alle spalle.

    L'altra figura non sono riuscita a distinguerla, e a capire se fosse un uomo o una donna. Forse perché non le ho dato molta attenzione, ma forse anche perché mi pare si sia fermata in fondo alle scale, nella penombra. Mi pare di aver detto loro, ovvero alla donna con i capelli raccolti, che i miei genitori non erano in casa. Al che la donna che avevo di fronte mi ha di nuovo sorriso, e mi ha risalutato, per poi andarsene, insieme all'altra figura. Li ho seguiti per un po' con gli occhi, e poi ho richiuso la porta.

    A questo punto ricordo di aver armeggiato con l'allarme, forse per rimetterlo. Ma la cosa strana è che ricordo bene che la tastiera di comando dell'allarme non era al suo solito posto, in sala, ma in cucina, accanto ai fornelli.

    La seguente è una parte confusa. Non so nemmeno se sia lo stesso sogno, o un altro: ricordo più che altro delle sensazioni e qualche elemento in comune, più che una scena vera e propria. Dopo la strana visita notturna, credo di essere tornata a letto, per poi essermi risvegliata, non so per quale motivo. Probabilmente, come prima, ho cercato di accendere le luci, ma di nuovo ero come immobilizzata, con le braccia incredibilmente pesanti, che quasi non rispondevano ai miei comandi. Di nuovo devo essermi alzata e aver percorso il corridoio, forse reggendomi al muro, per la sensazione che le gambe non mi reggessero.

    In qualche modo sono arrivata di nuovo in sala. Non ricordo se la luce della sala fosse già accesa, o se l'ho accesa io. Però qui la scena e il ricordo si fa più nitido. Ricordo chiaramente che la prima cosa che ho notato in sala fosse la mancanza dei divani di pelle nera, e anche del tavolo da caffè che sta in mezzo a loro, con tutto quello che c'era sopra (soprattutto argenteria) . Al posto dei divani e del tavolo ho visto qualcosa di marrone, forse una sorta di materasso rivestito in pelle.

    A quel punto ho guardato la console dell'allarme, che stavolta era al suo posto, e ho notato il led rosso acceso che indicava che l'allarme era in funzione. Eppure la porta di ingresso della sala era socchiusa. Mi sono fiondata lì, ho fatto per aprirla e credo di aver intravisto una parte di un divano, forse un poggiabraccio. Fatto sta che lo stesso divano, probabilmente per mano di chi lo stava portando via, ha dato una sorta di spintone all'anta della porta, facendo cadere me a terra.

    [...]

    Quel materasso di pelle marrone che era al posto dei divani, mi ricordava in qualche modo (per il colore) il divano che i miei nonni tenevano in quella stessa stanza prima che noi ci trasferissimo lì. Di quel divano ricordo, più che altro, che spesso, quando a Natale o a Pasqua mangiavamo giù, mi sdraiavo lì, a sonnecchiare dopo mangiato. Non so se c'entra qualcosa, ma mi sembra giusto farne nota.
    Ciao, Laus, come puoi immaginare non è possibile "interpretare" (per svariati motivi) il tuo sogno.
    E' solo possibile (almeno a me) proporti alcune chiavi di lettura simboliche molto generali che solo tu potrai valutare se possono esserti di aiuto o meno a capire meglio i significati del tuo sogno.

    In base ad un'analisi generale dei simboli (senza soffermarmi sui particolari, perché sono troppi e mancano le informazioni per poterli contestualizzare), mi pare possano essere individuati due costellazioni di significati che, forse, possono essere intrecciate fra loro.

    Da una parte, la difficoltà ad accendere la luce e a muovere il braccio e la mano.
    Dall'altra, le vicende legate all'allarme, all'incontro con la donna vestita di nero, con i capelli raccolti dietro, e al mobilio rubato.

    La luce accesa, simbolicamente, ha a che fare con la chiarezza, col fare chiarezza dentro di sé. La piena funzionalità di braccia e mani ha a che fare, simbolicamente, con la capacità di realizzare, di esprimere nel concreto le proprie potenzialità.
    Questa parte del sogno, forse, propone vissuti legati ad una situazione in cui la difficoltà a fare chiarezza dentro di sé (o sui propri obiettivi) va di pari passo con la difficoltà ad esprimersi, nel concreto, realizzando le proprie potenzialità (o, semplicemente, i propri obiettivi, in quanto ancora poco operativi).

    La seconda parte del sogno potrebbe, invece, essere collegata con le difese che poniamo in atto per tutelare la nostra intimità.
    La casa ha a che fare, simbolicamente, con l'interiorità.
    La paura dei ladri ha a che fare con la paura che eventi esterni possano scombinare i nostri ritmi e i nostri equilibri interiori.
    Ora, in una parte del sogno, sembra che tu (sentendo dei passi di corsa: i passi esprimono, simbolicamente, la possibilità di procedere nella propria evoluzione, di buona lena - essendo passi di corsa-) attenui le tue difese, aprendoti nuove possibilità (apri la porta): questo ti permette una maggiore apertura comunicativa (il salotto, di solito, è il luogo "sociale" per eccellenza della casa), la possibilità di nutrirti di nuove energie (cucina) e ti porta, forse, a scoprire delle parti della tua femminilità (rappresentate dalla donna) che, ancora, non hai avuto modo di sperimentare pienamente (è una sconosciuta), perché le tue difese te l'hanno impedito (è vestita di nero) o, semplicemente, per il tuo modo di pensare non sufficientemente flessibile (i capelli = pensieri sono annodati dietro, cioè non sono lasciati liberi di muoversi).

    Il sogno sembra, però, dire che ciò non si realizza pienamente perché le difese vengono riattivate (congedi la donna e richiudi la porta, poi riattivi il sistema di difesa). Ma le difese, pare concludere il sogno, ti portano ad una situazione in cui sembra ne scapiti la possibilità di vivere situazioni di intimità (i divani vengono rubati) e, più in generale la vitalità personale, la capacità di proiettarsi stabilmente all'esterno, di affrontare le situazioni con energia (tavolo da caffè; il tavolo raffigura una situazione stabile, il caffè simboleggia l'energia, la forza propulsiva). E, insieme, sembra anche venir meno la possibilità di esprimere alcune parti significative di sé (viene rubata l'argenteria).

    Sembrano rimanere vive le vecchie esperienze del passato, quando, dopo mangiato, soprattutto nelle grandi ricorrenze del calendario, te ne potevi stare tranquilla a rilassarti e a goderti una situazione di pace e tranquillità. Forse il sogno ti vuol dire che corri il rischio di rifugiarti nel passato e di perdere occasioni nel presente? Solo tu puoi saperlo.

    Tieni conto che, avendo proposto delle chiavi interpretative generali, è possibile che i significati proposti non corrispondano affato ai vissuti individuali che tu hai investito nei simboli del sogno.
    Ultima modifica di Hermes Ankh : 02-09-2008 alle ore 22.33.28


    "L'onda non riesce a prendere
    il fiore che galleggia:
    quando cerca di raggiungerlo
    lo allontana"

    (Rabindranath Tagore)

  3. #3

    Riferimento: Visitatori notturni e ladri di divani...

    Salve Hermes.

    Innanzitutto grazie di avermi risposto. Ovviamente so bene che senza conoscere il background e il vissuto del soggetto, dare un'interpretazione "personalizzata" di un sogno è impossibile. Tuttavia ti assicuro che le "chiavi di interpretazione" che mi hai dato, diciamola così, mi si "addicono" molto.

    Citazione Originalmente inviato da Hermes Ankh Visualizza messaggio

    [...]

    La luce accesa, simbolicamente, ha a che fare con la chiarezza, col fare chiarezza dentro di sé. La piena funzionalità di braccia e mani ha a che fare, simbolicamente, con la capacità di realizzare, di esprimere nel concreto le proprie potenzialità.
    Questa parte del sogno, forse, propone vissuti legati ad una situazione in cui la difficoltà a fare chiarezza dentro di sé (o sui propri obiettivi) va di pari passo con la difficoltà ad esprimersi, nel concreto, realizzando le proprie potenzialità (o, semplicemente, i propri obiettivi, in quanto ancora poco operativi).
    Riguardo a questa nota, posso dirti che se dovessi dirti di essere pienamente soddisfatta di quello che sono riuscita a fare nella vita e di quello che sono diventata, mentirei. Diciamo che ci sono varie cose che sarei potuta essere, e non sono, e varie altre cose che non sono riuscita a portare a termine, o progetti irrealizzati.

    Alcuni esempi:

    - avevo la possibilità di diventare una buona cestista, ma non ho avuto la perseveranza di impegnarmi veramente a fondo in ciò, e qualche anno fa ho dovuto rinunciare per problemi alla schiena e perché a una certa età devi fare una scelta;

    - ho problemi di peso (un classico) ma non sono mai riuscita a portare a termine una dieta o a ottenere successi che si mantenessero nel tempo;

    - ho un lavoro, e non me ne lamento dati i tempi, ma non è esattamente quello che sognavo;

    - questo è forse stupido, è da quando sono alle elementari che mi dicono che ho talento innato per la scrittura (e ne sono convinta anch'io), e mi piace anche scrivere, ma non ho la forza di volontà di mettermi davanti a una tastiera e provare a mettere in pratica "seriamente" tale dono.

    Da una parte sono una persona molto esigente con se stessa, e finanche troppo convinta delle proprie capacità. Ma dall'altra, per pigrizia o per altro, non riesco a tramutare tutto ciò in qualcosa di reale ed effettivo.

    La seconda parte del sogno potrebbe, invece, essere collegata con le difese che poniamo in atto per tutelare la nostra intimità.
    La casa ha a che fare, simbolicamente, con l'interiorità.
    La paura dei ladri ha a che fare con la paura che eventi esterni possano scombinare i nostri ritmi e i nostri equilibri interiori.
    Ora, in una parte del sogno, sembra che tu (sentendo dei passi di corsa: i passi esprimono, simbolicamente, la possibilità di procedere nella propria evoluzione, di buona lena - essendo passi di corsa-) attenui le tue difese, aprendoti nuove possibilità (apri la porta): questo ti permette una maggiore apertura comunicativa (il salotto, di solito, è il luogo "sociale" per eccellenza della casa), la possibilità di nutrirti di nuove energie (cucina) e ti porta, forse, a scoprire delle parti della tua femminilità (rappresentate dalla donna) che, ancora, non hai avuto modo di sperimentare pienamente (è una sconosciuta), perché le tue difese te l'hanno impedito (è vestita di nero) o, semplicemente, per il tuo modo di pensare non sufficientemente flessibile (i capelli = pensieri sono annodati dietro, cioè non sono lasciati liberi di muoversi).

    Il sogno sembra, però, dire che ciò non si realizza pienamente perché le difese vengono riattivate (congedi la donna e richiudi la porta, poi riattivi il sistema di difesa). Ma le difese, pare concludere il sogno, ti portano ad una situazione in cui sembra ne scapiti la possibilità di vivere situazioni di intimità (i divani vengono rubati) e, più in generale la vitalità personale, la capacità di proiettarsi stabilmente all'esterno, di affrontare le situazioni con energia (tavolo da caffè; il tavolo raffigura una situazione stabile, il caffè simboleggia l'energia, la forza propulsiva). E, insieme, sembra anche venir meno la possibilità di esprimere alcune parti significative di sé (viene rubata l'argenteria).

    Sembrano rimanere vive le vecchie esperienze del passato, quando, dopo mangiato, soprattutto nelle grandi ricorrenze del calendario, te ne potevi stare tranquilla a rilassarti e a goderti una situazione di pace e tranquillità. Forse il sogno ti vuol dire che corri il rischio di rifugiarti nel passato e di perdere occasioni nel presente? Solo tu puoi saperlo.
    Posso dirti che caratterialmente mi definisco una persona piuttosto riservata e solitaria (e ultimamente questa solitudine comincia un po' a pesarmi). Ed effettivamente sono una persona piuttosto rigida nelle mie posizioni, nel senso che ho delle idee morali ed etiche ben chiare e definite, che molto difficilmente sono disposta a mettere in dubbio.

    Poi, non so se c'entri qualcosa, ma quello che hai descritto mi rammenta il fatto che ultimamente mi è presa un po' la paura di "rimanere sola", se così si può definire. Sono ancora relativamente giovane, per carità (dal mio nick vedi che ho 28 anni). Ma di recente due mie amiche di lunga data (di infanzia, si potrebbe dire) si sono sposate, per dire. Altre sono già sposate e con figli. E di recente, a una cena, complice anche qualche bicchiere che aveva sciolto un po' i freni inibitori, mi sono ritrovata a dire un qualcosa del tipo: "Non mi dispiace tanto il fatto di rimanere single, quanto il fatto che potrei non avere mai dei figli".

    Devo aggiungere (e non so se sia utile) che, nella mia ignoranza, il fatto che mi rubassero i divani avesse qualcosa di negativo a che fare con i miei genitori. In particolare mio padre, perché se su due piedi mi chiedi di pensare a mio padre, la prima immagine che mi viene in mente è "lui, seduto sul divano, a guardare la tv".

    Avevo pensato a lui anche perché, dei miei genitori, è quello che mi dà più preoccupazione. Mentre mia madre (classe 1947) è ancora relativamente "giovane", forte e vitale nel suo modo di vivere, mio padre (classe 1946, quindi solo un anno in più di mia madre) in questi ultimi anni mi appare invecchiato di secoli, vuoi perché ha avuto diversi problemi di salute (un infarto del 2001, un tumore alla prostata l'anno scorso rimosso chirurgicamente, la stenosi alla spina dorsale che gli impedisce di camminare bene). Noto che sempre più spesso, che quando è in piedi, ha bisogno di appoggiarsi a qualcosa. E inoltre mi appare sempre più apatico, da persona che si lascia vivere, più che vivere.

    Sull'altro divano a volte ci si sdraia mia madre, sempre a guardare la tv. Però "lei sdraiata sul divano" è un'immagine "forzata", non la prima che mi viene in mente pensando a mia madre. E comunque, se è per quello, spesso mi ci sdraio anch'io su quel divano, e nel periodo in cui è avvenuto il sogno succedeva più spesso del solito, dato che ero sola in casa e usavo la tv della sala.

    Bon, come al solito mi sono dilungata più del dovuto nelle mie elucubrazioni. Grazie ancora per la risposta e l'attenzione. Ne farò tesoro.
    Ultima modifica di Laus26480 : 03-09-2008 alle ore 11.47.14

  4. #4
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    Riferimento: Visitatori notturni e ladri di divani...

    Citazione Originalmente inviato da Laus26480 Visualizza messaggio
    Devo aggiungere (e non so se sia utile) che, nella mia ignoranza, il fatto che mi rubassero i divani avesse qualcosa di negativo a che fare con i miei genitori. In particolare mio padre, perché se su due piedi mi chiedi di pensare a mio padre, la prima immagine che mi viene in mente è "lui, seduto sul divano, a guardare la tv".

    Avevo pensato a lui anche perché, dei miei genitori, è quello che mi dà più preoccupazione.
    Se ti può essere utile, per la tua riflessione, quello che dici potrebbe, in effetti, fare pensare a una preoccupazione per i tuoi genitori, sia reali che interni.
    Nel sogno sei sola in casa, mancano i genitori. Congedi la donna vestita di nero dicendo che i tuoi genitori non sono in casa.
    I genitori, simbolicamente, rappresentano, oltre se stessi, la matrice maschile e femminile.
    Il sogno sembrerebbe proporti, da questo punto di vista, una duplice preoccupazione: per i tuoi genitori reali (soprattutto, da quello che dici, per tuo babbo, raffigurato anche dal divano rubato, cioè che viene meno) e per le matrici maschili e femminili interne che, nella misura in cui non sono avvertite come fortemente radicate, possono essere alla base di problemi nell'espressione esterna delle proprie potenzialità femminili (il precludersi possibilità affettive) e maschili (il sentirsi poco protetti e l'avere bisogno di sistemi di difesa).
    Vedi se queste ulteriori considerazioni possono esserti di qualche aiuto.
    Ultima modifica di Hermes Ankh : 03-09-2008 alle ore 23.42.01


    "L'onda non riesce a prendere
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