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  1. #1
    Partecipante Super Esperto L'avatar di stellamaranta
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    Violenza: Modus operandi

    volevo partire dalla notizia della violenza subita da una psicologa tedesca a torre annunziata per discutere di alcuni particolari.
    so che in questi giorni ci sono stati diversi episodi di questo tipo in altre parti d'italia ma questo di napoli mi ha colpita per le reazioni di entrambi.
    metto i link per chi non ne fosse a conoscenza.

    Stupro, confessione choc | Napoli la Repubblica.it
    Turista violentata, caccia ai complici | Napoli la Repubblica.it
    Coppia di turisti aggredita, fermati altri due minorenni | Napoli la Repubblica.it
    Fermato in chiesa con una pistola nei calzini | Napoli la Repubblica.it

    partendo dal presupposto che il caso è chiaro e chiuso, volendo evitare le polemiche e i giudizi riguardo l'azione in sè e alla giovane età dei ragazzi, mi colpiva il fatto che minacciata, la ragazza mimasse di essere incinta e il fatto che non ha mai abbassato lo sguardo di fronte ai suoi carnefici.

    mi colpiva anche il loro atteggiamento di indifferenza, di scherno, il riprendere le loro attività come se niente fosse successo, giustificando la violenza per la rabbia di aver racimolato solo 50 euro e i cellulari ( avrebbero potuto prendere l'auto se il problema era il bottino troppo magro), l'aver ucciso anche il cane...

    mi chiedevo, c'è (se è possibile rimanere razionali in un momento simile) un modo di agire preferibile rispetto ad un altro?
    la domanda potrebbe sembrare assurda pero' questa ragazza ha comunque cercato di reagire in qualche modo a tale situazione. non è comune. credo.
    Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un'opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca priva di applausi.

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di Morgana-z
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    Riferimento: Violenza: Modus operandi

    a questo caso di violenza si aggiungono quelli dei tg di oggi e di ieri:

    RaiNews24 - Un'altra turista stuprata in Calabria

    Ivrea: quattro frati aggrediti e picchiati in convento da rapinatori Corriere Della Sera

    nonchè la notizia di una ragazzina di 14 anni stuprata da uno di 19....
    Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato.
    (Haruki Murakami)

  3. #3
    Postatore Epico L'avatar di terry77dgl
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    Riferimento: Violenza: Modus operandi

    riguardo al fatto di Torre Annunziata, non c'è molto da dire.
    Conosco benissimo la spiaggia dove è successo il fatto perchè ogni tanto vado lì a prendere il sole,io sono dello stesso quartiere, conosco bene i luoghi di provenienza di questi 3 balordi e tutto il contesto che vi è attorno...cosa dire, purtroppo non ci si rende conto che c'è una generazione che sta venendo fuori che è malata, fortemente malata, soprattutto in determinati contesti. I ragazzi non sono di Rovigliano, quartiere dove è avvenuto il fatto, ma delle zone più degradate della città. E sentendo stamattina la gente di Rovigliano, voce comune era che i criminali erano venuti da altrove, che nella zona utltmamente si compievano rapine da persone non del posto, ma che venivano da là, dai quartieri a maggiore densità camorristica. Come a voler preservare una piccola comunità tutto sommato tranquilla, in una città che di tranquillo ha ben poco purtroppo. Giustificare sempre quello che si fa, non far pagare la pena a chi compie un reato, sminuisce qualsiasi atto criminoso. Come sparare colpi in aria ai matrimoni o a capodanno. E quello che i giornali non hanno detto, ma che tutti qui sanno, è che i 3 ragazzini erano anche affezionati cocainomani. E spero che la magistratura compia il suo dovere verso questi giovani, che faccia quello che è giusto fare, che paghino per quello che hanno fatto, anche se hanno 16 anni. Onore e solidarietà invece a questa giovane donna che era venuta ad ammirare il sud Italia e le sue bellezze.Purtroppo è stata vittima di uno dei peggiori incubi che si possano verificare per una donna.E onore al suo immenso coraggio. Quello che manca a tanti ed a tante.

  4. #4
    Johnny
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    Riferimento: Violenza: Modus operandi

    Se escludiamo l'ipotesi che anche una volta succedevano questi episodi, ma nessuno lo sapeva, mentre oggi sappiamo tutto ciò che succede nel mondo in tempo reale, resta la conclusione che è la nostra società a produrre questi effetti.
    Infatti sono d'accordo con Terry quando dice che si tratta di una generazione "malata".

    Ma che malattia è? Qual è il tratto caratteristico di questa "malattia"? La violenza? Potebbe essere. Ma secondo me non è questo, la violenza è un mezzo, non il fine.
    Il fine è riprendere col telefonino (apparire); rubare i soldi (trarre profitto senza fatica), divertirsi (noia) anche a costo di danneggiare gli altri.

    Quindi (ammesso che il mio ragionamento sia corretto) questa società veicola i valori dell'apparire, del guadagno senza fatica, in poco tempo, anche a danno degli altri.

    E' la società che produce quest effetti. L'intervento quindi deve essere sociale e preventivo. Ma dopotutto, la classe politica italiana genera i suoi figli. Oggi ne vediamo le conseguenze.

    La coppia in questione sicuramente tornerà in Italia, quando ci sarà il processo. Dovranno passare vari anni per avere la sentenza e (ammesso che i giovani vengano condannati in via definitiva) sarà un trauma vedere che i loro carnefici saranno liberi sul territorio come se nulla fosse accadto (per un eventuale indulto - tanto le carceri sono piene - per i lavori socialmente utili o altro).
    Ultima modifica di Johnny : 28-08-2008 alle ore 17.24.29

  5. #5
    Partecipante Assiduo L'avatar di fabypsy22
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    Riferimento: Violenza: Modus operandi

    Citazione Originalmente inviato da *-ras-* Visualizza messaggio
    Il fine è riprendere col telefonino (apparire); rubare i soldi (trarre profitto senza fatica), divertirsi (noia) anche a costo di danneggiare gli altri.
    Quindi (ammesso che il mio ragionamento sia corretto) questa società veicola i valori dell'apparire, del guadagno senza fatica, in poco tempo, anche a danno degli altri.
    E' la società che produce quest effetti. L'intervento quindi deve essere sociale e preventivo. Ma dopotutto, la classe politica italiana genera i suoi figli. Oggi ne vediamo le conseguenze.
    .
    non posso che quotare sono pienamente d'accordo con te...che tristezza...

  6. #6
    Postatore Compulsivo L'avatar di barbara.deleo
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    Riferimento: Violenza: Modus operandi

    leggevo i posts e mi tornava alla mente l'affermazione della ragazza psicologa la quale ha affermato che mai più tornerà in Italia...
    Mi chiedo: si può penalizzare un paese intero?
    Probabilmente è stata un'affermazione dettata dallo choc, dal contesto della situazione, ma il mio perché rimane ancora.
    Sono d'accordo con chi afferma la necessità impellente di azioni preventive e sociali, ma perché ogni volta ci ostiniamo ad imputare tutta e la sola responsabilità ai politici?
    Mi chiedo: noi non abbiamo nessuna responsabilità in tutto questo?
    Il paese, la nostra cara e bella Italia, è fatta solo di politici o anche noi siamo responsabili in parte di ciò che accade attorno a noi?
    Personalmente ho sempre rifiutato e ritenuto quanto mai poco responsabile nascondersi dietro a concetti come "Piove, governo ladro!" oppure "La colpa è dei politici che ci hanno abbandonato"...
    Si, le istituzioni hanno gravi carenze, ma non potremmo iniziare noi nel nostro piccolo?
    Le zone da cui provengono i ragazzi saranno pure degradate, ma gli insegnanti, le famiglie, i parroci, il gruppo dei pari, gli assistenti sociali.... non hanno forse anche loro una certa responsabilità in tutto questo?
    E gli insegnanti, le famiglie, i vicini, il gruppo dei pari... non siamo forse noi che ne facciamo parte?
    Credo, allora, che forse sarebbe il caso di iniziare a risvegliare il nostro senso civico anche per le piccole cose e non aspettare che siano sempre e solo i politici a risolverci i problemi.... ho sempre avuto una certa avversione per tutte le situazioni in cui chiunque sia si appoggiasse ad un assistenzialismo passivo... forse abbiamo dimenticato il senso di "azione partecipata"?
    Ovviamente sono domande e riflessioni personali che non hanno alcuna pretesa di essere verità assolute ed universali per nessuno a cui sottende, almeno da parte mia, un rispetto illimitato, comunque, per chiunque non abbia voglia che il mondo sia cambiato dagli altri, ma che abbia voglia di essere attivo nel proprio cambiamento e abbia voglia di essere promotore di azioni empowered/empowering a qualunque livello..


    L'amore non rende le cose migliori, anzi le rovina.
    Ti spezza il cuore.
    Rende tutto un gran casino.
    Non siamo qui per fare le cose alla perfezione.
    I fiocchi di neve sono perfetti.
    Le stelle sono perfette.
    Noi no.

    "Ho deciso di perdermi nel mondo, applico alla vita i puntini di sospensione" (MORGAN)
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  7. #7
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    Riferimento: Violenza: Modus operandi

    siccome di violenza si è spesso parlato, volevo proporre uno spunto diverso. ma va beh...
    Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un'opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca priva di applausi.

  8. #8
    Postatore Epico L'avatar di Morgana-z
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    Riferimento: Violenza: Modus operandi

    stella, io credo di non aver chiaro il taglio che volevi dare alla discussione, per cui ti chiederei,se ti è possibile e se ne hai voglia, di darmi ulteriori direttive...penso che possiamo fare una bella discussione costruttiva.
    Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato.
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  9. #9
    Partecipante Super Esperto L'avatar di aiko1980
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    Riferimento: Violenza: Modus operandi

    Citazione Originalmente inviato da barbara.deleo Visualizza messaggio
    leggevo i posts e mi tornava alla mente l'affermazione della ragazza psicologa la quale ha affermato che mai più tornerà in Italia...
    Mi chiedo: si può penalizzare un paese intero?
    Probabilmente è stata un'affermazione dettata dallo choc, dal contesto della situazione, ma il mio perché rimane ancora.
    Sono d'accordo con chi afferma la necessità impellente di azioni preventive e sociali, ma perché ogni volta ci ostiniamo ad imputare tutta e la sola responsabilità ai politici?
    Mi chiedo: noi non abbiamo nessuna responsabilità in tutto questo?
    Il paese, la nostra cara e bella Italia, è fatta solo di politici o anche noi siamo responsabili in parte di ciò che accade attorno a noi?
    Personalmente ho sempre rifiutato e ritenuto quanto mai poco responsabile nascondersi dietro a concetti come "Piove, governo ladro!" oppure "La colpa è dei politici che ci hanno abbandonato"...
    Si, le istituzioni hanno gravi carenze, ma non potremmo iniziare noi nel nostro piccolo?
    Le zone da cui provengono i ragazzi saranno pure degradate, ma gli insegnanti, le famiglie, i parroci, il gruppo dei pari, gli assistenti sociali.... non hanno forse anche loro una certa responsabilità in tutto questo?
    E gli insegnanti, le famiglie, i vicini, il gruppo dei pari... non siamo forse noi che ne facciamo parte?
    Credo, allora, che forse sarebbe il caso di iniziare a risvegliare il nostro senso civico anche per le piccole cose e non aspettare che siano sempre e solo i politici a risolverci i problemi.... ho sempre avuto una certa avversione per tutte le situazioni in cui chiunque sia si appoggiasse ad un assistenzialismo passivo... forse abbiamo dimenticato il senso di "azione partecipata"?
    Ovviamente sono domande e riflessioni personali che non hanno alcuna pretesa di essere verità assolute ed universali per nessuno a cui sottende, almeno da parte mia, un rispetto illimitato, comunque, per chiunque non abbia voglia che il mondo sia cambiato dagli altri, ma che abbia voglia di essere attivo nel proprio cambiamento e abbia voglia di essere promotore di azioni empowered/empowering a qualunque livello..

    Ciao,
    sono di Torre Annunziata. Provo un pò a rispondere a barbara e a tutti voi xkè conosco da vicino questa realtà e mi scontro con la frustrazione, la rabbia e mi dispiace dirlo, anche la rassegnazione. Da dicembre sto facendo il servizio civile in un quartiere difficile di Torre Annunziata a stretto contatto con l'illegalità, l'ignoranza e la mentalità camorrista. Ciò che è più difficile da sradicare è proprio la mentalità, che si fonda sul sopruso, sulla violenza, sullo scherno e il disprezzo nei confronti degli altri e di qualsiasi regola imposta, nn c'entra proprio niente il cellulare, l'apparenza e tutte quelle cose lì, xkè questi meccanismi così avanzati nn sono arrivati ancora, il problema è che in un quartiere in cui imperversa una mentalità di questo tipo se nn ti conformi alla massa rischi di essere oggetto di derisione, di essere tacciato come diverso. Ma forse questa cosa qui nemmeno si pone, xkè le persone che abitano in quel quartiere nn hanno scelta, i bambini sono dei predestinati e vi giuro che è davvero difficile, da soli, riuscire a trasmettere valori positivi, dare degli insegnamenti quando i bambini alla fine della giornata tornano nelle loro case con i genitori, i fratelli più grandi che sono dei pessimi esempi e dei modelli costanti di osservazione. Insomma la cultura della sopraffazione è così forte che vanifica qualsiasi sforzo. Per cui penso che da solo l'associazionismo nn serve proprio a niente, l'intervento dovrebbe essere fatto sul quartiere, sulla popolazione tutta e nn solo sui bambini. Inoltre, molti di questi bambini hanno marcati problemi comportamentali, disturbi legati a condotte devianti (litigano e si picchiano in continuazione e bisogna separarli di continuo) e nn mi sento di escludere che tali disturbi possano evolvere verso un disturbo anisociale.
    Nn so se ho spiegato la situazione, se questo intervento è stato chiaro, nn voglio dire che forme di solidarietà, associazionismo, ecc nn servono a niente, ma che è chiaro che ci vuole anche l'intervento delle istituzioni, xkè questa realtà personalmente la vivo come molto più grande di me, come qualcosa che mi sovrasta e che supera le mie possibilità di intervento. Ma le istituzioni, in un certo senso, sono anch'esse abbacchiate con la camorra e qui entriamo in un altro argomento che è difficile da spiegare...

  10. #10
    Partecipante Super Esperto L'avatar di stellamaranta
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    Riferimento: Violenza: Modus operandi

    Citazione Originalmente inviato da Morgana-z Visualizza messaggio
    stella, io credo di non aver chiaro il taglio che volevi dare alla discussione, per cui ti chiederei,se ti è possibile e se ne hai voglia, di darmi ulteriori direttive...penso che possiamo fare una bella discussione costruttiva.
    ciao. io volevo volgere lo sguardo verso i comportamenti delle vittime di uno stupro durante lo stupro stesso. questa ragazza ha detto e mimato di essere incinta e non ha mai abbassato lo sguardo. avevo sentito di un altra ragazza tempo fa (ho cercato ma non ho trovato l'articolo) che in casa stava per essere stuprata da un ragazzo appena conosciuto e dopo qualche schiaffo aveva finto di aver voglia di stare con lui per poi prendere le redini del rapporto. la cosa aveva sorpreso lo stupratore permettendole di scappare.

    volevo soffermarmi sulle reazioni che a volte le vittime cercano di avere e che permettono a queste, talvolta, di riuscire a scappare (cosa che non è successa alla turista tedesca).
    Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un'opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l'opera finisca priva di applausi.

  11. #11
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    Riferimento: Violenza: Modus operandi

    ho capito.
    Io penso che riuscire a non farsi prendere dal panico e dal terrore per l'imminenza di una cosa schifosa come uno stupro sia una cosa notevole, ma ci vuole freddezza e lucidità che alla ragazza tedesca purtroppo è mancata.
    Credo che la ragazza che ha adottato quella tattica di finta seduzione abbia agito in modo molto efficace da un punto di vista adattivo...così facendo si è salvata la vita perchè l'istinto l'ha messa in allerta e le ha fatto recuperare lucidità intellettuale.
    Ma quella ragazza si trovava in una situazione differente da quella della turista tedesca: era da sola.
    La nostra collega invece oltre a fronteggiare una minaccia alla sua incolumità personale doveva anche sopportare che il fidanzato fosse sotto la minaccia di un'arma. Se lei avesse tentato di ribellarsi, il ragazzo ne avrebbe pagato le conseguenze. Si tratta di una doppia minaccia, a cui è difficilissimo opporsi proprio per il doppio rischio per l'incolumità.
    L'altra ragazza, quella che allo stupro è riuscita a sfuggire, era da sola, e doveva fronteggare un uomo. Uno scontro più semplice da gestire.
    Prendiamo ancora il caso-non specifico, anche se vi sono diversi fatti di cronaca a riguardo-di una ragazza violentata da un gruppo. La lotta è proprio impari e senza scampo, e la vittima paga la sua ribellione diverse volte, da ogni membro del gruppo che in tal modo cerca di rivalersi contro di lei.

    Ti ringrazio, mi hai dato modo di riflettere su una cosa molto interessante.
    Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato.
    (Haruki Murakami)

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