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  1. #1
    Partecipante Affezionato L'avatar di nefertarix
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    07-06-2006
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    cagliari
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    Tutti potrebbero diventare Psicoterapeuti?

    ciao a tutti!ho una domanda che mi sono sempre fatta da quando studio Psicologia, ed è questa: tutte le persone posson fare le Psicoterapiste?mi spiego meglio,se io divento psicoterapeuta però ho una patologia come un disturbo di personalità paranoide, posso esercitare???!cioè è eticamente giusto?

  2. #2
    Partecipante Super Esperto L'avatar di rosamund
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    02-12-2007
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    Riferimento: ma lo psicoterapeuta come si cura?

    Citazione Originalmente inviato da nefertarix Visualizza messaggio
    ciao a tutti!ho una domanda che mi sono sempre fatta da quando studio Psicologia, ed è questa: tutte le persone posson fare le Psicoterapiste?mi spiego meglio,se io divento psicoterapeuta però ho una patologia come un disturbo di personalità paranoide, posso esercitare???!cioè è eticamente giusto?
    Bè per diventare psicoterapeuta devi completare una scuola di specializzazione quadriennale, svolgi un colloquio iniziale in cui in "qualche modo" viene valutato il tuo essere più o meno pronto a tale percorso, inoltre fai degli esami annuali che valutano la tua preparazione e alla fine del percorso vi è una tesi finale... molte di queste scuole prevedono la terapia personale e la supervisione dei casi seguiti durante il tirocinio... insomma si cerca di evitare che gli psicoterapeuti abilitati possano arrecare danno con la loro patologia ai pazienti e al massimo gli si insegna ad usarla proficuamente per il bene dei pz... spero di essere stata chiara...
    Rosamund

  3. #3
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: ma lo psicoterapeuta come si cura?

    Concordo con quanto dice rosamund. Sottolinerei ulteriormente il valore di un lavoro personale approfondito, utile per comprendere anche le motivazioni alla base della scelta professionale in relazione alle proprie modalità patologiche.
    gieko

  4. #4
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: quali sono i motivi che fanno fallire una psicoterapia?

    Citazione Originalmente inviato da nefertarix Visualizza messaggio
    ciao a tutti!ho una domanda che mi sono sempre fatta da quando studio Psicologia, ed è questa: tutte le persone posson fare le Psicoterapiste?mi spiego meglio,se io divento psicoterapeuta però ho una patologia come un disturbo di personalità paranoide, posso esercitare???!cioè è eticamente giusto?

    In generale, puoi esercitare se considerando che per diventare psicoterapeuta, devi fare colloqui motivazionali e fare un percorso personale, qs ti permetta di comprendere le dinamiche del tuo disturbo, che tu acquisisca delle capacita' che ti permettano di utilizzarlo, per i fini delle terapie che condurrai con i tuoi pz ed anche se avrai compreso le basi della tua scelta professionale, cioè le motivazioni ad essa sottesa. Se il disturbo lo conosci approfonditamente e sai gestirlo per e non "contro" il processo terapeutico, potrai esercitare, non è affatto una limitazione assoluta, detto in termini semplici; anche perchè una persona con un disturbo paranoide, ha generalmente un esame di realta' non intaccato o cmq, molto ben reintegrabile con un buon lavoro analitico ad es.
    Certamente, il discorso potrebbe essere diverso se si sceglie di diventare psicoterapeuti sz fare alcun tipo di percorso personale e si soffre di qs o altri disturbi, che continuando a persistere sz che siano stati raggiunti i diversi livelli di consapevolezza ad esso relativi necessari e capacita' di gestione, potrebbero, in qualche modo, anche se non è assoluto, inficiare le proprie capacita' e, qd, avere un'influenza negativa involontaria su eventuali terapie.
    Lo psicoterapeuta potrebbe ad es., non riuscire a modulare bene il campo emotivo e lo spazio comune tra lui ed il pz, in casi simili.

    Ciao
    Gaia

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  5. #5
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    Riferimento: quali sono i motivi che fanno fallire una psicoterapia?

    Di fatti se hai una laurea in medicina o psicologia e consegui una formazione quadriennale in psicoterapia puoi esercitare. La questione etica, come la definisci tu, è del tutto personale dunque, poichè non mi risultano menzioni su tali domande all'interno del codice deontologico degli psicologi.

    Da un punto di vista etico personale è spesso raccomandato di non accettare tutti i pazienti che ti arrivano, dunque di fare alcuni colloqui iniziali e valutare le possibilità di lavorare con quel paziente. Ritengo che un percorso personale sia senz'altro auspicabile proprio per le questioni che tu menzioni, e non è affatto obbligatorio in moltissime scuole di specializzazione. Ritengo che una persona dovrebbe aver raggiunto un livello di consapevolezza, gestione e "guarigione" sufficienti a non avere più un disturbo prima di esercitare. Cioè ritengo che prima di vedere pazienti si debba avere un percorso alle spalle che permetta alle proprie componenti patologiche, chiamiamole così, di non essere da ostacolo alla terapia, o quantomeno di non esserlo inconsapevolmente.

    Partendo da un'altro presupposto ti invito a considerare che ciascuno, ognuno, cioè tutti, hanno delle parti patologiche dentro di sé, cioè ciascuno ha il proprio disturbo, tutto suo, con il quale fare i conti. Indipendentemente dalle limitazioni più o meno forti che pone all'adattamento sociale.
    Un Saluto

  6. #6
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: quali sono i motivi che fanno fallire una psicoterapia?

    Citazione Originalmente inviato da massimomassimo Visualizza messaggio
    Di fatti se hai una laurea in medicina o psicologia e consegui una formazione quadriennale in psicoterapia puoi esercitare. La questione etica, come la definisci tu, è del tutto personale dunque, poichè non mi risultano menzioni su tali domande all'interno del codice deontologico degli psicologi.

    Da un punto di vista etico personale è spesso raccomandato di non accettare tutti i pazienti che ti arrivano, dunque di fare alcuni colloqui iniziali e valutare le possibilità di lavorare con quel paziente. Ritengo che un percorso personale sia senz'altro auspicabile proprio per le questioni che tu menzioni, e non è affatto obbligatorio in moltissime scuole di specializzazione. Ritengo che una persona dovrebbe aver raggiunto un livello di consapevolezza, gestione e "guarigione" sufficienti a non avere più un disturbo prima di esercitare. Cioè ritengo che prima di vedere pazienti si debba avere un percorso alle spalle che permetta alle proprie componenti patologiche, chiamiamole così, di non essere da ostacolo alla terapia, o quantomeno di non esserlo inconsapevolmente.

    Partendo da un'altro presupposto ti invito a considerare che ciascuno, ognuno, cioè tutti, hanno delle parti patologiche dentro di sé, cioè ciascuno ha il proprio disturbo, tutto suo, con il quale fare i conti. Indipendentemente dalle limitazioni più o meno forti che pone all'adattamento sociale.
    Un Saluto

    Hai ragione massimomassimo, pur pensandoci, ho dimenticato di aggiungere i due aspetti da te citati, quello che naturalmente, è sempre raccomandato -e non sarebbe adeguato nè per se' nè per alcune persone che allo psicoterapeuta cui esse si dovessero rivolgere- di non prendere mai tutti i pz, indiscriminatamente; ma a qs dovrebbe servire la formazione e, soprattutto, il percorso personale, anche a permettere di comprendere con chi si potra' e si puo' lavorare meglio, approfondendolo poi nelle supervisioni.
    Inoltre, come dici, è bene partire dal presupposto che delle componenti patologiche sono presenti, a diversi livelli di organizzazione, in tutte le persone e che proprio per qs, sarebbe bene "non buttarsi" sul campo lavorativo prima di averci fatto i conti nel modo e per il tempo che serve prima di farlo poi, piu' serenamente.

    Grazie delle tue precisazioni, per la persona che lo aveva chiesto, molto utili.
    Ciao.
    Gaia

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  7. #7
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Tutti potrebbero diventare Psicoterapeuti?

    Citazione Originalmente inviato da nefertarix Visualizza messaggio
    ciao a tutti!ho una domanda che mi sono sempre fatta da quando studio Psicologia, ed è questa: tutte le persone posson fare le Psicoterapiste?mi spiego meglio,se io divento psicoterapeuta però ho una patologia come un disturbo di personalità paranoide, posso esercitare???!cioè è eticamente giusto?
    Concordando con tutti dico addirittura (a mio parere) che un 'cosiddetto' sano dovrebbe 'quasi' stare alla larga dalla psicoterapia nel senso che l'Io, nelle sue funamboliche strutturazioni, rimane pur sempre un nucleo complessuale stratificato che i cosiddetti 'sani' difficilmente notano:la psicopatologia quotidiana è sempre esistita ma doveva venire uno ''spregiudicato'' come Freud a dirci che le cose che costellano il nostro agire e pensare giornaliero provengono dal 'basso' o comunque da zone che difficilmente l’unilateralità dell’io percepisce...Io ragiono in senso psicodinamico e dico (per quell'esigua esperienza personale) che molti (a dir poco) di quelli che sono a 'contatto accademico' con la psicologia e la psichiatria dovrebbero guardarsi dalla psicoterapia in senso stretto:insomma ognuno deve fare i conti col proprio destino, in un certo senso, e anche un paranoico (poniamo il caso) ha molta, molta strada da fare,prima di tutto in senso umano e vitale e poi magari anche 'professionale'...mi viene in mente Sabina Spielrein che,a dispetto di ogni determinismo medico,divenne una eccellente terapeuta...

    Saluti,
    Luigi

  8. #8

    Riferimento: Tutti potrebbero diventare Psicoterapeuti?

    Citazione Originalmente inviato da nefertarix Visualizza messaggio
    ciao a tutti!ho una domanda che mi sono sempre fatta da quando studio Psicologia, ed è questa: tutte le persone posson fare le Psicoterapiste?mi spiego meglio,se io divento psicoterapeuta però ho una patologia come un disturbo di personalità paranoide, posso esercitare???!cioè è eticamente giusto?
    No, secondo me non è eticamente giusto!
    Il cordice deontologico all'articolo 26 recita:
    Lo psicologo si astiene dall’intraprendere o dal proseguire qualsiasi attività professionale ove
    propri problemi o conflitti personali, interferendo con l’efficacia delle sue prestazioni, le
    rendano inadeguate o dannose alle persone cui sono rivolte.
    Il disturbo di personalità riguarda gli individui i cui tratti di personalità sono disadattivi in modo pervasivo, inoltre i sintomi dei disturbi di personalità sono egosintonici. Senza contare tutte le capacità metacognitive che sono deficitare in individui con disturbo di personalità (per esempio nel paranoide il decentramento è altamente deficitario)...
    Tenuto conto della definizione di disturbo di personalità e di quanto recita il codice deontologico non vedo come una persona con un disturbo di personalità grave possa fare lo psicoterapeuta, salvo rare e geniali eccezioni in cui il disturbo è molto compensato.... ma la regola non può essere questa.
    Ultima modifica di vincentvang : 25-08-2008 alle ore 11.50.18

  9. #9
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Tutti potrebbero diventare Psicoterapeuti?

    Grazie Rosa, siamo sempre in sintonia, quasi sempre. Dovremmo preoccuparci??

    Innanzi tutto l'articolo 26 non vieta a chi ha disturbi di praticare, fa una precisazione molto particolare. Poi mi chiedo come si fa a impedire a uno di praticare. Chi è che va a dirgli che è paranoide e deve smettere di fare il suo mestiere perchè è matto come un cavallo? O la questione è risolta prima oppure buonanotte al secchio!
    Un Saluto

  10. #10
    Partecipante Affezionato L'avatar di nefertarix
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    Riferimento: Tutti potrebbero diventare Psicoterapeuti?

    ok, ora ho le idee più chiare,personalmente infatti penso che si dovrebbe attestare in qualche modo la salute mentale di una persona che vuole fare Psicoterapia, e che vuole fare il mestiere dello Psicologo.
    Mi sembra paradossale e devo dire un po assurda!

  11. #11
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Tutti potrebbero diventare Psicoterapeuti?

    Citazione Originalmente inviato da nefertarix Visualizza messaggio
    ok, ora ho le idee più chiare,personalmente infatti penso che si dovrebbe attestare in qualche modo la salute mentale di una persona che vuole fare Psicoterapia, e che vuole fare il mestiere dello Psicologo.
    Mi sembra paradossale e devo dire un po assurda!
    Scusami nefertarix, forse, è una questione di punteggiatura, ma cos'è che in effetti ti sembra paradossale ed un po' assurdo? Il fatto che si dovrebbe attestare la salute mentale di una persona prima che inizi a praticare la psicologia e/o la psicoterapia oppure che cio' non venga fatto?
    Mentre il primo punto del tuo pensiero è chiaro, il secondo, è deducibile, ma non chiaro e ben comprensibile; potresti specificarlo meglio?
    Ti ringrazio.
    Ciao
    Gaia

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  12. #12
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Tutti potrebbero diventare Psicoterapeuti?

    Citazione Originalmente inviato da vincentvang Visualizza messaggio
    No, secondo me non è eticamente giusto!
    Il cordice deontologico all'articolo 26 recita:

    Il disturbo di personalità riguarda gli individui i cui tratti di personalità sono disadattivi in modo pervasivo, inoltre i sintomi dei disturbi di personalità sono egosintonici. Senza contare tutte le capacità metacognitive che sono deficitare in individui con disturbo di personalità (per esempio nel paranoide il decentramento è altamente deficitario)...
    Tenuto conto della definizione di disturbo di personalità e di quanto recita il codice deontologico non vedo come una persona con un disturbo di personalità grave possa fare lo psicoterapeuta, salvo rare e geniali eccezioni in cui il disturbo è molto compensato.... ma la regola non può essere questa.
    Scusami vincentvang, pero' mi sembra che tu generalizzi un discorso relativo all'etica personale dello psicoterapeuta, in generale, in caso di alcuni disturbi, riconducendolo, per spiegarne la non eticita', all'interno di un ristretto (in senso lato) contesto di orientamento psicoterapeutico, quello cog-comp, in cui tra l'altro, spesso una formazione personale, non è appunto prevista, facendo riferimento a precise tecniche (decentramento) e funzioni (metacognizioni) ,puntando piu' "sul saper fare" e delle categorie diagnostiche del DSM.
    Con il massimo rispetto per la tua opinione,
    forse, questo discorso, richiederebbe di essere guardato con una visione piu' ampia e non in modo unilaterale.
    Gaia

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  13. #13

    Riferimento: Tutti potrebbero diventare Psicoterapeuti?

    Citazione Originalmente inviato da RosadiMaggio Visualizza messaggio
    Scusami vincentvang, pero' mi sembra che tu generalizzi un discorso relativo all'etica personale dello psicoterapeuta, in generale, in caso di alcuni disturbi, riconducendolo, per spiegarne la non eticita', all'interno di un ristretto (in senso lato) contesto di orientamento psicoterapeutico, quello cog-comp, in cui tra l'altro, spesso una formazione personale, non è appunto prevista, facendo riferimento a precise tecniche (decentramento) e funzioni (metacognizioni) ,puntando piu' "sul saper fare" e delle categorie diagnostiche del DSM.
    Con il massimo rispetto per la tua opinione,
    forse, questo discorso, richiederebbe di essere guardato con una visione piu' ampia e non in modo unilaterale.
    Per carità è una opinione: comunque secondo me la poca eticità di un terapeuta deriva essenzialemente dall'articolo 26 e dalla definizione di disturbo di personalità che fa il DSM IV. I deficit delle funzioni metacognitive erano solo un esempio che deriva dalla mia esperienza e che secondo la mia cultura è un elemento importante per qualsiasi terapeuta. Per assurdo essendo il disturbo egosintonico, è anche difficile parlare di poca eticità, forse la poco eticità è in chi dovrebbe o potrebbe controllare. Dal mio punto di vista dovrebbero essere le scuole di specializzazione e i didatti che dovrebbero verificare. D'altra parte facevano una valutazione psicologica (per quanto superficiale) anche ai due giorni per il servizio militare e sono molte le categorie che devono fare visite mediche per accertare il loro stato di salute per poter svolgere il loro lavoro...
    Sinceramente in terapeuti antisociali, schizofrenici, paranoidi, schizoidi, bipolari, anoressici, narcisistici, non riesco a vederci nessun valore aggiunto anche se sono in terapia e anche a prescindere dall'orientamento...
    Magari una volta "guariti" o compensati questi disturbi ci potrebbe essere quel qualcosa in più che può aiutare... ma andrebbe studiata bene la cosa..

  14. #14
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Tutti potrebbero diventare Psicoterapeuti?

    Citazione Originalmente inviato da vincentvang Visualizza messaggio
    Per carità è una opinione: comunque secondo me la poca eticità di un terapeuta deriva essenzialemente dall'articolo 26 e dalla definizione di disturbo di personalità che fa il DSM IV. I deficit delle funzioni metacognitive erano solo un esempio che deriva dalla mia esperienza e che secondo la mia cultura è un elemento importante per qualsiasi terapeuta. Per assurdo essendo il disturbo egosintonico, è anche difficile parlare di poca eticità, forse la poco eticità è in chi dovrebbe o potrebbe controllare. Dal mio punto di vista dovrebbero essere le scuole di specializzazione e i didatti che dovrebbero verificare. D'altra parte facevano una valutazione psicologica (per quanto superficiale) anche ai due giorni per il servizio militare e sono molte le categorie che devono fare visite mediche per accertare il loro stato di salute per poter svolgere il loro lavoro...
    Sinceramente in terapeuti antisociali, schizofrenici, paranoidi, schizoidi, bipolari, anoressici, narcisistici, non riesco a vederci nessun valore aggiunto anche se sono in terapia e anche a prescindere dall'orientamento...
    Magari una volta "guariti" o compensati questi disturbi ci potrebbe essere quel qualcosa in più che può aiutare... ma andrebbe studiata bene la cosa..

    Questo delle scuole e dei didatti, gia' è un altro discorso; ma talvolta, sarebbe un discorso "a spirale". Ad es., uno psichiatra cognitivista (ma con una formazione personale sia analitica che relazionale, in piu'), con cui ho avuto modo di lavorare, e che ha una lunga esperienza ospedaliera, in pi' settori, come quello civile e militare, mi ha detto che nel suo campo, ed è facile individuarli da certi atteggiamenti a volte, ci sono molti psichiatri schizofrenici, che qd sono ben compensati, come dici tu, nessuno si accorge "di nulla" e qd, si "scompensano" , vanno proprio fuori e "restano a casa" (con terapie farmacologiche, ecc..) per altri motivi ufficialmente, ben "coperti" dai loro colleghi, a conoscenza delle varie situazioni; mentre, poi ufficialmente, alcuni di loro, sono anche noti come grandi luminari della psichiatria e delle loro correnti psicoterapeutiche.

    Se un didatta a sua volta, non capisce di soffrire di un disturbo, non avendo compiuto un lavoro personale, con onesta', come fa a riconoscere in modo adeguato un disturbo simile, diverso, o complementare al suo, in un allievo?

    Anche per questo, indipendentemente dal tipo di psicoterapia che si sceglie come modello di riferimento, spesso, si insiste sulla necessita' di una piu' approfondita conoscenza di se' e dei propri limiti e risorse, proprio per non compiere azioni "arbitrarie" con e "sui" pazienti con i quali si divra' lavorare ed essere in grado di comprendere se si è davvero in grado di portare avanti quel tipo di lavoro e di impegno, rispettando se stessi e, in qs caso, soprattutto le atre persone, in una reale reciprocita' .
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  15. #15

    Riferimento: Tutti potrebbero diventare Psicoterapeuti?

    Se un didatta a sua volta, non capisce di soffrire di un disturbo, non avendo compiuto un lavoro personale, con onesta', come fa a riconoscere in modo adeguato un disturbo simile, diverso, o complementare al suo, in un allievo?
    Mi sembra che questo discorso parta un po' dal preconcetto dell'analisi personale obbligatoria.... si fanno anche lavori personali con disonestà? cmq per fare una scid o un mmpi (se vogliamo restare ateorici) non occorre aver fatto l'analisi personale...

    per altri motivi ufficialmente, ben "coperti" dai loro colleghi, a conoscenza delle varie situazioni; mentre, poi ufficialmente, alcuni di loro, sono anche noti come grandi luminari della psichiatria e delle loro correnti psicoterapeutiche.
    lo sospettavo e comunque parli di psichiatri che raramente fanno psicoterapia...

    Anche per questo, indipendentemente dal tipo di psicoterapia che si sceglie come modello di riferimento, spesso, si insiste sulla necessita' di una piu' approfondita conoscenza di se' e dei propri limiti e risorse, proprio per non compiere azioni "arbitrarie" con e "sui" pazienti con i quali si divra' lavorare ed essere in grado di comprendere se si è davvero in grado di portare avanti quel tipo di lavoro e di impegno, rispettando se stessi e, in qs caso, soprattutto le atre persone, in una reale reciprocita' .
    Sono d'accordo come sempre però ribadisco che la psicoanalisi o la psicoterapia non è l'unica strada, ne per i terapeuti ne per i pazienti. Però ci sono patologie talmente gravi che secondo me sono incompatibili con la pratica della psicoterapia (salvo rare e geniali eccezioni).
    ti incollo una notizia di qualche anno fa che mi colpì parecchio...

    Quando, nell’agosto di due anni fa, uccise per strada il collega Lorenzo Bignamini, Arturo Geoffroy, ex psichiatra pescarese di 49 anni, «non era in grado di intendere e di volere». Così, sulla base delle perizie effettuate, ha stabilito ieri il giudice per le udienze preliminari Clementina Forleo. Arturo Geoffroy resterà nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa per altri cinque anni, al termine dei quali una nuova perizia stabilirà se l’uomo potrà tornare libero, o dovrà prolungare il periodo di cura.
    Forleo ha così accolto la richiesta avanzata lo scorso 26 settembre dai pubblici ministeri Gianluca Prisco e Giovanni Narbone, che ritengono l’uomo «socialmente pericoloso». Il giudice ha però respinto l’ipotesi che l’ex psichiatra avesse appositamente modificato una freccia (rendendola quindi più pericolosa di un dardo normale) per colpire Bignamini. Un’aggravante che, se accolta, avrebbe portato a dieci anni il periodo di permanenza di Geoffroy nell’Opg.
    Una discesa agli inferi, la storia di Arturo Geoffroy. Brillante psichiatra, nel 1997 viene allontanato dalla struttura pubblica di via Settembrini in cui presta servizio, dopo che, in seguito a un’aggressione subita da parte di un paziente, comincia a manifestare i primi disturbi mentali. Una situazione che precipita nel volgere di pochi anni. Nel 1999 è radiato dall’Ordine dei medici di Milano, nel 2001 internato con trattamento sanitario obbligatorio all’ospedale San Paolo, dove Lorenzo Bignamini svolge attività di medico. E contro Bignamini sporge denuncia per sequestro di persona. Denuncia che viene archiviata. Nasce così l’idea del complotto. Da quel momento Geoffroy comincia a compilare una lista in cui compaiono i nomi di colleghi, magistrati, forze dell’ordine. Tutti i congiurati. E, in cima a quella lista, Bignamini.
    Estate del 2003. Senza fissa dimora, Geoffroy ormai vive nella Volkswagen Passat acquistata con i soldi della liquidazione. Il suo rancore cresce. Fino all’incontro con la vittima. È l’8 agosto, sono passate da poco le 16.30. Lorenzo Bergamini percorre via Ravenna, dopo aver lasciato il centro psicosociale di via Barabini. È in bicicletta. Una Volkswagen Passat lo sta seguendo. L’auto si avvicina e lo costringe a scendere dalla bici, Bignamini tenta una fuga correndo fino in piazza Angilberto II. Lì viene raggiunto da Geoffroy, che lo colpisce a morte con un coltello e una balestra.
    Poi la fuga, breve. Arturo Geoffroy viene arrestato il 10 ottobre del 2003 sul lungomare di Camogli. Ai carabinieri confessa di essere l’autore del delitto di Lorenzo Bignamini.
    Ultima modifica di vincentvang : 26-08-2008 alle ore 11.40.34

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