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Discussione: aiuto da esperti

  1. #1
    leoncina83
    Ospite non registrato

    aiuto da esperti

    salve mi rivolgo ai dottori che praticano questo forum
    sono la madre di un ragazzo di 22 anni con disturbi comportamentali accompagnati con chiusura relazionale e ritardo mentale lieve. stà attraversando un periodo critico con scatti d'aggressività, intolleranza in famiglia. è stato in cura in vari centri eseguendo psicoterapia individuale e familiare ma con scarsi risultati. Non ha mai preso medicinali dato che è un soggetto allergico, si è tamponato dandogli valeriana e tisane a base di calmanti. fatto stà che adesso è da un periodo di tempo che non si riesce più a gestire la situazione, forse per il fatto che ho cercato di inserirlo a fargli fare qualcosa come palestra, lavoretti di poco conto ma non ho fatto altro che peggiorare la situazione pensando di fare del bene (dato che è molto chiuso). in più prova un senso di "odio" (è eccessiva la parola ma non trovo un'altro termine) verso di me, ciò è dovuto dal fatto che non riesco a parlargli che immediatamente mi aggredisce verbalmente. non vorrei peggiorare ulteriormente la situazione dato che mi rendo conto che mio figlio non stà bene psicologicamente.
    vorrei consultare un bravo neurologo (abito in campania) che mi aiuti ad uscire da questa situazione.
    vi ringrazio della vostra attenzione.
    cercate di aiutarmi
    grazie.
    Ultima modifica di leoncina83 : 23-08-2008 alle ore 00.37.24

  2. #2
    Albamari
    Ospite non registrato

    Riferimento: aiuto da esperti

    Ciao leoncina, dalle tue parole si sente una comprensibile forte preoccupazione e una certa urgenza. Mi sembra di capire che tuo figlio abbia seguito un percorso essenzialmente psicoterapeutico senza risultati, adesso chiedi un aiuto neurologico giusto?. Per dare la possibilità ai professionisti del settore specifico (psicolgi dell'area evolutiva che magari lavorano in equipe con altri professionisti) credo sia importante fornire ulteriori informazioni:

    1.Innanzitutto il tipo di diagnosi che è stata fatta a tuo figlio.
    2.Adesso tuo figlio ha 22 anni è praticamente un adulto, quando è stato seguito e per quanto tempo? qiesti problemi ci sono sempre stati o si sono presentati in età tardiva?
    3.Da quanto tempo presenta questa sintomatologia?
    4. Quando parli di ritardo mentale di lieve entità a cosa esattamente ti riferisci? quali sono le funzionalità compromesse e da quanto tempo sono compromesse?
    5.Chi ha fatto la diagnosi?
    6. Il lavoro terapeutico è avvenuto in equipe? (psicologo, neuropsichiatra) o tuo figlio è stato sempre seguito dallo stesso professionista?
    7. L'aggressività di cui parli è stata sempre presente, accentuatasi in questo periodo o è comparsa improvvisamente?


    Grazie leoncina, le informazioni che fornirai daranno la possibilità agli psicologi che interverranno di orientarti maggiormente.

    Invito gli psicologi che si occupano di tale problematica ad intervenire nella discussione specifica. Grazie

    Un caro saluto

  3. #3
    leoncina83
    Ospite non registrato

    Riferimento: aiuto da esperti

    Salve dottoressa la ringrazio per avermi risposto.

    sono stata indirizzata all'ospedale policlinico di napoli in neuropsichiatria infantile quando mio figlio è iniziato ad andare a scuola elementare poichè non riusciva ad inserirsi, piangeva e non parlava bene (preciso che i sintomi erano iniziati già dall'asilo ma io non mi sono mai resa conto).
    verso gli 8 anni il suo quadro clinico era: "ritardo psico-motorio con immaturità affettiva e ritardo intellettivo di grado medio-lieve".
    attualmente il suo quadro clinico è: inibizione affettiva e chiusura relazionale con ritardo intellettivo di grado medio-lieve.
    nell'arco di 12 anni è stato seguito in 2 centri di riabilitazione (dai 8 fino ai 20 anni) seguito sia da psicologi che logopedisti.
    la sua aggressività è iniziata con l'adolescenza ma si è accentuata di più in questi 2-3 anni (da quando ha terminato la scuola superiore) in quanto cerco di spronarlo verso il mondo esterno come iscriversi in palestra, frequentare un'associazione cattolica ma non faccio altro che peggiorare in quanto si chiude in se stesso, si innervosisce,comunica in malo modo ed è aggressivo in famiglia. non avendo stimoli lo vedo anche depresso.
    cerco di dargli affetto, di parlare, di coinvolgerlo in qualsiasi situazione che noto che gli possa interessare ma non è facile dato che è sempre prevenuto verso di me. (ha paura che gli faccia dei tranelli)

    io ora non so cosa fare. se qualche medico può indirizzarmi su cosa devo fare, su come comportarmi.
    qualsiasi consiglio è ben accetto.
    dato che non può prendere medicinali essendo un soggetto allergico, come posso aiutarlo?
    credetemi sono una mamma in pena perchè non riesco a gestire questa situazione.
    la ringrazio ulteriormente.

  4. #4
    Monicabil
    Ospite non registrato

    Riferimento: aiuto da esperti

    Gentile Leoncina83,
    dalle informazioni che fornisce mi sembra di capire che suo figlio sia stato seguito da centri di riabilitazione con percorsi logopedici e psicoterapeutici fino all'età di 20 anni ottenendo scarsi risultati. Negli ultimi 2-3 anni, da quando ha terminato la scuola superiore, è aumentata la sua aggressività e la sua chiusura, attualmente il ragazzo ha 22 anni.
    Sarebbe utile avere più informazioni sui risultati ottenuti in passato e sul tipo di trattamento/ percorso riabilitativo che sta attualmente seguendo suo figlio.
    Data la complessità della situazione, considerando la difficoltà di un trattamento farmacologico a causa delle allergie, mi sembrerebbe più indicato consultare un centro specialistico di diagnosi e cura piuttosto che un singolo Neurologo.

    A presto

  5. #5
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    25-06-2005
    Residenza
    campi bisenzio
    Messaggi
    338

    Riferimento: aiuto da esperti

    Pur riconoscendo necessari gli approfondimenti richiesti dai colleghi mi permetto di inserirmi con alcuni elementi che spero possano esserle d'aiuto. In genere chi soffre di ritardo mentale affronta col termine delle scuole medie superiori un brutto periodo, poichè resta praticamente solo. Il confronto con i pari in altri ambiti della vita comune è penoso in quanto la persona si rende conto di non essere come gli altri. Quando ha una vita sociale pseudo-normale si confronta speso con eprsone che non lo conoscono e che non sono abituate ad avere a che fare con persone così, come i suoi compagni di scuola per esempio. Il risultato è sovente il rifiuto sociale che porta alla vergogna, solitudine, talvolta persino colpa. Tanto meno è grave il ritardo e tanto più si rende conto della situazione. Mi rendo conto di aver dato una descrizione forte, spero comunque non eccessivamente, ma nel caso in cui queste parole la potessero riguardare la invito caldamente, se gia non lo ha fatto, a contattare associazioni di genitori per disabili, dove le famiglie sono aiutate nella gestione di queste fasi della vita dei loro figli, e dove i figli possono trovare un ambiente e delle attività in cui tale discrepanza con le persone "normodotate" è meno pesante. Purtroppo, e me ne dispiaccio, essendo toscano non ho idea di cosa ci sia in campania per l'associazionismo nel mondo dell'handicap, disabilità o diversabilità che dir si voglia
    UN Saluto.

  6. #6
    Neofita
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    08-01-2008
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    5

    Riferimento: aiuto da esperti

    Carissima, sono anche io madre, oltre che psicologa, immagino il tuo dolore ma credo che l'aggressività dimostrata da tuo figlio rientri nella fase adolescenziale, che riguarda tutti i ragazzi, certo nel tuo caso la cosa può essere amplificata dalle difficoltà che hanno caratterizzato lo sviluppo del ragazzo, ma considerale comunque una fase di passaggio.
    Ti consiglio di contattare un centro dove si possano effettuare attività artistiche, teatro musica, luoghi dove la sua espressività possa fluire senza le limitazioni cognitive che ha dovuto subire negli anni di scuola, dove molto probabilmente si è sentito inferiore agli altri. Dovrebbe avere la possibilità di esprimere le sue qualità, trovare un canale espressivo che possa valorizzare le sue peculiarità per ridargli fiducia e autostima.
    Un caro saluto.

  7. #7

    Riferimento: aiuto da esperti

    Cara Leoncina83

    leggendo il suo post mi è arrivata tutta la disperazione di una madre che cerca in ogni modo di trovare sollievo per il proprio figlio. Si sente molto, inoltre, la sua sofferenza per il fatto di essere trattata con “odio” da lui.

    Da quello che ci racconta è palese il disagio che prova anche suo figlio, in quanto sembra non trovare un adattamento ad una realtà veramente difficile. Con la conclusione delle scuole superiori se ne è andato un contesto a lui familiare e contenitivo che, comunque, lo impegnava durante la giornata. Io non mi occupo di questi disturbi però credo che sia molto utile il consiglio che le ha dato la dottoressa Miranda Chiara.

    Potrebbe essere utile per suo figlio trovare un contesto accogliente e gestito da personale competente in questo ambito, in cui permettersi di incanalare la propria aggressività in attività espressive e artistiche. Tali attività darebbero una struttura alle giornate forse un po’ vuote. Lei, infatti, dice di vederlo depresso perché poco stimolato. Vista la chiusura emotiva che presenta, potrebbe a poco a poco aprirsi ad altre persone e magari potrebbe rivelarsi d’aiuto anche frequentare un ambiente diverso dalla famiglia anche solo per poche ore al giorno.
    Mi sembra altrettanto utile per lei, invece, il confronto con altri genitori che presentano lo stesso tipo di disagio e problematiche per ottenere il confronto e il sostegno di cui immagino lei abbia bisogno.

    Purtroppo non conosco delle strutture specializzate in Campania e per tale ragione invito i professionisti della sua regione, esperti in questo campo, a partecipare alla discussione e a fornirci qualche informazione in più.

    Un caro saluto e buona fortuna

    Pamela Serafini
    Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572

    Pamela Serafini

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