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  1. #1
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    l'inconscio è cosciente?

    La mia è una semplice curiosità, in psicologia si parla di processi inconsci e li si descrive spesso in modo analogo a quelli coscienti, solo che così facendo non si capisce mai bene se si pensa che sia associato a questi processi qualcosa di non materiale simile alla nostra coscienza o no.

    Cerco di spiegarmi meglio.

    Se guardo un film e piazzano un fotogramma molto diverso in mezzo agli altri, ed io non lo riesco a notare, si pensa che questo fotogramma è stato comunque in qualche modo percepito dal mio cervello a livello non cosciente, ma siccome le percezioni noi le conosciamo come oggetti che fanno parte di una qualche coscienza (figure, colori, suoni ecc.), la cosa che non capisco è da quale coscienza è stato percepito quel fotogramma se non è stata la mia, ed in che senso si parla di percezione in questo caso. Insomma voi come la pensate, credete che i processi non coscienti generano comunque delle percezioni che una specie di coscienza simile alla nostra, e separata dalla nostra, riesce ad afferrare, oppure no?

    E' possibile costruire automi che si comportano proprio come se percepissero qualcosa, ma non è detto che possiedano un vero e proprio punto di vista (e molto probabilmente non lo possiedono), ora però riguardo ai processi inconsci ci troviamo di fronte a qualcosa di simile, sembra che in qualche modo il nostro cervello riesca a percepire qualcosa, e lo possiamo supporre ed ipotizzare grazie a certe nostre azioni e reazioni, anche se non è avvenuta mai una vera e propria percezione al livello cosciente, ma questo tipo di fenomeno è una percezione vera e propria come quelle coscienti, o va considerata semplicemente come una specie di meccanismo automatico che regola il nostro comportamento, simile insomma a quello dell'automa che ho descritto prima?

    In conclusione voglio capire se per voi psicologi l'inconscio (sia psicoanalitico che cognitivo) è una specie di coscienza (/o un insieme di coscienze) separata (/separate) dalla nostra che ha un vero e proprio punto di vista (/che hanno più punti di vista) così come lo abbiamo noi e le altre persone ad esempio, o se alla base di questi meccanismi non c'è assolutamente niente che percepisce qualcosa ma è soltanto un sistema che genera dei comportamenti simili a chi percepisce realmente qualcosa, come l'automa di cui ho parlato più sopra.

    Spero di essere riuscito a spiegarmi... Sapete delle volte mi è capitato di cadere in certi stati di sonnambulismo e spesso mi sono chiesto se c'era ancora qualcuno che vedesse qualcosa o no mentre il mio corpo se ne andava in giro per casa, o se semplicemente quest'ultimo reagiva a degli stimoli ed agiva proprio come quelli che in filosofia vengono definiti "zombi filosofici", esseri che si comportano come se possedessero un punto di vista e stati coscienti, ma che in realtà non ne hanno nessuno. Siccome in questi stati, non penso sia corretto affermare che fossi cosciente, credo che se c'era un punto di vista che riusciva ancora ad osservare qualcosa, non era di certo il mio .

    Potete raccontarmi, se vi va, come la pensate in proposito?

    P.S. Scusatemi ho modificato più volte il messaggio. Spero soltanto di averlo inserito nella sezione giusta.
    Ultima modifica di Char_Lie : 06-08-2008 alle ore 23.46.36

  2. #2
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    Riferimento: l'inconscio è cosciente?

    Provo a rilanciare l'argomento con questo articolo trovato in rete un po' buffo e divertente...

    ACHILLE VARZI
    Sonnifero Zombie Spa
    Dialogo in volo sulla mente e la coscienza

    in collaborazione con Luciano Coen

    LUI. Aspetti che la lascio passare. Questi sedili sono proprio scomodi.
    Lei. Grazie. Odio i viaggi in aereo.
    Prenderò subito una pastiglia.
    Lui. "Sonnifero Zombie"? Sembra potente. Mi sa che la nostra conversazione si ferma qui... La sveglio quando atterriamo?
    Lei. No, non si preoccupi. Questo sonnifero toglie la coscienza ma lascia intatte tutte le altre funzioni intellettuali e fisiche: potrò parlare con lei, guardare il film, compilare i moduli per l'ufficio immigrazione. È un buon modo per sopportare l'aereo senza far la figura di un sacco di patate.
    Lui. Che cosa vuol dire? Se perde la coscienza non si addormenta profondamente?
    Lei. Questo è quello che succede dal mio punto di vista. La pastiglia fa effetto, blackout completo, e la luce ritorna quando finisce l'effetto. Ma dal suo punto di vista non cambia nulla. Io continuo a parlare, a rispondere in modo sensato alle sue domande, a farle domande, e lei non si accorge nemmeno della differenza.
    Lui. Non capisco come sia possibile!
    Lei. La ricerca farmaceutica si è appropriata di un'idea filosofica. Il filosofo David Chalmers ha studiato nel dettaglio gli zombie in un libro sulla coscienza, e la nostra ditta ha investito miliardi per brevettare il Sonnifero Zombie. La coscienza, vede, è un fenomeno molto molto labile, una schiuma sopra le profondità oceaniche della mente. Se lei toglie la schiuma, le onde non cambiano. La mente continua a funzionare anche senza coscienza. In fondo il cervello è una macchina che elabora informazioni. Dato che ho gli occhi aperti, il mio cervello continua a registrare informazioni ed elaborarle, e a controllare le mie azioni e decisioni. La sola differenza è che da nessuna parte nella mia mente viene proiettato il film della coscienza, che in realtà è un lusso, un capriccio estetico.
    Lui. In effetti avevo letto che solo noi esseri umani abbiamo il privilegio di una forma di coscienza. Per Cartesio cani e gatti sarebbero degli automi - come zombie, per l'appunto.
    Lei. Il che non ci impedisce di trattarli in modo diverso da come tratteremmo un robot. E come avrà notato, sta trattando anche me in modo del tutto normale.
    Lui. Mi scusi, ma quanto ci mette il sonnifero a fare effetto?
    Lei. Oh, ha efficacia immediata. Non appena l'ho preso, ho perso coscienza.
    Lui. Vuol dire che lei mi sta parlando nel sonno? Non so se voglio continuare questa conversazione... Ma come fa a sapere se dorme o se è sveglia?
    Lei. È un buon prodotto. Ho tutte le ragioni di pensare che in questo momento sono priva di coscienza (tenga, legga il foglio illustrativo), e in effetti sono come cieca e sorda, sprofondata in un sonno senza sogni; ma come le ripeto questo non cambia niente per tutte le interazioni che ho col mondo che mi sta attorno. Forse la mia conversazione la annoia? Mi spiacerebbe molto.
    Lui. No, si figuri. Mi dica, è da molto che lavora per Sonnifero Zombie Spa?
    Lei. Da qualche anno, perché? Lui. Mi domando se il vostro prodotto abbia successo. Tra le mie letture filosofiche ho visto che c'è addirittura chi pensa che la coscienza sia una maledizione. Non solo per via dei viaggi in aereo: ci sono tante circostanze nella vita in cui vorremmo non essere consapevoli di quanto succede, e non mi stupirebbe scoprire che avete molti clienti.
    Lei. Oh, ne abbiamo moltissimi.
    Salendo sull'aereo ho visto che anche i piloti avevano una buona scorta del nostro prodotto. Li capisco: è una bella noia attraversare l'oceano quattro volte al mese.
    Lui. Come! Questo aereo è pilotato da due zombie?
    Lei. Non si preoccupi. La medicina è stata sperimentata e autorizzata da tutte le autorità sanitarie mondiali. Anzi, dato che la vedo agitata, perché non prende una pastiglia anche lei? Omaggio della ditta.
    Ultima modifica di Char_Lie : 12-08-2008 alle ore 08.48.37

  3. #3
    Johnny
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    Riferimento: l'inconscio è cosciente?

    visto che hai scritto in questa stanza del forum, presumo che ti riferisca all'inconscio come è visto nel cognitivismo.
    Ovviamente non ha nulla a che fare con l'inconscio dinamico freudiano, sarebbe meglio parlare di processi inconsapevoli, o automatici.Ti faccio un esempio:

    quando hai imparato a guidare la macchina dovevi fare tutti i movimenti in modo lento, consapevole, controllando ogni cosa (togliere il piede dall'acceleratore, frizione, cambio marcia, rilasciare la frizione, spostare il piede sull'acceleratore, spingere) il tutto ovviamente andava fatto in maniera "consapevole" e con molta attenzione.
    Poi pian piano con la pratica e ripetendo tante volte questo procedimento, il tutto diviene man mano sempre più veloce, finché il processo diventa "automatico", non cosciente, che non richiede l'ausilio dell'attenzione. Tanto che mentre guidi puoi pensare a 1000 altre cose.
    Ultima modifica di Johnny : 12-08-2008 alle ore 10.45.46

  4. #4
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    Riferimento: l'inconscio è cosciente?

    Ciao ras...
    Io però volevo sapere se si credesse o meno che a questi processi inconsapevoli fosse associato qualcosa di non materiale simile alla coscienza.
    Insomma io voglio capire una cosa, quando si parla di mente e di elaborazioni mentali non coscienti ci si riferisce a qualche ente non materiale ed a processi che hanno un qualche contenuto (un contenuto simile insomma a quello che sappiamo associato ai processi coscienti: cioé la visione di una figura, la percezione di un suono, di un odore, e così via) oppure ci si vuol riferire solo ad una descrizione astratta del funzionamento di alcune parti del cervello?

    Quando un processo diventa inconsapevole voglio sapere se si crede che il mio corpo si comporta come un automa, oppure se a quel processo sono comunque ancora associati dei contenuti (qualcosa di non materiale simile ad una figura osservata insomma) che risultano inaccessibili alla mia coscienza (così come i contenuti della tua coscienza risultano inaccessibili alla mia) ma che continuano ad esistere.

    Ad esempio posso osservare il rosso del semaforo e fermarmi, ma se questo processo diventa non cosciente, esiste ancora una vera e propria percezione del rosso? O è soltanto un processo automatico che si svolge senza far ricorso ad alcun contenuto?

    Spero di essere riuscito a spiegarmi questa volta.
    Ultima modifica di Char_Lie : 13-08-2008 alle ore 07.59.30

  5. #5
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: l'inconscio è cosciente?

    L'inconscio è caratterizzato sia da contenuti che da processi; molte delle informazioni che noi percepiamo, non vengono neppure registrate dalla coscienza, ma direttamente "relegate" nell'inconscio. Tra qs informazioni, possono esserci figure, suoni, odori, volti ed altro. questo perchè se noi registrassimo tutte le informazioni che ci provengono continuamente dal mondo esterno, il nostro organismo, nel suo insieme, non sarebbe in grado di sopportarle e qd, elabora le piu' salienti ed importanti, per lui.
    Talvolta, anche se la coscienza coglie benissimo certe informazioni, opera un processo di repressione delle stesse che fa si che esse vengano relegate nell'inconscio, ma ad un livelo un pochino piu' superficiale, definito, in psicodinamica, preconscio, al quale rivolgendo attenzione o con certi stimoli, puo' nuovamente accedere.

    L'inconscio, come la coscienza, puo' secondo alcuni scienziati che hanno e stanno facendo ricerche nel campo delle Neuroscienze, avere sede sia in diverse zone cerebrale che si è visto con particolari tecniche di Imaging, vengono attivate in persone che soffrono di certe sindromi legate a problematiche psichiatriche serie, oppure a lesioni cerebrali che compromettono il funzionamento della memoria legato a certi strati profondi del cervello, come ilsistema limbico, il talamo e l'amigdala (zone in cui hanno origine le emozioni piu' profonde) e che sono correlati, attraverso particolari circuiti, alla corteccia frontale, legata a sua volta alla elaborazione cognitiva delle informazioni.

    E' anche vero che talvolta secondo certe prospettive, sia mediche che psicologiche che filosofiche, tutto l'organismo nel suo complesso, puo' essere interessato da fenomeni inconsci in quanto moltissimi processi che in esso avvengono continuamente, non sono coscienti, pur avendo sulla coscienza stessa, un'enorme influenza.

    Ciao
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 12-08-2008 alle ore 15.27.54
    Gaia

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  6. #6
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    Riferimento: l'inconscio è cosciente?

    L'inconscio è caratterizzato sia da contenuti che da processi; molte delle informazioni che noi percepiamo, non vengono neppure registrate dalla coscienza, ma direttamente "relegate" nell'inconscio. Tra qs informazioni, possono esserci figure, suoni, odori, volti ed altro. questo perchè se noi registrassimo tutte le informazioni che ci provengono continuamente dal mondo esterno, il nostro organismo, nel suo insieme, non sarebbe in grado di sopportarle e qd, elabora le piu' salienti ed importanti, per lui.
    Talvolta, anche se la coscienza coglie benissimo certe informazioni, opera un processo di repressione delle stesse che fa si che esse vengano relegate nell'inconscio, ma ad un livelo un pochino piu' superficiale, definito, in psicodinamica, preconscio, al quale rivolgendo attenzione o con certi stimoli, puo' nuovamente accedere.
    Perciò è comunemente accettato che esistano oggetti non materiali che vengono manipolati da dei processi associati ai processi materiali inconsci (quelli insomma che non producono molti effetti sulla coscienza).
    Scusami per la frase contorta ma non ero capace di formulare quello che volevo dire meglio di così .
    Insomma ci sono dei veri e propri contenuti che continuano ad esistere e che sono associati a molti altri processi oltre a quelli coscienti, perciò in definitiva l'analogia di Freud dell'iceberg (che la si interpreti da un punto di vista psicoanalitico o cognitivista) non era tanto sbagliata. Il ghiaccio in superficie è molto simile al ghiaccio che si trova immerso nell'acqua, il punto è che questi sono in qualche modo separati dallo strato superficiale dell'acqua.
    Anche se per assurdo non tenessimo conto della coscienza esisterebbero altre parti che continuerebbero ad avere comunque una qualche forma di consapevolezza.
    Beh RosaDiMaggio grazie per le informazioni.
    Ultima modifica di Char_Lie : 12-08-2008 alle ore 18.21.04

  7. #7
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: l'inconscio è cosciente?

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Perciò è comunemente accettato che esistano oggetti non materiali che vengono manipolati da dei processi associati ai processi materiali inconsci (quelli insomma che non producono molti effetti sulla coscienza).
    Scusami per la frase contorta ma non ero capace di formulare quello che volevo dire meglio di così .
    Insomma ci sono dei veri e propri contenuti che continuano ad esistere e che sono associati a molti altri processi oltre a quelli coscienti, perciò in definitiva l'analogia di Freud dell'iceberg (che la si interpreti da un punto di vista psicoanalitico o cognitivista) non era tanto sbagliata. Il ghiaccio in superficie è molto simile al ghiaccio che si trova immerso nell'acqua, il punto è che questi sono in qualche modo separati dallo strato superficiale dell'acqua.
    Anche se per assurdo non tenessimo conto della coscienza esisterebbero altre parti che continuerebbero ad avere comunque una qualche forma di consapevolezza.
    Beh RosaDiMaggio grazie per le informazioni.

    Sulla coscienza, gli effetti, potrebbero produrla una parte degli stessi o successivamente, oppure non essere registrati; il fatto che la coscienza non li registri, non vuol dire che non producano effetti su di essa, ma che la coscienza puo' essere consapevole talvolta degli effetti, ma non di cosa li abbia prodotti.

    Ciao
    Gaia

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  8. #8
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: l'inconscio è cosciente?

    Non mi ritrovo pienamente in quanto è stato detto sull'inconscio a meno che, come qualcuno ha accennato, non si stia parlando di un processamento di informazioni "inconscio", ma che rimane sempre a livello cognitivo, seppure inconsapevole. Credo che sia questa la distinzione tra l'"inconscio" cognitivo e quello psicoanalitico.
    Se consideriamo alcune recenti concettualizzazioni psicoanalitiche sull'inconscio infatti, ci si rende conto che ne viene sottolineata la sua natura non rappresentazionale e che ci si pone su un livello proto-emotivo, non mentalizzato, privo di immagini o di rappresentazioni di alcun tipo. Vanno in questa direzione Bion ed i suoi successori, così come Bollas (il "conosciuto non pensato") o i relazionali (inconscio è "ciò che potè essere ma non fu" rispetto a modalità di auto e mutua organizzazione del soggetto).
    Mi rendo conto che il discorso è estremamente complesso e quindi mi fermo qui per il momento.

    Un saluto
    Ultima modifica di gieko : 12-08-2008 alle ore 21.48.00
    gieko

  9. #9
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
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    Riferimento: l'inconscio è cosciente?

    gieko, non posso che quotarti...penso che prima di procedere con questa discussione si debba far chiarezza sull'argomento trattato. Inconscio psicodinamico o processazione inconsapevole, memoria implicita etc.....

  10. #10
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: l'inconscio è cosciente?

    In effetti, anche a me, è sembrato che per il modo in cui è stata posta la domanda, fosse il caso di collocare il livello di inconscio in termini di "processamento delle informazioni", piu' che altro, quindi, di inconscio cognitivo e qd, piu' che altro di inconsapevolezza. Anche se le informazioni e la loro elaborazione, sono strettamente connesse ai processi emotivi, in senso circolare.
    Il tipo di informazioni di cui parli tu gieko, riferibili al "pensiero senza pensatore" e ad uno stato proto-emotivo non elaborato, o "a cio' poteva essere ma non fu" che appartiene al campo psicoanalitico di Bion (pensiero senza pensatore) e alla specifica elaborazione relazionale, mi trovano d'accordo con te, solo che penso appartengano ad un discorso un po' diverso e piuttosto complesso, data la specificita' della domanda ed il 3d in cui è stata collocata, e l'unico riferimento a Freud in senso psicoanalitico.
    Poi, non so.

    Un saluto a tutti.
    Ciao
    Gaia

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  11. #11
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    Riferimento: l'inconscio è cosciente?

    Non mi ritrovo pienamente in quanto è stato detto sull'inconscio a meno che, come qualcuno ha accennato, non si stia parlando di un processamento di informazioni "inconscio", ma che rimane sempre a livello cognitivo, seppure inconsapevole. Credo che sia questa la distinzione tra l'"inconscio" cognitivo e quello psicoanalitico.
    Se consideriamo alcune recenti concettualizzazioni psicoanalitiche sull'inconscio infatti, ci si rende conto che ne viene sottolineata la sua natura non rappresentazionale e che ci si pone su un livello proto-emotivo, non mentalizzato, privo di immagini o di rappresentazioni di alcun tipo. Vanno in questa direzione Bion ed i suoi successori, così come Bollas (il "conosciuto non pensato") o i relazionali (inconscio è "ciò che potè essere ma non fu" rispetto a modalità di auto e mutua organizzazione del soggetto).
    Mi rendo conto che il discorso è estremamente complesso e quindi mi fermo qui per il momento.
    Gieko sai io volevo solo fare degli esempi di un qualche "oggetto mentale" che non fosse materiale, e le uniche cose che mi sono venute in mente sono state: forme, suoni, odori e così via .
    Forse ho posto la domanda in modo un po' strano per questo, è che mi è difficile immaginare qualcosa di mentale che sia molto diverso dalle elaborazioni coscienti, ma non era mia intenzione affermare qualcosa in proposito alle elaborazioni non coscienti, mi incuriosiva sapere come la pensavate, io un'idea precisa non ce l'ho, e poi ne so troppo poco.

    Comunque ho notato che siete un po' tutti d'accordo sul fatto che al cervello siano associati non solo stati coscienti ma anche stati non coscienti. Insomma per nessuno di voi i meccanismi inconsci sono soltanto dei meccanismi "ciechi" che svolgono bene certe funzioni.
    Ultima modifica di Char_Lie : 13-08-2008 alle ore 02.06.35

  12. #12
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: l'inconscio è cosciente?

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Gieko sai io volevo solo fare degli esempi di un qualche "oggetto mentale" che non fosse materiale, e le uniche cose che mi sono venute in mente sono state: forme, suoni, odori e così via .
    Forse ho posto la domanda in modo un po' strano per questo, è che mi è difficile immaginare qualcosa di mentale che sia molto diverso dalle elaborazioni coscienti, ma non era mia intenzione affermare qualcosa in proposito alle elaborazioni non coscienti, mi incuriosiva sapere come la pensavate, io un'idea precisa non ce l'ho, e poi ne so troppo poco.

    Comunque ho notato che siete un po' tutti d'accordo sul fatto che al cervello siano associati non solo stati coscienti ma anche stati non coscienti. Insomma per nessuno di voi i meccanismi inconsci sono soltanto dei meccanismi "ciechi" che svolgono bene certe funzioni.
    Se posso, e mi scuso se vado parzialmente OT, intervengo per dire che sono un po' perplesso da quel che scrive Char_Lie. In particolare da questa sua ricerca di "oggetti mentali non materiali".
    Sinceramente, non capisco cosa tu intenda con "oggetti mentali" e, ancor meno, con "non materiali".
    Forme, suoni, odori, ecc. sono quanto di più materiale possa esistere. In fondo sono la trasduzione dell'attività neurale in termini linguistici. Più semplice, certamente, dire "odore di..." che non elencare la cascata di reazioni chimiche che avviene a partire dai bulbi olfattivi fino al talamo. Ma "odore di..." è solamente un nome che diamo, per semplicità, ad un processo del tutto materiale.

    Insomma, io non conosco oggetti mentali che non siano materiali. Peraltro, se anche esistessero, non potrebbe importarmene di meno. Dato che non esiste un processo attraverso il quale un oggetto "non materiale" sia in grado di modificare un oggetto "materiale", se anche questi tuoi oggetti esistessero non potrebbero agire sul mondo, sarebbero privi di effetti.

    Sull'inconscio. D'accordo con RosaDiMaggio e Gieko circa la necessità di differenziare tra un'inconscio cognitivo e un'inconscio "dinamico" o "psicoanalitico". Il secondo lo vedo in relazione all'affetto, a quelle che Freud chiamava "pulsioni", e - di solito - comprende in sé il concetto di conflitto, che invece manca del tutto nell'inconsapevole (chiamo "inconsapevole" l'inconscio cognitivo).
    Mentre posso pensare all'inconscio cognitivo in termini "Fodoriani", come un insieme di moduli che agiscono a livello non cosciente, in modo meccanico, per "processare" determinate informazioni, non riesco a vedere l'inconscio dinamico allo stesso modo. Perché non ha in sé nulla di meccanico. L'inconscio dinamico è creativo, in qualche modo "intelligente", attivo. Non è semplicemente un algoritmo di trasformazione degli input.

    Buona vita
    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  13. #13
    Johnny
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    Riferimento: l'inconscio è cosciente?

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    , perciò in definitiva l'analogia di Freud dell'iceberg (che la si interpreti da un punto di vista psicoanalitico o cognitivista) non era tanto sbagliata. Il ghiaccio in superficie è molto simile al ghiaccio che si trova immerso nell'acqua, il punto è che questi sono in qualche modo separati dallo strato superficiale dell'acqua.
    per la precisione nella metafora freudiana dell'iceberg, il ghiaccio che sta fuori dall'acqua e quello che sta sotto sono costituiti da "materiale" diverso e funzionano secondo leggi diverse (processo primario e processo secondario).

    Ma ciò è irrilevante perché, come scritto nel terzo post, in questa stanza del forum si segue un approccio cognitivista
    Ultima modifica di Johnny : 13-08-2008 alle ore 10.25.11

  14. #14
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    Riferimento: l'inconscio è cosciente?

    Forme, suoni, odori, ecc. sono quanto di più materiale possa esistere. In fondo sono la trasduzione dell'attività neurale in termini linguistici. Più semplice, certamente, dire "odore di..." che non elencare la cascata di reazioni chimiche che avviene a partire dai bulbi olfattivi fino al talamo. Ma "odore di..." è solamente un nome che diamo, per semplicità, ad un processo del tutto materiale.
    Era proprio questo che mi interessava capire, secondo gli psicologi un suono percepito è identico ad un certo processo fisico?
    Il dolore percepito da una persona, ad esempio, è identico ad una serie di reazioni fisiche e chimiche oppure è qualcosa che è collegato a queste ma va distinto da queste?
    Hai fatto bene ad intervenire , era proprio questa cosa che volevo capire.
    Ma per te non c'è alcuna differenza tra questi due piani?
    Vorrei sapere gli altri cosa ne pensano...
    Ultima modifica di Char_Lie : 13-08-2008 alle ore 11.07.39

  15. #15
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: l'inconscio è cosciente?

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Era proprio questo che mi interessava capire, secondo gli psicologi un suono percepito è identico ad una descrizione di un certo processo fisico?
    Il dolore percepito da una persona, ad esempio, è identico ad una descrizione di una serie di reazioni chimiche oppure è qualcosa che è collegato a queste ma va distinto da queste?
    Hai fatto bene ad intervenire , era proprio questa cosa che volevo capire.
    Ma per te non c'è alcuna differenza tra questi due piani?
    Per il momento, io posso dirti che il dolore puo' essere scatenato da una stimolazione esterna o interna che va ad agire su alcune vie nervose definite nocicettive che effettuano un trasporto della stimolazione stessa da alcune zone periferiche del corpo, in termini di reazioni chimiche ed elettriche (vie afferenti) verso il cervello, dove qs stimolazioni, vengono percepite coscientemente, riconosciute e definite come "dolore". Da qui partono un'altra serie di reazioni, alcune istintive, come ad es., certe forme di difesa spontanea dell'organismo, altre dovuta ad una elaborazione contingente della situazione a livello cognitivo ed emotivo, finalizzate ad affrontare al meglio il dolore e se possibile ad evitarlo.
    Il tutto avviene in maniera rapidissima e l'organismo vivente non puo' generalmente percepire se esiste una differenza tra qs due piani, proprio ai fini della sua salvaguardia e dell'economia mentale. In termini cognitivi, cio' che avviene al'organismo come capacita' di fare certi movimenti organizzati e finalizzati, viene definita "conoscenza tacita".
    In termini psicoanalitici, il discorso si sposta piu' su altri livelli, ed anche il dolore acquista molti significati , primo di tutto si puo' parlare di un dolore psichico e non prettamente fisico, oppure di un dolore fisico utilizzato per finalita' psichiche, che forse trascendono il tema centrale del 3d.
    Per quanto riguarda i suoni, gli odori, ecc., probabilmente, willy61, sapra' spiegartelo meglio di me, se vorra'. E forse, lo stesso dolore e la sua trasduzione.

    Spero di essere stata chiara.

    Ciao
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 13-08-2008 alle ore 11.28.40
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

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