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  1. #1
    Partecipante L'avatar di max.nettuno
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    20-06-2008
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    Come gestire un mobber? (caso reale)

    Lavoro in un'azienda dove il managing partner (il capo dei capi) è un mobber, ma forse non è prorpio giusto chiamarlo così (perché il suo comportamento non è intenzionalmente diretto alla tua specifica esclusione, si comporta male con tutti, nessuno escluso)....comunque...

    Io personalmente, per mia fortuna, raramente ho a che fare con lui, ma il resto dello staff si invece, quotidianamente. Ogni sua richiesta va evasa immediatamente, nessuna scusa. Un momento ti dice bravo, il momento successivo, quasi immemore della tua bravura, ti da dell'incapace. Si permette di chiederti favori che esulano dal lavoro (es. pagargli l'assicurazione della sua auto, prenotargli la visita medica) e pretende efficienza anche per cose che non hai mai fatto, che non sei tenuto a fare, che non dovresti fare. Per lui sia se pulisci le scale o predisponi il budget è indifferente: puoi fare (devi saper fare) sia l'uno che l'altro. Ogni sua telefonata genera ansia, se non capisci al volo quello che ti sta chiedendo già incomincia a rimproverarti, a urlarti, quanto sei deludente e inetto. Ti sbatte la cornetta in faccia. Denuncia la tua inettitudine al tuo capo diretto, che è comunque un subalterno di lui. Il tuo capo di retto però raramente ti rimprovera, perché pure lui è oggetto di critica. Tu sei in continua ansia. Se lo incontri per il corridoio ti saluta amorevolmente però. Si mette pure a scherzare con te magari, anche se un minuto prima di ha dato dell'idiota. Frase tipica "si rende conto di quello che ha fatto"? Risposta tipica "ma, sa, pensavo che..." ..."pensava? Lei non è pagato per pensare! Esca subito!". Le persone ingoiano tutto, perché la paura di perdere il posto è tanta. Lui può licenziarti, l'ha fatto già con altri. Ha avuto cause in tribunale. Ha perso. Ha pagato. Ma tu te ne devi andare comunque e sei in perdita in ogni caso.

    Si dice sia malato, bipolare. Ma non c'è una diagnosi. Non puoi rispondergli a tono, perché hai paura. Non puoi continuare ad ingoiare però. Non è che sia così ogni giorno, ma solo i giorni in cuii parli con lui. Ma basta un giorno per rovinarti un mese di salute mentale.

    Studio psicologia, vorrei aiutare i colleghi che vedo distrutti, in primis la sua segretaria personale, spesso in lacrime. Ma anch'io sono implicato. Vorrei io stesso essere capace, le poche volte che interagisco con lui, di gestire l'inevitabile nervosismo che mi accompagna nell'interazione con questo "essere umano". Ma ho paura anch'io. Penso di andarmene da questa azienda, non ci resterò sicuramente (e questo indipendentemente da lui, è che proprio volgio fare altro nella vita), ma vorrei comuqnue capire, imparare da questa esperienza e magari mettere a frutto una qualche saggezza che potesse emergere in caso di soluzione di questo conflitto.

    Qualche commento? Un consiglio? ...magari dagli psicologi o culturoi della psicolgia on line di questo forum?. Grazie in anticipo. Max
    Il viaggio è la meta.

  2. #2
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    20-09-2004
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    281

    Riferimento: Come gestire un mobber? (caso reale)

    attuare un contromobbing verticale, dal basso verso l'alto, da parte di tutti i subalterni. In parole semplici si chiama boicottaggio. Con il sig. Boycott, nell'Irlanda del 1848, funzionò benissimo.

    Per contrastare gente del genere bastano poche cose: la conoscenza dei propri diritti, la determinazione nel farli valere, la consapevolezza che il potere esiste solamente finché viene riconosciuto.

    Buona vita

    e buona fortuna

    Guglielmo

  3. #3
    Partecipante L'avatar di max.nettuno
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    Riferimento: Come gestire un mobber? (caso reale)

    Si Willy, effettivamente "il potere esiste solamente finché viene riconosciuto". In un certo senso il comportamento di questo mobber è "rinforzato" da tutti noi. Credo però la cosa più difficile sia gestire le emozioni nei confronti diretti con questa persona.

    Boicottare in gruppo? Altro problema, nella mia azienda non esiste un "senso del gruppo", non si è mai fatto team biulding, ognuno pensa per sé e tende a "evitare" il problemi (evitando in primis il più possibile il suddetto mobber , quando è possibile). Se lotti, rischi di lottare da solo.

    Riflettendoci ora, questa cosa del team building sembra importante...
    Il viaggio è la meta.

  4. #4
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: Come gestire un mobber? (caso reale)

    Comunque, a livello personale, credo ti possa servire rafforzare i confini. Limta i tuoi rapporti con questa persona a quanto è strettamente previsto dall'organigramma formale. Rifiutati di discutere con lui di questioni non attinenti al lavoro. Rifiutati di eseguire compiti non previsti nel tuo incarico. Non reagire alle provocazioni e, nel caso si mettesse a gridare o a comportarsi in modo offensivo, adotta due tecniche:

    a) tecnica del disco rotto: consiste nel ripetere, sempre nello stesso tono di voce, la medesima frase, senza modificarla in nulla, finché l'interlocutore non si sia stancato

    b) tecnica della gentilezza ad oltranza: ad ogni domanda dare la risposta nei termini il più gentili possibili, sorridendo. Se l'interlocutore si altera, aumentare la gentilezza e i sorrisi.

    Attenzione: sono due tecniche che, negli individui narcisisti, provocano forti accessi di rabbia, seguiti invariabilmente da depressione e pentimento. Se non sei pronto e preparato a reggere la rabbia non utilizzarle.

    Buona vita

    Guglielmo

  5. #5
    Partecipante Affezionato L'avatar di bluandblu
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    28-11-2007
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    Riferimento: Come gestire un mobber? (caso reale)

    Ciao Max
    Innanzitutto hai tutta la mia comprensione, infatti anch’io ho avuto a che fare con persone simili al capo di cui ci parli e anch’ io trovo che la cosa più difficile sia gestire le proprie emozioni e il proprio comportamento. Sarebbe auspicabile un’azione di insieme come quella suggerita da Willy, perché è veramente assurdo che un ambiente di lavoro sia inquinato da persone che si concedono di comportarsi così, ma, da quanto riferisci, al momento non sembra possibile e allora occorre difendersi a livello personale.
    Le tecniche suggerite da Willy sono ottime, io personalmente usavo quella della gentilezza unita ad un’altra “spiegazioni accademiche”. La persona con cui recentemente ho avuto a che fare io, multiproblematica anche se non ai livelli del tuo capo, mi stava addosso, avevo infatti la sensazione che controllasse ogni mio movimento, e non sono paranoica, infatti è una cosa che hanno confermato anche altre persone nel senso che controllava e controlla un po’ tutti. Per farla breve, a volte aveva da ridire e da indagare anche su come risistemavo le sedie dopo un colloquio con degli utenti. Io sono psicologa. Dopo vari turbamenti da parte mia ho cominciato a mettere in pratica varie tecniche e così osservavo la mia postura e la correggevo, sembra una stupidaggine ma è importante: una postura eretta, con lo sguardo piantato negli occhi dell’altro trasmette il messaggio: “io sono uguale a te ho lo stesso tuo potere...” , serve appunto a definire i confini come dice anche Willy, e quando ero molto in difficoltà cominciavo a portare l’attenzione sul mio corpo, cominciavo a “sentirmi” e ho visto che anche questo è molto utile perché permette di distaccarsi da quella specie di “ipnosi” che l’altro cerca di esercitare nei nostri confronti. Inoltre quando ero investita dalle sue domande indagatorie e sceme cominciavo a rispondere con molta gentilezza e con spiegazioni estremamente articolate come se io stessi rispondendo a una persona dura di comprendonio ma con l’intenzione da parte mia di farle comprendere in quel momento tutto lo scibile umano. Nel mio caso ha funzionato, la persona in questione rimaneva interdetta a sentire il fiume di spiegazioni e si allontanava borbottando qualcosa di incomprensibile. Mi viene in mente anche una tecnica suggerita da Watzlawick e coll. a una paziente con un capo come il tuo, la paziente, segretaria del capo dispotico, di fronte alle sue sfuriate doveva dire a voce bassa e con fare intrigante qualcosa del tipo: “lei è davvero affascinante quando mi tratta così...”, da quanto riferiscono W. e al. già l’intenzione di comportarsi così aveva avuto un effetto: la segretaria era già andata lì con un altro atteggiamento e questo cambio di atteggiamento era stato recepito a livello più o meno inconscio dal capo, quando poi ha detto la frase in questione il capo si è molto imbarazzato e da quel momento non si è più comportato in quel modo. Se mi ricordo il titolo del libro te lo segnalo.
    Certo che però è dura, perché bisogna entrare nel registro del “gioco” senza quindi prendersela a livello personale e non è sempre facile “giocare” in questo modo. Va quindi anche accettato che potrà ricapitare di essere trattati malissimo, fino a quando non verranno presi provvedimenti a livello aziendale.

    Ti auguro di superare questo momento al meglio
    B&B

  6. #6
    Partecipante L'avatar di max.nettuno
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    Riferimento: Come gestire un mobber? (caso reale)

    grazie di nuovo willy e grazie anche a te bluandblu.

    La tecnica del disco rotto sembra interessante... e anche quella di Watzlawick (se poi io dicessi al mobber "lei è così affascinante quando si arrabbia" sarebbe PROOOOPRIO divertente, mi prenderebbe per un omosessuale ke si è invaghito di lui...ma sai che spasso!...magari ne avessi il coraggio...).

    bluandblu, che stress avrai dovuto sopportare con il tuo di capo! Però sai cosa, il tuo forse era una personalità normale. Noi tutti qui in azienda temiamo che il nostro mobber si prorio malato di mente (proprio perché un minuto dopo che ti ha detto bravo ti richiama perché qualcos'altro gli gira storto e ti tratta malissimo offendendoti). Uno ha paura delle sue reazioni, IMPREVEDIBILI.
    Considera che alcuni clienti anche hanno paura di lui. Eppure, gli altri soci se lo tengono, perché ha i contatti giusti con i clienti che contano...

    Concordo con voi, se ho capito bene: dal momento che non possiamo agire sulla fonte dello stress (il mobber), possiamo agire al massimo sui di noi e la gestione delle nostre emozioni. E' che uno per adottare le varie tecniche che dite deve essere sempre "pronto". E lui ti becca con una cazziata quando meno te lo aspetti!
    Il viaggio è la meta.

  7. #7
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: Come gestire un mobber? (caso reale)

    Mi riallaccio all'intervento di bluandblu e alla sua indicazione di portare l'attenzione sul proprio corpo, che mi pare eccellente.
    In termini di postura, potresti provare, quando ti trovi di fronte a questa persona, ad assumere la classica posizione di "grounding" della bioenergetica:
    piedi paralleli, in linea con il bacino, ginocchia leggermente flesse, in modo da non bloccare l'articolazione, bacino leggermente all'indietro e peso del corpo sulla zona mediana del piede. Respirazione inizialmente addominale, per poi risalire nelle vie aeree superiori. Tempo di espirazione doppio rispetto al tempo di inspirazione.
    Non guardarlo direttamente negli occhi. Punta invece il tuo sguardo alla radice del naso del tuo interlocutore, al centro tra le due sopracciglia. Aiuta a diminuire le sensazioni mediate dallo sguardo dell'interlocutore.

    Prova.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  8. #8
    Partecipante Affezionato
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    05-07-2007
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    Riferimento: Come gestire un mobber? (caso reale)

    Dato che sto freuantando un corso specifico sul mobbing, vorrei dirti che è in realtà molto difficile fare "diagnosi" di mobbing, per cui anche definire una persona come mobber. in generale, comunque, il fine del mobber e dei co-mobber è quello di allontanare la persona dal posto di lavoro. e le azioni di mobbing sono dirette ad una persona in particolare, non a tutti i dipendenti di un ufficio. il fatto che nel tuo caso il capo sembri essere, dai tuoi racconti, un despota, un arrogante, un antipatico e che metta paura a tutti non basta per dire che è mobbing. ci tengo a dirti queste cose (e ce ne sarebbero molte altre) perchè a volte ci si illude di poter far causa legale e vincerla sicuramente e poi, invece, sono molto pochi i casi di mobbing riconosciuti e di conseguenza sanzionati dal un giudice, soprattutto nell'ultimo grado di giudizio.
    detto questo, ci sono diverse tecniche per sconfiggere il mobber (e penso siano tecniche adatte anche per tutti i capi come il tuo!). esempi:
    - rispondere ad un suo attacco verbale con il sorriso (come già detto da altri), con risposte neutre (mmh, ehhh...), con una domanda che non ha alcun nesso logico con la sua domanda (es. lui dice:-" perchè non hai finito questo lavoro oggi!sei un'incosciente!", tu rispondi:_"ha visto che cielo blu oggi?"), con l'ironia, tenndo testa ("capisco che le possa sembrare strano che non abbia ancora finito, ma oggi ho svolto quest'altro lavoro");
    - non avere paura, non farsi vedere vittime;
    - esprimere la propria posizione in modo gentile ma fermo;
    - non agitarsi e rispondere male;
    - non attaccare di conseguenza, perchè è questo ciò che lui cerca.
    ci possono essere anche altri metodi, ma ora mi ricordo questi. spero di averti dato qualche ulteriore suggerimento, oltre a quelli che ti hanno già dato tutti gli altri. e...buon lavoro!

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