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Visualizzazione risultati 1 fino 8 di 8
  1. #1
    Matricola L'avatar di nia1978
    Data registrazione
    19-06-2003
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    22

    come risolvere l'attacco di panico?

    ciao a tutti!
    ho letto con molto interesse le esperienze provate sull'attacco di panico...E' vero che la maggior parte sono stati "episodi", me mi chiedevo se conoscevate qualcuno che, avendo attacchi di panico ripetuti (come da DSM!!) avesse consultato qualche psicoterapeuta o psicologo, o se avesse intrapreso una vera e propria terapia. Vorrei sapere, cioè, se c'è stato qualche caso risolto "tecnicamente".
    Io ho seguito un corso di consulenza psicologica nel quale c'è stato modo di parlare in maniere approfondita dell'attacco di panico (tra l'altro frequentissimo negli ultimi tempi) e mi piacerebbe scambiare quelche informazione a proposito!
    un saluto a tutti

  2. #2
    io nn so risponderti (ho avuto anch'io un'esperienza di attacchi di panico a livello di singolo episodio)..però mi interesserebbe sapere quello che hai imparato durante il corso di consulenza psicologica. Avete trattato solo gli attacchi di panico? Condividi con noi!
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  3. #3
    Matricola L'avatar di nia1978
    Data registrazione
    19-06-2003
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    22
    ciao mia!
    essendo un corso di consulenza abbiamo parlato di tanti disturbi che possono essere portati ad una prima consulenza da una psicologo. L'attacco di panico è oggi il problema più frequente.Dopo un'illustrazione del funzionamento e del mantenimento del sintomo, ci sono state presentate delle "tecniche" che si rifanno alla terapia cognitivo-comportamentale (a volte alla Strategica). Proprio per questo ero interessata a conoscere qualcuno che avesse fatto un'esperienza in questo senso.
    Per quanto riguarda altri disturbi, la mia "curiosità" rimane comunque legata ai disturbi d'ansia e a come questi possono essere risolti (a detta di molti, facilmente) con terapie di tipo cognitivo-comportamentale.
    Ne sai qualcosa?
    ciao

  4. #4
    posso informarmi...purtroppo i miei interessi sono differenti e quindi so poco o niente Quando hai tempo e voglia ci illustri
    funzionamento e mantenimento del sintomo
    e
    "tecniche" che si rifanno alla terapia cognitivo-comportamentale (a volte alla Strategica)
    ?
    Io intanto mi informo un po'
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  5. #5
    Angelus
    Ospite non registrato
    il mio esame di psicologia clinica non aveva impostazione cognitivo-comportamentale, però il professore ci ha fatto qualche esempio di terapia soprattutto riferendosi ai casi di attacchi di panico, o di altre fobie. ricordo ci parlò di un suo paziente, che aveva fatto a lungo terapia con un collega comportamentista. ci spiegò che quest'uomo aveva a lungo sofferto prima di una fobia per i coltelli. presentatosi al collega, questi lo aveva "facilmente" curato poichè per chi segue questo tipo di impostazione, l'attacco di panico, o qualsiasi fobia altro non è che un "apprendimento errato". ad esempio un individuo può sviluppare la fobia dell'acqua perchè magari una volta se è sentito male in acqua (un crampo per esempio) e ha acquisito l'associazione :acqua-malore. per cui non vuole più buttarsi in acqua. lessi ad esempio, di come una fobia per i serpenti venisse curata facendo gradualmente avvicinare il paziente al rettile, senza preoccuparsi delle proteste di questo, compresi vomiti e svenimenti. perchè in questo modo il paziente riapprendeva che l'associazione serpente-paura era errata. e quindi la superava.
    per come la spiegò il mio professore (che ripeto segue altro indirizzo) il problema di questo tipo di terapie è che spesso tolta una "fobia" l'energia libidica che prima investiva l'oggetto si riversa semplicemente su un altro, seguendo qualche sottile associazione. fu quello che successe al paziente del suo collega, che dopo 6 mesi che aveva superato la fobia per i coltelli, si ripresentò con la fobia per i cuscini.
    cominciata la terapia col mio professore si scoprì il filo che legava coltello e cuscino: la paura di uccidere i suoi figli, per cui il paziente dirigeva le sue paure verso gli oggetti con cui avrebbe potuto compiere l'omicidio.
    spero di essere stato almeno un po' utile...

  6. #6
    Matricola L'avatar di nia1978
    Data registrazione
    19-06-2003
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    22

    e già!

    ciao Angelus!
    ti ringrazio per la tua risposta esaustiva...!Quello che posso dirti è che in parte hai confermato un pò le mie reticenze su questo argomento delle terapie brevi. Anch'io so che pur essendo molto efficaci nel risolvere il sintomo (bastano poche sedute!), molto spesso, anzi quasi sempre c'è il cosìddetto SPOSTAMENTO. Purtroppo questo è un rischio e soprattutto un grosso limite! Forse in questo la terapia cognitivo-comportamentale è meglio di quella strategica in quanto oltre a modificare il comportamento, va a indagare sul pensiero distorto che c'è alla base al fine di cambiarlo...
    ..questa è una mia riflessione!

  7. #7
    Ospite non registrato

    Re: e già!

    Originariamente postato da nia1978
    la terapia cognitivo-comportamentale... va a indagare sul pensiero distorto che c'è alla base al fine di cambiarlo...
    E' quello che penso anche io. La terapia di tipo Cognitivo-comportamentale è la via più breve ed efficace, nel trattamento degli attacchi di panico, che io conosca.

  8. #8
    Il tuo professore caro angelus mi sembra un tantino prevenuto...
    dove lavoro io utilizziamo la terapia cognitivo comportamentale... tu parli di desensibilizzazione dal vivo o sistematica ma ne dai una versione piuttosto semplicistica... non è che funziona proprio così... ciò non toglie che il primo obiettivo per uno psicoterapeuta (credo anche a livello deontologico) sia fare stare meglio il paziente... questo si fa con le tecniche comportamentali che hai citato tu e che fanno riferimento a wolpe ma anche con tecniche di orientamento più coglitivista... Albert Ellis (uno psicoanalista pentito che visto l'inutilità della psicoanalisi ha fondato la RET) per esempio ha suggerito tecniche per raggiungere una vera e propria ristrutturazione cognitiva... un insight (ma non nel senso che può intendere il tuo prof. il fatto che il nostro paziente scopra che i suoi problemi derivino dal fatto che la mamma gli faceva dei piacevolissimi clisteri e ora ha una fissazione anale non gli può secondo ellis essere di molto aiuto... l'esempio è proprio di ellis non mio) l'insight è invece inteso come una vera ristrutturazione del campo cognitivo (potrebbe assomigliare all'insight teorizzato dai gestaltisti ma questa è una speculazione mia). Questa ristrutturazione si ottiene andando ad agire sulle credenze disfunzionali (si utilizza una tecnica chiamata ABC) dove A è l'evento scatenane, B sono i belief irrazionali e C sono le conseguenze emotive... lo scopo è trovare delle credenze più funzionali e dare delle interpretazioni dei fatti che ci facciano stare meglio...
    questa spiegazione è abbastanza superficiale... ma posso affermare che gli attacchi di panico si guariscono con la CBT (ed esistono molti studi scientifici validati che lo dimostrano) più che con altre terapie di stampo più psicodinamico...
    Spero di essere stato chiaro...

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