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Discussione: depressione

  1. #1
    Matricola
    Data registrazione
    23-04-2008
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    19

    depressione

    Ciao a tutti, io ho vissuto la mia adolescenza assieme alla depressione di mio padre, questo ha fatto sì che il rapporto con lui si deteriorasse sino a finire del tutto e oggi a 10 anni di distanza credo purtroppo che questo rapporto non si possa più ricucire...A lui associo uno sguardo burbero, l'ubriachezza per scacciare via il dolore e le continue critiche che alimentavano il mio senso di inferiorità, che oggi mi ha portato ad essere quella che sono, una persona che ha paura del mondo, chiusa a riccio, e che chissà quando avrà il coraggio di uscire allo scoperto..La depressione di mio padre tenuta sotto controllo, in seguito, da psicofarmaci ha lasciato tra i suoi residui un padre e una figlia che forse troppe cose avrebbero da dirsi ma che non parlano più, potrei dire che mio padre è morto quandp avevo 16 anni, perchè allora forse è stata l'ultima volta in cui l'ho abbracciato e sono stata cacciata via malamente da lui, sempre troppo arrabbiato con quella figlia che gli ricordava se stesso, quella parte di se stesso che odiava tanto.
    Ora studio psicologia, ma forse non sarò mai ciò che voglio essere, non ho la forza di cambiare e non sono certa che posso, di farmi aiutare, e forse un giorno anche io mi perderò in quella stessa depressione in cui si è perso mio padre...
    Perchè ho scritto questo?perchè volevo sfogarmi, perchè è un appello di aiuto e per dare una testimonianza di come la depressione può distruggere la vita delle persone e gli psicofarmaci per evitare questo non bastano...

  2. #2
    Albamari
    Ospite non registrato

    Riferimento: depressione

    Ciao mepsitre, la malinconia che c'è nel tuo racconto mi ha particolarmente colpita.
    I genitori, come tu ben sai sono le figure più importanti e determinanti nella vita di ognuno.
    Vivere quotidianamente da figlia con un padre arrabbiato e confondere la direzione verso cui tale rabbia è diretta, per una figlia sensibile come te immagino sia stato spesso causa di confusione e di sconforto, proprio come me lo descrivi.
    Purtoppo la rabbia che spesso i genitori si portano dietro, più delle volte inconsapevolmente, magari perchè ce l'hanno con il proprio passato, si sparge a macchia d'olio...e inevitabilmente si riflette sui figli... perdendo ogni confine.
    Magari aspetti a stento che tuo padre azzardi un sorriso che non arriva... Immagino quanto sia stato difficile per te vivere tutto ciò, mi parli di rabbia, depressione, rottura di un rapporto sperato ma mai ricucito...
    Mi parli di te, mepsitre, della confusione, dello sconforto, e della paura di affrontare in modo sicuro la vita...come darti torto...
    Ma vedo anche una mepsitre che fa delle scelte importanti avvicinandosi agli studi di psicologia, ad una mepsitre che si interroga e che si mette in discussione... ad una mepsitre che spera...e che vuole.
    Il tuo dici è uno sfogo, una richiesta di aiuto, per uscirne...finalmente e per capire...
    Dalla mia esperienza clinica posso dirti che si può...i genitori ci sono con il loro modo di essere, con le loro problematiche o meno, fantasticamente si arriva ad eliminarli...perchè "hanno esagerato"...
    I padri poi, sono le figure che ti accompagnano nel modo sociale e se mancano o peggio ci sono ma "fanno male", è probabilmente dura confrontarsi con gli altri, che pur con le loro problematiche, magari latenti, sembrano più sereni...
    ...i figli, persone influenzabili dai genitori ma "distinte" imparano da loro pur vivendo situazioni difficili..s'impara sempre qualcosa e immagino la tua "particolare sensibilità" nei confronti di determinate problematiche e la capacità di saper affrontare situazioni particolarmente difficili.
    E' legittimo avere paura che la depressione di tuo padre diventi la tua, chissà quante cose avrai da raccontare... è proprio da qui potresti partire e chiedere un aiuto concreto in questo momento che lo senti, così fortemente, potrebbe aiutarti a superare le paure e farti magari ritrovare la dove ti senti persa...

    Grazie per la tua testimonianza e benvenuta tra noi

  3. #3
    visi_one
    Ospite non registrato

    Riferimento: depressione

    ciao Mepsitre,
    a volte capita che persone utilizzino la "critica" come una strategia per insegnare ai propri figli a difendersi dal mondo, ad essere più forti e combattivi; nelle relazioni, acquistano il ruolo di "osservatori critici". Succede pure che queste persone raccontino di esperienze passate talmente forti da essere risultate ingestibili, sviluppano continui sensi di colpa (critiche a se stessi) per quelle storie "irrisolte". Hanno imparato che porre in dubbio i passi fatti e da compiere risulti utile per non sbagliare. La filosofia di vita si trasforma in "se avessi fatto questo invece di quello allora...". Insomma, conoscono questo "nuovo" mondo, lo trovano utile e lo vogliono insegnare alle persone care per difendersi dai possibili errori.
    E' parecchio difficile dall'altra parte, osservare il modo di essere osservati da questi criticoni. "Un grande fratello" che giudica incorretto o incompleto quasi ogni passo.
    Si arriva al punto di pensare, di agire o non agire sulle critiche che ci si aspetta.
    "Tutto" è messo in dubbio: le proprie capacità, la serenità, la fiducia negli altri, ecc..
    La cosa che forse pesa di più è la rabbia nei confronti di chi, invece di sollevare, proteggere e sostenere, atterra, "abbandona" e "martella.
    Si inizia a vedere se sessi e gli altri con nuovi occhi, molto simili a quelli di colui che ci ha insegnato ad osservare con criticità il mondo.
    Dico "molto simili" perchè manca comunque un passaggio fondamentale che rimane implicito (non detto) in questa sorta di insegnamento: il fatto che si crede di voler fare tutto ciò per il profondo bene dell'altro e di far passare un forte messaggio altruista di protezione, anche e soprattutto protezione da chi dovrebbe proteggere. Nella sua drammaticità questo relazionarsi è avvolto da uno sconfinato amore.

    Mepsitre una domanda che puoi rispondere anche in silenzio ,
    sei arrivata a pensare che allontanarti da tuo padre possa aiutarlo a proteggersi?
    ciao

  4. #4
    Matricola
    Data registrazione
    23-04-2008
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    19

    Riferimento: depressione

    Citazione Originalmente inviato da Albamari Visualizza messaggio
    Ciao mepsitre, la malinconia che c'è nel tuo racconto mi ha particolarmente colpita.
    I genitori, come tu ben sai sono le figure più importanti e determinanti nella vita di ognuno.
    Vivere quotidianamente da figlia con un padre arrabbiato e confondere la direzione verso cui tale rabbia è diretta, per una figlia sensibile come te immagino sia stato spesso causa di confusione e di sconforto, proprio come me lo descrivi.
    Purtoppo la rabbia che spesso i genitori si portano dietro, più delle volte inconsapevolmente, magari perchè ce l'hanno con il proprio passato, si sparge a macchia d'olio...e inevitabilmente si riflette sui figli... perdendo ogni confine.
    Magari aspetti a stento che tuo padre azzardi un sorriso che non arriva... Immagino quanto sia stato difficile per te vivere tutto ciò, mi parli di rabbia, depressione, rottura di un rapporto sperato ma mai ricucito...
    Mi parli di te, mepsitre, della confusione, dello sconforto, e della paura di affrontare in modo sicuro la vita...come darti torto...
    Ma vedo anche una mepsitre che fa delle scelte importanti avvicinandosi agli studi di psicologia, ad una mepsitre che si interroga e che si mette in discussione... ad una mepsitre che spera...e che vuole.
    Il tuo dici è uno sfogo, una richiesta di aiuto, per uscirne...finalmente e per capire...
    Dalla mia esperienza clinica posso dirti che si può...i genitori ci sono con il loro modo di essere, con le loro problematiche o meno, fantasticamente si arriva ad eliminarli...perchè "hanno esagerato"...
    I padri poi, sono le figure che ti accompagnano nel modo sociale e se mancano o peggio ci sono ma "fanno male", è probabilmente dura confrontarsi con gli altri, che pur con le loro problematiche, magari latenti, sembrano più sereni...
    ...i figli, persone influenzabili dai genitori ma "distinte" imparano da loro pur vivendo situazioni difficili..s'impara sempre qualcosa e immagino la tua "particolare sensibilità" nei confronti di determinate problematiche e la capacità di saper affrontare situazioni particolarmente difficili.
    E' legittimo avere paura che la depressione di tuo padre diventi la tua, chissà quante cose avrai da raccontare... è proprio da qui potresti partire e chiedere un aiuto concreto in questo momento che lo senti, così fortemente, potrebbe aiutarti a superare le paure e farti magari ritrovare la dove ti senti persa...

    Grazie per la tua testimonianza e benvenuta tra noi
    Grazie a te di avermi risposto, il giorno in cui ho scritto qui non stavo molto bene e ho travato le tue parole molto empatiche, mentre leggevo quello che hai scritto sono esplosa in un lungo pianto e mi sono tornati in mente tanti flash della mia vita...mi sono resa conto che tutto quello che è stato non è affatto passato, ma è molto più presente adesso di allora, in quanto è proprio ora che risuona in me e non posso fare finta giorno dopo giorno che tutto vada bene...il fatto è che non so da dove iniziare e ho pure paura di mettere in discussione tutto, sebbene comunque io lo voglia, paura di soffrire più di adesso anche se ovviamente la sofferenza è un passaggio obbligato per una condizione migliore...Alla fine la mia vita è un continuo rimandare, rimandare e aspettare che qualcosa cambi, che io sconfigga quest'inerzia e finalmente sia io a guidare la mia vita nella direzione che voglio, nel frattempo i mesi, gli anni passano e io mi ritrovo a fare sempre gli stessi conti con me stessa senza avere mai il coraggio di chiedere aiuto, di fare tutte le cose che mi riprometto di fare e che poi sistematicamente non faccio...per paura, per vergogna, perchè non so da dove iniziare, perchè è meglio "non smuovere le acque"..e tutto rimane uguale...
    buona giornata

  5. #5
    Matricola
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    23-04-2008
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    Riferimento: depressione

    Citazione Originalmente inviato da visi_one Visualizza messaggio
    ciao Mepsitre,
    a volte capita che persone utilizzino la "critica" come una strategia per insegnare ai propri figli a difendersi dal mondo, ad essere più forti e combattivi; nelle relazioni, acquistano il ruolo di "osservatori critici". Succede pure che queste persone raccontino di esperienze passate talmente forti da essere risultate ingestibili, sviluppano continui sensi di colpa (critiche a se stessi) per quelle storie "irrisolte". Hanno imparato che porre in dubbio i passi fatti e da compiere risulti utile per non sbagliare. La filosofia di vita si trasforma in "se avessi fatto questo invece di quello allora...". Insomma, conoscono questo "nuovo" mondo, lo trovano utile e lo vogliono insegnare alle persone care per difendersi dai possibili errori.
    E' parecchio difficile dall'altra parte, osservare il modo di essere osservati da questi criticoni. "Un grande fratello" che giudica incorretto o incompleto quasi ogni passo.
    Si arriva al punto di pensare, di agire o non agire sulle critiche che ci si aspetta.
    "Tutto" è messo in dubbio: le proprie capacità, la serenità, la fiducia negli altri, ecc..
    La cosa che forse pesa di più è la rabbia nei confronti di chi, invece di sollevare, proteggere e sostenere, atterra, "abbandona" e "martella.
    Si inizia a vedere se sessi e gli altri con nuovi occhi, molto simili a quelli di colui che ci ha insegnato ad osservare con criticità il mondo.
    Dico "molto simili" perchè manca comunque un passaggio fondamentale che rimane implicito (non detto) in questa sorta di insegnamento: il fatto che si crede di voler fare tutto ciò per il profondo bene dell'altro e di far passare un forte messaggio altruista di protezione, anche e soprattutto protezione da chi dovrebbe proteggere. Nella sua drammaticità questo relazionarsi è avvolto da uno sconfinato amore.

    Mepsitre una domanda che puoi rispondere anche in silenzio ,
    sei arrivata a pensare che allontanarti da tuo padre possa aiutarlo a proteggersi?
    ciao
    Grazie innanzitutto anche a te di avermi risposto, il termine "atterra" che hai usato tu rende perfettamente come mi sentivo e mi sento ogni volta che mio padre si rivolge a me e cioè atterrata...Sarà anche un modo, una strategia per trasmettermi qualcosa ma di certo su di me questa strategia ha avuto dei risultati negativi, più di una volta mi sono sentita messa in ridicolo da lui, stupida e certe cose non le ho dimenticate perchè mi hanno segnato molto...A volte penso che mi impegno nello studio e in quello che faccio non per me stessa ma solo per dimostrare a lui che non sono una perdente, un'asociale, quella bambina timida e impacciata che non riusciva a farsi degli amici, quella figlia da mettere in ridicolo...e invece ottengo l'effetto opposto nell'ultimo anno della mia vita sono tornata ad essere quella bambina insicura, paurosa, timida, impacciata e RIDICOLA...con la differenza che ora dovrei spaccare il mondo ed essere ben altro che una bambina impacciata...In realtà mi sento del tutto inutile e non capisco se è una crisi evolutiva e devo aspettare che passa o invece è qualcosa che sfocierà in altri problemi più seri..Non lo so, so solo che certi momenti odio me stessa, quello che sono diventata...Infine rispondo alla tua domanda: no, non ho mai pensato questo, io non mi sento in colpa per i suoi problemi anzi a volte vorrei scappare via lontano lontano e fuggire per stare io meglio...Ma spiegami meglio il senso della tua domanda...Magari l'ho interpretata male io..
    buona giornata

  6. #6
    visi_one
    Ospite non registrato

    Riferimento: depressione

    Mepsitre ,
    effettivamente, la domanda che ho posto non è risultata chiara forse perchè non ho "completato" una premessa che avevo in mente.
    Nel racconto di apertura scrivi:
    potrei dire che mio padre è morto quandp avevo 16 anni, perchè allora forse è stata l'ultima volta in cui l'ho abbracciato e sono stata cacciata via malamente da lui, sempre troppo arrabbiato con quella figlia che gli ricordava se stesso, quella parte di se stesso che odiava tanto.
    Dal mio punto di vista, leggo questo agire come una forma di protezione; io mi sento cattivo, non degno d'amore, ho costruito l'idea che da me non esce nulla di buono (alcune delle idee di chi ha l'umore a terra) e l'unico modo che per adesso conosco per proteggere le persone che amo è allontanarle da me.
    Insomma, pare che questa modalità funzioni.. tuo padre in un modo o nell'altro continua a svolgere il suo ruolo: proteggerti.
    Ti sta insegnando ad evitare tutto ciò che secondo lui potrebbe distruggere, primo fra tutti lui stesso.
    Questi suoi modi producono l'effetto di rabbia, insicurezza, evitamento nei suoi confronti, di atterrarti.
    La domanda un pò trasformata è: pensi che stai imparando le stesse modalità di proteggere tuo padre come fa tuo padre con te?
    Allontanarti da tuo padre o allontanarlo sono modi di relazionarti che senti tuoi?
    Mepsitre, ho una curiosità,
    secondo te, tuo padre come vorrebbe essere protetto da sua figlia?
    ciao

    P.S. è una crisi evolutiva e sono pure i libri di psicologia

  7. #7
    Albamari
    Ospite non registrato

    Riferimento: depressione

    Ciao mepsitre, spero che oggi tu stia meglio rispetto al giorno che mi hai scritto.
    Se ho ben capito in questo periodo è come se tutto stia riaffiorando, le paure e le incertezze di cui parli, oggi sono più presenti che mai. Mi dici che rimandi da sempre...non sai da dove cominciare ... è c'è sempre lei "la paura" di scuotere ancora di più le acque in movimento da sempre.
    Credo che il primo movimento tu lo abbia già fatto, condividendo le tue paure con noi, non è poco...
    Ritornando alla tua richiesta di aiuto, scuotere le acque fa paura a chiunque perchè non si sa cosa s'incontra..ma significa incontrare se stessi e spesso si scopre che in realtà "non si è tanto male", anzi...; significa anche "farlo insieme" ad una persona preparata, che sarai tu a scegliere.
    I movimenti che possono aiutare a stare meglio si pensano e tu ne hai espressi tanti, ma è difficile per chiunque metterli in pratica, ...magari nella confusione potresti cominciare ad "isolarne qualcuno", lasciando perdere gli altri e pensare "cosa posso fare"? potrebbe essere uno spunto,non vuole essere una forzatura, su cui a tua scelta puoi decidere se condividerlo o meno con noi.

    Ciao mepsitre, a presto

  8. #8
    Matricola
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    Riferimento: depressione

    Citazione Originalmente inviato da visi_one Visualizza messaggio

    La domanda un pò trasformata è: pensi che stai imparando le stesse modalità di proteggere tuo padre come fa tuo padre con te?
    Allontanarti da tuo padre o allontanarlo sono modi di relazionarti che senti tuoi?
    Mepsitre, ho una curiosità,
    secondo te, tuo padre come vorrebbe essere protetto da sua figlia?
    ciao
    Ciao visi_one, il fatto sai qual è? che io non ho avverto, anzi avvertivo (perchè ormai non parliamo più, se non lo stretto necessario visto che abitiamo sotto lo stesso tetto), il suo modo di relazionarsi con me come protettivo anche se a modo suo, io mi sentivo ridicolarizzata e sminuita, lui non mi apprezza, non mi stima come un padre normalmente fa con una figlia, o comunque sono io che non percepisco nulla di ciò nei miei confronti...Ho sempre avuto l'impressione che lui volesse una figlia diversa da me e fortunatamente per lui l'ha avuto dato che mia sorella con lui ha un altro rapporto, e lui si vede benissimo quanto la ami e la stimi per quello che è...Io non sento di farlo per proteggerlo di volermi allontanare fisicamente e di allontanarlo ignorandolo, io mi sento talmente bloccata nei suoi confronti che non riesco più a capire se gli voglio bene o no, a volte mi fa tenerezza e vorrei tanto avere un padre, ma il più delle volte sono abituata a questa condizione di presenza-assenza che per me è quasi normale che sia così...
    Io non riesco ad avvicinarmi più a lui, ad abbracciarlo, a parlargli perchè ho paura di lui, ho paura ancora che mi metta in imbarazzo, ho paura che mi risponda male, quindi è per un mio vantaggio che lo allontano...Io non riesco nemmeno più a guardarlo negli occhi che devo distogliere lo sguardo e quando mi saluta mi irrigidisco e non riesco a baciarlo, come una qualunque figlia fa con suo padre, per questo ho detto che per me è morto perchè lui ora come ora nella mia vita non ha un ruolo, non ha una funzione, è assente sebbene presente..Questa condizione forse si sarà acuita anche con fatto che sono andata via di casa per frequentare l'università e i rapporti giù inesistenti si sono raffreddati ulteriormente...
    Infine, non so come vorrebbe essere protetto da sua figlia, ma credo che per essere lui fiero di me dovrei raggiungere la perfezione, questo potrebbe forse renderlo felice..

    p.s. sui libri di psicologia hai ragione!
    In effetti per ora se avessi scelto un'altra facoltà non starei qui a complessarmi e forse non starei neache male chi lo sa..quello che so è che sono quasi alla fine e non mi sento affatto in grado di aiutare gli altri senza prima stare bene io..
    A presto

  9. #9
    Matricola
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    23-04-2008
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    Riferimento: depressione

    Citazione Originalmente inviato da Albamari Visualizza messaggio
    I movimenti che possono aiutare a stare meglio si pensano e tu ne hai espressi tanti, ma è difficile per chiunque metterli in pratica, ...magari nella confusione potresti cominciare ad "isolarne qualcuno", lasciando perdere gli altri e pensare "cosa posso fare"? potrebbe essere uno spunto,non vuole essere una forzatura, su cui a tua scelta puoi decidere se condividerlo o meno con noi.
    Ciao Albamari, sarò felice di condividere qui con voi i risvolti della mia vita, tuttavia ritengo che il mio problema sia mettere in pratica ciò che vorrei fare...Ad esempio alterno periodi in cui mi sento meglio, perchè magari faccio una vita più sedentaria e tranquilla, e periodo o momenti in cui devo mettermi in gioco, farmi avanti e allora ecco che spuntano le difficoltà, quelle che apparentemente sembrano non esserci in altre situazioni, le mie insicurezze, la mia ansia...allora in questi momenti dico a me stessa che così non andrò lontano e che devo fare qualcosa, rivolgermi a qualcuno e poi va a finire sempre così: "casomai POI lo farò, vediamo se va meglio intanto", insomma è come un circolo vizioso, sono come inibita, boccata, inerte, ferma senza riuscire a muovermi...quali sono i movimenti che ho espresso magari senza rendermene conto?

  10. #10
    Albamari
    Ospite non registrato

    Riferimento: depressione

    Citazione Originalmente inviato da mepsitre Visualizza messaggio
    momenti in cui devo mettermi in gioco, farmi avanti e allora ecco che spuntano le difficoltà, quelle che apparentemente sembrano non esserci in altre situazioni, le mie insicurezze, la mia ansia...allora in questi momenti dico a me stessa che così non andrò lontano e che devo fare qualcosa, rivolgermi a qualcuno e poi va a finire sempre così: "casomai POI lo farò, vediamo se va meglio intanto", insomma è come un circolo vizioso, sono come inibita, boccata, inerte, ferma senza riuscire a muovermi...quali sono i movimenti che ho espresso magari senza rendermene conto?
    Ciao mepsitre,
    credi che aver scelto di confrontarti in questo spazio non sia un movimento? hai scelto in questa situazione di non startene li, ferma a pensare a rimuginare, "hai scelto" di condividere le tue paure e di condividere i tuoi perchè, ti sembra poco!.
    Nel blocco che hai, nel contenuto delle tue parole, penso che tu veda uno spiraglio, a questo mi aggrapperei oggi: parlare di te, di tuo padre, rivedere il tuo passato, il presente immutato dal rapporto che hai con lui, il "desiderio" che c'è di rivoltare la situazione e vederla con occhi diversi!
    "vedere la situazione con occhi diversi"......guardare la tua vita in che direzione può andare "è ciò che ti stai chiedendo"...ti sembra poco interrogarsi. Questi sono i movimenti che ho letto nelle tue parole. Non so da quanto tempo sei bloccata, i blocchi momentanei a volte aiutano.
    Paradossalmente i movimenti che hai fatto allo stesso tempo ti bloccano, perchè c'è la paura da ciò che dici di confermare quello che credi di te:"il sentirsi inferiore" a chi? perchè tuo padre è stato duro, perchè tuo padre è depresso, perchè hai paura di identificarti troppo in lui, persona distinta da te ma fortemente presente.
    L'"accettare" che "lui" è così com'è, non è semplice ... il "come è un altra questione che può essere affrontata solo in un secondo momento.
    Sei bloccata! Il mio suggerimento per prendere in mano la tua vita, potrebbe cominciare da qui. Vivere la propria vita con l'ombra di una figura importante come quella paterna che è stata fonte di sofferenza, lotta e forse, a volte, immagino "vergogna" e risentire la la pesante risonanza emotiva di tutto ciò, inevitabilmente ti inibisce soprattutto quando desideri ancora che tutto sia diverso.
    Il cominciare ad "accettare" che lui è in quel modo, con tutte le sue problematiche, senza dimenticare che è tuo padre, forse può rappresentare una possibilità, un inizio per cominciare a sentire "come sei" al di là della sua ombra e credo che pian pian qualcosa di te uscirà.
    E' difficile rimandarti tutto ciò, capisco che forse non sono stata molto chiara,
    e in tutto questo di dò un altro spunto di riflessione...
    "In tutto ciò, c'è qualche sfumatura d'insegnamento che senti lui ti abbia direttamente o indirettamente dato? " e che invece ti abbia fornito una marcia in più, si proprio così, "una marcia in più rispetto gli altri?" credo che questo sia uno spunto di riflessione su cui troverai una risposta, magari non immediata!
    Ciao mepsitre, è sempre un piacere averti qui con noi!

  11. #11
    Matricola
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    Riferimento: depressione

    Citazione Originalmente inviato da Albamari Visualizza messaggio
    "In tutto ciò, c'è qualche sfumatura d'insegnamento che senti lui ti abbia direttamente o indirettamente dato? " e che invece ti abbia fornito una marcia in più, si proprio così, "una marcia in più rispetto gli altri?" credo che questo sia uno spunto di riflessione su cui troverai una risposta, magari non immediata!
    Ciao Albamari, a questa domanda ora non ti so rispondere, ho bisogno di rifletterci su...
    Ho in mente di scrivere qualche riga, perchè così sento che mi verrà più facile pensare e tirar fuori qualcosa e, in ultimo, rispondere alla tua domanda...Purtroppo nell'immediato non so cosa dirti...
    Anche per me è un vero piacere, sono contenta veramente di questo spazio

  12. #12
    Matricola
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    Riferimento: depressione

    [QUOTE=Albamari;1607223]
    Il cominciare ad "accettare" che lui è in quel modo, con tutte le sue problematiche, senza dimenticare che è tuo padre, forse può rappresentare una possibilità, un inizio per cominciare a sentire "come sei" al di là della sua ombra e credo che pian pian qualcosa di te uscirà.
    QUOTE]

    E come faccio in pratica ad accettarlo?
    Io, come dici tu, vorrei che fosse diverso, vorrei che fosse un altro...Cosa posso fare per iniziare ad accettarlo?Intanto penso che io debba volerlo accettare...e come posso volerlo?

  13. #13
    Albamari
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    Riferimento: depressione

    Ciao mepsitre,
    certo come si fa a rispondere ad una domanda così complessa nella sua ricerca! non era mia intenzione metterti fretta, anzi.....la domanda rimane....non devi a me la risposta, questa rimane una tua scelta. Per te è'importante riflettere sulla risposta che "probabilmente trovarai col tempo, se continui a rifletterci e a sentire cosa ti ha trasmesso di buono, è una direzione a cui ti sto portando, anche qui è pur sempre una tua scelta se seguirla o meno.

    Per quanto riguarda l'accettazione, lo so che è difficile, probabilmente non sei pronta ma anche qui cominciare a pensare a questa parola "accettazione di com'è mio padre" immutabile certo lui ma mutabile io? la pretesa che tu da oggi al domani possa accettare finalmente la figura di tuo padre così com'è è un illusione! un gradino per volta!

    Ciao e buon weekend

  14. #14
    Matricola
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    Riferimento: depressione

    Ciao Albamari,
    per me è significativo rispondere alla tua domanda e quindi dare a me stessa quella risposta, quindi continuerò a pensare e a sentire, per ora benchè mi sforzi non trovo nulla, ma continuerò nella ricerca... L'accettazione di lui così com'è dipende dal fatto che io trovi qualcosa di positivo in me da lui trasmessomi?sono due cose collegate?

  15. #15
    Albamari
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    Riferimento: depressione

    Citazione Originalmente inviato da mepsitre Visualizza messaggio
    Ciao Albamari,
    per me è significativo rispondere alla tua domanda e quindi dare a me stessa quella risposta, quindi continuerò a pensare e a sentire, per ora benchè mi sforzi non trovo nulla, ma continuerò nella ricerca... ?
    Ciao mepsitre,
    penso che se per sia diventato significativo trovare una risposta a tale domanda, sia già un grande impegno! è una direzione che hai scelto comunque di seguire...

    /L'accettazione di lui così com'è dipende dal fatto che io trovi qualcosa di positivo in me da lui trasmessomi?sono due cose collegate/

    Quando ho parlato di "accettazione" non ho pensato al legame esistente tra lui e te.
    L" accettazione" di cui parlo è riferita al fatto che spesso, come nel tuo caso, si desidera avere un padre diverso, magari si hanno in mente caratteristiche caratteriali di come si vorrebbe...
    mi riferisco all'"accettazione di tuo padre con il suo modo di essere". Cercare di capire perchè tuo padre è in quel modo, quasi a trovare delle giustificazioni, non per giustificarlo (scusami il giro di parole) ma per poter consentire a te di trovare dei significati "al come lui è"...indipendentemente dallle sue caratteristiche positive e negative. In questo modo forse trovando un significato diverso potresti si "accetterlo" e cominciare a dedicarti a te stessa.
    Credo comunque che l'accettazione degli altri e di sè implichi "a volte" un lungo lavoro, non si può dall'oggi al domani pensare di cambiare le proprie credenze, i propri modo di pensare, soprattutto in situazioni particolari come questa, certo tu studi psicologia ed hai la possibilità di avvicinarti a tutto ciò.

    Credo tu abbia già scelto di cercare una prima risposta e credo che la tua mente sia già in moto/ per me è significativo rispondere alla tua domanda e quindi dare a me stessa quella risposta, quindi continuerò a pensare e a sentire, per ora benchè mi sforzi non trovo nulla, ma continuerò nella ricerca... ?[//


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