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  1. #1
    Postatore Compulsivo L'avatar di Calethiel
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    19-04-2005
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    Roma provincia
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    incontrare pazienti fuori dallo studio casualmente...

    Ultimamente mi è sorto un dubbio....
    seguo in terapia diversi pazienti, ma adesso ne ho 3 che hanno bene o male la mia età...siamo nella stessa città, grande vero, ma alla fine i posti sono quelli...
    Se in un locale, o comunque in giro, incontro un mio paziente, come devo comportarmi? Lo saluto o faccio finta di niente, aspettando che lo faccia lui? Potrà sembrare un dubbio stupido...ma può capitare...anzi, una paziente mi ha addirittura invitato alla festa che si farà nella sua zona a fine agosto...
    Ultima modifica di Calethiel : 21-07-2008 alle ore 12.35.12

    Mentre il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito

    Non ti curar di loro, ma guarda oltre e passa

  2. #2
    Partecipante Esperto L'avatar di larapull
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    24-01-2005
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    439

    Riferimento: incontrare pazienti fuori dallo studio

    Certo deontologicamente non proprio corretto è andare alla festa,prendersi un caffè o gelato insiema, andare a cena fuori ecc...ma quando si incontra un pz lo si saluta e si va oltre....

  3. #3
    Dott.ssa_desper
    Ospite non registrato

    Riferimento: incontrare pazienti fuori dallo studio

    Si direi proprio che lo si saluta ma nn si sta ad accettare inviti o non ci si intrattiene troppo...certo è imbarazzante...poi direi anche il fatto che gli dai del Lei davanti a vostri coetanei...in un contesto ludico serale sa un pò di strano!!!ma daltronde non possiamo stare rinchiusi e tappati in casa ;-)))

  4. #4
    Postatore Compulsivo L'avatar di Calethiel
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    19-04-2005
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    Roma provincia
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    3,590

    Riferimento: incontrare pazienti fuori dallo studio

    Io gli do del tu in terapia...e non faccio psicoterapia ma terapia cognitiva.
    Sull'uscire insieme certo, non si fa, è deontologicamente molto scorretto.
    La mia paranoia è: vado a ballare, con mio marito e amici, bevi, cazzeggi, ti diverti..e incontro un mio paziente...che figura ci faccio?? Che magari mi vede brilla?
    O in situazione più tranquilla, potrebbe essere in imbarazzo lui, quando gli amici chiedono "chi è?" per questo pensavo di non salutare mai io per prima, per non creare imbarazzo, ma poi certo non vorrei passare per maleducata..
    si, mi faccio troppi problemi..

    Mentre il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito

    Non ti curar di loro, ma guarda oltre e passa

  5. #5
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    31-03-2003
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    2,536

    Riferimento: incontrare pazienti fuori dallo studio

    ciao Calethiel , io ho imparato a domandare al cliente: "c'è qualcuno oltre me e lei (te) che sta facendo questo percorso?"
    e poi domando pure.. "se si verificasse di vederci fuori, pensa(i) che sia il caso di salutarci oppure no?"
    A volte è più facile domandare ai clienti che farci mille domande tra di noi
    ciaociao

  6. #6
    Partecipante Esperto L'avatar di larapull
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    24-01-2005
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    Riferimento: incontrare pazienti fuori dallo studio

    Il saluto è obbligatorio ma stop....

  7. #7
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: incontrare pazienti fuori dallo studio

    la soluzione di Accadueo mi sembra la migliore.

    La questione, secondo me, è che il vedere come lo psicologo si comporta fuori dall'ambito professionale è una variabile che può influenzare l'andamento della terapia, nel bene e nel male.
    Se un paziente vede il proprio psicologo ubriaco alle feste, questo può inficiarne la credibilità e la fiducia.
    Ultima modifica di Johnny : 17-07-2008 alle ore 15.09.15

  8. #8
    Partecipante Esperto L'avatar di tatee
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    21-10-2004
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    Firenze
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    497

    Riferimento: incontrare pazienti fuori dallo studio

    Citazione Originalmente inviato da *-ras-* Visualizza messaggio
    Se un paziente vede il proprio psicologo ubriaco alle feste, questo può inficiarne la credibilità e la fiducia.
    La vita privata di una persona non dovrebbe influenzare la credibilità e la fiducia! Se sono uno psicologo non posso uscire a ballare e alzare il gomito?
    Faccio un parallelo: quanti sono i medici che fumano?
    Gli stessi medici che all'interno del loro studio vi consiglieranno caldamente di smettere, vuoi per una patologia ma vuoi anche perchè fa male... poi ognuno è libero di fare ciò che vuole. Se il mio medico non fuma, allora smetto anch'io? E se fuma, non gli do retta?
    Non è così semplice.

    Se faccio terapia con uno psicoterapeuta che reputo una persona degna di stima e fiducia e lo trovo a ballare e divertirsi, perchè mai non dovrei più fidarmi di lui/lei?
    Datemi libri, frutta, vino francese, un buon clima e un po' di musica fuori dalla porta, suonata da qualcuno che non conosco.
    Keats

  9. #9
    Partecipante Esperto L'avatar di larapull
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    24-01-2005
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    Riferimento: incontrare pazienti fuori dallo studio

    scusami tatee ma non è questo il discorso!
    mi spiego tu puoi ballare,fumare e fare ciò che vuoi ma NON devi farlo CON un tuo pz.
    SE vai in discoteca con amici lo puoi fare ma non puoi fissare un appuntamento con un tuo pz x andare in discoteca...

  10. #10
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: incontrare pazienti fuori dallo studio

    non ho detto che non puoi farlo, ma che se il paziente vede quello che fai , per inferenza ti attribuisce delle caratteristiche (=processi attribuzione).

    E' normale che se vedi una persona, in base a come si comporta, in modo consapevole o meno attribuisci a quella persona dei tratti di personalità. Lo facciamo tutti. Se è un paziente che vede il proprio psicologo come si comporta fuori dallo studio, non puoi negare che questo influenzerà anche il rapporto che si svolge all'interno dello studio.

    Poi ovviamente la neutralità è più o meno importante a seconda dell'orientamento teorico.
    Ultima modifica di Johnny : 17-07-2008 alle ore 17.50.26

  11. #11
    Partecipante Super Esperto
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    05-11-2007
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    COMO
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    503

    Riferimento: incontrare pazienti fuori dallo studio

    Siceramente credo che l'esempio del medico sia fuori luogo... il rapporto cliente - psicologo è diverso da quello paziente - medico... cosa ne pensate??

  12. #12
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: incontrare pazienti fuori dallo studio

    Citazione Originalmente inviato da GIOVANEPSY83 Visualizza messaggio
    Siceramente credo che l'esempio del medico sia fuori luogo... il rapporto cliente - psicologo è diverso da quello paziente - medico... cosa ne pensate??

    ovviamente concordo. A volte tra paziente e psicoterapeuta, il rapporto che si instaura può essere esso stesso terapeutico.

    Pensiamo ad esempio a tutti quei casi in cui la relazione tra pz e terapeuta è sostitutiva e riparativa della cattiva relazione che il pz aveva avuto nell'infanzia con la figura materna. E' ovvio che lo psicoterapeuta si carica di valenze che vanno oltre il rapporto tra il medico e il paziente. (in psicoanalisi c'è tutta una corrente teorica che dà importanza a questo aspetto, si pensi alla teoria delle relazioni oggettuali, alla reverie di Bion, a Winnicott, ecc...).



    Se il mio medico mi dice di non fumare e non bere, io posso anche vederlo alle feste di paese ubriacarsi e fumare gli spinelli, ma se io NON fumo, il tumore ai polmoni NON mi viene. Peggio per lui se beve o fuma. Perché il corpo è una macchina e funziona indipendentemente dal tipo di relazione che io ho col mio medico. La psiche in vece no, non funziona indipendentemente dal tipo di relazione che il pz ha nel terapeuta!
    Ultima modifica di Johnny : 17-07-2008 alle ore 18.40.18

  13. #13
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: incontrare pazienti fuori dallo studio

    Citazione Originalmente inviato da *-ras-* Visualizza messaggio
    ovviamente concordo. A volte tra paziente e psicoterapeuta, il rapporto che si instaura può essere esso stesso terapeutico.

    Pensiamo ad esempio a tutti quei casi in cui la relazione tra pz e terapeuta è sostitutiva e riparativa della cattiva relazione che il pz aveva avuto nell'infanzia con la figura materna. E' ovvio che lo psicoterapeuta si carica di valenze che vanno oltre il rapporto tra il medico e il paziente. (in psicoanalisi c'è tutta una corrente teorica che dà importanza a questo aspetto, si pensi alla teoria delle relazioni oggettuali, alla reverie di Bion, a Winnicott, ecc...).



    Se il mio medico mi dice di non fumare e non bere, io posso anche vederlo alle feste di paese ubriacarsi e fumare gli spinelli, ma se io NON fumo, il tumore ai polmoni NON mi viene. Peggio per lui se beve o fuma. Perché il corpo è una macchina e funziona indipendentemente dal tipo di relazione che io ho col mio medico. La psiche in vece no, non funziona indipendentemente dal tipo di relazione che il pz ha nel terapeuta!
    Scusa ras, ma che vuol dire che il corpo è una macchina? Spesso, anche le terapie mediche, hanno piu' o meno efficacia a seconda del tipo di relazione che si ha con il medico; inoltre, se molte ricerche cercano di dimostrare che anche una psicoterapia puo' produrre effetti piu' o meno rilevanti anche a livello corporeo, a partire da quelli benefici o meno per il snc, come ci mostrano le neuroscienze che collaborano a qs studi, ad es., di certi orientamenti psicoanalitici o di altre terapie, tramita la rmn funzionale, la spect, ecc, come puo' reggersi un'affermazione del genere?
    E se il corpo fosse una macchina, che ruolo avrebbe la bioenergetica, ad es?
    Tu hai una visione dicotomica di corpo e mente, nel senso che il loro funzionamento è indipendente e che solo la psiche è influenzata dal tipo di relazione con una figura di riferimento significativa? O c'è un contenuto diverso nella tua affermazione?
    Io mi riferisco esclusivamente al ruolo della relazione e alla tua affermazione che è il corpo è una macchina, non ad altro, tralasciando il fatto che se mi trovo nello studio con un medico che fuma (cosa vietata, tra l'altro..) mi becco il fumo passivo e mi posso ammalare lo stesso, oltre a rimanerne molto infastidito o, come ragazzo, magari, a volerlo emulare.
    Ti sarei grata se mi chiarissi un po' le idee sul tuo punto di vista.
    Grazie, ciao
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

    Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4

  14. #14
    Partecipante Veramente Figo
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    09-05-2007
    Residenza
    liguria
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    Riferimento: incontrare pazienti fuori dallo studio

    Citazione Originalmente inviato da Calethiel Visualizza messaggio
    Ultimamente mi è sorto un dubbio....
    seguo in terapia diversi pazienti, ma adesso ne ho 3 che hanno bene o male la mia età...siamo nella stessa città, grande vero, ma alla fine i posti sono quelli...
    Se in un locale, o comunque in giro, incontro un mio paziente, come devo comportarmi? Lo saluto o faccio finta di niente, aspettando che lo faccia lui? Potrà sembrare un dubbio stupido...ma può capitare...anzi, una paziente mi ha addirittura invitato alla festa che si farà nella sua zona a fine agosto...
    Per formazione non saluto mai per prima un pz in carico che incontro, ma, rispondo con un saluto se lui mi saluta. Come ti hanno già detto possono esserci persone vicine a lui o con te per cui lui non gradisce rispondere ad eventuali domande inerenti l'incontro. Ci sono poi pz che invece si soffermano con petulante insistenza mentre sei al supermercato e stai cercando quel prodotto che proprio ti serve e non trovi (magari mentre i bimbi ti spingono verso il reparto giochi in attesa di un regalino) (a me è capitato), in qs caso saluto cordialmente e taglio molto corto, sottolineando con la mia "sintesi verbale" (non propriamente tipica della mia persona) che quello non è il contesto. Diverso il mio atteggiamento con chi ha concluso il percorso: mi soffermo se è lui a fermarsi per primo.
    il silenzio è pace, è serenità. A.G.

  15. #15
    Cercatore
    Ospite non registrato

    Riferimento: incontrare pazienti fuori dallo studio

    Che poi non ho mai capito una cosa... posto che una donna venga da me in analisi, se la reincontro dopo 10 anni neppure posso sposarmela?

    In 10 anni le persone "cambiano", magari ha viaggiato per mezzo mondo nel frattempo, ha visto gente, avuto ragazzi, che "potere" potrei mai avere su di lei?

    Diverso è il caso in cui esco con lei MENTRE ce l'ho in terapia.

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