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  1. #1
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Etica, politica e altre cosette...

    Ciao a tutti

    Dopo le elezioni e l'avvento del nuovo governo, presieduto da Silvio Berlusconi, anche a seguito dei primi provvedimenti legislativi, ci sono state manifestazioni e discussioni molto vive.
    A volte hanno riguardato i contenuti delle leggi proposte o approvate. Altre volte hanno riguardato i comportamenti di ministri o del presidente del consiglio.
    Io sono un po' perplesso, leggendo alcune notizie di cronaca e la reazione che suscitano sia sulla stampa, sia tra gli utenti di OPS. Sono perplesso perché, da un lato capisco che c'è una richiesta forte di onestà, di etica (ed è una richiesta anche mia).
    Dall'altro, non mi è mai piaciuto lo Stato, figuriamoci lo Stato Etico, quello che dice cosa è morale e cosa non lo è, cosa è giusto e cosa è sbagliato. Altrimenti, tanto varrebbe ricostituire lo Stato della Chiesa, o fondare una Repubblica Islamica.
    Allora, io sono un po' perplesso. In parte perché questo governo mi pare leggermente schizofrenico... da un lato agisce secondo un principio di "ragione strumentale" e dice: "Serve energia, non abbiamo petrolio, costruiamo le centrali nuicleari", oppure: "Ci sono tonnellate di rifiuti per strada, riapriamo le discariche".
    Però, dall'altro, prende (o progetta di prendere) una serie di misure legislative che sembrano tarate invece su una questione di etica (la polemica contro i "fannulloni", il disegno di legge della Carfagna sulla prostituzione, le dichiarazioni di Berlusconi sulla necessità di "fissare un prezzo massimo per il greggio", le dichiarazioni di fuoco di Tremonti sugli "speculatori"...
    Parallelamente, da parte degli oppositori di Berlusconi, mi pare si tenda a sostenere le proprie ragioni soprattutto su una base etica, accusando ministri e membri del governo di agire in modo "immorale".
    A me questo andazzo piace assai poco. Come mi piace poco un Di Pietro, ex fascista, ex democristiano, es magistrato che non ha mai spiegato perché ha smesso di fare quel mestiere e ne ha iniziato un altro. Piace poco perché mi pare che, da una parte e dall'altra, si stia giocando un gicoo pericoloso sulla pelle dei cittadini. E che, a forza di valutare il comportamento del Governo sulla base dell'etica e non del risultato, finiamo per trovarci in uno stato etico non dissimile dalle teocrazie islamiche.
    Voi come la vedete?
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  2. #2
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di ziogargamella
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    Riferimento: Etica, politica e altre cosette...

    sono perplessità credo più che giuste, tanto più se espresse da una persona che per motivi ideologici/etici/o di altra natura sente di non sentirsi e di non potersi sentire rappresentato da nessuno schieramento.

    La maggioranza dell'italia sembra proprio che queste perplessità non se le ponga:

    “Berlusconi e’, in questi giorni, nell’occhio del ciclone. Ma le polemiche non sembrano avere nuociuto alla popolarita’ del Cavaliere. I provvedimenti sul funzionamento della giustizia, che hanno suscitato cosi’ intense discussioni, hanno sortito infatti effetti diversi nell’elettorato”. Lo scrive il sondaggista Renato Mannheimer sul “Corriere della Sera”, sotto il titolo: “Offensiva sulla giustizia, il Cavaliere ’sale’, meno consensi ai giudici”.

    “I votanti per il centrodestra, che costituiscono a tutt’oggi la netta maggioranza della popolazione, approvano nella loro grandissima parte l’operato del premier, anche in questa circostanza. Non solo -prosegue Mannheimer- una quota consistente di costoro dichiara di simpatizzare ancor piu’ di prima per il capo del governo e, talvolta, si sente immedesimata (in certi casi, solidale) con lui. Viceversa, all’ interno dell’elettorato di centrosinistra sono emersi svariati dubbi e perplessita’, sia nel merito delle proposte avanzate da Berlusconi, sia perche’ queste appaiono a molti finalizzate perlopiu’ a proteggere se stesso”.

    “Nell’insieme si registra, rispetto a maggio (il mese di insediamento del governo), una crescita della fiducia espressa nei confronti del presidente del Consiglio (dal 47% al 56%, originati ovviamente in netta prevalenza da elettori del centrodestra) e un incremento ancora maggiore -sottolinea Mannheimer- delle valutazioni positive rispetto all’operato del governo nel suo complesso”.

    “Questo andamento -spiega Mannheimer- e’ frutto della netta diminuzione delle dichiarazioni di ’sospensione del giudizio’ espresse a maggio e evidenziate dalle risposte ‘non so’ (erano il 26% e sono oggi il 6%) e del loro trasferimento verso opinioni negative (della gran parte dell’elettorato di centrosinistra) o positive. Queste ultime costituiscono oggi il 61%: l’esecutivo puo’ dunque contare sul sostegno della maggioranza assoluta degli italiani”.

    “Si tratta di un esito assai diverso rispetto a quanto accadde qualche mese dopo l’avvio dei precedenti governi Berlusconi, nel 1994 (quando i giudizi positivi raggiungevano il 38%) e nel 2001 (27%).
    Anche allora -ricorda Mannheimer- si assisteva a scontri roventi tra il Cavaliere e la magistratura. Ma oggi appaiono mutati significativamente gli orientamenti della pubblica opinione riguardo ai giudici e ai temi della giustizia. In particolare, si registra una progressiva irrilevanza percepita nei confronti di questi ultimi da buona parte dell’elettorato, specie quello di centrodestra”.

    “In questo settore prevale l’idea, ben sintetizzata da un intervistato, secondo il quale ’se Berlusconi fa una politica che mi aggrada per i temi economici e quelli della sicurezza, faccia pure tutto quello che vuole per difendersi dai giudici. La cosa non mi riguarda’. Ma il motivo principale del mutamento dello stato dell’opinione pubblica va ricercato -indica Mannheimer- nel diminuito consenso popolare per la magistratura, rilevabile in questi mesi e frutto di un trend di decremento in corso da diversi anni (cio’ che spiega anche il significativamente piu’ positivo andamento della popolarita’ di Berlusconi rispetto al 1994 e al 2001)”.

    “Se si confronta il livello attuale della fiducia nella magistratura con il dato di solo un anno fa, si nota che il favore per i giudici e’ calato: l’andamento negativo e’ presente nell’elettorato di centrodestra, ma -rileva Mannheimer- si riscontra, in misura ancora maggiore, in quello di centrosinistra e tra gli indecisi o potenzialmente astenuti ed e’ quindi, in sostanza, percepibile in tutta la popolazione”.

    “La tendenza e’ tanto piu’ significativa se si considera il fatto che nel medesimo periodo si e’ fortemente accresciuto il consenso per diverse altre istituzioni. In primo luogo -sottolinea Mannheimer- per il presidente del Consiglio in carica. Ma anche, in misura notevole, per il presidente della Repubblica e per il Parlamento. E, ancora, per Polizia e Carabinieri, nonche’ perfino per l’Unione Europea”.

    “Le uniche ad avere un andamento opposto, cioe’ negativo, sono, oltre alla magistratura, il sindacato e le banche, da sempre ultime nella classifica della fiducia. Nel 1994, all’epoca del primo governo Berlusconi, i giudici rappresentavano l’istituzione alla quale i cittadini davano in assoluto i voti piu’ alti (67%), tanto che essi si collocavano in vetta alla graduatoria dei consensi. Oggi le cose appaiono radicalmente cambiate. E il Cavaliere -conclude Mannheimer- sembra esserne pienamente consapevole”.

    ...sarà che l'italiano medio è un grezzo ignorante che si lascia trasportare dalla folla? chissà...
    Ultima modifica di ziogargamella : 14-07-2008 alle ore 15.16.59

  3. #3
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di ziogargamella
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    Riferimento: Etica, politica e altre cosette...

    . sbagliato

  4. #4
    Partecipante Esperto L'avatar di korianor
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    Riferimento: Etica, politica e altre cosette...

    Citazione Originalmente inviato da ziogargamella Visualizza messaggio
    sono perplessità credo più che giuste, tanto più se espresse da una persona che per motivi ideologici/etici/o di altra natura sente di non sentirsi e di non potersi sentire rappresentato da nessuno schieramento.

    La maggioranza dell'italia sembra proprio che queste perplessità non se le ponga:

    “Berlusconi e’, in questi giorni, nell’occhio del ciclone. Ma le polemiche non sembrano avere nuociuto alla popolarita’ del Cavaliere. I provvedimenti sul funzionamento della giustizia, che hanno suscitato cosi’ intense discussioni, hanno sortito infatti effetti diversi nell’elettorato”. Lo scrive il sondaggista Renato Mannheimer sul “Corriere della Sera”, sotto il titolo: “Offensiva sulla giustizia, il Cavaliere ’sale’, meno consensi ai giudici”.

    “I votanti per il centrodestra, che costituiscono a tutt’oggi la netta maggioranza della popolazione, approvano nella loro grandissima parte l’operato del premier, anche in questa circostanza. Non solo -prosegue Mannheimer- una quota consistente di costoro dichiara di simpatizzare ancor piu’ di prima per il capo del governo e, talvolta, si sente immedesimata (in certi casi, solidale) con lui. Viceversa, all’ interno dell’elettorato di centrosinistra sono emersi svariati dubbi e perplessita’, sia nel merito delle proposte avanzate da Berlusconi, sia perche’ queste appaiono a molti finalizzate perlopiu’ a proteggere se stesso”.

    “Nell’insieme si registra, rispetto a maggio (il mese di insediamento del governo), una crescita della fiducia espressa nei confronti del presidente del Consiglio (dal 47% al 56%, originati ovviamente in netta prevalenza da elettori del centrodestra) e un incremento ancora maggiore -sottolinea Mannheimer- delle valutazioni positive rispetto all’operato del governo nel suo complesso”.

    “Questo andamento -spiega Mannheimer- e’ frutto della netta diminuzione delle dichiarazioni di ’sospensione del giudizio’ espresse a maggio e evidenziate dalle risposte ‘non so’ (erano il 26% e sono oggi il 6%) e del loro trasferimento verso opinioni negative (della gran parte dell’elettorato di centrosinistra) o positive. Queste ultime costituiscono oggi il 61%: l’esecutivo puo’ dunque contare sul sostegno della maggioranza assoluta degli italiani”.

    “Si tratta di un esito assai diverso rispetto a quanto accadde qualche mese dopo l’avvio dei precedenti governi Berlusconi, nel 1994 (quando i giudizi positivi raggiungevano il 38%) e nel 2001 (27%).
    Anche allora -ricorda Mannheimer- si assisteva a scontri roventi tra il Cavaliere e la magistratura. Ma oggi appaiono mutati significativamente gli orientamenti della pubblica opinione riguardo ai giudici e ai temi della giustizia. In particolare, si registra una progressiva irrilevanza percepita nei confronti di questi ultimi da buona parte dell’elettorato, specie quello di centrodestra”.

    “In questo settore prevale l’idea, ben sintetizzata da un intervistato, secondo il quale ’se Berlusconi fa una politica che mi aggrada per i temi economici e quelli della sicurezza, faccia pure tutto quello che vuole per difendersi dai giudici. La cosa non mi riguarda’. Ma il motivo principale del mutamento dello stato dell’opinione pubblica va ricercato -indica Mannheimer- nel diminuito consenso popolare per la magistratura, rilevabile in questi mesi e frutto di un trend di decremento in corso da diversi anni (cio’ che spiega anche il significativamente piu’ positivo andamento della popolarita’ di Berlusconi rispetto al 1994 e al 2001)”.

    “Se si confronta il livello attuale della fiducia nella magistratura con il dato di solo un anno fa, si nota che il favore per i giudici e’ calato: l’andamento negativo e’ presente nell’elettorato di centrodestra, ma -rileva Mannheimer- si riscontra, in misura ancora maggiore, in quello di centrosinistra e tra gli indecisi o potenzialmente astenuti ed e’ quindi, in sostanza, percepibile in tutta la popolazione”.

    “La tendenza e’ tanto piu’ significativa se si considera il fatto che nel medesimo periodo si e’ fortemente accresciuto il consenso per diverse altre istituzioni. In primo luogo -sottolinea Mannheimer- per il presidente del Consiglio in carica. Ma anche, in misura notevole, per il presidente della Repubblica e per il Parlamento. E, ancora, per Polizia e Carabinieri, nonche’ perfino per l’Unione Europea”.

    “Le uniche ad avere un andamento opposto, cioe’ negativo, sono, oltre alla magistratura, il sindacato e le banche, da sempre ultime nella classifica della fiducia. Nel 1994, all’epoca del primo governo Berlusconi, i giudici rappresentavano l’istituzione alla quale i cittadini davano in assoluto i voti piu’ alti (67%), tanto che essi si collocavano in vetta alla graduatoria dei consensi. Oggi le cose appaiono radicalmente cambiate. E il Cavaliere -conclude Mannheimer- sembra esserne pienamente consapevole”.

    ...sarà che l'italiano medio è un grezzo ignorante che si lascia trasportare dalla folla? chissà...
    Prometto a Willy di intervenire su questo thread in maniera più costruttiva, per ora mi limito a fare alcune osservazioni sul post di Zio (sono di nuovo negli USA e non sempre ho tempo di leggere/scrivere su ops). I risultati di questo sondaggio non mi stupiscono affatto: sono più di dieci anni che sia Berlusconi (che, sappiamo, ha in mano un potere mediatico enorme) sia vari esponenti del centrosinistra (da D'Alema a Mastella) delegittimano i giudici. Detto questo, il fatto che il tema etico non sia una priorità per il popolo italiano non significa che si possa ignorare o mettere in secondo piano: anche Hitler o Mussolini godevano di un ampio consenso (e, vi ricordo, sono stati eletti con regolari elezioni nell'ambito del famoso 'gioco democratico'), ma poi hanno fatto leggi del tutto inacettabili sul piano etico.
    "Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere" (L. Wittgenstein)

  5. #5
    Partecipante Super Figo L'avatar di **Ayax**
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    Riferimento: Etica, politica e altre cosette...

    Cerco di effettuare una disamina storico/sociologica.

    L'Italia è divenuto un paese (peraltro senza mai esser stato "nazione", nel significato proprio del termine) oramai socialmente devastato.

    E' come un organismo senza più anticorpi : vulnerabile a tutto.

    L'humus su cui ha attecchito questa situazione è di carattere economico : è un paese di per sè privo di risorse, economicamente non al passo con la storia, e il cui destino economico è stato sempre, e solo, legato a sottili equilibri politici.

    E' uno Stato padronale, pietrificato, nel quale, non a caso, si fronteggiano comitati di affari e di malaffare che si raccolgono attorno a questo o quel rappresentante politico (la cosa appare più evidente per Berlusconi, tycoon televisivo, ma non si sottrae nemmeno la "asserita" e tutt'altro che tale "Sinistra", sia con aspirazioni di governo che solo di opposizione).

    Tutto ciò non è altro che l'espressione (direi la punta dell'iceberg) di una società italiana il cui unico valore è quello di "metterlo in culo al prossimo" (perdonate la crudezza del linguaggio).

    In questo la politica rispetto agli elettori non fa altro che una sorta di gioco degli specchi : l'uno e espressione dell'altra e viceversa.
    In quanto anche la società trae l'alibi dalla politica per imitarne gli aspetti deteriori, e autoassolversi.


    Non è un caso se il tipo di immigrazione che raccogliamo è della specie peggiore in Europa : il simile attrae il simile, come in processo chimico.


    Il mio auspicio è che il Mar Mediterraneo si rimpadronisca al più presto delle terre emerse.

  6. #6
    Partecipante Super Figo L'avatar di aMara835
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    Riferimento: Etica, politica e altre cosette...

    Citazione Originalmente inviato da **Ayax** Visualizza messaggio
    Cerco di effettuare una disamina storico/sociologica.

    L'Italia è divenuto un paese (peraltro senza mai esser stato "nazione", nel significato proprio del termine) oramai socialmente devastato.

    E' come un organismo senza più anticorpi : vulnerabile a tutto.

    L'humus su cui ha attecchito questa situazione è di carattere economico : è un paese di per sè privo di risorse, economicamente non al passo con la storia, e il cui destino economico è stato sempre, e solo, legato a sottili equilibri politici.

    E' uno Stato padronale, pietrificato, nel quale, non a caso, si fronteggiano comitati di affari e di malaffare che si raccolgono attorno a questo o quel rappresentante politico (la cosa appare più evidente per Berlusconi, tycoon televisivo, ma non si sottrae nemmeno la "asserita" e tutt'altro che tale "Sinistra", sia con aspirazioni di governo che solo di opposizione).

    Tutto ciò non è altro che l'espressione (direi la punta dell'iceberg) di una società italiana il cui unico valore è quello di "metterlo in culo al prossimo" (perdonate la crudezza del linguaggio).

    In questo la politica rispetto agli elettori non fa altro che una sorta di gioco degli specchi : l'uno e espressione dell'altra e viceversa.
    In quanto anche la società trae l'alibi dalla politica per imitarne gli aspetti deteriori, e autoassolversi.


    Non è un caso se il tipo di immigrazione che raccogliamo è della specie peggiore in Europa : il simile attrae il simile, come in processo chimico.


    Il mio auspicio è che il Mar Mediterraneo si rimpadronisca al più presto delle terre emerse.

    Non me lo sarei mai aspettata...ti quoto!
    Forse una visione un po' estrema, ma a suo modo veritiera.
    "Quando sono buona sono buona, quando sono cattiva sono meglio." (Mae West)

    THE FISHES ARE SILENT DEEP IN THE SEA,
    THE SKIES ARE LIT UP LIKE A CHRISTMAS TREE,
    THE STAR IN THE WEST SHOOTS ITS WARNING CRY:
    MANKIND IS ALIVE BUT MANKIND MUST DIE.
    (W.H. Auden, "Danse macabre")


    No one remembers the singer.
    The song remains.



  7. #7
    Partecipante Esperto L'avatar di nuryel78
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    Riferimento: Etica, politica e altre cosette...

    Io penso che i politici nostrani non siano mostri: sono solo figli del loro tempo. Nascono cioè in un mondo dove ciascuno di noi si sente furbo se riesce a "farla franca", a svicolare le proprie responsabilità, usando il sotterfugio come stile di vita. Non sono diventati impostori perchè sono entrati in politica: sono entrati in politica perchè sono impostori.
    In tutto ciò vedo una grande responsabilità personale di ognuno di noi: perchè penso che forse, se fossimo diversi da loro, non sarebbero mai arrivati dove in realtà li abbiamo fatti arrivare. Avrebbero continuato ad essere dei signor nessuno, se noi non gli avessimo consentito di proseguire per certe strade.
    "...l'effetto farfalla: l'idea cioè che una farfalla, sbattendo le ali oggi a Pechino, possa incidere sulle perturbazioni atmosferiche del mese prossimo a New York." Gleik- teoria del caos

    " To see a world in a grain of sand and a heaven in wild flower - hold infinity in the palm of your hand, and eternity in an hour." William Blake

  8. #8
    Johnny
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    Riferimento: Etica, politica e altre cosette...

    sono d'accordo che i politici siano "furbi", ma non sono d'accordo sul concetto che "la società" e "la gente" in generale agisca da furbetta.

    Secondo me la politica fa società a sè, si tratta di una élite di pochi che governano principalmente per i loro interessi.

    E nella società ci sono persone oneste e non. Certo che per gli onesti e per chi vuole cercare di cambiare la società, la vita è dura, vedi Falcone e Borsellino.
    C'è a chi va bene così

  9. #9
    Partecipante Super Figo L'avatar di **Ayax**
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    Perchè?!
    Citazione Originalmente inviato da aMara835 Visualizza messaggio
    Non me lo sarei mai aspettata...ti quoto!
    Essere d'accordo con me significa fare un patto col diavolo?

  10. #10
    Partecipante Super Figo L'avatar di aMara835
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    Riferimento: Etica, politica e altre cosette...

    Uffa, era solo una battutina!
    Volevo solo dire che, nonostante il più delle volte siamo in disaccordo, questa volta non è così.
    "Quando sono buona sono buona, quando sono cattiva sono meglio." (Mae West)

    THE FISHES ARE SILENT DEEP IN THE SEA,
    THE SKIES ARE LIT UP LIKE A CHRISTMAS TREE,
    THE STAR IN THE WEST SHOOTS ITS WARNING CRY:
    MANKIND IS ALIVE BUT MANKIND MUST DIE.
    (W.H. Auden, "Danse macabre")


    No one remembers the singer.
    The song remains.



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