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  1. #1
    Partecipante Super Figo L'avatar di alita
    Data registrazione
    04-06-2003
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    roma
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    ...c'era una volta nella repubblica delle banane...

    probabilmente ai miei nipoti racconterò che tanto tempo fa le persone conoscevano una cosa che si chiamava REFERENDUM, con il quale il popolo aveva la possibilità di intervenire sulla vita politica del proprio paese (perchè è del proprio paese che si stanno decidendo le sorti, è del proprio paese che si sta parlando...), era possibile grazie al REFERENDUM ( dovrò ripetere spesso questo termine perchè loro non avranno idea di cosa potesse significare e rappresentare...) abrogare leggi preesistenti, diventare quindi rappresentanti di una volontà popolare manifesta.
    Ma i miei nipoti, che probabilmente camperanno poco, sommersi come saranno dallo stress di non potersi realizzare in nessun modo, perchè nessun modo ci sarà per costruire sicurezze e futuro, senza dubbio mi domanderanno come è stata capace una sola generazione a far scomparire uno strumento fondante della democrazia, e io racconterò loro che un bel giorno, un giorno dedicato a due referendum in cui le persone potevano rendersi conto che si stava decidendo proprio di loro, invece di recarsi alle urne ed esprimere il proprio parere, tutti hanno preferito andare al mare.

    ...io sono meridionale, la cosa che mi fa soffrire di più, è che l'affluenza quiggiù sarebbe dovuta essere il doppio visto il male che ci vogliono e che ci fanno i governanti, e invece sono così incazzata, incazzata a morte.
    Ultima modifica di alita : 16-06-2003 alle ore 19.25.45


    C'è come un dolore nella stanza,
    ed è superato in parte:
    ma vince il peso degli oggetti,
    il loro significare peso e perdita.
    |Amelia Rosselli|

    Charlotte - Vorrei poter dormire -
    | Lost in Translation|

  2. #2
    Perchè noi arriveremo ad avere dei nipoti.
    Sei più ottimista di me allora.
    Non credo che metterò su famiglia prinma di essermi realizzato sul lavoro e quindi forse non li arriverò a vedere i miei nipoti

  3. #3
    Postatore Epico L'avatar di Ember
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    22-07-2002
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    Urbino
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    11,724
    w l'ottimismo io avrò una famiglia a costo di lavorare tutta la vita come un somaro...

    Cmq questa cosa del referendum ha fatto cadere le braccia anche a me...
    *** Homo sum: humani nihil a me alienum puto ***

    oPS-StaNZa Di uRBiNo iL Mio FoRuM



    Anche Ember nella setta dell'ASD *asdatrice musicista*
    [thanks to Angelus, fondatore della setta]

  4. #4
    Ospite non registrato

    Re: ...c'era una volta nella repubblica delle banane...

    Originariamente postato da alita

    ...io sono meridionale, la cosa che mi fa soffrire di più, è che l'affluenza quiggiù sarebbe dovuta essere il doppio visto il male che ci vogliono e che ci fanno i governanti, e invece sono così incazzata, incazzata a morte.
    Ce l'hanno tutti con voi.

  5. #5
    kentia
    Ospite non registrato

    Re: Re: ...c'era una volta nella repubblica delle banane...

    Originariamente postato da Parods
    Ce l'hanno tutti con voi.
    che vuol dire?

    cmq la delusione pervade tutti quelli che ci speravano...

    mentre vi scrivo consulto i dati della relativi all'affluenza alle urne in occasione della tornata referendaria.
    siamo intorno al 24%
    io credo che sia una vera vergogna
    il referedum è fallito
    peccato: era un'occasione da non perdere.
    Non si trattava del troppo spesso banale "dagli a berlusconi"
    la posta in palio enormemente più imporante
    si trattava di diritti personali inalienabili.

    Al di là dell'imbavagliamento criminale che le televisioni di regime hanno adottato nei confronti dei quesiti referendari (appoggiato da gran parte delle forze politiche rappresentate nel Parlamento-non solo la destra ma anke un pezzo del centro sinistra-), come dobbiamo interpretare la mancata affluenza del restante 76% di cittadini italiani?
    si tratta forse di imprenditori intestatari di un'azienda?
    non credo (nel tal caso in italia ci troveremmo in circa 45 milioni ad essere piccoli o medi imprenditori:mi pare un poco inverosimile)

    può essere davvero solo ignoranza?

    Chi ha osteggiato la riuscita della consultazione referendaria lo ha fatto per interessi personali e di classe,si intende.
    Ma lo ha fatto anke per paura.
    La paura che vincesse il si.Una bombba per gli equilibri di potere consolidati.
    Una bomba che avrebbbe fatto saltare il tappo che opprime il mondo del lavoro,vecchio e nuovo.
    Da qui la scelta di sabotare,di oscurare,di boicottare.

    io ritengo l'astensione una deliberata rinuncia alla democrazia.
    siamo in pieno regime,e non esercitare il diritto al voto è un pò come incoraggiare il regime
    perchè cos'è il regime se non la soppressione di ogni diritto?

    da domani saremo un pò più schiavi.
    da domani la vita sarà un pò più difficile
    da domani le nostre schiene saranno un pò più ricurve sotto il peso dei soprusi che chi ci governa ogni giorno di più perpreta indisturbato.
    la libertà non piove dal cielo ma si acquista lottando
    il referendum sull'articolo 18 dello statuto dei lavoratori era una battaglia importante
    è una sconfitta ma non una disfatta

    dal mio canto i sedicenti uomini della sinistra dell'ulivo e della margherita (e cosa ci sarà domani?il kako?il banano,forse?) non vedranno mai più un mio voto neppure col binocolo.
    baci a tuttiiiiii

    kentia

  6. #6
    Ospite non registrato

    Re: Re: Re: ...c'era una volta nella repubblica delle banane...

    Originariamente postato da kentia
    che vuol dire?
    Che la questione meridionale non si può ridurre al mero disinteresse dello Stato. Molto è colpa dei meridionali stessi.

    cmq la delusione pervade tutti quelli che ci speravano...
    Invero, molto pochi.

    come dobbiamo interpretare la mancata affluenza del restante 76% di cittadini italiani?
    si tratta forse di imprenditori intestatari di un'azienda?
    non credo (nel tal caso in italia ci troveremmo in circa 45 milioni ad essere piccoli o medi imprenditori:mi pare un poco inverosimile)

    può essere davvero solo ignoranza?
    No, probabilmente il quesito referendario non era semplice, o meglio, le sue conseguenze non erano facilmente intelleggibili.
    E' facile riempirsi la bocca con i paroloni, come diritti personali inalienabili, ma poi quando si scende nel merito della legge, rimangono tutti senza parole. Tutti ignoranti, sia quelli che votano SI, sua quelli che votano NO.
    Queste sono riforme che devono essere concordate tra governo, confindustri e parti sociali, a cui il lavoratore ha deciso di affidarsi per essere tutelato. Non può decidere Peppino o'meccanico o Dria u pasticè.

    io ritengo l'astensione una deliberata rinuncia alla democrazia.
    E per quale motivo? Non era mica una consultazione per le politiche o le amministrative. Il non voto ad un referendum significa semplicemente che si è contro quel referendum. Perchè si sa che se si arriva al quorum, vincono i SI. Perfettamente democratico.

    dal mio canto i sedicenti uomini della sinistra dell'ulivo e della margherita (e cosa ci sarà domani?il kako?il banano,forse?) non vedranno mai più un mio voto neppure col binocolo.
    baci a tuttiiiiii
    Io non amo il centro-sinistra e ultimamente non sopporto nemmeno più il centro-destra. Ma questa volta su una questione così importante, hanno avuto la dignità di prendere la stessa posizione. E questo è lodevole.
    Bertinotti, viceversa, che spesso è stato lodato per la sua coerenza (che di solito fa da contralto al suo essere anacronistico), questa volta ha commesso veramente un grosso errore. Questa prova di forza, che doveva servire a dimostrare il suo peso politico nella coalizione, è stata una solenne sconfitta, che, spero, pagherà cara.

  7. #7
    Postatore Compulsivo
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    Re: Re: Re: ...c'era una volta nella repubblica delle banane...

    Originariamente postato da kentia
    Al di là dell'imbavagliamento criminale che le televisioni di regime hanno adottato nei confronti dei quesiti referendari (appoggiato da gran parte delle forze politiche rappresentate nel Parlamento-non solo la destra ma anke un pezzo del centro sinistra-), come dobbiamo interpretare la mancata affluenza del restante 76% di cittadini italiani?

    può essere davvero solo ignoranza?
    E' oggettivo che i mezzi di comunicazione non abbiano dato sufficiente risalto alla cosa, tuttavia ritengo che vi sia stata anche tanta non curanza da parte della popolazione... il referendum sui cavi elettrici è stato promosso da migliaia di comitati cittadini, è nato dal basso e quindi è statisticamente impossibile che abbia avuto bassa visibilità...

    Sinceramente ancor più che da chi ha "vinto" il referendum, sono amareggiato che vi sia stata una così larga fascia di popolazione che non se l'è filato di pezza. Intendiamoci: anche il non andare a votare per un referendum è contemplato e rientra tra i diritti del cittadino, tuttavia mi girano vorticosamente gli attributi in qaunto l'organizzazione di tutto il baraccone è costato fior di miliardi che dovremo pagare noi

    Originariamente postato da kentia
    Da qui la scelta di sabotare,di oscurare,di boicottare.

    io ritengo l'astensione una deliberata rinuncia alla democrazia.
    siamo in pieno regime,e non esercitare il diritto al voto è un pò come incoraggiare il regime
    perchè cos'è il regime se non la soppressione di ogni diritto?
    perdonami se sorrido, ma quando si parla di regimi
    Vorrei farti fare quattro chiacchiere con mia nonna che ha vissuto il periodo dei partigiani... abita proprio lungo la linea gotica

    Poi come dici tu il regime è la soppressione di ogni diritto, qui invece si sta discutendo su una massa di gente che non se n'è fregata di andare a reclamare i propri diritti... o forse gli stava bene com'era... (oltre a quelli che non lo sapevano)

    Originariamente postato da kentia
    la libertà non piove dal cielo ma si acquista lottando
    il referendum sull'articolo 18 dello statuto dei lavoratori era una battaglia importante
    è una sconfitta ma non una disfatta
    la storia dell'articolo 18... a mio avviso l'articolo non è ne buono ne cattivo in assoluto... dipende che utilizzo se ne viene a fare. Comunque sia non entro in merito altrimente andiamo OT. Mi limito a dire che di referendum ce n'erano due....


    Originariamente postato da Parods
    Il non voto ad un referendum significa semplicemente che si è contro quel referendum. Perchè si sa che se si arriva al quorum, vincono i SI. Perfettamente democratico.
    perdonami, ma o mi sfugge qualcosa, oppure la matematica non viene in aiuto

    Se, come dici tu, chi non ha votato era contro il referendum, allora non vi era nessun problema ad andare in quanto i no avrebbero clamorosamente vinto
    Io penso invece che chi era contro non è andato, ma tra chi invece non è andato c'era anche molta gente che non lo conosceva o che non ha trovato la... diciamo... motivazione sufficiente, anche se le questione stavano a cuore...
    Forse mala informazione? Forse disillusione? Forse il caldo esasperato?...

    Originariamente postato da Parods
    Bertinotti, viceversa, che spesso è stato lodato per la sua coerenza (che di solito fa da contralto al suo essere anacronistico), questa volta ha commesso veramente un grosso errore. Questa prova di forza, che doveva servire a dimostrare il suo peso politico nella coalizione, è stata una solenne sconfitta, che, spero, pagherà cara.
    a me sinceramente rattrista che tanti di noi (e non parlo nello specifico di voi che ho quotato) stiano dietro a queste marginalità...
    A me rode di brutto a pensare a quanti soldi si sono buttati via ( ci si sfamava una truppa di barboni, emarginati e diseredati), a quanto la gente se n'è fregata ed a quanto poco si mantiene informata... è vero che l'italia è un paese vecchio e quindi meno attivo su questo versante, ma qui c'è qualcosa di più

  8. #8
    kentia
    Ospite non registrato

    Re: Re: Re: Re: ...c'era una volta nella repubblica delle banane...

    Originariamente postato da Parods
    Io non amo il centro-sinistra e ultimamente non sopporto nemmeno più il centro-destra. Ma questa volta su una questione così importante, hanno avuto la dignità di prendere la stessa posizione. E questo è lodevole.
    Bertinotti, viceversa, che spesso è stato lodato per la sua coerenza (che di solito fa da contralto al suo essere anacronistico), questa volta ha commesso veramente un grosso errore. Questa prova di forza, che doveva servire a dimostrare il suo peso politico nella coalizione, è stata una solenne sconfitta, che, spero, pagherà cara.
    Caro Parods la tua + che una risposta mi è sembrata un'accusa...
    forse sto interpretando male ma non mi sembra carino dire che mi sono riempita la bocca di paroloni in quanto non vengo a giudicare il tuo modo di parlare.
    dici che non spetta a noi comuni mortali scegliere per il nostro futuro? apprezzi il non andare a votare? bene, saranno anche tue opinioni, ma si vede che non ti poni nemmeno il problema...
    non ti reputo ignorante perchè non sei andato a votare come tu hai fatto nei confronti di chi ha voluto esprimere il proprio giudizio su due questioni che riguardano NOI COMUNI MORTALI da vicino.
    speri nel fatto che Bertinotti paghi per la sua sconfitta? questo non ti fa onore caro mio. Io non ho mai sperato che Berlusconi pagasse per i danni che ha fatto (e continua a fare) ma solo che si tolga dalle palle (ops!).
    E poi come fai a sapere che poche persone speravano in un cambiamento? Sei uno di quelli che legge i sondaggi di Publitalia?
    o credi che tutti la pensino come te?
    Originariamente postato da Parods

    Perchè si sa che se si arriva al quorum, vincono i SI. Perfettamente democratico.
    questo sempre secondo le tue larghe vedute, Vero? sei molto informato direi! eh, perchè accanto al si c'era pure un quadratino contenente una parolina "NO"? AAAhhh è vero! avevo dimenticato che non hai nemmeno visto le schede!

    E la chiami dignità l'omertà degli uomini del centro destra e sinistra?
    Ignorare una questione così importante la chiami dignità?
    Mah
    cmq non c'era bisogno nè di offendere i meridionali, ne di sentenziare alla cieca...
    già noi poveri COMUNI MORTALI abbiamo troppi problemi!

    Ciao a tutti!


  9. #9
    kentia
    Ospite non registrato

    Re: Re: Re: Re: ...c'era una volta nella repubblica delle banane...

    Originariamente postato da nico



    a me sinceramente rattrista che tanti di noi (e non parlo nello specifico di voi che ho quotato) stiano dietro a queste marginalità...
    A me rode di brutto a pensare a quanti soldi si sono buttati via ( ci si sfamava una truppa di barboni, emarginati e diseredati), a quanto la gente se n'è fregata ed a quanto poco si mantiene informata... è vero che l'italia è un paese vecchio e quindi meno attivo su questo versante, ma qui c'è qualcosa di più
    Pienamente d'accordo con te! E' un'altra questione che molti sottovalutano ma che tu giustamente hai messo in rilevanza!

    besos

  10. #10
    Ospite non registrato

    Re: Re: Re: Re: Re: ...c'era una volta nella repubblica delle banane...

    Originariamente postato da kentia

    cmq non c'era bisogno nè di offendere i meridionali, ne di sentenziare alla cieca...
    Non capisco proprio a cosa ti riferisci. Le offese semmai le hai ingenerate tu definendo ignorante il 76% degli italiani, solo perchè hanno ritenuto opportuno (non tutti ovviamente, valgono anche fattori di disturbo) non votare 2 referendum eccessivamente tecnici. E molti sono anche convinti che l'estendere l'art. 18 sia controproducente. Però si sa, sono ignoranti.

  11. #11
    kentia
    Ospite non registrato
    Era una domanda e non un'affermazione... e poi per non estendere l'art. 18 sarebbe bastato andare a votare. perlomeno si sarebbe mostrato un minimo di interesse...

  12. #12
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da kentia
    Era una domanda e non un'affermazione... e poi per non estendere l'art. 18 sarebbe bastato andare a votare. perlomeno si sarebbe mostrato un minimo di interesse...
    Effettivamente era poco interessante.

  13. #13
    Partecipante Super Figo L'avatar di alita
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    probabilmente, la spiegazione di tanto assenteismo è che manca una reale e consapevole cultura del lavoro; le aziende ci assicurano questa grande quantità di impieghi momentanei grazie a contratti atipici e cioè esercita un controllo totale sulla condizione del lavoratore, il quale viene distratto dalla propria situazione di precarietà. Ogni giovane, credo, si affida alla speranza di un lavoro fisso, cosa che, per chi adesso compie esperienze lavorative di questo genere, sembra lontana, ma comunque raggiungibile, e invece non è più così.
    In concreto: io non so se un giorno potrò pagare l'università ai miei figli come i nostri genitori stanno facendo con la maggioranza di noi. Ah! e mi scuso se questo mio intervento ha invece disturbato l'occhio di qualcuno, mi scuso se spesso qui è un pò più difficile cavarsela, e se qualche volta è necessario alzare un pò i toni.

    Parods, tu quante possibilità avresti in una città del sud? Probabilmente poche come me.


    C'è come un dolore nella stanza,
    ed è superato in parte:
    ma vince il peso degli oggetti,
    il loro significare peso e perdita.
    |Amelia Rosselli|

    Charlotte - Vorrei poter dormire -
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  14. #14
    Postatore Compulsivo
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    Originariamente postato da alita
    Ogni giovane, credo, si affida alla speranza di un lavoro fisso, cosa che, per chi adesso compie esperienze lavorative di questo genere, sembra lontana, ma comunque raggiungibile, e invece non è più così.
    ciao Alita,

    a mio avviso, come detto anche per l'articolo 18, la collaborazione occasionale e quella a tempo indeterminato non sono dei mali in assoluto, così come il posto fisso non è la panacea di tutti i mali. Dipende molto dal contesto socio-economico in cui cali tali rapporti lavorativi.

    In Francia, ad esempio, le collaborazioni sono la regola del giorno e molti giovani rifiutano i posti "troppo fissi" perché poco motivanti ed anche meno remunerativi. Il girare da un contesto organizzativo all'altro (ed a volte da un settore lavorativo all'altro) li stimola, li forma e li arricchisce
    Il discorso è che in Francia il sistema economico è più frizzante ed anche il sostrato formativo facilita. I centri di orientamento francese sono stracazzuti e ti offrono veramente un servizio per entrare efficacemente nel mondo del lavoro, ecc...

    In Italia il mercato è fermo, la formazione finanziata è solo un business per chi la organizza, i centri per l'impiego impiegano solo chi li gestisce, gli imprenditori (un pò per bastardia, un pò per ottimizzare i costi) seguono il trend calante smantellando il personale (sia i fissi che quelli a tempo indeterminato), lo stato non monitora e permette ad un co.co.co. di venir strizzato con uno schiavo, la cultura italiano in genere preferisce la sicurezza e la strutturazione... nutrita da storiche difficoltà e disillusioni...

    Mi fermo qui, comunque sia spero sia chiaro il ragionamento
    A mio avviso è sbagliato e pericoloso focalizzare l'attenzione su singoli aspetti che in realtà non rappresentano il nocciolo della questione.
    FACCIAMO ATTENZIONE: molte volte i nostri politicanti ci fomentano su singoli elementi (in realtà irrilevanti) per poi strumentalizzarci, portarci nelle piazze, oppure mandarci al mare piuttosto che al referendum...

    Cerchiamo di non cadere in queste trappole. Cerchiamo sempre di contestualizzare e di non ridurre, perché ste situazioni sono di una complessità enorme e coinvolgono diversi attori ed aspetti sociali

    ciauz,
    nicola

  15. #15
    Ospite non registrato
    Ieri ero di fretta e ho risposto in maniera eccessivamente sintetica e seccata.

    Può essere stata la giornata di sole, il fatto che molti ignorassero la presenza del referendum, molti possono aver sospirato il classico "ma che ce frega". Ciò non toglie che questa tornata referendaria ha avuto la più bassa affluenza di tutti i tempi. Scusatemi, ma non ha senso dire che queste cifre sono dettate dall'ignoranza.

    I due referendum erano semplicemente troppo tecnici. Impossibile comprendere il senso della propria scelta. Le leggi in materia di tutele non sono così chiare. Abbiamo delegato i sindacati apposta. Così come deleghiamo i politici per fare le leggi.

    La domanda mi sorge spontanea, siete mai entrati nel merito della legge? Ne dubito. Io l'ho fatto, ma assolutamente non ho capito dove avrebbe condotto votare SI. Ho ascoltato pareri e varie tribunette...ma senza costrutto.

    Nel dubbio mi sono astenuto. E non credo ai ragionamenti speciosi, perchè isolati dal contesto, uguaglianza = più tutele.

    Insomma se esiste questa benedetta divisione tra aziende con più o meno di 15 dipendenti, un motivo ci sarà.

    La mia volontà poi è stata rafforzata dal modo in cui è nato questo referendum che, come ho detto prima voleva essere funzionale ad un paio si politichetti di sinistra.
    Senza contare che si fondava sulla divisione tra CGIL da una parte, CISL e UIL dall'altra. Anche politicamente era quindi da affondare.

    Anche quello sull'elettrodotto, seppur nato dal basso, non era di immediata comprensione. E non si ammette dubbio o incertezza su una questione così importante come è la fornitura energetica. Non si possono demandare decisioni strategiche dirette così importanti al cittadino, ma si sceglie qualcuno che si ritiene essere capace di farlo.

    [Inutile la vittoria dei SI, per la presenza di una norma costituzionale che avrebbe aggirato l'ostacolo, decretando comunque l'esproprio coatto del terreno per funzioni di pubblica utilità.]

    In mancanza di comprensione i motivi di diniego contro la servitù d'elettrodotto diventano banali:

    <<E' mio e di li' non ci passi, fine del discorso>>.
    <<Le antenne, i tumori, oddio oddio, Cirooo!>>.
    <<Io non so che farmene e quindi anche gli altri possono farne a meno.>>".

    Il referendum deve essere usato per questioni chiare, comprensibili, come è stato quello sull'aborto. Non dobbiamo essere arroganti e pensare di poter decidere su questioni che non comprendiamo. [Se vai per strada e chiedi di spiegare le differenze su maggioritario e proporzionale, la gente spesso nicchia e non risponde, eppure il popolo bue ha deciso per il maggioritario.]

    Poteva essere un enorme errore, come il referendum sul nucleare, di cui ancora oggi paghiamo il fio, salatamente. Fortunatamente non è stato raggiunto il quorum.

    Ciao

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