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  1. #1
    Partecipante L'avatar di calosgheros
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    11-02-2008
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    I Regolamenti Didattici

    Sono riuscito a trovarlo anche se è datato 2006/07 e reca norme relative a qualche anno prima (ancora si parla dei tre indirizzi da scegliere al secondo anno). Magari apro un 3d dove inserire i vari regolamenti didattici che fino ad ora ho trovato.

    Comunque grazie a tutti dei consigli e delle info.

  2. #2

    That's what I am
    L'avatar di saruccia84
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    07-12-2007
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    palermo
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    Riferimento: Proff Perricone e psicologia dello sviluppo e dell'educazione

    Citazione Originalmente inviato da calosgheros Visualizza messaggio
    Sono riuscito a trovarlo anche se è datato 2006/07 e reca norme relative a qualche anno prima (ancora si parla dei tre indirizzi da scegliere al secondo anno). Magari apro un 3d dove inserire i vari regolamenti didattici che fino ad ora ho trovato.

    Comunque grazie a tutti dei consigli e delle info.
    Bazzicavo per il sito e ho trovato questo...Facoltà di Scienze della Formazione - Palermo ...non so a che data risalga...non so neanche se è lo stesso che hai trovato tu....ma magari può servirti inoltre pensavo che visto le sistemazioni che stanno facendo sul sito...se se ne trova uno vecchio sarà perchè è ancora valido quello...no?altrimenti l'avrebbero aggiornato.. almeno...questo a rigor di logica...ma la logica non fa parte dell'università
    Ultima modifica di saruccia84 : 20-06-2008 alle ore 23.57.09
    Comportamenti non consentiti!!!ogni argomento un thread!!!!


    Tieni sempre presente che la tua ferma convinzione di riuscire è più importante di qualsiasi altra cosa. (Abraham Lincoln)
    Non è vero che i giorni di pioggia sono i più brutti, sono gli unici in cui puoi camminare a testa alta anche se stai piangendo. (anonimo)





  3. #3
    Partecipante L'avatar di calosgheros
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    11-02-2008
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    50

    I Regolamenti Didattici

    Ciao a tutti.
    In preda alle crisi dovute a una materia che non riuscirò mai a dare, ho cominciato a cercare i regolamenti didattici per trovare un escamotage che mi potesse aiutare...

    Ho deciso di aprire questo thread perchè penso che una lettura di questi regolamenti possa essere utile a delineare i nostri doveri e soprattutto i nostri diritti dovutici dal sistema universitario (che non significhi soltanto il pagamento delle tasse annuali).

    Ad esempio, lo sapevate cosa recita il comma 7 dell'articolo 25 del regolamento didattico di ateneo?
    Vi riporto le testuali parole:

    "7. Gli studenti possono sostenere gli esami di fine corso e di recupero senza limiti di numero in tutte le sessioni di esami di cui all’art.23.previsti".

    Ciò, se non ho capito male e se nel reg. did. di corso di laurea (che ancora non ho letto approfonditamente) non è presente un'affermazione contraria al comma 7, non prevede l'obbligo di saltare un appello in caso di bocciatura...

    In allegato trovate il regolamento didattico di Ateneo, che da le linee guida a cui tutte le facoltà e i corsi di laurea di Palermo devono obbligatoriamente conformarsi.
    In questo link ( Facoltà di Scienze della Formazione - Palermo ) trovate il regolamento didattico di facoltà (grazie Saruccia84), che si occupa specificatamente di ordinare il consiglio di facoltà e di corso di laurea.
    Infine in questo link ( Facoltà di Scienze della Formazione - Palermo ) trovate il regolamento didattico di corso di laurea per relazioni d'aiuto. (Vi avviso: è vecchio e forse non più valido. Infatti prevede ancora i tre percorsi formativi differenziati, come succedeva nel nuovo ordinamento, cosa che non accade invece per il nuovissimo ordinamento.)

    Manca all'appello il regolamento didattico per la classe 34 scienze e tecniche psicologiche che non so dove andare a pescare: se in facoltà o direttamente al ministero della pubblica istruzione e dell'università.
    Ho trovato un documento sul sito del MIUR e penso che possa essere utile. Lo trovate in allegato.


    REGOLAMENTODIDATTICO DI ATENEO
    dell’Università degli Studi di Palermo
    (approvato dal Senato Accademico il 04/09/2001 - modificato il 24/04/2002)
    Articolo 1
    Definizioni
    1. Ai sensi del presente Regolamento si intende:
    a) per Regolamento Generale sull’Autonomia, il Regolamento recante norme
    concernenti l’Autonomia Didattica degli Atenei di cui al D.M. del 3 novembre 1999,
    n.509;
    b) per Decreti ministeriali, i Decreti emanati ai sensi e secondo le procedure di cui
    all’articolo 17, comma 95, della legge del 15 maggio 1997, n. 127 e successive modifiche;
    c) per Regolamenti didattici dei Corsi di studio, i Regolamenti di cui all’articolo 11,
    comma 2, della legge del 19 novembre 1990, n. 341, nonché all’art. 12 del Regolamento
    Generale sull’Autonomia;
    d) per Corsi di studio, i Corsi di Laurea, di Laurea specialistica; e di Specializzazione;
    e) per titoli di studio, la Laurea, la Laurea specialistica, il Diploma di Specializzazione, il
    Dottorato di Ricerca e il Master;
    f) per Classe di appartenenza di Corsi di studio l’insieme dei Corsi di studio, comunque
    denominati, raggruppati ai sensi dell’art. 4 del Regolamento Generale sull’Autonomia e
    determinati dai Decreti ministeriali;
    g) per settori scientifico-disciplinari, i raggruppamenti di discipline di cui al D.M. del 23
    giugno 1997, e successive modifiche;
    h) per ambito disciplinare, un insieme di settori scientifico-disciplinari culturalmente e
    professionalmente affini, definito dai Decreti ministeriali;
    i) per credito formativo universitario, la misura del volume di lavoro di apprendimento,
    compreso lo studio individuale, richiesto ad uno studente in possesso di adeguata
    preparazione iniziale per l’acquisizione di conoscenze ed abilità nelle attività formative
    previste dagli Ordinamenti didattici dei Corsi di studio;
    j) per obiettivi formativi, l’insieme di conoscenze e abilità che caratterizzano il profilo
    culturale e professionale al conseguimento delle quali il Corso di studio è finalizzato;
    k) per Ordinamento didattico di un Corso di studio, l’insieme delle norme che regolano i
    curricula dei Corsi di studio;
    l) per attività formativa, ogni attività organizzata o prevista dalle Università al fine di
    assicurare la formazione culturale e professionale degli studenti, con riferimento, tra
    l’altro, ai corsi di insegnamento, ai seminari, alle esercitazioni pratiche o di laboratorio,
    alle attività didattiche a piccoli gruppi, al tutorato, all’orientamento, ai tirocini, ai
    progetti, alle tesi, alle attività di studio individuale e di autoapprendimento;
    m) per curriculum, l’insieme delle attività formative universitarie ed extrauniversitarie
    specificate nel Regolamento didattico del Corso di studio al fine del conseguimento del
    relativo titolo;
    Articolo 2
    Oggetto del Regolamento
    1. Il presente Regolamento disciplina gli ordinamenti didattici dei corsi di studio
    attivati nell’Università di Palermo per il conseguimento dei titoli universitari aventi
    valore legale, in conformità con le disposizioni di cui al Regolamento Generale
    sull’Autonomia.
    TITOLO I
    Corsi di studio e strutture didattiche
    Articolo 3
    Titoli e Corsi di studio
    1. L’Ateneo rilascia titoli di studio di primo livello o Laurea (L), di secondo livello o
    Laurea specialistica (LS), nonché Diplomi di Specializzazione (DS) e Dottorati di
    Ricerca (DR). L’Ateneo può altresì attivare Master universitari di 1° e 2° livello.
    2. La Laurea, la Laurea specialistica, il Diploma di Specializzazione, il Dottorato di
    Ricerca e il Master universitario sono conseguiti al termine dei rispettivi Corsi di studio.
    3. I titoli di studio rilasciati dall’Ateneo al termine di Corsi di studio dello stesso livello
    appartenenti alla medesima Classe hanno identico valore legale.
    4. Il conseguimento dei titoli di studio avviene secondo le modalità previste dalle
    Leggi e dai Decreti ministeriali in vigore e viene disciplinato dall’art. 30 del presente
    Regolamento.
    5. Sulla base di apposite convenzioni, l’Ateneo può rilasciare i titoli di cui al presente
    articolo anche congiuntamente con altri Atenei italiani e esteri.
    6. I corsi di studio dello stesso livello, comunque denominati, aventi gli stessi obiettivi
    formativi qualificanti e le conseguenti attività formative indispensabili, sono raggruppati
    in classi di appartenenza.
    7. I requisiti di ammissione ai diversi Corsi di studio, l’elenco degli insegnamenti e
    delle altre attività formative, le modalità di conseguimento dei crediti nell’ambito dei
    diversi curricula, nonché le forme di verifica periodica dei crediti acquisiti sono fissati
    nei rispettivi Regolamenti didattici.
    Articolo 4
    Strutture didattiche
    1. Le Strutture didattiche attivate dall’Ateneo sono:
    a) le Facoltà;
    2. i Corsi di studio di Facoltà, articolati in Corsi di Laurea e Corsi di Laurea
    specialistica;
    3. i Corsi di studio di Ateneo, articolati in Corsi di Specializzazione, Corsi di Dottorati
    di Ricerca e Corsi di Master Universitari.
    4. I Consigli di Coordinamento, orizzontali e verticali, degli Studi.
    Articolo 5
    Ordinamenti didattici
    1. Gli Ordinamenti didattici dei Corsi di studio, redatti nel rispetto dei Decreti
    ministeriali, disciplinano:
    a)le denominazioni e gli obiettivi formativi dei Corsi di studio indicando le relative
    classi di appartenenza e la Facoltà o le Facoltà di afferenza (nel caso di corsi di studio
    interfacoltà);
    b)il quadro generale delle attività formative da inserire nei curricula;
    c)i crediti assegnati a ciascuna attività formativa riferendoli, per quanto riguarda quelle
    previste alle lettere a), b) e c) dell’art.10, comma 1 del DM
    509/99, ad uno o più settori scientifico-disciplinari nel loro complesso;
    d)le conoscenze iniziali per l’accesso ai corsi e le relative modalità di verifica ai sensi
    dell’art. 6 del DM 509;
    e)le caratteristiche della prova finale per il conseguimento del titolo di studio;
    f)la regolamentazione delle frequenze e delle forme sostitutive e di partecipazione
    degli studenti alle attività didattiche.
    2. All’atto dell’istituzione di un Corso di laurea, l’Ordinamento didattico stabilisce
    quali crediti acquisiti saranno riconosciuti validi per l’eventuale prosecuzione degli studi
    universitari in altri Corsi di studio attivati presso l’Ateneo, nonché, sulla base di
    specifiche convenzioni, presso altre Università.
    3. L’insieme degli Ordinamenti didattici dei Corsi di studio confluisce annualmente nel
    Manifesto didattico di Facoltà.
    Articolo 6
    Regolamenti didattici
    1. Le attività di ciascuna Struttura didattica sono disciplinate da un relativo ed
    apposito Regolamento didattico.
    2. I Regolamenti delle Facoltà determinano le norme generali e comuni cui devono
    attenersi i Regolamenti delle Strutture didattiche attivate al loro interno nel rispetto della
    normativa vigente.
    3. In caso di dissenso tra diverse Facoltà che partecipano a Corsi di Studio
    interfacoltà, la questione viene rimessa al Senato Accademico, che decide in modo
    vincolante.
    4. I regolamenti didattici dei Corsi di studio determinano:
    1. l’elenco degli insegnamenti, con l’indicazione dei settori scientifico-disciplinari
    di riferimento e dell’eventuale articolazione in moduli, nonché delle altre attività
    formative;
    2. gli obiettivi formativi specifici, i crediti e le eventuali propedeuticità di ogni
    insegnamento e di ogni altra attività formativa;
    3. i curricula offerti agli studenti e le regole di presentazione, ove necessario, dei
    piani di studio individuali,
    4. la tipologia delle forme didattiche, anche a distanza, degli esami e delle altre
    verifiche del profitto degli studenti;
    5. le disposizioni sugli eventuali obblighi di frequenza anche in riferimento alla
    condizione degli studenti impegnati in attività lavorative.
    5. I regolamenti didattici dei Corsi di studio stabiliscono disposizioni
    concernenti la coerenza tra i crediti assegnati alle attività formative e gli specifici
    obiettivi formativi programmati.Tali disposizioni sono sottoposte al parere degli
    Osservatori permanenti della Didattica, come previsto al successivo art.15.
    6. Il Senato Accademico su proposta dei Consigli delle strutture didattiche
    interessate assicura la periodica revisione dei regolamenti didattici dei corsi di studio, in
    particolare per quanto riguarda il numero dei crediti assegnati ad ogni insegnamento o
    altra attività formativa.
    Articolo 7
    Le Facoltà e i Consigli di Facoltà
    1. La Facoltà è sotto l’aspetto didattico la struttura fondamentale di appartenenza dei
    Professori di prima e di seconda fascia e dei Ricercatori e la sede dei Corsi di studio.
    2. L’istituzione di una nuova Facoltà è regolata dalla legislazione vigente ed è
    subordinata all’istituzione di almeno un Corso di Studio ad essa afferente.
    3. Il Consiglio di Facoltà assicura il coordinamento generale delle attività didattiche, di
    tutorato e di orientamento promosse dalla Facoltà medesima e da tutte le Strutture
    didattiche attivate all’interno di quest’ultima.
    4. La Facoltà è retta da un Consiglio di Facoltà, la cui composizione è determinata
    dallo Statuto.
    5. Il Consiglio di Facoltà è presieduto dal preside che lo convoca e ne rende esecutive
    le deliberazioni.
    6. I compiti del Consiglio di Facoltà e le attribuzioni del Preside sono stabiliti dallo
    Statuto.
    Articolo 8
    I Corsi di studio e i Consigli di Corso di studio
    1. I Corsi di studio, al termine dei quali, previo superamento della prova finale,
    vengono rilasciati i titoli di studio corrispondenti, raggruppati in Classi di appartenenza
    in base alle definizioni stabilite dai Decreti ministeriali, sono contrassegnati da
    denominazioni particolari, indicative di specifiche competenze scientifiche e
    professionali.
    2. I Corsi di studio possono anche essere attivati mediante convenzioni tra diversi
    Atenei (Corsi di Studio interateneo) o anche mediante accordi tra diverse Facoltà
    dell’Ateneo (Corsi di Studio interfacoltà). Le convenzioni e gli accordi determinano le
    particolari norme organizzative di detti corsi, e l’Ateneo e la Facoltà presso cui detti
    Corsi sono incardinati accademicamente e amministrartivamente. I compiti del
    Consiglio di corso di studio e le attribuzioni del Presidente sono stabiliti dallo Statuto.
    3. I Corsi di Studio (ivi compresi quelli interfacoltà) sono retti da un Consiglio di
    Corso di studio, la cui composizione è determinata dallo Statuto.
    4. I compiti del Consiglio di corso di studio e le attribuzioni del Presidente sono
    stabiliti dallo Statuto.
    Articolo 9
    I Consigli di coordinamento degli Studi
    1. Nell’ambito di una Facoltà, su delibera motivata dei Consigli dei singoli Corsi di
    Studio interessati, si possono costituire uno o più Consigli di Coordinamento (verticali e
    orizzontali) degli Studi che comprendono più corsi di studio attivati presso la Facoltà. I
    poteri e le competenze dei Consigli di coordinamento degli studi coincidono con quelli
    dei Consigli di Corso di Studio che sostituiscono.
    2. I Regolamenti di Facoltà determinano le modalità per l’eventuale istituzione e
    l’articolazione dei Consigli di Coordinamento di Corso di studi.
    3. Il Consiglio di coordinamento degli studi è costituito da tutti i docenti che fanno
    parte dei Consigli di Corso di studio di afferenza e dalle rappresentanze nei limiti
    previsti dallo Statuto.
    4. Il Consiglio di Coordinamento degli di studi è retto da un Presidente, che lo
    convoca con le modalità definite dal relativo Regolamento.
    Articolo 10
    Istituzione, attivazione e disattivazione dei Corsi di Studio
    1. La procedura per l’istituzione dei Corsi di Studio è disciplinata dalla normativa
    vigente.
    2. L’attivazione di un Corso di studio, istituito ai sensi del comma 1, e la disattivazione
    di un Corso di studio sono deliberate dal Senato Accademico, su proposta del Consiglio
    di Facoltà o dei Consigli delle Facoltà interessate (nel caso di corsi di studio interfacoltà).
    3. L’attivazione o la disattivazione di un corso di studio decorrono dall’anno
    accademico successivo alla delibera del Senato Accademico.
    4. In caso di disattivazione di un corso di studio, l’Ateneo assicura agli studenti già
    iscritti la possibilità di concludere gli studi e di conseguire il relativo titolo oppure di
    optare per il passaggio ad altri Corsi di studio attivati con il riconoscimento dei crediti
    fino a quel momento acquisiti.
    5. Dell’avvenuta attivazione o disattivazione di un corso di studio va data
    comunicazione al Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica.
    Articolo 11
    Crediti formativi universitari
    1. Il credito formativo universitario è la misura del volume di lavoro richiesto allo
    studente per l’espletamento di ogni attività formativa prescritta dagli Ordinamenti
    didattici dei Corsi di studio per conseguire un titolo di studio universitario.
    2. Al credito formativo universitario corrispondono 25 ore di lavoro per studente,
    comprensive di ore di lezione, di esercitazione, di laboratorio, di seminario e di altre
    attività formative ivi incluse le ore di studio e comunque di impegno personale
    necessarie per completare la formazione per il superamento dell’esame e delle altre
    verifiche del profitto oppure per realizzare le attività formative non direttamente
    subordinate alla didattica universitaria (a titolo esemplificativo: tesi, progetti, tirocini,
    apprendimento delle lingue straniere e dell’uso di sistemi informatici).
    3. La quantità media di lavoro di apprendimento svolto in un anno da uno studente
    impegnato a tempo pieno negli studi universitari è convenzionalmente fissata in 60
    crediti. Gli Ordinamenti didattici dei Corsi di studio stabiliscono i crediti corrispondenti
    all’interno di ogni tipologia di attività formativa contemplata dalla Classe
    corrispondente, tenendo presenti le quantificazioni del numero minimo di crediti che
    dovrà essere riservato a ciascun tipo di attività.
    4. La frazione dell’impegno orario complessivo riservata allo studio personale o ad
    altre attività formative di tipo individuale è determinata dai relativi decreti ministeriali
    per ogni singola classe e dal Regolamento didattico del Corso di studio per ciascuna
    attività formativa.
    5. I crediti corrispondenti a ciascuna attività formativa sono acquisiti dallo studente
    con il superamento dell’esame o di altra forma di verifica del profitto stabilita dai
    Regolamenti dei Corsi di Studio, ferma restando la quantificazione in trentesimi per la
    votazione degli esami e in centodecimi per la prova finale, con eventuale lode.
    6. I Regolamenti didattici dei Corsi di studio possono prevedere forme di verifica
    periodica dei crediti acquisiti, al fine di evitare l’obsolescenza dei contenuti conoscitivi,
    e il numero minimo di crediti da acquisire da parte dello studente in tempi determinati,
    diversificato per studenti impegnati a tempo pieno negli studi o contestualmente
    impegnati in attività lavorative.
    7. I Regolamenti didattici dei Corsi di studio possono prevedere il riconoscimento
    come crediti formativi universitari, nell’ambito dei CFU di cui al punto F) delle tabelle
    ministeriali, secondo criteri predeterminati dalla Facoltà, di conoscenze e abilità
    professionali certificate ai sensi della normativa vigente in materia, di altre conoscenze
    e abilità maturate in attività formative di livello post-secondario alla cui progettazione e
    realizzazione l’Università abbia concorso, nonchè, in base ai criteri generali
    predeterminati, conoscenze e abilità maturate con la partecipazione ad attività culturali e
    formative realizzate da studenti e associazioni studentesche.
    Articolo 12
    Requisiti di ammissione ai Corsi di studio,
    attività formative propedeutiche e integrative
    1. Per accedere ad un corso di studio agli studenti è richiesto il possesso o
    l’acquisizione di una adeguata preparazione iniziale.
    2. I Regolamenti didattici dei Corsi di studio definiscono le conoscenze richieste per
    l’accesso e determinano, ove necessario, le modalità di verifica.
    Per i corsi di laurea tale verifica può avvenire anche a conclusione di attività
    propedeutiche svolte, eventualmente, in collaborazione con Istituti di istruzione
    secondaria superiore.
    3. Ove i Regolamenti didattici dei Corsi di studio prevedano modalità di verifica, gli
    stessi devono contenere anche la previsione di obblighi formativi aggiuntivi per gli
    studenti con verifica negativa. Tali obblighi formativi aggiuntivi sono assegnati anche
    agli studenti dei corsi di laurea ad accesso programmato che siano stati ammessi ai corsi
    con una votazione inferiore ad una prefissata votazione minima.
    4. La mancanza dei requisiti culturali di accesso prende il nome di debito formativo, da
    soddisfare nel primo anno di corso anche attraverso l’istituzione di attività formative
    integrative determinate dal Consiglio di Facoltà, su proposta del Consiglio di Corso di
    studio.
    Articolo 13
    Manifesto degli studi e curricula
    1. Il Senato Accademico approva il Manifesto degli studi, risultante dall’insieme
    coordinato dei diversi Manifesti di Facoltà, comprensivi degli Ordinamenti didattici dei
    Corsi di studio, dei Corsi di studio interfacoltà e dei corsi di studio interateneo.
    2. I Manifesti di Facoltà vengono resi pubblici e raccolti nella Guida dello Studente.
    3. Nei Corsi di Laurea, di Laurea specialistica e di Specializzazione, lo studente può
    seguire uno dei curricula fissati nel Regolamento del Corso di studio, oppure, se ne è
    prevista la possibilità e secondo le modalità ivi indicate, chiedere l’approvazione di un
    curriculum individuale.
    Articolo 14
    Orientamento e tutorato
    1. L’Ateneo, al fine di rendere matura e consapevole la scelta degli studi universitari e
    di assicurare un servizio di tutorato ed assistenza per l’accoglienza ed il sostegno degli
    studenti, di prevenirne la dispersione ed il ritardo negli studi e di promuovere una
    proficua partecipazione attiva alla vita universitaria in tutte le sue forme, organizza le
    attività di orientamento e tutorato previste dalla normativa vigente con le modalità
    dettate dal relativo regolamento.
    Articolo 15
    Osservatori permanenti della didattica
    1. In seno a ciascun corso di studio dovrà essere istituito un Osservatorio permanente
    della didattica, composto pariteticamente da professori, ricercatori, assistenti r.e.
    sorteggiati e da studenti designati su base elettiva.
    2. Tale osservatorio provvede a:
    1. verificare che vengano rispettate le attività didattiche previste dall’Ordinamento
    didattico, dal presente regolamento e dal calendario didattico;
    2. elaborare un regolamento degli esami che verrà successivamente sottoposto alla
    ratifica da parte del Consiglio di Corso di studi.
    3 L’Osservatorio viene istituito a tutela dei diritti degli studenti; pertanto provvede
    eventualmente a segnalare al Rettore e al Senato Accademico l’avvenuto accertamento di
    irregolarità.
    TITOLO II
    Tipologia e regolamentazione dei Corsi di studio e delle attività didattiche
    Articolo 16
    Corsi di Laurea
    1. Il Corso di Laurea ha l’obiettivo di assicurare allo studente un’adeguata padronanza
    di metodi e contenuti scientifici generali, nonché l’acquisizione di specifiche conoscenze
    professionali.
    2. Per essere iscritti ad un Corso di Laurea ai sensi dell’art. 12 occorre essere in
    possesso di un Diploma di Scuola secondaria superiore o di altro titolo di studio
    conseguito all’estero riconosciuto idoneo nelle forme previste dall’art. 22, comma 4.
    3. Per conseguire la Laurea lo studente deve avere acquisito 180 crediti, comprensivi di
    quelli relativi alla conoscenza obbligatoria di una lingua dell’Unione Europea oltre
    l’italiano, fatte salve le norme speciali per la tutela delle minoranze linguistiche.
    4. La durata normale del Corso di Laurea è di tre anni.
    Articolo 17
    Corsi di Laurea specialistica
    1. Il Corso di Laurea specialistica ha l’obiettivo di fornire allo studente una formazione
    di livello avanzato per l’esercizio di attività di elevata qualificazione in ambiti specifici.
    2. Per essere ammessi ad un Corso di Laurea specialistica occorre essere in possesso
    della Laurea ovvero di altro titolo di studio conseguito all’estero, riconosciuto idoneo
    nelle forme previste dall’art. 22, comma 4. Nel caso di corsi di laurea specialistica per i
    quali non sia previsto il numero programmato dalla normativa vigente in materia di
    accessi ai corsi universitari, occorre, altresì, il possesso di requisiti curriculari e
    l’adeguatezza della personale preparazione.
    3. In deroga al comma 2, i Decreti ministeriali prevedono l’ammissione ad un Corso di
    Laurea specialistica con il possesso del Diploma di Scuola secondaria superiore,
    esclusivamente per Corsi di studio regolati da normative dell’Unione Europea che non
    prevedano per essi titoli universitari di primo livello, fatta salva la verifica dell’adeguata
    preparazione iniziale di cui al comma precedente.
    4. Salvo le eccezioni previste dal comma 3, per conseguire la Laurea specialistica lo
    studente deve avere acquisito 300 crediti, ivi compresi quelli già acquisiti dallo studente e
    riconosciuti validi per il relativo corso di laurea specialistica.
    5. La durata normale del Corso di Laurea specialistica è di due anni.
    6. L’Ateneo può istituire Corsi di Laurea specialistica solo se è già attivato un Corso di
    Laurea comprendente almeno un curriculum i cui crediti formativi universitari siano
    integralmente riconosciuti per il Corso di Laurea specialistica, con l’eccezione dei Corsi
    di cui al comma 3. Sulla base di una specifica convenzione tra gli Atenei interessati, un
    Corso di Laurea può essere attivato presso un'altra Università.
    Articolo 18
    Corsi di Specializzazione
    1. Il Corso di Specializzazione ha l’obiettivo di fornire allo studente conoscenze e
    abilità per funzioni richieste nell’esercizio di particolari attività professionali e può essere
    istituito esclusivamente in applicazione di specifiche norme di legge o di direttive
    dell’Unione Europea.
    2. Per essere ammessi ad un Corso di Specializzazione occorre essere in possesso
    almeno della Laurea, ovvero di altro titolo di studio conseguito all’estero, riconosciuto
    idoneo ai sensi delle Leggi vigenti e nelle forme previste dall’art.22, comma 4. Altri
    specifici requisiti di ammissione nonché gli eventuali crediti formativi universitari
    aggiuntivi rispetto al titolo di studio già conseguito ritenuti necessari per l’ammissione
    sono stabiliti dai Decreti ministeriali.
    3. Per conseguire il Diploma di Specializzazione lo studente deve avere acquisito un
    numero di crediti, compreso tra 300 e 360, comprensivi di quelli già acquisiti e
    riconosciuti validi per il relativo Corso, numero che viene precisato dai Decreti
    ministeriali, fatte salve le diverse disposizioni previste da specifica normativa o da
    direttive dell’Unione Europea.
    Articolo 19
    Corsi di Dottorato di Ricerca
    1. I Corsi di Dottorato di Ricerca hanno l’obiettivo di fornire le competenze
    necessarie per esercitare, presso Università, enti pubblici o soggetti privati, attività di
    ricerca di alta qualificazione.
    2. I Corsi di Dottorato di Ricerca ed il conseguimento del relativo titolo sono
    disciplinati dalla normativa vigente e dal relativo regolamento di Ateneo.
    3. I Dottorati di ricerca aventi sede amministrativa nell’Ateneo possono essere istituiti
    anche in consorzio con altre Università italiane e straniere mediante convenzioni con
    soggetti pubblici e privati in possesso di requisiti di elevata qualificazione culturale e
    scientifica e di personale, strutture ed attrezzature idonei.
    4. Per essere ammessi ad un Corso di Dottorato di Ricerca occorre essere in possesso
    della Laurea specialistica o di una laurea conseguita ai sensi del DPR 382/80, o di altro
    titolo di studio conseguito all’estero e riconosciuto idoneo nelle forme previste dall’art.
    22, comma 4.
    5. La durata normale dei Corsi è di tre anni.
    6. Ai Dottorandi di ricerca può essere affidata una limitata attività didattica sussidiaria
    o integrativa che non deve in ogni caso compromettere l’attività di formazione alla
    ricerca. Tale attività dovrà essere autorizzata dal Consiglio di Facoltà, previo parere del
    Consiglio del Corso di dottorato di riferimento.
    Articolo 20
    Master universitari
    1. L’Ateneo può attivare Corsi di perfezionamento scientifico e di alta formazione
    permanente e ricorrente e aggiornamento professionale, successivi al conseguimento
    della Laurea o della Laurea specialistica, alla conclusione dei quali sono rilasciati i Master
    universitari di primo e di secondo livello.
    2. Per conseguire il Master universitario lo studente deve aver acquisito almeno 60
    crediti oltre a quelli acquisiti per conseguire la Laurea o la Laurea specialistica. La durata
    minima dei Corsi di Master universitario è di un anno.
    3. L’offerta didattica dei Corsi di Master universitario deve essere finalizzata a
    rispondere a domande formative di cui è stata rilevata l’esigenza e deve essere ispirata a
    criteri di flessibilità e adeguamento periodico al mutamento delle condizioni del mercato
    del lavoro.
    4. L’Ateneo può istituire, in base ad accordi di cooperazione interuniversitaria
    nazionale o internazionale, Corsi di Master congiunti, di primo e di secondo livello.
    5. I Corsi di Master universitario possono essere attivati dall’Ateneo anche in
    collaborazione con enti esterni, pubblici o privati.
    Articolo 21
    Trasferimenti, passaggi di Corso e di Facoltà,
    ammissione a singoli corsi di insegnamento
    1. Le domande di trasferimento presso l’Ateneo di studenti provenienti da altra
    Università e le domande di passaggio di Corso di studio sono subordinate ad
    approvazione da parte del Consiglio di Corso di studio che accoglie lo studente. Il
    Consiglio sulla base della valutazione dei programmi di insegnamento svolti, riconosce
    totalmente o parzialmente la carriera di studio fino a quel momento seguita, con la
    convalida di esami sostenuti e crediti acquisiti, e indica l’anno di Corso al quale lo
    studente viene iscritto e l’eventuale debito formativo da assolvere.
    2. Coloro che siano già in possesso di un titolo di Laurea o di Laurea specialistica e gli
    studenti iscritti a Corsi di studio presso Università estere (o assimilabili ad esse),
    possono iscriversi, dietro il pagamento di contributi stabiliti dagli organi accademici
    competenti, a singoli corsi di insegnamento attivati presso i Corsi di studio di ogni livello
    presenti in Ateneo, nonché essere autorizzati a sostenere le relative prove d’esame e ad
    averne regolare attestazione utilizzabile per scopi professionali o concorsuali, per i quali
    sia richiesto un aggiornamento culturale e scientifico o un particolare perfezionamento
    delle competenze acquisite.
    Articolo 22
    Mobilità studentesca e riconoscimento di studi compiuti all’estero
    1. Nel rispetto della normativa vigente, l’Ateneo aderisce ai programmi di mobilità
    studentesca riconosciuti dalle Università della Comunità Europea (programmi
    Socrates/Erasmus e altri programmi risultanti da eventuali convenzioni bilaterali), a
    qualsiasi livello di Corso di studio.
    2. L’Ateneo favorisce la mobilità studentesca secondo un principio di reciprocità,
    mettendo a disposizione degli studenti ospiti le proprie risorse didattiche e l’assistenza
    tutoriale prevista dai regolamenti dei programmi di cui al comma 1, fornendo altresì un
    supporto organizzativo e logistico agli scambi.
    3. Il riconoscimento degli studi compiuti all’estero, della frequenza richiesta, del
    superamento degli esami e delle altre prove di verifica previste e del conseguimento dei
    relativi crediti formativi universitari da parte di studenti dell’Ateneo è disciplinato dai
    regolamenti dei programmi di cui al comma 1 e diventa operante con l’approvazione, o
    nel caso di convenzioni bilaterali, con la semplice ratifica da parte del Consiglio di Corso
    di studio interessato.
    4. Il riconoscimento dell’idoneità di titoli di studio conseguiti all’estero ai fini
    dell’ammissione a Corsi di Studio attivati presso l’Ateneo, compresi i Corsi di Dottorato
    di Ricerca, è approvato, previo parere dei Consigli di Corso di studio interessati, dal
    Senato Accademico.
    Articolo 23
    Calendario didattico
    1. Il calendario didattico viene approvato dal Consiglio di Facoltà, su proposta dei
    Corsi di Studio afferenti, prima dell’inizio dell’anno accademico.
    2. Il calendario didattico di Facoltà deve prevedere:
    1. la netta separazione dei periodi di attività didattica da quelli dedicati agli esami;
    2. lo svolgimento di un minimo di 6 appelli annui di esame distribuiti in almeno 3
    sezioni distanziati di almeno due settimane;
    3. lo svolgimento di ulteriori appelli riservati ai fuori corso eventualmente anche nei
    periodi di lezione.
    Articolo 24
    Tipologia e articolazione degli insegnamenti
    1. I Regolamenti didattici dei Corsi di studio possono prevedere l’articolazione degli
    insegnamenti in moduli didattici di diversa durata, con attribuzione di diverso peso
    nell’assegnazione dei crediti formativi universitari corrispondenti.
    In tal caso la prova di verifica finale sarà unica e tenderà ad accertare il profitto degli
    studenti anche relativamente al contenuto di ciascun modulo previsto.
    2. I Regolamenti didattici dei Corsi di studio possono prevedere l’attivazione di corsi
    di sostegno, seminari, esercitazioni in laboratorio e/o in biblioteca, esercitazioni di
    pratica testuale, esercitazioni di pratica informatica e altre tipologie ritenute adeguate al
    conseguimento degli obiettivi formativi del Corso. Per ciascuna di tali tipologie
    dovranno essere indicati:
    a) l’afferenza a un settore scientifico-disciplinare o a un ambito disciplinare definito,
    anche allo scopo di assicurare la corretta assegnazione di essi ad uno dei Docenti o
    Ricercatori del Consiglio di Corso di studio interessato;
    b) l’assegnazione articolata di un adeguato quantitativo di crediti formativi
    universitari;
    c) il tipo di verifica del profitto che consente nei vari casi il conseguimento dei
    relativi crediti.
    3. I Regolamenti didattici dei Corsi di studio possono prevedere anche forme di
    insegnamento a distanza, specificando le modalità di frequenza, ove prevista, e di
    verifica del profitto.
    4. I Consigli di Corso di studio possono proporre al Consiglio di Facoltà di deliberare
    lo sdoppiamento dei corsi di insegnamento troppo affollati, tenendo presenti le
    particolari caratteristiche della tipologia di tali corsi e l’inadeguatezza delle aule e delle
    altre strutture logistiche utilizzate. Il Consiglio di Facoltà attiva gli insegnamenti
    sdoppiati, fissa le modalità di suddivisione degli studenti e verifica annualmente la
    permanenza dei presupposti che hanno portato allo sdoppiamento.
    Articolo 25
    Esami e verifiche del profitto
    1. A seconda della tipologia e della durata degli insegnamenti impartiti, i Regolamenti
    didattici dei Corsi di studio stabiliscono il tipo di prove di verifica del profitto che
    determinano per gli studenti il superamento del corso e l’acquisizione dei crediti
    assegnati. Tali prove potranno consistere in esami (orali o scritti), la cui votazione viene
    espressa in trentesimi, o nel superamento di altre prove di verifica (prove orali o scritte,
    pratiche, grafiche, tesine, colloqui, ecc.) appositamente studiate dal Consiglio di Corso
    di studio competente, allo scopo di valutare il conseguimento degli obiettivi formativi
    previsti per ciascun insegnamento.
    2. Il voto minimo per il superamento dell’esame è di diciotto trentesimi ed il voto
    massimo di trenta trentesimi ed eventuale lode.
    3. La valutazione del profitto in occasione degli esami deve tenere conto dei risultati
    conseguiti in eventuali prove di verifica o colloqui sostenuti durante lo svolgimento del
    relativo insegnamento.
    4. Tutte le prove orali di esame sono pubbliche. Qualora siano previste prove scritte, il
    candidato ha il diritto di prendere visione dei propri elaborati dopo la correzione.
    5. Le Commissioni giudicatrici degli esami sono nominate dal Presidente del Consiglio
    di Corso di studio e sono composte da almeno due membri, il primo dei quali è sempre
    il titolare del corso di insegnamento, che svolge le funzioni di Presidente della
    Commissione; il secondo è un altro Professore o Ricercatore del medesimo o di affine
    settore disciplinare o un cultore della materia. I cultori della materia sono nominati dal
    Consiglio di Facoltà in conformità alla normativa vigente. Il verbale di esame è firmato
    da tutti i componenti della Commissione giudicatrice.
    6. Gli appelli d’esame devono avere inizio alla data fissata. In nessun caso la data
    d’inizio di un appello potrà essere anticipata. Per ben motivate ragioni il Presidente della
    Commissione può, comunque, nel rispetto dell’art. 23, comma 2, posticipare l’inizio
    dell’appello e prevederne un’eventuale articolazione, dandone tempestiva
    comunicazione agli studenti interessati.
    7. Gli studenti possono sostenere gli esami di fine corso e di recupero senza limiti di
    numero in tutte le sessioni di esami di cui all’art.23.previsti
    Articolo 26
    Studenti impegnati in attività lavorative,
    studenti fuori corso e ripetenti, interruzione degli studi
    1. I Regolamenti didattici di ogni Corso di studio (escluso il Dottorato di Ricerca)
    possono prevedere specifiche forme di attribuzione dei crediti formativi universitari a
    studenti per qualsiasi ragione non frequentanti nonché apposite modalità organizzative
    delle attività formative per studenti impegnati in attività lavorative. La frequenza è
    comunque obbligatoria nelle forme e laddove esplicitamente prescritta dai Regolamenti
    didattici. La qualità di studente impegnato in attività lavorative dovrà essere
    autocertificata ed annotata dalla Segreteria studenti sul libretto personale dello Studente.
    2. Lo studente si considera fuori corso quando, avendo frequentato le prescritte
    attività formative, non abbia acquisito entro la durata normale del Corso di studio il
    numero di crediti necessario al conseguimento del titolo di studio.
    3. Lo studente fuori corso non ha obblighi di frequenza, e mantiene i crediti acquisiti
    fino a quando eventualmente i crediti stessi siano considerati obsoleti secondo quanto
    previsto dal comma 6 dell’art.11. Il Consiglio di Corso di studio provvede in tali casi a
    determinare i nuovi obblighi formativi per il conseguimento del titolo.
    4. Lo studente fuori corso decade dallo status di studente iscritto ad un Corso di
    studio qualora non abbia superato alcun esame previsto dal Regolamento didattico del
    Corso di studio per cinque anni accademici consecutivi. In caso di nuova
    immatricolazione nel medesimo o in altro Corso di studio, il relativo Consiglio
    determina i crediti formativi, precedentemente acquisiti dallo studente, che possono
    essere riconosciuti validi per la prosecuzione degli studi ed i crediti ancora necessari per
    il conseguimento del titolo del Corso di studio.
    5. Si considera ripetente studente che alla data del 30 settembre di ciascun anno
    accademico non abbia conseguito almeno il 25% dei crediti formativi previsti dal
    manifesto degli studi per il precedente anno accademico.
    6. Lo studente ha facoltà in qualsiasi momento della propria carriera formativa di
    rinunciare alla prosecuzione degli studi intrapresi e di immatricolarsi di nuovo allo stesso
    o ad altro Corso di studi.
    Articolo 27
    Doveri didattici dei Professori e dei Ricercatori
    1. I doveri didattici dei professori e dei ricercatori sono disciplinati dal presente
    Regolamento sulla base delle vigenti norme di stato giuridico. Ai fini e nei limiti del
    presente articolo il termine Docenti indica rassuntivamete i Professori, i Ricercatori, gli
    Assistenti r.e. e Professori incaricati stabilizzati.
    Inoltre, il termine "modulo didattico" indica qualsiasi attività formativa da svolgere in
    accordo all’articolazione didattica prevista nei manifesti dei Corsi di Studio dell’Ateneo,
    attività articolata in lezioni, esercitazioni, e/o attività di laboratorio. La durata di una
    singola lezione o esercitazione è convenzionalmente assunta pari a una ora.
    2. L’attività didattica dei docenti si realizza in modo prioritario nell’ambito dei Corsi di
    Studio di Facoltà, secondo le seguenti tipologie:
    1. didattica frontale (lezioni ed esercitazioni in aula o in laboratorio, nell’ambito di un
    o più moduli didattici);
    2. didattica sul campo;
    3. attività di orientamento, tutoraggio e assistenza agli studenti nel processo di studio e
    apprendimento;
    4. assistenza nelle attività pratiche e di laboratorio;
    5. verifica del processo di apprendimento durante lo svolgimento dei moduli didattici
    assegnati e prove di valutazione finale al termine degli stessi;
    6. conduzione di seminari didattici;
    7. assistenza nella preparazione di tesi e di elaborati conclusivi di un corso di studio;
    8. partecipazione alle Commissioni di esame di altri moduli didattici e alle
    Commissioni di laurea;
    9. tutorato accademico nell’attività di tirocinio di formazione e orientamento.
    1. Il carico didattico totale di ciascun docente, comprendente le attività indicate nel
    precedente comma, è stabilito dalla legislazione universitaria.
    2. I Consigli di Facoltà stabiliscono la programmazione e il coordinamento delle
    attività didattiche, assicurando la piena ed equilibrata utilizzazione delle risorse umane
    disponibili. Nell’ambito di tale programmazione, prima dell’inizio di ciascun anno
    accademico, i consigli di Facoltà, su proposta dei Consigli di Corso di studio interessati,
    assegnano a ciascun docente il compito didattico istituzionale nell’ambito dei moduli
    didattici attivati presso i Corsi di studio della Facoltà e/o quelli interfacoltà cui essa
    aderisce.
    3. Per soddisfare le esigenze didattiche delle Facoltà i docenti possono assumere per
    supplenza la responsabilità di ulteriori moduli didattici diversi da quelli di espletamento
    del carico didattico istituzionale, per non più di 130 ore, con esclusione della SISSIS, dei
    Master e dei Corsi di Dottorato di ricerca. Per supplenze in Facoltà diverse da quella di
    afferenza, è richiesto il nulla osta di quest’ultima. Condizioni e madalità per ottenere il
    nulla osta a svolgere attività didattica continuativa presso altre istituzioni universitarie o
    enti di formazione esterni all’Ateneo sono fissate in apposito regolamento emanato dal
    Senato Accademico.
    4. I docenti chiamati a svolgere i compiti istituzionali connessi alle cariche di Rettore,
    Preside di Facoltà, e Direttore di Dipartimento, possono ottenere una riduzione del
    carico didattico totale. La misura di tale riduzione è stabilita dal Senato Accademico su
    motivata richiesta dei docenti interessati, limitatamente al periodo del relativo mandato.
    5. Per garantire il corretto e regolare svolgimento dell’attività didattica nelle diverse
    tipologie elencate nel precedente comma 2, e in particolare le attività di cui alle lettere: a)
    didattica frontale; b) didattica sul campo; c) assistenza agli studenti, ciascuna Facoltà
    formulerà e pubblicherà un calendario annuale dell’attività didattica.
    6. Ciascun docente è tenuto a svolgere personalmente le lezioni dei moduli didattici a
    lui assegnati. Eventuali ore di assenza dovranno essere recuperate; nel caso di assenze
    per periodi di oltre una settimana, il docente concorderà con il Preside la soluzione più
    idonea a garantire la continuità dell’insegnamento e l’eventuale svolgimento degli esami.
    Sarà comunque cura del docente informare con avviso pubblico gli studenti di ogni
    mutamento del calendario didattico.
    7. Nei periodi dell’A.A. in cui non è impegnato nei moduli didattici, il docente può
    assentarsi per motivi connessi alla propria attività di ricerca e di docenza.
    Nel caso in cui l’assenza dovesse prolungarsi per un periodo di tempo superiore a una
    settimana, egli è tenuto a informare preventivamente il Preside della Facoltà. Per assenze
    superiori a tre settimane, è necessaria l’autorizzazione preventiva del Consiglio di
    Facoltà.
    8. All’inizio di ciascun anno accademico, i docenti sono tenuti a presentare il
    programma di ciascun modulo didattico ad essi affidato. Tale programma dovrà indicare
    il tema generale del Corso che si intende svolgere, gli argomenti che saranno sviluppati e
    la loro articolazione. Il programma dovrà indicare altresì la bibliografia consigliata, la
    metodologia didattica prevista (lezioni, esercitazioni, seminari, attività pratiche o di
    laboratorio, ecc.) e la metodologia di valutazione.
    9. Il controllo dell’attività didattica è affidato ai Presidi di Facoltà, i quali lo
    eserciteranno, sentito il Consiglio di Facoltà, nelle forme e nei modi previsti dai
    Regolamenti di Facoltà. Ai fini di tale controllo, ciascun docente è tenuto a documentare
    l’espletamento dell’attività didattica frontale connessa ai moduli a lui affidati, mediante
    un registro predisposto dal Senato Accademico, anche con modalità informatizzate. Al
    termine dei moduli didattici assegnati, il registro viene consegnato al Preside, che ne cura
    la conservazione nell’archivio della Facoltà e provvede a segnalare al Rettore eventuali
    irregolarità o mancati adempimenti ai compiti assegnati.
    10. Al termine dell’anno accademico e comunque non oltre il 30 novembre ciascun
    docente è tenuto a preparare un prospetto riassuntivo dell’attività didattica
    effettivamente svolta, secondo un formato predisposto dal Senato Accademico, anche
    con modalità informatizzata. Tale prospetto viene debitamente firmato dal docente con
    validità di autocertificazione dell’attività effettivamente svolta, e quindi consegnato al
    Preside della Facoltà, che ne cura la conservazione nell’archivio della Facoltà e provvede
    a trasmetterne copia ai Presidenti dei Corsi di Studio interessati, ai relativi osservatori
    permanenti della didattica e al Nucleo di valutazione dell’Ateneo.
    11. Il pieno soddisfacimento del carico didattico totale e degli impegni didattici
    istituzionali dei docenti, previsti nei precedenti commi, e l’adeguata documentazione di
    tali requisiti costituiscono condizione imprescindibile per l’accesso ai benefici previsti
    dalle vigenti norme sulla incentivazione, e per l’applicazione agli stessi docenti delle
    norme del "regolamento in materia di autorizzazioni per incarichi retribuiti a professori
    e ricercatori universitari" vigente nell’Ateneo.
    Articolo 28
    Attività didattiche formative, integrative e di tutorato
    legate all’incentivazione dei Professori e dei Ricercatori
    1. Le attività didattiche formative, integrative e di tutorato sono disciplinate
    dall’apposito regolamento emanato dal Senato Accademico ai sensi dell’art.4 della Legge
    19 ottobre 1999, n.370.
    Articolo 29
    Promozione e pubblicità dell’offerta didattica
    1. L’offerta didattica dell’Ateneo è pubblica. E’ compito delle Facoltà rendere pubblici
    i contenuti, gli orari e le scadenze di tutte le attività didattiche organizzate dalla Facoltà
    stessa (orari di ricevimento dei Professori e dei Ricercatori, calendario didattico e
    calendario degli esami di profitto e delle altre prove di verifica e quello degli esami finali
    con le relative scadenze) mediante l’affissione in appositi albi e mediante altre forme
    ritenute opportune.
    Articolo 30
    Prove finali e conseguimento dei titoli di studio
    1. Il titolo di studio è conferito a seguito di prova finale, nella forma meglio specificata
    nel relativo Ordinamento didattico, che può consistere in un esame finale, nella stesura
    di un tema, nella realizzazione di un progetto, nello svolgimento di un test o qualunque
    altra forma che permetta un giudizio complessivo sulle competenze e le abilità acquisite
    dal laureando. Per i corsi di laurea delle classi linguistiche la prova finale verrà sostenuta
    in lingua straniera, laddove prevista dai relativi Ordinamenti didattici.
    2. I Regolamenti didattici dei Corsi di studio disciplinano:
    a) le modalità della prova, comprensiva in ogni caso di una esposizione dinanzi ad
    una apposita commissione;
    b) le modalità della valutazione conclusiva, che deve tenere conto dell’intera carriera
    dello studente all’interno del Corso di studio, dei tempi e delle modalità di acquisizione
    dei crediti formativi universitari, delle valutazioni sulle attività formative precedenti e
    sulla prova finale, nonché di ogni altro elemento rilevante.
    3. Per il conseguimento della Laurea specialistica i relativi Regolamenti didattici
    devono prevedere l’elaborazione di una tesi scritta, redatta in modo originale dallo
    studente sotto la guida di un professore, di ruolo e fuori ruolo, o di un ricercatore con
    funzioni di relatore. In tali casi i Regolamenti fissano il termine per la consegna della
    tesi.
    4. Per accedere alla prova finale lo studente deve avere acquisito il quantitativo di
    crediti universitari previsto dal relativo Ordinamento didattico.
    5. Lo svolgimento delle prove finali è sempre pubblico.
    6. Le Commissioni giudicatrici della prova finale abilitate al conferimento della Laurea
    e della Laurea Specialistica sono nominate dal Preside di Facoltà o, su sua delega, dal
    Presidente del Consiglio di Corso di studio interessato e sono composte da un minimo
    di sette ad un massimo di undici componenti tra Professori, di ruolo e fuori ruolo, e
    Ricercatori. Le funzioni di Presidente della Commissione sono svolte, ove presente, dal
    Preside o in sua assenza dal Presidente del Consiglio di Corso di studio interessato o dal
    Professore più anziano nel ruolo. Possono altresì far parte della Commissione, in
    soprannumero e limitatamente alla discussione degli elaborati di cui sono correlatori,
    anche professori ed esperti esterni.
    7. Nei Corsi di studio interfacoltà la Commissione giudicatrice della prova finale dovrà
    essere costituita da professori e ricercatori delle diverse Facoltà interessate, in
    percentuali che saranno definite dai relativi Regolamenti didattici.
    8. Le Commissioni dispongono di centodieci punti qualunque sia il numero dei
    componenti la commissione; il voto minimo per il superamento dell’esame è di 66/110;
    quando il candidato abbia ottenuto il massimo dei voti all’unanimità può essere concessa
    la lode.
    9. Il Calendario delle prove finali deve prevedere almeno tre appelli, opportunamente
    distribuiti nell’anno accademico.
    10. Le modalità per il rilascio dei titoli congiunti di cui all’art.3, comma 5, sono regolate
    dalle convenzioni che lo determinano.
    TITOLO III
    Diritti e doveri degli studenti
    Articolo 31
    Immatricolazioni e iscrizioni
    1. I tempi e i modi per ottenere l’immatricolazione e l’iscrizione agli anni successivi di
    qualsiasi Corso di studio sono indicati nella Guida dello Studente, nonché negli altri
    strumenti informativi e pubblicitari previsti dall’Ateneo per consentire una tempestiva e
    adeguata comunicazione a tutti gli studenti.
    2. Coloro che, già in possesso di Laurea o di Laurea specialistica, intendono
    conseguire un ulteriore titolo di studio del medesimo livello possono inoltrare al Preside
    di Facoltà richiesta di iscrizione ad un anno di Corso successivo al primo. In merito a
    tali richieste si pronuncia il Consiglio di Facoltà, previa valutazione del relativo Consiglio
    di Corso di studio.
    3. Lo studente non può mai iscriversi contemporaneamente a due Corsi di studio, ad
    eccezione dei Master universitari. Se la contemporaneità venisse comunque rilevata, lo
    studente decade dal Corso di studio cui si è iscritto successivamente alla prima
    iscrizione.
    Articolo 32
    Certificazioni
    1. Le Segreterie studenti rilasciano le certificazioni, le attestazioni, gli estratti ed ogni
    altro documento relativo alla carriera scolastica degli studenti in conformità alla
    normativa vigente.
    2. Gli uffici delle Segreterie studenti rilasciano, come supplemento dell’attestazione di
    ogni titolo di studio conseguito, un certificato che riporti, secondo modelli conformi a
    quelli adottati dai paesi europei, le principali indicazioni relative al curriculum specifico
    seguito dallo studente per conseguire il titolo.
    3. Gli uffici delle Segreterie studenti rilasciano certificazioni relative alla carriera
    parziale documentata dello studente in corso di studi, secondo le medesime modalità
    indicate al comma precedente, previo riconoscimento degli esami fino allora sostenuti
    con esito positivo e dei crediti ad essi corrispondenti.
    Articolo 33
    Tesi di Laurea specialistiche
    1. E’ diritto e dovere degli studenti scegliere il settore disciplinare nel quale svolgere le
    tesi della Laurea specialistiche.
    1. E’ compito dei regolamenti didattici delle Facoltà regolare le modalità e i tempi di
    attuazione del suddetto diritto-dovere.
    Articolo 34
    Tutela dei diritti degli studenti
    1. La tutela dei diritti degli studenti nello svolgimento delle personali carriere di studio
    è di spettanza del Rettore, coadiuvato dal Senato Accademico.
    TITOLO IV
    Norme transitorie e finali
    Articolo 35
    Allegati e approvazione del Regolamento didattico di Ateneo
    1. In allegato al presente Regolamento sono acclusi l’elenco completo dei Corsi di
    studio ed i relativi Ordinamenti didattici.
    2. Il presente Regolamento, comprensivo di tutti gli allegati, è deliberato dal Senato
    Accademico ed, in seguito all’approvazione del Ministro, é emanato con decreto del
    Rettore, che ne stabilisce l’entrata in vigore.
    3. Il presente Regolamento verrà inserito nel sito web dell’Ateneo per un’ampia
    divulgazione.
    4. All’entrata in vigore del presente Regolamento sono abrogate tutte le norme
    regolamentari in contrasto con esso.
    5. Per tutto quanto non previsto nel presente Regolamento valgono le disposizioni
    legislative in vigore.
    Articolo 36
    Modifiche del Regolamento didattico di Ateneo
    1. Modifiche al presente Regolamento didattico possono essere apportate nel rispetto
    delle procedure previste dalla normativa vigente.
    Articolo 37
    Norme transitorie
    1. L’Ateneo assicura la conclusione dei Corsi di Studio e il rilascio dei relativi titoli,
    secondo gli Ordinamenti didattici previgenti, agli studenti già iscritti alla data di entrata
    in vigore del presente Regolamento didattico. A tal fine il Senato Accademico individua
    al suo interno una Commissione paritetica di studenti e docenti che elabori le necessarie
    disposizioni a tutela del diritto di mantenimento da parte degli studenti dell’ordinamento
    previgente sino ad esaurimento.
    2. Per quanto attiene detti studenti, viene annullata la possibilità di una loro iscrizione
    in qualità di ripetente.
    3. Gli studenti hanno peraltro la possibilità di optare per l’iscrizione ai Corsi di studio
    disciplinati dal presente Regolamento. Ai fini di tale opzione i Consigli di ciascun Corso
    di studio stabiliscono, mediante apposite tabelle, la corrispondenza, in termini di crediti,
    tra i vecchi ed i nuovi ordinamenti. Tali tabelle sono sottoposte ad approvazione dei
    rispettivi Consigli di Facoltà.
    4. Gli studi compiuti per conseguire i Diplomi universitari in base ai previgenti
    Ordinamenti didattici sono valutati, dai rispettivi Consigli di Corso di studio, in crediti e,
    previa approvazione dei relativi Consigli di Facoltà, riconosciuti per il conseguimento
    delle Lauree previste dal presente Regolamento. La stessa norma si applica agli studi
    compiuti per conseguire i diplomi delle Scuole dirette a fini speciali.
    5. Fatte salve le Scuole presso le quali sono attivati i Corsi di specializzazione istituiti
    esclusivamente in applicazione di specifiche norme di legge o di direttive dell’Unione
    Europea, le Scuole di Specializzazione attualmente istituite sono disattivate entro l’anno
    accademico 2002-2003.
    6. I Corsi di Dottorato di Ricerca istituiti in base alle normative previgenti
    continueranno il loro normale svolgimento fino ad esaurimento del percorso curriculare
    previsto dai Regolamenti vigenti.
    7. Gli studi compiuti per conseguire il Diploma Isef in base all’ordinamento
    previgente il D.L. 178/98 sono valutati dal Consiglio della Facoltà di Scienze Motorie e
    riconosciuti validi per conseguire la laurea o la sua trasformazione in Scienze Motorie. Il
    Corso di laurea in Scienze della Formazione primaria prosegue sulla base
    dell'ordinamento previgente.
    Articolo 38
    Elenco delle Facoltà
    Le Facoltà istituite presso l’Ateneo sono:
    1. Facoltà di Agraria
    2. Facoltà di Architettura
    3. Facoltà di Economia
    4. Facoltà di Farmacia
    5. Facoltà di Giurisprudenza
    6. Facoltà di Ingegneria
    7. Facoltà di Lettere e Filosofia
    8. Facoltà di Medicina e Chirurgia
    9. Facoltà di Scienze della Formazione
    10. Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
    11. Facoltà di Scienze Motorie
    12. Facoltà di Scienze Politiche.
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    Ultima modifica di calosgheros : 01-08-2008 alle ore 23.58.32

  4. #4
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    Scusate. Per favore aiutatemi capire il comma 7 dell'art. 3 del regolamento didattico di corso di laurea.
    Cioè questo:
    "7. Su motivata richiesta dello studente, il Consiglio della Classe del Corso di Studi, sentita la Commissione didattica, può accogliere piani di studio individuali sempre che risultino coerenti al loro interno, funzionali agli obiettivi formativi del Corso e rispettosi dei parametri di cui ai precedenti commi 4 e 6."
    Per caso ho trovato l'escamotage che cercavo? (per favore ditemi di sì, che vado a scatenare un putiferio...)
    Ultima modifica di saruccia84 : 21-06-2008 alle ore 22.11.32

  5. #5

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    Buona iniziativa
    Comportamenti non consentiti!!!ogni argomento un thread!!!!


    Tieni sempre presente che la tua ferma convinzione di riuscire è più importante di qualsiasi altra cosa. (Abraham Lincoln)
    Non è vero che i giorni di pioggia sono i più brutti, sono gli unici in cui puoi camminare a testa alta anche se stai piangendo. (anonimo)





  6. #6

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    Riferimento: Proff Perricone e psicologia dello sviluppo e dell'educazione

    Leggo il 4 e il 6 e ti faccio sapere....ma secondo me no
    Però puoi provare a parlare con qualcuno più competente di me
    tipo il prof. Francesco Pace...
    Comportamenti non consentiti!!!ogni argomento un thread!!!!


    Tieni sempre presente che la tua ferma convinzione di riuscire è più importante di qualsiasi altra cosa. (Abraham Lincoln)
    Non è vero che i giorni di pioggia sono i più brutti, sono gli unici in cui puoi camminare a testa alta anche se stai piangendo. (anonimo)





  7. #7
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    scusa la mia ignoranza: ma chi è?

  8. #8

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    Un docente...l'ho proposto perchè è piuttosto disponibile...è del mio corso di laurea (svil ed educ) e credo si occupi anche di queste cose...però potrei dire una scemenza
    Puoi sempre mandare delle mail e chiedere delucidazioni
    Comportamenti non consentiti!!!ogni argomento un thread!!!!


    Tieni sempre presente che la tua ferma convinzione di riuscire è più importante di qualsiasi altra cosa. (Abraham Lincoln)
    Non è vero che i giorni di pioggia sono i più brutti, sono gli unici in cui puoi camminare a testa alta anche se stai piangendo. (anonimo)





  9. #9

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    Riferimento: Proff Perricone e psicologia dello sviluppo e dell'educazione

    per il tuo comma...secondo me riguarda le materie a scelta!ma ti ripeto che potrei sbagliarmi!!
    Comportamenti non consentiti!!!ogni argomento un thread!!!!


    Tieni sempre presente che la tua ferma convinzione di riuscire è più importante di qualsiasi altra cosa. (Abraham Lincoln)
    Non è vero che i giorni di pioggia sono i più brutti, sono gli unici in cui puoi camminare a testa alta anche se stai piangendo. (anonimo)





  10. #10
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    Spero tanto che ti stia sbagliando...
    Ma come diceva una canzone dei Litfiba: "chi visse sperando morì non si può dire"
    Mi informerò un pò in giro.

  11. #11
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    Riferimento: I Regolamenti Didattici

    ho un dubbio atroce spero che me lo possiate risolvere......fino a quando è possibile verbalizzare una materia? Vi spiego,praticamente luglio scorso ho sostenuto l'esame del laboratorio dell'ingoglia però la verbalizzazione era un altro giorno. Pultroppo fino non molto tempo fa lavoravo e non mi era possibile andare da lei. Ora secondo voi sono ancora in tempo visto che non è ancora passato l'anno,oppure l'ho persa e per evitare storie mi conviene rifarla? ( non la rifarei cambierei il piano di studi)....
    ecco volevo sapere se c'è qualche regolamento a proposito

  12. #12
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    Ciao. fino ad ora non mi sembra di aver trovato qualcosa in merito... ma ancora non li ho letti approfonditamente. Info di questo tipo si dovrebbero trovare o nel reg. di ateneo o in quello di corso di laurea. Se non trovi nulla, potresti informarti con l'alfieri (se sei di relazioni d'aiuto) che è la segretaria didattica e queste cose dovrebbe saperle...
    Mi spiace di non poterti essere di maggiore aiuto.

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