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  1. #1
    Partecipante Super Esperto L'avatar di ama77
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    La malattia è denaro: lo scandalo Santa Rita

    Milano - La malattia è denaro. Lo scrive il giudice di Milano. «La sofferenza cagionata da inutili se non dannosi interventi chirurgici - sottolinea il gip nell’ordinanza di custodia cautelare - diventa il mezzo per procurarsi i guadagni». Quanto, con quali mezzi e con che indifferenza alle vicende umane, lo raccontano le intercettazioni telefoniche.

    La protesi Tutti muoiono. Ma a chi è anziano, tocca prima. E, per questo, ci si può fare meno scrupoli. Così il dottor Scarponi («U») parla con una certa Stefania («I»). È il 5 luglio 2007. I: «Però c’è una diatriba perché la sterilizzazione non lo può risterilizzare perché arrivano in confezione sterile... Ci ho appena parlato, non me lo ritira... perché eh.... se loro dovessero ritirare tutti i chiodi che si aprono per sbaglio andrebbero in malora». U: «Eh, lo rimpiantiamo». I: «Ma se non ve lo sterilizza, cos’è che rimpiantate?». U: «Beh certo, mica lo butterà via... sei matto...». I: «Ascolti una cosa, l’ho chiamato per sensibilizzarlo e per dire “state attenti quando aprite una cosa” perché costa 455 euro più Iva». U: «Senti, io se vuoi sotto la mia responsabilità lo reimpianto subito in qualsiasi malato, subito lo reimpianto \[...\]. Se il malato di novanta anni, novantacinque anni ha una brevissima aspettativa di vita. Eh, novantenni ne abbiamo ogni giorno».

    Il malato non scappa Prima regola, operare. Anche quando non serve, anche se è pericoloso. E persino il consulente della clinica («U»: utente) è preoccupato. Così, chiama il notaio Pipitone («I»: interlocutore). È il 7 luglio del 2007. U: «È incredibile, forse è meglio se ci vediamo». I: «Sì». U: «L’anamnesi della cartelle è veramente disastrosa, ecco, poi uno non può fare un intervento. In alcuni casi sono proprio sconcertanti. Non giustificati». I: «Le volevo dire che questa corsa all’intervento chirurgico...». U: «Cioè, che bisogno ha, il malato non scappa, non è che muore domattina se tu non intervieni. Capisce, questo è il problema».

    Macchine da guerra La medicina è business, ogni intervento arricchisce. E qualcuno è in prima linea. Il 18 luglio, un medico della Santa Rita parla del dottor Renato Scarponi. U: «Se prende una macchina da guerra come Scarponi, che opera anche quelli che non hanno bisogno, che si mette a contraffare le cartelle... Lui guadagna, poi fanno le ispezioni a campione e non è mica detto che acchiappino Scarponi, intanto lui ha guadagnato, però».

    Scuola di Tbc È il 30 settembre del 2007. Conversazione tra due dipendenti della Santa Rita. U: «Ha operato un ragazzo che deve aver avuto un pneumotorace, poi lo ha dimesso, questo è stato male, il medico lo ha mandato alla Marelli, e lì gli hanno trovato la Tbc. Il ragazzo è andato a scuola e ha infestato la classe». I: «Oh, Madonna». U: «Ma il problema è che lui non eseguiva io protocolli per la tubercolosi, cioè lui non fa un minimo di indagine e tutto quello che operava lo passava per tumore, quindi uno che aveva un tubercoloma veniva pagato 20mila euro come un tumore».

    Un omicidio da tre lire Se ci scappa il morto, che almeno ne valga la pena. È Brega, al telefono con Presicci, il primo novembre del 2007. B: «Quindi bisognerà dimostrare dal punto di vista clinico che noi operavamo tutto, capito?». P: «Certo». B: «Però se io fossi stato veramente il pazzo, cioè quello che operava i pazienti che non dovevano essere operati, voi dovevate dimettervi, no?». P: «Certo». B: «Non è che può dire che stava lì perché gli interessava portare a casa i soldi. Cioè, cosa fa, concorso in omicidio per portare a casa tre lire, almeno se proprio lo deve fare si faccia pagare di più, no?».

    Le "minchiatine" La chirurgia non va per il sottile. In caso di dubbio, si opera. Il 26 novembre scorso, Pansera («U») commenta con un collega («I») il lavoro del dottor Brega. U: «Il discorso è che detto tra noi la Tac a lui serviva per vedere anche i cazzilli, le minchiatine». I: «Certo, che lui va a operare». U: «Che lui giustificava di andare a operare, ovviamente. Io non ho mai visto così tanti traumi toracici operati, dai... quelle robe lì sono scandalose».

    Maledetti anestesisti Gennaio. Brega non riesce a operare una paziente ultranovantenne. I medici del San Carlo, che la hanno in cura, hanno opposto il rifiuto. B: «Mi hanno bocciato la mammella novantenne, gli anestesisti mi hanno proprio rotto i coglioni, ma io lo sapevo, questo qui è un deficiente». I: «Perché te l’hanno bocciata?». B: «Perché dicono che ha avuto l’insufficienza respiratoria, ha avuto un arresto respiratorio e senza rianimazione è un rischio». I: «Certo». B: «Cioè, è una grandissima cagata».

    Questione di soldi L’equazione è semplice: più operazioni, maggiori rimborsi. E guadagni per la casa di cura. E, a cascata, per i medici. Gianluca Merlano («U») è al telefono con Brega. U: «Ma è ovvio che scusa nel momento in cui il tuo datore di lavoro ti dice “più o operi più ti pago” cioè si induce per forza in modo più o meno subliminale un atteggiamento aggressivo nel chirurgo». I: «Certo». U: «E poi te l’ho sempre detto, lui (Pipitone, ndr) non ha mai verificato i primari sulla base di criteri di appropriatezza, protocolli, produzione scientifica, ma esclusivamente sulla base del fatturato».
    Ancora, e più semplicemente, una dipendente spiega al cellulare (è il 20 luglio) che «è normale che sia così, perché quando un chirurgo è pagato a prestazione, se vuole guadagnare deve fare più prestazioni...». E di Pipitone, dice che «prenderà i più delinquenti del mondo che gli faranno guadagnare miliardi». «Lui deve capire - prosegue - che non può far venire a lavorare dei banditi». Poi, «parliamoci chiaro, quando un intervento viene pagato 8mila euro e noi ne prendiamo 700, gli altri 7mila e 300 se li prende il Pipitone». Infine, basta poco per ottenere rimborsi «gonfiati». È il 30 luglio 2007. U: «Loro dicono, “tu non è che devi dimetterla, devi tenerla in acuto e moriva in acuto e il Drg che ti prendevi era quello dell’acuto”». I: «Ma anche...» U: «Riportandola in riabilitazione chiudi l’acuto e in più ti intaschi quattrocento euro dei quattro giorni che ha fatto in riabilitazione».

    Arsenio Lupin Gli avvisi di garanzia sono arrivati. Brega, il 30 settembre scorso, invia questo sms. «Ormai non dormo più. Sono disperato. Tra le cartelle chissà quante saranno pompate e mi arresteranno come truffatore. L’Arsenio Lupin della kirurgia». Scritto così, con la «K». Ma Brega, agli arresti non ci finirà solo come truffatore. Qualcosa di peggio. Omicida.

    Il paziente innanzitutto Suona come una beffa. Eppure lo dice. Brega («U») concorda al telefono con Fabio Presicci («I») la linea «difensiva» da tenere davanti ai magistrati. Primo, nascondere le prove. Secondo, negare l’evidenza. È il 30 settembre 2007. U: «Nascondiamo la lastra. Bisogna fare così con tutti. Eh, bisogna metter via tutte delle prove di dove hanno sbagliato tutte le Tac». I: «Perché sennò alla fine questi ci danno addosso». U: «Quindi, da questo punto di vista non ci possono rompere le palle. Ci diranno “però avete fatto un intervento che viene pagato molto di più di una prestazione eccetera”, ma noi gli diciamo che abbiamo privilegiato il paziente».

    Scandalo "Santa Rita", le intercettazioni - Articolo - ilGiornale.it del 10-06-2008


    Io ho sempre sognato di fare il medico fin da piccola...poi ho seguito un'altra strada e oggi sto per abilitarmi come psicologa...perciò leggere di uno scandalo del genere mi fa veramente male, perchè non riesco davvero a credere che un professionista che ha deciso di dedicare la sua vita AGLI ALTRI cercando di salvare delle vite o almeno migliorarne le condizioni di salute, possa arrivare a tanto...ma il rispetto per il malato??? La considerazione dell'Altro come persona??? Tutto azzerato dal Dio denaro...non ci sono parole...
    Il compito nella nostra vita non è di trionfare, ma di continuare a cadere, serenamente....
    (Robert Luis Stevenson)


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  2. #2
    Angelus_Laguna
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    Riferimento: La malattia è denaro: lo scandalo Santa Rita

    ama è veramente una situazione paradossale e dolorissima...quello che posso dire però è questo: queste persone non sono "dottori".
    Sono laureati, ma non medici nel senso pieno de ltermine: sono solo macellai...le persone che avevi come modello da piccolina non sono cambiati, e non hanno niente a che vedere con questi.
    Il denaro non è il vero problema, ovviamente, quanto l'avidità umana che non esita a seviziare la vita e il corpo altrui.

  3. #3
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: La malattia è denaro: lo scandalo Santa Rita

    Leggo, sul Corriere della Sera di poco fa, un pezzo dal titolo interessante:
    Ma nei giorni scorsi era stato il titolare a dare ogni responsabilita' ai sanitari
    «Ho obbedito ai vertici della clinica»
    Renato Scarponi, uno dei medici indagati della S. Rita, accusa il direttore sanitario e il proprietario

    MILANO - Gli ordini arrivavano dall'alto. Durante l'interrogatorio di garanzia, Renato Scarponi, uno dei medici arrestati con l'accusa di truffa al sistema sanitario nazionale nell'ambito dell'indagine sulla clinica Santa Rita, ha detto di aver obbedito, nei suoi comportamenti, a quanto gli imponevano i vertici della struttura sanitaria. In particolare, le responsabilità delle truffe sarebbero state, secondo Scarponi, dei direttori sanitari, Gianluca Merlano e Maurizio Sampietro, e del proprietario Francesco Paolo Pipitone.

    SCARICA BARILE - Attraverso il suo legale nei giorni scorsi era stato Pipitone a scaricare ogni responsabilità sui medici dunque quello che si profila dai primi interrogatori è uno "scarica barile" tra gli arrestati. Intanto in Procura fra gli investigatori c’è chi fa osservare che prima che scattasse l’inchiesta seguita dal blitz nessun medico della Santa Rita si fosse mai accorto e avesse denunciato anomalie, irregolarità che secondo gli inquirenti non potevano non essere viste. Intanto il governo ha inviato due ispettori per capire meglio quello che è successo nella cosiddetta «clinica degli orrori».
    Non so perché ma, quando leggo di gente che ha commesso crimini e che afferma di aver solo "obbedito agli ordini", mi vengono sempre in mente questi:


    Secondo voi, è più importante, nella genesi di questi avvenimenti, l'avidità di denaro o l'ansia di obbedire?

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  4. #4
    Angelus_Laguna
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    Riferimento: La malattia è denaro: lo scandalo Santa Rita

    bella domanda davvero...io li metterei tutti in fila e basta, e ci sarebbe da affrontarli uno ad uno...quoto tutto, dall'inizio alla fine il tuo post

  5. #5
    Partecipante Esperto L'avatar di nuryel78
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    Riferimento: La malattia è denaro: lo scandalo Santa Rita

    Io propongo una ola ben fatta per willy
    "...l'effetto farfalla: l'idea cioè che una farfalla, sbattendo le ali oggi a Pechino, possa incidere sulle perturbazioni atmosferiche del mese prossimo a New York." Gleik- teoria del caos

    " To see a world in a grain of sand and a heaven in wild flower - hold infinity in the palm of your hand, and eternity in an hour." William Blake

  6. #6
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    Riferimento: La malattia è denaro: lo scandalo Santa Rita

    L'avidità di denaro e, aggiungerei, l'interesse a non perdere o a guadagnare posizioni di potere all'interno di un certo contesto.
    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Secondo voi, è più importante, nella genesi di questi avvenimenti, l'avidità di denaro o l'ansia di obbedire?
    Nessuno obbedisce per obbedire, senza un tornaconto, secondo me...

  7. #7
    Partecipante Super Figo L'avatar di **Ayax**
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    Riferimento: La malattia è denaro: lo scandalo Santa Rita

    Il denaro è LA malattia.

    Meditate su questo mantra.

  8. #8
    Partecipante Super Esperto L'avatar di ama77
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    Riferimento: La malattia è denaro: lo scandalo Santa Rita

    Io non credo si possa obbedire solo in quanto "condizionati" a farlo. Credo che in fondo chi obbedisce lo fa consapevolmente, come dice Ayax, per ottenere dei vantaggi a discapito degli altri (e quindi persone senza scrupoli, pronte a tutto pur di arricchirsi o guadagnare prestigio sociale o considerazione altrui) e/o perchè crede veramente nei principi alla base degli ordini.
    Faccio fatica a credere che un medico possa obbedire solo per ottenere prestigio o denaro, andando contro quello che è alla base della professione medica: il principio della centralità del benessere dei pazienti. Se pur di obbedire, vai contro tale principio, vuol dire che non sei degno di farti chiamare medico.
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  9. #9
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    Riferimento: La malattia è denaro: lo scandalo Santa Rita

    Citazione Originalmente inviato da ama77 Visualizza messaggio
    Io non credo si possa obbedire solo in quanto "condizionati" a farlo. Credo che in fondo chi obbedisce lo fa consapevolmente, come dice Ayax, per ottenere dei vantaggi a discapito degli altri (e quindi persone senza scrupoli, pronte a tutto pur di arricchirsi o guadagnare prestigio sociale o considerazione altrui) e/o perchè crede veramente nei principi alla base degli ordini.
    ...
    Citazione Originalmente inviato da **Ayax** Visualizza messaggio
    Il denaro è LA malattia.
    Meditate su questo mantra.
    Citazione Originalmente inviato da **Ayax** Visualizza messaggio
    L'avidità di denaro e, aggiungerei, l'interesse a non perdere o a guadagnare posizioni di potere all'interno di un certo contesto.
    Nessuno obbedisce per obbedire, senza un tornaconto, secondo me...
    Ciao a voi

    Ho posto la domanda "cosa conta di più: il desiderio di denaro o l'ansia di obbedire?" perché, per me, rappresenta una questione etica centrale in molti ambienti di lavoro.
    E, devo dire, non sono soddisfatto delle risposte che sono state date sin qui.

    Non sono d'accordo con Ayax circa il fatto che il denaro SIA la malattia. Il denaro è uno strumento di scambio, utile per procurarsi determinati beni desiderati. E tale rimane. Che se ne abbia molto o poco. Se fosse vero che il denaro è la malattia, l'unica soluzione sarebbe la sua abolizione (e poi l'utopista anarchico sarei io? ). Posso capire che si desideri possederne molto ma, soddisfatti i bisogni "fondamentali" e una serie di "bisogni di status", il possedere quattro Lamborghini non credo incrementi in modo drammatico la soddisfazione personale, rispetto al possederne tre (questo per il principio del valore marginale).
    A me ha colpito il titolo perché, se posso comprendere che una persona con un lavoro poco pagato, scarse risorse e bassa disponibilità di reti sociali e di potere, possa decidere di obbedire agli ordini, compiendo un crimine, piuttosto che vedere messa in discussione la sua sopravvivenza, mi riesce più difficile capire cosa faccia sì che professionisti affermati, dotati di una cultura (generale e specifica) di livello avanzato, ben inseriti nelle reti sociali e con notevoli capitali a disposizione, decidano di accettare di comportarsi da criminali semplicemente perché "i superiori" glie lo chiedono.
    Il denaro, l'avidità, il desiderio di potere, mi paiono tutti fattori importanti, ma non sufficienti. Perché, dato che il denaro non manca, dato che si dispone di notevole "expertise", dato che si è ben inseriti in reti sociali di conoscenze e di potere, cosa impedisce di "cercarsi un altro posto" (con una probabilità molto elevata di trovarlo, peraltro) dove non dover essere dei criminali?
    Sto cercando ricerche di psicologia sociale in merito, ma non ne trovo molte. Curiosamente, i crimini di obbedienza dei colletti bianchi sembrano essere an ambito alquanto trascurato dalle ricerche psicologiche (in lingua inglese, quantomeno). Per questo ho postato la domanda, e mi piacerebbe sentire un po' di pareri al riguardo.

    Buona vita

    Guglielmo
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  10. #10
    Partecipante Super Esperto L'avatar di ama77
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    Riferimento: La malattia è denaro: lo scandalo Santa Rita

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    cosa impedisce di "cercarsi un altro posto" (con una probabilità molto elevata di trovarlo, peraltro) dove non dover essere dei criminali?
    Ribadisco quanto detto sinteticamente prima per risponderti: il credere fermamente nei principi che guidano le proprie azioni, anche se dettate dall'alto.
    In questo caso questi medici SONO dei criminali. Ed agiscono come tali.
    Oggi è facile trincerarsi dietro alla frase "sono stato costretto a farlo" perchè proprio per le motivazioni che hai detto tu willy, sono le persone che meno si prestano all'obbedienza forzata. Ma in qualche modo bisogna difendersi no? La tecnica dello scaricabarile è sempre di grande effetto...

    Per me un'altra tematica interessante di cui potremmo parlare in riferimento a questo caso, è relativa al potere. Ma non il potere dei superiori di costringerti a fare quello che vogliono loro (proprio perchè non ci credo in questo contesto), intendo il potere di chi svolge una professione di aiuto e ha in mano "la vita degli altri". Un criminale può decidere di farne quello che vuole per salvaguardare solo i propri interessi, come è successo in questo caso.
    E a me questa cosa mette paura.
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  11. #11
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    Riferimento: La malattia è denaro: lo scandalo Santa Rita

    La tua analisi rischia di trascurare alcuni dettagli che ho dato per impliciti, forse...
    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Non sono d'accordo con Ayax circa il fatto che il denaro SIA la malattia. Il denaro è uno strumento di scambio, utile per procurarsi determinati beni desiderati. E tale rimane. Che se ne abbia molto o poco. Se fosse vero che il denaro è la malattia, l'unica soluzione sarebbe la sua abolizione (e poi l'utopista anarchico sarei io? ). Posso capire che si desideri possederne molto ma, soddisfatti i bisogni "fondamentali" e una serie di "bisogni di status", il possedere quattro Lamborghini non credo incrementi in modo drammatico la soddisfazione personale, rispetto al possederne tre (questo per il principio del valore marginale).
    A me ha colpito il titolo perché, se posso comprendere che una persona con un lavoro poco pagato, scarse risorse e bassa disponibilità di reti sociali e di potere, possa decidere di obbedire agli ordini, compiendo un crimine, piuttosto che vedere messa in discussione la sua sopravvivenza, mi riesce più difficile capire cosa faccia sì che professionisti affermati, dotati di una cultura (generale e specifica) di livello avanzato, ben inseriti nelle reti sociali e con notevoli capitali a disposizione, decidano di accettare di comportarsi da criminali semplicemente perché "i superiori" glie lo chiedono.
    Il denaro, l'avidità, il desiderio di potere, mi paiono tutti fattori importanti, ma non sufficienti. Perché, dato che il denaro non manca, dato che si dispone di notevole "expertise", dato che si è ben inseriti in reti sociali di conoscenze e di potere, cosa impedisce di "cercarsi un altro posto" (con una probabilità molto elevata di trovarlo, peraltro) dove non dover essere dei criminali?
    Anzitutto come scrive mara, qui parliamo di criminali ; quindi che il soggetto in questione sia medico, psicologo, sacerdote, politico o scienziato, poco conta.
    Il punto, mi pare, è l'avidità di denaro e la mancanza di freni inibitori per conseguirlo.
    Nelle intercettazioni emerge che questi reati venivano compiuti allo scopo esclusivo di guadagno facile e, soprattutto, rapido.

    In secondo luogo credo non sia per nulla una questione di "ansia di obbedire".
    L'avere, gli indagati, dichiarato di aver obbedito a degli ordini è la comoda via d'uscita che cercano tutti coloro che sono perseguiti per il delitti di questa gravità.

    Per rispondere alla tua domanda : si comportano da criminali semplicemente perchè sono tali.
    Nella loro scala dei valori il guadagno e il potere è anteposto alla vita e all'incolumità altrui, a mio avviso speculare oltre diventa superfluo.

  12. #12
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    Riferimento: La malattia è denaro: lo scandalo Santa Rita

    Citazione Originalmente inviato da **Ayax** Visualizza messaggio
    La tua analisi rischia di trascurare alcuni dettagli che ho dato per impliciti, forse...


    Anzitutto come scrive mara, qui parliamo di criminali ; quindi che il soggetto in questione sia medico, psicologo, sacerdote, politico o scienziato, poco conta.
    Il punto, mi pare, è l'avidità di denaro e la mancanza di freni inibitori per conseguirlo.
    Nelle intercettazioni emerge che questi reati venivano compiuti allo scopo esclusivo di guadagno facile e, soprattutto, rapido.

    In secondo luogo credo non sia per nulla una questione di "ansia di obbedire".
    L'avere, gli indagati, dichiarato di aver obbedito a degli ordini è la comoda via d'uscita che cercano tutti coloro che sono perseguiti per il delitti di questa gravità.

    Per rispondere alla tua domanda : si comportano da criminali semplicemente perchè sono tali.
    Nella loro scala dei valori il guadagno e il potere è anteposto alla vita e all'incolumità altrui, a mio avviso speculare oltre diventa superfluo.
    Citazione Originalmente inviato da ama77 Visualizza messaggio
    Ribadisco quanto detto sinteticamente prima per risponderti: il credere fermamente nei principi che guidano le proprie azioni, anche se dettate dall'alto.
    In questo caso questi medici SONO dei criminali. Ed agiscono come tali.
    Oggi è facile trincerarsi dietro alla frase "sono stato costretto a farlo" perchè proprio per le motivazioni che hai detto tu willy, sono le persone che meno si prestano all'obbedienza forzata. Ma in qualche modo bisogna difendersi no? La tecnica dello scaricabarile è sempre di grande effetto...

    Per me un'altra tematica interessante di cui potremmo parlare in riferimento a questo caso, è relativa al potere. Ma non il potere dei superiori di costringerti a fare quello che vogliono loro (proprio perchè non ci credo in questo contesto), intendo il potere di chi svolge una professione di aiuto e ha in mano "la vita degli altri". Un criminale può decidere di farne quello che vuole per salvaguardare solo i propri interessi, come è successo in questo caso.
    E a me questa cosa mette paura.

    Perdonatemi, ma questa, dal mio punto di vista, non costituisce una spiegazione. Quello che mi state dicendo è che "Chi si comporta da criminale lo fa perché è un criminale".
    Una cosa del tipo "L'oro è giallo perché possiede il principio della giallezza" o, come dicono spesso i terapeuti sistemici, "L'oppio provoca sonnolenza perché contiene un principio dormitivo".

    Non si può spiegare una conseguenza con la conseguenza stessa.

    Anche perché, solitamente, i "criminali" (ladri, stupratori, assassini, ecc.), commettono crimini "in serie". Non è che ne commettono uno e basta. Queste sono persone che, prima di venire arrestate per questi crimini, non hanno mai né rubato, né ucciso, né falsificato gli esami all'Università, né spacciato droghe... che razza di criminali sono? (Magari mi direte che, infatti, li hanno beccati ).

    Se le persone commettono crimini perché sono dei criminali, allora ritorniamo ad una visione "essenzialista" degli esseri umani. Uno nasce tondo e non può morire quadrato. Ma, se fosse così, la conseguenza più logica dovrebbe essere quella di sviluppare test per prevedere chi saranno i futuri criminali, affidarsi ad una buona eugenetica e far fuori tutti i futuri criminali. Nel giro di una o due generazioni, non ci sarebbero più crimini e vivremmo tutti benissimo.

    Che "Nella loro scala dei valori il guadagno e il potere è anteposto alla vita e all'incolumità altrui,", è un'affermazione che mi può trovare d'accordo. Ma rimane sempre la domanda: "Come è stato possibile? Cosa ha fatto sì che questi fossero i valori-guida e non altri?"
    Mentre, quando affermi che " a mio avviso speculare oltre diventa superfluo.", ovviamente, a me pare che è proprio necessario "speculare oltre".

    Buona vita

    Guglielmo
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  13. #13
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    Riferimento: La malattia è denaro: lo scandalo Santa Rita

    Willy, non sono scivolato nella tautologia "delinquono perchè sono criminali".
    Ho precisato che lo fanno per avidità di denaro, e per consolidare un loro potere.
    Con ciò, naturalmente, non giustifico nè i fatti, nè l'indole, mi limito a constare un dato di fatto, una motivazione ; la stessa che induce speculatori senza scrupoli ad avvelenare la propria terra, interrando, per denaro, rifiuti tossici in Campania.
    Arricchirsi, guadagnare bene senza sbattersi troppo, lucrare.
    Mettila come vuoi.

    Respingo la teoria dell' "ansia di obbedire", perchè sono sicurissimo del fatto che, ove ci fosse un interesse a "non obbedire" personaggi di questo genere si guarderebbero bene dal farlo.

    E' gente che non obbedisce alla propria coscienza, a un minimo criterio di umanità. Figuriamoci se si riesce a credere che abbiano agito per una asserita "obbedienza" ai superiori.

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio

    Anche perché, solitamente, i "criminali" (ladri, stupratori, assassini, ecc.), commettono crimini "in serie". Non è che ne commettono uno e basta. Queste sono persone che, prima di venire arrestate per questi crimini, non hanno mai né rubato, né ucciso, né falsificato gli esami all'Università, né spacciato droghe... che razza di criminali sono? (Magari mi direte che, infatti, li hanno beccati ).

    Se le persone commettono crimini perché sono dei criminali, allora ritorniamo ad una visione "essenzialista" degli esseri umani. Uno nasce tondo e non può morire quadrato. Ma, se fosse così, la conseguenza più logica dovrebbe essere quella di sviluppare test per prevedere chi saranno i futuri criminali, affidarsi ad una buona eugenetica e far fuori tutti i futuri criminali. Nel giro di una o due generazioni, non ci sarebbero più crimini e vivremmo tutti benissimo.

    Che "Nella loro scala dei valori il guadagno e il potere è anteposto alla vita e all'incolumità altrui,", è un'affermazione che mi può trovare d'accordo. Ma rimane sempre la domanda: "Come è stato possibile? Cosa ha fatto sì che questi fossero i valori-guida e non altri?"

    Qualcuno più in gamba di me (Lacan) disse che il denaro è "il significante più annichilente" .

    Da questa considerazione parto per dirti che non so il perchè ci sia gente che antepone il denaro alla vita altrui, certo che ognuno di noi, in misura diversa, ha un prezzo.

    Più la contropartita aumenta, più si allentano i freni inibitori.
    Per taluni non allentano fino al punto di accettare il male altrui, per altri sì.
    Il motivo va ricercato nella storia individuale.


    Ultima notazione : si tratta, nel caso di cui al topic, di delinquenti sistematici e metodici, non di delinquenti occasionali.

    Quanto al fatto che siano "nuovi" a delinquere, ci andrei piano a conclusioni tanto precipitose.
    Si tratta di gente che poi trovi tra gli evasori fiscali, o tra coloro che hanno comprato (come suggerivi) gli esami all'Università, e che per tante ragioni restano impuniti....

  14. #14
    Partecipante Super Esperto L'avatar di ama77
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    Riferimento: La malattia è denaro: lo scandalo Santa Rita

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    "Come è stato possibile? Cosa ha fatto sì che questi fossero i valori-guida e non altri?"
    Tu willy hai provato a rispondere a questa domanda?
    Io credo che, come dice Ayax, molto dipende dalla storia personale. E noi non la conosciamo.
    Per il resto quoto Ayax in tutto.
    Il compito nella nostra vita non è di trionfare, ma di continuare a cadere, serenamente....
    (Robert Luis Stevenson)


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  15. #15
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    Ho ripensato alla domanda di Willy: e secondo me l'aspetto più sconvolgente non è l'ansia di accumular quattrini, ma l'ansia di obbedire agli ordini (sempre che sia reale e non una scusa per sciacquarsi la coscienza). Cioè, trovarsi di fronte a persone che delegano il proprio senso critico a qualcun'altro: come Goering che disse "la mia coscienza si chiama Adolf Hitler". In questo modo, di fatto, ci depersonalizziamo e delegando ad altri le nostre decisioni, di fatto ci rendiamo capaci di qualunque nefandezza. Quasi si volesse in tal modo liberarsi della propria personalità per assumere quella di un'altro. Mi chiedo se questo sia in qualche modo accostabile a quello che fecero i seguaci di Charles Manson: forse è un paragone azzardato, ma di certo, pur con le dovute differenze, il principio violato è il medesimo.
    "...l'effetto farfalla: l'idea cioè che una farfalla, sbattendo le ali oggi a Pechino, possa incidere sulle perturbazioni atmosferiche del mese prossimo a New York." Gleik- teoria del caos

    " To see a world in a grain of sand and a heaven in wild flower - hold infinity in the palm of your hand, and eternity in an hour." William Blake

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