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Visualizzazione risultati 1 fino 10 di 10
  1. #1
    Cercatore
    Ospite non registrato

    Fin dove si parla di "normalità" e dove inizia il "disturbo?"

    Come da titolo.

  2. #2
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
    Data registrazione
    31-03-2003
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    2,536

    Riferimento: Fin dove si parla di "normalità" e dove inizia il "disturbo?"

    Ciao Cercatore, domanda interessante ma troppo sospesa nel generico.. ti riferisci alla sessualità individuale, di coppia o ad altro?
    ciaociao

  3. #3
    Cercatore
    Ospite non registrato

    Riferimento: Fin dove si parla di "normalità" e dove inizia il "disturbo?"

    Non è la stessa cosa alla fin fine? Se un paziente ha problemi individuali li avrà anche in coppia, no?

  4. #4
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    20-09-2004
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    Albino (BG)
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    4,192
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    281

    Riferimento: Fin dove si parla di "normalità" e dove inizia il "disturbo?"

    Citazione Originalmente inviato da Cercatore Visualizza messaggio
    Non è la stessa cosa alla fin fine? Se un paziente ha problemi individuali li avrà anche in coppia, no?
    A volte no, Cercatore. Ci sono persone che soffrono di eiaculazione precoce. Ma per loro non rappresenta un problema, originariamente. Diventa tale quando iniziano una relazione sessuale con un'altra persona, che iniza a lamentarsi della "velocità". Se questo passo non c'è (e, in passato, avveniva spessissimo) non nasce nemmeno la coscienza che ci sia un disturbo.

    Quindi Accadueo pone una domanda pertinente, secondo me. Prova a specificare meglio.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  5. #5
    Cercatore
    Ospite non registrato

    Riferimento: Fin dove si parla di "normalità" e dove inizia il "disturbo?"

    Parlo di parafilia, feticismo, etc.

  6. #6
    Partecipante Affezionato L'avatar di mentesociale
    Data registrazione
    23-04-2004
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    Roma
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    87

    Riferimento: Fin dove si parla di "normalità" e dove inizia il "disturbo?"

    ciao!
    Interessante questione...
    Vi posto questo link
    non per farmi pubblicità nè per farlo all'associazione in cui è inserito tale articolo, ma per dirvi il mio pensiero a riguardo di questa tematica di cui state discutendo...

  7. #7
    Partecipante Esperto L'avatar di wundt_12
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    25-06-2006
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    Riferimento: Fin dove si parla di "normalità" e dove inizia il "disturbo?"

    Il problema sollevato da cercatore è molto interessante credo...
    se si parla delle cosi dette perversioni io di solito faccio riferimento alla divisione fatta da pasini in perversioni hard e soft che trovo precisa e chiara.
    Sasi

  8. #8
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Fin dove si parla di "normalità" e dove inizia il "disturbo?"

    non conosco questa distinzione di W. Pasini, ma immagino (dai termini) che si tratti di una concezione in cui si ipotizza una differenza quantitativa tra patologia e normalità, in questo caso sarei d'accordo.



    In generale comunque, un comportamento (in questo caso una pratica sessuale) può essere considerata "non normale" secondo tre punti di vista: 1 quando non coincide con ciò che fa la maggioranza (norma statistica), 2 quando non coincide con le aspettative (regole, norme) del contesto socioculturale (norma sociale), 3 quando la pratica ha la funzione di mantenere l'equilibrio psichico del soggetto (quindi nel caso di pratiche sessuale, questa non serverebbe per raggiungere il piacere ma per mantenere l'equilibrio interiore).

  9. #9
    Partecipante Esperto L'avatar di wundt_12
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    Napoli
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    Riferimento: Fin dove si parla di "normalità" e dove inizia il "disturbo?"

    in realtà la distinzione è di tipo qualitativo.

    In sessualità è ancora più diffcile capire se un comportamento può essere patologico. Per questo motivo Pasini valuta in base ai risvolti stessi della vita sessuale. Le perversioni soft sono a servizio delle sessualità stessa e nel caso dovesse mancare l'oggetto della perversione il soggetto riuscirebbe, magari utlizzando egregiamente il suo immaginario erotico, ad avere un attività sessuale soddisfacente. Insisto sul soddisfacente poichè credo che in sessuologia sia un termine importante di valutazione.
    Nel caso delle perversioni hard invece il soggetto non riesce a soddisfare la sua sessualità se non attraverso la perversione creandogli, ovviamente, non pochi problemi.
    Credo però che in un certo qualmodo possiamo trovare delle somiglianze tra la mia e la tua classificazione...

    1. non coincida con ciò che fa la maggioranza. -> certo se coincidesse il soggetto non avrebbe problemi a soddisfare le sue perversioni hard.
    2. non coincide con le aspettative del contesto socioculturale -> se coincidesse con le aspettative non probabilmente sarebbe anche pratica diffusa
    3. la pratica ha la funzione di mantenere l'equilibrio psichico del soggetto -> una pratica outocentrata nella quale la soddisfazione sessuale è ottenuta solo attraverso un bisogno perverso credo che necessariamente sia volta a mantenere il suo equilibrio psichico

    Non so forse ho azzardato in qualche punto...che ne pensi?
    Sasi

  10. #10
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Fin dove si parla di "normalità" e dove inizia il "disturbo?"

    aggiungerei, a quanto gia detto, il carattere coattivo del comportamento sessuale. cioè che la persona possa raggiungere il piacere sessuale solo tramite alcune pratiche e che senza tali pratiche non provi piacere sessuale. penso che questo aspetto sia meglio spigato dalla definizione di pasini ma che ponga anche qualche problema nella individuazione della categoria cui appartiene il comportamento (soft o hard). di fatti all'apparenza potrebbe risultare una persona con una vita sessuale normale e che in una vita di coppia possa incontrare difficoltà moderato sul breve e medio periodo.

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