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  1. #1
    Lupo che Ride
    Ospite non registrato

    Guardare la mano prima di parlare

    Ciao a tutti.

    Come da titolo. Che significa guardare il palmo della mano prima di parlare? Se ben ricordo significa che la persona sta cercando/leggendo una risposta preparata. Quindi potrebbe stare mentendo.

    Ma non riesco a trovare conferma dei miei ricordi su nessun testo. Ne sapete qualcosa?

  2. #2
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Guardare la mano prima di parlare

    guardarsi la mano sempre? non può essere un rituale compulsivo che si colloca in una stuttura ossessiva di personalità?
    oppure semplicemente uno stratagemma per evitare l'ansia di incontrare lo sguardo dell'interlocutore? nel momento in cui il soggetto deve incontrare l'Altro, si rivolge su di sè (tipo la retrofressione di Stern)
    Ultima modifica di Johnny : 06-06-2008 alle ore 15.15.19

  3. #3
    Lupo che Ride
    Ospite non registrato

    Riferimento: Guardare la mano prima di parlare

    Non sempre. Solo alle volte. Si tratta di un gesto compiuto in determinate circostanze.
    Non sono riuscito a trovare molto sulla retroflessione di Stern, potresti darmene un'idea?

  4. #4
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Guardare la mano prima di parlare

    non so se è attinente con la questione del guardarsi la mano, comunque per la precisione si tratta di una teoria evolutiva del Sè secondo la psicologia della Gestalt (e non specifica di Stern, anche se ha molti punti in comune), ecco in sintesi:


    pe la Gestalt il SE' è il complesso sistema di contatti necessario per l'adattamento in un campo difficile", il Sè è "l'organismo che entra in contatto con l'ambiente nel momento presente, così' da diventare esperienza di contatto"; il Sè "si trova sulla linea di contatto tra organismo e ambiente" quindi "lo sviluppo del Sè è dato dalle continue relazioni del soggetto con sè stesso e con lambiente".

    Il Sè opera attraverso 3 principali funzioni:
    1) Funzione-Es: esprime la capacità di entrare in contatto attraverso i bisogni fisiologici, che costituiscono l'eccitazione del sè proveniente dall'organismo.
    2) Funzione-Io: esprime la capacità di entrare in contatto attraverso la volontà, la progettualità, la scelta. E' il modo in cui il Sè si crea il proprio adattamento creativo.
    3)Fuzione-personalità: è la capacità di entrare in contatto con ciò che si è diventati. Esprime gli atteggiamenti dla pesona, le sue preferenze, i suoi valori, ecc...

    la funzione essenziale del Sè è l'adattamento creativo che si attiva al confine di contatto tra organismo/ambiente: delimita l'organismo, lo contiene elo protegge, ma al tempo stesso riguarda l'ambiente. La caratteristica principale del Sè "sano" è la spontaneità dell'azione.

    Siccome l'esperienza del Sè è esperienza di relazione, il bambino conosce il mondo attraverso il fasi di continui contatti organismo-ambiente, chiamati cicli di contatto , in cui sviluppa il suo stesso Sè.

    Secondo questa teoria, la consapevolezza di un bisogno emergente, porta il soggetto a compiere un'azione, a trovare un contatto tra il suo organismo e l'ambiente.

    Il processo del formarsi di un contatto comprende 4 fasi:
    1)Pre-contatto: all'interno dell'organismo, da bisogni organici o sollecitazioni dell'ambiente, comincia ad emergere un bisogno.
    2) Contatto iniziale: l'organismo comincia ad avvicinarsi all'ambiente, cercando la possibilità di soddisfare il bisogno che è emerso. Questa fase è compasta da 3 sotto-fasi: a) Orientamento (l'organismo capisce di avere bisogno dell'ambiente per soddisfare il bisogno, il Sè inizia l'esplorazione dell'ambiente alla ricerca di possibilità di gratificare il bisogno b) Manipolazione (tale consapevolezza diventa più nitida, il Sè manipola l'ambiente, sceglie eliminando ciò che non gli interessa c) Azione (la persona passa all'zione risolutiva per intaurare il contatto pieno con lìambiente).
    3)Contatto finale: si crea una nuova esperienza dove non c'è più un io e un tu, ma un "noi" che comprende organismo e ambiente. Il bisogno è gratificato e la consapevoleza è piena.
    4) Post contatto: raggiunto il suo scopo dall'ambiente, l'organismo si ritira dal contatto e la persona assimilando questa nuova esperienza cresce, pronto ad un nuovo ciclo di contatto più evoluto.

    Ogni esperienza di contatto può presentare delle deviazioni dalla sua spontaneità, portando a una perdita delle funzioni dell'Io, a una alterazione della spontaneitàe della creatività nel contatto organismo/ambiente. Ci sono 5 modalità di interruzione del fluire spontaneo dell'esperienza:
    1) Confuenza: si verifica una mancanza di contatto, una assenza di linee di demarcazione del Sè. E' l'interruzione della prima fase del ciclo di contatto (pre-contatto) e determina un blocco nell'insorgenza del bisogno e dell'interesse dell'organismo per l'ambiente. non c'è eccitazione nè consapevolezza.
    2) Introiezione: interruzione del contatto iniziale, nella fase dell'orientamento.L'eccitazione non è sostenuta e diventa ansia.
    3) Proiezione: interruzione della fase della manipolazione. L'individuo sente l'emozione ma essa è libera, non è relativa al senso attivo del Sè: l'emozione non è sentita scaturire da Sè stesso, ma viene attribuita all'altra realtà possibile, cioè all'ambiente. L'individuo la sente "nell'aria" oppure diretta contro di lui da parte di un altro.
    4) Retrofressione: interruzione della fase dell'azione. L'individuo non riesce a far fronte ai sentimenti diretti verso l'ambiente; ha paura di ferire (distruggere) o di essere ferito; le energie impegnate vengono rivolte allora contro gli unici oggetti privi di pericolo disponibili nel campo, cioè la propria personalità e il proprio corpo. La persona ha identificato il bisogno e le proprie possibilità di impegno nel campo, l'eccitazione è massima, ma non sente sostegno e si ritira. L'energia dell'organismo invece di essere spostata sull'ambiente, ritorna all'organismo stesso, così da bloccare l'azione.. L'individuo "si sente lasciato fuorim esclusodall'ambiente", non si fida dell'ambiente e manifesta una sorta di fobia verso la relazione e i legami.
    4) Egotismo: interruzione della fase del contatto finale. interruzione del rilassamento del controllo o della sorveglianza, cedimento al comportamento che condurrebbe alla scescita . Rallentamento dlla spontaneità a causa di una introspezione e di una cautela. COmporta un interesse per i propri limiti piuttosto che per ciò con cui ci si era esposti nel contatto. L'organismo si ritira dal contatto prima di arrivare alla gratificazione.

    In sintesi la persona confluente è irrigidita, ferma, senza energia e non consapevole, la muscolatura è dura esenza movimento. La persona introiettiva è rassegnata, sorride in modo forzato, manifesta tensione in ogni parte del volto. La persona proiettiva evita l'azione, ha gli occhi fissi, comportamento di forte attenzione e allarme verso tutto. La persona retroflessiva risulta stressata, può manifestare qualche patologia psicosomatica perchè le energie tornano indietro sul corpo invece che nell'ambiente, dolori muscolari.


    da: P. Righetti - Ogni bambino merita un romanzo - 2005 cap. 1
    Ultima modifica di Johnny : 11-06-2008 alle ore 16.12.27

  5. #5
    Partecipante Super Esperto L'avatar di rosamund
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    Riferimento: Guardare la mano prima di parlare

    Citazione Originalmente inviato da Lupo che Ride Visualizza messaggio
    Ciao a tutti.

    Come da titolo. Che significa guardare il palmo della mano prima di parlare? Se ben ricordo significa che la persona sta cercando/leggendo una risposta preparata. Quindi potrebbe stare mentendo.

    Ma non riesco a trovare conferma dei miei ricordi su nessun testo. Ne sapete qualcosa?
    potrebbe essere una stereotipia.. soprattutto nel caso di soggetti con lieve deficit cognitivo comunque con soggetti ansiosi con una spiccata componente fobica, può essere intesa quale modalità creativa di gestire l'ansia, il pre-contatto e quindi l'incontro con l'altro... il tutto va chiaramente contestualizzato, un modo di fare senza una cornice spazio-temporale (almeno) perde il suo senso..
    riguardo ai riferimenti bibliografici non so dirti..
    Rosamund

  6. #6
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Guardare la mano prima di parlare

    Scusate, so che devia un po' dal tema centrale del 3d, ma vorrei chiedervi un'opinione circa un fatto: secondo voi, cosa potrebbe indicare il comportamento di un terapeuta che non da mai la mano ad un pz qd entra e risponde con fatica se qs'ultimo gliela da' per primo?
    Se è un'intrusione impropria scusatemi, ma m'è sorta la curiosita' leggendo che parlavate del guardarsi la mano prima di parlare.
    Grazie se qualcuno esprimera' la sua opinione, se non porta troppo fuori argomento.
    Gaia

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  7. #7
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Guardare la mano prima di parlare

    ...guardarsi la mano...mi sembra proprio un rituale tipico dell'ansioso...le mani rappresentano la nostra presa sul mondo,una sorta di appendice che regola il successo o l'insuccesso di una presa,di un dominio...guardandole le tengo sotto controllo e inibisco qualsiasi presa di posizione...ovviamente sono solo pareri personalissimi.Sono d’accordo con rosamund sulla stereotipia...mi viene in mente a proposito di lieve deficit cognitivo una persona che toccava naso e orecchie di altri senza curarsi della loro conoscenza e ne traeva profonda soddisfazione...dico deficit cognitivo in modo del tutto arbitrario nel senso che notavo solo io uno scivolamento della comunicazione a livelli molto bassi di scambio emotivo e interpretazione reciproca...per il resto presentava un comportamento del tutto normale...e così sembrava agli occhi di altri..cosa ne pensate?...sviluppo psicosessuale ad uno stadio primigenio?...
    Riguardo alla 'mano del terapeuta' sinceramente non capisco...forse neanche lui è troppo preparato ad affrontare la rottura di una distanza e la conseguente messa in discussione di una autorità solo formale...oppure è una precauzione forse importante in quel contesto...chi può conoscere le infinite variabili che intervengono nel campo analitico...

    Saluti,
    Luigi

  8. #8
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Guardare la mano prima di parlare

    Ciao Luigi, io mi riferisco ad un atteggiamento personale di qs terapeuta continuativo, ed al fatto che se qs persona "riesce" a dare la mano, da' la tipica mano o a meta', con la punta delle dita o a "fettina di mortadella", cioè moscia, e la ritira subito, come in un atteggiamento di evitamento personale, probabilmente dipendente da un problema di "distanza -vicinanza", non ben risolto, come dici tu. O altro.
    Grazie per l'interessamento e la risposta.
    Ciao
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  9. #9
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Guardare la mano prima di parlare

    Mi veniva in mente che anche il guardarsi la mano prima di parlare, potrebbe essere un atteggiamento legato ad un problema di incapacita' di gestire le distanze e vicinanze personali, connesso forse ad un problema fobico di tipo sociale o-e da contatto, con una componente ossessiva.
    Gaia

    Tessera n° 15 Club del Giallo

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  10. #10
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    Riferimento: Guardare la mano prima di parlare

    ...ho capito...davvero una brutta sensazione dare la mano ad una persona che sembra aver paura di noi...di essere contagiata...sono convinto cmq che dare la mano significhi anche tener presenti delle distanze corporee insormontabili...come se segnassimo un territorio inviolabile...non c'è niente da fare...tuttavia la paura di un 'contagio' non è di certo la premessa ideale di un rapporto propriamente umano...

    Saluti,
    Luigi

  11. #11
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Guardare la mano prima di parlare

    io non ho capito se il terapeuta in questione ha questa difficoltà (almeno da come lo ha riportato Rosamund) con tuttii pz o solo con alcuni

  12. #12
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    Ospite non registrato

    Riferimento: Guardare la mano prima di parlare

    Citazione Originalmente inviato da *-ras-* Visualizza messaggio
    non può essere un rituale compulsivo che si colloca in una stuttura ossessiva di personalità?


    M'hai fatto ridere scusa

    Imho non è retroflessione. Il soggetto non la guarda sempre, ma "solo in certi casi", possiamo dunque pensare che lo faccia quando chi gli sta dinnanzi dice qualcosa che lo "disturba", e che quindi gli provoca questa reazione.

    Suppongo sia una sorta di "controllo" per paura di essere "sporcato" ( si legga: temo di essere stato "scoperto", ergo mi controllo se ciò corrisponde a realtà ). Il palmo delle mani non sono è una zona "intima", ma anche la sola che viene a contatto nel momento in cui ci si relaziona con un altro essere umano ( la stretta di mano "sporca" il palmo per capirci ).

    Il controllo del palmo lo vedo come un bisogno di controllare la propria integrità.

    IMHO.

  13. #13
    Partecipante Super Esperto L'avatar di rosamund
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    Riferimento: Guardare la mano prima di parlare

    Citazione Originalmente inviato da *-ras-* Visualizza messaggio
    io non ho capito se il terapeuta in questione ha questa difficoltà (almeno da come lo ha riportato Rosamund) con tuttii pz o solo con alcuni
    no ras io non mi riferivo ad un terapeuta ma ad un pz...

    per rosadimaggio: rispetto al terapeuta che non dà la mano bè mi dà tanto l'impressione di uno che nutre un forte timore del contatto (non dico fobia per mantenermi light!!) e il grande bisogno di "difendere" i propri confini... certo non ha una buona prognosi... io sono sempre del parere che la terapia personale sia indispensabile per il lavoro che svolgiamo e per tutelare, soprattutto, io nostri pazienti... che dici?
    Rosamund

  14. #14
    Partecipante Super Esperto
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    Riferimento: Guardare la mano prima di parlare

    Magari sono O.T, e chiedo perdono, ma è per non aprire un ulteriore thread!!

    Cmq...come interpretereste il fatto di allontanarsi, nel senso di fare proprio dei passi indietro, mentre si sta parlando con una persona?
    parlo di un comportamento messo in atto costantemente, in una situazione ben precisa (quando cioè si sta parlando con un cliente, e ci si sta per congedare da lui, e prima di farlo si riassume un po' ciò che ci si è datti fino a poco prima, seduti ad una scrivania! Specifico che non parlo di uno psicologo, ma di una figura professionale di altro genere, che gestisce un'attività di servizi!)
    Certo...prendere le distanze, ok..ma mi sembra troppo scontato

  15. #15
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: Guardare la mano prima di parlare

    Citazione Originalmente inviato da rosamund Visualizza messaggio
    no ras io non mi riferivo ad un terapeuta ma ad un pz...

    per rosadimaggio: rispetto al terapeuta che non dà la mano bè mi dà tanto l'impressione di uno che nutre un forte timore del contatto (non dico fobia per mantenermi light!!) e il grande bisogno di "difendere" i propri confini... certo non ha una buona prognosi... io sono sempre del parere che la terapia personale sia indispensabile per il lavoro che svolgiamo e per tutelare, soprattutto, io nostri pazienti... che dici?
    Si rosamund, sono d'accordo; cio' che mi preoccupa di piu' è che una teraoia personale l'ha fatta, fa le supervisioni (sinceramente, non credo e non mi sembra proprio parli molto di qs suo atteggiamento, talmente è integrato nella totalita' del resto, non so se riesco a spiegarmi, per non entrare troppo nello specifico..)e la sua prognosi avrebbe dovuto essere sfavorevole da tempo o è peggiorata, non so bene. Il brutto è che qs atteggiamento ricade soprattutto su quei pz che hanno a loro volta difficolta' di "confini" e dovrebbe essere aiutati a prendervi confidenza e a gestirli. Io credo che ad ogni eta' ed ad ogni livello dovrebbe essere previsto un ulteriore fase di percorso personale, se cio' permette di lavorare meglio e, soprattutto, di tutelare i nostri pazienti. Tu sei d'accordo?
    Grazie della risposta che intanto mi hai gia' dato.
    Gaia

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