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  1. #1
    Partecipante Super Figo L'avatar di Hermes Ankh
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    Concetti chiave fra psicologia e pedagogia

    Ciao a tutti.
    Leggendo diverse discussioni, mi è sembrato di cogliere alcuni concetti e questioni ritornanti, il cui affronto è inevitavile per uno psicologo che voglia fare l'educatore o il "coordinatore pedagogico", in quanto collocabili nell'area di transizione fra psicologia (dell'età evolutiva) e pedagogia. Penso, ad esempio a questioni come: intelligenza/e, apprendimento/i, gestione mentale, stili di apprendimento, potenziali di apprendimento, costruzione dell'identità, ruolo delle relazioni, gestione dei gruppi, intervento di contesto....
    Per uno psicologo che voglia fare l'educatore o il "coordinatore pedagogico" penso che sia importante ragionare sull'area concettuale e problematica di intersezione fra pedagogia e psicologia.
    La differenza fra psicologi e pedagogisti, in generale, non è solo una differenza di funzione (che bisognerebbe, comunque, meglio definire), ma anche, per così dire, epistemologica; sono saperi e tradizioni diverse in gioco. Ma vi sono anche aree concettuali di intersezione.

    Di qui l'idea. Raccogliere le problematiche, i concetti che chi lavora, da psicologo, in servizi educativi (come educatore o coordinatore) ritiene fondamentali per la costruzione di un sapere che evidenzi le connessioni e non le differenze fra la prospettiva pedagogica e quella/e psicologica/che.
    Ne potrebbe, forse, venire fuori un glossario di riferimento per gli psicologi che vogliono avventurarsi nel campo educativo.
    Che ne dite?


    "L'onda non riesce a prendere
    il fiore che galleggia:
    quando cerca di raggiungerlo
    lo allontana"

    (Rabindranath Tagore)

  2. #2
    Aquila Silente
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    Riferimento: Concetti chiave fra psicologia e pedagogia

    Alcune ragazze che conosco, che lavorano in una scuola dell'infanzia, mi hanno detto che utilizzano lo "sfondo integratore". Qualcuno mi sa dire di che cosa si tratta?

  3. #3
    Partecipante Super Figo L'avatar di Hermes Ankh
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    Riferimento: Concetti chiave fra psicologia e pedagogia

    Citazione Originalmente inviato da Aquila Silente Visualizza messaggio
    Alcune ragazze che conosco, che lavorano in una scuola dell'infanzia, mi hanno detto che utilizzano lo "sfondo integratore". Qualcuno mi sa dire di che cosa si tratta?
    Ci si incontra di nuovo, Aquila, in una stanza diversa da quella dei sogni...

    Quando avrò un pò di tempo ti manderò del materiale bibliografico commentato, dal momento che, in passato, ho avuto modo di studiare, in maniera approfondita, l'argomento (compresi i suoi intrecci con varie prospettive psicologiche).
    Per il momento, ti posso anticipare che è uno strumento di organizzazione del contesto educativo, elaborato, inizialmente, per favorire esperienze di integrazione scolastica di minori disabili. In seguito, l'utilizzo è stato generalizzato, soprattutto nelle scuole dell'infanzia, per creare contesti di condivisione (di significati) fra i bambini. Mi risulta che in diversi casi, al di là dell'intenzione degli inventori, se ne sia fatto un uso distorto e banale (tipo il personaggio fantastico che manda i messaggi ai bambini... e idiozie simili).


    "L'onda non riesce a prendere
    il fiore che galleggia:
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  4. #4
    Partecipante Super Figo L'avatar di Hermes Ankh
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    Riferimento: Concetti chiave fra psicologia e pedagogia

    Un concetto che ritorna, ultimamente, in diversi bandi di concorso è quello di "figura di sistema".

    Si tratta di una nuova figura professionale, introdotta nella regione Emilia Romagna negli ultimi anni, come figura di raccordo tra educativo, sociale e sanitario, come interfaccia fra servizi educativi, scuola e agenzie del territorio...
    La novità di tale figura sta, a mio avviso, tutta nel prevedere e sostenere una professionalità che si occupa della "rete" dei servizi, non dei singoli servizi (compito dei coordinatori pedagogici).
    Si tratta di una figura a forte valenza relazionale, che agisce in campo istituzionale, non come coordinatore di singoli servizi e neppure come operatore che interviene sui singoli casi.

    La novità sta,appunto, nell'aver distinto tre diversi livelli di intervento:
    1. l'intervento come operatore educativo, nei singoli servizi;
    2. l'intervento di coordinamento pedagogico dei servizi;
    3. l'intervento "di sistema", come intervento rivolto non ai singoli utenti, né ai singoli servizi, ma alla "rete" dei servizi e alle interazioni istituzionali, finalizzate ad una programmazione integrata del sistema dei servizi.

    Purtroppo, anche a causa del fatto che tale figura, nei documenti regionali, è delineata in termini molto "ampi", ciascuna realtà, poi, l'ha, di fatto, interpretata a modo suo. E non sempre in termini (a mio avviso) adeguati.

    Per chi fosse interessato all'argomento, è possibile iniziare l'approfondimendo riferendosi ai documenti ufficiali della Regione Emilia Romagna: La figura di sistema - Infanzia - Regione Emilia-Romagna



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  5. #5
    Postatore Epico L'avatar di claudiapitt
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    Riferimento: Concetti chiave fra psicologia e pedagogia

    Citazione Originalmente inviato da Aquila Silente Visualizza messaggio
    Alcune ragazze che conosco, che lavorano in una scuola dell'infanzia, mi hanno detto che utilizzano lo "sfondo integratore". Qualcuno mi sa dire di che cosa si tratta?
    lo sfondo integratore, retaggio lasciatoci in eredità dagli orientamenti del 91, consiste in un tema generale che fa da "sfondo" alle attività didattiche, integrandole tra loro e con gli aspetti pedagogico educativi.
    nel concreto, al momento di decidere la programmazione annuale generale della scuola dell'infanzia, le insegnanti scelgono un tema, che deve essere abbastanza ampio e variegato da permettere un'infinità di attività.
    temi abbastanza diffusi sono: il mare, la fattoria, le fiabe...
    sta poi alla fantasia delle insegnanti sviluppare questi temi generali declinandoli come meglio credono...




    Credi nell'amore a prima vista o devo ritornare?

    "here I am: Mary Fuckin' Poppins" (S.Jones- S&TC)

    La setta dei gufatori
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  6. #6
    Partecipante Super Figo L'avatar di Hermes Ankh
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    Riferimento: Concetti chiave fra psicologia e pedagogia

    Citazione Originalmente inviato da claudiapitt Visualizza messaggio
    lo sfondo integratore, retaggio lasciatoci in eredità dagli orientamenti del 91, consiste in un tema generale che fa da "sfondo" alle attività didattiche, integrandole tra loro e con gli aspetti pedagogico educativi.
    nel concreto, al momento di decidere la programmazione annuale generale della scuola dell'infanzia, le insegnanti scelgono un tema, che deve essere abbastanza ampio e variegato da permettere un'infinità di attività.
    temi abbastanza diffusi sono: il mare, la fattoria, le fiabe...
    sta poi alla fantasia delle insegnanti sviluppare questi temi generali declinandoli come meglio credono...

    Ciao, Claudiapitt; quello che scrivi sullo “sfondo integratore” corrisponde, senz'altro, a come, normalmente, viene interpretato nelle scuole d'infanzia: un “tema” a cui ricondurre (più o meno completamente) le attività di un anno.
    In realtà, almeno per chi lo ha elaborato, lo “sfondo integratore” avrebbe dovuto essere una cosa ben diversa. Quello che è stato recepito e, in pratica, si è affermato (soprattutto dopo che gli Orientamenti del '91 hanno fatto propri molti riferimenti alla prospettiva pedagogica che ha generato anche lo “sfondo integratore”) è, in gran parte, una banalizzazione di un concetto molto più complesso. Questo è il motivo fondamentale per cui l'autore (un mio carissimo amico) che più di altri, negli anni '80, ha contribuito alla formalizzazione del concetto di “sfondo integratore”, a partire dagli anni '90 ha praticamente smesso di utilizzare il termine, ritenendolo “bruciato”.


    Per chi fosse, comunque, interessato a conoscere qualcosa di più sul concetto (e anche per onorare una promessa fatta tempo fa ad Aquila silente, nell'ambito di questa discussione), si può dire che lo “sfondo integratore” è stato elaborato (fra la fine degli anni '70 e gli inizi degli anno '80) nell'ambito del gruppo di lavoro di Pedagogia speciale dell'Università di Bologna che faceva capo ad Andrea Canevaro. Si trattava, a quel tempo, semplicemente di uno strumento pensato (insieme ad altri strumenti della cosiddetta “pedagogia istituzionale”) per favorire l'integrazione di bambini con disabilità o con disturbi della comunicazione.


    Sin dall'inizio, lo strumento “sfondo integratore” è stato pensato e sviluppato in due diverse direzioni:
    1. nella direzione di uno strumento per sostenere l'autonomia del bambino disabile e la sua integrazione nel contesto della sezione; in questo caso, si presenta, in genere, come un “oggetto organizzatore” delle attività (ad esempio, una “macchina”, costruita utilizzando una carrozzina adattata e materiale di recupero, che consenta al bambino di muoversi autonomamente negli spazi della scuola e divenga, per l'intero gruppo sezione, un importante elemento di organizzazione delle attività).
    2. Nella direzione di “struttura di connessione narrativa”, spesso coincidente con la creazione (insieme ai bambini) di storie che hanno lo scopo di favorire una percezione condivisa della situazione e di favorire i processi comunicativi fra i bambini e fra questi e gli adulti educatori. Una diversa versione della “struttura narrativa” era spesso costituita dall'ambientamento, cioè da un particolare scenario che accompagnava le attività del gruppo sezione (ad es., il bosco, inteso come “scenario”, non come tema). Ma questa versione poteva facilmente essere ridotta ai tradizionali concetti di “tema” e di “filo conduttore”. E ciò si è puntualmente verificato...


    L'esplicitazione dei presupposti è successiva ed è stata elaborata, fondamentalmente, nella prima metà degli anni '80, nel testo di P. Zanelli, Uno sfondo per integrare, Bologna, Cappelli, 1986 (testo esaurito e non più pubblicato, in quanto l'autore non ha dato il permesso di ristampa).


    I presupposti generali dello “sfondo integratore”, così come proposti dagli autori che lohanno elaborato, sono:


    1. il singolo non può essere concepito separato dal suo contesto di vita (prospettiva sistemica, teoria della comunicazione di M. Mc. Luhan, riferimenti a K. Lewin, etc.);
    2. il contesto va inteso in termini complessi, non è riducibile ad ambiente, ma va interpretato come coevoluzione (riferimento a G. Bateson) fra singoli ed ambiente ed implica: aspetti istituzionali, aspetti relazionali ed aspetti narrativi;
    3. l'insegnante ha un ruolo di mediatore degli apprendimenti che si gioca, non solo, nell'interazione diretta ( si veda R. Feuerstein), ma anche nell'organizzazione degli elementi dell'ambiente ( si parla di “sfondo istituzionale”, con espliciti riferimenti alla Pedagogia istituzionale).
    Le successive sperimentazioni sono state tutte pubblicate in testi che non sono più reperibili o in articoli (prima pubblicati nella rivista Infanzia, poi nella rivista Bambini).


    Una sintesi degli sviluppi successivi (fino all'abbandono del termine, nel corso degli anni '90) si può trovare nel testo collettivo Potenziali individuali di apprendimento (edito, originalmente, dalla Nuova Italia Editrice, ora ripubblicato da Carocci).


    In estrema sintesi, si individuano tre diverse forme fenomenologiche che ha assunto il concetto di “sfondo integratore”.


    1. “sfondo integratore” come “sfondo istituzionale”. Consiste nell'organizzazione degli elementi dell'ambiente (spazi, materiali, tempi...) e nell'utilizzo di elementi mediatori / organizzatori delle attività (in linea con la Pedagogia istituzionale). Questa interpretazione si è affermata, soprattutto, nei nidi della Regione Emilia Romagna e continua ad essere presente anche dopo la rinuncia all'utilizzo del nome “sfondo”.
    2. “sfondo integratore” come “struttura di connessione narrativa”. Consiste nell'utilizzo della dimensione narrativa per costruire situazioni di condivisione di significati fra bambini e fra sezione ed insegnanti. È questo, senz'altro, l'aspetto più conosciuto e banalizzato dello “sfondo integratore”, diffusosi in molte scuole dell'infanzia che l'anno interpretato (appunto, come diceva Claudiapitt) come tema o come filo conduttore (che sono due concetti, invece, molto diversi dallo “sfondo” ed estranei alla tradizione pedagogica che l'ha generato).
    3. “sfondo integratore” come “sfondo metaforico”. Si tratta di uno strumento specifico (influenzato dalla pratica terapeutica e dalla prospettiva di Milton Erikson), pensato per supportare l'integrazione di bambini con problematiche comunicative e con forme di psicosi lievi. Consiste, praticamente, nel proiettare la situazione problematica su di uno sfondo metaforico che, da una parte, ripropone gli elementi del problema, ma, dall'altra, introduce nuovi elementi che consentono al bambino (e al gruppo classe) di ristrutturare la situazione problematica e di farla evolvere. Essendo questa interpretazione più tecnica, è anche quella meno conosciuta e che meno è stata sviluppata. Anche se è la più promettente in campo terapeutico.


    Non so dire se oggi abbia ancora senso parlare di “sfondo integratore”.
    Sicuramente, mi sembra interessante tenere presenti le preoccupazioni e le attenzioni che sono all'origine del concetto.


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    (Rabindranath Tagore)

  7. #7
    Postatore Epico L'avatar di claudiapitt
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    Riferimento: Concetti chiave fra psicologia e pedagogia

    molto interessante quello che hai scritto, in effetti quando ho sentito parlare di sfondo integratore nelle scuole il discorso era molto più semplicistico e riduttivo...




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  8. #8
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    Riferimento: Concetti chiave fra psicologia e pedagogia

    ciao ragazzi,
    ciao Claudiapitt
    grazie dei chiarimenti sul concetto di sfondo integratore
    mi inserisco in questo thread, incuriosita dal titolo, ovviamente

    Chiedo in primis se voi, che presenziate con tanta tecnicità a questo thread, abbiate una formazione psicologica o meno..
    se no da quale percorso di studi venite?
    in ogni caso, mi piace l'ambito evolutivo ed è su questo che mi sto creando il mio piccolo spazio. Vengo da un concorso una graduatoria di educatore 1 infanzia..non sono molto ferrata sulla programmazione educativa. ma, cercando di andare su questa direzione , ho cominciato una fitta rete di contatti con asili privati, sperando che prima o poi qualcuno bussi alla mia porta.

    Chiedo a voi:
    se da psicologi con una piccola esperienza in campo educativo minori vi fosse offerta la possibilità di gestire un ciclo di incontri dedicati alla popolazione di genitori di un comune, su che argomenti vi orientereste? popolazione generale quindi trovate qualsiesi età e classe di istruzione

    Ad esempio, vi dico quello che mi mette curiosità:
    il gioco e il materiale di recupero, avete qualcosa che secondo voi varrebbe la pena di raccontare? Ve lo chiedo con tanto di umilità, data la mia esperienza ancora molto libresca e poco operativa..

    Un altra cosa che m'ha colpito nel mio studio iniziale dell'argomento programmazione educativa nei nidi è
    l'esperienza sensoriale:
    l'educazione all'uso dell'olfatto..
    secondo voi potrebbe uscirne qualcosa di bello per una popolazione di neo-mamme e genitori in generale che vorrebbero ricevere un educazione aggiuntiva per i loro bimbi.

    Infine:
    E' appetibile per un target generale proporre un tema inerente la comunicazione corporea (..senza scendere nei particolari di eventuali psicopatologie
    infantili connesse ad una visione psicodinamica della psicologia)?

    Chiedo venia se non sono chiara come voi nell'esprimermi sull'argomento;
    vorrei chiedre un orientamento alle mie idee nel campo degli nterventi psicoeducazionali visto che qualcuno mi sta ventilando questa possibilità
    La psicologia del bambino che mi auspicherei di proprorre è "di base" (vengo da un eds, e al momento non sono dentro nessun pericorso di specializzazione)
    avete una piccola bibliografia da proporre..
    ma SOPRATUTTO la vostra esperienza diretta..che secondo me vale molto di più di ogni altra cosa?

    Ringrazio in anticipo del contributo che vorrete offrirmi

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