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  1. #1
    Johnny
    Ospite non registrato

    16° anniversario della strage di Capaci

    sedici anni fa avveniva la strage di Capaci e mi sembra giusto aprire un 3d per ricordare questo evento anche su Ops. Qui di seguito riporto gli interventi di ieri dei vari personaggi:



    NAPOLITANO - Nel messaggio alla sorella del giudice ucciso dalla mafia, Napolitano rivolge il suo solidale saluto a tutti i partecipanti alle iniziative organizzate per ricordare il barbaro agguato di Capaci che, il 23 maggio di sedici anni fa, causo' la morte di Falcone, della moglie e degli agenti Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani dedicatisi alla loro sicurezza.
    ''Le immagini della strage restano incancellabili nella memoria degli italiani e rinnovano l'angoscia e l'allarme di quel giorno, in cui la mafia colpi' un magistrato di eccezionale talento e coraggio, che aveva saputo contrastarla anche individuando nuovi e piu' efficaci strumenti in grado di combatterla''.
    Napolitano ricorda che ''con quell'attentato e con gli altri che ad esso seguirono, la mafia porto' un terribile attacco alle istituzioni repubblicane. Lo Stato seppe pero' reagire adeguatamente. La battaglia e l'esempio di Giovanni Falcone innescarono nel Paese una reazione ferma e diffusa. All'azione della Magistratura e delle Forze dell'ordine si accompagnarono l'impegno di tutte le forze politiche e la partecipazione convinta dei cittadini''.
    ''L'impegno e la partecipazione di allora non possono subire flessioni. Non e' consentito ridurre il livello di attenzione rispetto a un fenomeno pervasivo, pronto ad attuare le strategie piu' sofisticate per insinuarsi nella societa' minandone la vita democratica, la coesione e il progresso. In questo momento ogni deciso sviluppo nell'azione di contrasto da parte dei pubblici poteri va salutato e valorizzato''
    ALFANO - "Il 23 maggio del '92 ero a Milano e quando seppi della strage di Capaci provai sulla mia pelle l'imbarazzo e la vergogna di essere siciliano. Sentii rabbia nei confronti di una parte del mio popolo, pur essendo consapevole che non era quello tutto il popolo siciliano''.
    Cosi' il ministro della giustizia, Angelino Alfano, originario di Agrigento, ha ricordato, nell'aula bunker dell'Ucciardone di Palermo, dove si svolgono le commemorazioni del 16/mo anniversario della strage di Capaci, il suo 23 maggio.
    'Salendo le scale del Ministero della giustizia, il giorno del mio insediamento, ho visto il monumento a Giovanni Falcone e ho capito che il ricordo del 23 maggio del '92 e le emozioni provate allora avrebbero rappresentato il binario della mia attivita' antimafia''.
    Ai ragazzi il ministro ha anche detto: ''la cultura degli uomini si nutre di emozioni oltre che di libri letti''.
    ''Ricordando che nell'aula bunker si tenne il primo maxiprocesso alla mafia, istruito da Falcone, Alfano ha aggiunto: ''qui Falcone regalo' una delle pagine piu' belle della vita della giustizia italiana, ma qui comincio' anche a morire perche'le condanne ottenute vennero' confermate in cassazione. In quel momento Cosa nostra decise di ucciderlo''.
    FINI - "Nel sedicesimo anniversario del vile e barbaro attentato in cui persero la vita Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani, desidero farLe giungere, gentile professoressa, i sentimenti della piu' intensa solidarieta', mia e della Camera dei deputati, nonche' esprimerLe la sincera ammirazione per l'opera di alta educazione civile che Lei svolge attraverso la Fondazione intitolata al Suo illustre ed eroico fratello".
    E' quanto scrive il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un messaggio inviato alla signora Maria Falcone, presidente della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, nell'anniversario della strage di Capaci.
    "La ringrazio vivamente per l'invito a partecipare alla manifestazione che si svolgera' a Palermo in onore delle vittime della strage di Capaci. Gli impegni istituzionali non mi permettono di essere presente, ma Le pervenga il senso della mia vicinanza ideale in questa giornata di memoria e di passione civile. Quello di Giovanni Falcone e' l'esempio di un grande italiano e di un luminoso servitore dello Stato. Il suo sacrificio ci ricorda che, dove non c'e' Stato, e dello Stato inteso innanzi tutto come valore interiorizzato, non ci sono ne' civilta' ne' liberta'. Ci sono solo la tirannia della mafia, la dissoluzione dei vincoli sociali, il regno della paura, la cultura della morte. Alle migliaia di giovani che parteciperanno alla iniziativa da Lei meritoriamente organizzata rivolgo il mio plauso e il mio incoraggiamento affinche' continuino a farsi testimoni della cultura della legalita' e del coraggio civile.
    MARONI - ''Ci sara' una forte presenza dello Stato in tutte le regioni dove si registrano fenomeni di criminalita' organizzata. Stiamo preparando un sistema di controllo del territorio efficace''. Lo ha assicurato il ministro dell'Interno Roberto Maroni, subito dopo avere deposto una corona di fiori davanti alla stele che ricorda la strage di Capaci. ''La frontiera piu' importante nella lotta alla mafia e' quella di togliere ai boss i patrimoni; e' il modo piu' efficace per colpirli. Abbiamo approvato - ha concluso Maroni - un provvedimento che contiene norme proposte da Giovanni Falcone e mai entrate nell'ordinamento. E' questo il modo piu' concreto e degno per onorarlo''
    VELTRONI - Il leader Pd, Walter Veltroni ha inviato un messaggio alla Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, in cui ricorda la strage di Capaci e afferma: "mille chili di tritolo hanno avuto questo effetto, ma non sono stati sufficienti a fermare la lotta alla mafia. Era proprio Giovanni Falcone a dire che 'gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali, continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini'. E' stato cosi'. Deve continuare ad essere cosi'".
    "Ogni giorno - prosegue Veltroni - la mafia si infiltra nella vita del Paese. Ogni giorno puo' servire per inquinare sempre di piu' settori sani dell'economia e per condizionare lo sviluppo di interi pezzi di territorio. E' un sistema che va colpito e spezzato. Innanzitutto dando i mezzi necessari ai magistrati e alle forze dell'ordine che ogni giorno combattono in prima linea una battaglia coraggiosa e rischiosa", "e poi predisponendo strumenti e politiche di controllo piu' efficaci, attivando tutti quegli strumenti che riescano ad intercettare le operazioni finanziarie e ad individuare la fitta rete di intermediari e prestanome della criminalita' organizzata, potenziando le collaborazioni con organi d'indagine e di polizia su tutto il territorio nazionale, oltre che con gli altri paesi europei".
    "La mafia si sconfigge se lo Stato, le istituzioni, funzionano. E se la societa' civile trova fiducia e si ribella alla regola della sottomissione e del silenzio. Quando questo accade, quando qualcuno alza la testa e fa sentire la sua voce, le istituzioni e la politica devono esserci".
    "Questo e' il compito che abbiamo: reagire all'idea che la mafia possa continuare a tenere prigioniere intere aree del nostro Paese, contrastarla duramente con tutti i mezzi per colpirla nella sua organizzazione e nei suoi interessi, non lasciare soli e non far sentire indifesi tutti coloro che alla 'normalita'' della mafia non si rassegnano, mettere nelle condizioni di operare nel modo piu' efficace chi la mafia la combatte ogni giorno, per affermare al suo posto il rispetto della legalita' e la difesa delle regole".
    "L'obbligo di sconfiggere la mafia e' per me e per il Partito Democratico un impegno costante, che manterremo ogni giorno nelle aule parlamentari. Ho ripetuto durante tutta la campagna elettorale che non volevamo i voti della mafia" e "ora naturalmente il nostro impegno continuera'. La vostra Fondazione si e' fatta carico di un compito importantissimo: tutelare la memoria di quel che e' successo nel maggio 1992, continuando a diffondere tra i piu' giovani e tra tutti i cittadini la coscienza delle battaglie per le quali tanti servitori dello Stato, uomini come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, hanno perso la vita". "Se l'impegno sara' di tutti, istituzioni, semplici cittadini, associazioni, parrocchie, fondazioni, partiti, riusciremo a liberare la Sicilia e il nostro Paese dalla mafia. Grazie ancora per quello che fate, un caro saluto".
    GELMINI - ''Questa e' una giornata di grande valore che acquista un senso importantissimo perche' i tanti giovani giunti a Palermo son qui, non solo per commemorare Falcone e Borselli, ma per raccogliere il loro testimone nella lotta alla mafia''. Lo ha detto il ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini, a Palermo per partecipare alle commemorazioni organizzate nel giorno 16/o anniversario della strage di Capaci in cui vennero assassinati il giudice Giovanni Falcone, la moglie, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. Il ministro si trova sulla banchina del porto di Palermo in attesa della ''nave della legalita''' che conduce nel capoluogo siciliano migliaia di studenti che parteciperanno alle cerimonie commemorative. ''La presenza di tanti giovani - ha aggiunto - e' indice del fatto che, come diceva Falcone, la mafia si vince grazie al movimento culturale e all'impegno di tutti''
    CHITI - ''La morte di Falcone, insieme a quella di Paolo Borsellino due mesi dopo, rappresento' una delle pagine piu' tragiche della nostra storia, ma anche un momento di svolta: si capi' che la lotta contro la mafia e le altre organizzazioni criminali doveva essere intensificata e condotta con la maggiore coesione possibile''.
    Lo sottolinea il vicepresidente del Senato Vannino Chiti (Pd) ricordando che ''Tanti importanti risultati - osserva Chiti - sono stati ottenuti in questi anni, grazie anche allo straordinario lavoro investigativo, che ha sollevato il velo su Cosa Nostra, e ai nuovi metodi di lavoro lasciati in eredita' da Falcone e da tutto il pool antimafia di Palermo, guidato da Antonino Caponnetto''. ''Giovanni Falcone ripeteva spesso che 'soltanto affrontando la mafia per quello che e' un'associazione criminale seria e perfettamente organizzata' saremo in grado di combatterla''.
    'Sulla base di queste parole e in memoria di tante donne e uomini caduti per essersi spesi in prima linea contro la criminalita' - conclude l'esponente del Pd - e' importante che le istituzioni, i partiti e la societa' civile mantengano sempre alta la determinazione nell'azione di contrasto ad ogni forma di crimine organizzato''
    GASPARRI - "Non diremo mai grazie abbastanza a Giovanni Falcone. I benefici e gli insegnamenti che la societa' italiana ed internazionale hanno tratto dall'azione di quest'eroe civile continuano e si confermano nel tempo come fonte inesauribile. Ecco perche' in un momento in cui il dialogo costruttivo ha preso il posto degli scontri accesi, credo sia giunta l'ora delle scuse da parte di chi ostacolo' Falcone e provo' ad umiliarlo''.
    ''Sarebbe un passo in avanti nel cammino di civilta' intrapreso ed un doveroso ed apprezzabile tributo a Giovanni Falcone che, come Paolo Borsellino -ricorda Gasparri- e' tra i padri dell'Italia migliore".
    ROTONDI - "Oggi e' il sedicesimo anniversario della strage di Capaci in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Di Cillo e Antonio Montanaro". Lo ricorda il segretario della Dca Gianfranco Rotondi, che in una nota sottolinea: "Caddero vittime della mafia che attuo' una ritorsione contro il governo che piu' l'ha combattuta". Conclude il ministro per l'Attuazione del programma: "Non a caso la potente organizzazione mafiosa adotto' la piu' classica delle sue ritorsioni che consiste nel macchiare di mafia i suoi veri nemici".
    SERENI - "Falcone e la sua scorta, eroi dell'Italia che combatte i criminali" Cosi' la vicepresidente dei deputati Pd nell'anniversario della strage di Capaci.
    "Sono passati 16 anni - aggiunge - da quando la mafia ha ucciso Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani. Un magistrato di eccezionale coraggio, i servitori dello Stato addetti alla sua protezione, chi ogni giorno usa le armi della giustizia e delle leggi, sono i soli eroi di quella Sicilia che ha scelto di combattere per la legalita' e per la liberta' dai poteri criminali". "Le immagini della strage di Capaci e, due mesi dopo, quelle dell'autobomba di via D'Amelio che uccise Borsellino e la sua scorta - aggiunge la vicepresidente dei deputati Pd - restano incaccellabili nella memoria di chi ha vissuto quegli anni, ma devono diventare anche un monito per i giovanissimi perche' non e' possibile abbassare la guardia rispetto a un fenomeno criminale capace di adeguarsi ai tempi e invadere ogni spazio della societa'. L'impegno quotidiano della magistratura, delle forze dell'ordine, delle forze politiche e di tutti gli italiani - conclude Sereni - non puo' che muoversi nell'esempio di Giovanni Falcone"
    CASCIO - Il ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e la lotta alla mafia sono stati gli argomenti su cui il neo eletto presidente dell'Assemblea regionale siciliana Frncesco Cascio (Pdl) ha puntato nel suo discorso di insediamento . "Dove c'e' mafia e diritti tramutati in favori - ha detto - non c'è più libertà. Il Parlamento siciliano non deve dimenticare chi ha combattuto la mafia".
    "Non saremo degni di rappresentare questa terra - ha detto ancora - e non saremo capaci di difenderla se non difenderemo anche il sangue dei suoi martiri, come i magistrati Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, di cui proprio oggi ricorre l'anniversario di morte".
    "Per questo l'attività legislativa - ha concluso - deve essere decisa contro la corruzione, il clientelismo e i favoritismi che sono via d'accesso alla mafia che pensa di tenerci ancora sotto scacco"
    CAMMARATA - "Oggi si rinnovano l'appuntamento e la forza con cui i giovani di Palermo accolgono quelli di tutta Italia. C'e' una grande sintonia nell'energia della lotta comune contro la mafia. E' un momento della memoria ma anche del riconoscimento dei veri valori cui si deve uniformare la societa' e soprattutto i giovani della nostra terra".
    AYALA - I progressi nella lotta alla mafia ci sono stati, ma resta "il nodo dei rapporti tra mafia e politica su cui non ci sono novita' confortanti".
    A parlare, a margine dell'iniziativa con gli studenti nell'aula bunker di Palermo, il magistrato ed ex parlamentare dei Ds Giuseppe Ayala, collaboratore di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
    "La politica- insiste- deve evitare di avere legami con la mafia: se non si taglia quel nodo li' lo stato attuale delle cose non cambia. Ovviamente non tutti I politici hanno rapporti con la mafia". Quanto al suo ritorno, oggi, commemorazione della strage di Capaci, in aula bunker, Ayala commenta: "provo tenerezza e dolore. Tenerezza perche' allora avevo venti anni di meno, e mi cimentavo con una prova straordinaria e difficile e dolore per tutto quello che e' successo dopo il processo".
    VICE MINISTRO GIUSTIZIA USA - 'Un eroe, un lavoratore infaticabile, un precursore che seppe introdurre tecniche investigative, in quegli anni, ancora sconosciute''. Cosi' il vice ministro della giustizia americano Mark Filip, ha ricordato, nel 16/mo anniversario della strage di Capaci, il giudice Giovanni Falcone.
    ''Falcone - ha aggiunto - amava la sua terra e aveva una grandissima determinazione nel combattere la mafia. Per i suoi concittadini ha sacrificato la vita e negli Stati Uniti e' considerato un eroe''.
    ''Voglio ricordare anche il giudice Borsellino, anche lui assassinato dalla mafia, grande amico di Falcone. A Buscetta, Falcone era solito dire: 'non si preoccupi se io non capisco qualcosa, dove non arrivo io arrivera' Paolo Borsellino'''.



    23 MAGGIO 1992 - STRAGE DI CAPACI - 2000 GIOVANI LA RICORDANO - LE DICHIARAZIONI - Clandestinoweb: sondaggi politici, elettorali. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

  2. #2
    Partecipante Leggendario L'avatar di pinga
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    Riferimento: 16° anniversario della strage di Capaci

    io penso che, tra queste persone che hanno espresso cordoglio, tutte dovrebbero farsi un esame di coscienza. ayala compreso.
    anche io volevo aprire un post ma poi non mi sono voluta allineare a chi ricorda solo un giorno l'anno.

  3. #3
    piccirilla
    Ospite non registrato

    Riferimento: 16° anniversario della strage di Capaci

    forse è proprio questo che li ha spiazzati,non si aspettavano questa RIUNIONE DI MASSA di giovani e giovanissimi ,cha ancora non erano nemmeno nati quando avvenne la strage,che ancora dopo 16 anni RICORDANO uno che dalla politica e dai mafiosi è stato ucciso.

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