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  1. #1
    Matricola
    Data registrazione
    23-04-2008
    Messaggi
    19

    cambiamento e relazioni

    Ciao a tutti, non so se questo è il posto giusto per scrivere...
    Volevo condividere con voi una riflessione di questo periodo..
    Studio psicologia e mi sono accorta nel tempo, ma ora è diventata una cosa molto evidente e non so come gestirla, di essere cambiata nelle relazioni con gli altri. Può darsi sia per gli studi che faccio o per altri motivi, però mi rendo conto di guardare le cose, anche le più banali, da una prospettiva completamente diversa rispetto a prima. E come se tutto mi apparisse nuovo ora, proprio perchè scorgo degli aspetti che prima non vedevo. Ad esempio, quando c'è qualche discussione fra gli amici, non riesco più ad arrabbiarmi (a meno che non ci sia qualche torto palese) ma immediatamente mi viene automatico mettermi al posto dell'altro e capire le ragioni che lo hanno portato a fare una determinata cosa e riesco sempre a giustificarlo. Altro esempio, mi accorgo di alcuni aspetti "patologici" di alcune persone a me vicine (amici..) e non riesco a comportarmi più nei loro confronti come qualche anno fa, ma mi viene spontaneo non "colludere" con tali aspetti perchè mi sentirei finta. Facendo così però mi sento dire "come sei diversa, prima non eri così", ovviamente con tono di critica e alcune amiche si irritano per alcuni miei modi di fare che definiscono diversi ma che per me sono corretti. Ora, capita pure a voi qualcosa del genere?come gestite la cosa?"fate gli psicologi" o gli amici?Penso di non essermi spiegata molto bene, perciò voglio fare un esempio: una persona a me cara, ha dei tratti fortemente ossessivi, è presa da continue ruminazioni mentali, entra nel panico quando deve prendere una decisione (pure dove andare a cena fuori) e questo nelle cose più importanti (scelte di vita) la invalida moltissimo. Lei mi chiede consigli e dopo averli ottenuti, puntualmente li trova inadeguati. Ora io mi chiedo: come dovrei comportarmi con lei?Continuare a darle sempre consigli facendo l'amica disponibile, o portarla a decidere da sè (come ultimamente ho fatto) e poi sentirmi dire che sono cambiata e non le dò più attenzioni?Alcune situazioni di questo periodo hanno suscitato queste riflessioni e volevo sapere il vostro parere...

  2. #2
    Cercatore
    Ospite non registrato

    Riferimento: cambiamento e relazioni

    Premesso che sono una ipotetica-futura-matricola:

    La stessa cosa accadde a me quando studiai Filosofia a Lettere Moderne. Col risultato opposto: arrivato a conclusioni "lontane" dai singoli problemi, e non ero capito.

    Il tuo studio ti porta a vedere comportamenti psicopatologici, manie, depressioni, a dare spiegazioni "scientifiche" del perché una persona si comporti in quel determinato modo..., ovvio che se ti accorgi che il tuo interlocutore ha i sintomi di una rabbia scaturita da una mancanza di autostima, è ovvio che non ti viene da arrabbiarti, ma di aiutarlo.

    Essenzialmente, fare l'amico o lo psicologo cambia poco, stai cambiando tu, acquisendo nuove capacità e visioni del mondo, non potresti mai consigliare qualcosa di "nocivo" a livello psicologico ad una tua amica, ma cercheresti il suo "bene" ( come valore assoluto assunto nel senso relativo delle tue conoscenze/esperienze ).

    Quindi... dirti di essere "te stessa" è superfluo, dando consigli da "amica" saresti "non te stessa", semplicemente dirle ciò che pensi, e se lei ti accusa di essere cambiata, le spieghi semplicemente che crescendo e maturando ( il che include giocoforza studi ed esperienze ), si cambia: in fondo solo gli sciocchi non cambiano mai idea.


    My 2 cents...

  3. #3
    Partecipante Affezionato L'avatar di semenzella
    Data registrazione
    02-10-2006
    Residenza
    napoli
    Messaggi
    111

    Riferimento: cambiamento e relazioni

    Innanzitutto: non fare la "psicologa". Per diversi validi motivi, primo tra tutti, lede la tua persona stare sempre ad essere accogliente o disponibile o disposta all'ascolto. Sei una persona prima di essere un ruolo! Secondo: lo psicologo che "lavora" con gli amici, è ETICAMENTE SCORRETTO, questo perchè le emozioni implicate nelle relazioni "care", invalidano un possibile "aiuto-sostegno", per cui mancheresti di obiettività.
    Detto questo, quando dici:

    [Lei mi chiede consigli e dopo averli ottenuti, puntualmente li trova inadeguati. Ora io mi chiedo: come dovrei comportarmi con lei?Continuare a darle sempre consigli facendo l'amica disponibile, o portarla a decidere da sè (come ultimamente ho fatto) e poi sentirmi dire che sono cambiata e non le dò più attenzioni?Alcune situazioni di questo periodo hanno suscitato queste riflessioni e volevo sapere il vostro parere...[/QUOTE]


    Puoi "sfruttare" le conoscenze acquisite, per tentare un approccio diverso con gli altri, ma questo serve a te e non a loro!sia per i motivi di cui sopra, sia perchè non è detto che gli altri siano pronti o disponibili ad accettare i tuoi cambiamenti! Inoltre se la tua amica ha queste gravi difficoltà, ciò che puoi fare è starle vicino, darle qualche spunto, ma non essere il suo motore di cambiamento! (non siamo onnipotenti!...dipende sempre dalla persona cosa vuole farne di se stessa...) prova a consigliarle un bravo psicologo...chissà che prima o poi non si senta pronta!!
    Ciao e buono studio!
    "Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi!"

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