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Discussione: Leggende metropolitane

  1. #1
    ketta_it
    Ospite non registrato

    Leggende metropolitane

    Che ne dite di inserire in questo thread tutte le leggende metropolitane che si trovano in giro? Da quelle che abbiamo sentito da bambini (ma anche adesso) a quelle che ci arrivano per e-mail, sotto la forma odiosa delle catene di S.Antonio...

  2. #2
    ketta_it
    Ospite non registrato
    Inizio io con una che ho trovato davvero geniale...se solo fosse vera!
    Un professore di chimica sovrintende ad un importante esame scritto. E' un docente molto esigente e anche un po' st****. Ha detto agli studenti che devono smettere di scrivere quando ci sarà il segnale, e quelli che non smetteranno saranno automaticamente bocciati.L'aula è un grande auditorium dove sono riuniti gli studenti di chimica, biologia, etc. Alla fine tutti gli studenti tranne uno smettono così come è stato detto loro. Un unico studente continua furiosamente a scrivere per circa mezzo minuto fino a quando viene interrotto dal professore che gli dice che è stato bocciato.

    Lo studente va davanti alla cattedra con il suo protocollo cercando di obiettare, ma il professore è inflessibile, così alla fine lo studente assume un'aria arrogante e dice: "Lei sa chi sono io?". Il professore sogghigna e dice: "No, e comunque non conta". A questo punto lo studente ribatte: "Ottimo!". E dopo aver ficcato il suo protocollo in mezzo a quelli già consegnati, corre fuori dall'aula.

  3. #3
    Partecipante Super Figo L'avatar di AngelaG
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    noooooooooooooooooo bellissimo!!!!!!!!! se fosse vera sarebbe un genio!!!!
    Angela80





    Alcuni dicono che il tempo sana tutte le ferite, io non sono d'accordo, le ferite rimangono, col tempo la mente per proteggere se stessa le cicatrizza e il dolore diminuisce, ma non se ne vanno mai.
    Bruce Kennedy


    http://www.facebook.com/group.php?gid=125816850777809

  4. #4
    ketta_it
    Ospite non registrato
    Eccone un'altra:

    "C'era quel Timmy che proprio non riusciva a non farsi la pipì addosso. Era ormai cresciutello, ma proprio non ci riusciva. La mamma le aveva provate proprio di tutte, e cominciò a cercare di impaurirlo: "La prossima volta sarà l'ultima… perché te lo taglio!", gli diceva così la mamma. La sorellina maggiore ripeteva le parole di mamma "…te lo taglio!". Un giorno Timmy si bagnò ancora, la mamma era fuori. Al suo ritorno trovò la sorellina con un coltello sanguinante: "Mamma, Timmy si è bagnato. Ma non preoccuparti, non succederà più, perché ho fatto come hai detto tu…. gliel'ho tagliato!"

    Questa leggenda, famosa un po' ovunque, affronta diversi temi. La crescita dei bambini, gli ammonimenti e le minacce usate dai genitori come deterrente per i piccoli, il senso di imitazione dei bambini nei confronti dei grandi.La storia si fa particolarmente realistica soprattutto per due cose: il fatto di farsi la pipì addosso, problema comunissimo in tutti i bambini di una certa età, e le bambine un po' più grandicelle, che vogliono imitare la mamma nei gesti e negli atteggiamenti, senza veramente comprenderli. Oltre a questo il motivo horror reggente della storia è la paura innata nel maschio di essere evirato (fa sempre un certo effetto pensare ad una simile situazione per i maschietti…)

  5. #5
    Postatore OGM L'avatar di magictoldo
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    Citazione Originalmente inviato da ketta_it Visualizza messaggio
    Inizio io con una che ho trovato davvero geniale...se solo fosse vera!
    Un professore di chimica sovrintende ad un importante esame scritto. E' un docente molto esigente e anche un po' st****. Ha detto agli studenti che devono smettere di scrivere quando ci sarà il segnale, e quelli che non smetteranno saranno automaticamente bocciati.L'aula è un grande auditorium dove sono riuniti gli studenti di chimica, biologia, etc. Alla fine tutti gli studenti tranne uno smettono così come è stato detto loro. Un unico studente continua furiosamente a scrivere per circa mezzo minuto fino a quando viene interrotto dal professore che gli dice che è stato bocciato.

    Lo studente va davanti alla cattedra con il suo protocollo cercando di obiettare, ma il professore è inflessibile, così alla fine lo studente assume un'aria arrogante e dice: "Lei sa chi sono io?". Il professore sogghigna e dice: "No, e comunque non conta". A questo punto lo studente ribatte: "Ottimo!". E dopo aver ficcato il suo protocollo in mezzo a quelli già consegnati, corre fuori dall'aula.
    Questo è un genio...
    FEDERICA

    NON HO CHIESTO IO DI NASCERE...QUINDI LASCIATEMI VIVERE COME VOGLIO...

    Candidata per l'elezione a moderatore di A&C vieni a sostenermi in questa elezione, ho bisogno anche di te!http://www.opsonline.it/forum/psicol...nde-80205.html

  6. #6
    Postatore Epico L'avatar di RisingStar
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    Riferimento: Leggende metropolitane

    LEGGENDA METROPOLITANA SUL RENE SOTTRATTO
    A differenza a quanto accade di solito, il caso del rene sottratto , partito dall'Europa, si è diffuso negli Stati Uniti solo in un secondo tempo, a distanza di mesi dalla sua comparsa nel vecchio continente. Le prime segnalazioni emerse negli USA sono state raccolte da J. H. Brunvand che ne riferì all'interno delle numerose rubriche sui quotidiani da lui curate. Brunvand scrive:

    "La storia narra di un gruppo di ragazzi che vanno a New York per un week-end di svago. Uno di loro è attratto da una donna che incontra in un bar, e informa i suoi compagni che avrebbe trascorso la notte assieme a lei. Questi non hanno avuto più sue notizie fino alla sera del giorno dopo quando lui si rifece vivo per telefono: "Penso di essere nell'hotel X, nella camera Y, ma c'è qualcosa che non va e fareste meglio a venire e portarmi via". Quando gli amici arrivano all'hotel, trovano il ragazzo a letto con le lenzuola sporche di sangue. È molto debole. Mentre lo aiutano a scendere dal letto, notano sulla sua schiena la cicatrice di un'operazione chirurgica recente, ancora sporca di sangue, cosicché lo portano velocemente in ospedale. Qui, i medici scoprono che all'uomo, dopo essere stato drogato, era stato asportato un rene, allo scopo di venderlo sul mercato clandestino degli organi umani".

    La fortuna di questa leggenda oltreoceano è stato oggetto anche di un articolo di Furio Colombo che La Stampa pubblicò in prima pagina il 15 aprile 1991. Colombo riferì tra l'altro del dibattito che si era creato in seno alla comunità medica americana a seguito della messa in onda, la sera del 2 aprile, della puntata del telefilm della serie Law and Order, visto da decine di milioni di persone, che riproponeva il caso del rene sottratto.
    Nella sua versione italiana, la storia suona più o meno così:

    "Tre giovani, una coppia ed un amico, stanno trascorrendo una vacanza di pochi giorni a New York e la sera precedente la partenza per il ritorno in Italia, mentre la coppia decide di restare in albergo dovendo essere in aeroporto la mattina successiva, il terzo giovane li informa che è stato invitato a una serata in discoteca da una ragazza conosciuta quel giorno. L'indomani, al momento di lasciare l'albergo, la coppia scopre che l'amico non è rientrato e, dopo un inutile attesa, decidono di recarsi all'aeroporto: qui, nell'aerea d'imbarco del volo per l'Italia, trovano l'amico in uno stato di profondo torpore, quasi fosse stato drogato. Lo aiutano a imbarcarsi mentre lui, per tutta la durata del volo, permane nel suo stato di torpore senza poterne spiegare le ragioni. Rientrato a casa, i genitori ovviamente preoccupati scoprono i segni di una ferita (peraltro ben medicata) che il giovane non ricorda come abbia potuto procurarsi. Il medico, interpellato per scoprirne la causa, dopo gli opportuni esami, li informa che al figlio è stato espiantato un rene. Di tutto questo non viene effettuata denuncia perché il giovane non ricorda né il nome della ragazza né quello della discoteca nella quale era stato accompagnato all'inizio della serata."

    Durante l'estate 1990, una storia simile, ma ambientata in Turchia, è stata raccolta dall'etnologo Rolf Brednich in Germania. Pressoché contemporaneamente, la storia del rene sottratto aveva iniziato a circolare anche in Danimarca, Belgio, Olanda e Irlanda, riferita sempre a un viaggio in paesi esotici o dell'Est Europa. L'ambientazione in questi luoghi si spiega col fatto che è risaputo che in certe nazioni come l'India, il Brasile o la Turchia, la vendita di un rene destinato a essere trapiantato è divenuto il mezzo, per i più indigenti, di guadagnare somme di denaro ragguardevoli. Intanto, la leggenda aveva fatto la sua comparsa anche in Australia.

    Agli inizi del 1994, nel mese di febbraio, ecco spuntare l'ennesima variante della leggenda, ora più simile al modello statunitense. Trasmessa di bocca in bocca, la leggenda finisce nuovamente sui giornali. L'11 marzo, nelle cronache provinciali di Asti e Cuneo appare su La Stampa un articolo di Gianni Martini dedicato alla "bella rubarene". Si fa addirittura nome e cognome del giovane protagonista. Si dice che abiti ad Imperia. Ed effettivamente nella cittadina ligure esiste una persona con quelle generalità. Ma i reni li ha tutti e due e sta benissimo. L'episodio della "bella rubarene", che nella prima parte e' molto simile alla leggenda "Aids Mary" se non altro per la presenza dell'avvenente ragazza che adesca gli uomini per scopi criminosi, col trascorrere dei mesi e' stato ambientato in una dozzina di discoteche diverse, tutte però localizzate in Piemonte. In altre versioni il ragazzo sarebbe stato ritrovato abbandonato in un fosso con la flebo ancora attaccata al braccio. E' solo a partire dall'estate che la storia inizia a trovare ambientazione anche in numerose discoteche della Lombardia, dell'Emilia e del Veneto. E a causa della notevole diffusione della leggenda, molti quotidiani del nord sono stati costretti a pubblicare articoli di smentita suffragati dalle dichiarazioni di medici e rappresentanti delle forze dell'ordine che negavano l'accadimento di fatti simili.

  7. #7
    Postatore Compulsivo L'avatar di peste1987
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    Riferimento: Leggende metropolitane

    La leggenda metropolitana più famosa:

    Maturità.
    Titolo del tema: il coraggio

    la ragazza consegna il foglio in bianco scrivendo solo: "per me il coraggio è questo."


    Io creo sogni, voi li uccidete

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  8. #8
    Postatore Compulsivo L'avatar di peste1987
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    Riferimento: Leggende metropolitane

    IL TEMA DI TEOLOGIA
    Il corso di Teologia dell’Università era molto frequentato, anche perché la domanda all'esame finale era sempre la stessa ormai da molti anni: "Parlate dei viaggi di San Paolo".

    Sempre, cioè, fino a quando il professore assegnò un tema diverso: "Parlate del discorso della montagna". Tutti gli studenti, sbigottiti, rimasero seduti senza saper che fare, ad eccezione di uno che cominciò a scrivere furiosamente. Gli altri consegnarono i loro protocolli in bianco e uscirono rattristati e incuriositi da quell’unico studente che stava scrivendo come un pazzo. Ecco perché tutti lo aspettarono fuori, per chiedergli come avesse fatto a superare l’esame.

    “Ma come hai fatto a rispondere a quella domanda?” gli chiesero. “non ho risposto” rispose lo studente, “Ho iniziato scrivendo: Chi sono io da poter discutere quanto disse il Signore? Meglio dunque che io parli dei viaggi di San Paolo…”

    PERCHE'
    Un professore di filosofia assegna ai suoi studenti un tema di una sola parola: "Perché?". E in seguito attribuisce il massimo dei voti solo allo studente che sul foglio aveva risposto semplicemente: "Perché no?".

    LA SEDIA
    Siamo ad Harvard. Tema sulla Metafisica. Quando gli studenti sono seduti per l'esame finale, il professore sistema loro davanti una sedia: "Provate che questa sedia esiste" dive. "Avete due ore". Mentre tutti cominciano a mordicchiare nervosamente le loro penne e a guardare verso il soffitto in cerca di ispirazione, uno studente si appoggia tranquillo allo schienale e scrive sul foglio: "Quale sedia?". Poi consegna il compito ed esce dall'aula, proprio mentre gli altri cominciano a scribacchiare furiosamente. Anche qui lo studente prende la votazione più alta.
    Io creo sogni, voi li uccidete

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  9. #9
    Postatore Compulsivo L'avatar di peste1987
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    Riferimento: Leggende metropolitane

    Professore (mostrando un mazzo di chiavi): Dunque, giovinotto, mi dimostri che queste sono mie...
    Studente (in difficoltà): Ehm, sì, quindi, ehm...
    Professore: Allora, che aspettiamo?
    Studente: Io, dunq... Aristotele... ehm...
    Professore: Se ne vada, torni al prossimo appello.
    Studente (si alza e fa per portarsi via le chiavi): Arrivederci...
    Professore: Ma che cosa fa? Dove va con le mie chiavi?
    Studente: Ah, ecco: dimostrato che sono sue!
    Professore: Promosso.

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    Professore: Se questa è una domanda, lei mi risponda
    Studente: Se questa è una risposta, lei mi valuti!

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    Si racconta che durante una lezione di chimica un professore sia entrato in laboratorio con in mano un barattolo pieno di piscio dicendo: "Due buone qualità per un chimico sono ingegno e concentrazione. L'ingegno vi potrebbe far scoprire che un metodo semplice per scoprire la presenza di zuccheri nelle urine è assaggiarle". Detto questo mette un dito nel piscio e poi lo lecca. "Qualcuno vuole provare?" Uno studente che non crede che quello sia piscio ci mette dentro il dito e lo lecca, sentendo che era proprio piscio. Al che il professore continua: "La concentrazione invece vi potrebbe far scoprire che ho immerso il medio e ho leccato l'indice."
    Io creo sogni, voi li uccidete

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  10. #10
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Giuppy83
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    Riferimento: Leggende metropolitane

    Quando ero alle elementari, davanti a scuola c'erano, a volte, dei ragazzi che distribuivano delle figurina. Mio padre mi ha sempre severamente vietato di accettarle, perchè, secondo lui, nella parte adesiva c'era nascosta della droga... poco tempo fa ho scoperto che si trattava di una leggenda metropolitana, ma magari mio padre ci ha creduto, e mi ha praticamente terrorizzata! Tant'è vero che facevo molta attenzione a non sfiorarle nemmeno, e se per caso mi succedeva, correvo a lavarmi le mani...

  11. #11
    Postatore OGM L'avatar di magictoldo
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    Riferimento: Leggende metropolitane

    Citazione Originalmente inviato da Giuppy83 Visualizza messaggio
    Quando ero alle elementari, davanti a scuola c'erano, a volte, dei ragazzi che distribuivano delle figurina. Mio padre mi ha sempre severamente vietato di accettarle, perchè, secondo lui, nella parte adesiva c'era nascosta della droga... poco tempo fa ho scoperto che si trattava di una leggenda metropolitana, ma magari mio padre ci ha creduto, e mi ha praticamente terrorizzata! Tant'è vero che facevo molta attenzione a non sfiorarle nemmeno, e se per caso mi succedeva, correvo a lavarmi le mani...
    Anche i miei mi hanno sempre vietato di accettare quelle figurine per via della droga...all' inizio lo facevo...poi però....
    FEDERICA

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    Candidata per l'elezione a moderatore di A&C vieni a sostenermi in questa elezione, ho bisogno anche di te!http://www.opsonline.it/forum/psicol...nde-80205.html

  12. #12
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: Leggende metropolitane

    Citazione Originalmente inviato da magictoldo Visualizza messaggio
    Anche i miei mi hanno sempre vietato di accettare quelle figurine per via della droga...all' inizio lo facevo...poi però....

    Ho cercato per anni qualcuno che mi desse le caramelle drogate all'uscita della scuola.... senza mai trovarne nemmeno uno. Mannaggia!

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  13. #13
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Giuppy83
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    Riferimento: Leggende metropolitane

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Ho cercato per anni qualcuno che mi desse le caramelle drogate all'uscita della scuola.... senza mai trovarne nemmeno uno. Mannaggia!

    Buona vita

    Guglielmo
    Eh, Willy, dovevi venire dalle mie parti: stando a mio padre ne avresti trovata tanta, dietro le figurine! Ma credo che saresti stato già un po' grandicello!

  14. #14
    Postatore Compulsivo L'avatar di peste1987
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    Riferimento: Leggende metropolitane

    L'lsd sta nei francobolli, non nella figurine!! Le figurine si appiccicano da sole..i francobolli li devi leccare!!!
    Io creo sogni, voi li uccidete

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