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Discussione: Attacchi di panico

  1. #1
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    31-03-2003
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    Attacchi di panico

    Ciao ragazzi, sono curioso... fate anche voi parte del "fantastico" mondo degli attacchi di panico?
    se si (direttamente o indirettamente), raccontate la vostra esperienza, in particolare il primo "fatale incontro"... dove eravate la prima volta? era giorno o notte? avete chiesto aiuto a qualcuno? vi siete fatti visitare? da chi? In che periodo preciso della vostra vita v'è capitato? Avete dato una ragione all'insorgenza di questa "bestia"? Da quel momento, è cambiato qualcosa? Sono passati o ancora sentite che faranno altri agguati? Vi sentite supportati dalla gente che vi sta intorno?
    insomma, diamo sfogo alle nostre esperienze
    Ultima modifica di Accadueo : 01-06-2003 alle ore 11.36.15

  2. #2
    Angelus
    Ospite non registrato
    io sono (stato) uno spettatore indiretto, poichè mia madre ha sofferto per molti anni di attacchi di panico. Il primo fatale incontro fu durante un viaggio in auto per andare a napoli dai miei nonni. All'improvviso cominciò ad avere tachicardia e a farsi bianca, poi cominciò a urlare a mio padre di fare inversione. IN AUTOSTRADA. mio padre cercava di tenere la calma e di invitarla ad attendere l'uscita di caserta sud (cioè 5 minuti...) ma lei niente, continuava a urlare e (ero piccolo, 14 anni) credevo stesse per morire tanto si agitava. fu una cosa impressionante, mi terrorizzò...
    poi devo ammettere che con il tempo, "fai l'abitudine" allo "spettacolo" che ti si presenta. ma penso che chi ne soffre direttamente provi forse le sensazioni più brutte del mondo. è una delle cose di cui spero di non soffrire mai, pechè limita tantissimo la vita. questo lo so bene, perchè per anni nella nostra famiglia non siamo andati in vacanza perchè mamma non riusciva più a uscire nemmeno di casa senza essere accompagnata e seguita da un'altra auto.
    spero davvero di non soffrirne mai.

  3. #3
    Ospite non registrato
    (Ho delle vertigini che si ripetono nel corso della giornata, il cuore incomincia a battere così forte per la paura ed è come se da un momento all’altro dovesse schizzarmi fuori dal petto e capitolare sul pavimento, incomincia a girare tutto intorno a me ed io mi paralizzo e sto tutte le volte come in attesa della fine. Mi accade mentre guido, mi sorprende mentre cammino lungo un viale, se provo qualche indumento da comprare, al supermercato quando fisso indecisa gli scaffali, non esiste luogo nel quale questo mostro non riesca a trovarmi e di volta in volta i suoi morsi diventano sempre più decisi, lo so, ha deciso di divorarmi.
    Ho impiegato la prima settimana in accertamenti, il mio cervello è sano, il cuore è perfetto e non presenta irregolarità, le analisi del sangue e dell’urina normali, la pressione giusta ed io mi aspettavo queste risposte già prima di sottopormi al giudizio dei dottori e dei loro macchinari.
    "E’ la mia testa che va a tratti, è quel qualcosa di indefinibile che è scattato dentro di me a farmi stare male. Non capisco ancora se ho bisogno di uno psicoterapeuta o se posso farcela da sola, io mi sento confusa ed ho paura di rivolgermi ad uno specialista della psiche perché sarebbe come dare peso alla cosa ed io invece, voglio che sparisca così come è venuta, non voglio ingrandirla, non voglio pensarci ed a volte riesco anche a credere di esserci riuscita ma poi inizia il suono dei tamburi che parte da dentro e, comprendere che si tratta del mio cuore è un tutt’uno e di nuovo con gli occhi sgranati e con gli arti bloccati, non riesco più a respirare, conto i secondi ed aspetto che passi…
    Penso che sia questo stato di cose che mi porta adesso a rovistare tra il mio passato alla ricerca spasmodica della mia allegria, dei miei sogni, di quella spensieratezza che mi faceva stare bene sempre ed ovunque. Ogni segnale che può riportarmi alla memoria la me di un tempo mi fortifica e assume i caratteri di un’arma da poter scagliare contro il mostro sempre in ascesa.
    Devo riuscire a fregarlo ad eluderlo per il momento e poi a distruggerlo, sopprimerlo, annientarlo.")
    Ecco come mi sono sentita per circa quattro mesi, si mi sono rivolta ad uno psicoterapeuta (che culo avere un fratello nel settore!!!) ed un passetto dietro l'altro sono riuscita a far scoppiare tutto come una bolla di sapone. Per me era assurdo che mi dicessero gli attacchi di panico hanno un risvolto positivo che è quello di una specie di rinascita (chiedo a tutti perdono per come mi esprimo ma tenete sempre presente che io in materia non ne capisco nulla)devo ricredermi perchè ne sono uscita più forte, si ne sono uscita perchè (non avrei mai creduto di arrivare a scriverlo...) perchè gli attacchi di panico non sono come un "diamante" cioè per sempre!Sono una fase, un momento che richiede un forza di volontà incredibile per riuscire comunque a dire :"fankulo io ho la situazione sotto controllo!"...Ci si arriva lentamente ma credetemi si arriva...è un pò come trovarsi su una barca con una meta da raggiungere ma possiamo remare con un solo remo, alla meta ci si arriva comunque e con una soddisfazione che non si può immaginare!

  4. #4
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di alea
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    11-04-2002
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    Uno, uno soltanto .. ed è bastato.
    Ero al parco qualche anno fa (5/6 anni visto che non ero ancora sposata) ero con il mio fidanzato (ora marito) un vialone immenso nel verde che costeggia il fiume, d'improvviso forse ero su un punto della strada più in alto rispetto al percorso fatto e a quanto ancora dovevo fare .. guardo davanti a me una folla di gente, mi giro indietro altrettanta folla (normale nelle domeniche d'estate al parco) la sensazione di aver pensato che non sarei mai uscita viva da quella folla , l'impressione di essere una formica in un immenso formicaio .. persone persone persone davanti, dietro, intorno a me, vertigini paralizzanti la sensazione che tutto intorno giri, l'affanno, la difficoltà estrema a respirare, mi ricordo di aver gridato a marco afferrandogli il braccio così forte da fargli male portami via immediatamente da qui , perchè io non riuscivo neanche a guidare le mie gambe, non avevo la forza di reggermi in piedi, bloccata, gelata, con la sensazione soffocante di non riuscire a uscire fuori da quella folla ..
    non è più accaduto ed ora non mi fa più paura ma per qualche tempo ho evitato accuratamente di trovarmi in mezzo alla folla ..
    "Il Signore, il cui oracolo è a Delfi, non dice nè cela, ma accenna" Eraclito

  5. #5
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di sfumature
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    anche per me una volta soltanto, in realtà ne ho avuto il sentore ma non è neppure riuscito a concretizzarsi... a novembre dello scorso anno, in un grande supermercato, con max che girava per altri reparti, ci eravamo divisi i compiti per fare prima... non era neppure particolarmente affollato... eppure, ad un certo punto, ho cominciato a sentire un'ansia incredibile salire... immobile, davanti agli scaffali, con il respiro affannato... non avevo la più pallida idea di cosa ci facessi in quel posto, era come se non avessi più gli "schemi mentali" per fare la spesa... ho cominciato a girare lo sguardo intorno, perchè di muovermi non se ne parlava, per trovare quello di max, ma tutto quello che riuscivo a scorgere erano le persone che mi camminavano intorno, ovunque, troppe... facendo appello a tutte le mie forze, sono riuscita a sollevare il cestino con le cose che avevo già messo dentro ed ho cominciato a cercare massimo per dirgli di portarmi via, fuori da lì, a respirare... credo di non aver cominciato ad urlare solo per qualche strana forza sovrannaturale che mi ha "contenuta"... quando ho trovato max dovevo avere uno sguardo terrorizzato, ha capito tra il mio farfugliare e mi ha detto di stare calma perchè dovevamo passare dalle casse per poter uscire... casse? non sapevo assolutamente come si passasse dalle casse... vedevo la roba scorrere sul nastro ed era come se mi capitasse per la prima volta... sono riuscita a trattenermi fino al parcheggio, ho respirato e lentamente ho sentito le forze e la capacità di muovermi tornare... probabilmente non era neppure un vero e proprio attacco di panico ma ci sono andata molto vicina... da allora sono tornata a fare la spesa regolarmente, anche da sola, ma, soprattutto le prime volte, con un pò di timore...

  6. #6
    Ospite non registrato
    Ciao
    Mi ha incuriosito il fatto che Alea e Sfumature abbiano riportato l'esempio di un unico attacco di panico accadutogli.
    Ora, ho una domanda da fare:shy2:
    Gli attacchi di panico sono, secondo il DSM, ricorrenti ed è proprio la ricorrenza ad essere un elemento per la diagnosi differenziale.
    Alea e Sfumature non ne hanno più avuti...........quindi di cosa si tratta?

  7. #7
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    forse di episodio singolo di attacco di panico.. per essere diagnosicato come disturbo deve ferificasi per almeno sei mesi e deve compromettere la sfera sociale e lavorativa... almeno sei dei seguenti sintomi devono presentarsi:
    dispnea o sensazione di soffocamento;
    palpitazioni o tachicardia;
    dolore o fastidio al torace;
    sensazione di asfissiare
    vampate di calore o sensazioni di freddo;
    sbandamenti, instabilita', sensazioni di svenimento;
    tremori fini o a grandi scosse;
    parestesie (torpore o formicolio);
    sudorazione;
    nausea o disturbi addominali;
    depersonalizzazione o derealizzazione;
    paura di morire;
    paura d' impazzire o di fare qualcosa d' incontrollato.

  8. #8
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di alea
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    QUINDI DI ATTACCO DI PANICO SI è TRATTATO ... ???

    ne avevo dubitato proprio per il fatto che si fosse presentato come "singolo evento" .. i disturbi però sono quelli e se aggiungiamo ..l'evitamento per molti mesi di situazioni/eventi (ritenuti) scatenanti ...

    Pat
    "Il Signore, il cui oracolo è a Delfi, non dice nè cela, ma accenna" Eraclito

  9. #9
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di sfumature
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    in effetti la domanda ce la siamo posta ed ho avuto lo stesso pensiero di pat... se si verifica una sola volta non si può parlare di disturbo...

    rimane il fatto che gli unici sintomi che NON si sono presentati, nel mio caso, sono
    dolore o fastidio al torace, tremori fini o a grandi scosse e paura di morire;

    "episodio singolo di attacco di panico"... nell'unico periodo in cui "all'apparenza" era del tutto immotivato...


  10. #10
    Ospite non registrato
    AVETE PROPRIO RAGIONE!

  11. #11
    Partecipante Assiduo L'avatar di Alessandra1
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    Come prima cosa voglio dirvi che mi dispiace per ognuno di voi, per chi sia stato attore protagonista di quest’incubo, o spettatore involontario di una così tremenda esperienza. Ai me, io, sono stata la protagonista di quest’inferno che sembrava non dovesse finire mai. Non so neanche dirvi com’è cominciato e forse neanche precisamente quando, è una cosa talmente subdola che si fa strada dentro di te, ti risucchia in una spirale infernale che non ti molla facilmente. Posso dirvi che ho cominciato a sentirmi strana, debole senza forze, continui cali di pressione, in quel periodo facevo Giurisprudenza e lavoravo in una società di telecomunicazioni. Con i primi sintomi di malessere, la prima cosa che ho fatto è stata quella di accertare che non vi fossero problemi a livello fisico, e dai vari esami, mi avranno levato quattro litri di sangue, fatto ecografie, ECG, insomma di tutto di più, è risultata una forte anemia, allora ho cominciato una cura a base di ferro, ma io stavo ancora male. Ricordo che andavo a lavoro accendevo il mio pc e dopo mezzora circa me ne riandavo, perché mi girava la testa mi sentivo svenire, mi mancava l’aria, mi sembrava d’impazzire. Non ho aspettato a chiedere aiuto, infatti, dopo aver escluso problemi a livello fisico, sono andata da un neurologo che mi ha prescritto una cura a base di ansiolitici e antidepressivi, anche se ero molto contraria, e mi ha suggerito il nome di un neuropsichiatra, scelta che mi si confaceva di più. Gli psicofarmaci li ho smessi dopo quasi tre mesi poiché, l’unico effetto prodotto è stato quello di intossicarmi il fegato, la terapia ancora la faccio ma ormai il grosso, ringraziando Dio è passato. Posso dirvi che la mia vita è cambiata come cambia il giorno con la notte, ho smesso di lavorare, di studiare, ho smesso di vivere per quasi due anni!!!! I primi dieci undici mesi li ho passati a letto a guardare il soffitto, mentre vi scrivo ho la pelle d’oca a ripensare a quell’incubo che si era fatto realtà nella mia vita, tanto reale da sentirlo in ogni cellula del mio corpo, ma cosi subdolo da non poterlo prende a calci, non riuscivo a fare più nulla, la mia vita ormai era diventata la “sua”, in tutto ciò tutte le persone che credevo amiche sono sparite una dopo l’altra, e per una che ha sempre dato l’anima per gli altri non è stato piacevole, le uniche persone che mi sono rimaste accanto, sono state la mia famiglia e il mio ragazzo, con il quale stavo da pochi mesi, non mi ha mollata un attimo. I mesi passavano e io non volevo più lottare anche perché non sapevo contro di chi dovevo farlo, non dormivo più, non mangiavo quasi più, anche solo una fetta biscottata mi faceva venire la nausea, non riuscivo ad uscire e ormai avevo anche paura ha fere qualsiasi cosa, quindi evitavo tutto, chi ne ha sofferto sa benissimo di cosa parlo se dico che l’ansia anticipatoria mi faceva rinunciare a qualsiasi cosa, al riguardo c’è una frase di Pessoa che mi piace molto “porto addosso tutte le ferite delle battaglie che ho evitato”. Le rare volte che mi mettevo in gioco, uscivo, qualsiasi posto era buono per farmi prendere da un attacco di panico, e poco dopo dovevo tornare a casa “il mio nido”perché non ero in grado di gestirmi, eccolo l’altro punto chiave, il gestirsi e l’iper controllo, chi soffre di DAP vorrebbe gestire qualsiasi cosa, anche il battito cardiaco e questo controllo su tutto, il sistema fisico e non, ti porta ad avere ancora più paura e ad ampliare le manifestazioni, tipo aumento del battito cardiaco, tremarella, sudore freddo ecc., in proposito vi riporto una frase di Emil Scioran che soffriva di DAP e diceva: ”Sono una marionetta rotta con gli occhi rivolti in dentro” proprio perché si cerca disperatamente di controllare anche quello che umanamente non si può. Volevo mollare anzi speravo che la vita mi mollasse, me niente, evidentemente anche se non me ne rendevo conto la voglia di farcela era più forte. Pian piano l’ho capito e dopo il primo anno di “vita non vissuta” ho cominciato a chiedermi cosa volevo veramente, ho fatto delle scelte radicali, ho mollato Giurisprudenza e sona approdata a Psicologia, e tante altre, certo la paura di ricominciare una nuova vita c’era e forse c’è ancora Mi ricordo il primo esame, ero terrorizzate che mi potesse venire un attacco di panico ma per fortuna è andato tutto bene, quando ho visto il voto (26) ho cominciato a pianger come una bambina perché stavo ricominciando a vivere, a prendermi ciò che mi era stato tolto cosi violentemente. Di cose da dire ne avrei ancora tantissime ma non vorrei deprimervi, un ultima però voglio dirvela lo faccio con sincero affetto verso chiunque di voi soffra, se state male chiedete aiuto non vergognatevi, non pensiate di poter risolvere tutto da soli per questi ed altri problemi ci sono gli specialisti e noi più di altri lo sappiamo, e se invece volete fare quattro chiacchiere con qualcuna che di DAP ne sa qualcosa io ci sono. Un bacio fortissimo a tutti



    Per sfumature e Federica72: ho seguito il vostro suggerimento
    Ultima modifica di Alessandra1 : 13-11-2004 alle ore 19.46.15
    Questa sono io con uno dei miei bimbi. Lui è una delle mie ragioni di vita!

  12. #12
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di alea
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    grazie Alessandra.
    Pat
    "Il Signore, il cui oracolo è a Delfi, non dice nè cela, ma accenna" Eraclito

  13. #13
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di sfumature
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    davvero, grazie alessandra

    vorrei solo condividere, con te e con gli altri, la sensazione che ho provato nel leggere il tuo post.

    mi sono sentita piccola.

    piccola nel mio dolore e nella mia sofferenza di un episodio che non ho ancora "inquadrato" da "raccontare".

    piccola nel leggere la disperazione ma anche, e soprattutto, la forza ed il coraggio grandi che ti hanno permesso di lottare, di chiedere aiuto e di trovarne anche in te stessa, che ti hanno permesso di condividere esperienze tue, profonde, pechè possano essere spiraglio di luce per altre persone.

    piccola perchè non avevo parole per te... che "agli esami", in "situazione protetta" è facile tirare fuori 4 criteri diagnostici da DSM IV.

    piccola per la mancanza di attenzione, dettata solo dal blocco e dalla paura di "pensare" veramente, di "sentire" veramente, con la pancia e con la ragione, senza trincerarmi dietro l'uso forbito di gran bei paroloni...
    o dettata, forse, anche da quanto di me potessi ritrovare nelle tue parole...

    grazie, perchè il non avere risposte non deve mai autorizzarci a non porci le domande.

    grazie, perchè anche se, ancora una volta, il nodo allo stomaco mi chiude le parole penserò a quel tuo "26" ed al suo significato spesso e con grande gioia perchè "è arrivato", perchè lo hai fatto arrivare, a te, a noi.

    a presto, ale

  14. #14
    Partecipante Affezionato L'avatar di lugana
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    Ciao a tutti,
    volevo solo specificare, che, come il mio meraviglioso prof. di psichiatria ha sempre puntualizzato, una singola crisi di panico non basta per parlare di di DAP, cioe' di disturbo da attacchi di panico, ma e' un evento che puo' capitare a chiunque, sicuramente, non va ignorato, perche' questo puo' portare alla cronicizzazione, e a quel punto all' insorgenza del DAP, ma in condizioni particolari, in una fase delicata della vita, una crisi di panico, puo' capitare a tutti.

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