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  1. #1
    roxyfree
    Ospite non registrato

    ma lo psicoterapeuta come si cura?


    Salve, ho una domanda che mi attanaglia da diverso tempo (un anno!!??)
    Premetto che per alcuni anni ho ricevuto delle sedute di psicoterapia, quella comportamentele per capirci.
    Ma il mio psicoterapeuta nn faceva per se stesso nessuna seduta di psicoterapia...mi è stato detto che anche loro si sottopongono a sedute settimanali proprio per essere in grado di aiutare realmente gli altri.
    Ossia se lo psicoterapeuta che è pur sempre un seerer umano, ha delle sue problematiche, potrebbe nn essere obiettivo con il suo paziente.Per questo si sottopone anche lui a queste sedute sett.
    Ma , torno a ripetere, quello da cui andavo no e lo so per certo.
    Mi chiedo allora, come fate (se eventualmente c'è qualcuno del settore che mi può rispondere) ad essere imparziali? Come potete dare un parere o un consiglio se voi stessi nn siete in equilibrio?

  2. #2
    Partecipante Super Esperto L'avatar di rosamund
    Data registrazione
    02-12-2007
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    ciao roxyfree... preferisco parlare della mia, seppur piccola esperienza, di psicoterapeuta in formazione, in quanto esistono molti approcci ed un numero uguale se non maggiore di percorsi formativi e non tutti prevedono l'analisi personale del terapeuta..
    io sono in terapia da diversi anni e credo che lo sarò ancora per del tempo...
    il punto del discorso che hai fatto e che mi ha colpito è quello relativo all'obbiettività, all'imparzialità, ma più di tutto la mancanza di equilibrio...
    in qualche modo penso che sia indispensabile per un terapeuta essere consapevole dei propri disagi e dei propri aspetti non fluidi ed armonici essendo in grado di comprendere il "gioco" di questi nella terapia ed "utilizzarli" terapeuticamente.. certo anche a me sorge l'interrogativo su come sia possibile fare questo senza aver fatto terapia e senza supervisione...
    ciao e a presto
    Rosamund

  3. #3
    roxyfree
    Ospite non registrato
    Ti spiego meglio il mio dubbio.
    Quando facevo terapia comportamentale, ad un certo punto del percorso il mio terapeuta mi consigliava di separarmi da mio marito.
    E mi convincevo via via che questa era l'unica soluzione ad i miei problemi prendendo indirizzi di avvocati a destra e manca.
    Il punto è che poi ho approfondito il "suo" rapporto con al famiglia e quello con la moglie che è malandato e dalla quale vorrebbe separarsi senza averne la forza!
    Allora...fermi tutti! e' stata una sua proiezione o il consiglio era giusto??? io nn mi sono separata e nn credo che avrei risolto così le mie dinamiche.
    Questa infatti sono andate via quando ho cominciato veramente ad amarmi.
    E allora? lui aveva bisogno di parlare con qualcuno per nn confondere lio dal tu??
    Questo nn mi è chiaro.....

  4. #4
    Partecipante Super Esperto L'avatar di rosamund
    Data registrazione
    02-12-2007
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    718
    ho molte perplessità devo dire...
    la prima è relativa al "consiglio di separarti", mi stranizza molto che un terapeuta dia suggerimenti pratici sul cosa devi fare, magari potresti aver tu vissuto le sue parole come tali.. è possibile? in ogni caso non conosco l'approccio comportamentale se non per grandi linee, penso però che i contenuti emersi in seduta vadano contestualizzati, e non scotomizzati a freddo.
    la seconda perplessità è relativa alle informazioni sulla sua vita privata, terribile! perchè mai sai tutto questo delle sue dinamiche di coppia?
    avverto nel tuo racconto una spiccata insoddisfazione nei confronti del percorso fatto ed una sorta di delusione nei confronti del tuo ex terapeuta... è una mia proiezione?
    in ogni caso hai iniziato ad amarti davvero.. e se questo è avvenuto in concomitanza alla terapia, bè io ci rifletterei sù!
    Rosamund

  5. #5
    Johnny
    Ospite non registrato
    ma come fai a sapere che lui non faceva psicoterapia (che al limite sarà supervisione)? e come fai a sapere queste cose sulla sua famiglia? non sarà forse una tua (a proposito) proiezione?
    Ultima modifica di Johnny : 31-03-2008 alle ore 22.46.48

  6. #6
    roxyfree
    Ospite non registrato
    nn mi va di dire molto altro sul mio ex psicoterapeuta.
    ma quello che ho detto è tutto vero.
    nn proietto nulla nè mi invento nulla, sono rivelazioni fatte da lui e da chi lo conosce.
    questo perchè, dopo il percorso terapeutico concluso, ha voluto restare in contatto come amico.
    ha mostrato un lato della sua personalità che nn conoscevo ancora, tra l'altro la sua situazione familiare e il fatto che preferisce nn fare terapiao come la volete chiamare voi, con nessuno.
    chi mi vuole credere mi creda, ma resto della mia opinione che la psicoterapia qualche volta la delle grosse lacune.

  7. #7
    Partecipante Super Esperto L'avatar di rosamund
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    02-12-2007
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    Citazione Originalmente inviato da roxyfree Visualizza messaggio
    nn mi va di dire molto altro sul mio ex psicoterapeuta.
    ma quello che ho detto è tutto vero.
    nn proietto nulla nè mi invento nulla, sono rivelazioni fatte da lui e da chi lo conosce.
    questo perchè, dopo il percorso terapeutico concluso, ha voluto restare in contatto come amico.
    ha mostrato un lato della sua personalità che nn conoscevo ancora, tra l'altro la sua situazione familiare e il fatto che preferisce nn fare terapiao come la volete chiamare voi, con nessuno.
    chi mi vuole credere mi creda, ma resto della mia opinione che la psicoterapia qualche volta la delle grosse lacune.

    ricordando che la richiesta di un confronto è partita da te... e appurando, inoltre, la tua indisponibilità a dare uteriori info utili a permettere una migliore comprensione della tua esperienza e dar modo quindi a noi di esprimere un parere sensato, ipotizzo che la discussione sia per te chiusa.
    ah! riguardo alle lacune..., certo..., può essere..., dipende a che ti riferisci...
    va bene così..
    Rosamund

  8. #8
    roxyfree
    Ospite non registrato
    mi sembra di aver spiegato abbastanza,
    ricordo che esiste la privacy e che comunque ho del rispetto per la persona che mi ha avuta in terapia.
    io ho posto solo uan domanda.


    Come fa uno psicotarapeuta ad essereimparziale nei consiglim come si distacca dai suoi?

    volevo una semplice risposta e nn un interrogatorio.

  9. #9
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
    Data registrazione
    28-03-2004
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    Milano
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    Risposta semplice, non potendo e non volendo entrare nel merito.
    1. Uno psicoterapeuta non dà consigli, al massimo fornisce indicazioni sulle modalità che il paziente utilizza per gestire le proprie scelte.
    2. Un'eventuale terapia personale consente allo psicoterapeuta di fare in modo che le sue proprie modalità non siano proiettate sul paziente o che, tuttalpiù, che siano utilizzate allo scopo della cura.

    Un saluto
    gieko

  10. #10
    roxyfree
    Ospite non registrato
    oooh, finalmente una risposta secca.

    mille e mille grazie.

  11. #11
    Partecipante L'avatar di missengy
    Data registrazione
    12-03-2008
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    41
    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Risposta semplice, non potendo e non volendo entrare nel merito.
    1. Uno psicoterapeuta non dà consigli, al massimo fornisce indicazioni sulle modalità che il paziente utilizza per gestire le proprie scelte.
    2. Un'eventuale terapia personale consente allo psicoterapeuta di fare in modo che le sue proprie modalità non siano proiettate sul paziente o che, tuttalpiù, che siano utilizzate allo scopo della cura.

    Un saluto
    d'accordissimo con te...risposta chiara e decisa

  12. #12
    Johnny
    Ospite non registrato
    se vogliamo essere precisi il lavoro su di sè che uno psicoterapeuta deve fare non serve solo per controllare le "proiezioni" (chissà perchè poi questa parola piace così tanto e si parla sempre di queste fantomatiche "proiezioni"), ma anche per monitorare il controtransfert e le proprie risonanze interiori di fronte al materiale portato in seduta dal paziente, in modo da evitare di fare errori, violazioni del setting, per fare le giuste interpretazioni al momento giusto e quant'altro.

    Io comunque sono contrario al mostrare ai pazienti questi lati personali perchè sono d'accordo con Freud quando dice (mi pare nei "consigli" del 1912) che è fondamentale mantenere la nautralità, e non soddisfare le curiosità dei pazienti che vogliono sapere i fatti privati dello psicoanalista; è un segno negativo perchè vuol dire che è in atto una violazione dei ruoli (il rapporto terapeutico infatti deve essere asimmetrico perchp abbia successo)
    Ultima modifica di Johnny : 02-04-2008 alle ore 21.07.12

  13. #13
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Citazione Originalmente inviato da *-ras-* Visualizza messaggio
    se vogliamo essere precisi il lavoro su di sè che uno psicoterapeuta deve fare non serve solo per controllare le "proiezioni" (chissà perchè poi questa parola piace così tanto e si parla sempre di queste fantomatiche "proiezioni"), ma anche per monitorare il controtransfert e le proprie risonanze interiori di fronte al materiale portato in seduta dal paziente, in modo da evitare di fare errori, violazioni del setting, per fare le giuste interpretazioni al momento giusto e quant'altro.
    Il termine proiezioni non piace troppo neanche a me, personalmente l'ho usato perchè è stato adoperato nella discussione ed evidentemente rende l'idea. Ad ogni modo il "monitoraggio del controtransfert" consisterebbe proprio nell'analisi dei propri vissuti per evitare la possibilità di proiezioni dell'analista. Ma il discorso è complesso e in questo thread si chiedeva una risposta semplice e non di tipo tecnico.

    Citazione Originalmente inviato da *-ras-* Visualizza messaggio
    Io comunque sono contrario al mostrare ai pazienti questi lati personali perchè sono d'accordo con Freud quando dice (mi pare nei "consigli" del 1912) che è fondamentale mantenere la nautralità, e non soddisfare le curiosità dei pazienti che vogliono sapere i fatti privati dello psicoanalista; è un segno negativo perchè vuol dire che è in atto una violazione dei ruoli (il rapporto terapeutico infatti deve essere asimmetrico perchp abbia successo)
    Altro tema piuttosto denso in psicoanalisi quello della neutralità, così come quello della self-disclosure dell'analista. Sarebbe interessante aprire una discussione specifica. Accenno solo al fatto che molti analisti - e non solo i relazionali o gli intersoggettivi, ma anche i teorici del campo analitico (Ferro, Gaburri, Neri, etc.) - parlano di una neutralità impossibile e della imprescindibile presenza della soggettività dell'analista nella situazione analitica perchè costituzionalmente bipersonale. Il che, ovviamente, non ha nulla a che vedere con il "soddisfare curiosità dei pazienti".

    Un saluto
    gieko

  14. #14
    roxyfree
    Ospite non registrato
    mi rendo conto che state difendendo al vostra categoria e che io sono in netta minoranza,
    ma io ho saputo della sua situazione familiare "nn per soddisfare una mia curiosità".
    Forse è meglio essere più specifica.
    Sono una fisioterapista.
    qualche anno fa il mio ex psicot. mi chiese di prenderlo come paziente.
    Ho avuto molta titubanza e sinceramente ero restia (su questo punto si puo dire tanto, ma lascio a voi).
    Nel mio lavoro molti pazienti si confidano e lui nn è stato da meno.
    Pur mantenendo da parte mia un ruolo professionale distaccato , la cosa mi ha turbata perchè nn ero a conoscenza delle sue difficoltà matrimoniali e del fatto che lui nn era in analisi con nessuno (sue testuali parole confermate da altre persone)
    Tutte le indicazioni fornite a me a suo tempo, per un po hanno perso di valore.

    sono stata in seria difficoltà e ho chiesto più volte di mollarlo come paziente perchè mi sentivo destabilizzata.
    Oggi la cosa l'ho risolta, troncando risolutamente con questa persona, ma sono rimasta diffidente .
    Questo è quanto.Io nn ho soddisfatto nessuna curiosità, avrei preferito nn sapere.
    resta il fatto comunque che siamo tutti esseri umani per cui esposti agli errori, anche in buona fede.
    grazie sempre per l'attenzione.

  15. #15
    Johnny
    Ospite non registrato
    mi rendo conto che state difendendo al vostra categoria e che io sono in netta minoranza
    si sta semplicemente discutendo, fra l'altro questo è un discorso molto complesso in psicoanalisi e quindi la discussione è piuttosto complicata. Perciò la tua vicenda è diventata un pretesto per fare un discorso più allargato...poi dal momento che tu non avevi detto come hai fatto a sapere informazioni personali del tuo terapeuta era naturale pensare che fosse frutto di una curiosità, come spesso i pazienti ne hanno verso il proprio terapeuta.

    Bè allora in questo caso credo di poter fare 3 considerazioni, le faccio come studente e quindi può darsi che mi sbagli:
    1) La terapia era finita e l'obiettivo terapeutico era stato raggiunto, quindi terapeuta e paziente tornavano ad essere 2 persone "libere" senza nessun legame professionale e quindi è legittimo che egli si sia fatto curare da una sua ex paziente.
    2)il fatto di farsi curare da una sua ex paziente può essere considerato un agito di controtransfert dovuto a materiale proprio del terpeuta e non elaborato con l'analisi personale oppure a materiale della paziente non elaborato in analisi
    3) è vero anche che la paziente ha accettato di curare il proprio ex terapeuta e questo può essere dovuto a motivazioni inconsce da parte dell'ex paziente e quindi dovute a materiale non elaborato nell'analisi

    Altro tema piuttosto denso in psicoanalisi quello della neutralità, così come quello della self-disclosure dell'analista. Sarebbe interessante aprire una discussione specifica. Accenno solo al fatto che molti analisti - e non solo i relazionali o gli intersoggettivi, ma anche i teorici del campo analitico (Ferro, Gaburri, Neri, etc.) - parlano di una neutralità impossibile e della imprescindibile presenza della soggettività dell'analista nella situazione analitica perchè costituzionalmente bipersonale. Il che, ovviamente, non ha nulla a che vedere con il "soddisfare curiosità dei pazienti".
    infatti, sono perfettamente d'accordo. La neutralità è impossibile, però diciamo che l'mmissione della propria personalità da parte del terapeuta nel campo analitico dev essere monitorata ed utilizzata in senso terapeutico
    Ultima modifica di Johnny : 03-04-2008 alle ore 17.49.36

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