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Discussione: Usabilità

  1. #1
    Partecipante Affezionato L'avatar di Ariel73
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    Usabilità

    Ciao!!!!

    Mi piacerebbe poter sintetizzare con voi (Nico HELP! :angel2: ) 10 regole d'oro sull'usabilità di un sito.

    Ho iniziato a leggere i documenti citati nel thread 'psy cognitiva..' e mi sembra che la prima regola d'oro sia l'attenzione del web-designer alla 'linearità cognitiva'. Si dice, cioè, che le richieste cognitive devono essere ridotte per non interrompere il flusso d'attenzione.
    Per esempio i colori devono essere rilassanti ma non monotoni - stimolanti ma nello stesso tempo non troppo shocking

    Insomma, sobrietà e armonia!

    Ciao, a presto

    Ariel

  2. #2
    L'avatar di Haruka
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    Re: Usabilità

    Originariamente postato da Ariel73
    Mi piacerebbe poter sintetizzare con voi (Nico HELP! :angel2: ) 10 regole d'oro sull'usabilità di un sito.
    io ti posso dire come esperienza professionale visto che è il mio lavoro ma nn so' quanto siano regole assolute.. mi sembrano spontanee

    1) leggero
    [mai piu' di un tot di kappa per pagina altrimenti ciao ciao utente :ciao2:]
    2) sintetico
    [alla gente nn piace leggere a schermo ]
    3) chiaro
    [nn c'e' niente di peggio di un sito nel quale nn si trova subito quello che si cerca !]
    4) standard
    [evitare tutto quello che è al di fuori degli standard ad esempio musiche o video che utenti nn potrebbero usare]
    5) uniforme
    [nn mi puoi fare un sito per utenti che tengono schermi a 1240 di solito si sta tra gli 800x600 e i 1024x768]
    6) aggiornato
    [un sito nn costantemente aggiornato da' idea di vecchio: Internet nn è un giornale]
    7) interattivo
    [proiettarsi sempre verso l'utente]
    8) gradevole
    [ad esempio quello che dicevi tu sui font... insomma attenzione a font colori ed armonia]
    9) facile da raggiungere
    [si dice: se vuoi nascondere una cosa, mettila su Internet con "facile da raggiungere" intendo linkato !]
    10) esaustivo
    [se fai un sito sulla pizza devi mettere TUTTO quello che c'e' da sapere sulla pizza.. un utente che esce deluso da un sito nn ci torna]

    Poi ovviamente nico ne sa' piu' di me io parlo per esperienza diretta

    ciao :ciao2:

  3. #3
    L'avatar di Haruka
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    girando per la rete ho trovato questo

    Le dieci regole d’oro

    1) Spiegare chiaramente e semplicemente di che cosa tratta il sito. Spesso non basta un buon pay-off, uno slogan accattivante etc. Non bisogna avere paura di essere troppo didascalici, a meno che non si tratti del sito di uno dei top ten brands mondiali. Uno dei più bei siti di e-commerce della rete (www.abebooks.com) ha questo pay-off: “Finding books just got easier”. Quindi pochi non capirebbero che si tratta di un sito dove è facile trovare (e probabilmente comprare) libri. In aggiunta, in testa alla home page, campeggiano queste parole: “Accedi a un archivio di migliaia di libri usati, rari o fuori catalogo in tutto il mondo. Con oltre 10.000 venditori indipendenti e 40 milioni di libri nel nostro circuito, comprare libri difficili da trovare è diventato semplicemente più facile”. In questo breve periodo è racchiusa tutta l’essenza del sito. Chiarezza e semplicità prima di tutto.

    2) Raggruppare tutte le informazioni in aree distinte. Un sito ha molte cose di cui ‘parlare’: il cosiddetto “about” o profilo aziendale, l’area clienti (nel caso di un e-commerce), l’area stampa, la policy sulla privacy, etc. Molti temono di sovraccaricare l’utente con una massa di informazioni che confondano e distraggano dal core business del sito. E’ bene sapere che invece dare tante informazioni è sempre la cosa migliore. Buona regola è quindi di scrivere tanto e bene e soprattutto di raccogliere queste informazioni in aree ben distinte, per quanto comunicanti (i.e. linkate tra loro).

    3) Dritto al cuore. Allo stesso tempo, molti nuovi utenti possono non essere interessati affatto ad approfondire le informazioni che il sito offre e questo per i motivi più diversi. Un utente affezionato sa già dove ‘andare’ e cosa fare, quindi non deve essere obbligato ad attraversare delle zone ‘non operative’. Allo stesso modo, un nuovo utente del sito, ma vecchio utente di internet, può non avere bisogno di rassicurazioni, spiegazioni etc. In sostanza, bisogna far sì che il sito soddisfi sia chi ha bisogno di leggere e di approfondire prima di ‘agire’ sia chi no ne ha bisogno.

    4) I link debbono essere brevi, chiari e ‘standard’. Quando un utente cerca rapidamente ciò che più lo interessa all’interno del sito, non deve essere distratto da link ‘anomali’ ovvero da link a pagine ‘classiche’ (come il form del pagamento, la pagina per richiedere informazioni etc.) attraverso parole o addirittura frasi poco diffuse. Per quanto il Web sia ancora giovanissimo rispetto ad altri media, possiamo già parlare di un glossario standard: l’immagine del carrello per l’acquisto on-line, la busta o la scritta ‘contatti’ o ‘scrivici’ per ottenere ulteriori informazioni etc. sono ormai entrati nella semantica di tutti i navigatori, anche i meno esperti. Cercare di allontanarsi da questi standard è molto rischioso e di fatto non porta nessun vantaggio, se non una fittizia originalità.

    5) Deep Link=Good Link. Abbiamo detto quanto sia importante la home page per un sito. Ciò non toglie che spesso sia conveniente indicizzare direttamente le pagine interne. Anche i motori di ricerca pay per click si stanno rapidamente spostando verso questa policy, a tutto vantaggio degli utenti (che trovano facilmente quello che interessa) sia dei siti stessi. E’ stato calcolato che il 27% dei mancati acquisti (o meglio, di potenziali clienti che non diventano clienti reali) è dovuto alla difficoltà di arrivare alla pagina desiderata dalla home page.

    6) La ricerca veloce all’interno del sito. Per quanto un sito sia ben strutturato, è evidente che, nel caso in cui gli argomenti trattati (i prodotti in vendita etc.) siano molti, risulta spesso difficile trovare quello che si desidera. E’ quindi sempre consigliabile l’inserimento di un motore di ricerca interno, che sia accessibile da qualsiasi pagina del sito: una classica mascherina di ricerca dove sia possibile eseguire query (anche in combinazione). Consigliabile è anche l’inserimento di una search box per la ricerca “Nel Web”. E’ ingenuo pensare che l’utente esca dal sito più facilmente se gli viene offerto un link o una ‘finestra’ sul Web. E’ inoltre ormai dimostrato che chi esce da un sito lo fa per rivolgersi a un motore di ricerca/directory. Il meccanismo è semplice: “Non ho trovato quello che cerco, oppure l’ho trovato e ora devo cercare un nuovo prodotto, un’informazione etc. e quindi mi rivolgo a un motore di ricerca”. Inserire un motore di ricerca nel proprio sito web significa offrire un servizio in più, un servizio utile e sempre apprezzato.

    7) I link-out aumentano la fidelizzazione. Sembrerebbe paradossale, ma (anche in virtù di quello che abbiamo detto prima), i link a siti esterni (che appartengano o meno a un network) sono sempre una cosa buona e per due motivi: in primis, un link a un sito utile (ovviamente non direttamente concorrente) aumenta l’interesse verso il sito che lo mette a disposizione. Inoltre, link esterni significano sempre un guadagno. Spesso si può essere pagati per portare traffico ad altri siti, ma ancora più spesso si può fare uno scambio di visibilità: io ti ‘presto’ i miei utenti e tu mi ‘presti’ i tuoi. In sostanza si tratta di pubblicità gratuita che si ottiene e inoltre, molte volte, anche un sito conosciuto trae vantaggio dalla partnership con altri siti di qualità. Scambiare i propri utenti con altri siti significa inserirsi in un ‘circolo virtuoso’.

    8) Mostrare clienti soddisfatti. Per quanto questo punto appartenga più agli shopping on-line, esso può essere esteso anche ad altre tipologie di sito. La questione è semplice (anche se non riguarderebbe a rigore il tema della usability). Se nessuno che conosciamo ci ha mai consigliato il sito che stiamo visitando, è evidente che un qualche influsso positivo può derivare dalla testimonianza di chi è rimasto soddisfatto e lo dichiara apertamente, esponendosi in prima persona (come singolo o, meglio ancora, come rappresentante di una società rispettata). E’ lo stesso principio per cui dietro le videocassette e i DVD vengono speso riportati i giudizi di famosi critici cinematografici. Il sistema funziona, sempre.

    9) Un legame costante con il passato prossimo. Molto spesso apriamo l’home page di un sito che già conosciamo, cercando quell’informazione o quel link che adesso non vediamo più. Certo, nel caso sia presente un motore di ricerca interno possiamo usare quello, ma la cosa migliore è quella di inserire una sezione, ben visibile, dei link e delle informazioni recentemente tolte dalla posizione predominante in home page e adesso inserite all’interno del sito. Questo legame col passato recente aumenta senza dubbio la navigabilità di un sito.

    10) Non è bello ciò che è bello, ma ciò che funziona. Nonostante i grafici spesso siano frustrati per quello che stiamo dicendo, è vero il fatto che spesso una bella Gif, una scritta multicolore etc. non sono l’ideale per rendere un sito navigabile. Il testo deve essere semplice, per quanto non ‘trascurato’ nella sua realizzazione. Quanto detto vale in modo particolare per e-mall etc, in sostanza per siti che fanno dell’operatività il proprio punto di forza. Un sito deve essere ben curato graficamente (come un negozio deve avere un bell’arredamento ed essere pulito e ordinato), ma la semplicità è sempre la carta vincente. Inoltre, l’eccessivo utilizzo di immagini non permette la distribuzione di una grande quantità di link e riferimenti in home page e nelle pagine interne.

  4. #4
    Partecipante Affezionato L'avatar di Ariel73
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    Haru, mo' mi stampo tutto...

    Sei troppo forte!!!

    Thanks a lot! A prestissimo!

    Ariel


  5. #5
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    Re: Re: Usabilità

    Originariamente postato da Haruka

    Poi ovviamente nico ne sa' piu' di me
    troppo buona e modesta

    Originariamente postato da Haruka

    io parlo per esperienza diretta

    ciao :ciao2:
    io per sentito dire

    Un altro buon link può essere il sito web di Nielsen, da molti considerato il guru della usability... in verità mi sta un pò sulle palle perché è troppo rigido, ma rimane comunque un buon punto di partenza. Lì troverai anche le sue 10 regole d'oro, manco stessimo a parlare di ricette culinarie

    Trovi quel link ed altri alla pagina http://www.opsonline.it/risorse/link/dirCat.asp?id=19

    ciauz,
    nico

  6. #6
    L'avatar di Haruka
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    Re: Re: Re: Usabilità

    Originariamente postato da nico
    io per sentito dire
    Tsk Opsiani! NN avete visto i libri che tiene lui
    se ne conoscessi la meta' io mi venderei a peso d'oro come grafica esperta di web usability!

    nico ma c'e' qualche corso che tu sappia?

  7. #7
    Ospite non registrato
    Personalmente credo che la Usability sia sintetizzabile in un'unica e semplice regola:

    "Usability è portare per mano l'utente come fosse un bambino che va a spasso allo zoo"

    Ogni zoo è diverso dagli altri, ogni sito ha un proprio scopo. Certo i concetti di semplicità e linearità nella comunicazione sono assiomi del Web-design ma non significano ridurre all'osso il contenuto tecnologico o multimediale di un sito internet.

    Questo vale anche per il peso delle pagine stesse.. una pagina con del 3d in real time o uno streaming video sono accettabilissime se rivolte al giusto target


    A voi la palla.....

  8. #8
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    Originariamente postato da bossrobot
    Personalmente credo che la Usability sia sintetizzabile in un'unica e semplice regola:

    "Usability è portare per mano l'utente come fosse un bambino che va a spasso allo zoo"

    Ogni zoo è diverso dagli altri, ogni sito ha un proprio scopo.
    Ciao bossrobot,

    mi fa piacere che qualcuno abbia rilanciato su questo thread e mi fa piacere che la pensiamo diversamente perché ciò può dar luogo ad un positivo confronto

    Nella regola che riporti ci vedo un pò troppo determinismo e centratura sul sito web.
    A mio avviso quest'ultima va invece posta sull'utente/cliente. Io direi, piuttosto, ogni utente è diverso dagli altri, ogni utente ha i propri obiettivi, aspettative, competenze di utilizzo e motivazioni all'utilizzo.

    DAl mio punto di visto viene allora fuori che i siti web, in realtà, hanno tutti obiettivi e scopi molto simili e raggrppali nell'assecondare e permettere la soddisfazione delle esigenze di ogni singolo utente.

    A mio avviso questa, pre alcuni, sfumatura concettuale, si riperuote poi pesantemente sulla progettazione e realizzazione dell'ambiente web.

    Poi sul fatto di accompagnare l'utente... nell'ambiente si utilizza l'acronimo K.I.S.S. - Keep It Simple for the Stupid - insomma, fallo a prova di stupido...
    Dando un peso specifico alle parole, "accompagnare" o "portare per mano" danno sempre una visione un pò passiva dell'utente. A me piace di più "permettere" o "facilitare" un utente, magari anche inesperto ed impacciato...

    In definitiva penso che l'orientamento al cliente debba essere predominante. Noi dobbiamo progettare e sviluppare avendo ben chiaro a chi ci rivolgiamo ed in questo la psicologia può dare moltissimo

    Certo i concetti di semplicità e linearità nella comunicazione sono assiomi del Web-design ma non significano ridurre all'osso il contenuto tecnologico o multimediale di un sito internet.

    Questo vale anche per il peso delle pagine stesse.. una pagina con del 3d in real time o uno streaming video sono accettabilissime se rivolte al giusto target
    Verissimo! Tutto si deve rapportare comunque ad un contesto specifico fatto di molte variabili e non vi è regola vera in assoluto se non il presupposto di partenza di cui parlavamo

    Alla prossima,
    nico

  9. #9
    Ospite non registrato
    Assolutamente d'accordo.

    Dal punto di vista dell'indipendenza dell'utente in realtà qualunque percorso questi faccia nella visita di un sito segue una strada tracciata in precedenza.

    In realtà la totale, o quasi, libertà di movimento (intendento con ciò una navigazione ipertestuale al massimo) deve permettere comunque e sempre di "risalire" ad un safe-point in qualsiasi istante.

    Il prendere per mano in realtà è un fornire al peggiore degli utenti un punto di riferimento.. un'ancora di salvezza per uscire dal sito o tornare ad un indice senza piangere lacrime amare.....


    Dal punto di vista dell'apporto di uno psicologo nella realizzazione di un sito internet beh.. questo è sicuramente vero anche se, ma non uccidetemi, non indispensabile almeno per quello che riguarda la fase di progettazione ed implementazione del sito stesso.
    Trovo la figura più presente invece in quello che potremmo considerare il Testing a campione del sito (laddove questo avvenga) per valutare l'indice di gradimento-comprensione ed efficiacia del media costruito.

    Inutile dire che su 100 siti probabilmente 2 seguono questa trafila.. gli altri 98 sono "vagliati" dal responsabile della comunicazione di turno.. insomma sfondo giallo e scritta rosa e una bella immagine con due bicchieri di spumante per festeggiare la messa online del sito
    (veramente succesomi )

  10. #10
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    Originariamente postato da bossrobot
    Il prendere per mano in realtà è un fornire al peggiore degli utenti un punto di riferimento.. un'ancora di salvezza per uscire dal sito o tornare ad un indice senza piangere lacrime amare.....
    yesss

    Dal punto di vista dell'apporto di uno psicologo nella realizzazione di un sito internet beh.. questo è sicuramente vero anche se, ma non uccidetemi, non indispensabile almeno per quello che riguarda la fase di progettazione ed implementazione del sito stesso.
    Trovo la figura più presente invece in quello che potremmo considerare il Testing a campione del sito (laddove questo avvenga) per valutare l'indice di gradimento-comprensione ed efficiacia del media costruito.
    A mio avviso c'è da fare una distinzione tra:
    1) ciò che il mercato chiede;
    2) ciò che il mercato conosce dello psicologo
    3) ciò che uno psicologo potrebbe dare
    4) ciò che lo psicologo ad oggi sa di poter dare

    Mi spiego meglio

    Tu ti riferisci alla fase di test di usabilità ed immagino, nello specifico a focus group e simili... giustamente è lì che ad oggi viene impiegato lo psicologo (quando capita) e quindi questo viene in mente

    Adesso ti propongo altri ambiti a valore aggiunto:

    ANALISI DEL TARGET
    Prima di cominciare qualsiasi progetto web è necessario conoscere alla perfezione l'utenza a cui si rivolge il sito web (inr ealtà è ancor prima utile una buona analisi della domanda con la committenza, ma sorvolo ). Intendo caratteristiche sociodemografiche, stili di vita, motivazioni, stili comunicativi, aspettative, and so on...
    Insomma un ambito in cui lo psicologo sociale può offrire diverse informazioni preziose per cominciare a strutturare il lavoro


    PROGETTAZIONE
    Al punto precedente abbiamo quindi raccolto tutte le info necessarie a sviluppare un progetto web adatto. In fase di progettazione lo psicologo può fornire altre dritte utili.
    Soffermiamoci sulle motivazioni alla navigazione come la ricerca di informazioni, la comunicazione uno a uno o uno a molti (community), l'apprendimento di conoscenza, l'aspetto ludico/sociale.
    Tutte queste cose implicano l'utilizzo di costrutti teorici... il fatto di non proporre una lista troppo lunga di link deriva da ricerche psicologiche sul sovraccarico cognitivo... le web community gestiscono relazioni e dinamiche di gruppo, quindi amore, aggressività, fedeltà, relazione ed anche qui la psicologia sociale e dei gruppi può dare molto nel suggerire accortezze nello sviluppo di ambienti di aggregazione...
    Mi fermo, ma potrei continuare

    WEB PROJECT MANAGER
    In progetti complessi lo sviluppo è gestito da un team di professionisti. Noi psicologi abbiamo molte potenzialità in termini di project managing, gestione gruppi e lavoro per progetti ed obiettivi

    Ovviamente non ti sto parlando di tutta la categoria di psicologi. Purtroppo la coscienza di queste nostre potenzilità è sconosciuta ai più ed in pochissimi la coltivano, però il dato di fatto è che potremmo intervenire a vari livelli lungo il processo di sviluppo e gestione di un sito web

    Che te ne sembra degli esempi portati?
    Dato che non sei psicologo mi interessa il tuo parere, magari associandolo al sapere di che ti occupi

    a presto,
    niocla

  11. #11
    Ospite non registrato
    Allora.. andiamo con ordine...

    In effetti non sono psicologo.. ma quasi marito di una quasi laureata in psicologia eehhehehehe (la Briglia). Mi occupo di informatica praticamente da sempre (viviamo ad Ivrea un tempo nota per l'Olivetti... dove i bambini imparavano ad usare i computer per osmosi ahahahahahah)

    Ho lavorato per circa 5 anni per una grossa Media-Farm di Milano dove mi occupavo di progettazione e sviluppi in computergrafica 2D e 3D (video, Web, animazione) e, da circa 2 anni, mi sono trasferito vicino a torino (il ritorno all'ovile) dove lavoro come progettista software e coordino dei gruppi di progetto sempre nell'ambito della computer-grafica.

    Per quel che riguarda i punti da te esposti concordo sulla plasmabilità della figura dello psicologo e sul fatto che questa ben si adatti a ruoli di "analisi" (SCUSATE IL GIOCO DI PAROLE IHIHIH)... sicuramente, ma questo credo sia superfluo, lo psicologo è uno di quei "mestieri" per i quali non basta lo studio.. forse la mia visione del mondo è troppo romantica ma credo che uno psicologo sia "generato":

    - per un 5% dall'università dal punto di vista delle nozioni
    - per un 15% dall'università dal punto di vista dell'acquisizione dell'autocontrollo e della sopportazione verso le deficenze del sistema universitario
    -per un 80% da mamma natura che dona ad alcuni la sensibilità e la capacità di comprendere e far sentire comprese le persone che si trovano di fronte

    Ho lavorato con psicologi che come team leader erano uno sfacelo e con ragazzi che, pur avendo solo la licenza media, erano in grado , non solo tecnicamente ma anche umanamente, di fare da traino ad un intero gruppo.... ho anche lavorato con persone che avrebbero avuto, tanton tanto tanto bisogno di uno psicologo (noi ci siete mai quando servite!!!! ihihihihih)

    Altra cosa sono invece le pianificazioni e le analisi pre-post sviluppo di applicativi o ambienti virtuali, simulazioni o altro.. li bisogna darvi campo libero perchè siete proprio bravi!!
    A riguardo vi segnalo il sito della Kinder Ferrero che propone una serie di giochi (questi studiati con team di psicologi) per ragazzi di diverse fasce di età: è stato un progetto molto bello, l'ultimo su cui ho lavorato a Milano.....

  12. #12
    Lupo Solitario Biblico L'avatar di Antares
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    salve!
    ho visto di sfuggita questo thread, ma ho letto 3 termini che rientrano nel mio ambito: target, mercato e cliente
    si sta forse parlando delle possibili applicazioni di strategie di marketing nella progettazione di un sito?
    se è così la questione diventa molto interessante per me (faccio Economia e Commercio)
    ora sto scappando, ma vi risponderò felicemente stasera
    byeeee
    Terra - Acqua - Fuoco - Aria - Vuoto....... i 5 Anelli......


    Credo nelle rovesciate di Bonimba e nei riff di Keith Richard
    Credo al doppio suono di campanello del padrone di casa che vuole l’affitto ogni primo del mese
    Credo che ognuno di noi meriterebbe di avere una madre e un padre che siano decenti con lui almeno fino a quando non si sta in piedi
    Credo che un Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa
    Credo che non sia tutto qua. Però prima di credere in qualcosa d’altro bisogna fare i conti con quello che c’è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche dio
    Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con 300000 al mese ma credo anche che se non leccherò culi come fa il mio capo-reparto difficilmente cambieranno le cose
    Credo che ci ho un buco grosso dentro ma anche che il rock and roll, qualche amichetta , il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici... beh ogni tanto questo buco me lo riempiono
    Credo che la voglia di scappare da un paese con 20000 abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso e credo che da te stesso non ci scappi neanche se sei Eddie Merx
    Credo che non è giusto giudicare la vite degli altri perché non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri
    Credo che per credere certi momenti ti ci vuole molta energia.
    [/color]

    GrazieToni

    King of Movies del mese di Novembre

  13. #13
    Ospite non registrato
    Non esattamente.. ma puoi iniziare a parlarne tu ... butta il sasso nello stagno e vediamo che succede....

  14. #14
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    Originariamente postato da bossrobot
    (viviamo ad Ivrea un tempo nota per l'Olivetti... dove i bambini imparavano ad usare i computer per osmosi ahahahahahah)


    Originariamente postato da bossrobot
    lo psicologo è uno di quei "mestieri" per i quali non basta lo studio.. forse la mia visione del mondo è troppo romantica ma credo che uno psicologo sia "generato":

    - per un 5% dall'università dal punto di vista delle nozioni
    - per un 15% dall'università dal punto di vista dell'acquisizione dell'autocontrollo e della sopportazione verso le deficenze del sistema universitario
    -per un 80% da mamma natura che dona ad alcuni la sensibilità e la capacità di comprendere e far sentire comprese le persone che si trovano di fronte
    Concordo sul fatto che la laurea sia solo una "piccola" parte da valorizzare e tarare poi con tanta esperienza e buona volontà.
    Credo di meno al dono di mamma natura, soprattutto quando si parla di psicologia sociale e di psicologia del lavoro.
    Qui strumenti e metodi sono più concreti e tangibili (per i clinici specifico che ciò non significa più efficaci )

    Originariamente postato da bossrobot
    Ho lavorato con psicologi che come team leader erano uno sfacelo e con ragazzi che, pur avendo solo la licenza media, erano in grado , non solo tecnicamente ma anche umanamente, di fare da traino ad un intero gruppo....
    beh... di incompetenti ce n'è anche tra ingegneri, economisti, informatici, preti e commercianti
    Dico solo che il profilo di competenze di uno psicologo è potenzialmente in grado di apportare valore nelle aree di cui ho parlato prima...

    Originariamente postato da bossrobot
    Altra cosa sono invece le pianificazioni e le analisi pre-post sviluppo di applicativi o ambienti virtuali, simulazioni o altro.. li bisogna darvi campo libero perchè siete proprio bravi!!
    E' vero, ed è tanto più vero quanto incontri psicologi che hanno nozioni e strumenti anche hard per esempio di programmazione, architettura web, budgeting, ecc... Permette di comunicare con chi ti sta a torno e proporre cose realistiche per il progetto nel suo complesso


    Originariamente postato da Antares
    ho letto 3 termini che rientrano nel mio ambito: target, mercato e cliente
    si sta forse parlando delle possibili applicazioni di strategie di marketing nella progettazione di un sito?
    Ciao Antares,

    Non se ne parlato sinora, ma può essere molto utile ed interessante farlo

    Parlando di analisi del target e comunicazione penso comunque di essere entrato nel campo del marketing, quindi si possono di certo trovare continuum interessanti.
    Ti dirò di più, qualche dritta la potremmo fornire anche per ciò che riguarda il CRM (customer relationship marketing) e loyalty... che ne dici?

  15. #15
    Ospite non registrato
    per quanto riguardava pre e post a dire il vero io intendevo una valutazione dell'impatto che il prodotto ha sul pubblico.. più che una dominante tecnica.

    Per fare un esempio stupido i progetti ferrero di cui parlavo sono testati anche dal punto di vista del "gradimento": in pratica ci sono gruppi di 20/30 bambini alla volta che giocano, al termine del gioco vengono "intervistati".. e tutto ciò serve per tarare il prodotto.. anzi la Usability del prodotto!

    Riguardo i CRM (credo stia per Customer Relationship Management e non Marketing ma devo controllare) in effetti sono un bel delirio... specialmente in contesti di Business Intelligent (ossia strumenti estremamente specifici, teoricamente banali da usare che permetto analisi automatizzate dei dati nonchè la loro rappresentazione grafica... detti anche i "cubi")

    ora spengo e vado a casa..... buona serata a tutti!

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