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Discussione: Censura legale

  1. #1
    Thanatos
    Ospite non registrato

    Censura legale

    Cari amici e amiche impegnati a dare una pennellata di decenza al nostro Paese, eccovi una forma di censura nell’informazione di cui non si parla mai. E’ la peggiore, poiché non proviene frontalmente dal Sistema, ma prende il giornalista alle spalle. Il risultato è che, avvolti dal silenzio e privi dell’appoggio dell’indignazione pubblica, non ci si può difendere. Questa censura sta di fatto paralizzando l’opera di denuncia dei misfatti sia italiani che internazionali da parte di tanti giornalisti ‘fuori dal coro’.

    Si tratta, in sintesi, dell’abbandono in cui i nostri editori spesso ci gettano al primo insorgere di contenziosi legali derivanti delle nostre inchieste ’scomode’. Come funziona e quanto sia pericoloso questo fenomeno per la libertà d’informazione ve lo illustro citando il mio caso.

    Si tratta di un fenomeno dalle ampie e gravissime implicazioni per la società civile italiana, per cui vi prego di leggere fino in fondo il breve racconto.

    A SEGUITO, "COSA RISPONDE REPORT" - MILENA GABANELLI (Forum Rai);

    Per la trasmissione Report di Milena Gabanelli, cui ho lavorato dando tutto me stesso fin dal primo minuto della sua messa in onda nel 1994, feci fra le altre un’inchiesta contro la criminosa pratica del comparaggio farmaceutico, trasmessa l’11/10/2001 (”Little Pharma & Big Pharma”). Col comparaggio (reato da art.170 leggi pubblica sicurezza) alcune case farmaceutiche tentano di corrompere i medici con regali e congressi di lusso in posti esotici per ottenere maggiori prescrizioni dei loro farmaci, e questo avviene ovviamente con gravissime ripercussioni sulla comunità (il prof. Silvio Garattini ha dichiarato: “Dal 30 al 50% di medicine prescritte non necessarie”) e spesso anche sulla nostra salute (uno dei tanti esempi è il farmaco Vioxx, prescritto a man bassa e a cui sono stati attribuiti da 35 a 55.000 morti nei soli USA).

    L’inchiesta fu giudicata talmente essenziale per il pubblico interesse che la RAI la replicò il 15/2/2003.

    Per quella inchiesta io, la RAI e Milena Gabanelli fummo citati in giudizio il 16/11/2004(1) da un informatore farmaceutico che si ritenne danneggiato dalle rivelazioni da noi fatte.

    Il lavoro era stato accuratamente visionato da uno dei più alti avvocati della RAI prima della messa in onda, il quale aveva dato il suo pieno benestare.

    Ok, siamo nei guai e trascinati in tribunale. Per 10 anni Milena Gabanelli mi aveva assicurato che in questi casi io (come gli altri redattori) sarei stato difeso dalla RAI, e dunque di non preoccuparmi(2). La natura dirompente delle nostre inchieste giustificava la mia preoccupazione. Mi fidai, e per anni non mi risparmiai nei rischi.

    All’atto di citazione in giudizio, la RAI e Milena Gabanelli mi abbandonano al mio destino. Non sarò affatto difeso, mi dovrò arrangiare. La Gabanelli sarà invece ampiamente difesa da uno degli studi legali più prestigiosi di Roma, lo stesso che difende la RAI in questa controversia legale.(3) Ma non solo.

    La linea difensiva dell’azienda di viale Mazzini e di Milena Gabanelli sarà di chiedere ai giudici di imputare a me, e solo a me (sic), ogni eventuale misfatto, e perciò ogni eventuale risarcimento in caso di sentenza avversa.(4).

    E questo per un’inchiesta di pubblico interesse da loro (RAI-Gabanelli) voluta, approvata, trasmessa e replicata. (la RAI può tecnicamente fare questo in virtù di una clausola contenuta nei contratti che noi collaboratori siamo costretti a firmare per poter lavorare, la clausola cosiddetta di manleva(5), dove è sancita la sollevazione dell’editore da qualsiasi responsabilità legale che gli possa venir contestata a causa di un nostro lavoro. Noi giornalisti non abbiamo scelta, dobbiamo firmarla pena la perdita del lavoro commissionatoci, ma come ho già detto l’accordo con Milena Gabanelli era moralmente ben altro, né è moralmente giusificabile l’operato della RAI in questi casi).

    Sono sconcertato. Ma come? Lavoro per RAI e Report per 10 anni, sono anima e corpo con l’impresa della Gabanelli, faccio in questo caso un’inchiesta che la RAI stessa esibisce come esemplare, e ora nel momento del bisogno mi voltano le spalle con assoluta indifferenza. E non solo: lavorano compatti contro di me.

    La prospettiva di dover sostenere spese legali per anni, e se condannato di dover pagare cifre a quattro o cinque zeri in risarcimenti, mi è angosciante, poiché non sono facoltoso e rischio perdite che non mi posso permettere.

    Ma al peggio non c’è limite. Il 18 ottobre 2005 ricevo una raccomandata. La apro. E’ un atto di costituzione in mora della RAI contro di me. Significa che la RAI si rifarà su di me nel caso perdessimo la causa. Recita il testo: “La presente pertanto vale come formale costituzione in mora del dott. Paolo Barnard per tutto quanto la RAI s.p.a. dovesse pagare in conseguenza dell’eventuale accoglimento della domada posta dal dott. Xxxx (colui che ci citò in giudizio, nda) nei confronti della RAI medesima”.(6).

    Nel leggere quella raccomandata provai un dolore denso, nell’incredulità.

    Interpello Milena Gabanelli, che si dichiara estranea alla cosa. La sollecito a intervenire presso la RAI, e magari anche pubblicamente, contro questa vicenda. Dopo poche settimane e messa di fronte all’evidenza, la Gabanelli tenta di rassicurarmi dicendo che “la rivalsa che ti era stata fatta (dalla RAI contro di me, nda) è stata lasciata morire in giudizio… è una lettera extragiudiziale dovuta, ma che sarà lasciata morire nel giudizio in corso… Finirà tutto in nulla.”(7).

    Non sarà così, e non è così oggi: giuridicamente parlando, quell’atto di costituzione in mora è ancora valido, eccome.

    Non solo, Milena Gabanelli non ha mai preso posizione pubblicamente contro quell’atto, né si è mai dissociata dalla linea di difesa della RAI che è interamente contro di me, come sopra descritto, e come dimostrano gli ultimi atti del processo in corso.(8)

    Non mi dilungo. All’epoca di questi fatti avevo appena lasciato Report, da allora ho lasciato anche la RAI. Non ci sarà mai più un’inchiesta da me firmata sull’emittente di Stato, e non mi fido più di alcun editore. Non mi posso permette di perdere l’unica casa che posseggo o di vedere il mio incerto reddito di freelance decimato dalle spese legali, poiché abbandonato a me stesso da coloro che si fregiavano delle mie inchieste ‘coraggiose’. Questa non è una mia mancanza di coraggio, è realismo e senso di responsabilità nei confronti soprattutto dei miei cari.

    Così la mia voce d’inchiesta è stata messa a tacere. E qui vengo al punto cruciale: siamo già in tanti colleghi abbandonati e zittiti in questo modo.

    Ecco come funziona la vera “scomparsa dei fatti”, quella che voi non conoscete, oggi diffusissima, quella dove per mettere a tacere si usano, invece degli ‘editti bulgari’, i tribunali in una collusione di fatto con i comportamenti di coloro di cui ti fidavi; comportamenti tecnicamente ineccepibili, ma moralmente assai meno.

    Questa è censura contro la tenacia e il coraggio dei pochi giornalisti ancora disposti a dire il vero, operata da parte di chiunque venga colto nel malaffare, attuata da costoro per mezzo delle minacce legali e di fatto permessa dal comportamento degli editori.

    Gli editori devono difendere i loro giornalisti che rischiano per il pubblico interesse, e devono impegnarsi a togliere le clausole di manleva dai contratti che, lo ribadisco, siamo obbligati a firmare per poter lavorare.

    Infatti oggi in Italia sono gli avvocati dei gaglioffi, e gli uffici affari legali dei media, che di fatto decidono quello che voi verrete a sapere, giocando sulla giusta paura di tanti giornalisti che rischiano di rovinare le proprie famiglie se raccontano la verità.

    Questo bavaglio ha e avrà sempre più un potere paralizzante sulla denuncia dei misfatti italiani a mezzo stampa o tv, di molto superiore a quello di qualsiasi politico o servo del Sistema.

    Posso solo chiedervi di diffondere con tutta l’energia possibile questa realtà, via mailing lists, siti, blogs, parlandone. Ma ancor più accorato è il mio appello affinché voi non la sottovalutiate.

    In ultimo. E’ assai probabile che verrò querelato dalla RAI e dalla signora Gabanelli per questo mio grido d’allarme, e ciò non sarà piacevole per me.

    Hanno imbavagliato la mia libertà professionale, ma non imbavaglieranno mai la mia coscienza, perché quello che sto facendo in queste righe è dire la verità per il bene di tutti. Spero solo che serva.

    Grazie di avermi letto.

    Paolo Barnard

    .
    Note:

    1) Tribunale civile di Roma, Atto di citazione, 31095, Roma 10/11/2004.

    2) Fatto su cui ho più di un testimone pronto a confermarlo.

    3) Nel volume “Le inchieste di Report” (Rizzoli BUR, 2006) Milena Gabanelli eroicamente afferma: “…alle nostre spalle non c’è un’azienda che ci tuteli dalle cause civili”. Prendo atto che il prestigioso studio legale del Prof. Avv. Andrea Di Porto, Ordinario nell’Università di Roma La Sapienza, difende in questo dibattimento sia la RAI che Milena Gabanelli. Ma non me.

    4) Tribunale Ordinario di Roma, Sezione I Civile-G.U. dott. Rizzo- R.G.N. 83757/2004, Roma 30/6/2005: “Per tutto quanto argomentato la RAi-Radiotelevisione Italiana S.p.a. e la dott.ssa Milena Gabanelli chiedono che l’Illustrissimo Tribunale adìto voglia:…porre a carico del dott. Paolo Barnard ogni conseguenza risarcitoria…”.

    5) Un esempio di questa clausola tratto da un mio contratto con la RAI: “Lei in qualità di avente diritto… esonera la RAI da ogni responsabilità al riguardo obbligandosi altresì a tenerci indenni da tutti gli oneri di qualsivoglia natura a noi eventualmente derivanti in ragione del presente accordo, con particolare riferimento a quelli di natura legale o giudiziaria”.

    6) Raccomandata AR n. 12737143222-9, atto di costituzione in mora dallo Studio Legale Di Porto per conto della RAI contro Paolo Barnard, Roma, 3/10/2005.

    7) Email da Milena Gabanelli a Paolo Barnard, 15/11/2005, 099:18

    8) Tribunale Civile di Roma, Sezione Prima, Sentenza 10784 n. 5876 Cronologico, 18/5/2007: “la parte convenuta RAI-Gabanelli insisteva anche nelle richieste di cui alle note del 30/6/2005…”. (si veda nota 4)

    Fonte: comeDonChisciotte - Politica e Informazione - CENSURA LEGALE

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di francesco27
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    a parte che ritengo report una trasmissione molto bella e senza troppi filtri,e mi dispiace che sia successa questa cosa, se poi pensiamo che il giornalismo di denuncia è affidato a striscia la notizia è tutto dire, gli interessi economici concentrati nelle mani di pochi individui e la lentezza ed inefficenza del sistema fanno il resto.
    da questo punto di vista internet è un gran potenziale, ma la domanda è come possiamo far si che queste persone siano tutelate nel loro lavoro, mentre solo pochi mesi fa quel ciccione di mastella voleva far passare la legge bavaglio che impediva ad i giornalisti di parlare delle cronache giudiziarie, che fa:
    vietare la pubblicazione,anche parziale o per riassunto,degli atti di indagine.
    vietare la pubblicazione,anche parziale,per riassunto o nel contenuto,della documentazione,degli atti relativi a conversazioni,anche telefoniche,o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche .
    vietare la pubblicazione,anche parziale,per riassunto o nel contenuto,delle richieste e delle ordinanze emesse in materie di misure cautelari.
    se si procede al dibattimento,non è consentita la pubblicazione ,anche parziale,degli atti con multe fino a 100 mila euro!!!!!!
    Ovviamente ci sono casi e casi su cui magari anche si è sbagliato a pubblicare delle informazioni, ma nella stragrande maggioranza ci hanno fatto capire quanto in realtà siamo ancora nella replublica delle banane!
    link alla legge Fermiamo la LEGGE BAVAGLIO! Petition

    bhè che dire meno vespa più marco travaglio!!!!!!!


    花は桜木人は武士
    "tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il guerriero".
    Nessun Metodo Come Metodo Nessun Limite Come Limite. B.Lee

  3. #3
    Postatore Compulsivo L'avatar di francesco27
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    a proposito che stron*a la rai!!!!!!!!
    pessimo servizio pubblico!!!!!!!!!!!


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  4. #4
    Thanatos
    Ospite non registrato
    Appello di Alex Zanotelli e Gherardo Colombo per il Giornalista Paolo Barnard

    Rimango esterrefatto per quanto è avvenuto al giornalista Paolo Barnard abbandonato a sé stesso dalla RAI e dalla stessa Milena Gabanelli, la conduttrice di Report.
    Ho sempre ammirato il lavoro giornalistico di Paolo Barnard. Penso che le sue puntate su Report siano le più belle del giornalismo italiano. Ora Paolo Barnard è stato portato in tribunale per la puntata ( “ Little Pharma & Big Pharma “) del 11/10/2001 e ripetuta, su richiesta del pubblico, il 15 /02/ 2003. Per quella inchiesta la RAI e la Gabanelli furono citati in giudizio il 16/11/2004. Nonostante le assicurazioni da parte della RAI, Paolo Barnard è ora abbandonato al suo destino. Questo è un comportamento a dir poco criminoso. E questo non solo perché tocca a Paolo Barnard , ma perché vengono così messi a tacere tanti giornalisti che troveranno così sempre più difficile fare giornalismo serio.

    So che sempre più telegiornali sia della Rai che di Berlusconi escono con notizie decurtate dagli uffici Affari Legali delle rispettive aziende. Questo anche per la stampa e radio. Chiedo che gli editori difendano i loro giornalisti che rischiano per il pubblico interesse, e che si impegnino a togliere le clausole di manleva dai contratti che gli stessi giornalisti sono obbligati a firmare.
    Questo bavaglio ha e avrà sempre più potere paralizzante sulla denuncia dei misfatti italiani a mezzo stampa o Tv. Questa è una lotta per la libertà di stampa , colonna portante di qualsiasi democrazia.

    Alex Zanotelli

    Commento di Gherardo Colombo su Censura Legale

    Ho seguito con attenzione il dibattito Barnard - Gabanelli sui limiti della tutela legale che la RAI garantisce ai propri collaboratori.

    Non voglio entrare nel merito della vicenda specifica, che del resto è stata rappresentata attraverso il contraddittorio dei due protagonisti in modo che ciascuno è in grado di farsene un’opinione, e ciò a prescinder e dal giudizio del Tribunale di Roma sulla lesività o meno del contenuto dell’inchiesta nei confronti di chi se n’è sentito offeso.

    Ma mi interessa molto il problema che dalle dichiarazioni di entrambi i giornalisti sembra affiorare: quello della censura indiretta verso l’informazione, magari approfondita e veridica, ma proprio per questo spesso scomoda, che si attua semplicemente utilizzando il timore dei giornalisti di essere non tanto chiamati a rispondere della correttezza del loro lavoro, ma costretti a sostenere da soli tutte le spese legali a ciò necessarie, trovandosi magari paradossalmente contrapposti allo stesso ente che liberamente si è avvalso dei loro reportages.

    Emerge che questa censura non ha bisogno neppure di dichiarazioni o di dinieghi, perchè si maschera dietro un meccanismo legale capace di far leva sul timore delle conseguenze personali e familiari che un’inchiesta o un reportage può innescare; si avvale più o meno consapevolmente di autolimitazioni, del buon senso che spinge soprattutto chi tiene famiglia a chiedersi se ne valga la pena.

    Mi viene in mente che ad analoghi risultati in termini di carenza di completezza e libertà di informazione può condurre il diffuso precariato anche nel mondo giornalistico.

    Mi chiedo se stante la centralità del ruolo dell’informazione per l’effettività di una società democratica, dove la chiave del potere di scegliere sta nella nella reale possibilità di conoscere, non sia il momento di dare statura costituzionale a regole essenziali che garantiscano l’indipendenza dell’informazione, che mi pare sia divenuta, con l’esplosione dei mass media, una guarentigia non meno importante di quella dell’ordine giudiziario, perchè è pur sempre di controllo dell’esercizio del potere nelle sue più varie forme di espressione che si tratta.

    Forse la migliore risposta al dibattito in atto tra due persone molto stimate nella società civile, e alle domande che in molti si sono sollevate, sarebbe un approfondimento propio televisivo del tema, una riflessione sincera su quanto il motivato timore dei singoli, stanti le regole del sistema, finisce per pesare sulla dose di verità e completezza dell’informazione RAI; e non solo.

    Gherardo Colombo

    Fonte: SOCIALPRESS

  5. #5
    Thanatos
    Ospite non registrato
    REPORT CENSURA "CENSURA LEGALE". UN ALTRO COLPO ALLA LIBERA INFORMAZIONE

    Cari amici/amiche, la redazione di Report, con un espediente senza precedenti nei forum, ha censurato nel proprio forum la discussione su Censura Legale facendola sparire dalla prima pagina nonostante fosse la più attiva (Messaggio Forum).

    Essa non solo ospitava le libere opinioni di diversi spettatori della trasmissione, ma era stata letta da quasi 30.000 italiani in un crescendo giornaliero.
    Le critiche che si andavano accumulando sull’operato di Milena Gabanelli, in collusione con la RAI nell’opera di Censura Legale (Censura "legale"), non sono state tollerate dalla redazione, che in questo modo replica la stessa intolleranza al libero dibattito e alla ricerca della verità del Sistema che vorrebbero contrastare.

    Vi chiedo di agire oggi stesso partecipando alla protesta che si va accendendo sul forum di Report (leggere nel forum: Importante - Ordine di archiviazione delle discussioni e poi scrivere su Importante - Bernardo Iovene on line e/o Gabanelli nel panico mostra chi veramente è).

    Ne va ancora una volta del vostro diritto di poter credere che chi vi informa sia realmente ciò che dichiara di essere. Ne va della libera informazione in Italia.

    Grazie a tutti. Paolo Barnard

    Fonte: comeDonChisciotte - Politica e Informazione - REPORT CENSURA "CENSURA LEGALE". UN ALTRO COLPO ALLA LIBERA INFORMAZIONE

  6. #6
    Thanatos
    Ospite non registrato
    Report e Anno Zero, i dettagli della censura contro i loro spettatori


    Sono Paolo Barnard. Insisto nello scrivervi perché la gravità degli accadimenti è inaudita.
    Nel dibattito su Censura Legale (censurato, prove alla mano, da tutti i media di sinistra e di centrosinistra italiani, nonostante sia in gioco la libertà d'informazione) sta accadendo una cosa sempre più sconcertante. La redazione di Report e Milana Gabanelli, coinvolti ahimè nella mia denuncia,
    nonché quella di Anno Zero, hanno agito per censurare qualsiasi critica o dissenso proveniente da alcuni loro spettatori, facendo le seguenti cose in ordine:

    1) Le 4 discussioni sul forum di Report che parlavano di Censura Legale e della collusione della Gabanelli-RAI in essa, sono state accorpate in una.
    Questa è stata artificiosamente fatta sparire dalla prima pagina (e relagata a pag. 14) con un improvviso e inedito cambio di criterio di visualizzazione delle discussioni. La stessa redazione di Report lo ha ammesso con un post
    vergognoso (Messaggio Forum). Ciò, nonostante le oltre 30.000 letture di quelle discussioni da parte di cittadini.

    2) Hanno cancellato impietosamente e ripetutamente tanti post di critica e di protesta che venivano inviati dai cittadini alle discussioni su Censura Legale (prima che sparissero).

    3) Hanno cancellato persino i post di critica e di protesta indirizzati ai threads ufficiali della redazione (quelli in alto nella prima pagina).

    4) Hanno bannato (bandito) decine di spettatori che partecipavano al forum per portare commenti critici o di protesta. Gli stanno impedendo di scrivere, e questo su un forum di un'emittente pubblica e in dispregio del dettato costituzionale.

    5) Tutto questo sta accandendo identico sul forum di Anno Zero, dove era in corso la medesima discussione su Censura Legale.

    6) I cittadini censurati da questi forum pubblici, stanno ri-postando insistentemente i post censurati nei medesimi forum. Essi riappaiono e poi scompaiono, per poi riapparire, ecc.

    Tutto ciò è gravissimo. Già sarebbe inaudito se fosse fatto da un editore retrivo e illiberale, ma in questo caso viene fatto da chi si è venduto agli italiani per anni come i 'paladini della morale civica del Paese'. Che fine sta facendo l'informazione libera, se anche quella poca rimasta replica le nefandezze del Sistema?

    Questo non può continuare, ne va del futuro democratico di questo Paese.
    Perché come disse Brecht "talvolta il nemico marcia alla vostra testa".

    Paolo Barnard

    ---------------------------

    DI SEGUITO ALCUNE MAIL DI SPETTATORI DI REPORT CHE TESTIMONIANO L'ACCADUTO
    (ometto le identità poiché non ho avuto il tempo di chiedere il loro consenso, visto che ci bannano all'istante)

    Ciao, sono uno di quelli che cercavo di far emergere la tua vicenda nei forum di anno zero e report.
    Con il nick ----, volevo solo dirti (anche se non sò se ti importa) che siamo stati bannati in molti, ieri avevano già affossato il tuo tema cambiando l' ordine dei messaggi (invece che per ultima risposta per data di postaggio 3d, inoltre quando cercavamo di postare il nostro dissenso per la scelta (motivate per tenere alta la conversazione) in cima hanno cancellato anche quelli, accorpandoli nel 3d principale (che è passato da pagina 1 a pagina 15). Abbiamo inziato a
    postare su un 3d in rilievo "Bernardo Iovene online lunedi alle 19:00" perchè non potevamo scrivere altrove, hanno cancellato anche quelli.
    Abbiamo iniziato a mettere in firma il link per la discussione su Anno Zero e sul video Arcoiris e sulle nostre opinioni sul nuovo modo di catalogare le discussioni, ci hanno bannato sia sul forum di Report che su Anno Zero.
    Vogliono eliminare i dissensi per fare la bella figura quando vanno in onda.
    Hanno una coda di paglia lunga come una casa, avevano iniziato a pensare a manifestazioni per i diritti dei freelance in varie città, doveva essere una cosa molta apprezzata da dei giornalisti, invece non è stato così.
    Ormai oltre a zittire te, zittiscono anche chi pensa che tu abbia ragione.

    Buona Domenica, e scusa se sembro un pò arrabbiato per una vicenda che rispetto alla tua è davvero minima, ma sono indignato anche perchè è un forum della Rai e pago il canone senza poter decidere nulla del palinsesto epnsavo di poter esprimere il mio dissenso almeno su Internet.

    Tuo
    L.
    __________________

    Ho messo una risposta (firmata) al tuo thread ma la cancellano di continuo (che m...!)

    B.
    ___________________

    ahahahah
    l'ho ripostato tre volte, cancellato. mah... devi fargli proprio paura Ma come hai fatto a lavorare con simili miserabili?

    B.
    ____________________

    Caro Paolo,
    scusa se rispondo alla tua e-mail ma ci hanno censurati, abbiamo provato ascrivere ma come già ti ho scritto, ma hanno cancellato tutti i nostri post diretti ai thread che hanno messo loro della redazione in altro sul forum, quelli che hai citato tu.

    Ci hanno di fatto censurati!
    Ora, se vogliamo fare qualcosa dobbiamo denunciare questa cosa a chi ha in rete molta visibilità. Penso al blog di Grillo, a quello di Beha, a Giulietto Chiesa.
    Altrimenti dovresti tu metterci in contatto, se vuoi puoi dare la mia e-mail a chi si firmava nel forum come:
    ----
    ----
    ----
    ----
    ----

    Se hai qualche altra idea in proposito fammi sapere.
    grazie

    C.
    ___________________

    Ciao,
    ne sono stata testimone e insieme coloro che si firmavano ----, ----, ---- e altri, tra l'altro abbiamo diffuso la cosa anche sul forum di Anno Zero ehanno tolto i nostri messaggi anche da lì. Io ho salvato sul mio pc tutto il thread (quello originario).
    Perchè non ci metti in contatto tra di noi? Se hai gli indirizzi e-mail ovviamente.

    F.
    ____________________

    Caro Paolo,
    sono stata bannata. Non posso più scrivere, manco sul forum di Anno Zero.
    Darò informazione di questa censura a tutti.
    Ciao

    V.
    _____________________

    Ciao, ti volevo soltanto dire che ieri, dopo essermi accorta di quel che succedeva sul forum, non ho potuto fare ammeno di contravvenire al mio proposito di non scriverci più. La cosa mi ha fatto ribollire il sangue.
    Ovviamente mi hanno revocato la possibilità di inserire messaggi sia sul forum di Report che su quello di Anno Zero. Poi più in là ti spiegherò altri dettagli.

    M.
    _____________________

    Ti aggiorno. L'Admin ha bannato altri due utenti, ---- e ----.
    ---- mi ha inviato un'email per farci sapere che sta mandando in giro la cosa a tutti quelli che conosce.
    Così faremo anche noi.
    Ciao

    D.
    ______________________

    Questo era un altro post che avevo messo stamattina e puntualmente cancellato... (segue testo)

    P.
    _______________________

    Caro Paolo, non sanno più cosa inventarsi.

    ---- aveva postato:

    "Il sottoscritto valuterà seriamente l'ipotesi di adire le vie legali per qualsivoglia abuso riguardante il negargli il diritto di parola e libera informazione sanciti dalla costituzione.

    State giocando con il fuoco, siete avvisati."

    aggiungendo gli appelli di Zanotelli e Colombo. Il titolo del thread era "Censura legale".

    Sai cosa hanno fatto? Lo hanno accorpato, come al solito, alla discussione principale, cambiandole, però, il titolo. Ora, si intitola Censura legale. In questo modo, hanno tolto il richiamo a Barnard/Gabanelli.

    Alcuni amici del forum mi stavano consigliando come registrarmi di nuovo, con un altro IP, ma io ci ho pensato e non voglio il "contentino". Io voglio che mi ridiano i permessi per postare.
    Adesso preparo una mail che farò postare, domani, sul forum di Anno Zero, da inviare in giro con le firme degli utenti più sensibili al problema.

    Uniti si vince.
    Ciao

    S.


    PER SAPERNE DI PIU':

    il testo della denuncia originaria "Censura Legale":
    Censura "legale"


    la discussione con 30.000 letture che Report censura:
    Messaggio Forum


    Postato da Oliviero Beha

    Fonte: BEHABLOG - il blog civico di Oliviero Beha
    Ultima modifica di Thanatos : 14-03-2008 alle ore 11.27.03

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