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Visualizzazione risultati 1 fino 9 di 9
  1. #1
    Neofita L'avatar di lauraloka84
    Data registrazione
    29-06-2005
    Residenza
    provincia milano
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    9

    uno psicologo/psicoterapeuta può avere più di un orientamento?

    Ciao! Volevo chiedervi. Sono al primo anno di specialistica indirizzo clinico e sarà anche grave ma non ho ancora capito quale sia il mio orientamento. Cioè non mi piace molto la psicoanalisi ma cmq credo che sia importante in una terapia scavare nel passato. Mi piace anke l'orientamento cognitivo ma non lo sento del tutto mio. L'orientamento umanistico si può considerare allo stesso livello di quello dinamico o cognitivo?
    Grazie mille!!!

  2. #2
    Partecipante Figo L'avatar di simona.c
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    02-05-2007
    Residenza
    scandicci (FI)
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    852
    Beh non credo si possa parlare di livelli... ogni orientamento in quanto tale ha pari dignità (almeno dal mio punto di vista)..
    non mi pare comunque così grave non aver individuato il proprio al primo anno di specialistica.. pensa io ho chiarito un po' le idee durante l'esame di stato, ed ero talmente indecisa da scegliere la scuola psicoterapia comparata...
    questo per dirti che ci sono sì gli orientamenti "canonici" ma ci sono poi molte altre scuole di specializzazione "intermedie" o integrate alle quali puoi dare un'occhiata....
    e poi mi sentirei di dirti: tranquilla!!! hai tempo

  3. #3
    Postatore Compulsivo L'avatar di francesco27
    Data registrazione
    22-06-2006
    Residenza
    Long Island, N.Y.
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    3,732
    confermo quello che ha detto simona, mi sembra giusto, c'è tutto il tempo per fare una buona scelta!


    花は桜木人は武士
    "tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il guerriero".
    Nessun Metodo Come Metodo Nessun Limite Come Limite. B.Lee

  4. #4
    Partecipante L'avatar di missengy
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    12-03-2008
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    41
    Citazione Originalmente inviato da lauraloka84 Visualizza messaggio
    Ciao! Volevo chiedervi. Sono al primo anno di specialistica indirizzo clinico e sarà anche grave ma non ho ancora capito quale sia il mio orientamento. Cioè non mi piace molto la psicoanalisi ma cmq credo che sia importante in una terapia scavare nel passato. Mi piace anke l'orientamento cognitivo ma non lo sento del tutto mio. L'orientamento umanistico si può considerare allo stesso livello di quello dinamico o cognitivo?
    Grazie mille!!!
    Ciao Lauraloka..senti secondo me non è questione di dignità..ogni approccio è valido..e ogni individuo ha bisogno di un approccio diverso x la propria terapia personale..la scuola penso che non vada scelta ma sentita..io faccio la cognitiva perchè era quella che sentivo..ma faccio la terapia personale gestalt e mi trovo benissimo

  5. #5
    Partecipante Assiduo L'avatar di dolcevita73
    Data registrazione
    13-02-2005
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    Roma
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    139
    Ciao Lauraloka, non ti opreoccupare... io penso che il tuo orientamento lo costruirai strada facendo!
    Troverai l'approccio che ti sembrerà più tuo, e vedrai che ce ne sono altri comunque interessanti ed utilizzabili nello stesso tempo!

  6. #6
    Partecipante Assiduo L'avatar di benedett
    Data registrazione
    23-07-2007
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    roma
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    190
    Ogni orientamento può andare bene per una persona e meno bene per un'altra
    A volte per la stessa persona in momenti diversi possono andare bene approcci diversi
    Tutto dipende da molti fattori (ad es. il tipo di disturbo, l'età, le caratteristiche individuali, le esigenze del momento, la disponibilità)

    Anche la scelta dell'orientamento con cui operare in futuro da psicologo o psicoterapeuta si farà, come penso io, in base a molti fattori che si valuteranno strada facendo
    Ultima modifica di benedett : 16-03-2008 alle ore 00.03.04

  7. #7
    Johnny
    Ospite non registrato
    sappi che, al di là dell'approccio teorico, ci sono dei fattori comuni a tutte le terapie, e a quanto pare sono proprio quelli a determinare l'efficacia della terapia. Sono detti appunto "fattori aspecifici"

  8. #8
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    28-03-2004
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    Milano
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    2,312
    Io sostengo una posizione esattamente opposta: la teoria di riferimento dello psicologo o psicoterapeuta deve essere unica, da essa deriva una metodologia di lavoro specifica, mentre la tecnica è la parte più variabile, seppure coerentemente al metodo.
    Non posso pensare che, se utilizziamo criteri epistemolgici precisi per costruire teorie sempre più 'valide', venga considerato buono un eclettismo che diviene teoria debole (o inesistente) e rincorre assurdamente il paziente ed il sintomo. Quindi non ritengo sostenibile che "a un certo paziente vada bene una certa terapia, ad un altro una differente".
    Conosco abbastanza gli studi sui fattori aspecifici poi, per vedere che considerano variabili generiche nello sforzo di trovare un comune denominatore comune. Ciò non significa, però, che non ci siano effetti differenti a seconda dei metodi impiegati, altrimenti gli orientamenti teorici non avrebbero ragione di esistere, ma che questi non vengano misurati. In sostanza: la terapia sistemica ottiene risultati differenti dal comportamentismo, o dalla psicoanalisi. Il problema è stabilire quali siano i risultati in base ai quali si opera, e quali i criteri psicopatologici adottati.

    Se si va oltre ad una questione di rispetto personale, che a mio parere trova il tempo che trova, è doveroso sostenere la maggiore validità interna ed esterna della teoria che si adotta, così come è doveroso cercare di aggiornarla sempre.

    Un saluto
    gieko

  9. #9
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di luigi '84
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    25-03-2008
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    Lecce
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    tutto molto giusto...ma ridurre la psicologia ad una questione di teorie e tecniche mi sembra inopportuno.Cè molta tracotanza fra chi sostiene un orientamento o un altro e spesso ci si dimentica che si ha a che fare con ciò che nemmeno nelle facoltà di psicologia ha più il giusto peso:l'anima....riconoscersi in un orientamento significa anche riconoscere come la propria equazione personale interferisca sempre nell'idea che ci facciamo di un uomo..la psicoterapia non può ridursi ad un mero utilizzo di tecniche e modelli già impacchettati in quanto ogni volta che si guarda negli occhi chi soffre è l'intera nostra esistenza che deve essere messa in discussione in uno scambio fruttuoso di sensazioni,emozioni,intuizioni...Jung diceva infatti che la psicologia deve abolirsi come scienza se vuole raggiungere il suo oggetto...una volta egli stesso guarì un caso di ansia e insonnia raccontando e canticchiando la storia di una barchetta in mezzo al mare...è chiaro che non si può generalizzare...detto ciò sostengo semplicemente che quanto più è profonda la conoscenza di noi stessi e della nostra personale sofferenza più sarà importante,onesto,saggio il lavoro che faremo..
    cordiali saluti a tutti!

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