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  1. #1

    Ma i tirocinanti post???

    Ciao a tutti...
    mi assale da un po' un dubbio atroce ... qualcuno di voi ha idea di come e dove si possa trovare un regolamento nazionale su quali effettivamente siano i diritti e dovere dei tirocinanti post lauream?Ovvero cosa legalmente possono o non possono fare.. Ho molto la sensazione che troppo spesso si arrivi a saperlo per "tradizione orale" (versione elegante del per dentito dire;-).
    Se qualcuno sa aiutarmi in questo senso vi sarei molto grata...
    Ho girato su un po' di siti.. ma nulla.

  2. #2
    Partecipante Veramente Figo
    Data registrazione
    09-05-2007
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    liguria
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    1,277
    Mi sembra strano pensare che possa esistere un "mansionario" del tirocinante. Credo che sia opportuno attenersi alla tradizione orale, come simpaticamente la chiami tu, in effetti il ruolo del tirocinante post lauream è quello di osservazione del metodo proprio del tutor a cui è affidato al fine di impare.
    Il tirocinante non può condurre colloqui, non può condurre un gruppo nè terapeutico nè di riabilitazione.
    Non può scrivere all'interno della cartella.
    Ora è vero che in molte situazioni i tutor affidano pz, attività riabilitative ed addirittura fanno compilare la cartella.
    Attenzione non lo potete fare: se un pz va a cercavi sull'Albo siete passibili di segnalazione all'Ordine.
    In realtà l'osservazione dello psicologo esperto è un ottimo strumento di apprendimento. Essere presenti ad un colloquio seppur silenti, essere presenti ad un gruppo terapeutico "muti" ma empaticamente dentro il gruppo produce apprendimento.
    Durante i gruppi terapeutici che ho condotto sono passate molte tirocinanti ma il loro modo di essere nel gruppo era diverso.
    le giovani colleghe silenti ma attente a tutti i movimenti del gruppo e del terapeuta.
    il silenzio è pace, è serenità. A.G.

  3. #3
    Grazie tanatoss..
    temevo non fosse così agevole trovare l'esistenza di un regolamento in piena regola....
    Sul fatto che non esista voglio rimanere nel dubbio perchè mi si gelerebbe un po' il sangue all'idea che non esista da nessuna parte un regolamento scritto.
    Grazie mille però per le preziose informazioni e dritte.
    La mia voglia di vedere delle regole nero su bianco nasceva proprio dalla simpatica tradizione più che diffusa in varie realtà di usare i tirocinanti un po' come psicologi gratuiti e mi era venuta la curiosita di capire cosa la nostra bella legislazione preveda...
    grazie ancora

  4. #4
    Partecipante Veramente Figo
    Data registrazione
    09-05-2007
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    1,277
    Prego, figurati. Davvero occhio ad accettare compiti che non ti competono ancora. Puoi e devi rifiutarti anche se comprendo che a molti solletichi l'idea di sperimentarsi è un rischio
    il silenzio è pace, è serenità. A.G.

  5. #5
    Partecipante L'avatar di simonella81
    Data registrazione
    18-01-2005
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    Rho (MI)
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    43
    ciao ciao,se posso intervenire però nel momento in cui si stipula la convenzione per il tirocinio l'ente/società è tenuta a precisare tutto ciò che il tirocinante farà o non farà.. lo so che poi nella realtà purtroppo certe cose non vengono rispettate (io mi sono ritrovata seduta tutto il giorno su una sedia a far niente di niente... infatti poi ho chiesto di cambiare sede), però sicuramente il tutor nel programma di tirocinio non può scrivere determinate cose e quindi se poi il tirocinio si trasforma nell'uso/abuso del tirocinante io credo che sia interesse anche della tua università farti cambiare sede.

  6. #6
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    25-07-2002
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    Bergamo
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    164
    Ciao a tutti!
    Anche io dal 15 marzo inizierò il tirocinio post-lauream del V.O. e ho un certo quantitativo di dubbi... Penso che il tirocinante debba rimanere in un ruolo passivo-osservativo del metodo e del lavoro svolto dal Tutor...ma di fatto così non è... Dai colloqui che ho fatto, i tutor si aspettano che tu svolga spesso mansioni del tipo segreteria, sbobinamenti di sedute, ecc.
    Per questo, avere un "mansionario" sarebbe utile per capire dove dire no a certe richieste... Ma alla fine, come si fa a dire NO ad un Tutor????

  7. #7
    Partecipante Veramente Figo
    Data registrazione
    09-05-2007
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    liguria
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    1,277
    Per Arakidis lo sbobinamento di seduta è un lavoro massacrante, pesantissimo ma molto utile in una fase di apprendimento:

    A- da modo di riascoltare pezzi di seduta che ci possono essere sfuggiti

    B- serve per l'ipotizzazione

    C- è secondo me utilissimo se poi c'è lo spazio di rivedere il protocollo di seduta ottenuto con la sbobinatura con la tua tutor. In genere è difficile farlo con tutti i colloqui ma puoi chiedere alla tua tutor se almeno una volta ogni 10gg vi fermate a rivedere un protocollo insieme. Quindi se ti insegna a riconoscere i movimenti aggressivi, di squalifica, di alleanza, di banalizzazione.... segna tutto anche le ipotesi che insieme fate dalla rilettura del protocollo (comprese le tue e le sue emozioni)

    Dove farai il tirocinio?
    il silenzio è pace, è serenità. A.G.

  8. #8
    Partecipante Super Esperto L'avatar di ama77
    Data registrazione
    28-07-2004
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    In prov. di Novara
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    587
    Ehm...sono molto interessata anche io a questo argomento, anche perchè a giugno avrò l'esame di stato e volevo proprio capire cosa sarà lecito raccontare all'orale del tirocinio svolto. Il mio "problema" è che dove sto svolgendo il tirocinio io (dipartimento psicologia clinica adulti di una asl) che tra l'altro si sta avviando al termine, la dirigente psicologa delega molto a noi tirocinanti diverse mansioni: dal segretariato (rispondere al telefono, mandare e ricevere fax, fare fotocopie, portare il caffè, riordinare gli archivi, ecc.) al lavoro clinico vero e proprio (siglatura e interpretazione di diversi test ma anche loro somministrazione al paziente da soli, conduzione di colloqui coi pazienti di una casa di riposo sempre da soli senza tutor, compilazione personale di cartelle cliniche senza supervisione, sportello telefonico di una linea gratuita di sostegno e aiuto per persone in difficioltà).
    Il tutto con un livello davvero ridotto di supervisione.
    Conoscendo la mia dirigente, se mi fossi anche solo opposta una volta ad una delle mansioni suddette, avrei salutato direttamente la sede di tirocinio...
    Certo, non posso non dire che mi sia stato molto utile, ma a volte mi son sentita davvero mandata allo sbaraglio...e mi son fatta mille dubbi e mille domande...

    La domanda principale ora è: che racconto all'orale dell'eds????? Io posso solo aver assistito muta e tranquilla ai colloqui (l'unico caso è stato in alcune riunioni di gruppo) e nient'altro vero? La somministrazione di test non è consentita comunque perchè si ha un contatto diretto col paziente giusto (mi dovrò limitare a dire che ho solo siglato e interpretato)?

  9. #9
    Partecipante Esperto L'avatar di Bellatrix
    Data registrazione
    30-01-2006
    Residenza
    Bologna
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    296
    non si può assolutamente somministrare test, fare cartelle cliniche, firmare diagnosi e anamnesi, cosa che peraltro io ho fatto per un anno e che penso facciamo tutti all'esame di stato (e nel libretto) molto candidamente devi dire di avere ASSISTITO a colloqui, somministrazione di test, ecc ecc...tanto lo sanno anche loro come funziona il sistema...e d'altra parte, è anche vero che l'unica esperienza è quella che acquisisci sul campo, non dai libri, e che fino a che non fai tu stessa un test non sarai mai in grado di farlo!

  10. #10
    Partecipante Veramente Figo
    Data registrazione
    09-05-2007
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    liguria
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    1,277
    Per AMA77 e altri.

    Confermo ciò che scrive Bellatrix in sede di colloquio per EDS NON dovrai dire di aver fatto, svolto, somministrato ma di aver avuto modo di osservare colloqui individuali e di gruppo (se hai visto/fatto anche qs), di aver visto somministrare test e aver osservato la tua referente mentre li siglava, di aver partecipato alle riunioni di équipe.

    Io consiglio sempre di valorizzare l'esperienza come altamente formativa (anche quando non lo sia) nei termini di aver avuto modo di osservare come si muove uno psicologo sul campo, l'importanza del lavoro di gruppo in una équipe multidisciplinare, l'importanza della discussione dei casi anche con altre professionalità.

    Se per molti così (purtroppo) non è stato il mio invito è a preparare una traccia dove vi fermate a scrivere per punti cosa dovrebbe fare il buono psicologo e lo riferite nel colloquio.

    Se fate fatica il Forum è un ottimo strumento per trarre indicazioni utili a impostare un efficace discorso.
    il silenzio è pace, è serenità. A.G.

  11. #11
    Si il grosso enorme infinito dubbio che mi si poneva e per il quale speravo veramente di trovare un testo di legge a riguardo è la divisione tra ciò che si può fare a scopo clinico e di ricerca... e come si debba regolarsi in quegli ambiti (tipo quello di comunità)in cui non essendoci rferti da fare o tes da somministrare apire il confine tra ciò che puoi fare o comunque puoi aver fatto è piuttosto difficile ....
    Quindi nel concreto i dubbi sono se l'eventuale somministrazione fosse a scopo di ricerca la si potrebbe legalmente fare o no?
    E se mi trovassi a lavorare in un ambito in cui la somministrazione di test nn esiste cosa effettivamente il tirocinante può fare???
    E temo che queste cose si possano scoprire solo attraverso una normativa.specifica.
    Io continuerò nella mia caccia al documento e se scopro qualosa ve lo dico...visto che mi sembra di capire che siamo in molti ad avere bisogno di chiarezza

  12. #12
    Postatore Compulsivo L'avatar di peste1987
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    Interessante sto post!

    Io mi sono sempre chiesta se la mia psico fosse tirocinante o meno.
    Vi spiego: è giovanissima e al primo colloquio che abbiam fatto, non c'era soltanto lei. C'era anche un altro psicologo. Praticamente lei ha solo assistito senza dire una parola, parlava solo lui (infatti ero convinta lei fosse tirocinante!). Poi dal secondo colloquio lui non c'era più e c'era solo lei. Ora siamo alla sesta seduta. Mi ha somministrato il test di Rorscach, e mi ha detto che per la restituzione ci sarà ANCHE lo psicologo che ho incontrato alla prima seduta......

    Sono andata in internet a cercare in un sito di psicologi se ci fosse il suo nome. Ho trovato solo quello di lui (psicologo e psicoterapeuta, c'è scritto).
    Quello di lei zero, non l'ho trovato.

    Io ho sempre sto dubbio: non è che io sono una "cavia"??????? E "impara" sulla mia pelle???

    Mmmmmmmh.......................

    Vi prego, aiutatemi a capireeeeeeeeeeeeee

    Poi sono andata anche dallo psichiatra e mi fa "io sono laureando..."
    E allora non sei ancora dottore!!!! Ma che sto facendo???? La "cavia" di tutti?!?!??!?

    Eh no eh!!!!!!!!
    Io creo sogni, voi li uccidete

    -----------------------

  13. #13
    Partecipante Super Esperto L'avatar di rosamund
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    bè! certo qualche dubbio verrebbe anche a me... è vero però che uno psicologo e/o psicoterapeuta ha l'obbligo di comuicare all'utente la sua condizione di "tirocinante" sempre....
    Rosamund

  14. #14
    Partecipante Assiduo L'avatar di polpettella
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    padova
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    scusate ma qualcuno di voi sà indicarmi al differenza di masioni del tirocinio per specializzazione in psicoterapia? io sn inscritta all'albo da 3 anni e devo iniziare il tirocinio per la specializzazione! che doveri e diritti ho?

  15. #15
    Partecipante Affezionato L'avatar di girovaga
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    Mentre nel tirocinio post-laurea ho sempre e solo osservato (colloqui, somministrazione di test, ecc) in quello della scuola di specializzazione in psicoterapia ho seguito diversi pazienti in psicoterapia individuale e ho condotto un gruppo a termine della durata di un anno. Tutto ciò con la supervisione del mio tutor di tirocinio e dei supervisori della scuola.
    D'altra parte a questo serve..a fare le prime esperienze come psicoterapeuta con la possibilità di confrontarsi in maniera continuata e puntuale con professionisti più esperti, per crescere professionalmente cercando però di tutelare anche i pazienti.

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