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Visualizzazione risultati 1 fino 10 di 10
  1. #1
    Partecipante Assiduo L'avatar di alexia_s
    Data registrazione
    23-08-2005
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    204

    Cosa Può/Deve fare lo psicologo SCOLASTICO?

    Ciao a tutti!
    Collaboro con una scuola superiore e ho molti dubbi circa cosa può / deve fare la nostra figura all'interno della scuola.
    A me arrivano richieste più disparate da parte del preside, degli insegnanti e addirittura dei ragazzi..
    Cerco qualcuno con cui condividere i miei dubbi..
    Per es l'ultima richiesta è stata quella di certificare un alunno (in evidenti difficoltà per la verità, ma non in carico a nessun servizio per multiproblematicità famigliare)
    CHE FARE????
    Si PUò???

    Gestisco uno sportello d'ascolto e un paio di genitori l'hanno preso come uno spazio terapeutico e in pratica si presentano assiduamente: il preside preme (Anzi impone) che io continui a vederli perchè "Si crea l'aggancio".
    ma ciò toglie spazio ai ragazzi con appuntamenti ritardati anche di un mese (ovviamente non se ne parla nemmeno di aumentare il monte ore, dove vanno a prenderli i soldi? dice sempre il preside ovviemnte..)
    Come gestireste questa situazione?

    Una ragazza certificata per evidenti difficoltà cognitive è presa di mira dai compagni che gliene fanno davvero di tutti i colori.
    Devo intervenire (sempre il preside)
    Già..... MA COME???

    qualsiasi consiglio, dritta esperienza è ben accetta

    GRAZIEEEEEEEEEE

  2. #2
    valyvaly
    Ospite non registrato
    ciao... mmmm
    queste domand sono molto specifiche... non è facile consigliari forse dovresti provare a sentire l'ordine o almeno un supervisore.
    cma posso dirti come farei io...sulla questione delle certificazione la situazione è delicata. Il ragazzo è maggiorenne?? altrimenti dovrai chiedere ai genitori...

    per lo sportello d'ascolto hai detto bene: non è uno spazio terapeutico e questo concetto deve passare sia ai genitori sia al preside perchè lo scopo primario dello sportello è laiuto ai ragazzi. se devi spostare i loro appuntamenti non è giusto...

    definirei meglio la questione col preside e se ancora ti sembra irremovibile proporrei l'aumento di due ore. se ancora non vuole mahh.. non so... che dirti.... devi cercare di farti sentire... potresti dire ai genitori che sei disposta a riceverli solo se non ci sono appuntamenti fissati con i ragazzi perchè sono loro ad avere la priorità.

    per la ragazza... è certificata!! beh..cara w il bullismo...!!
    intervieni... colloqui di gruppo coi ragazzi?? colloqui individuali?? se sono evidenti ancora atti di questo tipo certifica tu... scrivi due righe al preside (scritte) e ributtagli la palla cosicchè sarà lui a dover assumersi la responsabilità di avvisare i centri di competenza.

    beh...io ti dico queste cose ma sappi che non ho esperienza e che ti ho risposto a pelle..magari son suggeriemni sbagiati o devi percorrere altre strade!! per non avere dubbi chiedi all'ordine...
    un salutoneeee valyvaly

  3. #3
    Partecipante Assiduo L'avatar di alexia_s
    Data registrazione
    23-08-2005
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    204
    Ciao Grazie delle risposte.. io ragiono più o meno come te..
    Ho provato a fare supervosione ma costa un botto e non risolvo niente e l'ordine lascia un pò a desiserare...
    Uffi qui è difficile fare tutto..
    Come crearsi una rete?

    Con la ragazzina vittima ha già fatto un intervento in classe e lei viene allo sportello ma non si risolve nulaaaaaa
    Aiutoooooo

  4. #4
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di manuelas
    Data registrazione
    19-11-2004
    Residenza
    modena
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    1,268
    Citazione Originalmente inviato da alexia_s Visualizza messaggio
    Ciao a tutti!
    Per es l'ultima richiesta è stata quella di certificare un alunno (in evidenti difficoltà per la verità, ma non in carico a nessun servizio per multiproblematicità famigliare)
    ..
    Gestisco uno sportello d'ascolto e un paio di genitori l'hanno preso come uno spazio terapeutico e in pratica si presentano assiduamente: il preside preme (Anzi impone) che io continui a vederli perchè "Si crea l'aggancio".
    ...(ovviamente non se ne parla nemmeno di aumentare il monte ore, dove vanno a prenderli i soldi? dice sempre il preside ovviemnte..)
    ..
    Una ragazza certificata per evidenti difficoltà cognitive è presa di mira dai compagni che gliene fanno davvero di tutti i colori.
    Devo intervenire (sempre il preside)
    che scuola è?
    allora io credo che qui il putno sia che tu devi definire il tuo ruolo e le tue competenze. il preside non si sognerebbe mai di dire a un medico o a un commercialista come fare il lavoro, non vedo perchè debba dirlo a te.
    intanto la certificazione non compete a te, non puoi farla tu, ma la asl, la neuropsich infantile credo, quindi la scuola deve convocare i genitori e presentare il problema, oppure segnalare la cosa ai servizi sociali, per dare un tutor alla ragazza.

    per i tempi, tu devi dare tot ore e basta, delimitando l'intervento...dai 3-4 incontri gratuiti (che paga la scuola) e poi rimandi al servizio pubblico...di solito si fa così.
    il preside stia al suo posto...
    forza!!!

  5. #5
    Partecipante Assiduo L'avatar di alexia_s
    Data registrazione
    23-08-2005
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    204
    e una scuola di formazione professionale della durata di tre anni.
    Già il preside deve stareal suo posto. magari riuscissi a farglielo capire.
    In realtà sto investendo molto io sullo sportello, anche se è retribuito da schifo e ho poco spazio.
    Pe rquanto riguarda la Certificazione: la mia tutor dice che ora può farla anche un privato. Vi risulta?
    A scuola io sono un libero professionista e di conseguenza dovrei poterla fare..
    bohhhh...

    E per la ragazzina vittima dei compagni?
    Suggerimenti?

  6. #6
    Partecipante Esperto L'avatar di giada81
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    21-06-2002
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    Londa, Firenze
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    310
    scusate se mi intrometto nel discorso ma dal titolo del poost vorrei sapere...io x esempio sono laureata alla triennale, secondo voi posso proporre appunto progetti scolastici? o lo psicoloogo junior non puo'?
    ...FIRENZE L'è PICCINA E L'è ANCHE CASA MIA CE L'HO SEMPRE DAVANTI ANCHE QUANDO VADO VIA, FIRENZE NON CAMBIARE CHE DOPO NON CI PIACI,RIMANI PICCOLINA NOI TI SI PORTA I BACI...( L.PIERACCIONI )


    www.ilmondodigiada.splinder.com

  7. #7
    Partecipante Assiduo L'avatar di psicofabi
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    30-03-2007
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    provincia di Napoli
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    247
    Cara alexia_s durante il tirocinio in una scuola con il mio supervisore abbiamo avuto un problema simile..Immagino come possa sentirti..
    La cosa più importante é definire bene il tuo ruolo (sei uno psicologo che svolge un determinato lavoro che richiede spazi e tempi ben precisi..)e lo spazio d'ascolto in cui fai consulenza (appunto..non terapia!!!)..correggimi se sbaglio ma avverto dalle tue parole un pò di timore che nasce forse dalla paura di perdere lo spazio d'ascolto a cui ci tieni tanto e questa paura forse nn ti permette di essere libera e chiara per poter definire certe cose al preside. (Lui continui a fare il preside, tu devi fare lo psicologo e lui nn ci può entrare nel tuo lavoro..Ma quale agganci con i genitori???Agganci di che?????)Fai attenzione, molta attenzione a nn colludere!!!..Per non avere problemi ma soprattutto per nn colludere devi esplicitamente chiarire qual'è il tuo ruolo e qual'è la funzione dello spazio ascolto!!

    Riguardo la ragazzina, anche qui io starei molto attenta: Certificato di che???...Per quale motivo????
    Ricorda che tra gli obiettivi dello psicologo scolastico c'è l'Inserimento e l'integrazione nel contesto scolastico di bambini e ragazzi in difficoltà...

    Allora riepilogando i miei consigli sono:
    1) Cerca di interrogarti circa la posizione che hai assunto fino ad oggi verso il preside ed elabora, proponi una ridefinizione del tuo ruolo all'interno del vostro rapporto di collaborazione e dello spazio ascolto all'interno della scuola.
    2) Cerca di interrogarti e di capire quali sono le richieste implicite ed esplicite del preside, dei genitori, del gruppo classe e della ragazzina, al fine di comprendere le loro reali esigenze e i bisogni profondi di tutti.
    3) Fai eventualmente ed eccezionalmente un incontro con il gruppo classe (possibilmente da sola, senza prof, docenti.etc...) di circa 1 ora, la classe deve essere con te e sentirsi libera di esprimersi circa la loro compagna.(tu specificherai che ciò che andrà detto rimarrà tra voi e che tu hai il dovere morale e professionale del silenzio, per cui quello è uno spazio "altro rispetto alla scuola")Durante l'incontro in cui inviti la classe (1 x volta) ad esprimere liberamente il proprio vissuto rispetto alla compagna ed inviti anche la ragazzina ad esprimere il suo vissuto, (avrà anche problemi cognitivi ma nn per questo nn ha un vissuto emotivo)osserva bene le dinamiche, ciò che ti dicono e finito l'incontro fai una relazione cercando di scrivere in maniera obiettiva quanti + particolari avrai notato. L'osservazione-relazione ti aiuterà a capire che tipo di problema c'è realmente in classe, che visione della compagna hanno, come la vivono e quindi il motivo x cui si comportano in un certo modo..li aiuterà a liberarsi e aiuterà la ragazzina a sentirsi meno sola.
    In seguito potrai fare un successivo incontro magari di restituzione..
    Poi magari ne possiamo parlare di ciò che emerso durante l'incontro.
    Sai il problema della ragazza nn è individuale se crea problemi al gruppo classe, perciò devi in via eccezionale agire sul gruppo classe.
    ......
    Noi così abbiamo affrontato il problema che x nostra meraviglia è risultato + semplice di quello che credevamo...e siamo riusciti a risolverlo...
    Fammi sapè..

  8. #8
    Partecipante Assiduo L'avatar di alexia_s
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    204
    Citazione Originalmente inviato da psicofabi Visualizza messaggio
    Cara alexia_s durante il tirocinio in una scuola con il mio supervisore abbiamo avuto un problema simile..Immagino come possa sentirti..
    La cosa più importante é definire bene il tuo ruolo (sei uno psicologo che svolge un determinato lavoro che richiede spazi e tempi ben precisi..)e lo spazio d'ascolto in cui fai consulenza (appunto..non terapia!!!)..correggimi se sbaglio ma avverto dalle tue parole un pò di timore che nasce forse dalla paura di perdere lo spazio d'ascolto a cui ci tieni tanto e questa paura forse nn ti permette di essere libera e chiara per poter definire certe cose al preside. (Lui continui a fare il preside, tu devi fare lo psicologo e lui nn ci può entrare nel tuo lavoro..Ma quale agganci con i genitori???Agganci di che?????)Fai attenzione, molta attenzione a nn colludere!!!..Per non avere problemi ma soprattutto per nn colludere devi esplicitamente chiarire qual'è il tuo ruolo e qual'è la funzione dello spazio ascolto!!

    Riguardo la ragazzina, anche qui io starei molto attenta: Certificato di che???...Per quale motivo????
    Ricorda che tra gli obiettivi dello psicologo scolastico c'è l'Inserimento e l'integrazione nel contesto scolastico di bambini e ragazzi in difficoltà...

    Allora riepilogando i miei consigli sono:
    1) Cerca di interrogarti circa la posizione che hai assunto fino ad oggi verso il preside ed elabora, proponi una ridefinizione del tuo ruolo all'interno del vostro rapporto di collaborazione e dello spazio ascolto all'interno della scuola.
    2) Cerca di interrogarti e di capire quali sono le richieste implicite ed esplicite del preside, dei genitori, del gruppo classe e della ragazzina, al fine di comprendere le loro reali esigenze e i bisogni profondi di tutti.
    3) Fai eventualmente ed eccezionalmente un incontro con il gruppo classe (possibilmente da sola, senza prof, docenti.etc...) di circa 1 ora, la classe deve essere con te e sentirsi libera di esprimersi circa la loro compagna.(tu specificherai che ciò che andrà detto rimarrà tra voi e che tu hai il dovere morale e professionale del silenzio, per cui quello è uno spazio "altro rispetto alla scuola")Durante l'incontro in cui inviti la classe (1 x volta) ad esprimere liberamente il proprio vissuto rispetto alla compagna ed inviti anche la ragazzina ad esprimere il suo vissuto, (avrà anche problemi cognitivi ma nn per questo nn ha un vissuto emotivo)osserva bene le dinamiche, ciò che ti dicono e finito l'incontro fai una relazione cercando di scrivere in maniera obiettiva quanti + particolari avrai notato. L'osservazione-relazione ti aiuterà a capire che tipo di problema c'è realmente in classe, che visione della compagna hanno, come la vivono e quindi il motivo x cui si comportano in un certo modo..li aiuterà a liberarsi e aiuterà la ragazzina a sentirsi meno sola.
    In seguito potrai fare un successivo incontro magari di restituzione..
    Poi magari ne possiamo parlare di ciò che emerso durante l'incontro.
    Sai il problema della ragazza nn è individuale se crea problemi al gruppo classe, perciò devi in via eccezionale agire sul gruppo classe.
    ......
    Noi così abbiamo affrontato il problema che x nostra meraviglia è risultato + semplice di quello che credevamo...e siamo riusciti a risolverlo...
    Fammi sapè..

    Ciao Psy
    Grazie deri consigli..
    In effetti hai centrato il problema.. I miei interventoi non sono ben collocati, le aspettative sono enormi (stereotipo: la psicologa ha la baccetta magica per risolvere i problemi degli altri)
    e sicurAMENTE DOVRò ridimensionare le aspettative (compito arduo se sei agli inizi, vorresti fare molto e investi tutto sul lavoro..)
    Grazie del supporto..
    l'intervento in classe, operativamente come l'hai strutturato?
    Io ho paura di travalicare il confine Privecy..
    Avevo già provato una via del genere in un'altra classe in cui un ragazzo autistico era (ed è purtroppo) vittima di atti violenti.. ma non ho risolto molto..
    tanto per farvi capire i ragazzi pensavano-credevano che le stereotipie del ragazzo in questione fossero PROVOCAZIONI (questo è il substrato in cui mi trovo a lavorare...)!
    Un mio intervento non è servito a dare coscienza delle diversità (a distanza di un mese) ma solo ad attaccare una nuova etichetta al poverino (da mongoloide.. a SPETTRO:..
    Forse sono io che sbaglio, forse quella scuola è effettivamente troppo problematica.. fatto sta che vorrei fare qualcosa di buono èper loro (e forse, si lo ammetto, anche per me..)..
    grazie di raccogliere le mie confessioni...

  9. #9
    Partecipante Assiduo L'avatar di psicofabi
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    Citazione Originalmente inviato da alexia_s Visualizza messaggio
    Ciao Psy
    ..
    l'intervento in classe, operativamente come l'hai strutturato?
    Io ho paura di travalicare il confine Privecy..
    ...
    Poverina..Immagino che stai passando!!!...

    L’incontro con la classe è durato complessivamente un’ora. La presenza dello psicologo sembra aver favorito un reale confronto tra le parti ed aver messo il ragazzo in questione in grado di potersi sentire compreso ed accettato. e' difficile spiegarti la dinamica e l'intervento (che tra l'altro cambia da situazione a situazione)...Posso suggerirti alcune linee generali cercando di schematizzare:
    1) Presentarsi alla classe chiarendo il proprio ruolo e la possibilità dei ragazzi di potersi esprimere liberamente (dire quindi che è uno spazio tutto dedicato a loro x cui nulla può essere riferito.) questo per evitare che nascano fantasie...oltre ad essere rassicurante x gli alunni.
    2)Chiedere alla classe il motivo del malessere, se ci sono problemi in particolare o verso qualcuno..Questo x stimolare al dialogo e all'espressione delle proprie emozioni (quindi è anche un momento liberatorio di "catarsi".
    3)Restare in ascolto cercando di mediare (facendoli parlare 1 x volta, dando la possibilità a tutti di esprimersi, interpellare anche chi è silenzioso e il ragazzo in questione)..e raccogliere tutte le idee, le preoccupazioni e i sentimenti dei ragazzi.(questo perchè l'incontro deve soprattutto essere un momento qualificante di ascolto e contenimento).
    3)Restituzione: Prima della fine dell'incontro fare un breve riepilogo di quanto emerso definendo le emozioni emerse e dando eventualmente qualche suggerimento.
    Spero di esserti stata un pò utile...
    Fammi sapere..

  10. #10
    Partecipante Super Figo L'avatar di Pedrita
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    non sapevo esistesse questa figura?!
    ma è una consulenza esterna o cosa?

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    questo è un video di sedute psicoanalitiche nei diversi film!
    il mio avatar è un quadro di BoB ArT

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