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Visualizzazione risultati 1 fino 14 di 14

Discussione: COSA fa lo psicologo?

  1. #1
    Partecipante Esperto L'avatar di adelitas
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    COSA fa lo psicologo?

    Questa mia discussione sembrerà banale e scontata, o di sicuro già se n'e parlato ...
    cosa fa lo psicologo se si mette in privato?
    cioè , dopo che ho fatto l'esame di stato e decido di mettermi in proprio, quali sono le attività che posso svolgere? sarà banale ma non mi è chiaro
    posso fare valutazioni neuropsicologiche?adulti e bambini? dovrò procurarmi e comprare più test possibili vero? posso fare diagnosi sia ad adulti che bambini?
    Io voglio tentare voglio rischiare dopo aver dato l'esame di stato, anche perchè per fortuna ho una piccola casa che posso usare come studio!
    help

  2. #2
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
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    ciao,
    c'è già una discussione simile sul forum, vai a questo link:
    http://www.opsonline.it/forum/psicol...ogo-52060.html

  3. #3
    Partecipante
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    Scusate per l'OT ma potremmo proporala come barzelletta

    Cosa fa lo Psicologo? Che mansione ha lo Psicologo?


    Il volontario nelle ASL

  4. #4
    Citazione Originalmente inviato da adelitas Visualizza messaggio
    Questa mia discussione sembrerà banale e scontata, o di sicuro già se n'e parlato ...
    cosa fa lo psicologo se si mette in privato?
    cioè , dopo che ho fatto l'esame di stato e decido di mettermi in proprio, quali sono le attività che posso svolgere? sarà banale ma non mi è chiaro
    posso fare valutazioni neuropsicologiche?adulti e bambini? dovrò procurarmi e comprare più test possibili vero? posso fare diagnosi sia ad adulti che bambini?
    Io voglio tentare voglio rischiare dopo aver dato l'esame di stato, anche perchè per fortuna ho una piccola casa che posso usare come studio!
    help
    può fare consulenza psicologica e somministrazione test, con psicodiagnosi.
    Può fare gruppi di ascolto per famiglie, può fare counseling (che in tal caso è counseling psicologico) ma non può prendere in cura un depresso, un ansioso, un ossessivo-compulsivo per curarlo. In altre parole può fare qualche consulenza ma non può fare terapia a meno che non prenda una successiva specializzazione in psicoterapia.
    Praticamente se somministri un test neuropsicologico e ti rendi conto che ne esce un problema bello grosso, non puoi prendere in carico il paziente ma lo devi inviare per fargli fare una terapia.

  5. #5
    Partecipante Affezionato L'avatar di mayd1981
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    Citazione Originalmente inviato da little.alessia Visualizza messaggio
    Praticamente se somministri un test neuropsicologico e ti rendi conto che ne esce un problema bello grosso, non puoi prendere in carico il paziente ma lo devi inviare per fargli fare una terapia.
    aspetta, se esce un problema neuropsicologico allora è un conto, se esce un 'problema psicopatologico' (forse è questo che intendevi?) allora è un altro..

    neuropsicologici: aprassia, deficit di memoria, afasie, ecc

    psicopatologici: disturbo da attacchi di panico, depressione, ossessivo compulsivo ecc (vedi DSM..)

    se 'ne esce' un problema psicopatologico allora è doveroso sì non prendere in carico il pz (non si hanno le competenze per curarlo. -Il discorso potrebbe cambiare se l'obiettivo che ci si pone non è la 'cura' ma per es sostegno in gruppi, ma questo è un altro conto-) e fare l'invio corretto ad un psicoterapeuta.

    Se il disturbo che emerge è neuropsicologico allora non è vero che serva necessariamente uno psicoterapeuta: anche lo psicologo, con adeguata formazione o esperienza ad hoc (ma questo vale per qualunque campo della psicologia!), può 'prenderlo in carico' per ad es. un lavoro di stimolazione-riabilitazione cognitiva.

    Tenendo cmq conto che la procedura diagnostica che si fa per un disturbo neuropsicologico parte da presupposti diversi (per es: la presenza di un evento che possa aver originato una lesione cerebrale come un TC o un ictus) da quelli per una di tipo 'psicopatologico' e utilizza strumenti diversi (test differenti, a parte qualcuno).

  6. #6
    Partecipante Esperto L'avatar di Bellatrix
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    [QUOTE=mayd1981;1320143]
    Se il disturbo che emerge è neuropsicologico allora non è vero che serva necessariamente uno psicoterapeuta: anche lo psicologo, con adeguata formazione o esperienza ad hoc (ma questo vale per qualunque campo della psicologia!), può 'prenderlo in carico' per ad es. un lavoro di stimolazione-riabilitazione cognitiva.
    [QUOTE]

    direi proprio che la psicoterapia per una persona con problemi neuropsicologici non serve a molto....non hai molto da indagare nel tuo profondo se hai un'afasia o una demenza degenerativa, al massimo il supporto psicoterapico può servire per gli "effetti collaterali" della malattia, come isolamento, depressione, sostegno ai caregivers... l'intervento più ad hoc per questi pazienti è una forma di riabilitazione cognitiva

  7. #7
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di GIUNONE
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    [QUOTE=Bellatrix;1321879][QUOTE=mayd1981;1320143]
    Se il disturbo che emerge è neuropsicologico allora non è vero che serva necessariamente uno psicoterapeuta: anche lo psicologo, con adeguata formazione o esperienza ad hoc (ma questo vale per qualunque campo della psicologia!), può 'prenderlo in carico' per ad es. un lavoro di stimolazione-riabilitazione cognitiva.

    direi proprio che la psicoterapia per una persona con problemi neuropsicologici non serve a molto....non hai molto da indagare nel tuo profondo se hai un'afasia o una demenza degenerativa, al massimo il supporto psicoterapico può servire per gli "effetti collaterali" della malattia, come isolamento, depressione, sostegno ai caregivers... l'intervento più ad hoc per questi pazienti è una forma di riabilitazione cognitiva
    Concordo con entrambi:
    in caso di problemi neuropsicologici non si effettuano psicoterapie, ma riabilitazioni e supporto.

  8. #8
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Citazione Originalmente inviato da GIUNONE Visualizza messaggio
    ...in caso di problemi neuropsicologici non si effettuano psicoterapie, ma riabilitazioni e supporto.
    Scusami Giunone, ma non sono d'accordo.
    Perché non si dovrebbe effettuare una psicoterapia con una persona che soffre di disturbi neuropsicologici?
    Perché una psicoterapia non guarisce la malattia di Alzheimer o la demenza maculare? Perché non è in grado di restituire la parola ad un afasico grave?
    Ma è in grado di modificare comunque la vita del paziente e, se condotta bene, in senso positivo.
    Se rileggi Il testo di Solms "Neuropsicoanalisi", ci trovi un bel po' di casi di persone sofferenti di disturbi neuropsicologici con le quali si è avviato e portato a termine un percorso psicoterapeutico. E con buoni risultati. Lo stesso se consulti alcuni capitoli del Gabbard: "Psichiatria psicodinamica".

    Chiedo scusa se insisto, ma mi pare che un'affermazione simile sia dovuta al vecchio e persistente pregiudizio secondo il quale esisterebbe una "salute fisica" (più importante) ed una "salute psichica o mentale" (meno importante) e che la psicoterapia non serva a nulla in caso di disturbi "organici". Ma questa è una visione cartesiana da lunga pezza superata e che mi chiedo che senso abbia riproporre. O forse si ha meno "diritto" a star bene emotivamente che fisicamente?

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  9. #9
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di GIUNONE
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    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Scusami Giunone, ma non sono d'accordo.
    Perché non si dovrebbe effettuare una psicoterapia con una persona che soffre di disturbi neuropsicologici?
    Perché una psicoterapia non guarisce la malattia di Alzheimer o la demenza maculare? Perché non è in grado di restituire la parola ad un afasico grave?
    Ma è in grado di modificare comunque la vita del paziente e, se condotta bene, in senso positivo.
    Se rileggi Il testo di Solms "Neuropsicoanalisi", ci trovi un bel po' di casi di persone sofferenti di disturbi neuropsicologici con le quali si è avviato e portato a termine un percorso psicoterapeutico. E con buoni risultati. Lo stesso se consulti alcuni capitoli del Gabbard: "Psichiatria psicodinamica".

    Chiedo scusa se insisto, ma mi pare che un'affermazione simile sia dovuta al vecchio e persistente pregiudizio secondo il quale esisterebbe una "salute fisica" (più importante) ed una "salute psichica o mentale" (meno importante) e che la psicoterapia non serva a nulla in caso di disturbi "organici". Ma questa è una visione cartesiana da lunga pezza superata e che mi chiedo che senso abbia riproporre. O forse si ha meno "diritto" a star bene emotivamente che fisicamente?

    Buona vita

    Guglielmo
    Buona vita a te caro.
    In 2 righe dicevo semplicemente che aprassia, deficit di memoria, afasie, ecc
    non si superano con la psicoterapia, se il problema è neurologico. Più chiaro ora? Per quello cui ti riferisci anche tu infatti il supporto psicologico è sostanziale.
    Leggiti "Psicologia della Salute"(ultima edizione) e "Mente e corpo" di Solano
    e buona vita

  10. #10
    Partecipante Esperto L'avatar di Bellatrix
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    Citazione Originalmente inviato da GIUNONE Visualizza messaggio
    Buona vita a te caro.
    In 2 righe dicevo semplicemente che aprassia, deficit di memoria, afasie, ecc
    non si superano con la psicoterapia, se il problema è neurologico. Più chiaro ora? Per quello cui ti riferisci anche tu infatti il supporto psicologico è sostanziale.
    Leggiti "Psicologia della Salute"(ultima edizione) e "Mente e corpo" di Solano
    e buona vita
    quoto giunone....la mia esperienza mi insegna che le placche di amiloide dell'Alzheimer, il morbo di Creutzfeld-Jacob, la sclerosi multipla o un trauma cerebrale da contusione non guariscono con la psicoanalisi...se mnaca il substrato neuronale c'è ben poco da fare, al max puoi valorizzare le risorse residue del malatto o bypassare la zona lesa attivando altre vie nervose. Non so a cosa tu ti riferisca, se parli di aiutare e sostenere la persona dal pdv della suo malessere psichico per la grave malattia che subisce siamo d'accordo, sennò mi piacerebbe che mi descrivessi brevemente uno dei casi clinici di cui parli (non ho modo di leggere il testo che citi al momento)

  11. #11
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Citazione Originalmente inviato da Bellatrix Visualizza messaggio
    quoto giunone....la mia esperienza mi insegna che le placche di amiloide dell'Alzheimer, il morbo di Creutzfeld-Jacob, la sclerosi multipla o un trauma cerebrale da contusione non guariscono con la psicoanalisi...se mnaca il substrato neuronale c'è ben poco da fare, al max puoi valorizzare le risorse residue del malatto o bypassare la zona lesa attivando altre vie nervose. Non so a cosa tu ti riferisca, se parli di aiutare e sostenere la persona dal pdv della suo malessere psichico per la grave malattia che subisce siamo d'accordo, sennò mi piacerebbe che mi descrivessi brevemente uno dei casi clinici di cui parli (non ho modo di leggere il testo che citi al momento)
    La mia esperienza concorda con la vostra, ovviamente.
    Quello su cui NON concordo è la visione (che a me pare strana), secondo la quale a una persona che soffre di uno di questi disturbi può essere utile un "sostegno" ma non una psicoterapia... Come se la riteneste un po' "tempo sprecato"...
    Ma non potrebbe esserci, compresente al disturbo neurologico, un disturbo di personalità, ad esempio? O una nevrosi? E in base a quale criterio possiamo stabilire che "per quello lì la psicoterapia non serve"? (N.B.: Io non dico che serve a farlo guarire da una sclerosi multipla...).

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  12. #12
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
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    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    La mia esperienza concorda con la vostra, ovviamente.
    Quello su cui NON concordo è la visione (che a me pare strana), secondo la quale a una persona che soffre di uno di questi disturbi può essere utile un "sostegno" ma non una psicoterapia... Come se la riteneste un po' "tempo sprecato"...
    Ma non potrebbe esserci, compresente al disturbo neurologico, un disturbo di personalità, ad esempio? O una nevrosi? E in base a quale criterio possiamo stabilire che "per quello lì la psicoterapia non serve"? (N.B.: Io non dico che serve a farlo guarire da una sclerosi multipla...).

    Buona vita

    Guglielmo
    Non posso che quotarti, poiché lavoro come neuropsicologa e ho anche iniziato una scuola in psicoterapia proprio perché non è vero che chi ha danni neurologici non possa e non debba andare dallo psicoterapeuta. Tanti TCE lievi ne avrebbero bisogno, ovviamente il ciò dovrebbe essere unito ad una terapia riabilitativa cognitiva.
    Sono concorde con chi dice che sia difficile o impossibile fare psicoterapia ad un paziente afasico globale, però non è vero che la psicoterapia non può essere fatta quando c'è un danno neurologico.
    Il libro di solms che consigliava willy è molto bello ed interessante e rappresenta la visione odierna e futura di neuropsicologia e psicoterapia!
    Buona giornata
    Eli

  13. #13
    Partecipante Esperto L'avatar di Bellatrix
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    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    La mia esperienza concorda con la vostra, ovviamente.
    Quello su cui NON concordo è la visione (che a me pare strana), secondo la quale a una persona che soffre di uno di questi disturbi può essere utile un "sostegno" ma non una psicoterapia... Come se la riteneste un po' "tempo sprecato"...
    Ma non potrebbe esserci, compresente al disturbo neurologico, un disturbo di personalità, ad esempio? O una nevrosi? E in base a quale criterio possiamo stabilire che "per quello lì la psicoterapia non serve"? (N.B.: Io non dico che serve a farlo guarire da una sclerosi multipla...).

    Buona vita

    Guglielmo
    adesso ci capiamo...Io ritengo più d'aiuto magari una forma di sostegno basata su un counseling magari anche familiare, perchè per la psicoterapia ci vuole una capacità di insight che spesso pazienti di questo tipo non hanno per motivi spesso ovvi, come appunto la mancanza di un substrato neuronale che lo permetta...ma non lo escludo a priore, secondo il mio parere però non in casi gravi, dove per gravi intendo un Alzheimer conclamato per esempio

  14. #14
    Partecipante Affezionato L'avatar di mayd1981
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    Rientro nella discussione pechè cmq là sopra ho scritto anch'io, e un pò mi sento presa in causa...
    La 'distinzione' che ho fatto nel mio intervento era esclusivamente riferita alla frase scritta da little.alessia e che ho quotato ("Praticamente se somministri un test neuropsicologico e ti rendi conto che ne esce un problema bello grosso, non puoi prendere in carico il paziente ma lo devi inviare per fargli fare una terapia."), rimanendo ancorata all'argomento del topic circa "COSA può fare lo psicologo".
    Ora, io da quella frase avevo capito che il 'problema bello grosso' che esce è relativo a un disturbo neuropsicologico (gli ho somministrato un test neuropsicologico) --> somministro ad es una batteria di memoria o del linguaggio e ne esce un grave deficit.
    Date queste premesse NON è vero che lo psicologo in questi casi NON può fare niente e lo DEVE inviare per una terapia: può (se competente) impostare un lavoro di riabilitazione cognitiva, può fare supporto...

    ..ed eventualmente, riscontrandone la necessità (così come farebbe per un qualsiasi individuo che viene per un supporto, ma che poi si comprende avrebbe bisogno di un aiuto maggiore o di un percorso diverso e al di fuori delle nostre competenze), può inviarlo ad uno psicoterapeuta per una terapia. Anche io concordo nel dire che l'avere un problema neuro non è un criterio d'esclusione per lo svolgersi di una terapia (certo, se è un'afasia globale qualche problema c'è.. ma non prendiamo i casi 'estremi'), quello che mi premeva sottolineare è che le cose che si possono fare sono molteplici, tutto dipende dagli obiettivi che ci si propone (reintegrare la funzione/insegnare strategie di compensazione? supportare il pz nella percezione della propria disabilità? esplorare più a fondo il suo vissuto, affrontare il disagio? - naturalmente l'ultimo è a titolo esemplificativo riferendosi a una terapia, non conosco bene l'integrazione tra neuropsico e psicoterapia detta sopra e quali possano essere le influenze l'una sull'altra) e dal riconoscimento delle proprie competenze.

    Mayd

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