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  1. #1
    Partecipante Assiduo L'avatar di Dottoressina
    Data registrazione
    31-10-2006
    Residenza
    Caserta
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    218

    Sostegno a famiglie con bimbi disabili

    Ciao a tutti, qualcuno di voi si occupa di sostegno psicologico a famiglie con bambini disabili?
    Come organizzate gli incontri? Sapete consigliarmi qualche libro al riguardo?
    Grazie a chi mi risponderà.

  2. #2
    Partecipante Assiduo L'avatar di Dottoressina
    Data registrazione
    31-10-2006
    Residenza
    Caserta
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    218
    C'è nessuno???

  3. #3
    Partecipante Veramente Figo
    Data registrazione
    09-05-2007
    Residenza
    liguria
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    1,277
    La Famiglia di fronte alla disabilità;
    Pluridisabilità e vita quotidiana;
    La Speciale normalità;

    Sono alcuni testi che mi vengono in mente, credo però che ci dovresti dire che tipo di disabilità hanno i bimbi di qs famiglie (è la medesima o no?), quale il contesto del tuo intervento, chi è il committente (loro o un ente?), sono gruppi terapeutici o di autoaiuto con facilitatore almeno nella fase iniziale?

    Credo che se fornirai qualche informazione in più sarà più semplice aiutarti e condividere l'esperienza
    Ciao
    il silenzio è pace, è serenità. A.G.

  4. #4
    Partecipante Assiduo L'avatar di Dottoressina
    Data registrazione
    31-10-2006
    Residenza
    Caserta
    Messaggi
    218
    Ciao tanatoss, grazie per le informazioni, sei stata gentilissima.
    I bambini hanno deficit cognitivi che vanno dalla sindrome di Down a deficit più gravi. Il committente è un centro di riabilitazione psicomotorio. Io devo incontrare delle famiglie che hanno bimbi disabili e fare sostegno psicologico. Credo che debba incontrare singole famiglie alla volta, non si tratta di gruppi di auto-aiuto. Grazie per la disponibilità.

  5. #5
    Partecipante Veramente Figo
    Data registrazione
    09-05-2007
    Residenza
    liguria
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    1,277
    Interessante intervento. Secondo me potrebbe essere utile periodicamente metterle insieme magari non tutte ma quelle che hanno bisogni simili o con caratteristiche simili.

    Seguo individualmente la Presidentessa di una Onlus di bambini autistici ed adolescenti. Ciò che mi porta in seduta sono le storie di queste famiglie nel momento della diagnosi, le difficoltà ad accettare un figlio diverso, l'inserimento a scuola, nella rete sociale in generale, il fatto che non entrambi i genitori sono partecipi dell'accudimento del figlio,.....
    Quello che emerge è proprio il desiderio da parte di qs famiglie di non sentirsi le uniche con qs problema e con qs problemi. Tutte loro sanno di non esserlo ma è come se avessero bisogno di ascoltarsi, vedersi, prendere nuovi spunti di riflessione, CONDIVIDERE.
    Credo che potresti proporlo al tuo committente, ripeto non a tutte e non subito ma come un servizio in più.
    Complimenti comunque qs è una bella esperienza di lavoro tanto arricchente quanto difficile (almeno per me)
    il silenzio è pace, è serenità. A.G.

  6. #6
    Partecipante Super Esperto L'avatar di dott.ssaConfusa
    Data registrazione
    08-09-2005
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    535
    Gira che ti rigira, i thread che apro per interesse vedono sempre come protagonista Tanatoss, con la sua disponibilità e i suoi preziosi consigli. Complimenti!
    Dottoressina, io da pochissimo ho iniziato un progetto con famiglie di disabili adulti, in vista di una loro ospedalizzazione in comunità, perciò i temi che tratto si discostano un pò da ciò che tratti tu. Concordo però con Tanatoss: le famiglie di disabili (piccoli o grandi che siano) hanno l'esigenza di condividere con altri la loro esperienza, sentono che parlare con chi ha problemi simili da un minimo di sollievo, perciò ti consiglio, se puoi, di fare non solo colloqui individuali, ma anche di gruppo.
    Le tematiche da affrontare sono molte: dal momento della diagnosi, al ritorno a casa dall'ospedale del bambino, al sostegno su cui possono contare, senza parlare delle informazioni che una famiglia che si trova di fronte ad un problema del genere necessita (indirizzi di centri specializzati, associazioni, ecc). Per questo il lavoro di gruppo lo vedo meglio.
    Resto a disposizione per eventuali suggerimenti.

  7. #7
    Partecipante Assiduo L'avatar di Dottoressina
    Data registrazione
    31-10-2006
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    Caserta
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    218
    Grazie mille ad entrambe, siete state gentilissime. Io non so che tipo di lavoro farò di preciso, ma il vostro suggerimento è utilissimo. Siete anche psicoterapeute? Io no. All'inizio degli incontri li lasciate presentare? Cosa trattate in particolare all'inizio? Grazie ancora. E' un'esperienza per me nuova e ho paura di sbagliare. Ciao!

  8. #8
    Partecipante Veramente Figo
    Data registrazione
    09-05-2007
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    1,277
    Ciao cara, si io sono terapeuta della coppia e della famiglia.
    Non ho esperienza di gruppi con famiglie di disabili mentre ho seguito negli anni diverse famiglie con figli disabili.
    Mi occupo di terapia di gruppo quindi ciò che io farei al tuo posto in un gruppo con quelle caratteristiche sarebbe proprio creare un clima di gruppo accogliente e che contenga le angosce, aspettative di tutti.
    Sicuramente quando si inizia un gr terapeutico la prima cosa è fare un giro di presentazione, perchè si da per scontato che tu li conosca tutti avendoli visti prima, ma, loro non si conoscono tra loro.
    Ci sono vari modi anche standardizzati ma in un contesto come qs non mi piacerebbe. Credo che chiederei ad ognuno di loro di presentarsi in maniera incrociata dicendo anche, al termine, cosa si aspettano da questi incontri.

    PS. la presentazione in maniera incrociata è che la moglie presenta il marito e viceversa.
    il silenzio è pace, è serenità. A.G.

  9. #9
    Partecipante Veramente Figo
    Data registrazione
    09-05-2007
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    Il tuo obiettivo all'inizio deve essere assolutamente creare un buon clima di gruppo altrimenti ci saranno drop out.
    il silenzio è pace, è serenità. A.G.

  10. #10
    Partecipante Super Esperto L'avatar di dott.ssaConfusa
    Data registrazione
    08-09-2005
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    535
    Allora, io non ho una gran esperienza alle spalle, sono laureata da quasi 3 anni e solo ora sto realmente iniziando a lavorare come psicologa.
    Sono iscritta al primo anno di una scuola di specializzazione.
    Il consiglio che ti posso dare è di creare un'atmosfera il più rilassata possibile, devono arrivare ai gruppi spinti dalla voglia di condividire e di sentirsi fra "simili", fra persone che possono capirli.
    La presentazione ci vuole, magari per prima presentati tu, se non tutti ti conoscono, poi lascia che a turno si presentino le famiglie (ovviamente è auspicabile che agli incontri partecipino sia madre che padre, non un solo genitore). Vedrai che il tutto scorrerà poi naturalmente; secondo me, a parte qualche eccezione, tutti arriveranno ai gruppi spinti da entusiasmo e dalla voglia di poter trarne giovamento. Certo ci sarà chi, giustamente demoralizzato per il problema del figlio, riterrà inizialmente inutili gli incontri, ma vedrai che pian piano si creerà un clima familiare. Non demoralizzarti all'inizio.
    Sempre a disposizione.

  11. #11
    Partecipante Assiduo L'avatar di Dottoressina
    Data registrazione
    31-10-2006
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    218
    Ancora grazie ad entrambe! I vostri consigli mi saranno utilissimi. Anch'io sono al primo anno di specializzazione in terapia familiare ad avevo pensato di usare un tipi di presentazione sperimentata proprio a scuola, come quella descritta da tanatoss. Se avrò bisogno di aiuto spero di trovarvi sempre disponibili!

  12. #12
    Partecipante Veramente Figo
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    09-05-2007
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    liguria
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    Si Dottoressina quel metodo di presentazione funziona bene nei gruppi max 10 pers però altrimenti le info si perdono.

    Se hai bisogno ci sono certo
    il silenzio è pace, è serenità. A.G.

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