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  1. #1
    Partecipante Affezionato L'avatar di Pandistelle
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    nei confronti degli psicofarmaci..

    Da persone che studiano psicologia ad una persona che studia psicologia,ho bisogno di chiedervi che ne pensate..
    Io ho fatto due anni e mezzo di terapia e Dio solo sa quanto ancora mi ci vorrà per stare bene.Ho fatto solo terapia e sebbene ho toccato punte di depressione suicidaria,momenti in cui ero completamente assente,non c'ero e non sapevo dov'ero e non sentivo,nonostante grossi problemi non ho mai preso psicofarmaci.
    E per me questo è un traguardo enorme perchè mi dimostra che sono forte.

    Io ho questo problema.Non posso sentirmi dire dalle persone che ho accanto,che amo,che loro invece si,prendono psicofarmaci,magari per una leggera ansia,perchè nei periodi di stress da esami non dormono..e allora che si fa?
    Uno si presenta dallo psichiatra che ha la pillola magica e tu sei di nuovo super efficente..che ne dite,perchè ho tutto questo astio?lo vorrei capire....
    Comprendo che ci sono persone che proprio non ce la fanno ma a me queste persone fanno paura,più di chi sta male in modo grave e ti fa paura perchè esprime il suo problema in modo grave....
    Mi sembra di vederle più fragili e mi verrebbe voglia di allontanarmene..
    Non sopporto che le persone che amo possano essere così fragili..ma non riesco a capire se è per il fatto che io ho bisogno che gli altri siano forti per me..questo sarebbe egoista..ogni persona ha il diritto di star male e di esprimerlo..
    Piuttosto vedo più forte chi ha fatto un percorso di analisi,chi si è preso questa responsabilità e ci ha lavorato,chi ha elaborato strategie..

    So soltanto che in questo momento della mia vita non riesco ad esserci per queste persone.Mi viene chiesto "stammi vicina" e io mi sento che non ho i mezzi,mi sento impotente e ho paura e vorrei solo scappare..
    E mi sento arrabbiata perchè persone che hanno solo una leggera ansia da esame secondo me non hanno un problema tale da prendere un ansiolitico e non mi sembra giusto risolvere i problemi così..

  2. #2

    That's what I am
    L'avatar di saruccia84
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    ....forse ti fanno tanto innervosire perchè tu hai problemi più grossi di loro e riesci a non prenderli....quindi li guardi da fuori e pensi"maledizione...ma ti sembrano problemi questi??"
    Guarda, personalmente, io ritengo che questo "abuso"di farmaci sia solo negativo...
    però ognuno vive a proprio modo le sue "sofferenze" e noi non siamo nessuno per paragonarle alle nostre...nessuno per quantificarle e per affermare di stare male più di degli altri...la sofferenza è personale...
    il mio non è un'attacco a quello che dici, chiariamo,perchè magari può sembrarlo da come scrivo...ma non lo è te lo assicuro...
    è una riflessione sul fatto che ogni persona è un soggetto a se stante e non possiamo valutarla con gli stessi criteri secondo i quali valutiamo noi stessi...
    Io non sono per l'uso degli psicofarmaci se non in casi strettamente necessari...
    Mi fanno paura soprattutto queste nuove tecniche che vorrebbero riempirne pure i bambini!!!
    Se stai facendo un lavoro su te stessa e senti di essere sul cammino giusto sono molto contenta per te e condivido il tuo non volerli prendere...
    Se per ora non hai la forza per stare vicino a coloro che ti chiedono aiuto...se proprio non ci riesci...non farlo...
    se non ti senti abbastanza forte in questo momento nessuno può fartene una colpa...
    Comportamenti non consentiti!!!ogni argomento un thread!!!!


    Tieni sempre presente che la tua ferma convinzione di riuscire è più importante di qualsiasi altra cosa. (Abraham Lincoln)
    Non è vero che i giorni di pioggia sono i più brutti, sono gli unici in cui puoi camminare a testa alta anche se stai piangendo. (anonimo)





  3. #3
    Postatore Epico L'avatar di Alesxandra
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    Citazione Originalmente inviato da saruccia84 Visualizza messaggio
    ....forse ti fanno tanto innervosire perchè tu hai problemi più grossi di loro e riesci a non prenderli....quindi li guardi da fuori e pensi "maledizione...ma ti sembrano problemi questi??"
    ...

    Sono d'accordo con questa frase di Saruccia...secondo me è per questo motivo che ti senti infastidita dal fatto che prendono psicofarmaci...
    E' anche vero che al giorno d'oggi si fa abuso di psicofarmaci al più piccolo disagio.... Però...sai, per quanto possa farci innervosire, ognuno ha il suo grado di forza interiore e resistenza al dolore, non tutti ce la fanno da soli....il dolore è un po' come una bolla di sapone all'interno di una scatola chiusa: non importa quanto sia grande la bolla: riempirà tutta la scatola, sempre.....e il dolore del momento ci sembrerà assoluto....finchè non ne proveremo uno più grande e capiremo che "c'era di peggio"
    Ultima modifica di Alesxandra : 24-01-2008 alle ore 18.19.42

  4. #4
    io faccio un po' fatica a capire due cose, almeno. prima di tutto, il dolore è una cosa, la depressione è un'altra. di cosa stiamo parlando? pandistelle ha parlato di depressione, o così mi è parso di capire, ed è vero, se una persona è depressa soffre, prova dolore, ma non è lo stesso dolore che prova una persona che non soffre di depressione - o non ci sono le stesse risorse per affrontarlo, o come volete - è come se a essere "malata" fosse la volontà stessa. c'è sempre qualcosa di peggio, ma insomma, mica è una gara a chi prova il dolore più grande, o a chi lo sopporta meglio, o più a lungo. e qui mi ricollego alla seconda cosa che non capisco:

    mi dimostra che sono forte.
    e insomma, io sarò debole, ma nel momento in cui mi rendo conto che il mio umore diventa un peso da una tonnellata che mi schiaccia dalla testa ai piedi dal momento in cui mi sveglio alle quattro del mattino a quello in cui vado a dormire, sempre che io ci riesca, o quando alle quattro del mattino sono ancora sveglia ed è come se avessi la febbre e i pensieri non smettono di correre dietro alla fronte e faccio o rischio di fare cazzate che ferirebbero me e chi mi sta vicino solo perché mi sento onnipotente; be', dicevo, sarò debole, ma scelgo di curarmi, di avere la forza di curarmi, e di stare bene, o almeno meglio. poi, a quel punto, posso permettermi di elaborare strategie, le elaboro, e sto finalmente in piedi.

    cosa vuol dire, essere forti? lottare con uno scopo, magari con un aiuto, o muoversi e correre e correre - faccio da sola, cosa devo dimostrare? - solo per lottare, perché la mia forza sta nella lotta e non nella vittoria?

    poi, io non mi sento di giudicare chi soffre di una "lieve ansia" - e come la misuro? chi sono io per dire, la mia ansia è più grande della tua? e anche se fosse? - e sceglie - sceglie? o non ne può fare a meno? che significato ha, quell'ansia, per quella persona? che valore, che peso? - di spegnerla con una pastiglia. mica si vince un premio, a soffire. non si diventa più belli o più profondi o chissà cosa.

    poi, ultima cosa, prima di scusarmi per essere stata prolissa e per essermi scaldata tanto, anche: vorrei che leggeste questa cosa, che dice quello che vorrei dire io meglio di quanto io lo dica.
    Ultima modifica di Mia_Wallace : 24-01-2008 alle ore 19.44.28
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  5. #5

    That's what I am
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    ....scusa Mia...leggere cosa?non vedo nessun link...
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  6. #6
    (adesso dovrebbe vedersi )
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  7. #7
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di julia1976
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    Ho letto tutta la pagina del blog, ed ho letto tutti i vostri post...
    Allora dal mio punto di vista la verità sta in mezzo o giù di lì (come nella maggioranza dei casi peraltro).
    Capisco benissimo e condivido per la gran parte il punto di vista di Mia, ci sono situazioni che sono difficili da affrontare senza avere un aiuto esterno (e per situazione intendo non solo l'evento esterno o interno scatenante, ma anche la condizione psicofisica della persona), ed è evidente che il farmaco in queste situazioni è una delle risorse cui la persona può fare appello... dico una perchè secondo me come hai anche accennato tu (e come purtroppo poco è stato sottolineato nel blog) il farmaco deve sempre essere affiancato ad altre risorse, ad altre strategie, perchè sappiamo benissimo che molte patologie hanno una base organica (su cui agisce il farmaco) ma sappiamo benissimo che i fattori che modulano la base organica sono tantissimi e sono in grado di evitare che si scatenino delle crisi...
    Poi teniamo conto che comunque seppur il farmaco debba essere considerata una risorsa, è comunque una risorsa, che può portare a non poterne fare a meno... per questo dico che accanto ai farmaci è bene affiancare altre strategie in un "valzer sinergico"...
    una sola cosa vorrei evidenziare... qui poniamo l'attenzione sulla maggior forza minor forza ecc... secondo me però la questione non è questa... più vado avanti nel campo della psicologia e più mi accordo che non sono in tanti quelli che sanno fare bene questo lavoro, non tutti quindi fanno una diagnosi completa della situazione cercando di capire, di porre in evidenzia non solo i disagi ed i deficit, ma anche i punti di forza, le risorse che una persona possiede; elemento indispensabile questo per poter vedere su cosa fare leva...
    e allora il mio quesito è questo... se ti capita di andare da un medico (spesso medico di base) che invece di consigliarti di andare a fare un colloquio con lo psicologo ti prescrive semplicemente la ricetta... beh a questo punto cosa succede? con chi ce la prendiamo? chi scatena rabbia?

    condivido pieamente i pensieri prima esposti per cui l'ansia di ciascuno non è misurabile, quindi un esame può gettare nel panico più completo una persona e lasciare indifferente altre... come si può fare a misurare il dolore?

    Un abbraccio a tutte/i
    Ultima modifica di julia1976 : 24-01-2008 alle ore 20.40.47
    I sogni vanno sempre perseguiti... senza sogni cos'è l'uomo?

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  8. #8

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    Citazione Originalmente inviato da saruccia84 Visualizza messaggio
    Guarda, personalmente, io ritengo che questo "abuso"di farmaci sia solo negativo...
    però ognuno vive a proprio modo le sue "sofferenze" e noi non siamo nessuno per paragonarle alle nostre...nessuno per quantificarle e per affermare di stare male più di degli altri...la sofferenza è personale...
    [...]
    ogni persona è un soggetto a se stante e non possiamo valutarla con gli stessi criteri secondo i quali valutiamo noi stessi...
    Mi cito perchè forse sono stata fraintesa...
    Io non dico che gli psicofarmaci non si devono prendere..dico che purtroppo ormai nella società attuale se ne abusa!!
    Ci sono disturbi che possono essere trattati solo con essi!!!e anzi...in quel caso è rischioso esattamente il contrario...ovvero non prenderli!!!
    però in altri casi meno gravi si decide che sia la scelta migliore senza un adeguato controllo e un'adeguata terapia di supporto....!!!
    e poi cercavo di "interpretare"questo suo fastidio per chi non li utilizza...
    Ultima modifica di saruccia84 : 24-01-2008 alle ore 20.52.09
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  9. #9
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    si si ma io ho fatto un discorso generale su come la pensavo, per questo non ho quotato nessuno...
    sono d'accordo con te che spesso se ne abusa... ma il problema secondo me non è nel "paziente" ma nel medico che non certa anche altre strategie...
    e se passa anche la nuova legge vedremo cosa accadrà in questo senso...
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  10. #10
    Partecipante Super Figo L'avatar di **Ayax**
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    Mi sono perso.

  11. #11
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di julia1976
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    dove ayax?
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  12. #12

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    si julia...anche perchè nella società italiana non sono radicate come, per esempio, in quella americana...almeno credo...
    ...già Ayax...dove ti abbiamo lasciato??
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  13. #13
    Partecipante Super Figo L'avatar di **Ayax**
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    Intendevo che non riesco a seguire certi avvitamenti mentali...sarà perchè non ho letto Jung?!

  14. #14
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di julia1976
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    ahhahaah ma che jung e jung!!!!!
    comunque se ci spieghi l'origine del dubbio magari possiamo essere chiare... detto così mi riverrebbe da quotare l'intero discorso che ho fatto ed è meglio che ve lo risparmio!!!
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  15. #15
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di julia1976
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    Citazione Originalmente inviato da saruccia84 Visualizza messaggio
    si julia...anche perchè nella società italiana non sono radicate come, per esempio, in quella americana...almeno credo...
    per ora saruccia.... se passa davvero la legge sull'esclusione dello psicologo dalla diagnosi clinica quali ripercussioni ci saranno per quanto riguarda la prescrizione di farmaci?
    di certo le case farmaceutiche non dicono certo no....
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