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Discussione: bambini audiolesi

  1. #1

    bambini audiolesi

    cerco informazioni inerenti la riabilitazione di bambini audiolesi. lavoro come psicologa in un centro di riabilitazione e seguo un bambino audioleso con protesi. le difficoltà riguardano la sua incapacità ad apprendere il linguaggio verbale, pur avendone le potenzialità. effettua logopedia ma con scarsi risultati, poichè il bambino non partecipa volentieri rifiutando le attività stesse. anche a casa mostra disinteresse nei confronti del"parlato". non so che tipo di intervento riabilitativo proporre. anche a scuola le maestre hanno grosse difficoltà, poichè non riescono ad incanalare la sua attenzione. qualcuno di voi potrebbe darmi una mano. sono davvero in difficoltà. grazie

  2. #2
    Partecipante Affezionato
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    Torino
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    83
    Ciao tartaruga!
    Innanzitutto è importante capire che tipo di recupero uditivo ha il bambino con le protesi e quanti anni ha.
    Sarebbe importante per lui poter essere affiancato, a scuola o a casa, da un educatore con competenze specifiche sulle problematiche dei sordi.
    Nel caso in cui la sordità sia profonda si potrebbe ipotizzare un affiancamento con un educatore che lo introduca alla lingua dei segni, che in caso di sordità gravi può costituire un valido aiuto all'aprendimento del linguaggio verbale.
    Rispetto al rifiuto del linguaggio parlato, bisogna considerare quanto sia difficile e frustrante per questi bambini apprendere tale linguaggio e a volte la reazione difensiva che mettono in atto è un atteggiamento rinunciatario di fronte alla difficoltà.
    Credo sia importante un progetto comune tra famiglia, servizi e scuola. Ovviamente molto dipende dall'età del bambino.
    Se hai qualche domanda specifica fammelo sapere.
    A presto!
    Micia
    There are only two tragedies in life: one is not getting what one wants, the other is getting it.(Oscar Wilde)

  3. #3
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    07-02-2005
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    3,204
    riprendo quanto dice Micia, che mi sembrano tutte cose ottime.
    considera oltre l'età del bambino, da quanto tempo ha messo le protesi e come ha vissuto questa *novità*. io lavoro come assistente alla comunicazione di una bimba audiolesa con le protosi da solamente 10 mesi... ha accettato bene le protesi, ma alla logopedia è quasi passiva (chiude la bocca con forza e non risponde), mentre non è così nel caso delle attività maggiormente ludiche a scuola. c'è da dire che lei ha 4 anni e 10 mesi, quindi nel gioco si riesce a lavorare sul linguaggio.

    :ciao
    Não sei o motivo pra ir
    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
    mas quero procurar.
    (Mafalda Veiga)

    Il mio blog

  4. #4
    il bambino ha 7 anni ed ha la protesi da circa 2 anni. anche la sorella ha la protesi ma dopo la logopedia ha acquisito il linguaggio senza nessun problema.
    il bambino invece non ne vuole sapere. la madre non ha mai accettato l'idea di utilizzare il linguaggio dei segni per il proprio figlio ma ho paura che adesso sia la soluzione migliore. sono in difficoltà perchè non so che tipo di soluzione fornire alla amdre e soprattutto all'insegnante di sostegno.

  5. #5
    Partecipante Affezionato
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    Torino
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    83
    Citazione Originalmente inviato da tartaruga74 Visualizza messaggio
    il bambino ha 7 anni ed ha la protesi da circa 2 anni. anche la sorella ha la protesi ma dopo la logopedia ha acquisito il linguaggio senza nessun problema.
    il bambino invece non ne vuole sapere. la madre non ha mai accettato l'idea di utilizzare il linguaggio dei segni per il proprio figlio ma ho paura che adesso sia la soluzione migliore. sono in difficoltà perchè non so che tipo di soluzione fornire alla amdre e soprattutto all'insegnante di sostegno.
    Così come gli udenti, anche i sordi non sono tutti uguali. Cinque anni è sicuramente molto tardi per essere protesizzato e sembra che i genitori non abbiano accettato così serenamente la sordità. Credo che sia importante, sottolineare, in questo momento, l'importanza per il bambino di un qualche tipo di comunicazione, che gli permetta di poter esprimere le sue emozioni, in particolare la rabbia e la frustrazione per le continue richieste che gli vengono fatte e che lui fa fatica a soddisfare.
    Il lavoro logopedico è faticoso e non è detto che un metodo vada bene per tutti. In ogni caso bisognerebbe prima capire quali sono le difficoltà del bambino: se è un rifiuto verso la persona, se è la paura di sbagliare, se non è abituato ad un lavoro che richiede concentrazione e impegno..
    Potrebbe essere utile per lui uno spazio di gioco con te, in cui esprimersi senza che gli venga richiesto o imposto nulla.
    Potrebbe anche essere utile un lavoro con i genitori che si ritrovano due figli sordi e forse sono più concentrati sul fatto che il figlio parli che non sui suoi bisogni più immediati, come quello di essere accettato per come è.
    Non so in che regione ti trovi, ma solitamente a questi bambini viene affiancato un educatore (assistente alla comunicazione) con una formazione specifica nell'ambito della sordità, che può essere un valido aiuto sia per te che per la famiglia.
    So per esperienza che non è semplice lavorare con tutte queste variabili. Spero di esserti stata utile.
    Micia
    There are only two tragedies in life: one is not getting what one wants, the other is getting it.(Oscar Wilde)

  6. #6
    Partecipante Affezionato L'avatar di Aleida
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    Padova
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    111
    5 anni sono decisamente tanti... forse troppi!! Mi metto nei panni di quel bambino, abituato al suo silenzio... dopo 5 anni, un insieme di suoni sconosciuti e martellanti!!!

    Concordo con Micia, anche io per prima cosa convocherei i genitori per sentire che tipo di necessità hanno, cosa è meglio secondo loro, ma soprattutto dando spazio alle loro paure e alla motivazioni che li ha spinti a non accettare la sordità del bambino.
    Una maggiore accettazione della situazione porterebbe ad una maggiore serenità a casa, e sicuramente il bambino si sentirebbe più a suo agio e meno "oppresso" dalle continue richieste da parte dei genitori, delle maestre, della logopedista, ecc.

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