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  1. #1
    Dexter89
    Ospite non registrato

    Che prospettiva può avere uno studente che si iscrive adesso a psicologia?

    Salve a tutti!!!
    Frequento il quinto anno al liceo scientifico, e sono quindi chiamato a decidere che percorso universitario scegliere una volta conclusasi la mia esperienza alla scuola superiore.
    Il mio sogno è quello di lavorare nell'ambito della psicologia (specialmente nell'ambito clinico). Però il dubbio è grande: parlando con uno psicologo ho scoperto che il numero di laureati in psicologia in Italia è molto elevato (mi pare lo 0.5% della popolazione, molto superiore rispetto alla Francia) e che quindi trovare un posto di lavoro soddisfacente e stabile non è per nulla semplice nè tantomeno scontato.
    Leggendo poi questo articolo ho appreso che è dura per un neo-laureato trovare un lavoro a breve termine.

    Vorrei chiedervi consiglio: mi conviene ora come ora scegliere psicologia?
    Se si, che ramo mi consigliereste?
    Le opportunità di lavoro in veneto sono soddisfacenti?
    Il lavoro, una volta trovato, risulta abbastanza stabile?
    Ci sono possibilità di mettersi in proprio?

    P.s.: io andrei a studiare a Padova.

    Grazie

  2. #2
    L'avatar di Duccio
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    In realta'.... se devo essere sincero... anche guardandomi intorno non vedo enormi prospettive.. Prima di iniziare a lavorare stabilmente in ogni caso ci vogliono un paio di anni tra specializzazioni, esperienze ecc ecc.. per farsi un po' le ossa... Se poi vuoi fare lo psicoterapeuta allora la strada e' ancora piu' lunga..perche' dopo 5 anni piu uno di tirocinio ed esame di stato devi farne altri 4 di scuola di psicoterapia molto costosa fra l'altro....
    Non per scoraggiarti ma al momento il mestiere dello psicologo e' uno dei lavori piu' affascinanti ma la strada per arrivarci e' lunga... Ci vuole davvero tanta passione e tanto amore per la disciplina.

  3. #3
    Partecipante Esperto L'avatar di tatee
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    21-10-2004
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    Questa è sempre la solita storia della passione per un "mestiere" vs. la reale possibiltà di poter praticare quel mestiere.
    Io propendo verso la passione, verso il seguire le proprie inclinazioni o sogni e a non rinunciarvi in nome di una minaccia di disoccupazione.
    Il ragionare secondo "convenienza" è secondo me fuorviante, perchè allora, se guardiamo l'Italia, i mestieri più richiesti sono quelli per i quali non è richiesta la laurea! E quindi non solo i laureati in psicologia, ma praticamente anche gli altri hanno e avranno difficoltà a trovare uno sbocco professionale nella materia che hanno scelto (eccetto forse per gli ingegneri e i laureati in economia).
    Credo quindi che sia giusto seguire i propri interessi e non abbandonarli senza nemmeno averci provato.
    Datemi libri, frutta, vino francese, un buon clima e un po' di musica fuori dalla porta, suonata da qualcuno che non conosco.
    Keats

  4. #4
    Dexter89
    Ospite non registrato
    Citazione Originalmente inviato da tatee Visualizza messaggio
    Questa è sempre la solita storia della passione per un "mestiere" vs. la reale possibiltà di poter praticare quel mestiere.
    Io propendo verso la passione, verso il seguire le proprie inclinazioni o sogni e a non rinunciarvi in nome di una minaccia di disoccupazione.
    Il ragionare secondo "convenienza" è secondo me fuorviante, perchè allora, se guardiamo l'Italia, i mestieri più richiesti sono quelli per i quali non è richiesta la laurea! E quindi non solo i laureati in psicologia, ma praticamente anche gli altri hanno e avranno difficoltà a trovare uno sbocco professionale nella materia che hanno scelto (eccetto forse per gli ingegneri e i laureati in economia).
    Credo quindi che sia giusto seguire i propri interessi e non abbandonarli senza nemmeno averci provato.
    Comprendo benissimo questa osservazione, però non si può negare che certe professioni siano svantaggiate rispetto ad altre!
    Per esempio lavori come ingegnere informatico oppure statista sono molto più richiesti rispetto al lavoro dello psicologo!
    E bene o male dobbiamo considerare il periodo che l'Italia sta passando, forse non il più indicato per intraprendere mestieri che possono rivelarsi stupendi, ma senza opportunità decenti di lavoro...

  5. #5
    Partecipante Esperto L'avatar di tatee
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    Citazione Originalmente inviato da Dexter89 Visualizza messaggio
    ...forse non il più indicato per intraprendere mestieri che possono rivelarsi stupendi, ma senza opportunità decenti di lavoro...
    Vero, ma niente ti vieta, secondo me, di trovarti un altro lavoro e nel frattempo portare avanti il tuo progetto.

    ( ps: io lavoro da 10 anni in un ambiente che non ha niente a che fare con la psicologia...)
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    Keats

  6. #6
    L'avatar di Duccio
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    Dipende tutto dalle possibilita', le motivazioni e quello che uno vuol fare...
    Esempio.. se ci sono due facolta' che ti ispirano e verso cui uno si sente portato e prova molto interesse.. beh sarebbe sciocco scegliere quella che ti da' meno opportunita'... La realta' e' questa... ci sono facolta' che appena esci ti prendono quasi subito, ingegneria, informatica, economia, le triennali mediche (infermieristica, fisioterapia ecc ).... e altre che invece si deve faticare...
    Ovvio iscriversi ad ingegneria solo per gli sbocchi senza avere alcuna propensione alla matemnatica... e' un po' stupido e di sicuro ci si laurea forse in 15 anni... lo steso vale per economia o per le altre....
    L'ideale sarebbe una buona compensazione fra gli ideali e la realta'....

  7. #7
    Partecipante Esperto L'avatar di tatee
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    La formazione, cmq, dovrebbe essere un attimo svincolata dalla possibilità di lavoro.
    Mi spiego meglio. Se si ragiona solo con la formula Laurea --> lavoro allora non si dovrebbe iscrivere più nessuno a facoltà come quella di filosofia, ad es, visto che la professione di filosofo non esiste più dai tempi di Cicerone
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  8. #8
    L'avatar di Duccio
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    Beh io dico che una buona mediazione non fa male....
    Ora se io sono appassionato di filosofia... mi iscrivo...ma so bene che il mio futuro e' fare l'insegnante o lavorare alla coop... oppure fare qualche master nelle risorse umane per rubare il lavoro agli psicologi del lavoro....
    Io quando mi sono iscritto a psicologia l'ho fatto per interesse... ho scelto psicologia del lavoro come indirizzo perche' fra tutti mi dava l'impressione di essere quello con piu' possibilita'...ma so bene che la strada e' lunga e piu' difficile rispetto ad altre facolta'....
    Insomma al giorno d'oggi un minimo bisogna anche guardare alla possibilita'...Non dico di fare cose totalmente fuori dai nostri interessi o fuori dalla nostra portata...
    Faccio un esempio... un mio amico ha scelto lingue per passione...si e' laureato in tempi minimi e con il massimo...e ora si sente come dopo il liceo...ovvero non sa cosa fare e si sente totalmente inadeguato e vorrevbbe fare qualche master di economia... o qualcosa di specializzante..... Beh quando si inseguono solo passioni idealistiche e' bellissimo e appoggero' sempre decisioni di questo tipo ma bisogna anche essere consapevoli che la realta' e' un altra e non lamentarsi dopo che non si sa cosa fare.... Tutto qui

  9. #9
    Partecipante Esperto L'avatar di tatee
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    Fondamentalmente sono d'accordo con te ma vorrei fare un ultimo commento alla questione.
    Mi rendo conto che molti laureati nutrono delle aspettative irrealistiche sulla loro futura professione, a prescindere dal titolo.
    Moltissimi si aspettano di trovare il lavoro dei loro sogni solo perchè hanno studiato tanto.
    La maggior parte delle persone che ho conosciuto all'università non ha mai lavorato in nessun ambiente e si affacciano al mondo del lavoro senza avere la minima idea di cosa significa lavorare.
    Questa "ignoranza" si riflette anche nel fatto che molti, pur di fare qualcosa del loro pezzo di carta, si svendono accettando stage, tirocini o volontariato che in realtà sono solo forme di sfruttamento, o di lavoro non retribuito.

    Mi sono allontanata un po' dal tema perchè credo che queste siano conseguenze del pensare alla laurea come passaporto per il lavoro, quando invece la laurea è un valore aggiunto alla tua persona, è un percorso di conoscenza, acquisito a prescindere dal suo utilizzo pratico.
    Quando ci si iscrive all'università si ha un idea generale di quello che vorremmo fare nel nostro futuro, ma questa idea si evolve e spesso si allontana da quella iniziale. Oltretutto ciò che sembra più "vendibile" all'inizio del percorso, può rivelarsi una scelta fallimentare alla fine... chi può dirti se fra 10 anni troverai più facilmente lavoro come psicologo del lavoro o come clinico? (per fare un esempio). Oppure, chi può dirti se fra 10 anni vorrai/potrai ancora fare lo psicologo?

    Poi giustamente è bene riflettere e rimanere coi piedi per terra, perchè vivere di sogni non paga l'affitto, purtroppo.
    Datemi libri, frutta, vino francese, un buon clima e un po' di musica fuori dalla porta, suonata da qualcuno che non conosco.
    Keats

  10. #10
    L'avatar di Duccio
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    Volevo fare un'ulteriore riflessione...
    A distanza di anni dal mio primo anno di universita' e ripensando agli anni del liceo...e riguardando anche a tutte le conoscenze che ho avuto... Ho notato che dal liceo e dalle superiori in generale c'e' la tendenza a trascinarsi dietro all'universita' un certo modo di studiare un po' troppo scolastico... Al liceo si studia perche' si deve studiare... come alle medie... Non ci si domanda il perche' e molti...direi la stragrande maggioranza soprattutto ai primi anni fanno cosi'...Proprio perche' manca una reale informazione del mondo universitario e dei corsi...si va ad intuito...e le materie si studiano spesso senza domandarci il perche'... Mentre dovremmo approcciarci ad ogni esame e corso con duem domande: la prima e' cosa sto facendo e la seconda che e' la piu' importante e' a cosa mi serve in pratica quello che sto studiando... Si tratta di cambiare l'impostazione mentale... alle superiori soprattutto con il liceo si impara un certo tipo di conoscenza che e' piu' uno sfondo... all'universita' si impara un mestiere... Per questo molti ad esempio si iscrivono a psicologia pensando erroneamente di fare una facolta' umanistica... una sorta di filosofia alternativa.... per poi dopo qualche mese scappare con la coda fra le gambe quando ci si scontra con le tante materie scientifiche e fisiologiche che la caratterizzano...
    L'importante e' capire che per fare lo psicoterapeuta ci vogliono 10 anni di studi e di sacrifici.... quindi la passione e la motivazione (oltre anche alle possibilita' economiche e a fare qualche sacrificio...ovvero lavorare durante la scuola di specializzazione ecc) sono proprio alla base... e che soprattutto (secondo me) lo psicologo o cmq chi vuole intraprendere questi studi deve avere una predisposizione particolare al prossimo, una curiosita' innata verso l'essere umano... senno' e' inutile... si puo' andare a fare economia o ingegneria e impiegare meglio il proprio tempo...

  11. #11
    Dexter89
    Ospite non registrato
    Citazione Originalmente inviato da tatee Visualizza messaggio

    Mi sono allontanata un po' dal tema perchè credo che queste siano conseguenze del pensare alla laurea come passaporto per il lavoro, quando invece la laurea è un valore aggiunto alla tua persona, è un percorso di conoscenza, acquisito a prescindere dal suo utilizzo pratico.
    Quando ci si iscrive all'università si ha un idea generale di quello che vorremmo fare nel nostro futuro, ma questa idea si evolve e spesso si allontana da quella iniziale. Oltretutto ciò che sembra più "vendibile" all'inizio del percorso, può rivelarsi una scelta fallimentare alla fine... chi può dirti se fra 10 anni troverai più facilmente lavoro come psicologo del lavoro o come clinico? (per fare un esempio). Oppure, chi può dirti se fra 10 anni vorrai/potrai ancora fare lo psicologo?

    Poi giustamente è bene riflettere e rimanere coi piedi per terra, perchè vivere di sogni non paga l'affitto, purtroppo.
    Si ma comunque bisogna tenere bene in considerazione che lo studio universitario comunque è un impegno non da poco, che penso (nella mia mentalità di studente liceale) debba corrispondere ad una sorta di investimento. Io studio non solo per me stesso, ma anche per garantirmi un futuro! E' l'esempio che avete fatto della facoltà di filosofia: magari qualcuno la ama, ma le opportunità di lavoro sono piuttosto esigue! Quindi ha senso investire il proprio tempo in tale impegno al posto di dedicarsi ad una facoltà che magari può portare a dei risultati migliori?
    Citazione Originalmente inviato da Duccio Visualizza messaggio
    Volevo fare un'ulteriore riflessione...
    A distanza di anni dal mio primo anno di universita' e ripensando agli anni del liceo...e riguardando anche a tutte le conoscenze che ho avuto... Ho notato che dal liceo e dalle superiori in generale c'e' la tendenza a trascinarsi dietro all'universita' un certo modo di studiare un po' troppo scolastico... Al liceo si studia perche' si deve studiare... come alle medie... Non ci si domanda il perche' e molti...direi la stragrande maggioranza soprattutto ai primi anni fanno cosi'...Proprio perche' manca una reale informazione del mondo universitario e dei corsi...si va ad intuito...e le materie si studiano spesso senza domandarci il perche'... Mentre dovremmo approcciarci ad ogni esame e corso con duem domande: la prima e' cosa sto facendo e la seconda che e' la piu' importante e' a cosa mi serve in pratica quello che sto studiando... Si tratta di cambiare l'impostazione mentale... alle superiori soprattutto con il liceo si impara un certo tipo di conoscenza che e' piu' uno sfondo... all'universita' si impara un mestiere... Per questo molti ad esempio si iscrivono a psicologia pensando erroneamente di fare una facolta' umanistica... una sorta di filosofia alternativa.... per poi dopo qualche mese scappare con la coda fra le gambe quando ci si scontra con le tante materie scientifiche e fisiologiche che la caratterizzano...
    L'importante e' capire che per fare lo psicoterapeuta ci vogliono 10 anni di studi e di sacrifici.... quindi la passione e la motivazione (oltre anche alle possibilita' economiche e a fare qualche sacrificio...ovvero lavorare durante la scuola di specializzazione ecc) sono proprio alla base... e che soprattutto (secondo me) lo psicologo o cmq chi vuole intraprendere questi studi deve avere una predisposizione particolare al prossimo, una curiosita' innata verso l'essere umano... senno' e' inutile... si puo' andare a fare economia o ingegneria e impiegare meglio il proprio tempo...
    Se è per questo io amo praticamente tutti gli ambiti che la psicologia studia, dal rapporto con il prossimo alla ricerca dei funzionamenti del cervello umano. Non è quindi la volontà di affrontarla che mi manca!
    Quello che mi manca è la cosìdetta "spinta", quella minima certezza che un percorso di studi tanto impegnativo mi possa portare dei risultati coerenti con esso.
    Le alternative per ora sono ingegneria biomedica o medicina (ammesso e non concesso di entarci! ), e non mi dispiace nessuna delle due

  12. #12
    L'avatar di Duccio
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    Beh insomma... io ad ogni modo a parita' di preferenze sceglierei sempre quella con magiori possibilita' almeno sulla carta... Oddio medicina non e' che ne abbia cosi' tanti... forse le specialistiche mediche come fisioterapista infermieristica ecc..,... ma insomma come sbocchi e possibilita' occupazionali credo non ci sia proprio paragone fra ingegneria e psicologia.... Ti dico solo che un mio amico si e' laureato un anno e messo fa in ingegneria, ha fatto 6 mesi di stage in belgio con il progetto leonardo... dopodiche dopo due mesi e' stato assunto da una societa' con il primo anno a tempo determinato con ottime ppossibilita' di diventare a tempo indeterminato a 29mila euro l'anno... Beh l'azienda l'ha scelto in particolare per lo stage all'estero... ad ogni modo e' stato assunto dopo poco a quello stipendio.... Alla faccia di chi dice che per tutte le facolta' ci sono problemi di sbocchi...
    Non e' che sto cercando di fartio cambiare idea...anzi sono contento che tu abbia questa passione per la psicologia... ma se hai molti interessi e piu' passioni.... mi dirigerei di piu' verso quella con maggiori possibilita'....

  13. #13
    Dexter89
    Ospite non registrato
    Citazione Originalmente inviato da Duccio Visualizza messaggio
    Non e' che sto cercando di fartio cambiare idea...anzi sono contento che tu abbia questa passione per la psicologia... ma se hai molti interessi e piu' passioni.... mi dirigerei di piu' verso quella con maggiori possibilita'....
    Guarda, questo è proprio il genere di osservazioni e consigli di cui ho bisogno adesso...
    Non nego che la tentazione di fare quello che più mi interessa sia grande, ma dato che devo fare una scelta che influirà - in un modo o nell'altro - nel mio futuro e nel mio inserimento nella società, preferisco cercare la "strada" nella quale ci sia la maggior "coincidenza" tra propensione e opportunità.

  14. #14
    Nelly2806
    Ospite non registrato
    Citazione Originalmente inviato da Dexter89 Visualizza messaggio
    Guarda, questo è proprio il genere di osservazioni e consigli di cui ho bisogno adesso...
    Non nego che la tentazione di fare quello che più mi interessa sia grande, ma dato che devo fare una scelta che influirà - in un modo o nell'altro - nel mio futuro e nel mio inserimento nella società, preferisco cercare la "strada" nella quale ci sia la maggior "coincidenza" tra propensione e opportunità.

    Ciao...
    io sono nella tua stessa situazione e, purtroppo, anch'io ho pensato di rinunciare alla passione per la psicologia.... ma credo di seguire questa mia strada...perchè credo di non potercela fare in nessun'altra facoltà...
    ora non so, forse sbaglio, forse mi pentirò, non avrò un lavoro ma ora, che siamo giovanissimi, è normale che diamo molta più importanza a ciò che ci piace...
    La maggior parte della gente mi ha consigliato di scegliere economia....si, è vero, da molte opportunità dovunque ma.... chi è capace di resistere per 5 anni facendo finta che le materie sono interessanti...???
    si, l'economia mi piace ed è utile...ma all'uni si tratta di libri lunghissimi....
    quindi credo che sceglierò psicologia...perchè si vive una volta sola...

    ciao

  15. #15
    Partecipante Esperto L'avatar di tatee
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    Citazione Originalmente inviato da Nelly2806 Visualizza messaggio
    La maggior parte della gente mi ha consigliato di scegliere economia....si, è vero, da molte opportunità dovunque ma.... chi è capace di resistere per 5 anni facendo finta che le materie sono interessanti...???
    E' proprio quello a cui facevo riferimento.

    Se si cercano le opportunità di lavoro, allora perchè non andare in fabbrica, oppure a lavorare la terra, oppure a fare l'artigiano??? Leggevo proprio ieri sul giornale che non esistono quasi più falegnami, dato che le imprese chiudono e non se ne aprono di nuove.

    Mio padre lavorava come operaio edile e negli ultimi anni di lavoro ha notato come i nuovi colleghi fossero tutti provenienti da albania, romania, africa.
    Quindi se è il posto di lavoro che ci preme, ci sono un sacco di lavori interessanti con assunzione immediata... senza neanche doversi prendere il disturbo di studiare per 5 lughissimi e faticosissimi anni.

    Datemi libri, frutta, vino francese, un buon clima e un po' di musica fuori dalla porta, suonata da qualcuno che non conosco.
    Keats

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