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  1. #1
    Partecipante Affezionato L'avatar di mayd1981
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    04-09-2006
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    P. Iva, regime agevolato e tutoraggio...

    Ciao a tutti!
    Dopo varie riflessioni, valutazioni e calcoli vari ho 'deciso' di buttarmi nell'avventura della libera professione, e quindi di aprire la famigerata partita Iva.
    Con l'idea di aspettare gennaio (anno nuovo vita nuova) per aprirla ho cominciato già da dicembre ad informarmi qua e là per capire un pò come funzionava...
    Premetto e sottolineo che io sono assolutamente a digiuno per quanto riguarda anche le nozioni più elementari di economia/ragioneria (mi si è aperto un mondo quando mi han detto che le tasse vengono calcolate su "cifra fatturata-spese"... e vabbè ), quindi volevo sapere anche da chi 'ci è già passato':

    - per aprire la p.Iva vado all'agenzia entrate, compilo il modulo AA9/8 e mi danno subito il numero. Ok. MA quale regime avete scelto? Perchè?

    -Se qualcuno ha optato per quello delle "nuove attività", con solo pagamento di imposta sostitutiva pari al 10%... cosa fa CONCRETAMENTE? ad ogni pagamento emette fattura (ci scrive qualcosa in particolare? dove lo metto l'enpap? un esempio...), le conservo tutte e... poi?

    - all'agenzia delle Entrate mi hanno detto che poi POSSO (non è obbligatorio) avere un tutor "che assolva per me gli aspetti contabili", ma la tipa con cui ho parlato (lì all'agenzia delle entrate) mi ha detto che in realtà questo servizio di tutoraggio è costituito da un software che mi installo a casa e di volta in volta mando i dati a loro... in più mi fanno la dichiarazione dei redditi.
    Qualcuno usa questo metodo? come si trova con il 'tutor'?!?
    O alla fine... meglio optare per un classico ma dispendiosissimo commercialista?

    - e per quanto riguarda l'iva? devo andare a versarla io? ogni quanto? mmm..

    Grazie mille a chiunque risolverà un pò questi miei dubbi (in fondo chiedo solo la vostra esperienza )....

    Mayd
    Ultima modifica di mayd1981 : 04-01-2008 alle ore 17.34.46

  2. #2
    Partecipante Affezionato
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    22-09-2007
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    se c'è qualcuno che risponde farebbe un grande favore anche a me...devo aprire la partita iva...e come ho già scritto in un altra discussione non è un lavoro prettamente psicologico ma più educativo di stimolazione cognitiva...
    il mio dubbio è che devo mettere come codice di attività??
    aiuto!!

  3. #3
    ho i vostri stessi quesiti,
    io ho deciso di aprirla ma più domande pongo all'impiegato dell'ag delle enrtate e più riesco ad andare in confusione...
    lunedì vado a parlare con la mia commercialista di fiducia e poi vi saprò dire!

    ciao!

  4. #4
    Partecipante Affezionato
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    22-09-2007
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    grazie...lunedì sento anch'io così confrontiamo le risposte
    ma il mio dubbio esistenziale è: iscrizione all'albo va di pari passo con partita iva anche se non faccio esattamente la psicologa? aiuto!! devo mandare la domanda ma sono chiusi fino al 7 in lombardia
    evvai altre tasse da pagare!!
    ciao ciao!!!

  5. #5
    Partecipante Affezionato L'avatar di Seren
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    111
    Ciao provo a rispondervi sperando di essere chiara.
    Io ho aperto la partita Iva nel 2006 ed ho scelto, tramite apposito modulo il regime agevolato (prende questo nome) e che per 3 anni di lavoro (questo per me è l'ultimo) calcola non soltanto l'IVA (anche perchè noi ne facciamo pochissima e poi vi spiego) ma anche quando dobbiamo pagare di tasse nella dichiarazione dei redditi. Passati i 3 anni si sceglie un regime diverso che solitamente per i primi anni e fino a 6 rimane agevolato e lavora sotto una certa soglia in percentuale (il regime minimo), dopodichè o si guadagna come uno psicologo serio o sono cavoli!
    Ogni regione calcola per un professionista quanto dovrebbe guadagnare in base a diversi parametri: che laurea ha, dove esercita, quanti anni di esperienza ha, se utilizza strumenti quali testi, se ha altre tecniche a disposizione e così via. Facciamo l'esempio che dove abito io uno psicologo debba guadagnare un minimo di 8.000€ annue, con le caratteristiche come le mie. Al momento che sarò in un regime normale, quindi il 2011, io pagherò le tasse per 8.000€ anche se ne ho guadagnati 4.000€ e naturalmente sarò soggetta alla possibilità di un controllo per l'eventuale fatturazione a nero.
    La partita Iva dicevo prima che è quel numero personale che vi permette di calcolare i vostri redditi; solitamente si registra in un timbro da apportare ad ogni fattura di modo che sia più facile avere tutti i documenti in ordine.
    La partita Iva va aperta entro 30 gg dalla prima ricevuta emessa! Se per esempio siete selezionate per insegnare ad un corso di formazione o per fare un gruppo di training autogeno per esempio, potete fare anche una prestazione occasionale. Praticamente dando il vostro codice fiscale la persona per cui lavorate (un ente!!) paga le tasse al posto vostro, trattenendovi il 20% del guadagnato.
    Se emettete fatture regolari perchè avete un paziente...dovete aprire la partita Iva...credo ci sia un modo per fare la prestazione occasionale su un pacchetto (tipo diagnosi: 4 colloqui ed un test per esempio), ma non ho mai capito come funziona e quindi evito di mettervi ancora più confusione in testa.

    L'ENPAP. Quando si scrive una fattura, dopo 3 mesi dalla prima abbiamo l'obbligo di iscriverci all'ENPAP, il nostro orgando i previdenza sociale, quello che imparerete ad odiare perchè spella vivi. Il calcolo dell'ENPAP è sempre una percentuale del guadagnato ed in più lo si può mettere in fattura (poi vi faccio vedere!); se nele primo anno non avete guadagnato 1.560€, dovrete cmq pagare 156€. Il primo anno io ho guadagnato 600€ e, ahimè la cifra da pagare mi pareva enorme...non basta!! In realtà vengono aggiunte altre spese, 120€ per la maternità ed un'ulteriore tassa fissa fino ad un valore che supera le 300 euro. L'ENPAP si paga in 2 volte, una a saldo, l'anno successivo a quello di apertura (io ho pagato nel 2007) ed una ad acconto nello stesso anno. Morale su un fatturato del 2006 di 600€ ho pagato prima 300 e passa euro, poi altrettanti come acconto di quanto ho guadagnato nel 2007 (che grazie al cielo è andato meglio...ma tanto loro se ne sbattono!).

    Le prestazioni ad Iva. Come psicologi la nostra prestazione rientra tra quelle mediche e quindi è esente IVA. NON LA FATTURATE!!! Con i pazienti si fattura l'IVA solo nel caso di training di rilassamento ad esempio, per esempio se avete un gruppo di sportivi, alla società sportiva fatturate l'Iva al 20%. Nel tariffario dell'Ordine di ciascuna regione ed in quello nazionale, sono ben specificate tutte le prestazioni con o senza Iva!!

    La fattura tipo. Adesso la fatturazione minima è stata abolita dai tariffari, ma vi prego non vi svendete perchè ci mettiamo tutti in ginocchio. Guardate quanto prende un dietista dalle vostre parti che ha una laurea triennale, un dietologo che ha una specializzazione post lauream e fate una media. Qui da me un dietista prende 30€ l'ora, un dietologo 100€ ed io ho optato di iniziare a 50€ l'ora anche se adesso con il nuovo ambulatorio ho aumentato a 60.
    La mia fattura per un paziente contiente il 2% dell'ENPAP ossia, questa percentuale la faccio anticipare dai miei clienti. In realtà è possibile mettere in fattura anche il 4% ma non ho ben capito la differenza quindi ho sempre fatto così e non mi vado a rompere ulteriormente le scatole, che qui mi danno la laurea in economia ad honorem!
    Insomma, un paziente per una consulenza paga 60,00€ che sono fatturati nel seguente modo:
    1 Consulenza psicologica = 58,82
    1 Contributo previdenziale al 2% = 1,18
    Esente iva al 20% (molti librettini di ricevute - perche non si chiamano in realtà fatture ma ricevute perchè siamo "sanitari"- hanno l'intera dicitura in calce quindi potete semplicemente fare un frego sullo spazio dell'Iva).
    Tot. = 60,00.
    Vostra firma e timbro.

    Nel timbro. Dovete mettere nome e cognome, che sono la vostra ragione sociale. L'indirizzo è la vostra sede di fatturazione quindi, se non avete un ambulatorio fisso e ne girate diversi, fate come me che ho messo come indirizzo quello di residenza e che non cambia mai. Codice fiscale e partita iva.

    I dati del paziente. Dovete mettere nome, cognome, indirizzo e da quest'anno anche codice fiscale e partita iva se ne hanno.

    Le nostre ricevute possono servire al cliente per la dichiarazione dei redditi perchè entro un certo tetto vengono considerate prestazioni mediche e quindi permettono un'agevolazione nel pagamento delle tasse (credo rimborsino fino ad un equivalmente del servizio pubblico).

    Che altro, ah vi faccio un esempio di fattura con l'Iva, un training autogeno di gruppo, ad ogni individuo costa 30,00 ad incontro.
    1 seduta training rilassamento = 24,51
    1 contributo previdenziale al 2% = 0,49
    Iva al 20% = 5,00
    Tot = 30,00.

    Quando la fattura sale sopra i 69 se non sbaglio, dovete mettere sulla ricevuta una marca da bollo da 1, qualcosa (nella sezione fiscale del sito dell'ordine c'è tutto, vi lascio l'indirizzo preciso di quello della Toscana che è il mio Fisco, prestazioni, previdenza ma controllate!).

    Cos'altro dire...spero di avervi chiarito le idee...prendetevi cmq un commercialista, il mio mi fa pagare pochissimo visto le entrate non esagerate, saprò ricompensarlo quando andrà bene
    Credo che ops faccia un servizio commerciale...altri siti sicuramente...io ho preferito affidarmi ad una persona perchè anche se mi tocca pagare un commercialista, insieme all'ENPAP ed alle tasse sono sicura che qualsiasi sciocchezza possa accadere non mi succede niente...insomma guadagnare il giusto e magari dover pagare una multa od una penale per un errore di fatturazione mi pare rischioso!!

    Ah ecco che volevo dire, sopra i 100,00€ dovete farvi pagare con assegno, bonifico o cmq qualcosa di tracciabile. Io ho aperto un conto solo per l'attività alla posta che mi costa circa 50,00€ l'anno (molto meno di molte banche!) non ho mai fatturato più di 100€ alla volta, in ogni caso mi fare fare un bonifico postale...anche il discorso del nuovo conto è vero ma ci sono dei modi per non aprirlo...io l'ho fatto per rendere migliore la vita al sant'uomo del commercialista che così monitora le entrate e le uscite in modo chiaro ed univoco. Inoltre, se genitori o parenti vi regalano dei soldi e li mettete sul conto siete passibili di controlli fiscali, perchè potrebbero essere il risultato di prestazioni a nero. Vero anche che uno eventuali introiti dallo spaccio di droga potrebbe metterli in un altro conto o sotto il materasso... probabilmente Bersani quando ha proposto questa finanziaria pensava di aver fatto una furbata...mah!

    Ho proprio finito, in bocca al lupo a tutti!!
    Ultima modifica di Seren : 05-01-2008 alle ore 13.26.07 Motivo: Non ho scritto quando e perchè aprire la partita Iva ;)

  6. #6
    Partecipante Affezionato
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    Grazie, e' stato molto utile anche a me,
    grazie davvero Daniela

  7. #7
    Partecipante Affezionato
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    grazie seren...ma io ho un'altra domanda...lavorerò come libera professionista in una rsa...ma 5 ore al giorno per un totale di 25 ore settimanali e 100 ore mensili...mi pagano all'ora e mi hanno detto che devo fatturare alla fine del mese per avere lo stipendio...come faccio? fattura unica per tutte le ore lavorate? lavorerò con partita iva...
    grazie

  8. #8
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
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    Citazione Originalmente inviato da trachy82 Visualizza messaggio
    grazie seren...ma io ho un'altra domanda...lavorerò come libera professionista in una rsa...ma 5 ore al giorno per un totale di 25 ore settimanali e 100 ore mensili...mi pagano all'ora e mi hanno detto che devo fatturare alla fine del mese per avere lo stipendio...come faccio? fattura unica per tutte le ore lavorate? lavorerò con partita iva...
    grazie
    se lavori per ente:
    moltiplichi la tariffa oraria per le ore fatte.
    Aggiugni il 2% contributo enpap. Fai la somma.
    Togli la ritenuta d'acconto (20% dal numero che ti era venuto fuori moltiplicando ore per tariffa oraria). Al totale che esce così sommi il bollo (che metti per importi superiori a 70 euro per fattura).

  9. #9
    Partecipante Affezionato
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    bene grazie...ma come ho già detto se non faccio un lavoro prettamente psicologico cosa scrivo?(è di tipo educativo di stimolazione e riabiliatzione cognitiva) mi devo per forza iscrivere all'abo?
    aiuto che confusione!

  10. #10
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
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    Citazione Originalmente inviato da trachy82 Visualizza messaggio
    bene grazie...ma come ho già detto se non faccio un lavoro prettamente psicologico cosa scrivo?(è di tipo educativo di stimolazione e riabiliatzione cognitiva) mi devo per forza iscrivere all'abo?
    aiuto che confusione!
    su questo assolutamente non posso darti un consiglio. Loro che contratto ti hanno fatto? Da psicologa o da aducatrice? In base al contratto sai che prestazione fai

  11. #11
    Partecipante Affezionato L'avatar di Seren
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    Esatto...io ho aperto la partita iva e anche se mi dovessero chiamare per un lavoro più educativo...io la fattura la faccio come psicologa ed anche il corrispettivo pagato dovrà essere adeguato.

  12. #12
    Partecipante Affezionato L'avatar di mayd1981
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    Grazie mille per tutti i contributi!!!!
    ..soprattutto per l'esempio di 'fattura tipo' e le varie spiegazioni fornite da Seren... sono proprio queste nozioni "pratiche e concrete" di cui ho bisogno!

    Un'altra cosa:
    ma con il regime agevolato x le nuove attività mi hanno detto che si è esenti dalla applicazione della ritenuta d'acconto, ovvero basta mettere una nota sulla ricevuta (qualcosa che dovrebbe essere tipo: "esente da ritenuta d'acconto per applicazione regime agevolato / ai sensi del XX/XXX") quando si fattura ad enti o associazioni... E' Vero?
    Questo punto mi interessa abbastanza perchè io lavorerò quasi esclusivamente con associazioni....

    Grazie ancora!!

    Mayd

  13. #13
    Partecipante Affezionato L'avatar di Seren
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    No! Nel senso te fai la richiesta alla camera del commercio tramite apposito modulo. La ritenuta d'acconto te non la devi MAI fatturare. Quando hai la partita Iva fai prestazioni con o senza Iva, ma la ritenuta d'acconto non serve!!
    L'anno successivo, il regime agevolato per cui hai fatto richiesta consiste in un trattamento fiscale più adeguato alle tue entrate ed eventualmente paghi l'Iva che hai invece guadagnato.
    La dicitura la puoi mettere nella ricevuta per l'Iva, ma molti libretti hanno la stessa scritta in calce.

  14. #14
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
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    Citazione Originalmente inviato da Seren Visualizza messaggio
    No! Nel senso te fai la richiesta alla camera del commercio tramite apposito modulo. La ritenuta d'acconto te non la devi MAI fatturare. Quando hai la partita Iva fai prestazioni con o senza Iva, ma la ritenuta d'acconto non serve!!
    L'anno successivo, il regime agevolato per cui hai fatto richiesta consiste in un trattamento fiscale più adeguato alle tue entrate ed eventualmente paghi l'Iva che hai invece guadagnato.
    La dicitura la puoi mettere nella ricevuta per l'Iva, ma molti libretti hanno la stessa scritta in calce.
    Io ho p.iva e quando fatturo a enti mi fanno la ritenuta d'acconto...e questa è una procedura giusta...non so se per te sia diverso perché hai il regime agevolato...
    Qunado emetto fattura alla fine del mese poi tolgo la ritenuta d'acconto (20%) che alla fine corrisponde alle tasse che dovrei pagare....
    La ritenuta d'acconto ovviamente non la metto in fattura se fatturo a privati
    Ultima modifica di pimo_eli : 06-01-2008 alle ore 17.32.10

  15. #15
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    Citazione Originalmente inviato da pimo_eli Visualizza messaggio
    Io ho p.iva e quando fatturo a enti mi fanno la ritenuta d'acconto...e questa è una procedura giusta...non so se per te sia diverso perché hai il regime agevolato...
    Qunado emetto fattura alla fine del mese poi tolgo la ritenuta d'acconto (20%) che alla fine corrisponde alle tasse che dovrei pagare....
    La ritenuta d'acconto ovviamente non la metto in fattura se fatturo a privati
    Io ho avuto il regime agevolato fino a dicembre ed è esente da ritenuta d'acconto perchè si paga un irpef forfettaria del 10%, bisogna però scrivere la dicitura in fattura.
    Una volta scaduti i tre anni, quando si fattura a degli enti è necessario applicare la ritenuta d'acconto.
    Micia
    There are only two tragedies in life: one is not getting what one wants, the other is getting it.(Oscar Wilde)

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